mercoledì 29 dicembre 2010

Mercoledì 29 dicembre 1971



NAZIONALE

meridiana

12,30 SAPERE
Aggiornamenti culturali
coordinati da Enrico Gastaldi
Il pianeta avvelenato
Regia di Roberto Piacentini
(Replica)
13,00 TEMPO DI SCI
Ne parlano Maria Grazia Marchelli e Mario Oriani
A cura di Marino Giuffrida
13,25 IL TEMPO IN ITALIA
BREAK 1 (Last Casa - Terme di Recoaro - Birra Peroni - Formaggi Star)
13,30 - 14,00 TELEGIORNALE

per i più piccini

17,00 IL GIOCO DELLE COSE
a cura di Teresa Buongiorno
con la collaborazione di Marcello Argilli
Presentano Marco Danè e Simona Gusberti
Scene e pupazzi di Bonizza Giordani
Regia di Salvatore Baldazzi

17,30 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del pomeriggio
GIROTONDO (Molteni Alimentari Arcore - Harbert S.a.S. - Saponetta Pamir - Giocattoli Toy's Clan - Italpino)

la TV dei ragazzi

17,45 DA NATALE A CAPODANNO
Dagli studi di Torino spettacolo a cura di Tito Benfatto e Nico Orengo
condotto da Umberto Orsini
Scene di Egle Zanni
Regia di Maurizio Corgnati

ritorno a casa

GONG (Pavesini - Effe Bambole Franca)
18,45 OPINIONI A CONFRONTO
a cura di Gastone Favero
GONG (Confetto Falqui - Fagioli De Rica - Saponetta Pamir)
19,15 SAPERE
Aggiornamenti culturali
coordinati da Enrico Gastaldi
Vita in Jugoslavia
Di Angelo D'Alessandro
Consulenza di Lino Rizzi

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Grappa Julia - Bianchi Confezioni - Alka Seltzer - Pocket Coffee Ferrero - Omo - Ragù Manzotin)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE DEL LAVORO E DELL'ECONOMIA
a cura di Corrado Granella
ARCOBALENO 1 (Aperitivo Rosso Antico - Farmaceutici Dott. Ciccarelli - Esso Shop)
CHE TEMPO FA
In studio Edmondo Bernacca
ARCOBALENO 2 (Remington Rasoi elettrici - Carpenè Malvolti - Indesit Elettrodomestici - Vicks Vaporub)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
CAROSELLO
(1) Chicco Artsana - (2) Punt e Mes Carpano - (3) Gerber Baby Foods - (4) Sambuca Extra Molinari - (5) Alemagna
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) B.O. & Z. Realizzazioni Pubblicitarie - 2) Arno Film - 3) Produzione Montagnana - 4) Massimo Saraceni - 5) General Film

21,00 RITRATTO DI FAMIGLIA
Un programma di Enrico Gras, Mario Craveri ed Ezio Pecora
condotto in studio da Giorgio Vecchietti
Regia da studio di Andrea Camilleri
DOREMI' (Wilkinson Sword S.p.A. - Cioccolatini Bonheur Perugina - Dash - Amaro Petrus Boonekamp)
22,00 MERCOLEDI' SPORT
Telecronache dall'Italia e dall'estero
BREAK 2 (Omogeneizzati al Plasmon - Finegrappa Libarna Gambarotta)
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
CHE TEMPO FA
In studio Edmondo Bernacca
SPORT

SECONDO

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 Fur Kinder und Jugendliche
POLY: DAS GEHEIMNISVOLLE SCHLOSS
Eine Geschichte in Fortsetzungen
Buch und Regie: Cecile Aubry
20,15 DER WEG ZUM BIER
Filmbericht
Produktion und Regie: Theo Hormann
20,25 AKTUELLES
20,40 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Dixi - Stock - Tappetificio Radici Pietro - Dentifricio Colgate - Motta - Calzaturificio Romagnoli)
21,15 NON PER SOLDI...MA PER DENARO
Film - Regia di Billy Wilder
Int.: Jack Lemmon e Walter Matthau
DOREMI' (Vim Clorex - Vat 69 Scotch Whisky - Piselli Findus - Bellei)

TSI - SVIZZERA

15,30 Da Davos: DISCO SU GHIACCIO
17,30 HITS A GOGO
Musica per i giovani
18,10 Per gli adolescenti:
VROUM
Settimanale a cura di M. Pagnamenta e C. Broggini
19,05 TELEGIORNALE 1a edizione
TV - SPOT
19,15 CAPPUCCETTO A POIS
Fiaba con i pupazzi di Maria Perego
Arriva Arsenio Lupin
(A COLORI)
TV - SPOT
19,50 ANTICHI RITI DELL'ISLAM - MOUSSEM
Documentario
(A COLORI)
TV - SPOT
20,20 TELEGIORNALE Edizione principale
TV - SPOT
20,40 UN MOTIVO PER UCCIDERE
Commedia di Vittorio Barino e Franco Enna
Regia di Vittorio Barino
22,20 Da Davos: DISCO SU GHIACCIO
23,00 TELEGIORNALE 3a edizione

KOPER - CAPODISTRIA

12,25 TELESPORT
SCI: TOURNEE DEI QUATTRO TRAMPOLINI
(A COLORI)

20,00 L'angolino dei ragazzi
I NAUFRAGHI
Cartoni animati
(A COLORI)
20,10 ZIG - ZAG
(A COLORI)
20,15 NOTIZIARIO
20,25 CINENOTES
Inghilterra oggi
Documentario
(A COLORI)
21,00 LA MIETITURA
Documentario
(A COLORI)
21,20 MUSICA POPOLARE
Danze in miniatura
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Con questo post torniamo ad accarezzare un genere televisivo che ha detto moltissimo, specialmente nel corso dei nostri amatissimi anni in bianco e nero e che oggi, pur tentando (non senza qualche successo) di adeguarsi alle esigenze del nostro tempo, è stato praticamente giubilato dagli attuali vertici RAI, desiderosi solo di far cassetta infischiandosene totalmente dei gusti, degli scopi positivi e (in questo caso) anche educativi delle varie trasmissioni proposte: la TV dei ragazzi. In particolare ci soffermiamo sulla fascia iniziale del tradizionale programma pomeridiano, siglato dal titolo Per i più piccini e nato nel 1966 con un preciso scopo, quello di aiutare la fascia di pubblico più giovane (quella, grosso modo, frequentante la scuola materna e il primo ciclo della scuola elementare) a scoprire i mille e mille volti del mondo, imparando giochi, canzoncine, nozioni di base e rudimenti culturali sotto la guida di appositi cicli a pupazzi o a cartoni animati o soprattutto di programmi realizzati in studio. Inizialmente il modello fu il programma inglese Playschool, il cui format venne italianizzato con successo con il titolo Giocagiò, serie andata in onda per quattro stagioni consecutive (dal 1966 -'67 al 1969-'70), trasformandosi l'ultimo anno ne Il paese di Giocagiò. Nell'autunno del 1970 arriva la svolta, non solo di natura logistica (la registrazione del programma ha luogo non più a Roma, bensì a Napoli), ma anche (e soprattutto) strutturale. Due laureati in Giurisprudenza, Teresa Buongiorno, funzionaria del Tribunale dei Minori di Roma nel frattempo divenuta collaboratrice fissa in RAI, e Marcello Argilli, che, dopo aver lasciato ben presto la professione forense, si dedica da tempo alla letteratura per l'infanzia, collaborando spesso e volentieri con un suo grande amico di nome Gianni Rodàri (e scusate se è poco), varano Il gioco delle cose, versione riveduta e migliorata dell'ormai abbandonato Giocagiò, sempre e comunque con qualcosa di più e di nuovo in grado di appassionare i piccoli telespettatori (e non solo loro). Qui il discorso della scoperta del mondo in tutte le proprie sfaccettature si fa molto più approfondito, ben incastonato in un programma ben condotto dalla coppia che aveva chiuso il discorso di Giocagiò ottenendo un grande successo, sia per la giovane età, sia per la freschezza e la simpatia sprizzata da tutti i pori da parte di entrambi i conduttori (la foto che introduce il nostro post odierno si riferisce proprio a questa precedente esperienza e li ritrae assieme agli attori Enrico Luzi ed Enrico Urbini, al disegnatore sudamericano Roberto Buendia Galve e agli scolari vincitori di uno speciale concorso a loro riservato). I loro nomi ? Marco Danè, ligure, fratello minore del produttore discografico Roberto (che proprio negli stessi anni si affermerà nel proprio campo, puntando su gente come Fabrizio De Andrè e perfino Raoul Casadei), e Simona Gusberti, romana, alle spalle qualche esperienza in veste di presentatrice (vedi la serie 1969 di Prossimamente - Programmi per sette sere) ma soprattutto laureanda in Lettere. Insieme, Marco e Simona daranno vita per altri due anni a quella che forse riteniamo la più bella trasmissione formativa, destinata al pubblico infantile, mai prodotta dalla RAI, Il gioco delle cose, appunto.
Introdotta da una gustosa sigletta animata, commentata da un tema musicale per oboe solista composto da Roberto De Simone, la trasmissione, tre volte alla settimana (i soliti lunedì, mercoledì e sabato, dalle 17 alle 17,30), affronta un argomento che si snoda nell'arco della mezz'ora di una puntata e comunque variando sempre struttura e scaletta. Vengono presentate filastrocche, favole (illustrate spesso da Roberto Galve, che stavolta però si limita a lavorare dietro le quinte, oppure da Flaminia Siciliano) e canzoncine, i cui testi vengono scritti per l'occasione, oltre che da Marcello Argilli, da personaggi molto importanti della cultura italiana, come Adele Cambria e il già ricordato Gianni Rodàri. Vengono presentati nuovi giochi e vengono spiegati pure dei lavoretti atti ad avviare il verdissimo pubblico alle attività manuali e pratiche, sicchè all'uopo vengono reclutati alcuni scolaretti partenopei per fare da pubblico direttamente coinvolto nello sviluppo delle varie puntate. Qualche volta si toccano pure argomenti ancor più elevati: i colori e l'arte del dipingere sono un pretesto per raccontare ai bambini la vita e le opere di un grande maestro del colore, Degas, con le sue proverbiali e celeberrime ballerine. Non è tutto: per spiegare alcune realtà (i mestieri; i regni della natura, ecc.) vengono a volte realizzati pure dei mini - documentari in chiave quasi giornalistica, come questo servizio girato allo zoo di Roma che descrive la vita di una cucciola di orangutan, Petronilla:

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Alla fine di questo inserto avrete sicuramente notato due personaggi tra i cinque fissi apparsi nelle due edizioni de Il gioco delle cose: l'allegro e scatenato Pagliaccio interpretato da Ennio Majani (che si legherà al personaggio per almeno metà degli anni Settanta) e un imbranato Coniglio, opera di Bonizza Giordani, cui presta la voce l'attore Francesco Vairano e che vediamo ora in una breve scenetta con Marco Danè, basata sulla lettera A e sul suo impiego più o meno costante:

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Vairano doppia pure un altro pupazzo animato, un Coccodrillo sempre affamato e alla ricerca soprattutto di spaghetti, ma questo non gli impedisce di divorare qualunque cosa gli capiti a tiro... anche le palline di cui si serve il Pagliaccio per i propri giochi, come in quest'altro brevissimo inserto:

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Inoltre non mancano gli ospiti, chiamati anche a prove dimostrative: è il caso di questa materna insegnante di pattinaggio a rotelle (sempre rigorosamente napoletana, essendo il programma, come già detto, realizzato presso il Centro RAI del capoluogo campano) e i suoi due migliori allievi del momento:

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In definitiva, una trasmissione che toccherà livelli mai più eguagliati, sia sotto il profilo dei testi che della confezione, e che spianerà definitivamente la strada del successo ai due conduttori. A dire il vero, Simona Gusberti, dopo aver condotto qualche puntata della serie telescolastica Impariamo ad imparare e la trasmissione Album di viaggio, rientrerà tra i ranghi e, divenuta interna RAI, passerà a trasmissioni per i grandi, per giunta di un certo impegno, realizzate per la nuova Rete 3 (poi RAITRE), tra le quali spiccherà Telefono giallo, di e con Corrado Augias. Marco Danè, invece, insisterà nel suo discorso rivolto al pubblico più giovane e si vedrà ancora spesso in TV (anche per lui ci sarà la parentesi di Impariamo ad imparare, seguita da Appuntamento a merenda, Trentaminuti giovani e poi il grande rilancio di Tandem, con Paroliamo e un giovanissimo Fabrizio Frizzi al suo fianco). Inoltre Danè intraprenderà una missione, quella di rendere vivo nei bambini e nei ragazzi, attraverso appositi incontri a carattere di spettacolo, il fuoco dell'impegno sociale, soprattutto inculcando il concetto di solidarietà, come si evince dal testo di questa canzone da lui stesso scritta assieme a Roberto De Simone, sigla di chiusura de Il gioco delle cose negli ultimi cinque - sei mesi di trasmissione (pressappoco da metà gennaio del '72), Giocate con noi, nota anche come Venite anche voi:







1971-venite anche voi-marco danè by Cesare 68

E con questo omaggio a Il gioco delle cose si chiude il 2010 de Il Focolare Radio - TV.

Buona notte, ma soprattutto buona fine e ottimo principio d'anno ! ! !

A prestissimo ! ! !

CBNeas

domenica 26 dicembre 2010

Sabato 26 dicembre 1953



TELEVISIONE

17,30 PROGRAMMA PER LA DONNA

20,45 TELEGIORNALE
21,00 SETTE GIORNI DI TV
Presentazione dei principali programmi televisivi della settimana successiva
21,15 DOMANI IN GARA, a cura di Carlo Bacarelli, Fausto Rosati e Ansaldo
21,25 SETTENOTE
Programma di musica leggera con la partecipazione dell'Orchestra diretta da Carlo Savina
Presenta Virgilio Riento
Realizzazione di Alda Grimaldi
22,00 SOTTO LE STRADE DI PARIGI
Film poliziesco
Regia di Bill Karn
Prodotto da Harold E. Knox
Interpreti: Brian Donlevy, Carol Turston, Leonard Penn
22,30 REPLICA TELEGIORNALE
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Stavolta parliamo di tarda preistoria. E' il Santo Stefano del 1953 e mancano ancora otto giorni al via ufficiale delle trasmissioni televisive italiane, ma è un'ufficialità formale. E' già dal mese di settembre che cominciano a prendere forma tutti quei programmi destinati a svilupparsi nei mesi, se non addirittura negli anni seguenti. Basti citare alcuni titoli: La domenica sportiva, Un, due, tre (non ancora con Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, che debutteranno nel settembre del 1954), Arrivi e partenze, con un giovane Mike Bongiorno, L'orchestra delle 15, appuntamento musicale della domenica pomeriggio condotto da Febo Conti, e altro ancora.
Su tutto troneggia, comunque, il Telegiornale, ormai abbastanza ben organizzato. Come si sa, il primo notiziario televisivo andò in onda martedì 9 settembre 1952 (alcune fonti citano la data del giorno successivo ma, come ci ricordava giorni fa Pino Frìsoli, non è un'informazione attendibile, considerato il fatto che inizialmente il TG veniva trasmesso solo nei giorni pari della settimana) e nel giro di un anno da trisettimanale divenne quasi quotidiano, non venendo diffuso la domenica (per far posto a un consuntivo generale dei fatti della settimana) e il lunedì, giorno di Telesport.
Nel 1953 il telegiornale viene realizzato principalmente a Milano, con qualche inserimento da Roma e Torino. Non c'è ancora Riccardo Paladini, l'annunciatore dalle orecchie a sventola (in realtà inesistenti, ma frutto solo di un gioco di telecamera), che arriverà in pieno '54, quando cioè la messa in onda del notiziario avverrà da uno studiolo romano presto smantellato, il P1 di Via Asiago, bensì un giornalista, autore e dicitore già noto ai radioascoltatori, Furio Caccia (prestatosi tempo prima simpaticamente a comandare il ballo della raspa in una fortunata incisione discografica a 78 giri affidata alla voce canora solista di Nilla Pizzi: famosa la sua gaffe linguistica inglese nell'invitare in più idiomi i ballerini al cambio - Cambiare ! Changer ! To change ! (sic!) - laddove andava usato l'imperativo Change e basta -).
Di quel TG pionieristico, che proprio sul finire del 1953 trova in Vittorio Veltroni, padre di Walter, il primo vero direttore, rimangono solo alcuni inserti filmati girati in esterni e non siamo in grado di vedere registrazioni su vidigrafo da studio. Ci affidiamo quindi a testimonianze di protagonisti e ad alcuni dati tratti da un libro del 2002, opera della giornalista Maria Grazia Bruzzone e pubblicato da Rizzoli, L'avventurosa storia del TG in Italia, lavoro interessante e complessivamente di buon livello:



Un giovane ossuto dalla faccia scavata e dalla voce calda che risponde al nome di Furio Caccia (...) signore torinese per bene, già portabandiera del regio reggimento dei granatieri, di simpatie monarchiche, che si era trovato in un campo di concentramento insieme al genero di Vittorio Valletta e, tornato a Torino, il 25 aprile era stato assunto al volo come annunciatore di Radio Torino Libera grazie alla sua bella voce e a qualche esperienza di presentatore. Diventato radiocronista, si era poi trovato quasi per caso a far parte della piccola pattuglia dei pionieri del telegiornale. (...)
A cominciare l'avventura del nuovo telegiornale sono soltanto in cinque, cinque illustri sconosciuti, due soli i redattori - lettori, entrambi torinesi e neppure giornalisti: Furio Caccia curava gli interni, Fausto Rosati, un giovane che lascerà presto il tg per un incidente, gli esteri e lo sport. In compenso Pugliese aveva scelto con cura i tecnici: due operatori cinematografici, Carlo Oddone e Duilio Chiaradia che sarebbe diventato uno dei migliori della RAI. Il quinto è il montatore Giuseppe Monachesi. A questo sparuto drappello si sarebbe presto affiancato Carlo Alberto Chiesa, tecnico validissimo nonchè marito dell'attrice Isa Barzizza e documentarista della "Settimana Incom", il migliore dei cinegiornali, al quale Pugliese era convinto che il telenotiziario dovesse ispirarsi.
Sono solo in cinque, e però nel nuovissimo palazzo RAI di Corso Sempione, costruito da Giò Ponti nel '42 ma ultimato solo da poco, non hanno trovato posto. Si sono dovuti sistemare in uno stabile poco lontano, di proprietà di un certo Nicki Chini,
un greco enorme e brizzolato che commerciava in articoli di abbigliamento e, oltre all'abitazione e allo studio, aveva lì il laboratorio nel quale ci divertivamo a sbirciare le lavoranti. A raccontarlo è Bruno Ambrosi, arrivato pochi mesi dopo e da allora giornalista alla RAI milanese, dove fino alla pensione ha occupato la scrivania che fu di Vittorio Veltroni, un sobrio scrittoio di legno con tre cassetti. Al Sempione non ci volevano. Chini era un patito di elettronica e ci aveva ceduto un piano intero del suo palazzetto. In cambio di un affitto, naturalmente, più un congruo numero di televisori che aveva sistemato in ogni stanza. (...)
Nell'unico stanzone ci sono i tavoli per scrivere e la moviola per montare i filmati. Racconta Furio Caccia: Il sonoro non c'era. Montarlo sarebbe stato troppo complicato, con gli scarsi mezzi che avevamo. Del resto, i magnetofoni a nastro che avevano appena sostituito il disco rigido erano ancora poco maneggevoli. Il commento ai vari servizi veniva fatto a voce durante la messa in onda, sulla base di appunti che leggevamo in diretta io o Rosati. O addirittura servendoci delle cronache radiofoniche. All'inizio non avevamo nè agenzie nè stenografi. E per attualizzare il TG ascoltavamo il GR delle 20,30 e usavamo quei resoconti come traccia sui quali imbastire i testi da leggere in video alle 20,45. (...)
Dice Enzo Luparelli, che prestissimo entra nella squadra come "produttore", responsabile di tutta la parte tecnica: I montatori allora erano bravissimi. L'invertibile, la pellicola che non ha bisogno di sviluppo e stampa, non c'era ancora, e per guadagnare tempo si erano abituati a montare direttamente il negativo. Sulla moviola i bianchi erano neri e i neri bianchi, ma il cervello faceva automaticamente l'inversione. In trasmissione bastava schiacciare un tasto e tutto ritornava a posto.
Caccia: Eravamo ossessionati dalla tempestività, anche se praticamente facevamo tutto noi due, interni, esteri e sport. Ma potevamo contare su cinque corrispondenti, a Torino, Genova, Bologna, Trieste e Firenze. E sui filmati della United Press e della NBC che arrivavano in aereo in grandi "pizze", magari qualche giorno dopo il fatto. (...) Senza telescriventi, agenzie, nè cronisti veri e propri, i primi TG sono delle scatole chiuse. Partono da Milano con i filmati già attaccati l'uno all'altro, preceduti dal "Buonasera" del lettore di turno e dalle notizie dal vivo. A un certo punto, quando arrivavano i servizi romani, entravano in scena i cartelli "Qui Milano", "Qui Roma" per dare tempo al collegamento. (...)
Tutto ciò che non è filmato o filmabile tendenzialmente non viene preso in considerazione. E coi tempi ancora lenti della cinepresa, dello sviluppo, dell'organizzazione precaria, a soffrirne è l'attualità. Si perfeziona così l'idea di leggere le notizie direttamente in video. Un espediente che pare naturale, ma alimenta gelosie, preoccupazioni e fa nascere le prime feroci polemiche. Caccia:
La vecchia guardia della radio sosteneva che così si faceva una brutta copia del GR e si snaturava il linguaggio della TV fatto di ritmo e di movimento, gli altri ritenevano che solo in questo modo si potesse passare da un'impostazione da cinegiornale a un notiziario quotidiano completo.
Vinsero i secondi. Mandammo in onda le prime notizie "dal vivo" rendendole meno statiche con fotografie, telefoto, grafici ed elementari animazioni. La somiglianza col GR però era ancora molto forte. Ma quando, per rendere più attuale e vivace il nostro notiziario ci mettemmo ad ascoltare il GR delle 20,30 per avere le notizie fresche e decidemmo di personalizzare la lettura con commenti estemporanei, i contrasti aumentarono. (...)
Il linguaggio di quel primissimo TG è piano, discorsivo, privo della patina dell'ufficialità e dell'enfasi retorica che caratterizza l'informazione radiofonica e avvolgerà anche il notiziario televisivo degli anni successivi. Lasciati a loro stessi, i redattori - lettori sono ancora liberi di improvvisare. Racconta ancora Caccia: Ci sforzavamo di personalizzare le notizie. Volevamo essere più umani, andando in onda parlando a braccio, cosa che alla radio, dove ogni parola era strettamente filtrata, non si faceva. Certo non potevi pensarla contro mette le mani avanti Ambrosi. E aggiunge: Del resto, alla RAI eravamo tutti benpensanti. Anche i rapporti con gli uomini politici erano ancora inespressi. Tra noi e loro c'era pure una separazione fisica. Prima della teleselezione, Roma era davvero lontanissima. (...)
Le cose cominciano a cambiare con Vittorio Veltroni, arrivato alla guida del TG sperimentale sin dal luglio del 1953(...). Ex radiocronista sportivo (...), ha un carattere che tutti ricordano estroverso e gioviale, è di un attivismo frenetico e coinvolgente. In breve riorganizza il notiziario introducendo la scansione per pagine: in testa le "Notizie dal vivo", poi le "Notizie dall'interno" e le "Corrispondenze dall'estero", infine gli "altri servizi" leggeri e lo sport.

(MARIA GRAZIA BRUZZONE, L'avventurosa storia del TG in Italia, Rizzoli, 2002, pagine 5, 16-19, 21-22, 26, 28).

Così le TV news made in Italy mossero i primi passi di una strada che le avrebbe portate, in quasi sessant'anni e anche per merito del pluralismo radiotelevisivo (discutibile finchè si vuole, ma, almeno sulla carta, piena espressione di democrazia), a diventare pure struttura portante di canali tematici che, sia pur diffusi tramite satellite, godono di un pubblico sempre crescente di affezionati.
Vi ringraziamo per l'attenzione e, dandovi appuntamento al prossimo post (che sicuramente precederà l'appuntamento di Capodanno, con cui per una volta il Focolare interagirà direttamente con Facebook nelle modalità che presto scoprirete), vi salutiamo caramente e cordialmente.
Sono le 13,40 di lunedì 27 dicembre 2010 quando augura a tutti voi un buon proseguimento di giornata
CBNeas .

sabato 25 dicembre 2010

Domenica 25 dicembre 1960 (Radio)



PROGRAMMA NAZIONALE

6,30 BOLLETTINO DEL TEMPO SUI MARI ITALIANI
6,35 VOCI D'ITALIANI ALL'ESTERO
Saluti degli emigrati alle famiglie
7,15 ALMANACCO - PREVISIONI DEL TEMPO
7,20 MUSICA PER ORCHESTRA D'ARCHI
7,30 MATTUTINO
giornalino dell'ottimismo
(Motta)
7,40 CULTO EVANGELICO
8,00 SEGNALE ORARIO - GIORNALE RADIO
- SUI GIORNALI DI STAMANE, rassegna della stampa italiana in collaborazione con l'A.N.S.A. - PREVISIONI DEL TEMPO - BOLLETTINO METEOROLOGICO
8,30 VITA NEI CAMPI

Per la Sardegna:
8,30 PER GLI AGRICOLTORI SARDI

9,00 MUSICA RELIGIOSA, a cura di Domenico Bartolucci
9,30 SANTA MESSA, in collegamento con la Radio Vaticana con breve commento liturgico del Padre Francesco Pellegrino
10,00 LETTURA E SPIEGAZIONE DEL VANGELO, a cura di Mons. Clemente Ciattaglia
10,15 DAL MONDO CATTOLICO
10,30 CANTI POPOLARI ISPIRATI AL NATALE
10,45 TRASMISSIONE PER LE FORZE ARMATE
Sala convegno, rivista di Sergio D'Ottavi, presentata da Corrado

Per Trieste:
9,30 - 11,15 TRASMISSIONI LOCALI

11,30 MUSICA PER ARCHI
11,55 Dalla loggia esterna della Basilica di San Pietro
MESSAGGIO AUGURALE DI SUA SANTITA' GIOVANNI XXIII E BENEDIZIONE URBI ET ORBI
12,15 PARLA IL PROGRAMMISTA
12,20 ALBUM MUSICALE
Negli intervalli comunicati commerciali
12,55 1,2,3... VIA !
(Pasta Barilla)
13,00 SEGNALE ORARIO - GIORNALE RADIO - PREVISIONI DEL TEMPO
CARILLON
(Manetti & Roberts)
ZIG - ZAG
LANTERNE E LUCCIOLE
Punti di vista del Cavalier Fantasio
(G. B. Pezziol)
13,30 L'ANTIDISCOBOLO
a cura di Tullio Formosa
14,00 GIORNALE RADIO
14,15 LE CANZONI DEL NATALE
14,30 LE INTERPRETAZIONI DI ANNA MOFFO
(Esclusi Friuli - Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Sardegna che trasmettono programmi regionali)
15,00 VAN WOOD E IL SUO COMPLESSO
15,15 TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO
Cronache e resoconti in collegamento con i campi di serie A
(Stock)
16,45 ORCHESTRE DIRETTE DA TED HEATH E FRANCIS BAY
17,15 CONCERTO SINFONICO
diretto da ANDRE' CLUYTENS
Beethoven: Sinfonia n. 7 in LA op. 92 - Ravel: a) LA VALSE, poema coreografico per orchestra - b) BOLERO
Orchestra Sinfonica di Torino della Radiotelevisione Italiana
18,30 LETTERE E DIARI DI NATALE
a cura di Anna Bujatti
19,00 INCONTRO ROMA - LONDRA
Domande e risposte fra inglesi e italiani
19,30 LA GIORNATA SPORTIVA
20,00 CHA CHA CHA E CALYPSO
Negli intervalli comunicati commerciali
20,25 UNA CANZONE AL GIORNO
(Antonetto)

Per la Sardegna
20,00 ALBUM MUSICALE E GAZZETTINO SARDO
Per la Sicilia
20,00 SICILIA SPORT
Per il Friuli - Venezia Giulia
20,00 - 20,15 GAZZETTINO GIULIANO - LE CRONACHE E I RISULTATI DELLA DOMENICA SPORTIVA

20,30 SEGNALE ORARIO - GIORNALE RADIO
20,55 UN ANNO, UN MESE, UN GIORNO
RADIOTELEFORTUNA 1961
21,00 Umoristi italiani
AUTORITRATTO DI MARCELLO MARCHESI
Orchestra diretta da Carlo Esposito
Compagnia del Teatro Comico Musicale di Roma della Radiotelevisione Italiana
Regia di Nino Meloni
(Registrazione)
22,05 VOCI DAL MONDO
Settimanale di attualità del Giornale Radio
22,35 ORCHESTRE DIRETTE DA FRANK POURCEL E WERNER MULLER
23,15 GIORNALE RADIO
23,25 QUESTO CAMPIONATO DI CALCIO, commento di Eugenio Danese
23,30 AUTUNNO NAPOLETANO
a cura di Giovanni Sarno
24,00 SEGNALE ORARIO - ULTIME NOTIZIE - PREVISIONI DEL TEMPO - BOLLETTINO METEOROLOGICO - I PROGRAMMI DI DOMANI - BUONANOTTE

SECONDO PROGRAMMA

Per il Friuli - Venezia Giulia
7,15 VITA AGRICOLA REGIONALE, a cura della redazione del Giornale Radio con la collaborazione degli Enti ed istituti agricoli e una nota di Bruno Natti
7,30 - 7,40 GAZZETTINO GIULIANO

7,50 VOCI D'ITALIANI ALL'ESTERO
Saluti degli emigrati alle famiglie
8,30 BUON NATALE CON I VOSTRI PREFERITI
9,00 NOTIZIE DEL MATTINO
9,05 LA SETTIMANA DELLA DONNA
Attualità della domenica, a cura di A. Tatti
(Omopiù)
9,30 I SUCCESSI DELLA SETTIMANA
10,00 MUSICA PER UN GIORNO DI FESTA
11,00 PARLA IL PROGRAMMISTA
11,05 LE ORCHESTRE DELLA DOMENICA
11,45 - 12,00 SALA STAMPA SPORT

12,30 - 13,00 TRASMISSIONI REGIONALI

13,00 IL SIGNORE DELLE 13 PRESENTA:
- MODUGNO UNO E DUE
(Alberti)
13,20 LA COLLANA DELLE SETTE PERLE
(Lesso Galbani)
13,25 FONOLAMPO: DIZIONARIETTO DELLE CANZONISSIME
(Palmolive - Colgate)
13,30 SEGNALE ORARIO - PRIMO GIORNALE
13,40 DIVERTENTISSIMO
Rivistina di Dino Verde
Compagnia del Teatro Comico Musicale di Roma della Radiotelevisione Italiana
Complesso diretto da Gino Filippini
Regia di Riccardo Mantoni
(Mira Lanza)
14,00 SCATOLA A SORPRESA
(Simmenthal)
14,05 - 14,30 DIVI ALLO SPECCHIO
Gli autori cantano le loro canzoni
Negli intervalli comunicati commerciali
14,30 - 15,00 TRASMISSIONI REGIONALI
15,00 IL DISCOBOLO
Attualità musicali di Vittorio Zivelli
(Arrigoni Trieste)
15,30 ALBUM DI CANZONI
Cantano Marino Barreto jr., Gino Latilla, Miranda Martino, Jolanda Rossin, Claudio Villa
Diana - Non so - Non dimenticar - Piove - Mio impossibile amore - Come prima - Splende l'arcobaleno - Non dimenticar le mie parole - Giuggiola et al.
16,00 DOMENICA IN GIRO
Rivista in movimento di Carlo Manzoni
Regia di Amerigo Gomez
17,00 MUSICA E SPORT
(Tè Lipton)
Nel corso del programma:
Risultati e resoconti delle gare del pomeriggio

18,30 BALLATE CON NOI
19,20 MOTIVI IN TASCA
Negli intervalli comunicati commerciali
19,55 UNA RISPOSTA AL GIORNO
(A. Gazzoni & C.)
20,00 SEGNALE ORARIO - RADIOSERA
20,20 ZIG - ZAG
20,30 SCEGLIETE LA CANZONISSIMA 1960
Presenta Silvio Gigli
21,30 RADIONOTTE
21,45 MUSICA NELLA SERA
22,30 DOMENICA SPORT
Echi e commenti della giornata sportiva a cura di Nando Martellini e Sergio Zavoli
23,00 NOTIZIE DI FINE GIORNATA

Per la Sicilia
23,00 SICILIA SPORT

23,05 - 6,30 NOTTURNO DALL'ITALIA

RETE TRE

8,00 - 8,50 BENVENUTO IN ITALIA
Bienvenu en Italie, Willkommen in Italien, Welcome to Italy
Quotidiano dedicato ai turisti stranieri a cura di Gastone Mannozzi e Riccardo Morbelli
(Trasmesso anche ad Onda Media)
- (in francese) GIORNALE RADIO DA PARIGI
Notiziario e programma vario
8,15 (in tedesco) NOTIZIARIO E PROGRAMMA VARIO
8,30 (in inglese) GIORNALE RADIO DA LONDRA
Notiziario e programma vario

Per il Trentino - Alto Adige
8,50 - 9,00 TRASMISSIONE PER GLI AGRICOLTORI

9,30 BACH: MAGNIFICAT, per soli, coro e orchestra
10,00 IL TRIO
Musiche di Leclair e Telemann
10,30 IL CONCERTO GROSSO
Musiche di Haendel e Torelli

Per il Trentino - Alto Adige
10,30 - 11,00 CANTI POPOLARI NATALIZI

11,00 LA SONATA MODERNA
Musiche di Hindemith e Boulez
11,30 L'OTTOCENTO OPERISTICO
Brani di Mussorgsky, Verdi, Massenet, Donizetti, Wagner e Bizet
12,30 MUSICHE DI TORELLI E SCARLATTI
12,45 ARIA DI CASA NOSTRA
Canti e danze del popolo italiano
13,00 ANTOLOGIA
Da I mistici del '200 e del '300, Frate Egidio: De' vizi e delle virtù - Delle tentazioni - Della santa penitenza
13,15 MUSICHE DI CLERAMBAULT, SCHUMANN E BARTOK
(Replica del Concerto di ogni sera di sabato 24 dicembre - Terzo Programma)
14,15 GRANDI INTERPRETI DI IERI E DI OGGI
- Walter Gieseking suona Schumann
- Severino Gazzelloni e Armando Renzi eseguono Mozart

TERZO PROGRAMMA

16,00 PARLA IL PROGRAMMISTA
16,15 MUSICHE DI HINDEMITH E STRAWINSKY
16,40 MIRACOLO DI NATALE
Racconto di Paul Gallico
Traduzione di Isabella Quarantotti
17,10 RITRATTO DI KURT WEILL
a cura di Roberto Leydi
L'esperienza americana
18,30 LA RASSEGNA
Teatro
a cura di Renzo Tian
19,00 MUSICHE DI FONTANA E BOCCHERINI
19,15 BIBLIOTECA
Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, a cura di Piero Polito
19,45 CRONACHE MUSICALI DI HEINE
Conversazione di Luigi Guadagnino
20,00 CONCERTO DI OGNI SERA
Musiche di Platti, Leclair e Mozart
21,00 IL GIORNALE DEL TERZO
Note e corrispondenze sui fatti del giorno - Rivista delle riviste

Per il Trentino - Alto Adige
21,00 GAZZETTINO DELLE DOLOMITI

21,30 FIDELIO
Opera di Ludwig Van Beethoven
Con Jon Vickers, Birgit Nilsson, Hans Hotter, Gottlob Frick, Wilma Lipp, Walter Gullino, Dino Mantovani
Direttore Herbert Von Karajan
Maestro del Coro Norberto Mola
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala di Milano
(Registrazione effettuata il 20-12-1960 al Teatro alla Scala di Milano)
23,40 CONGEDO
La buona novella di Giovanni Pascoli
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Buon Natale ! ! !
Anche il nostro blog è pronto a offrirvi alcuni speciali
presenti, ovviamente mantenendo le consuete abitudini di ripasso di un vecchio palinsesto storico, radiofonico o televisivo che sia.
Dopo aver riacceso il nostro
Focolare con due fiammate televisive, finalmente oggi è il turno della radio, sorella insieme maggiore (cronologicamente) e minore (dal punto di vista della forza) del piccolo schermo. Andiamo a ritrovare addirittura le trasmissioni che i tre canali diffusero il giorno di Natale di esattamente mezzo secolo fa e non è una scelta casuale, anche per i motivi che fra poco vi spiegherà il nostro ospite odierno. Prima, però, essendo quel 25 dicembre una domenica, giorno consacrato dai giovani dell'epoca all'attesissima rubrica di musica leggera Il discobolo, da noi analizzato la scorsa primavera in coincidenza con una puntata pasquale (quella del 29 marzo 1959), ci sembra giusto aprire con quattro delle sei strenne che Vittorio Zivelli e Renzo Nissim prepararono per i fans di una trasmissione che proprio sul finire dell'anno successivo avrebbe cambiato pelle, gradualmente perdendo la forza dirompente dei secondi anni Cinquanta.
Incominciamo con gli auguri in musica di un grande artista (e questa è una nuova occasione per commemorare un'altra personalità del mondo dello spettacolo scomparsa nel corso dell'ormai agonizzante 2010): Nicola Arigliano. Il simpatico
crooner pugliese riprende una tenera e delicata canzone che Pietro Garinei, Sandro Giovannini e Gorni Kramer avevano scritto l'anno prima, affidandola inizialmente a Rosella Masseglia Natali e poi al buon Mario Riva, a propria volta disgraziatamente scomparso in quel 1960 oggetto del nostro odierno post. Musica delicatissima e dolce per un testo semplice, il modo giusto per augurare, mentre il boom economico italiano è ormai una realtà, trascinandosi dietro l'affermazione dei primi modelli consumistici plasmati dal Carosello televisivo, Buon Natale all'italiana:

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Nel tardo inverno del 1960 Elvis Presley si è congedato dall'Esercito degli Stati Uniti d'America e dal plotone di stanza nella Germania Ovest, presso una base della NATO, e si è subito rimesso la chitarra a tracolla per incidere nuovi dischi (tra cui una curiosa versione di 'O sole mio banalizzata da un nuovo testo inglese, sentimentale e sin troppo superficiale). E' stato subito successo, tanto che l'onnipresente Colonnello Parker, manager di The Pelvis, si affretta a far girare al suo artista il primo di una nuova serie di film musicali, in gran parte francamente bruttini. Se ne salvano davvero pochi, come questo Caffè Europa (titolo originale: G.I. Blues) , che racconta con tocchi di fantasia e toni di commedia l'esperienza vissuta realmente da Elvis come militare in terra teutonica. Ovvia la pubblicazione di un 33 giri contenente tutte le canzoni interpretate nel film, che, importato in Italia, viene lanciato dalla RCA in anteprima proprio nella puntata natalizia della rubrica di Zivelli addirittura con due estratti. Il primo è il tema che dà il titolo alla pellicola, G.I. Blues, appunto:

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Il secondo, invece, è un grazioso pezzo riservato ai bambini e al mondo delle marionette (lo si ascolta nel film durante una scena in un teatrino di burattini): si tratta di una canzoncina tedesca che Presley interpreta in parte in lingua originale e in parte in inglese, dal titolo Wooden heart:

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Infine ecco un'assoluta primizia italiana, un 45 giri (sempre della RCA Italiana, etichetta Camden) che comparirà nei negozi a partire da martedì 27 dicembre e che rappresenta la nuova incisione di una delle rivelazioni 1960 della sempre più emergente canzone d'autore italiana: Gianni Meccia, scoperto da Domenico Modugno e poi capace di camminare senza problemi (a parte un certo scandalo per un pezzo ironico intitolato Odio tutte le vecchie signore) con una serie di brani del tutto nuovi, i cui titoli affrontano l'amore prendendo anche spunto da oggetti fino a un paio d'anni prima impensabili per essere scelti quale argomento di una canzone. Così, dopo la Folle banderuola, lanciata da Mina, e Il barattolo, molto apprezzato nella precedente estate, cosa c'è di meglio, a fine dicembre, di un bel Pullover ? La canzone, orecchiabile ancorchè - lo ripetiamo - insolita, sorretta da un bell'arrangiamento di Ennio Morricone, sarà il primo disco nuovo a far faville nelle prime settimane del 1961 e poi riuscirà a tenere splendidamente testa ai 45 giri dei motivi del Festival di Sanremo, superando in durata perfino Patatina, presentata al Casinò dallo stesso Meccia in coppia con Wilma De Angelis:

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E così indossiamo il pullover per recarci allo stadio. Già, perchè domenica 25 dicembre 1960, pur se è Natale, il campionato si gioca regolarmente: sarà l'ultima volta che ciò accadrà (in futuro, in circostanze come questa, o si anticiperà al sabato o si effettuerà una sosta, anche se per vedere il calcio completamente fermo per le festività natalizie e di fine anno bisognerà aspettare il 1974).
Parlando di calcio, non possiamo che cedere la parola al nostro super - esperto, Boris Boris, non prima di avervi rinnovato gli auguri natalizi e avervi dato appuntamento al prossimo post, oltre che a preannunciarvi una particolare sorpresa di Capodanno che stiamo mettendo a punto.
Qui studio centrale, a te la linea, Boris - Boris (e Buon Natale anche a te, naturalmente) ! ! !
Grazie mille e... a prestissimo ! ! !
CBNeas

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Amici sportivi all’ascolto, buon pomeriggio e, soprattutto, buon Natale! Un Natale speciale, quello del 1960, per gli amanti dello sport, perché chiude un anno contrassegnato da un evento epocale come le Olimpiadi di Roma, riconosciute unanimemente come gli ultimi Giochi a dimensione umana, prima che troppi fattori extrasportivi iniziassero a prendere il sopravvento sullo spirito per il quale erano nati. Un avvenimento, la XVII Olimpiade, per il quale la RAI produsse ben 106 ore di trasmissione, riprodotte anche in tutta Europa: era la prima volta che la televisione copriva l’intero programma di gare, e se si pensa che all’epoca esisteva ancora un solo canale TV si tratta davvero di una quantità smisurata.
Ma vi sono altre due circostanze che conferiscono particolarità al Natale di cinquant’anni fa: per l’ultima volta, infatti, va in scena in quel giorno il campionato di calcio - dall’anno successivo, nel caso in cui la solennità cada di domenica le partite verranno anticipate alla vigilia - e per la prima e unica volta gli sportivi trascorreranno la festa più sentita dell’anno in compagnia di Tutto il calcio minuto per minuto, che proprio all’inizio di quest’anno - esattamente il 10 gennaio - ha visto ufficialmente la luce, anche se già nel 1959 erano state mandate in onda trasmissioni sperimentali, e che è già diventata un appuntamento imprescindibile per i milioni di calciofili sparsi per la Penisola. Quanti di loro - e ci auguriamo siano tanti - saranno anche frequentatori del Focolare e questo post odierno farà riaprire il loro scrigno di ricordi, sulle tribune di uno stadio o con l’orecchio alla radiolina, legati a quella dodicesima giornata di serie A? Giornata che vede al comando della classifica, con 17 punti, la Roma, che con un Piedone Manfredini - così soprannominato per via di una foto dal basso verso l’alto, scattata mentre scendeva dall’aereo, che gli ingigantiva oltre misura le estremità, mentre in realtà lui calzava un normalissimo 42 - che ha già realizzato 15 reti e ben quattro triplette (!) sogna di tornare ai fasti dell’ormai leggendario Campo Testaccio.



Ma attenzione: al secondo posto, ad una sola lunghezza, un’Inter desiderosa di tornare a vincere al punto da affidarsi ad un… mago. E di chi potremmo parlare se non di Helenio Herrera, argentino naturalizzato francese, che dopo una modesta carriera da calciatore si era rivelato, una volta emigrato in Spagna, come uno dei tecnici più vincenti, trionfando per quattro volte in campionato (due con l’Atlético Madrid e due con il Barcellona) e conquistando con il Barcellona anche una Copa del Generalisimo (oggi Copa del Rey) e due Coppe delle Fiere (poi Coppa Uefa e oggi Europa League). E fu in seguito ad una doppia sconfitta subita proprio in Coppa delle Fiere contro il club catalano che scoppiò il colpo di fulmine tra Angelo Moratti e il tecnico blaugrana, individuato dal patron interista, ancora a digiuno di vittorie dopo cinque anni di presidenza, come l’uomo in grado di imprimere la sospirata svolta: 45 milioni di ingaggio a stagione, premi esclusi, per una scelta che alla lunga darà copiosi frutti.



Tuttavia il mago ha già avuto modo di far parlare di sé per l’accantonamento per dolce vita di Angelillo, idolo dei tifosi nerazzurri, che da qualche tempo rende di più la notte in compagnia di una bionda ballerina di night (Ilya Lopez) che il giorno sul rettangolo verde; a fine anno l’attaccante argentino verrà ceduto proprio alla Roma (con un contratto che, però, impegnava la società giallorossa a non vendere il giocatore né al Milan, né alla Juventus, clausola che neppure Angelillo conosceva), nella quale arretrerà nel ruolo di regista disputando, dopo notevoli difficoltà iniziali, quattro stagioni da favola.



Segue, a quota 15, il Milan, la squadra regina degli anni ’50, chiamato a riscattare una stagione non esaltante (terzo posto, ma a ben 11 punti dalla trionfatrice Juventus); ma la sorpresa, inutile dirlo, è un gradino sotto, ad un punto dai rossoneri, e si chiama Catania. I siciliani, alla loro seconda stagione nella massima serie, sono intenzionati a cancellare l’onta della retrocessione a tavolino di cinque anni prima nell’ambito del primo grande scandalo calcistico italiano del dopoguerra (che riservò analoga sorte all’Udinese, seconda classificata sul campo, e portò alla radiazione dell’arbitro romano Scaramella) e stanno conducendo un torneo al di là di ogni più rosea aspettativa.

E proprio il Catania, sul campo della Lazio, ha aperto le danze di questo turno numero 12 nella gara anticipata al giorno precedente, sabato. Questi i gol: rossazzurri in vantaggio al 29’ grazie ad un’autorete di Janich; Fumagalli riequilibra le sorti allo scadere del primo tempo. Botta e risposta nella ripresa: ospiti nuovamente avanti al 66’ grazie a Morelli, ma soltanto un minuto dopo Rozzoni riporta la Lazio in parità; 2-2, e questa volta il risultato non cambierà più.

Altri anticipi l’indomani: nell’insolito orario di mezzogiorno, ben quarantamila spettatori gremiscono le gradinate del Comunale di Firenze in occasione dell’incontro tra Fiorentina e Lanerossi Vicenza. Sarà amaro il panettone per loro: i gigliati si infrangono contro il “catenaccio” dei veneti (fino a dieci uomini in difesa) e al 68’ vengono beffati da Giorgio Puia, mezzala che più avanti, passato al Torino, si trasformerà in stopper offrendo lo stesso elevato rendimento.



Per i viola, costretti alla prima sconfitta in casa (dove avevano sempre vinto, segnando 18 reti senza subirne alcuna) è un momento no, dal quale non usciranno neppure con l’arrivo dell’anno nuovo: sette giorni dopo, il 1° gennaio 1961, verranno infatti strapazzati a San Siro dal Milan per 4-1.
Orario anticipato, ma quarantamila spettatori anche al San Paolo di Napoli per la sfida tra i partenopei e l’Atalanta: partita mediocre, che non potrà che concludersi 0-0.

Alt! Anticipi al sabato e a mezzogiorno? A questo punto gli sportivi più giovani potrebbero porsi un interrogativo: Ma siamo nel 1960 o nel 2010? Vuoi vedere che il tanto demonizzato ‘spezzatino’ c’era già cinquant’anni fa e nessuno si scandalizzava? Anzi, la gente andava allo stadio ancora di più!.
Interrogativo lecito, sia ben chiaro, ma occorrono alcuni distinguo: nel 1960 - e negli anni immediatamente precedenti e seguenti - l’attività nazionale ed internazionale delle nostre squadre non era neppure paragonabile a quella attuale; la televisione aveva un solo canale, lo spazio del suo palinsesto riservato allo sport era ben definito e, soprattutto, questo benedetto apparecchio non era ancora alla portata di tutti. Era il caminetto l’unico focolare presente nella maggior parte delle case: di conseguenza, per seguire la squadra del cuore, o ci si affidava alla radio oppure ci si recava allo stadio anche nelle sporadiche occasioni in cui, per una ragione o per l’altra, il calendario derogava dall’appuntamento fisso domenicale.
Appuntamento fisso quale, come già ricordato, si è evidenziato fin da subito Tutto il calcio minuto per minuto che, in quest’ultima domenica dell’anno solare 1960, si presenta puntuale con l’inizio dei secondi tempi delle partite.
Andiamo, però, a fare un giro per i campi per vedere cosa è successo nei primi 45 minuti di gioco:

- il primo gol arriva dal Comunale di Bologna, teatro di Bologna-Torino:
all’11 i padroni di casa passano in vantaggio con quella che risulterà la rete più bella della giornata. Ve la descriviamo: l’ex granata Fogli avanza sulla sinistra e, dopo aver superato un paio di avversari, passa a Vinicio, che gli restituisce immediatamente la palla; il numero 6 rossoblù riallunga al centro dove irrompe Perani, che spedisce nell’angolo basso alla sinistra di Vieri. Il Toro, comunque, impiega appena dieci minuti per pareggiare: Tomeazzi resiste a due consecutive cariche arriversarie e deposita nella rete lasciata sguarnita da Santarelli, che gli era uscito incontro. Ma al 34’ ecco il Bologna ristabilire le distanze: Cervellati spara basso, Ferrario interviene in corsa e devia con la punta del piede, quanto basta per spiazzare Vieri. Alla fine del primo tempo, dunque, Bologna 2 Torino 1;

- fuochi d’artificio ad un altro Comunale, quello di Torino, e a spararli è la Juventus, che nel giro di quattro minuti rifila tre reti alla Sampdoria. Al 22’ il primo: un tiro di Charles viene centrato da un difensore blucerchiato; la palla devia a lato, Stacchini riesce a recuperarla prima che esca dalla linea di fondo e tira. Sattolo esce dai pali per bloccare il pallone, ma manca la presa e finisce a terra; raccoglie Mora dall’estrema destra e rispedisce al centro dove Charles, appostato tutto solo, mette dentro mentre il portiere non è ancora riuscito a rialzarsi. Due minuti e arriva il raddoppio bianconero: Sivori, atterrato al limite dell’area da Delfino, si incarica di battere la susseguente punizione; la palla rimbalza sulla barriera e ritorna sui piedi del cabezon che fa centro.



Altro giro di lancette ed è tris: su allungo di Mora, Charles dà avvio ad una fuga di una quarantina di metri ed entra in area, dove viene steso da Bergamaschi. L’arbitro Francescon di Padova dice che è rigore, a nulla valgono le proteste sampdoriane: dagli undici metri è Mora a colpire con un tiro basso nell’angolo. 3-0 e partita apparentemente chiusa.
Apparentemente…

- è invece il 38’ quando da San Siro arriva la prima sorpresa di questo pomeriggio natalizio: fuga in contropiede dell’ala destra Novelli e la Spal si porta in vantaggio sull’Inter. Risultato sul quale si andrà anche al riposo.
Reti inviolate, invece, dopo la prima frazione di gioco in Bari-Milan, Lecco- Roma e Padova-Udinese.

Inizia la ripresa. L’intervallo ha fatto bene soprattutto all’Inter, che impiega due minuti per rimettere le cose a posto: al 47’ centro di Bicicli, respinta corta di un difensore spallino, Lindskog è in agguato e insacca. Altri tre minuti e i nerazzurri mettono la freccia: calcio d’angolo battuto dallo stesso Bicicli e questa volta è Corso ad infilare Matteucci;

- scocca il minuto numero 55 a Bologna, e scoccano anche scintille: un veloce attacco del Bologna viene improvvisamente interrotto da un fischio dell’arbitro Concetto Lo Bello, il quale indica senza esitazione il dischetto del rigore avendo rilevato un fallo di mano di Ferrario; un’irregolarità evidente soltanto per il direttore di gara visto che nessuno, neppure il pubblico, si era accorto di nulla. Inevitabili quanto giustificate, le proteste da parte dei giocatori del Torino, riunitisi intorno al direttore di gara - mentre i felsinei non sembrano molto interessati alla questione - ottengono però come unico risultato un’espulsione: è il capitano Enzo Bearzot, che in realtà aveva solamente cercato di placare gli animi dei compagni, ad imboccare anzitempo la via degli spogliatoi. La massima punizione può finalmente essere battuta, e ad incaricarsi del tiro è Perani, il migliore dei rossoblù, che supera Vieri con un preciso tiro basso. 3-1 per il Bologna, e sarà anche il risultato finale;

- a Torino, invece, la Juventus si addormenta sugli allori e Brighenti suona la carica sampdoriana: al 57’, dopo una rapida manovra, il futuro capocannoniere del campionato raccoglie un passaggio di Ocwirk e trafigge Vavassori con un tiro secco. 3-1 e partita di nuovo in forse;

- partita incanalata, invece, su un binario ben preciso a San Siro: è il 63’ quando ancora Corso porta a tre le reti dell’Inter su calcio di punizione dal limite. Una specialità che per il diciannovenne mancino di San Michele Extra, futuro piede sinistro di Dio, diventerà un autentico marchio di fabbrica con tanto di etichetta DOC: a foglia morta;

- sembra invece… morta la sicurezza juventina del primo tempo: la Sampdoria sta stringendo d’assedio i campioni d’Italia, e al 64’ perviene al 3-2. Questa la dinamica: Toschi, che quattro minuti prima aveva sciupato un’occasionissima da due passi, centra dall’estrema sinistra; Sarti tenta senza fortuna una rovesciata, palla ad Ocwirk che dall’estrema destra crossa al centro, ad un passo dai pali. Il pallone attraversa tutto lo specchio della porta, interviene in spaccata Brighenti che con l’esterno del piede destro devia in rete.
Doppietta per il numero 9 blucerchiato e bianconeri in affanno: fioccano le occasioni da reti per i genovesi, ma il risultato non cambierà più;

- nuovo ping pong con lo stadio milanese per segnalare, al minuto numero 65, il quarto gol dell’Inter: è l’oriundo Eddie Firmani, tacchino freddo, nipote di un italiano emigrato in Sudafrica, a servire il poker alla Spal. 4-1 e nerazzurri in vetta, in condominio con una Roma sprecona sul campo della matricola Lecco, dove non va oltre lo 0-0. Le notizie migliori sono per i lombardi: Sergio Clerici, attaccante brasiliano ingaggiato sin dal mese di settembre, è ufficialmente arrivato, e debutterà in maglia bluceleste di lì a tre settimane (il 22 gennaio 1961, a Bologna). Autentico zingaro del pallone (sarà il calciatore straniero ad aver giocato in più squadre di serie A, ben 7 in 18 anni), quando nel 1978, a 37 anni, appende le scarpe al chiodo, è rimasto l’unico e ultimo giocatore straniero a militare nel nostro campionato, dopo il blocco del 1966 e prima della riapertura delle frontiere nel 1980.



Pareggio a reti bianche anche a Bari, in una partita segnata dal grave infortunio di Raul Conti, centrocampista argentino del Bari, messo K.O. dal difensore milanista Salvadore con un durissimo intervento da tergo sul ginocchio sinistro. Il biancorosso, operato di menisco, sarà costretto ad una lunga assenza dai campi di gioco; il rossonero, invece, rimedierà una denuncia all’Autorità giudiziaria per lesioni personali da parte di un avvocato barese presente in tribuna, ma nel successivo processo verrà assolto, anche perché nessuno dei due interessati aveva dato seguito alla vicenda. Qualcosa di simile a quanto accadrà successivamente, a cadenza decennale, per i casi Benetti- Liguori e Martina-Antognoni.
Tornando invece alla giornata odierna, c’è ancora il tempo per segnalare l’ultima rete: arriva da Padova, al 69’, e porta la firma di Dante Crippa. Ne consegue che i padroni di casa superano l’Udinese per 1-0.

Ecco, comunque, il riepilogo dei risultati:

Bari-Milan 0-0
Bologna-Torino 3-1
Fiorentina-L.R. Vicenza 0-1
Inter-Spal 4-1
Juventus-Sampdoria 3-2
Lazio-Catania 2-2 (giocata il 24/12)
Lecco-Roma 0-0
Napoli-Atalanta 0-0
Padova-Udinese 1-0

Venti gol realizzati complessivamente, dunque, caratterizzano questa dodicesima giornata di andata. Due i rigori concessi, entrambi trasformati come abbiamo visto (dopo che nel turno precedente ne erano stati concessi ben cinque, ed erano stati tutti sbagliati!), e una sola espulsione: evidentemente anche i calciatori, nel giorno di Natale, diventano più buoni.
Ora, però, è arrivato il momento di analizzare anche la nuova classifica che, dopo aver avuto per sette giornate consecutive un unico padrone (l’Inter per due turni, la Roma per cinque), vede al vertice una coppia: e a formarla sono proprio i nerazzurri e i giallorossi, appaiati a 18 punti. A due lunghezze troviamo il Milan, mentre la Juventus raggiunge il Catania a quota 15.
Avete letto bene: la Juventus raggiunge il Catania, perché la settimana precedente gli etnei, battendo in casa la Sampdoria per 3-0 approfittando della sconfitta juventina per 3-1 sul campo dell’Inter, si erano issati al quarto posto solitario sopravanzando di un punto i bianconeri, appaiati con Fiorentina, Napoli e Sampdoria.
Il Napoli (14 punti) e il trio Bologna-Fiorentina-Sampdoria (13) precedono il Padova, a quota 12, e il Lanerossi Vicenza, che di punti ne ha due in meno. Di seguito Atalanta, Lecco, Spal e Torino a quota 9, quindi, ad una lunghezza, il Bari. La Lazio, con 6 punti, lascia la poltrona più scomoda all’Udinese, fanalino di coda un punto sotto.
Quattro squadre (Atalanta, Padova, Udinese e Bologna) hanno però una partita in meno, che recupereranno tutte e quattro il 18 gennaio 1961: l’Atalanta, grazie ad un gol di Nova al 76’, batterà il Padova per 1-0, mentre Udinese- Bologna terminerà 0-0.

Torino, prima capitale d’Italia, si consacra, grazie alla Juventus, anche capitale del calcio proprio nell’anno in cui il nostro Paese celebra il primo secolo di unità nazionale: a fine stagione, infatti, per il secondo anno consecutivo, i bianconeri taglieranno per primi il traguardo con 49 punti, laureandosi campioni d’Italia per la dodicesima volta. Non sarebbe, tuttavia, completamente da Juve una vittoria senza polemiche. Che cosa è successo? Che il 16 aprile 1961, al Comunale, era andato in scena il big-match Juventus-Inter, rispettivamente prima contro terza (a 4 punti). Esauriti i biglietti, un gruppo di tifosi abbatte i cancelli ed entra nello stadio, riversandosi sul terreno di gioco. L’arbitro Gambarotta di Genova dà comunque il via alla gara salvo sospenderla dopo mezz’ora poichè, anche a causa della pioggia, si scatena il caos: l’Inter rientra negli spogliatoi chiedendo lo 0-2 a tavolino per invasione di campo ed effettivamente, otto giorni dopo, la commissione giudicante esaudisce la sua richiesta, ma vivaci polemiche - si tratta di straripamento, non di invasione influente sul gioco, come chiede il regolamento - porteranno, il 3 giugno, la Corte d’Appello Federale a cambiare il verdetto, sancendo la ripetizione della partita. Particolare: Umberto Agnelli, presidente della Juventus, è anche presidente della Federcalcio, e il suo doppio ruolo non può non dare adito a discussioni; e non è un caso che il massimo dirigente bianconero finisca poi per lasciare la carica federale. L’Inter non ci sta, e il 10 giugno (nonostante il valore del tutto platonico della gara, poiché la Juventus ha già conquistato matematicamente lo scudetto), per protesta, manda in campo la squadra ragazzi: finisce 9-1 per i bianconeri, con Sivori in veste di Maramaldo, autore di 6 reti. Da evidenziare vi è, piuttosto, l’addio al calcio giocato (peraltro inatteso) del grande Giampiero Boniperti e l’esordio in serie A (con gol su rigore) di un futuro grande: Sandrino Mazzola.
Lascia anche, alla soglia dei 39 anni altro grande: Nils Liedholm. Il nuovo simbolo del Milan, secondo a quota 45, diventa un ragazzino di Alessandria non ancora diciottenne: Gianni Rivera; per lui, come per la squadra, il tempo parlerà molto presto.



Finale amaro, dopo una partenza a razzo, per l’Inter che chiude terza a 44 punti; dolcissimo, invece, per la rivelazione Sampdoria del capocannoniere Brighenti che, con 27 centri, si lascia alle spalle gente del calibro di Sivori, Altafini e Manfredini; con il quarto posto conseguito, a quota 41, all’ombra della Lanterna si comincia a sognare, ma il presidente Alberto Ravano è consapevole del fatto che i tempi per lo scudetto non siano maturi, e dopo aver ceduto i giocatori migliori (molti dei quali rigeneratisi proprio in maglia blucerchiata) si ritira. Sarà l’inizio di un lungo periodo di difficoltà per la società genovese, dal quale uscirà soltanto con l’arrivo di Paolo Mantovani.
Soltanto quinta, dopo un avvio pirotecnico, la Roma, a due lunghezze dai
blucerchiati: segno di una maturità non ancora raggiunta, almeno in campionato.
Basti pensare che tale piazzamento verrà ripetuto anche nei due tornei successivi, fruttando al presidente giallorosso Anacleto Gianni il soprannome Anacleto V. Brillantissimo, invece, il cammino europeo: quando la stagione successiva ha già preso avvio, Losi e compagni metteranno nella loro bacheca la Coppa delle Fiere, dopo aver superato nella doppia finale gli inglesi del Birmingham.
Ottimo ancora una volta l’incedere dei vecchietti del Padova di Nereo Rocco, al sesto posto a quota 38. Ma si tratta del canto del cigno: l’anno successivo, infatti, il Paron andrà a sedersi sulla panchina del Milan conquistando subito lo scudetto, mentre i biancoscudati retrocederanno in serie B; per rivedere la massima serie la città di Sant’Antonio dovrà attendere ben 32 anni.
Una grande delusa, invece, un gradino e un punto sotto: è la Fiorentina, una delle protagoniste assolute del decennio precedente, nel corso del quale aveva conquistato uno scudetto e per quattro volte consecutive si era piazzata seconda. Così come per la Roma, anche per i viola le soddisfazioni arriveranno
dall’Europa: i ragazzi allenati dal grande Hidegkuti si aggiudicheranno la prima edizione della Coppa delle Coppe, riservata ai vincitori del trofeo nazionale, vincendo sia all’andata che al ritorno nel doppio confronto finale contro gli scozzesi del Rangers Glasgow.
Fantastica la stagione del Catania, ottavo a 36 punti dopo aver a lungo gravitato nelle alte sfere e costretto alla resa, sul proprio campo, nientemeno che Milan e Inter. Anzi, proprio la vittoria sui nerazzurri per 2-0 all’ultima giornata farà coniare a Sandro Ciotti, impegnato nella radiocronaca, la frase Clamoroso al Cibali !, divenuta un simbolo ogni qualvolta si voglia indicare un risultato a sorpresa, in cui una squadra modesta prevale su una più blasonata.
Miglior vendetta non potevano chiedere gli etnei, definiti da Helenio Herrera una squadra di postelegrafonici dopo che all’andata, a San Siro, erano stati sì sconfitti per 5-0, ma con quattro autoreti… Tre squadre, due sostanzialmente soddisfatte (Atalanta e Lanerossi Vicenza), una decisamente meno (Bologna) chiudono appaiate a quota 31. Gli emiliani, tuttavia, si consolano con la conquista della Mitropa Cup, che allora rivestiva ancora una discreta importanza.
Niente più che una sofferta salvezza per il Torino, tornato in serie A dopo la disgraziata retrocessione di due anni prima, a pari merito con la Spal a 30 punti. Ma il cuore granata è tornato a battere: il giovanissimo Giorgio Ferrini, esordiente sul massimo palcoscenico ma già con una grinta da veterano, e il vecio Enzo Bearzot rappresentano degnamente due epoche unite dallo stesso spirito, mentre comincia a fare capolino (una presenza in questo campionato) un ragazzino di diciassette anni gentile nei lineamenti (Faccia d’angelo sarà il suo soprannome) quanto spietato in campo: Roberto Rosato, destinato a diventare uno dei migliori difensori che il nostro calcio abbia mai prodotto.
Purtroppo tutti e tre ci hanno già lasciati: il primo ad andarsene è stato Ferrini, recordman di presenze con la maglia del Torino e più autentico rappresentante del tremendismo granata, stroncato da un aneurisma l’8 novembre 1976, a soli 37 anni.
E’ l’anno che sta per finire, invece, a portarsi via gli altri due: il 20 giugno, dopo una lunga malattia, ci saluta per sempre Rosato, proprio nel giorno in cui la Nazionale italiana, nella quale Faccia d’angelo ha giocato per 37 volte, affronta la Nuova Zelanda nell’infausto Mondiale sudafricano; d’obbligo, dunque, il lutto al braccio degli azzurri.
E’ di appena quattro giorni fa, invece, l’addio al C.T. Mundial 1982; il quale, per gli imperscrutabili disegni del destino, si congeda da questo mondo nello stesso giorno in cui, 42 anni prima, si era spento il leggendario Vittorio Pozzo, due volte campione del mondo alla guida degli azzurri nel 1934 e nel 1938 e, guarda caso, vecchio cuore Toro…



Bagarre al terz’ultimo posto: si rendono necessari gli spareggi, tutti disputati a Bologna, per stabilire chi, tra Bari, Lecco e Udinese, alla pari con 29 punti, dovrà seguire nella discesa in serie B il Napoli, penultimo a quota 25, e la derelitta Lazio, ultimissima con appena 18 punti all’attivo e condannata per la prima volta, in 61 anni di storia, alla retrocessione. L’amaro calice tocca ai pugliesi i quali, dopo essere stati sconfitti per 4-2 dal Lecco, non andranno oltre lo 0-0 contro l’Udinese, che a sua volta, nell’ultimo incontro, pareggerà per 3-3 con i lombardi.
Non mancano, poi, episodi tinti di giallo: dopo una vicenda, conclusasi senza provvedimenti particolari, nella quale risultavano coinvolti alcuni portieri e alcune squadre, alla penultima giornata scoppia un caso che vede coinvolto proprio il Bari, in vista dell’incontro sul campo della Lazio ormai retrocessa.
Qualche giorno prima Tagnin (biancorosso ed ex laziale) aveva telefonato al suo vecchio amico e compagno Prini per aggiustare la partita, trovando d’accordo l’interlocutore. Subito dopo, però, Tagnin si pente, richiama e dice che non se ne fa nulla; Prini, allora, denuncia il fatto. Nonostante sul campo la vittoria del Bari arrivi in modo pulito l’inchiesta sportiva inizia ugualmente, e costerà alla squadra pugliese una penalizzazione di 10 punti (poi ridotti a 6) da scontare nel successivo torneo cadetto, poiché il reato sussisteva ugualmente, anche se il tentativo era stato ritrattato.
Bari, Napoli e Lazio, dunque, condannate alla retrocessione: delle tre soltanto i partenopei sapranno riscattarsi immediatamente (salvo retrocedere subito), e proprio ai danni della Lazio, che nella gara di ritorno al Flaminio si vede annullare ingiustamente un gol di Seghedoni che le avrebbe regalato la vittoria, poiché l’arbitro Rigato di Mestre non si è accorto che il pallone è passato attraverso una smagliatura della rete. Un solo punto di distacco che costringerà i capitolini ad attendere altri dodici mesi per festeggiare il ritorno nella massima serie, così come del resto il Bari.

Questi, invece, i risultati del campionato di serie B, giunto alla sua quattordicesima giornata:

Brescia-Prato 1-2
Catanzaro-Parma 1-2
Como-Ozo Mantova 1-0
Messina-Pro Patria 1-1
Palermo-Alessandria 0-0
Reggiana-Sambenedettese 4-0
Simmenthal Monza-Genoa 1-1
Triestina-Marzotto 0-0
Venezia-Novara 2-1
Verona-Foggia 1-1

Per una classifica che vede al comando il Como con 18 punti, seguito a 17 dall’Ozo Mantova; con 16 punti troviamo Palermo e Simmenthal Monza, che precedono Reggiana, Venezia, Prato, Messina e Novara, appaiate a quota 15. Seguono a 14 punti Sambenedettese, Catanzaro, Pro Patria e Alessandria, a 13 il Parma e a 12 Verona, Triestina e Foggia. A quota 9 punti Genoa (che in realtà di punti ne avrebbe 16, ma deve scontare il -7 inflittogli a seguito del caso d’illecito relativo alla partita di Bergamo con l’Atalanta del campionato di serie A dell’anno precedente) e Marzotto precedono il Brescia, ultimo con 8 punti.

Festa in Laguna a fine stagione: dopo 11 anni il Venezia torna in serie A. I neroverdi trionfano nel campionato cadetto totalizzando 50 punti, ben 31 dei quali conquistati nel girone di ritorno.
Ma è festa anche a Mantova: la squadra virgiliana, che ha cambiato i colori sociali da biancazzurri a biancorossi in onore dell’Ozo, la ditta petrolifera proprietaria della raffineria sorta alle porte della città accordatasi con la società per una sponsorizzazione ante litteram, si classifica al secondo posto a quota 49 e approda nella massima serie per la prima volta nella sua storia.
E’ la terza promozione in quattro anni per la compagine guidata dal futuro C.T.
della Nazionale Edmondo Fabbri, per la quale un giornalista di Lucca, colpito dal gioco spumeggiante, ha coniato il nome di Piccolo Brasile.
Pronostici sostanzialmente rispettati per il Palermo, terzo con 46 punti, che riscatta immediatamente la retrocessione dell’anno prima, anche se a spianare la strada ai rosanero hanno contribuito i tentennamenti della Reggiana (quarta a quota 43) nelle ultime battute del torneo e i bruschi cali di rendimento di Simmenthal Monza (42) e Messina (41).
A 39 punti il trio Pro Patria-Alessandria-Sambenedettese precede di un punto il Catanzaro, a sua volta avanti di un punto su Como e Prato.
Seguono a quota 35 il Genoa (buona comunque la sua prova, se si tiene conto dei 7 punti di penalizzazione) e il Parma, un punto sopra Brescia e Verona, quest’ultimo autore di una grande rimonta che condanna Novara e Triestina, a pari merito con 33 punti, a giocarsi la salvezza in uno spareggio: sul campo di Ferrara la spuntano i piemontesi per 2-1 dopo i tempi supplementari; per i giuliani, in serie A solo fino a due anni addietro, è la prima caduta in serie C, oltre che la fine di un’epoca.
Completano il terzetto delle retrocesse il Foggia, crollato nel finale, con 29 punti, e il Marzotto Valdagno, inchiodato all’ultimo posto con 20.
Sia alabardati che rossoneri si rifaranno prontamente, centrando subito il ritorno in serie B. Anzi, i satanelli foggiani (così chiamati per distinguerli dai diavoli milanisti) un paio di stagioni dopo raggiungeranno addirittura il… paradiso, con la prima storica promozione in serie A.
Solo il Marzotto Valdagno non si risolleverà più: dopo dieci anni consecutivi di onorata milizia nel campionato cadetto, la squadra del noto lanificio scenderà pian piano nelle serie minori, ad una distanza da binocolo rovesciato rispetto al calcio professionistico.




E a questo punto, anche la storia di oggi è giunta al termine. A tutti voi, cari amici del Focolare, rinnovo i più sentiti auguri perché questo Natale vi regali tutta la serenità e la felicità che
desiderate.
E visto che avete già fatto indigestione con tutte queste notizie e tutti questi numeri, spero non la facciate anche a tavola: fra antipasti, primi, secondi, contorni e dolci il rischio è concreto.
In quanto poi allo… spezzatino, io continuo a preferirlo in senso gastronomico…

Grazie a tutti e a presto.

Boris Boris

domenica 19 dicembre 2010

Domenica 19 dicembre 1982



RETE UNO

10,00 AVVENTURA
a cura di Bruno Modugno con la collaborazione di Sergio Dionisi
(Replica)
10,30 Da Palazzo Barberini in Roma
VOGLIA DI MUSICA
Un programma di Luigi Fait
Regia di Sandro Spina
Musiche di Claude Debussy, Manuel De Falla, Ferenç (Franz) Liszt
(Replica)
11,00 SANTA MESSA
11,55 SEGNI DEL TEMPO
Settimanale di attualità religiosa
a cura di Liliana Chiale
12,15 LINEA VERDE
a cura di Federico Fazzuoli
Con Paola Perissi e Marcello Loffredi
Regia da studio di Ezio Pecora
- Spazio A
13,00 TG L'UNA
Quasi un rotocalco per la domenica
A cura di Alfredo Ferruzza
(ore 13,30 - 13,40: TG 1 NOTIZIE)
- Spazio B
14,00 - 19,50 Dallo Studio 5 di Roma, Pippo Baudo presenta:
DOMENICA IN...
Diretta da studio di Bruno Broccoli, Giorgio Calabrese, Enzo Sermasi, Franco Torti
A cura di Jole Fiori
Complesso diretto da Pippo Caruso
Regia di Gigi Bonori

Appuntamenti:

14,10 NOTIZIE SPORTIVE
A cura di Paolo Valenti, con la collaborazione di Fabrizio Maffei, Gabriele Tramontano e Jacopo Volpi
14,20 IN... DIRETTA DA STUDIO
14,45 - 16,20 DISCORING
Settimanale di musica e dischi condotto da Emanuela Falcetti, Anna Pettinelli e Isabel Russinova
A cura di Antonello Caprino
Regia di Gianni Vaiano
(ore 15,20 NOTIZIE SPORTIVE
Risultati dei primi tempi
ore 15,30 IN... DIRETTA DA STUDIO)
- Spazio C
16,20 NOTIZIE SPORTIVE
- Spazio D
Risultati finali e classifiche
16,30 IN... DIRETTA DA STUDIO
17,05 ADORABILI CREATURE
Il problema di Gretchen
Telefilm di Wes Kenney
Con Karen Morrow, Laurence Pressman, Simone Griffith, Natasha Ryan
Distr.: 20th Century Fox
- Spazio E
17,30 FANTASTICO BIS
Portafortuna della Lotteria Italia
Gioco a premi con il concorso dei telespettatori e la partecipazione dei piccoli Manuela Befani e Luca D'Orazio
- Spazio F
18,00 CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO
Sintesi di un tempo di una partita di serie B
18,30 90° MINUTO
- Spazio G
19,00 IN... DIRETTA DA STUDIO
19,55 CHE TEMPO FA
- Spazio H
20,00 TG 1
- Spazio I
20,30 La RAI - Radiotelevisione Italiana presenta
MARCO POLO
Sceneggiato scritto da David Butler, Vincenzo Labella e Giuliano Montaldo.
Con Ken Marshall, Tony Vogel, Ian McShane, Denholm Elliott, Mario Adorf.
Scenografia e ambientazione di Luciano Ricceri
Costumi di Enrico Sabbatini
Fotografia di Pasqualino De Santis (A.I.C.)
Montaggio di Nino Baragli (A.M.C.)
Musiche di Ennio Morricone.
Produced by Vincenzo Labella for Vides International (Assistant Producer: Franco Cristaldi)
Regia di Giuliano Montaldo.
- Spazio L
21,50 LA DOMENICA SPORTIVA
Cronache filmate e commenti sui principali avvenimenti della giornata
A cura di Tito Stagno e Carlo Sassi, con la partecipazione di Adriano De Zan, Gian Piero Galeazzi e Gianni Brera.
(ore 22,35: TG 1 SERA)
- Spazio M
23,00 VASCO ROSSI IN CONCERTO
Dal Baccarà di Lugo di Romagna (Ravenna)
A cura di Raoul Franco
23,30 TG 1 NOTTE - CHE TEMPO FA

RETE DUE

10,00 PIU' SANI, PIU' BELLI
Un programma di Rosanna Lambertucci
Regia di Roberto Capanna
10,15 OMAGGIO A PAGANINI
nel 2° centenario della nascita a cura di Lear Maestosi e Alberto Rocchegiani
Concerto n.1 per violino e orchestra op.6
Solista Uto Ughi
Orchestra Sinfonica di Torino della Radiotelevisione Italiana diretta da Hubert Soudant
Regia di Renato Zanetto
10,45 UNA SCUOLA CHE SI RINNOVA
Un programma del Dipartimento Scuola Educazione in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, coordinato e condotto da Donato Goffredo.
Regia di Salvatore Bugnatelli
Scuola materna: l'altra faccia di...
11,15 GIORNI D'EUROPA
Un programma di Gastone Favero a cura di Gianni Colletta
11,45 RHODA
L'importanza di essere psicologo
Telefilm di Howard Storm
Sceneggiatura di Charlotte Brown
Con Valerie Harper, Nancy Walker, David Groh, Julie Kavner e Harold Gould
Prod.: VIACOM
12,10 MERIDIANA a cura di Enzo Balboni
BLU DOMENICA
Piante, animali, stelle ed altre cose
di Renzo Cortina e Gian Maria Tabarelli
- Spazio A
13,00 TG 2 - ORE TREDICI
- Spazio B
13,30 LA DINASTIA DEL POTERE
Sceneggiato tratto dai romanzi di Anthony Trollope
Con Susan Hampshire, Philip Latham, Caroline Mortimer, Gary Watson, Burry Justice e Bernard Brown
Regia di Hugh David
Prod. : BBC
- Spazio C
15,20 - 19,45 BLITZ
Un programma di spettacolo, sport, quiz e costume di Aldo Bruno
Realizzato con la collaborazione della Redazione sportiva del TG 2 e del Pool Sportivo TV
Conduce Gianni Minà
Collaborazione di Marco Zavattini
Impianto scenico di Filippo Pànseca
Direttori della fotografia Renato Re e Carlo Tiepidino
Regia di Giuliano Nicastro
15,30 BLITZ - SPETTACOLO
In diretta dal Fiera 2 di Milano
LA COMMEDIA ALL'ITALIANA
- Spazio D
15,55 SCI: COPPA DEL MONDO
Discesa libera maschile
Cronaca registrata da Selva di Val Gardena
16,20 RISULTATI DEL CAMPIONATO DI CALCIO E SCHEDINA DEL SISTEMONE
16,30 Da Viareggio
NATALE GIOVANI - NATALE PACE
16,45 BLITZ - SPETTACOLO
- Spazio E
17,30 HIT PARADE AMERICANA
Da New York: Franco Schipani
- Spazio F
17,45 Dal Teatro dell'Elfo di Milano
HELLZAPOPPIN
18,00 BLITZ - SPETTACOLO
- Spazio G
18,50 TG 2 - GOL FLASH
19,00 CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO
Cronaca registrata di un tempo di una partita di Serie A
- Spazio H
19,45 IL TEMPO DOMANI
19,50 TG 2 - TELEGIORNALE
Direttore Ugo Zatterin
20,00 TG 2 - DOMENICA SPRINT
Fatti e personaggi della giornata sportiva, a cura di Nino De Luca, Lino Ceccarelli, Remo Pascucci, Giovanni Garassino
- Spazio I
20,30 DUE DI TUTTO
di Stefano Jurgens, Enzo Trapani, Carla Vistarini
Scene di Mario Fiorespino
Coreografie di Renato Greco
Costumi di Gianna Sgarbossa
Orchestra diretta da Marcello De Martino
Direttore della fotografia Franco A. Ferrari
Programma a cura di Silvia Salvetti
Regia di Enzo Trapani
- Spazio L
21,55 HILL STREET GIORNO E NOTTE
Un'epidemia di pistole
Telefilm. Una serie di Michael Kozoli e Steven Bochco con Daniel J. Travanti, Michael Conrad, Michael Warren e Bruce Weitz
Regia di Thomas Carter
Distr.: Gilson International
22,45 TG 2 - STASERA
- Spazio M
22,55 LA MACCHINA DEL TEMPO
Un programma scritto da Nigel Calder
Edizione italiana di Valter Preci
Produzione BBC
23,45 VIRGILIO - QUEL SAVIO GENTIL CHE TUTTO SEPPE
Un programma del Dipartimento Scuola Educazione a cura di Patrizia Tòdaro
Sceneggiatura di Giovanni D'Anna e Aldo Vergine
Regia di Aldo Vergine
(Replica)
0,15 TG 2 - STANOTTE

RETE TRE

10,55 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
AUSTRIA: Zell am See
SCI: COPPA DEL MONDO
Super G femminile
12,30 IL BARBIERE DI SIVIGLIA
13,45 CENTO CITTA' D'ITALIA
Dalla serie di documentari prodotti dalla Trans World Film
14,00 IMMAGINI DEL NATALE IN ITALIA
15,00 TG 3 - DIRETTA SPORTIVA
A cura di Aldo Biscardi
Telecronaca a diffusione nazionale
17,30 SALSA
18,05 IL JAZZ: MUSICA BIANCA E NERA
a cura di Alfonso de Liguoro
19,00 TG 3
Notizie nazionali e regionali
Direttore Luca Di Schiena
19,15 SPORT REGIONE
19,30 Intervallo con GIANNI E PINOTTO
19,35 CONCERTONE
IAN HUNTER BAND
Presenta dagli studi di Torino Sergio Mancinelli
Scene di Walter Tibaudi
Direttore della fotografia Bruno Saccheri
Regia di Lionello De Sena

Trasmissioni in lingua tedesca per la zona di Bolzano

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

20,00 - 20,30 TAGESSCHAU

20,40 SPORT TRE
A cura di Aldo Biscardi
Cronache - Commenti - Inchieste - Dibattiti
Conducono Nando Martellini, Eugenio Fabiani, Enrico Zenobi e Novella Calligaris
21,40 IN PIEDI O SEDUTI
Persone, parole, argomenti dei nostri giorni
Un programma condotto da Guglielmo Zucconi
A cura di Claudio Triscòli
22,10 TG 3
Notizie nazionali e regionali
22,25 Intervallo con GIANNI E PINOTTO
22,30 CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A
Cronaca registrata di un tempo di una partita

CANALE 5

8,30 CARTONI ANIMATI
- Candy Candy
- Pinocchio
- I Puffi
- La battaglia dei pianeti

11,15 GOAL
12,15 FOOTBALL AMERICANO
Commento di Dan Peterson
13,00 SUPERCLASSIFICA SHOW
13,50 IL CIRCO DI SBIRULINO
Varietà con Sandra Mondaini e Tonino Micheluzzi
Regia di Silvio Ferri
14,30 MOMENTI
Incontro con Julio Iglesias
15,30 MISS USA '82
16,30 MARY TYLER MOORE
Il Natale sfortunato
Telefilm
17,00 PREMIATISSIMA '82
Spettacolo presentato da Claudio Cecchetto e Amanda Lear
(Replica di venerdì 17 dicembre)
19,30 FLAMINGO ROAD
I segreti
Telefilm con Howard Duff, Morgan Fairchild, Mark Hammon e Christina Raines
20,25 MAGNUM P.I.
Volando verso la libertà
Teelfilm con Tom Selleck
21,25 LO STRANGOLATORE DI BOSTON
Film - Regia di Richard Fleischer
Con Tony Curtis ed Henry Fonda
23,25 CANALE 5 NEWS
23,55 PIANURA ROSSA
Film - Regia di Robert Parrish
Con Gregory Peck
2,00 SEMPRE TRE SEMPRE INFALLIBILI
I gladiatori
Telefilm

RETEQUATTRO

12,00 FIREHOUSE
Telefilm
12,30 A TUTTO GAS
Quindicinale sportivo di cronache e curiosità motoristiche a cura di Marcello Pirovano
13,00 DYNASTY
Telefilm con Pamela Bellwood e Joan Collins
14,00 LA CITTA' DEGLI ANGELI
Telefilm con Wayne Rogers, Elaine Joyce
14,45 IL VIRGINIANO
Decisione al tramonto
Telefilm con Doug Mc Clure
16,00 FIREHOUSE
Un dono per l'ispettore Grumper
Telefilm con Richard Jaeckel e James Drury
18,00 PAPA',CARO PAPA'
Telefilm
18,30 CIPRIA
Rotocalco rosa ideato e presentato da Enzo Tortora
19,30 DYNASTY
Telefilm con Linda Evans, John Forsythe, Pamela Sue Martin e Bo Hopkins
20,30 IL GIALLO DELLA POLTRONA
Il giorno fatale (2a parte)
Telefilm
21,30 FRONTE DEL PORTO
Film - Regia di Elia Kazan
Con Marlon Brando ed Eva Marie-Saint
23,30 PAPA', CARO PAPA'
Telefilm

ITALIA UNO

9,20 CYBORG I NOVE SUPERMAGNIFICI
Cartoni animati
9,45 LA CASA NELLA PRATERIA
Telefilm con Michael Landon
10,30 FILM A DIFFUSIONE LOCALE
12,00 SPORT: INCONTRO DI BOXE
13,00 - 14,00 PROGRAMMAZIONE LOCALE
14,00 CHIPS
Telefilm
14,50 FALCON CREST
Telefilm
15,40 JERRY LEWIS SHOW
Varietà
16,45 BIM BUM BAM
- Microsuperman
Cartoni animati
17,30 LA CASA NELLA PRATERIA
Telefilm con Michael Landon
18,30 - 19,30 PROGRAMMAZIONE LOCALE
19,30 BUCK ROGERS
Telefilm
20,30 FALCON CREST
Riunione di famiglia
Telefilm con Jane Wyman e la partecipazione di Lana Turner
21,30 - 1,30 PROGRAMMAZIONE LOCALE
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Eccoci di nuovo qui, pronti a licenziare un post che ha richiesto qualche giorno in più di lavorazione, complice la grande disponibilità sul Tubo di adeguati spezzoni video. D'altronde, un blog come questo deve risultare il più vivo possibile, giustificando appieno i fini documentaristici che esso si è da sempre prefissato.
Scriviamo con un velo di rimpianto e di dispiacere a seguito della scomparsa di Enzo Bearzot, il grande Vecio del calcio italiano, uomo colto e forte come forse non se ne vedono più in un ambiente pallonaro nostrano recentemente entrato in una fase di stasi per la difficoltà di trovare un adeguato ricambio generazionale (lo dimostrano le non felicissime esibizioni degli azzurri di Prandelli).
Bearzot, gli azzurri... Spagna '82... Campioni del Mondo ! Campioni del Mondo ! Campioni del Mondo !, urlava al microfono un commosso Nando Martellini (altro grande che manca tanto a tutti gli sportivi)...
e sbarchiamo proprio nel 1982, naturalmente sotto Natale, per illustrare la giornata televisiva da noi prescelta per questo nuovo intervento. E' un anno - chiave per la storia della TV italiana, apertosi (scaramanticamente una domenica 3 gennaio, come accadde nel 1954 per siglare l'inizio ufficiale del servizio regolare di televisione, dopo anni e anni di esperimenti conclusisi con un trimestre autunnale di vere primizie destinate a proseguire ancora a lungo) con la nascita di altri due nuovi networks privati, sull'esempio del già affermato Canale 5 di Silvio Berlusconi: da una parte Italia 1, di proprietà della Rusconi, e dall'altra Retequattro, in mano all'Arnoldo Mondadori Editore. Nel giro di due anni, lo scaltro imprenditore milanese che un giorno diventerà Capo del Governo, facendo vivere all'Italia (a nostro modestissimo avviso) la più difficile e discussa stagione della sua ancor breve storia repubblicana, riuscirà ad accaparrarsi anche queste due reti inizialmente concorrenti e diventerà Sua Emittenza. La RAI, dal canto proprio, si difende ancora bene con programmi qualitativamente elevati, ma purtroppo non ci vorrà molto prima che l'Ente di Stato, soffrendo la concorrenza e le trasmissioni altamente popolari da questa prodotte, si adegui inesorabilmente all'andazzo, dando inizio a una parabola sempre più discendente, purtroppo finora inarrestabile: le uniche trasmissioni in chiaro guardabili di questo 2010 ormai quasi terminato ci sono sembrate Che tempo che fa , La storia siamo noi e Da da da..., quest'ultima degna di nota soprattutto per l'intelligenza e l'abnegazione dell'amico Christian Calabrese, il quale ha il merito di aver fatto risorgere alcuni tesori del varietà (comicità e soprattutto musica leggera) altrimenti inesorabilmente condannati ad accumulare ulteriore polvere nella teleteca del Salario di Roma e degli altri tre principali centri di produzione RAI (Milano, Torino e Napoli). Per fortuna ci sono le reti digitali che offrono altro rilevante materiale d'archivio e qui ci piace citare RAIStoria (soprattutto il programma 0 - 16, omaggio alla TV dei Ragazzi) e RAISport 2, nel cui staff c'è un altro topo di videoteca che è parimenti un altro amico nostro e vostro, Pino Frìsoli, il quale sta compiendo praticamente un'operazione analoga a quella di Christian, in questo caso circoscritta ovviamente agli avvenimenti agonistici del passato.
Rientriamo in tema: come il teleutente medio italiano recepisce la novità di ben sei canali a propria disposizione (per non parlare di altri networks minori) ? Certo, magari non si arriva all'esagerazione messa in evidenza nella divertente vignetta di Còngiu pubblicata da TV - Sorrisi e Canzoni alla fine dell'estate del 1982 e che avete appena visto in testa alle righe che state leggendo, ma ad ogni modo nasce e prende sempre più piede uno sport che non costa fatica alcuna, lo zapping (o, come in modo più nobile indica un grande osservatore del costume di quegli anni, il giornalista e scrittore emiliano Luca Goldoni, il solfeggiare col telecomando). Si sceglie un canale privato e poi si approfitta dell'interruzione pubblicitaria per dare un'occhiata alle altre reti... o anche per fare altro (non escludiamo in futuro di farvi leggere un divertente passo che Goldoni scrisse al riguardo in un libro di quegli anni).
Nella domenica che 28 anni or sono precedette il Natale (era anche allora il 19 dicembre) convissero, come del resto accadeva sempre in quel periodo, rituali antichi e moderni del piccolo schermo, che fa tenerezza illustrare. Sarà perchè ci rivediamo anche noi a 14 anni, studenti di IV Ginnasio vessati (per il nostro bene) da una bravissima Prof che ci faceva sgobbare non poco per apprendere i rudimenti del Greco e del Latino e ci dava a stento una pseudo - sufficienza nelle prime interrogazioni perchè, pur studiando e impegnandoci molto, desiderava che noi seguissimo scrupolsamente determinati parametri da lei definiti. Quante sofferenze ! Quanti pianti ! Eppure saremmo riusciti ad essere promossi a giugno, lottando strenuamente contro ogni forma di stanchezza e pigrizia (quando c'era) per evitare gli esami settembrini e godersi le vacanze con le gemelline nostre coscritte che tornavano al Sud per l'estate e che aspettavamo come Babbo Natale... un romanticismo adolescenziale già allora in declino, il nostro. E così, tra un rosa, rosae, rosae, rosam, rosa, rosa - rosae, rosarum, rosis, rosas, rosae, rosis e un agatòs-agatè-agatòn, agatou-agatès-agatou, agatò-agatè-agatò, agatòn-agatèn-agatòn - agatòi-agatài-agatà, agatòn-agatòn-agatòn, agatòis-agatàis-agatòis, agatous-agatàs-agatà , trovavamo quel momento giusto per rifiatare piazzandoci davanti al Philips Stereo 1 acquistato da nostro padre poco prima dei già citati e trionfali Mondiali di Calcio spagnoli e praticando anche noi l'arte dello zapping.

Ritorniamo dunque a usare il presente storico e tuffiamoci nei (tantissimi) ricordi da noi amorevolmente preparati e targati 19 dicembre 1982. A dare la sveglia è la futura ammiraglia della Finivest, Canale 5, con l'inconfondibile biscione (che poi è la vipera che Melanesi accampa ricordata nel Purgatorio dantesco) e l'altrettanto inconfondibile e orecchiabile stacchetto di otto tra crome e biscrome scritte da Augusto Martelli. E' una rivoluzione di stampo nordamericano offrire ai giovanissimi, al risveglio dei giorni di vacanza da scuola, una congerie di cartoni animati d'importazione. Ci sono già i Puffi, passati quasi inosservati sul Corriere dei Piccoli alla fine degli anni Sessanta e ora divenuti celebri anche in Italia per merito della serie animata realizzata negli States dallo specializzato staff degli Hanna & Barbera Studios, ma vi sono soprattutto due chicche giapponesi. La prima è una forma di romanzo d'appendice per l'infanzia, la storia di una bellissima orfanella di nome Candy Candy: gli universitari del Duemila consumano fazzoletti su fazzoletti per la commozione:

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La seconda, invece, è una discutibilissima banalizzazione del Pinocchio di Collodi, con situazioni e circostanze che al buon Carlo Lorenzini non sarebbero passate neppure per la testa. Fatto sta che comunque la serie, già trasmessa da TeleMilano e diffusa da altre emittenti libere un paio d'anni prima, ha un certo successo, al quale contribuisce la graziosa sigletta cantata da Luigi Lopez:

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A mezzogiorno, sulla Rete 2 (non ancora RAIDUE) arriva Valerie Harper nei panni di Rhoda Morgenstern, protagonista di divertenti vicende personali, secondo lo stile delle sitcom nordamericane. Questa è una replica, essendo stata la serie già trasmessa tempo prima in un Buonasera con.... Rivediamone i titoli di testa:

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Dal 1976 al 1993 il pranzo domenicale degli italiani viene accompagnato da una rubrica di successo, TG L'Una, una sorta di Sunday Times del TG 1 inframmezzato da momenti di talk show. Curato da Alfredo Ferruzza e poi, morto quest'ultimo, da Beppe Breveglieri (anch'egli scomparso anni fa), il programma è stato condotto da Romano Battaglia, Paolo Cavallina, Claudio Angelini, Enzo Stinchelli, Elio Sparano e poi dallo stesso Breveglieri, più occasionali presenze (per eccezionali puntate realizzate in esterni) di Gino Rancati e Mario Cobellini (quest'ultimo in diretta da casa Pavarotti). Degne di menzione le sigle, sia grafiche che musicali. Proprio nella stagione 1982-'83 entrano in gioco i pupazzi di Maria Perego, i quali si muovono sul ritmo di un motivetto che arriva dalla Francia e che diventa un best-seller pure da noi: Lady D., eseguita dal pianista Richard Clayderman:

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Non mancano comunque le alternative al salotto peraltro un po' troppo formale di TG L'Una: su Canale 5, al tocco, puntuale come sarà per molti altri anni ancora, compare quest'altra, inconfondibile, storica, rimpianta sigla:

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A parte le marchette inerenti al numero di TV - Sorrisi e Canzoni in edicola, Superclassifica Show, che esiste già da un lustro e ha il vanto di essere stata la prima trasmissione privata messa in onda in tutta Italia quasi contemporaneamente, ospita i cantanti che appaiono nella Top 50 del settimanale gialloblù, o quantomeno ne trasmette i relativi videoclips se si tratta di artisti stranieri. E' il caso di Frida, ex - Abba, che esplode in tutto il mondo con questa ritmata I know there's something going on:

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Retequattro, dopo aver imposto subito le telenovelas brasiliane (il 1982, incominciato con La schiava Isaura e proseguito con la celeberrima Dancing Days, finisce con Ciranda de Pedra - La fontana di pietra) che di domenica fanno festa, tiene testa ai serials statunitensi proposti da Berlusconi e Rusconi accaparrandosi Dynasty. La saga della famiglia Carrington ottiene alti indici di ascolto (ancora non esiste l'Auditel) e va in onda il mercoledì e il venerdì sera, con replica la domenica. Il suo richiamo è a tutti noto ed è opera del compositore di origine piemontese Bill Conti:

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La Rete 2, invece, pesca nel mazzo delle produzioni (sicuramente più eleganti e raffinate) della BBC. La saga dei romanzi ottocenteschi di Anthony Trollope sulla famiglia Palliser del Plantageneto viene tradotta e adattata per il pubblico italiano con il titolo La dinastia del potere:

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E' curioso notare qui la presenza, in ruolo di comprimario, di un giovane Jeremy Irons:

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Su Canale 5, dopo il Supertelegattone, ecco arrivare un altro amico dei giovanissimi, il piccolo clown Sbirulino. Naturalmente c'è la cara Sandra Mondaini (che ci sembra giusto ricordare al termine dell'anno che l'ha vista uscire definitivamente di scena assieme al marito Raimondo Vianello), la quale ritrova Tonino Micheluzzi, compagno di tante avventure televisive, per subentrare idealmente a Pinuccia Nava - Scaramacai, ormai nel 1982 da tempo ritiratasi dalle scene, e dare vita a questo Circo di Sbirulino, di cui vi mostriamo le sigle di testa e di coda:

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L'anno prima Sbirulino - Sandra Mondaini era stato/a ospite fisso del primo trimestre di Domenica in..., che nella stagione 1982 - '83 vede un Pippo Baudo sempre più in forma (benchè qualcuno lo accusi di essere un po' prevaricatore: è il caso del regista Lino Procacci, che per l'appunto quest'anno cede volontariamente il proprio posto in cabina a Luigi Gigi Bonori). Insomma, il baudismo prende forma, ma non va dimenticato il gruppo di autori che sostengono il lavoro del Gambalunga di Militello in Val di Catania (ma dalle lontane e forse un po' rinnegate ascendenze paterne piemontesi: Baudo è certamente un cognome molto più diffuso a Torino che non a Catania). Sono tutti maestri nel loro campo: Bruno Broccoli, umorista e braccio destro di Dino Verde, nonchè papà del docente universitario e tuttologo radiotelevisivo Umberto; Giorgio Calabrese, un veterano della radiotelevisione e della canzone, squisito, versatile e vivace genovese poliglotta; Enzo Sermasi, giornalista e amico di sempre del già ricordato Luca Goldoni; Franco Torti, altro autore RAI che visse una felice stagione da conduttore dal 1972 con il programma pomeridiano radiofonico a richiesta Cararai. Insomma, un vero e proprio dream team di autori. Sigla di apertura di quel periodo è un suggestivo pezzo eseguito dal percussionista napoletano Toni Esposito e dalla sua band: Pagaia.

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- Domenica di musica, domenica di DISCORING: ciao a tutti da Emanuela Falcetti !
- Buon divertimento da Isabel Russinova !
- UnciaoanchedaAnnaPettinelli... bla...bla...bla... !

Come ogni domenica pomeriggio si rinnova il rituale della rubrica Discoring, giunta alla sua settima edizione. E' l'anno in cui ottengono simpatia e grande popolarità tra i giovani tre validissime ragazze che hanno non solo stile ed erudizione, ma anche quella capacità di amalgamarsi che è fondamentale in un programma televisivo vivace e brillante. I loro caratteri così diversi fanno presa sul pubblico: Emanuela Falcetti, giornalista, milanese distinta; Isabel Russinova, attrice originaria dell'Est per parte di padre; Anna Pettinelli, toscanaccia scatenata che parla a velocità supersonica. Il trio piace e presto godrà di due prestigiose occasioni: il Festival di Sanremo le vedrà come presentatrici a fianco di Andrea Giordana, mentre Antonello Falqui le inviterà ad Al Paradise per prendersi bonariamente in giro, tentando un interminabile annuncio per introdurre un numero di Heather Parisi, pieno di iperboli dette in inglese dalla Pettinelli e in italiano dalle altre due, fino a venir zittite da Oreste Lionello !
Oggi le nostre tre ragazze, ormai distinte e piacenti signore, sono ancora attive: la Falcetti è giornalista per RadioRAI, mentre la Pettinelli, che ormai parla molto più lentamente, è la voce per eccellenza di Radio Dimensione Suono. La Russinova, invece, è sempre impegnata in teatro, anche con buoni risultati.
La nostra finestra su quell'edizione di DiscoRing si chiude con l'ascolto della sigla di testa, affidata a un gruppo di musicisti italiani e americani riuniti sotto il nome Cube: è uno dei primi successi della Dance Made in Italy, Two heads are better than one.

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Dopo aver menzionato Rhoda, eccoci ora alla sitcom che ne fu in qualche modo genitrice: Mary Tyler Moore. Questo è il vero nome di un'apprezzata caratterista statunitense, interprete di ruoli non solo brillanti, ma anche drammatici sia in TV che al cinema. Il Mary Tyler Moore Show, trasmesso da Canale 5 anche quella domenica 19 dicembre del 1982, racconta le storie semiserie di una donna emancipata che, dopo una disastrosa relazione sentimentale, cerca di rifarsi una vita a Minneapolis. I programmisti del Biscione scelgono bene nel mandare in onda un episodio espressamente intonato al Natale. Noi ve lo mostriamo per intero, in lingua originale:

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Su Italia 1 l'appuntamento pomeridiano con i ragazzi è già intitolato Bim Bum Bam, proseguendo il contenitore già in onda da un paio d'anni. La sigla è completamente diversa da quella, celeberrima, che sarà eseguita dal Piccolo Coro dell'Antoniano di Bologna non appena Berlusconi, pochi mesi dopo, acquisterà Italia 1 da Rusconi. Vi riproponiamo perciò questa chicca, che praticamente da ventotto anni non si vede più (se si eccettuano coloro che - come noi per l'occasione - si sono rivolti a YouTube):

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Ancora Canale 5, stavolta con la replica pomeridiana del grande varietà musicale organizzato in collaborazione con la Henkel Italiana, produttrice di un famosissimo detersivo, Premiatissima '82. E' la risposta delle private al Fantastico della RAI abbinato alla Lotteria Italia: le cartoline sono in distribuzione all'interno dei fustini del detersivo in questione e il pubblico voterà la squadra - compilation preferita. Presentano Amanda Lear, oramai di casa a Milano, e Claudio Cecchetto, il quale prova a invitare gli acquirenti del detersivo a procurarsi la cartolina vincente equivalente al primo premio miliardario in palio con uno slogan ormai dimenticatissimo, Fortunatizzatevi ! ! ! . Eccovi in rapida sintesi i punti salienti della puntata di Premiatissima '82 replicata a meno di 48 ore di distanza dalla prima trasmissione:

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A proposito di Lotteria Italia, se Corrado, Raffaella Carrà, Gigi Sabani e Renato Zero animano al sabato Fantastico 3, che riscuote grande successo, la domenica è Pippo Baudo che invita la gente a inviare le cartoline - voto (banalissimo gioco regionale: indicare se la zona oggetto del quesito proposto da Corrado, Raffa e Sabani al sabato sera si trova a Nord o a Sud di Roma) e comunica i nomi dei vincitori dei consueti premi settimanali. Per l'occasione Baudo si fa aiutare da due mascotte, due simpatici bambini chiamati Manuela Befani e Luca D'Orazio, i quali (allora) hanno quindici anni in due. Sarebbe carino sapere cosa fanno adesso la Signora o Signorina Befani e il Signor D'Orazio: magari sono genitori a propria volta e cantano ai loro figli il motivetto che essi da piccoli, nel 1982, addirittura incisero su disco, firmato da Pippo Caruso e, per il testo, nientemeno che dal grandissimo Giorgio Calabrese (autore di una manciata di canzoni per bambini tutt'altro che banali, per fortuna), Gomma gomma:

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Altra replica domenicale di un varietà di punta, stavolta della Retequattro mondadoriana. C'è Enzo Tortora che (in quel periodo si può ancora) non ha problemi a giostrarsi tra la RAI di Portobello e questa trasmissione rosa piena d'ironia, proprio come si conviene allo stile del garbato presentatore e giornalista genovese, Cipria. Diverte il gioco del gasdotto siberiano, versione moderna e meno grottesca di quello della torre. In questo filmato ne è protagonista Loredana Bertè:

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Cipria non potrà più riprendere a seguito degli arcinoti motivi che allontaneranno Tortora dal video per tre anni e mezzo.

Canale 5, oltre a Dallas presto scippato alla RAI, ha un altro serial nel proprio palinsesto. Intitolato Flamingo Road, questo telefilm a puntate riprende le caratteristiche di Dynasty, trattandosi di una saga familiare dalle medesime caratteristiche. Anche qui abbiamo trovato (sempre in inglese) l'intero episodio messo in onda il 19 dicembre 1982, dal titolo Segreti:

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Siamo finalmente giunti alla prima serata: il Berlusca, abile venditore come sempre, decide di far partire i programmi di punta di Canale 5 cinque minuti prima degli altri, il che significa una maggiore attenzione da parte dei telespettatori e pertanto un aumento costante delle vendite dei prodotti reclamizzati in quel momento. Quella domenica il prime time (l'accezione anglosassone è allora nota solo a pochissimi) riserva un altro telefilm, stavolta d'azione. E' in pista l'investigatore privato (o P.I., come si dice in inglese per abbreviare) Magnum, personaggio che consacra pure da noi un simpatico e baffuto attore nordamericano, Tom Selleck. Eccovi la sigla del telefilm, nell'edizione francese:

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E torniamo a Mamma RAI, la quale si gioca sulla Rete 1 una carta davvero di prestigio: il TV movie dedicato a Marco Polo e coprodotto con ben altri quattro Paesi, ossia Austria, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Ne è regista Giuliano Montaldo e i panni del grande esploratore veneziano sono vestiti da Ken Marshall, attore nordamericano che non avrà, per la verità, un particolare successo. Ottima la colonna sonora di Ennio Morricone, con violino e flauti in evidenza nei brani principali:

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Sulla Rete 2, invece, c'è il consueto intrattenimento della domenica sera, firmato da Enzo Trapani e registrato a Roma in estate, prima che l'architetto - regista si trasferisse a Milano per Fantastico 3. Ancora una volta Trapani punta su una formula originale, riassunta esplicitamente nel titolo, Due di tutto. Si, perchè ogni momento di spettacolo non dura di regola più di due minuti e questo crea a volte un divertente pandemonio, anche con prestazioni insolite (Anthony Quinn sassofonista; Daniele Piombi che presenta uno spettacolo in bolognese; Lino Banfi che canta Quando...quando...quando in latino, ecc.). Qui invece vediamo Luciano Salce (che speriamo venga sempre più rivalutato soprattutto come caustico attore e battutista, oltre che come validissimo regista) che satireggia il suo stesso mestiere primario, quello di director, appunto, introducendo Anna Maria Rizzoli, stellina delle commedie scollacciate all'italiana che registravano record d'incassi nei cinema, soprattutto in provincia, e che ci sembrano molto, ma molto più godibili di certi indigesti cine - panettoni dei giorni nostri:

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Su Italia 1, infine, l'ennesima saga familiare made in USA, Falcon Crest. Anche qui rivalità, contrasti, scontri familiari: la disputa è tra due famiglie californiane, i Channings e i Giobertis (questi ultimi, ovviamente, di chiare origini italiane, anzi, per meglio dire, piemontesi). Una delle caratteristiche di Falcon Crest è quella di avere ogni tanto degli ospiti d'onore, soprattutto attori del passato che accettano volentieri a suon di dollari il rilancio attraverso la TV perchè sanno che, tempo un paio d'anni o tre, finiranno nelle case di quasi tutto il mondo (tra questi c'è pure la nostra Gina Lollobrigida). Nell'episodio Riunione di famiglia, in onda questa sera, la guest star è un'altra vecchia, cara conoscenza di Hollywood, Lana Turner. Eccovi una sintesi della puntata, sempre rigorosamente in inglese (il giorno in cui troveremo sul Tubo i telefilm stranieri doppiati in italiano sarà festa grande...):

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A mezza sera non può che esserci il programma più atteso, La domenica sportiva, con i goals, la moviola di Carlo Sassi, il punto di Gianni Brera. Da un paio di mesi non c'è più, purtroppo, il grande Beppe Viola e l'atmosfera del programma ne risente un po'. Per tirarsi su e sapere anche cosa riserverà il 1983 allo sport italiano, Tito Stagno invita al TV 2 di Milano un altro grande che purtroppo ci lascerà nel 2010, il simpatico chitarrista e astrologo olandese (ma naturalizzato italiano) Peter Van Wood. Quest'ultimo ha addirittura composto e inciso il brano musicale che fa da sigla della DS del 1982 - '83: quella sera Van Wood si presenta accennandone le note alla chitarra classica, ma la versione originale lo vede come solista all'elettrica, come di consueto. Ecco quindi al vostro ascolto Una domenica sportiva:

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E' la grande Roma di Nils Liedholm, con Falcao, Pruzzo e Bruno Conti, a comandare i giochi e lo farà fino alla fine di un ottimo campionato, vinto con grande merito. Quel giorno, però, i giallorossi non vanno oltre il pareggio per uno a uno al Partènio di Avellino. Rivediamo insieme il servizio originale, realizzato quella sera dal compianto giornalista Antonio Ràvel:

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La classica della giornata è Fiorentina - Napoli: i viola sono piuttosto calati dopo l'onorevolissimo secondo posto del precedente campionato (in realtà uno scudetto sfilato ai toscani dalla Juventus durante le ultime battute del torneo), mentre il Napoli è in forte ritardo... ma si rifarà nel girone di ritorno. Comunque, al Comunale di Viale Manfredo Fanti, ancora una volta (come nella stagione 1981 - '82) sotto Natale, i gigliati piegano il Ciuccio con questo goal di un giovane ma già lanciatissimo Daniele Massaro:

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Chi non ama lo sport può trasferirsi sulla Rete 2 per immedesimarsi nella turbolenta Los Angeles descritta negli episodi di Hill Street giorno e notte, con le indagini compiute dal Capitano Frank Xavier Furillo, interpretato impeccabilmente da Daniel J. Travanti, attore figlio di marchigiani emigrati nel Wisconsin. Sulle note del motivo musicale conduttore della serie, eccovi una rassegna di immagini legate a quel fortunato telefilm, più volte ritrasmesso in seguito:

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La buonanotte (a parte le annunciatrici e, in RAI, le Armonie del pianeta Saturno - ci sono ancora -) viene augurata ai più giovani da una delle rivelazioni del festival di Sanremo 1982, un cantautore attivo già da qualche anno e che tra pochi mesi esploderà definitivamente, guadagnando non solo schiere di fans destinate a moltipicarsi negli anni, ma anche e soprattutto un posto di primo piano nel panorama canzonettistico italiano, benchè a volte egli risulti ripetitivo e sguaiato, col danno di essere adulato più del consueto dalle sue tre generazioni (oggi) di sostenitori. Basta introdurre il filmato per capire di chi stiamo parlando:

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Con Ogni volta, sicuramente una delle canzoni da salvare della produzione del Vasco nazionale, il nostro lungo post dall'altrettanto lunga e laboriosa gestazione termina qui. Ci ritroveremo sicuramente per Natale con un nuovo intervento e sarà lì che vi formuleremo auguri più circostanziati di quelli volanti che vi porgiamo ora.

Alle 16,50 di mercoledì 22 dicembre 2010, vi saluta caramente e cordialmente
CBNeas