mercoledì 17 marzo 2010

Mercoledì 17 marzo 1976 (Radio)



RADIOUNO

6,00 SEGNALE ORARIO
- MATTUTINO MUSICALE (Prima parte)
6,25 ALMANACCO
6,30 MATTUTINO MUSICALE (Seconda parte)
7,00 GR 1 - Prima edizione
7,10 LAVORO FLASH
7,25 SECONDO ME
Programma giorno per giorno condotto da Pino Locchi

Per il Friuli - Venezia Giulia e la Sicilia
7,30 - 7,45 GAZZETTINI REGIONALI

7,45 IERI AL PARLAMENTO
8,00 GR 1 - Seconda edizione - EDICOLA DEL GR 1
8,30 LE CANZONI DEL MATTINO
Non avevo che te (Fred Bongusto) - Aveva un cuore grande (Milva) - Re di denari (Nada) - L'amici mia (I Vianella) - Elisa, Elisa (Raymond Lefevre) et al.
9,00 VOI ED IO
Un programma musicale in compagnia di Lino Capolicchio
- Nell'intervallo (ore 10,00 circa):
CONTROVOCE
Speciale del GR 1
11,00 L'ALTRO SUONO
Programma di Mario Colangeli
con Anna Melato e Antonio De Robertis
Regia di Pasquale Sàntoli
11,30 Marcello Marchesi e Gustavo Palazio presentano
KURSAAL TRA NOI
12,00 GR 1 - Terza edizione
12,10 QUARTO PROGRAMMA
13,00 GR 1 - Quarta edizione
13,20 Raimondo Vianello e Sandra Mondaini presentano
IO E LEI
Battibecchi radiofonici
14,00 GR 1 - Quinta edizione
14,05 ORAZIO
Quasi quotidiano di satira e costume, condotto da Renato Turi
Complesso diretto da Franco Riva
Regia di Massimo Ventriglia
- Nell'intervallo (ore 15,00):
GR 1 - Sesta edizione
15,30 PER VOI GIOVANI
16,30 FINALMENTE ANCHE NOI - FORZA RAGAZZI !
Incontri pomeridiani
Conduce in studio Giuseppe Aldo Rossi

15,10 - 17,00 Per il Friuli - Venezia Giulia
TRASMISSIONI REGIONALI

17,00 GR 1 - Settima edizione
17,05 PADRI E FIGLI
di J. Turgeniev
(Replica da Radiodue)
- Invernizzi
17,25 DIBATTITO SULLO ZECCHINO D'ORO
18,00 Dal Teatro Antoniano di Bologna
18° ZECCHINO D'ORO
Festa internazionale della canzone per bambini in collaborazione con l'UNICEF
Prima giornata: canzoni straniere
Presenta Cino Tortorella
19,00 GR 1 SERA - Ottava edizione
Direttore Sergio Zavoli
19,15 ASCOLTA, SI FA SERA
19,20 SUI NOSTRI MERCATI
19,30 LA BOTTEGA DEL DISCO
di Claudio Casini

Per il Trentino-Alto Adige
19,15 GAZZETTINO DEL TRENTINO - ALTO ADIGE
19,30 - 19,45 MICROFONO SUL TRENTINO
Inchiesta a cura del Giornale Radio
Per il Friuli - Venezia Giulia
19,30 - 20,00 CRONACHE DEL LAVORO E DELL'ECONOMIA NEL FRIULI-VENEZIA GIULIA - GAZZETTINO
Per la Sardegna
19,30 PROGRAMMA REGIONALE
19,45 - 20,00 GAZZETTINO SARDO
Edizione serale
Per la Sicilia
19,30 - 20,00 IL GAZZETTINO DI SICILIA

20,20 Giovanna Ralli presenta
ANDATA E RITORNO
Programma di riascolto per indaffarati, distratti e lontani
21,00 GR 1 - Nona edizione
21,15 IL CASO DI SIMONE MERCIER
di Eva Franchi
23,00 OGGI AL PARLAMENTO - GR 1-Ultima edizione - I PROGRAMMI DI DOMANI - BUONANOTTE

RADIODUE

6,00 Valentina Cortese presenta
IL MATTINIERE
- Nell'intervallo: BOLLETTINO DEL MARE - (ore 6,30): NOTIZIE DI RADIOMATTINO
7,30 GR 2 - RADIOMATTINO
Direttore Gustavo Selva
- BUON VIAGGIO
7,45 BUONGIORNO CON I BULLDOG, CICO E NINO REJNA
Caffè, canzoni e poche righe
- Invernizzi
8,30 GR 2 - RADIOMATTINO
8,40 COME E PERCHE'
Una risposta alle vostre domande
8,55 GALLERIA DEL MELODRAMMA
9,30 GR 2 - MILANO
9,35 PADRI E FIGLI
di J. Turgeniev
- Invernizzi
9,55 CANZONI PER TUTTI
10,24 Corrado Pani presenta:
UNA POESIA AL GIORNO
10,30 GR 2 - FIRENZE
10,35 TUTTI INSIEME, ALLA RADIO
Riusciranno i nostri ascoltatori a farvi divertire per un'intera mattinata ?
Programma condotto da Francesco Mulè con la regia di Manfredo Matteoli
- Nell'intervallo (ore 11,30)
GR 2 - NAPOLI
12,10 TRASMISSIONI REGIONALI
12,30 GR 2 - RADIOGIORNO
12,40 In diretta da New York, Parigi e Londra
TOP '76
Successi e novità discografiche internazionali coordinate e dirette da Renzo Arbore e condotte da Raffaele Cascone
Realizzazione di Aurelio Castelfranchi
13,30 GR 2 - RADIOGIORNO
13,35 SU DI GIRI
14,30 TRASMISSIONI REGIONALI
15,00 Silvano Giannelli presenta
PUNTO INTERROGATIVO
Fatti e personaggi del mondo della cultura

Per il Trentino - Alto Adige
15,00 - 15,30 TRASMISSIONE PER I RAGAZZI
Per la Sicilia
15,05 A PROPOSITO DI STORIA
a cura di Massimo Ganci
15,30 - 16,00 MUSICA CLUB
di Enzo Randisi

15,30 GR 2 - ECONOMIA
con MEDIA DELLE VALUTE
- BOLLETTINO DEL MARE
15,40 CARARAI
Un programma di musiche, poesie, canzoni, teatro, ecc. su richiesta degli ascoltatori
- Nell'intervallo (ore 16,30):
GR 2 - EDIZIONE PER I RAGAZZI
17,30 SPECIALE GR 2
17,50 ALTO GRADIMENTO
di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, con la partecipazione di Giorgio Bracardi e Mario Marenco
18,35 GR 2 - NOTIZIE DI RADIOSERA
18,40 RADIODISCOTECA
Selezione musicale per tutte le età presentata da Guido e Maurizio De Angelis
19,30 GR 2 - RADIOSERA
19,50 IL CONVEGNO DEI CINQUE
20,25 Calcio: da Milano
MILAN - BRUGES
Incontro di ritorno quarti di finale Coppa UEFA
Radiocronista Enrico Ameri
22,30 GR 2 - RADIONOTTE
BOLLETTINO DEL MARE
22,50 L'UOMO DELLA NOTTE
Divagazioni di fine giornata
23,29 CHIUSURA
23,31 - 5,57 NOTTURNO ITALIANO
Musica e notiziari

RADIOTRE

7,00 QUOTIDIANA RADIOTRE
Nell'intervallo (ore 7,30):
GIORNALE RADIOTRE

Per la Campania
7,00 - 8,15 GOOD MORNING FROM NAPLES
Trasmissione in inglese per il personale della NATO
Per l'Abruzzo e il Molise
8,05 - 8,30 IL MATTUTINO ABRUZZESE-MOLISANO
Programma musicale

8,30 CONCERTO DI APERTURA
9,30 CONCERTO DI DANZE
10,30 LA SETTIMANA DI CESAR FRANCK
11,10 SE NE PARLA OGGI
11,40 DUE VOCI, DUE EPOCHE
12,20 MUSICISTI ITALIANI
13,00 LA MUSICA NEL TEMPO
14,00 GIORNALE RADIOTRE
14,30 INTERMEZZO
15,15 LE CANTATE DI JOHANN SEBASTIAN BACH
16,15 POLTRONISSIMA
Controsettimanale dello spettacolo, a cura di Mino Doletti
17,00 LISTINO BORSA DI ROMA
17,10 FOGLI D'ALBUM
17,25 CLASSE UNICA
17,40 MUSICA FUORI SCHEMA
Testi di Francesco Forti e Roberto Nicolosi
18,05 ...E VIA DISCORRENDO
Musica e divagazioni con Renzo Nissim
Realizzazione di Claudio Viti
18,25 PING-PONG
Un programma di Simonetta Gomez
18,45 GIORNALE RADIOTRE
19,15 CONCERTO DELLA SERA
20,15 SIDNEY SONNINO: POLITICA E DIPLOMAZIA IN 30 ANNI DI STORIA ITALIANA
20,45 GIORNALE RADIOTRE
Direttore Mario Pinzaùti
- SETTE ARTI
21,15 TRIBUNA COMPOSITORI 1975
22,00 MUSICA SINFONICA
Al termine: GIORNALE RADIOTRE
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Il 17 marzo 1976 è il terzo giorno di riforma dell'informazione radiotelevisiva: la TV, sicuramente più attesa da tutti al varco, ha già sparato qualche colpo sensazionale. In radio c'è ancora una situazione di graduale assestamento: le nuove testate autonome delle tre reti sono partite in extremis (i palinsesti ufficiali pubblicati dalle guide specializzate non tengono ancora conto della nuova triplice gestione dell'informazione, in mano a Sergio Zavoli, Gustavo Selva e Mario Pinzauti), ma riuscendo comunque sin dall'inizio a dire qualcosa di nuovo dopo decenni di notiziari all'insegna di quell'ufficialità rappresentata dalla voce di un anonimo speaker.
Tra le notizie che i GR della sera trasmettono quell'ultimo mercoledì d'inverno, ce n'è una, purtroppo luttuosa, che colpisce il mondo della cultura e dello spettacolo: la morte di Luchino Visconti, stroncato dal secondo ictus dopo quello che lo aveva paralizzato in parte qualche tempo prima.
Con un omaggio biografico al prolifico regista milanese ha inizio la collaborazione con il
Focolare Radio-TV di un amico che voi certamente conoscerete come l' uomo della domenica di un blog musicale amico, Pensieri P.33, ma che è anche un raffinato cultore di storia del cinema, tanto che egli sarà costantemente nostro ospite in veste di esperto di personaggi ed opere del mondo della celluloide: Orlando. A lui diamo subito la parola.
Buon pomeriggio a tutti ed appuntamento al prossimo post ! ! !
CBNeas


Al sontuoso cerimoniale funebre dedicato a Luchino Visconti partecipa una folla di amici, colleghi e anche di uomini politici. Gli stessi che, da vivo, lo avevano criticato e osteggiato, oggi gli rendono un solenne e definitivo omaggio quasi a volersi scusare per le accuse di decadentismo, di estetismo, di perfezionismo che hanno perseguitato il maestro ad ogni prima teatrale o cinematografica. Ebbene sì, sono un decadente, ebbe a dire il regista proprio pochi mesi prima di morire, quando si scatenò l'ennesima polemica sulla scelta di un romanzo di Gabriele D'Annunzio come soggetto per quello che sarebbe stato il suo ultimo film.

Se guardiamo retrospettivamente tutta la sua filmografia, ogni opera in fondo descrive il disfacimento di un'epoca, di una famiglia, di una società. In questa chiave di lettura appare chiaro il messaggio dei suoi film, a partire da Ossessione, che rompe definitivamente con un passato fatto di telefoni bianchi e di smancerie sentimentali, e che con la sua carica di incontenibile erotismo ha fatto impallidire i due film americani tratti dallo stesso soggetto. La terra trema, con uno dei finali più strazianti e più umani di tutto il cinema italiano, gli fece ottenere alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia solo un premio non ufficiale. E il successivo Senso, capolavoro anche dal punto di vista figurativo con un uso non convenzionale del colore, alla Mostra del 1954, nonostante fosse il miglior film tra quelli in concorso, non venne premiato per una precisa volontà politica.

Visconti proveniva da una antica, aristocratica famiglia milanese. Il lusso e l'agiatezza alla quale era abituato gli crearono non pochi problemi: tra i materiali da usare nei suoi film, sceglieva sempre i più costosi: fiori freschi da cambiare ad ogni inquadratura, metri e metri di tessuti pregiati, mobili e soprammobili d'epoca, porcellane e argenteria autentica e così via. Tralasciando le decine di aneddoti a questo proposito, diciamo solo che dopo la crisi che colpì il cinema italiano nella seconda metà degli anni Cinquanta, Visconti rischiò di rimanere senza lavoro. I produttori cominciarono rapidamente a temere la sua fama di regista che non badava a spese e, per sbloccare la situazione, il letterato Emilio Cecchi, padre di Suso Cecchi D'Amico, fedele collaboratrice del regista fino all'ultima sceneggiatura, consigliò a Visconti di realizzare un film a basso budget tratto da un'opera letteraria. Nacque così Le notti bianche, da Dostojevski, e un film minore finì per aggiudicarsi a Venezia il Leone d'Argento.

Ma le polemiche non erano destinate a terminare. Rocco e i suoi fratelli, altro film sulla disgregazione di una famiglia, questa volta di meridionali emigrati nella Milano del boom economico, fu ostacolato dalla giunta provinciale di Milano, censurato dalla Procura, criticato dal Ministero dello Spettacolo, bersagliato dal moralismo dei benpensanti, e infine boicottato alla Mostra di Venezia del 1960, dove al suo posto venne ancora una volta premiato un film francese presto dimenticato. Le vicende critiche e censorie di Rocco e di un successivo allestimento teatrale, l'Arialda di Giovanni Testori, spinsero Visconti a dichiarare di non voler più lavorare in Italia. Traferitosi a Parigi, il regista diresse a teatro Romy Schneider in un dramma elisabettiano, quel Peccato che sia una sgualdrina che dieci anni più tardi divenne anche un film per la regia di Giuseppe Patroni Griffi con il titolo Addio fratello crudele.

Al trionfo di critica e di pubblico del successivo Il Gattopardo, fecero riscontro i mugugni degli esercenti delle sale cinematografiche che, a causa dell'eccessiva lunghezza del film, furono costretti a ridurre il numero delle proiezioni giornaliere.

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La costosissima realizzazione del film portò sull'orlo del fallimento la Titanus di Goffredo Lombardo, che nonostante il successo commerciale del film non riuscì mai a rifarsi di tutte le spese, e Visconti per il suo successivo lavoro dovette nuovamente ripiegare su un film girato in interni, in bianco/nero e con pochi personaggi. Vaghe stelle dell'Orsa, paradossalmente finì per conquistare a Venezia il Leone d'Oro, che gli fu assegnato quasi in segno di scusa per le precedenti ingiustizie.

La decadenza torna ad essere protagonista con la celebre trilogia tedesca: La caduta degli dèi del 1969, Morte a Venezia del 1971 e Ludwig del 1973, sono tre capolavori con i quali la carriera di Visconti raggiunge il vertice e che, forse, costituiscono il vero testamento artistico del maestro.

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Proprio durante la lavorazione dell'ultimo dei tre film, il regista viene colpito da un ictus che gli paralizza il lato sinistro e lo costringe a una umiliante condizione di dipendenza. Il montaggio di Ludwig viene portato a termine grazie a una moviola sistemata a Cernobbio, in una villa di famiglia dove Visconti trascorre la sua convalescenza, ma la produzione impone pesanti mutilazioni sulla pellicola e distribuisce il film in un'edizione ridotta e incomprensibile. Visconti, troppo stanco per combattere, non volle neanche visionare il risultato finale. Solo dopo la sua morte, grazie a una cordata di amici, fu possibile acquistare i diritti del film e rimontarlo secondo le sue indicazioni, in una versione integrale che fu presentata fuori concorso a Venezia nel 1980.

Gruppo di famiglia in un interno e L'innocente, i due ultimi film, furono girati da un Luchino Visconti che, nonostante la sua invalidità, non aveva smesso di fare progetti. Molti di questi progetti non furono realizzati e, tra questi, il più celebre resta la riduzione della Recherche proustiana, che poteva nelle sue mani diventare, ma non lo sapremo mai, il capolavoro definitivo.

Un saluto a tutti ed arrivederci presto ! ! !

Orlando

3 commenti:

Verdier il Vampiro ha detto...

Visconti, ovvero un "zzzzzzz" (alla Paperino) o un "ronf-ronf" (alla Ciccio Papero).
No, vabbè....a me piacciono un pochettino Gruppo di famiglia in un interno, Ludwig e L'Innocente.
Certo, non li rivedrei più di due o tre volte in tutta la vita. ma questo mi succede con quasi tutti i film. Ci sono pochissimi film che mi sono (ri)visto anche 4 o 5 volte. Un paio di questi sono DOMENICA D'AGOSTO del 1949 e MIO FIGLIO PROFESSORE.

CBNeas1968 ha detto...

Per Verdier il Vampiro: Luciano Emmer e Renato Castellani, i registi delle due pellicole da te maggiormente apprezzate (e meritatamente, dal momento che si tratta di opere più "semplici", ma non per questo mediocri), hanno ad un certo punto trovato la loro strada in TV. Il primo (scomparso lo scorso settembre dopo una breve agonia a seguito di un incidente d'auto, ma era già novantenne) è stato praticamente il "papà" di "Carosello" (di cui torneremo prestissimo a parlare), mentre il secondo si è specializzato in quei TV-movies di una certa levatura che hanno fatto grande il nome della RAI nel mondo, come le biografie di Leonardo Da Vinci e di Giuseppe Verdi. Castellani, morto negli ultimi giorni del 1985, ha concluso però la carriera con una versione fantascientifica de "L'isola del tesoro" di Stevenson, povera però d'idee (molto meglio l'antica serie di Anton Giulio Majano, con il famoso coro dei pirati composto dal M° Lavagnino - "Quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto - oooooh, ooooh - e una bottiglia di rhum ", traduzione letterale delle frasi scritte dall'autore inglese e musicate in modo suggestivo e travolgente -).

Anonimo ha detto...

Tra i rapporti di Luchino Visconti con la televisione va ricordato il documentario "Alla ricerca di Tadzio" che lo stesso regista diresse nel 1970. Il documentario del 1970 - prodotto dalla Rai - fu realizzato per la rubrica "Cinema 70" curata da Alberto Luna (e riproposto più di una volta in qualche serata Visconti dal palinsesto di Fuori Orario su RaiTre). In 30 minuti, Visconti racconta una specie di diario di viaggio in nord Europa per il casting del ragazzo che avrebbe dovuto interpretare Tadzio nel film Morte a Venezia. Il regista osserva molti giovani e finisce per scegliere l'attore svedese Björn Andrésen. E' un documento singolare - più che un semplice making of - che permette di vedere Visconti nella sua quotidianità operativa. Immagini che ripropongono un'idea di cinema che non esiste più. Ciao e buon lavoro. Antonio