giovedì 19 aprile 2012

UN'AGGIUNTA SUL "PINOCCHIO" DI COMENCINI


"Riceviamo e volentieri pubblichiamo" è la classica formula con cui vengono ospitati volontari interventi di approfondimento sulle varie tematiche poste all'attenzione dei lettori sia della carta stampata che- come in questo caso - del web. Effettivamente, la nostra rievocazione del Pinocchio televisivo di Comencini a 40 anni dalla prima trasmissione ha suscitato profondo interesse, non soltanto di natura nostalgica, ma anche in un contesto più analitico - critico. E proprio in tale àmbito va considerato quanto scritto su Facebook, all'interno della pagina di un gruppo che celebra meritatamente tutti gli sceneggiati trasmessi dalla RAI (tanto le produzioni interne che quelle importate dall'estero), dal musicista napoletano Christian Luongo, che ringraziamo sin d'ora per averci dato il permesso di divulgare anche in questa sede il proprio approfondito commento, ricco di spunti riflessivi.
I post tradizionali del Focolare torneranno nel corso del fine-settimana.
Buona lettura e... a prestissimo ! ! !
CBNeas

 Classificato come "sceneggiato" laddove, a mio giudizio almeno, si dovrebbe parlare, più correttamente, di "film per la televisione" anche perchè dal lungometraggio tradizionale mutua moltissime peculiarità sue proprie come, ad esempio, la fotografia ed il montaggio e, d'altro canto, la presenza di Nino Baragli - la quintessenza della "rimessa in costruzione" dell'analisi logica della cinematografia italiana - è lì ad attestarcelo. Direi di partire dall'assunto che, con le "avventure di Pinocchio" ci troviamo di fronte ad uno dei prodotti più belli, in senso lato, di tutta la produzione della televisione pubblica nel corso di oltre mezzo secolo di storia ; e la Rai di produzioni di altissima qualità ne ha fatta tantissima onde per cui annoverarla fra quelle più belle non è niente affatto scontato e riduttivo - anzi è, esattamente, l'opposto - non solo per la qualità intrinseca della riduzione cinematografica ma, vieppiù, per l'oggettiva difficoltà cui una riduzione del genere andava incontro perchè la lettura e la interpretazione di Comencini è stata, al contempo, fedelissima e rivoluzionaria.

 Comencini era un massone - ovvero, quanto meno, a conoscenza di tanta simbologia massonica - e nel lungometraggio ha lasciato, sporadicamente, tutta una serie di indizi nitidi a coloro in grado di poterli leggere quasi a voler rasserenare chi di dovere della consapevolezza profonda del vero senso escatologico dell'opera collodiana giacchè Pinocchio resta, nelle intenzioni dell'autore, una allegorica iniziazione massonica e di questo aspetto, appunto, il cineasta ne era, come detto dianzi, conscio.
Ma la lettura del regista è, al contempo, assolutamente rivoluzionaria vuoi per esigenze specificamente tecniche - l'impossibilità, per intenderci, di far recitare un burattino di legno per l'intera durata del lungometraggio in una epoca nella quale l'ausilio della computer grafica era una chimera protofantascientifica che lo "obbliga", così, a cambiare la sceneggiatura del racconto inducendo, sin dalla prima puntata, una reiterata metamorfizzazione del burattino in bambino - vuoi per intime convinzioni sue proprie che si sposano ad una lettura quasi neorealista della favola collodiana per cui, sospesi in un equilibrio precario, la storia oscilla, simultanamente, su due piani assolutamente dialettici e stridenti ovvero uno specificatamente trascendente ed un altro assolutamente immanente la cui sintesi sarà, allegoricamente, rappresentata dalla definitiva abiura del burattino nel ventre della balena (o del pescecane come sottolinea Manfredi...) operata, vero, dalla fata turchina ma indotta espressamente da Geppetto che si inserisce - un'altra chiave di lettura - prepotentemente nella economia della storia.
Queste molteplici chiavi di lettura e di riduzione scenografica operate da Comencini rispondevano, espressamente, ad una serie di profondissime convinzioni del cineasta la cui formazione nell'Italia del dopoguerra, all'ombra dei grandi maestri della cinematografia italiana neorealista, non poteva, per così dire, restando in un cantuccio a latere della macchina da presa, eclissarsi : tutt'altro !


Il primo sguardo "neorealista" che si impone nella produzione comenciniana concerne proprio il personaggio di Lucignolo affidato ad un ragazzo di borgata romano - Domenico Santoro - che il regista aveva conosciuto, personalmente, nel corso della realizzazione di alcuni cortometraggi di taglio spiccatamente documentaristico inerente il lavoro minorile ed il precariato di quello che, oggi, definiremmo come sottoproletariato urbano ma che, in quegli anni, era ancora inquadrato, anche politicamente, come proletariato tout-court generando una serie di distonie e di confusioni, anche semantiche, grossolane dalle quali, per alcuni versi, molta di quella che viene arbitrariamente definita intellighenzia italica ancora non ha preso le distanze.
Lucignolo è, nella rilettura della favola collodiana, un ragazzo difficile con una famiglia assolutamente disastrata alle spalle, abbandonato a sè stesso e vittima della violenza gratuita che il padre esercita, arbitrariamente, su di lui e, presumibilmente, anche sulla madre quando la sera, al termine di una infame giornata di lavoro, si ubriaca maledettamente estrinsecando il lato oscuro suo proprio.
Certo questa interpretazione non è nitidamente percepibile di primo acchito eppure, ascoltando con estrema attenzione lo svolgimento dei dialoghi, emerge distintamente disegnando un quadro assolutamente desolante di quello che è l'entourage di Lucignolo e che, molto probabilmente, rifletteva se non la situazione sua propria - di Domenico Santoro, intendo - quella di molti ragazzi borgatari capitolini dei primi anni settanta. Lucignolo è, dunque, un ragazzo difficile, un emarginato ; ma la visione comenciniana, romantica, lo ammanta di un pathos miltoniano alla stregua di un eroe tragico e questa sua intuizione, indovinatissima, conferisce uno spessore altrimenti assente al personaggio collodiano ma questa connotazione lungi dallo snaturarlo sembra, per converso, essere una qual sorta di fisiologico sviluppo della primigenia visione collodiana quasi come se il Lorenzini (il vero nome di Collodi n.d.r.) non avesse avuto il tempo necessario per tratteggiarne, appieno, le sfumature.
Lucignolo, quindi, rappresenta, ad un tempo, una peculiare chiave di lettura comenciniana assolutamente rivoluzionaria - assente, infatti, nel romanzo originario - ma, al contempo, assolutamente canonica e complementare con lo spirito dello scrittore fiorentino.


E questa schizofrenica chiave di volta la individuiamo, ancor più chiaramente, proprio nella figura di Geppetto per il quale, per inciso, il regista aveva pensato, in un primo tempo, a Vittorio Gassman salvo poi, su indicazione del celeberrimo mattatore, dirottare la propria scelta verso un attore più "dimesso" come Manfredi proprio perchè la preponderanza scenica di Gassman avrebbe seriamente inficiato la realizzazione del lungometraggio che, a quel punto, avrebbe potuto anche chiamarsi "Le avventure di Geppetto" (come, si sussurra, ebbe a dire lo stesso Gassman a Comencini quando fu, da questi, contattato).
Ma il "modus recitandi" manfrediano era indispensabile - e si dimostrò, a conti fatti, indovinatissimo - perchè, attraverso Geppetto, Comencini riesce a spostare la macchina da presa e ad incastonare il lungometraggio su un'altra chiave di lettura incardinata sul rapporto padre-figlio assolutamente, o quasi, latitante nella stesura del romanzo anche se, ad onor del vero, per quanto eterodossa anch'essa poteva essere una "fisiologica consequenzialità" della primigenia stesura del racconto da parte del Lorenzini riecheggiando, dunque, quanto era già successo proprio con Lucignolo.
Il rapporto padre-figlio si innesta su quello madre-figlio (quello, cioè, della fata turchina nei confronti di Pinocchio) e si pone su un piano, qualitativamente, diverso rasentando il sublime perchè, per molti versi, rappresenta la quintessenza stessa dell'amore in quanto che a differenza della fata turchina, la cui benevolenza nei confronti del burattino è sempre condizionata al comportamento del ragazzo, l'amore di Geppetto è, sin dall'inizio, assolutamente totalizzante ed incondizionato ed il continuo rimando alla frase "sibillina", reiteratamente riproposta nel corso di tutto il lungometraggio, "L'ho fatto io" - riferendosi, da un lato, alla manifattura del burattino, certo, ma con chiare allusioni a qualcosa che andava ben oltre la semplice realizzazione artigianale di un, per l'appunto, mero manufatto - è la espressione, antitetica e per nulla dialettica, di una frapposizione, paterna, affatto diversa che stride, maledettamente, con quella materna ; e questo contrasto, soffuso ma presente nel corso di tutta l'opera, esplode fragorosamente al termine delle continue metamorfizzazioni del burattino che lascia alle spalle, una volta per tutte, il proprio "feticcio" nel ventre della balena a seguito, non a caso, degli strali lanciati all'indirizzo della fata proprio da Geppetto che la accusa, ad alta voce, di essere una megera.
Alla fin fine, dunque, è proprio l'amore, immenso, del padre verso il figlio che indurrà la fata turchina a scindere, definitivamente, Pinocchio dal proprio alter-ego inanimato ed a trasformarlo, finalmente, in un bambino vero.
E questa chiave di lettura comenciniana è meravigliosa !
O, almeno, è quello che io penso.

Grazie mille ! ! !

Christian Luongo

 

domenica 15 aprile 2012

Sabato 15 aprile 1972


NAZIONALE

trasmissioni scolastiche

La RAI - Radiotelevisione Italiana, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, presenta
10,30  CORSO DI INGLESE PER LA SCUOLA MEDIA
11,30  SCUOLA MEDIA
          (Repliche dei programmi di venerdì pomeriggio)
12,00  SCUOLA MEDIA SUPERIORE
           (Replica dei programmi di lunedì pomeriggio)

meridiana

12,30  SAPERE
           Aggiornamenti culturali
           coordinati da Enrico Gastaldi
           Introduzione alla psicologia
           a cura di Luigi Meschieri
           Regia di Gianni Amico
13,00  OGGI LE COMICHE
    -      Le teste matte: La fame di Snub
            Con Snub Pollard
            Distribuzione: Frank Viner
    -      Un cavallo per un quadro
            Interpreti: Stan Laurel, Oliver Hardy
            Regia di Leo McCarey
            Produzione: Hal Roach
13,25  IL TEMPO IN ITALIA
            BREAK 1 (Nescafè Nestlè - Pepsodent - Pizza Catarì - Vernel)
13,30  TELEGIORNALE
14,00 - 14,20  CRONACHE ITALIANE
                        Arti e Lettere

      trasmissioni scolastiche

          La RAI-Radiotelevisione Italiana, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, presenta
15,00  CORSO DI INGLESE PER LA SCUOLA MEDIA
           (Replica dei programmi di venerdì pomeriggio)
16,00  SCUOLA ELEMENTARE
           Impariamo ad imparare
           a cura di Renzo Titone
           Esperimento per la scuola elementare
           Guida didattica all'insiemistica
           a cura di Licia Cattaneo, Ferdinando Montuschi, Giovacchino Petracchi
           con la consulenza didattica di Liliana Gilli Ragusa e Matteo Pischedda
           Regia di Massimo Pupillo
16,30  SCUOLA MEDIA SUPERIORE
           Orientamenti
          Che fare dopo la scuola
          a cura di Fiorella Lozzi Indrio
          Consulenza di Vinicio Baldelli, Giuseppe De Rita, Giorgio Tecce
          Testi di Giorgio Tecce
          Regia di Peter Del Monte
          La ricerca al servizio dell'uomo e dell'industria

per i più piccini

17,00  IL GIOCO DELLE COSE
           a cura di Teresa Buongiorno
           con la collaborazione di Marcello Argilli
           Presentano Marco Danè e Simona Gusberti
           Scene e pupazzi di Bonizza
           Regia di Salvatore Baldazzi
17,30  SEGNALE ORARIO
           TELEGIORNALE
           Edizione del pomeriggio
           ed
           ESTRAZIONI DEL LOTTO
           GIROTONDO (Dofo Crem - Giocattoli Didax - General Biscuit Company - Eldorado - Rexona)

la TV dei ragazzi

17,45  CHISSA' CHI LO SA
           Gioco per i Ragazzi delle Scuole Medie
           Presenta Febo Conti
           Regia di Maria Maddalena Yon
18,45  MAGILLA GORILLA
           in
    -     Collaudatore d'auto
    -     La coppia di super eroi
          Prodotto da William Hanna e Joseph Barbera

ritorno a casa

           GONG (Togo Pavesi - Maionese Calvè - Samo stoviglie)
19,00  SAPERE
           Aggiornamenti culturali
           coordinati da Enrico Gastaldi
           Monografie
           a cura di Nanni De Stefani
           I cantastorie
           Regia di Giulio Morelli
           GONG  (Gala S.p.A. - Manetti & Roberts - Ravvivatore Baby Bianco)
19,30  TEMPO DELLO SPIRITO

ribalta accesa

19,45  TELEGIORNALE SPORT
           TIC - TAC  (Sistem - Moplen - Biscotto Diet-Erba - Alimentari VèGè - Elettrodomestici Ariston - Martini - Linea Cosmetica Deborah)
          SEGNALE ORARIO
          CRONACHE DEL LAVORO E DELL'ECONOMIA
          a cura di Corrado Granella
          ARCOBALENO 1 (Amaro Medicinale Giuliani - Finish - Creme Pond's)
          CHE TEMPO FA
          In studio Edmondo Bernacca
          ARCOBALENO 2  (Bastoncini di pesce Findus - Cera Fluida Solex - Gulf - Aperitivo Cynar - Vidal Profumi)
20,30  TELEGIORNALE
           Edizione della sera
           Direttore Willy De Luca
           CAROSELLO
           (1)  Pneumatici Cinturato Pirelli - (2) Scottex - (3) Analcoolico Crodino - (4) Pentole a pressione Lagostina - (5) Galbani
           I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) DN Sound - 2) Dede Boden - 3) Gamma Film - 4) Frame - 5) O.C.P.
21,00  La RAI - Radiotelevisione Italiana presenta:
           LE AVVENTURE DI PINOCCHIO
           dal racconto di Collodi
           Libero adattamento e sceneggiatura di Suso Cecchi D'Amico, Luigi Comencini
           Con Ugo D'Alessio, Nino Manfredi, Andrea Balestri, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Lionel Stander
           Ambientazione e costumi di Piero Gherardi
           Direttore della fotografia Armando Nannuzzi
           Musiche di Fiorenzo Carpi
           Montaggio di Nino Baragli
           Produttore esecutivo Attilio Monge
           Regia di Luigi Comencini
           (Una coproduzione RAI - ORTF - BAVARIA FILM - SAMPAOLO-FILM - CINEPAT)
           DOREMI' (Johnson & Johnson - Amaro 18 - Casacolor - Formaggino Mio Locatelli)
22,15  Servizi Speciale del Telegiornale
           SESTANTE
           a cura di Ezio Zèfferi
           BREAK 2  (Candy Elettrodomestici - Birra Peroni Nastro Azzurro)
23,00  TELEGIORNALE
           Edizione della notte
           CHE TEMPO FA
           In studio Edmondo Bernacca
           SPORT

SECONDO CANALE

                        Per Milano e zone collegate, in occasione della 50a Fiera Campionaria Internazionale
10,00 - 11,30   PROGRAMMA CINEMATOGRAFICO

17,30 - 19,30   ROMA: NUOTO
                        Trofeo 5 Nazioni
                        Telecronista Giorgio Martino

           TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
           PER LA ZONA DI BOLZANO

                          SENDER BOZEN

          SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30  DIE UNBESTECHLICHEN
           Kriminalserie mit Robert Stack
           Rauschgift ist kein Spielzeug
           Regie: Stuart Rosenberg
           Verleih: Desilu
20,15  KULTURBERICHT
20,30  GEDANKEN ZUM SONTAG
           Es spricht: Kaplan W. Rotter
20,40 - 21,00  TAGESSCHAU

21,00   SEGNALE ORARIO
            TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
            INTERMEZZO (Trattamento Panten - "Merito" - Caffè Suerte - Sorini - Nuovo All per lavatrici - Olio Sasso)
21,15  IERI E OGGI
           Varietà a richiesta
           a cura di Leone Mancini e Lino Procacci
           Presenta Arnoldo Foà
           Regia di Lino Procacci
           DOREMI' (Magnesia Bisurata Aromatic - Schiuma da barba Williams - Ceramica Marazzi - Aperitivo Aperol - Brooklyn Perfetti)
22,15  I NUOVI MEDICI
           Contaminazione
           Telefilm
           Regia di Danie Petrie
           Interpreti: E.G. Marshall, David Hartman, John Saxon
           Distribuzione: M.C.A.


TSI - SVIZZERA

13,30  UN'ORA PER VOI
           Settimanale per gli italiani che lavorano in Svizzera
14,45  SAMEDI JEUNESSE
           Programma in lingua francese dedicato alla gioventù realizzato dalla TV romanda
15,35  LAVORI IN CORSO
           Panorama internazionale di cultura
           Il tempo libero, la macchina, il gioco
           A cura di Grytzko Mascioni
16,55  GUTEN TAG
           Corso di lingua tedesca
           Rauchen ist ungesund !
           A cura del Goethe Institut
17,20  IL BUONGUSTAIO

           La cucina nel mondo
           La cucina cinese
17,35  POP HOT
           Musica per i giovani
17,50  I CORSARI
           Telefilm
           Monsieur De Marsan 
           (A COLORI)
18,20  MARSHALL MCLUHAN
           Documentario
           (A COLORI)
19,05  TELEGIORNALE    1a edizione
    -      TV-SPOT
19,15  IL MONDO IN CUI VIVIAMO
            Civiltà ritrovate
            Re e divinità di Angkor
            (A COLORI)
19,40  ESTRAZIONI DEL LOTTO
19,45  IL VANGELO DI DOMANI
           Conversazione religiosa di Don Sandro Vitalini
     -     TV - SPOT
19,55  UNA RISATA IN TESTA
           Disegni animati
           (A COLORI)
     -     TV - SPOT
20,20  TELEGIORNALE        Edizione principale
   -       TV - SPOT
20,40  PISTOLE ROVENTI
           Film - Regia di Earl Bellamy
           Interpreti: Audie Murphy,  Joan Staley, Warren Stevens, David Macklin
           (A COLORI)
22,05  SABATO SPORT
           Cronaca differita parziale di un incontro di calcio di divisione nazionale e Notizie
22,55  TELEGIORNALE        3a edizione

 KOPER - CAPODISTRIA

16,30  TELESPORT
           PALLACANESTRO: Coppa jugoslava
           Semifinali

19,45  WEEK-END IN TECHNICOLOR
           Spettacolo musicale con i Dik Dik
           (A COLORI)
20,10  ZIG ZAG
           (A COLORI)
20,15  NOTIZIARIO
20,30  LA PAROLA ALLA DIFESA
           Telefilm
           La scelta
21,20  PICCOLO CONCERTO
           Autori classici alla ribalta
           (A COLORI)
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Con il post di oggi andiamo indietro di quattro decadi esatte, anche per celebrare una delle produzioni RAI tra le più note e discusse, amate e odiate in egual misura, alla quale dedicheremo, ovviamente, il fulcro del nostro discorso, non prima di aver dato uno sguardo agli altri programmi di rilievo diffusi non solo dalla televisione italiana di Stato, ma anche dalle emittenti italofone elvetiche e istriane.

Il 15 aprile 1972 è un sabato e il tempo è sicuramente migliore di quanto non lo sia quarant'anni dopo: niente ciclone Lucy, con pioggia e freddo (passi un colpo di coda invernale a metà aprile), bensì una più stagionale variabilità dalle Alpi al Lilibeo. Insomma, stare davanti al video non è peccato. Inoltre, all'ora di pranzo della vigilia del dì di festa, ci sono, come sempre, le comiche.
Tempo fa, un nostro corrispondente dal Lazio appassionato della tivù del bel tempo che fu, Emanuele Borghetti, ha dedicato a Oggi le comiche un'analisi cronistorica, suddivisa in base alle stagioni susseguitesi dal 1968 al 1978, regolarmente pubblicata dal nuovo blog da lui curato, Memorie televisive (http://memorietelevisive.wordpress.com).  Consultando sia i nostri periodici specializzati del tempo, sia tali dettagliate informazioni, possiamo confermare che quel giorno è compresa in scaletta una delle ultime comiche mute di Stan Laurel e Oliver Hardy, Un cavallo per un quadro (Wrong again, 1929). Abbiamo trovato in rete alcune scene da questo cortometraggio, commentate da una voce fuori campo americana che ne approfitta per fornire interessanti dettagli storici sia sulla celeberrima coppia di attori slapstick, sia sulla comica in sè, citando ovviamente il leggendario produttore Hal Roach, morto centenario nel novembre 1992:

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Nel pomeriggio, mentre Chissà chi lo sa ? (che, dopo la puntata del 24 giugno, per decisione dei vertici RAI, andrà in pensione, suscitando un certo disappunto nel conduttore Febo Conti) comincia a dare fuoco alle ultime polveri, c'è spazio pure per un ennesimo, buffo personaggio nato negli studios di William Hanna e Joseph Barbera, Magilla Gorilla, malcapitato antieroe destinato sempre ad essere messo in vendita, (e c'è chi ha ravvisato motivazioni sociali negative in queste situazioni, a partire dalla segregazione razziale ai danni degli afroamericani) come specifica la canzoncina della sigla originale americana (sostituita da noi, chissà perchè, da un motivetto suonato con il banjo):

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Nel breve palinsesto in tedesco della RAI altoatesina, Sender Bozen, figura un episodio di una delle tante serie televisive statunitensi, presto o tardi trasformatesi in film di successo: The Untouchables, ideata nel 1959 e assurta agli onori della celluloide una trentina d'anni dopo per merito di Brian De Palma. Nei panni di Eliot Ness, agente federale nemico numero uno di Cosa Nostra ai tempi del proibizionismo, figura Robert Stack, mentre sono tanti i registi che si alternano dietro la macchina da presa, come un giovane Stuart Rosenberg che firma l'episodio in onda quella sera in versione teutonica. Rivediamo la sigla della serie, in edizione originale:

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Tra le proposte serali della giovanissima emittente di Capodistria, ecco uno special a colori dedicato ai Dik-Dik, il complesso beat-pop milanese che, sulla breccia da circa sei anni, continua a sfornare una serie ininterrotta di meritati successi discografici, anche con lo zampino di Lucio Battisti e  Mogol. Mentre l'amico e collega Maurizio Vandelli ha preparato per loro una nuova canzone per il Disco per l'Estate, Viaggio di un poeta, che entrerà regolarmente in classifica, Pietruccio, Lallo e soci si godono ancora l'affermazione di Vendo casa, il drammatico tema battistiano uscito l'anno prima e ripreso pure dalla Formula 3:

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Specializzati in cover di successi nordamericani (Sognando la California), britannici (Senza luce) e francesi (L'isola di Wight), i Dik-Dik tentano un'operazione inversa, consistente nel cantare in lingua inglese i più fortunati motivi scritti da/apposta per loro per avere una più vasta risonanza internazionale. Così esce fuori The first day of Spring, traduzione albionica de Il primo giorno di primavera del 1969:

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Ecco la proposta serale della TSI, preceduta dai cartoni animati raccolti nel contenitore sabatino che ancora non s'intitola Scacciapensieri, bensì Una risata in testa: un western piuttosto recente (è del 1966) dal titolo Pistole roventi, interpretato da Audie Murphy e con la partecipazione, tra i comprimari, di David Mackline. Eccone un paio di brevi estratti:

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Prima del clou della serata, in onda sul Nazionale RAI, è inevitabilmente in onda Carosello, che riserva al foltissimo pubblico una sorpresa davvero speciale: la grande Brigitte Bardot testimonial del Crodino, in una serie di spot prodotti da Gino e Roberto Gavioli della Gamma Film di Milano.

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Dopo questo lungo preambolo, concentriamoci sulla trasmissione più attesa della giornata, quella versione cinetelevisiva de Le avventure di Pinocchio che Luigi Comencini, con il fondamentale apporto di Suso Cecchi D'Amico per una sceneggiatura accolta, come vedremo fra breve, da contrasti e polemiche tra i telespettatori di ogni età e livello socioculturale, ha girato avvalendosi di un cast assai azzeccato e che, a quattro anni dall'Odissea omerica realizzata da Franco Rossi, risulta essere il secondo vero kolossal di produzione RAI, con compartecipazione franco-tedesca.
Ridotto in cinque puntate in onda per scelta al sabato sera anzichè nella collocazione tradizionale domenicale riservata al romanzo sceneggiato (è giusto che anche il pubblico dei bambini abbia modo di fruire totalmente dell'edizione televisiva del libro più importante e famoso dedicato a loro), il racconto collodiano (che, com'è noto, uscì a puntate nel 1881 e venne riunito in volume due anni dopo) assume in questa lettura una visione abbastanza diversa dall'originale, a partire dall'idea di far diventare Pinocchio bambino quasi subito (salvo poi ritrasformarlo temporaneamente in burattino in coincidenza con monellerie più o meno gravi) anzichè alla fine del romanzo, quale ricompensa per le buone azioni condotte in conclusione. Questo elemento è sufficiente a scatenare discussioni tra puristi e modernisti, ma Luigi Comencini, intervistato dal Corriere della Sera nell'edizione di Pasqua, quindi a sei giorni dalla messa in onda del primo episodio, precisa che "in un racconto per immagini è difficile rendere umano e credibile un burattino, per quanto sia perfetta la sua meccanica" (cit. in ALDO GRASSO, Storia della televisione italiana, Garzanti, 1992, pag. 280- 281)

A quarant'anni esatti dalla prima messa in onda, celebriamo in questa sede quel fortunato, leggendario sceneggiato televisivo, replicato molte altre volte in tutti questi decenni e pronto a suscitare le medesime sensazioni: poesia, folklore toscano (elemento che Walt Disney, nel lungometraggio animato del 1940, aveva provveduto a sopprimere perchè sin troppo straniero ed oscuro per un pubblico così concreto e diretto come quello nordamericano), commozione e soprattutto malinconia, una malinconia spesso e volentieri scaturita da situazioni in cui si coglie il lato più sensibile del Pinocchio-bambino (che è anche quello del bambino che era/è in noi tutti) e aizzata quasi dal celeberrimo commento musicale di Fiorenzo Carpi:

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Assistiamo quindi alla visione integrale del secondo episodio, andato appunto in onda il 15 aprile 1972, che intervalleremo con citazioni collodiane, illustri pareri e curiosità:

''vi dirò dunque, ragazzi, che mentre il povero Geppetto era condotto senza sua colpa in prigione, quel monello di Pinocchio, rimasto libero dalle grinfie del carabiniere, se la dava a gambe già attraverso ai campi, per far più presto a tornarsene a casa; e nella gran furia del correre saltava greppi altissimi, siepi di pruni e fossi pieni d'acqua, tale e quale come avrebbe potuto fare un capretto o un leprottino inseguito dai cacciatori.
Giunto dinanzi a casa, trovò l'uscio di strada socchiuso. Lo spinse, entrò dentro, e appena ebbe messo tanto di paletto, si gettò a sedere per terra, lasciando andare un gran sospirone di contentezza.
Ma quella contentezza durò poco, perché sentì nella stanza qualcuno che fece:
"Crì-crì-crì!"
"Chi è che mi chiama?" disse Pinocchio tutto impaurito.
"Sono io!"
Pinocchio si voltò e vide un grosso Grillo che saliva lentamente su su per il muro..."

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"La solitudine di Geppetto, il bisogno di un burattino come figlio, è di stampo zavattiniano (...) Il Pinocchio ribelle, che vuole scoprire il mondo e le sue cose, che si ribella agli autoritarismi, sembre il prolungamento dell'enfant sauvage che era stato portato sullo schermo, qualche anno prima, da un altro regista di bambini, François Truffaut. (...) Comencini faceva volare il mosaico e i pezzi del racconto, una volta ricaduti a terra, si ricomponevano in una nuova armonia ".
(WALTER VELTRONI, I programmi che hanno cambiato l'Italia, Feltrinelli, 1992, pag. 188-189)

"Il burattino, appena che si fu levata la fame, cominciò subito a bofonchiare e a piangere, perché voleva un paio di piedi nuovi.
Ma Geppetto, per punirlo della monelleria fatta, lo lasciò piangere e disperarsi per una mezza giornata: poi gli disse:
"E perché dovrei rifarti i piedi? Forse per vederti scappar di nuovo da casa tua?"
"Vi prometto, disse il burattino singhiozzando, che da oggi in poi sarò buono..."
"Tutti i ragazzi, replicò Geppetto, quando vogliono ottenere qualcosa, dicono così."
"Vi prometto che anderò a scuola, studierò e mi farò onore..."
"Tutti i ragazzi, quando vogliono ottenere qualcosa, ripetono la medesima storia."
"Ma io non sono come gli altri ragazzi! Io sono più buono di tutti e dico sempre la verità. Vi prometto, babbo, che imparerò un'arte e che sarò la consolazione e il bastone della vostra vecchiaia."
Geppetto che, sebbene facesse il viso di tiranno, aveva gli occhi pieni di pianto e il cuore grosso dalla passione di vedere il suo povero Pinocchio in quello stato compassionevole, non rispose altre parole: ma, presi in mano gli arnesi del mestiere e due pezzetti di legno stagionato, si pose a lavorare di grandissimo impegno.
E in meno d'un'ora, i piedi erano bell'e fatti; due piedini svelti, asciutti e nervosi, come se fossero modellati da un artista di genio".   

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"... trovare un bambino che avesse la " taglia" di Pinocchio. Dice Comencini: "Doveva essere questo mio bambino ciarliero e impertinente, agile e instancabile, magro e sempre affamato, rapido nell'addormentarsi, svelto nel risveglio, con una istintiva diffidenza verso ciò che gli viene insegnato e molta voglia di apprendere a proprie spese, pronto a commuoversi, e pronto a dimenticare la commozione".
(in GRAZIELLA PERON, Primavera con Pinocchio, TV Sorrisi e Canzoni n. 15/ 1972, pag. 53).
"Quando Pinocchio entrò nel teatrino delle marionette, accadde un fatto che destò mezza rivoluzione.
Bisogna sapere che il sipario era tirato su e la commedia era già incominciata"
.

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Il cast è noto e arcinoto: il bambino rispondente ai requisiti esposti più sopra da Comencini è lo schietto pisano Andrea Balestri (oggi 49enne che, pur guadagnandosi da vivere come operatore ecologico, da tempo riappare, sia pur saltuariamente, come attore in cinema e teatro). Con lui agiscono Nino Manfredi (superbo Geppetto e bravissimo, seppur ciociaro, nel dare al personaggio una perfetta cadenza toscana), Franchi e Ingrassia (il Gatto e la Volpe), Ugo D'Alessio (un Maestro Ciliegia molto più presente che nel libro di Collodi: la voce è di Riccardo Billi, senese, essendo il napoletano D'Alessio non a proprio agio con la gorgia) e, presenza straniera fortissimamente voluta dal regista per un'ideale caratterizzazione del burattinaio Mangiafoco, lo statunitense Lionel Stander. Questi, pur di rendere assai plausibile il proprio ruolo, si esercita perfino durante i voli transoceanici da e per l'Italia nel dare la giusta mimica a un orco intento ad addentare una coscia di montone (facendo preoccupare le hostess, che temono chissà quale malore, ma una giusta spiegazione dell'attore chiarisce l'equivoco).

 "Il burattinaio Mangiafoco che (questo era il suo nome) pareva un uomo spaventoso, non dico di no, specie con quella sua barbaccia nera che, a uso grembiale, gli copriva tutto il petto e tutte le gambe; ma nel fondo poi non era un cattiv'uomo. Prova ne sia che quando vide portarsi davanti quel povero Pinocchio, che si dibatteva per ogni verso, urlando "Non voglio morire, non voglio morire!", principiò subito a commuoversi e a impietosirsi e, dopo aver resistito un bel pezzo, alla fine non ne poté più, e lasciò andare un sonorissimo starnuto.
A quello starnuto, Arlecchino, che fin allora era stato afflitto e ripiegato come un salcio piangente, si fece tutto allegro in viso, e chinatosi verso Pinocchio, gli bisbigliò sottovoce:
"Buone nuove, fratello. Il burattinaio ha starnutito, e questo è segno che s'è mosso a compassione per te, e oramai sei salvo."
Perché bisogna sapere che, mentre tutti gli uomini, quando si sentono impietositi per qualcuno, o piangono o per lo meno fanno finta di rasciugarsi gli occhi, Mangiafoco, invece, ogni volta che s'inteneriva davvero, aveva il vizio di starnutire. Era un modo come un altro, per dare a conoscere agli altri la sensibilità del suo cuore
".

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Non dimentichiamo gli attori assenti in questa puntata, ma versatili interpreti delle successive: lo scugnizzo napoletano Domenico Santoro, convincente Lucignolo, Vittorio De Sica nel cameo del giudice che condanna Pinocchio alla prigione per essere stato derubato, Zoe Incrocci nella terribile lumaca, cameriera della Fata, Riccardo Billi che, dopo aver doppiato il collega Ugo D'Alessio, come detto più sopra, appare nei panni del cinico Omino di Burro. Su tutti, comunque, spicca Gina Lollobrigida nel personaggio della Bella Bambina dai Capelli Turchini, che però ci sembra molto pragmatica e severa e poco fiabesca, a dispetto del delicatissimo leit-motiv composto per l'occasione dal Maestro Carpi:

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 A proposito di temi musicali, ecco la struggente musica dedicata a Geppetto, sia nella versione originale strumentale che in quella vocale, ben cantata dallo stesso Manfredi con il titolo Storia di Pinocchio: seguirà a coronamento finale di questa nostra celebrazione del quarantennale del TV -Movie di Comencini, una performance canora dello stesso Balestri, Andrea Pinocchio, che riprende un'ultima volta il tema caro a tutti quanti.

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 Concludiamo questa carrellata sui programmi televisivi di 40 anni fa precisi con uno sguardo alle proposte di seconda serata: il Nazionale RAI prosegue nella messa in onda di Sestante, rubrica di attualità a cura dell'ex - telecronista calcistico Ezio Zèfferi, passato poi alla redazione cronaca del Telegiornale unico di quel periodo:


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Sul Secondo, invece, prosegue una serie di telefilm nordamericani che è in pratica una costola di un ciclo più corposo, Bold Ones, che raccoglie diversi capitoli atti a seguire storie e situazioni differenti, ben illustrate dal relativo trailer originale, risalente al 1969 e mandato in onda dalla NBC:


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Il segmento di Bold Ones che viene trasmesso in quel periodo per la prima volta in versione italiana è The new Doctors, tradotto letteralmente ne I nuovi medici, che anticipa, per soggetti, sceneggiature e immagini, ciò che si vedrà in modo molto più ampio circa venticinque anni dopo con E.R., sfrondandolo però dei lati sentimentali, evidentemente poco pertinenti al ritmo serrato dei singoli episodi. Il successo de I nuovi medici è comunque tiepido: passeranno anni, con l'avvento delle televisioni private, prima che si possa parlare di una più decisa affermazione nostrana dell'intera serie Bold Ones, la cui breve sigla è anche l'ultimo contributo filmato del presente post:


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Termina così la nostra cavalcata, con la speranza di aver risvegliato in molti di voi ricordi ed emozioni in quantità e nel contempo di aver fatto scoprire ai giovani altri tasselli di quell'infinito, meraviglioso puzzle da ricostruire che è il mondo radiotelevisivo di una volta, così attento alla qualità e alla varietà delle proposte quotidiane.
Vi salutiamo caramente e vi diamo appuntamento a un nuovo omaggio ai bei tempi che furono, sempre con dovizia di particolari e di documentazioni, visive o fotografiche.

A prestissimo ! ! !

CBNeas

lunedì 9 aprile 2012

Giovedì 9 aprile 1964


NAZIONALE

             telescuola

 Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI-Radiotelevisione Italiana
 presentano
 SCUOLA MEDIA UNIFICATA

         Prima classe:
 8,30 - 9,20  Italiano
                    Prof. Lamberto Valli
 9,45 - 10,10  Storia
                       Prof. Claudio Degasperi
10,35 - 11,00  Matematica
                       Prof.ssa Liliana Artusi Chini
11,25 - 11,50  Francese
                       Prof.ssa Giulia Bronzo
11,50 - 12,15  Inglese
                       Prof.ssa Enrichetta Perotti

         Seconda classe:
9,20 - 9,45  Latino
                   Prof. Gino Zennaro
10,10 - 10,35  Osservazioni Scientifiche
                        Prof.ssa Donvina Magagnoli
11,00 - 11,25  Italiano
                       Prof.ssa Fausta Monelli
12,40 - 13,05  Storia    
                        Prof.ssa Maria Bonzano Strona

          Terza classe:
12,15 - 12,40  Italiano
                       Prof.ssa Fausta Monelli
13,05 - 13,30  Latino
                       Prof. Gino Zennaro
13,30 - 13,55  Geografia
                        Prof.ssa Maria Bonzano Strona
13,55 - 14,10  Religione
                        Fratel Anselmo F.S.C.
14,10 - 14,30  Educazione Fisica femminile e maschile
                        Prof.ssa Matilde Trombetta Franzini e Prof. Alberto Mezzetti.

17,00  IL TUO DOMANI
           Rubrica di informazioni e suggerimenti ai giovani a cura di Fabio Cosentini e Francesco Deidda
17,30  SEGNALE ORARIO
           GIROTONDO (Yoga Massalombarda - Biancozero - Algida - Milky)

           la TV dei ragazzi

17.32  IL CIRCO BUM
           Spettacolo di attrazioni
           con Giulio Marchetti e Lisetta Nava
           Regia di Alda Grimaldi
18,20  IL CONCERTO e VIAGGIO VERSO LA LUNA
           Cartoni animati della serie Snip e Snap

           ritorno a casa

18,30  Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI-Radiotelevisione Italiana
           presentano
           NON E' MAI TROPPO TARDI
           Secondo corso di istruzione popolare
           Insegnante Alberto Manzi
19,00  TELEGIORNALE
           della sera - 1a edizione
           GONG (Burro Milione - Rexona)
19,15  SEGNALIBRO
           Settimanale di attualità editoriale
           Redattori: Giancarlo Buzzi, Enzo Fabiani, Sergio Miniussi
           a cura di Giulio Nascimbeni
           Presenta Claudia Giannotti
           Regia di Enzo Convalli
19,45  LA TV DEGLI AGRICOLTORI
           Rubrica dedicata ai problemi dell'agricoltura e dell'ortofloricoltura a cura di Renato Vertunni

          ribalta accesa

          TIC-TAC (Prodotti Colombani - Lanerossi - Pirelli S.p.A. - Aiax pavimenti - Autoradio Autovox - Linetti Profumi)
20,15  SEGNALE ORARIO
           TELEGIORNALE SPORT
           ARCOBALENO (Sugòro Althea - Aperitivo Gong - MobilI R.B. - Lama Bolzano - Magnesia S. Pellegrino - Shell Italiana)
           PREVISIONI DEL TEMPO
20,30  TELEGIORNALE
           della sera - 2a edizione
           Direttore Giorgio Vecchietti
20,50  CAROSELLO
           (1) Crackers soda Pavesi - (2) Max Meyer - (3) Olio Bertolli - (4) Durban's
           I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Unionfilm - 2) Erre Film - 3) Studio K - 4) Augusto Ciuffini

21,00  TRIBUNA POLITICA
           a cura di Jader Jacobelli
           Conferenza stampa del Ministro per la Cassa del Mezzogiorno e le aree depresse, On. Giulio Pastore
           Regista Giuseppe Sibilla
22,15  CINEMA D'OGGI
           a cura di Pietro Pintus
           Presenta Paola Pitagora
           Realizzazione di Stefano Canzio
23,00  TELEGIORNALE
           della notte

          SECONDO CANALE

21,00  SEGNALE ORARIO
           TELEGIORNALE
            Edizione del 2°
21,10  INTERMEZZO (Caffettiera elettrica GIRMI - Confezioni Facis - Tide - Alemagna)
21,15  LA FIERA DEI SOGNI
           Trasmissione a premi presentata da Mike Bongiorno
           Complesso diretto da Tony De Vita
           Regia di Romolo Siena
22,40  GIOVEDI' SPORT
           Riprese dirette e inchieste di attualità a cura del Telegiornale
           e
           NOTTE SPORT
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Salute a tutti ! Avete trascorso bene la Pasqua, a parte il tempo incerto e leggermente invernale ? Speriamo proprio di sì. Per quanto ci riguarda, il periodo festivo ci ha portato la lieta novella che aspettavamo da parecchi mesi e che ora siamo in grado di annunciare ufficialmente:


Finalmente il progetto al quale lavoravamo da anni è una realtà: a partire dalla fine di aprile, il nostro libro Lunario dei giorni di Tele, pubblicato per i tipi della Firenze Libri - Maremmi Editore, sarà disponibile in tutte le librerie d'Italia. Preceduto da un'eccellente prefazione di Marina Rota, sarà un viaggio in 366 trasmissioni TV, tante quanti sono i giorni di un anno e distribuite tra i dodici mesi, disposte in base alla loro data d'inizio o a un evento particolarmente importante e famoso atto a caratterizzarle. La formula (ci piace sottolinearlo) è stata ripresa da una serie di fortunati libri usciti alla fine degli anni '90 e curati dall'illustre professore torinese Guido Davico Bonino, ossia un riassunto di pagine poetiche, narrative e filosofiche ordinate in egual modo ed atte a contrassegnare tematiche come la quiete e la spiritualità, l'amore e le grandi correnti di pensiero del Novecento.
Questo è solo il primo tomo di una serie che promette di arricchirsi in futuro, in modo da almanaccare al meglio la storia della grande stagione televisiva italiana, quella che va dal 1953 al 1983. Accanto a questa progettata collana, comunque, altre iniziative da tradursi in libri stanno bollendo in pentola... vi sapremo dire di più anche su esse in seguito, ma per ora pensiamo, giustamente, a lanciare questo Lunario che ci è costato tre anni e mezzo di lavorazione e successiva attesa.

Veniamo ora all'argomento dell'odierno post: ci rituffiamo nel bel mondo televisivo anni Sessanta, contrassegnato da trasmissioni comunque storiche. Già: si trova sempre un rilevante motivo atto a sottolineare il rilievo, il prestigio, l'importanza dei singoli programmi presi in esame. Prima, però, ecco gli immancabili consigli per gli acquisti vintage, sia in formato video che cartaceo

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 Giovedì secondo ordinaria amministrazione - tradizione: sul Nazionale c'è Tribuna politica e il notabile intervistato dai giornalisti della carta stampata convenuti negli studi romani di via Teulada è Giulio Pastore, sindacalista cattolico (tra i fondatori della CISL) e in quel periodo ministro senza portafoglio per il Mezzogiorno. Genovese d'origine, ma piemontese (novarese, per l'esattezza) d'adozione, l'onorevole Pastore ha un figlio di nome Mario, che si sta facendo onore come notista politico de Il Giorno, quotidiano che vanta le firme sicuramente più interessanti del periodo (Giorgio Bocca e Gianni Brera in primis), e che fra pochi anni approderà in televisione, diventando uno dei volti più amati del Telegiornale Unico prima e del TG 2 successivamente (con una coda al TG 1 a fine carriera), guadagnandosi pure una famosissima imitazione di Alighiero Noschese ("Mi dicono che non è vero"). Il burocratese e le prospettive per risanare il Meridione non sono certo popolari tra i ragazzi, i quali preferiscono girare sul Secondo per assistere a una nuova puntata de La fiera dei sogni, il gioco - spettacolo guidato dall'inossidabile Mike Bongiorno.

Due anni fa vi illustrammo i caratteri generali di questa trasmissione andata in onda a più riprese dal 1963 al 1966, diversa dai giochi a quiz più tradizionali ideati da Mike e animata da numeri d'arte varia, pertinenti il più possibile agli argomenti proposti dai concorrenti (sia gente comune che personaggi più o meno noti). In questa sede, invece, ci soffermiamo su un aspetto molto importante del programma, purtroppo sopravvissuto solo nella memoria dei giovani telespettatori del periodo (inopinatamente sono stati distrutti gli ampex di tutti e quattro i cicli de La fiera dei sogni: un vero peccato) e consistente nell'apertura totale alle nuove leve della nostra musica leggera, appoggiate costantemente anche da artisti già ben noti. Nelle puntate successive a quella oggetto della nostra odierna analisi si esibiranno ragazzine esordienti o quasi, con all'attivo al massimo due o tre 45 giri, apparentemente impacciate sulla scena, ma pronte a maturare presto e a diventare nomi importantissimi della canzone: l'emiliana Caterina Caselli e la calabrese Mimì Bertè (ossia la futura, incomparabile Mia Martini... e non è un'ipèrbole: chi ci conosce sa bene quanto siamo appassionati di questa artista, tanto brava quanto sfortunata). Evidentemente Mike Bongiorno vive un momento assai felice in veste di talent scout e i fatti gli daranno, prima o poi, quasi sempre ragione.
Anche la sera del 9 aprile 1964 si affacciano sulle tavole del palcoscenico del Teatro della Fiera di Milano rappresentanti di quella corrente canora adolescenziale che in quel periodo, sulla scia di un'iniziativa partita a fine 1963 ad opera del periodico Tuttamusica, assume la curiosa etichetta di Greffa, parola tratta dalla lingua sardo - logudorese (quindi di Sassari e dintorni) che vuol dire gruppo. A rappresentare le voci della generazione nata sul finire della Seconda Guerra Mondiale e nei due o tre anni successivi ci sono quella sera due cantanti che già l'anno precedente si sono fatti conoscere e apprezzare e che affilano le loro armi per rinverdire repertorio e successo in vista dell'estate. Sono due ragazzi provenienti dalla stessa regione, o meglio, dai due relativi territori costituenti tale regione: il romagnolo Piero Focaccia e l'emiliano Gianni Morandi.
Il bagnino di Cervia, rivelatosi l'anno prima con la celeberrima Stessa spiaggia, stesso mare, non è riuscito a ripetersi a quegli alti livelli, ma comunque sia Appuntamento sulla neve che L'inverno cosa fai ? (quest'ultima non ammessa in finale al festival di Sanremo) non sono stati snobbati dai giovanissimi acquirenti dei 45 giri. Riascoltiamo il brano presentato al Salone delle Feste del Casinò due mesi e mezzo prima:

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Il ragazzo di Monghidoro, dopo Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte e altre canzoni abbastanza fortunate, sta preparandosi a lanciare il secondo 33 giri della sua carriera, in uscita proprio in quel mese di aprile e intitolato Ritratto di Gianni.


Ovviamente, a un nuovo LP corrisponde un 45 giri con due canzoni altrettanto nuove: si dice un gran bene della facciata A, In ginocchio da te, brano melodico arrangiato (faticosamente, in quanto un paio di versioni dell'orchestrazione vengono ritenute inidonee dal produttore Franco Migliacci) da Ennio Morricone e che diventerà il maggior successo dell'estate. Tuttavia, il motivo che Morandi presenta quella sera negli studi televisivi milanesi di Porta Carlo Magno, al cospetto di Mike e del suo pubblico, è l'allegro lato B Se puoi uscire una domenica sola con me, firmato da un conte perugino che alterna la pratica forense alla chitarra e al canto, Giancarlo Guardabassi, con la supervisione del M° Bruno Zambrini:

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La serata prosegue con lo statunitense Bobby Vee che prova a cantare in italiano l'ultimo successo Charms e con la valletta di Bongiorno, Paola Penni, che si cimenta anch'essa con l'ugola, sempre con una cover (stavolta di un motivo francese scritto dal grande Gilbert Bécaud). Tuttavia, in mezzo a questa schiera di semi - debuttanti ancora minorenni (tranne la Penni, appena maggiorenne), ecco spuntare il big di turno, l'artista d'esperienza, che per quella sera è Tony Dallara, il cui ciclo d'oro si sta avviando alla conclusione. L'ex - re degli urlatori ha accettato di partecipare a un nuovo festival di canzoni organizzato dalla RAI, Un disco per l'estate, con la canzone Quando siamo in compagnia: non potendo interpretare questa a La fiera dei sogni per esigenze di regolamento legate proprio a tale competizione, egli ripiega sul lato B, Ti devo dire no:

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Anche tra i concorrenti in gara quella sera a La fiera dei sogni si ravvisano velleità musicali di grande rilievo. Già, perchè ad esprimere pubblicamente il loro desiderio di vedersi finalmente riconosciuto il proprio talento canoro provvedono due ragazze romane, Gabriella Ferri e Luisa De Santis, che da tempo si sono trasferite a Milano con le loro chitarre perchè hanno sentito l'esigenza di un ambiente meno opprimente rispetto a quello capitolino, proponendo un discorso musicale volto alla riscoperta del folk non solo romano, appunto, ma anche delle altre regioni italiane, pur mantenendo giocoforza intonazione e accento laziali. Ribattezzate subito le romanine, Luisa e Gabriella, già fattesi notare negli ambienti del giro intellettuale o pseudo-tale del capoluogo lombardo, grazie all'esperienza televisiva otterranno subito un contratto con la Saar, casa discografica milanese, e debutteranno in estate con alcuni 45 giri atti a illustrare al meglio le loro potenzialità di repertorio, così come sperimentato con successo davanti alle telecamere dirette da Romolo Siena.
In assenza di immagini del tempo, ripieghiamo sull'ascolto di questi dischi, a partire dal loro biglietto da visita, La società dei magnaccioni:

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 Parlavamo anche di folklore proveniente da altre regioni, ma debitamente adattato al gusto capitolino, anche con parole inesistenti nel dialetto originario e prese di peso dal romanesco, come si nota bene nell'universalmente noto stornello siciliano Ciuri ciuri (e non Sciuri sciuri, come si legge nella copertina del 45 giri originale):

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Infine, ecco un inevitabile, giusto omaggio alla tradizione milanese, cioè quella Porta Romana poco tempo prima rielaborata e ammodernata a dovere da Giorgio Gaber, qui in qualche modo restituita ai fasti originari:

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Così abbiamo creato un ponte tra l'intervento precedente (che celebrava Gabriella Ferri nel periodo del proprio massimo splendore) e questo che sta per terminare, dedicato appunto alle origini del personaggio. Ricordiamo solo che Luisa De Santis, figlia del regista del film Riso amaro, dopo lo scioglimento del duo si dedicherà al cabaret come attrice - cantante e poi appenderà definitivamente la chitarra al chiodo, abbandonando totalmente le scene.

Vi salutiamo, vi ringraziamo per l'attenzione e... aspettate qualche giorno: un nuovo palinsesto d'epoca è in arrivo per voi ! ! !

Buona giornata a tutti ! ! !

CBNeas