sabato 24 settembre 2011

Sabato 24 settembre 1960



TELEVISIONE

11,00 - 12,55 Per la sola zona di Torino, in occasione del X Salone Internazionale della Tecnica
PROGRAMMA CINEMATOGRAFICO

16,00 Venezia - RIPRESA DIRETTA DI ALCUNE FASI DEL CONCORSO IPPICO INTERNAZIONALE

la TV dei ragazzi

17,30 IL PICCOLO INDIANO
Documentario della National Film Board of Canada
18,00 LA TERRA DEI GIORNI SENZA FINE
Produzione: National Film Board of Canada

ritorno a casa

18,30 TELEGIORNALE
Edizione del pomeriggio
ed ESTRAZIONI DEL LOTTO
18,50 UOMINI E LIBRI
a cura di Luigi Silori
19,10 PICCOLI GIGANTI
Il farmacista e il medico dell'era atomica
19,25 ENIGMI E TRAGEDIE DELLA STORIA
Il processo e la morte di Luigi XVI
a cura di Cesare Giardini
Regia di Cesare Emilio Gaslini
19,55 LA SETTIMANA NEL MONDO
Rassegna degli avvenimenti di politica estera a cura di Brando Giordani e L. Serani
20,08 TESTIMONI OCULARI
Le mille morti del Mato
a cura di Vittorio Di Giacomo

ribalta accesa

20,30 TIC - TAC (Frizzina - Riello - Lavanda Coldinava - Buitoni)
SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Leone Piccioni
20,50 CAROSELLO
(1) Invernizzi Milione - (2) Motta - (3) Omo Più - (4) Macleens - (5) Shell Italiana
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Paneuropa - 2) Orion Film - 3) Proa Roma - 4) Paneuropa - 5) Paul Film

21,05 VECCHI AMICI
Voci e volti della radio alla ribalta televisiva
Regia di Lino Procacci
22,05 Dal Salone Moresco del Grand Hotel des Thermes di Salsomaggiore
Ripresa della finalissima del
CAMPIONATO SUD EUROPEO DI BALLO PER PROFESSIONISTI
Presentano Lilly Lembo e Ariel Mannoni
Ripresa televisiva di Lyda C. Ripandelli
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
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Salve a tutti, cari amici, e scusateci se solo ora, con notevole ritardo (causa urgenti impegni di lavoro) rispetto alle consuete tempistiche, portiamo a termine il presente post, con il quale restiamo agli albori degli anni Sessanta descrivendo la programmazione, essenziale quanto variegata, fissata dalla RAI-TV per l'ultimo sabato di settembre.
Sono giorni di preoccupazione sul fronte internazionale: pur se la Guerra Fredda è ormai quasi archiviata, restano ancora profonde divergenze tra Est e Ovest: lo confermano le laboriose, infocate sedute di quel periodo, al Palazzo di Vetro di Nuova York, dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, contrassegnate dalla complessiva durezza degli interventi del premier sovietico Nikita Kruscev, tornato negli Stati Uniti esattamente un anno dopo quella storica visita ufficiale che gettò le fondamenta del concetto di distensione tra le due super - potenze. Qualche giorno dopo, lo stesso leader del PCUS arriverà addirittura a un gesto plateale di protesta, sbattendo una sua scarpa contro la scrivania della postazione a lui assegnata. Ad ogni modo, tutte le sere, durante il TG, Gianni Granzotto da Roma e Ruggero Orlando dagli USA illustrano ai telespettatori come vanno le cose.
Per la seconda puntata del ciclo 1960 - '61 di Uomini e libri, rubrica culturale del sabato pomeriggio, Luigi Silori invita negli studi RAI di Milano un ospite di riguardo, Vasco Pratolini, narratore toscano che continua a sfornare libri di successo i quali, pur essendo apparentemente distaccati sotto il profilo del soggetto, costituiscono invece un progetto idealmente unitario di racconto della storia d'Italia dall'Unità in poi, prendendo comunque spunto dalle vicende della gente comune (preferibilmente di Firenze e dintorni). L'ultimo lavoro di Pratolini, tra i libri più letti e discussi dell'estate appena conclusa, è una saga quasi titanica (è infatti articolata in tre tomi) dal titolo Lo scialo, ambientata tra la fine della Grande Guerra e l'avvento del Fascismo. Vi presentiamo lo strillo pubblicitario apparso su Epoca, settimanale di Arnoldo Mondadori Editore (lo stesso dell'intero corpus di romanzi pratoliniani), con una serie di pareri positivi da parte dei più noti critici letterari del periodo:



Il sabato pomeriggio culturale prosegue con una ricostruzione dei principali eventi della Rivoluzione Francese, anche attraverso estratti da film sull'argomento (soffermandosi in particolare sul ruolo assunto dal re Luigi XVI) e si conclude con un'inattesa intervista ad Antonio Cifariello, il quale, oltre ad essere un apprezzato attore di cinema (anche brillante), è un apprezzato giornalista e documentarista, reduce da un soggiorno in Brasile, ove ha visitato alcune zone del Mato Grosso segnate dalla miseria più nera.

Prima dei programmi della serata, eccoci alla nostra rubrica fissa dedicata alle pubblicità trasmesse nel corso della giornata: anche stavolta ci limitiamo ad estratti cartacei, non disponendo delle relative immagini: comunque, chi si contenta, gode.









L'appuntamento con il varietà del sabato sera è all'insegna della retrospettiva (anche se, ovviamente, l'idea di revival come, molti anni più tardi, la si intenderà è decisamente di là da venire). Basta ascoltare questa musica...

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...e affiora una valanga di emozionanti ricordi. Con un anno di ritardo sulla scadenza naturale, i 35 anni della radio italiana vengono celebrati in televisione con uno spettacolo dal titolo Vecchi amici. Sono tre serate messe in onda dagli studi romani di Via Teulada, mentre una quarta sarà ripresa più avanti in diretta dal Teatro Nuovo di Torino. Vengono rivisitate, ovviamente, alcune trasmissioni storiche che segnarono il costume italiano sin dagli anni Trenta, partendo quindi dai leggendari Quattro Moschettieri di Nizza e Morbelli. Di questo programma e dei suoi personaggi si è parlato nella puntata del sabato precedente: stasera si incontra un altro appuntamento che, in anni un po' più vicini, ebbe la ventura di divertire e far giocare milioni di italiani, che stavano guarendo dalle vistose ferite della Seconda Guerra Mondiale. Prima, però, spazio alla musica: dopo l'introduzione colta affidata alla bacchetta di Armando La Rosa Parodi, il quale dirige un estratto da I pini di Roma di Ottorino Respighi, ecco due momenti leggeri, affidati ad altrettanti arrangiatori e direttori d'orchestra dagli stili assai diverso (e per questa ragione assai graditi agli ascoltatori della radio e, per l'occasione, anche ai telespettatori). Apre questa parentesi moderna un jazzista di rango, Armando Trovajoli, la cui fama ha varcato l'Oceano, tanto che la RCA Victor americana gli ha commissionato alcuni LP antologici dedicati alle più belle canzoni italiane in versione orchestrale (One night in Rome , One night in Naples e One night in Venice). Non solo: da poco è arrivato negli States pure Magic moments at La Capannina, disco inciso nel 1958 per presentare un esperimento che allora era una novità assoluta, consistente nel suonare il pianoforte dal vivo su una base orchestrale preregistrata, con archi, fiati e una voce sopranile nata con l'intento di umanizzare i violini: quella di Miranda Martino. Della pubblicazione per il mercato internazionale si occupa direttamente la RCA Italiana, che per l'occasione modifica leggermente il titolo del disco in Musical moments at La Capannina e pubblica una presentazione sul retrocopertina soltanto in lingua inglese (anzichè in italiano e in inglese come al solito).
Da questo splendido album, che dopo 53 anni ci sorprende ancora per modernità e classe negli arrangiamenti, non possiamo che estrarre la sempreverde Magic moments, primo trionfo mondiale di Burt Bacharach (complice Perry Como). Eccovi quindi Armando Trovajoli, pianoforte e orchestra:

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L'altro direttore d'orchestra di musica leggera che si esibisce nel corso della puntata di Vecchi amici di quel 24 settembre 1960 è Francesco Ferrari, anch'egli jazzista ma atto a puntare maggiormente su una certa tradizione, accompagnando sovente voci dall'impostazione melodico - ritmica. Non avendo trovato direttamente sul Tubo interpretazioni del complesso di Ferrari, ripieghiamo su qualcosa che abbiamo rintracciato nel nostro personale archivio sonoro, ossia una versione di Tico tico incisa nel 1955 per la Cetra e tratta da un vecchio e logoro 45 EP (sulla qualità sonora del documento è doveroso che prevalga il valore storico):

zSHARE - 1955 - tico tico - francesco ferrari orchestra.mp3

Il gioco di cui parlavamo poco fa regalò per anni, in diretta da Radio Firenze, serate di divertimento, all'insegna di un'innocente competizione, alle famiglie italiane dell'immediato dopoguerra: Botta e risposta. Ebbene, quella sera, in Vecchi amici, viene ricostruita una puntata del primo grande quiz made in Italy. E' quindi naturale che, accanto a Silvio Gigli, che di Botta e risposta fu l'ideatore e, a più riprese, anche il conduttore (una versione più moderna venne radiotrasmessa nell'estate del 1956, ma pure molto più tardi, negli anni Settanta, vi sarà un ennesimo, meritato revival), compaiano di fronte alle telecamere dirette da Lino Procacci, a parte un illustre sportivo come Gino Bàrtali, nientemeno che Paola Bolognani (la leonessa di Pordenone che, seppur da poco sposata, studia seriamente Giurisprudenza e un giorno farà carriera in ambito scolastico) e Mike Bongiorno, ossia gli eroi del primo equivalente televisivo di Botta e risposta, cioè Lascia o raddoppia ?, terminato da oltre un anno ma sempre vivo nel ricordo dei telespettatori, anche se Campanile sera, che ne ha preso il posto, non gira affatto male.
Oggi di Vecchi amici, salvo errore, non esistono più le registrazioni: è un peccato, anche perchè sarebbe stato davvero carino (ri)vedere Mike rispondere alle proverbiali domandine facili facili di Silvio Gigli, per non parlare dell'exploit della puntata successiva, protagonista Corrado, il quale, illustrando con disinvoltura e sicurezza Rosso e nero, si guadagnerà definitivamente l'ingresso tra i presentatori televisivi dopo sedici anni di radio (già a metà novembre sarà impegnato a Milano nella presentazione di Controcanale... ma ne parleremo un'altra volta). Comunque sia, ci affidiamo ancora una volta a un documento audio che, se non altro, descrive praticamente il meccanismo di Botta e risposta: è una registrazione del 1966, inserita in un 33 giri fuori commercio dedicato ai 40 anni della SIPRA, ossia la principale concessionaria pubblicitaria della RAI, con Silvio Gigli e alcuni concorrenti - attori.

zSHARE - 1945 - botta e risposta - silvio gigli.mp3

Con questo tributo a Botta e risposta si conclude il nostro post. Vi ringraziamo per l'attenzione e vi aspettiamo in occasione del nostro nuovo intervento, con la speranza che non passino più di dieci giorni (bensì molti, molti di meno) prima di poterlo licenziare. Inoltre, ci stiamo avviando verso il post numero 200, che ci auguriamo di pubblicare entro ottobre, unitamente all'ufficializzazione di una certa notizia positiva... per ora non diciamo nulla perchè, con i tempi che corrono, la scaramanzia è d'uopo...

Buona settimana a tutti ! ! !

CBNeas

domenica 18 settembre 2011

Lunedì 18 settembre 1961



TELEVISIONE

10,30 - 11,45 Per la sola zona di Bari, in occasione della XXV Fiera Campionaria del Levante
PROGRAMMA CINEMATOGRAFICO

la TV dei ragazzi

17,00 PANORAMA DI CURIOSITA'
a cura di Bruno Ghibaudi
Arrivi allo zoo
17,30 - 18,00 AVVENTURE IN ELICOTTERO
Il cucciolo
Telefilm - Regia di Harve Foster
Distr.: C.B.S. - TV
Int. : Kenneth Tobey, Craig Hill

ritorno a casa

18,30 TELEGIORNALE
Edizione del pomeriggio
18,45 PASSEGGIATE ITALIANE
a cura di Franca Caprino e Gilberto Severi
19,05 CANZONI ALLA FINESTRA
con il complesso di Peppino Principe
19,35 TEMPO LIBERO
Trasmissione per i lavoratori, a cura di Bartolo Ciccardini e Vincenzo Incisa
Realizzazione di Sergio Spina
20,05 TELESPORT

ribalta accesa

20,30 TIC - TAC (Frullatore Go-Go - Tide)
SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Enzo Biagi
ARCOBALENO (Società del Plasmon - Cinzano - Simmenthal - Brylcreem)
PREVISIONI DEL TEMPO - SPORT
21,00 CAROSELLO
(1) Durban's - (2) Alemagna - (3) Riello bruciatori - (4) Permaflex - (5) Brodo Lombardi
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Ondatelerama - 2) General Film - 3) Bruno Bozzetto - 4) Unionfilm - 5) Roberto Gavioli

21,15 IX FESTIVAL DELLA CANZONE NAPOLETANA
sotto il patrocinio del Comune di Napoli
Terza serata
Orchestra melodica diretta da Giuseppe Anèpeta
Orchestra moderna diretta da Gorni Kramer
Presenta Mike Bongiorno
Ripresa televisiva di Piero Turchetti
Nell'intervallo tra la prima e la seconda parte:
TELEGIORNALE
Edizione della notte
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La nostra macchina del tempo radiotelevisiva ci porta oggi indietro di mezzo secolo esatto, al terzo lunedì del settembre 1961. Fa ancora caldo in Italia e i turisti continuano a venire a frotte dalle nostre parti, come ben sottolinea la prima puntata del nuovo ciclo della già collaudata rubrica TV Tempo libero, dedicata a come hanno trascorso le vacanze i lavoratori italiani. Le scuole stanno per riaprire (appuntamento il 2 ottobre) con una novità per gli adolescenti, una Scuola Media Unificata dalla formula teoricamente perfetta, in grado di coniugare cultura e praticità, senza più la precedente discriminazione, con ripercussioni anche sociali, tra Scuola Media e Avviamento Professionale. Insomma, anche i figli della povera gente hanno diritto al Latino. Formula teoricamente perfetta, si diceva, ma praticamente... fra sei anni uscirà Lettera a una professoressa, il celebre manifesto dei ragazzi della campagna fiorentina (Barbiana) raccolti e riuniti da Don Lorenzo Milani, che metterà a nudo i pregiudizi ancora troppo presenti tra i docenti, specie coloro i quali (e non sono pochi) hanno mal digerito l'accorpamento tra le due tipologie atte a garantire l'obbligo scolastico.
Anche il campionato di calcio è nel pieno del suo svolgimento: è già la quinta giornata (si è partiti un po' prima a seguito dei Mondiali cileni, previsti a partire dalla fine del prossimo maggio 1962) e sembra che l'Inter del mago Helenio Herrera sia di nuovo partita a spron battuto. Presto, però, il Milan appena affidato a Nereo Rocco si segnalerà per una maggior costanza e, di conseguenza, per la beneamata l'appuntamento con lo scudetto sarà nuovamente rimandato (di un anno solo, ormai). Comunque, anche per ricordare l'edizione di quel lunedì sera della rubrica riepilogativa Telesport, ecco le immagini del travolgente poker con cui i nerazzurri milanesi affossano spietatamente la pur valida Fiorentina in salsa magiara allenata dal grande Hidegkuti. Purtroppo nei riflessi filmati da noi trovati manca il gol della bandiera dei viola, determinato da una deviazione di Armando Picchi nella propria porta su tiro del gigliato Claudio Azzali: in compenso ecco Mariolino Corso, Luisito Suarez (garanzia per il glorioso futuro...internazionale - un nome, un destino -: Sandrino Mazzola gioca ancora nella squadra Primavera che ai primi di marzo vincerà la Coppa Carnevale di Viareggio) e il brillante e scatenato inglese Gerry Hitchens, dagli inconfondibili capelli rossi (malgrado il bianco e nero delle immagini qui di seguito presentate), rivelatosi in occasione della vivace amichevole di Roma del maggio precedente tra le Nazionali italiana e inglese (e vinta da quest'ultima, anche se immeritatamente, per 3 a 2):

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Eccoci ora al momento tanto atteso da molti nostri amici, quello delle telepubblicità d'epoca. Andando a scartabellare tra gli undici comunicati trasmessi quel lunedì 18 settembre di mezzo secolo fa, abbiamo trovato alcune cose sempre piacevoli da (ri)vedere: per esempio, tratta da Arcobaleno, la presentazione della carne Simmenthal affidata a un buffo personaggio animato, un bizzarro inventore (cui presta la voce Raffaele Pisu) che prima si chiamava Simplicius ed ora è, sbrigativamente, il Signor Tal dei Tali. Come l'altro e molto più noto personaggio pubblicitario doppiato da Pisu (l'Omino coi baffi che, a propria volta, compare quel giorno in Tic-Tac), è una creazione del vivace tandem di disegnatori composto dall'emiliano Paul Campani e dal piemontese Max Massimino Garnier: da notare, alla fine, il jingle sull'aria de Il barattolo di Gianni Meccia.

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I siparietti di Carosello, invece, ci offrono, accanto a Carlo Dapporto - Il Conquistatore e alle prime, timide apparizioni dell'indianino Unca Dunca (che esploderà in seguito), tre momenti davvero celebri, due dei quali sono fondamentali nell'economia della storia del glorioso contenitore serale pubblicitario. E' il caso di una serie, nata praticamente con Carosello nel febbraio 1957, che, pur avendo modificato leggermente l'impianto scenico e soggettistico, ha da sempre i propri punti di forza nella struttura della sceneggiatura in rima baciata, opera di Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi, e nei protagonisti, Lia Zoppelli ed Enrico Viarisio. La regia di questi shorts è di Mario Fattori. Nel 1976, pungolato da Luciano Emmer per il suo documentario Carosello, che passione !, Fattori ricorderà in questo modo la genesi di un vero successo popolare:

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Godiamoci allora un carosello Alemagna datato 1961, con le bizze di Narciso, fidanzato indeciso (Viarisio) puntualmente stemperate da Filomena (Zoppelli), nonostante le arrabbiature e le preoccupazioni del padre di lei (Franco Scandurra), che non ha certo simpatia per il potenziale (e che, a furor di popolo, presto diventerà effettivo) genero:

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Anche i cantanti di musica leggera sono una miniera d'oro per Carosello: a volte vengono invitati a fare pubblicità per l'Italia artisti stranieri, pur se di sangue sostanzialmente nostrano. E' quanto accade pure alla franco - italo - egiziana Dalida, per il secondo (e ultimo) anno consecutivo protagonista de Le canzoni del sogno offerte da un'emergente industria di materassi con sede a Frosinone, la Permaflex (il cui direttore generale è un certo Licio Gelli... tiremm innanz !). La serie, girata a Milano presso i teatri di posa della Unionfilm di Vieri Bigazzi, comprende praticamente tutti i più recenti successi discografici di Yolanda Gigliotti, eseguiti nel mezzo di povere coreografie. Quella sera tocca a un rifacimento della vecchia Parlez - moi d'amour. Due parole sul filmato che segue: non sappiamo se sia un prodotto ex novo per lo Scopitone francese oppure, avendone tutte le caratteristiche, l'intero girato, con la canzone eseguita in modo completo, per il nostro Carosello, in fase di montaggio accorciato per far spazio al codino. Ad ogni modo, ecco a voi Dalida:

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Sempre più travolgente è il successo della splendida serie a cartoni animati della Gamma Film di Roberto Gavioli dedicata all'educazione stradale: col pretesto di divulgare il nuovo e più pratico codice della strada, in vigore dal 1959, ecco la galleria di automobilisti più o meno indisciplinati, fermati dall'inflessibile vigile siciliano, il quale chiede loro, di volta in volta: Concilia ?, finchè non arriva il primitivo dall'accento veneto, per il quale tutto va ben: quadrati, triangoli, righe per terra... tutto fa brodo, tutto fa brodo, ma... non è vero che tutto fa brodo: è Lombardi il vero buon brodo !.
Equipe davvero stellare per questa fortunatissima serie di caroselli: animazioni, come già detto, di Roberto e Gino Gavioli; testi e regia di Alfredo Danti; slogan di Marcello Marchesi; jingle musicato da Giampiero Boneschi (strizzando l'occhio al tema di un valzer viennese, Estudiantina di Waldteufel); voci di Virgilio Savona (il vigile) e Alighiero Noschese (il primitivo e tutti gli altri occasionali personaggi dei singoli episodi).

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Linea ora a Napoli, al Teatro Mediterraneo, per seguire in diretta la serata finale del nono festival della canzone partenopea. Dopo le lunghe battaglie delle precedenti edizioni, complici contrasti non da poco tra autori, editori musicali e cantanti, tutti quanti pervasi da efferata ambizione, nel 1961 si è giunti a una normalizzazione a carattere sperimentale, con ben due manifestazioni atte a lanciare i nuovi motivi composti in riva al Golfo: i dissidenti, con a capo il paroliere e commediografo Michele Galdieri, hanno dato luogo a un Giugno della Canzone Napoletana organizzato direttamente, ricordato anche per l'esordio di Pippo Baudo come presentatore di un'importante manifestazione canora. Il vero festival, organizzato dal Comune di Napoli, allora retto da Achille Lauro, viene spostato a settembre, facendolo coincidere, più o meno, con i festeggiamenti in onore di San Gennaro: questa collocazione temporale sarà mantenuta fino al 1966 (con la sola eccezione del '63, quando il certame musicale sarà rinviato a ottobre a seguito della coincidenza, nel periodo ormai consueto, con i Giochi del Mediterraneo, ospitati proprio da Napoli). Dal 1967 in poi, anche per sfruttare al meglio il calendario canoro nazionale, 'o festivallo si farà in luglio, la settimana dopo le finali del Cantagiro.
Occupiamoci quindi dei motivi partecipanti all'edizione 1961, anno in cui ci si rende conto di come i giovani stiano voltando le spalle alla melodia tradizionale e al canto a fronna 'e limone, in favore di stili e ritmi sempre più internazionalmente globalizzati. Per questa ragione i compositori e gli arrangiatori, molto spesso, si adeguano alle richieste del pubblico dei juke-boxes, con terzinati o slow a duine, con pianoforte e ritmi (basso, chitarra elettrica e batteria con spazzole) a scandire più che mai il tempo, con archi e fiati usati in maniera più equilibrata e vocalizzi di cori femminili tra il lirico e il moderno: insomma, quanto basta per far scrivere ai più severi critici che le canzoni in gara hanno ben poco di napoletano.
Ventiquattro brani sono stati eseguiti nelle serate eliminatorie di sabato 16 e domenica 17: dodici di essi sono approdati in finale. Anche qui, come a Sanremo, vige la doppia esecuzione: una più classica, arrangiata dal grande Maestro Anèpeta; l'altra più moderna, affidata a un Gorni Kramer appena reduce dal divorzio artistico con Antonello Falqui e Guido Sacerdote, che in occasione del nuovo varietà Giardino d'autunno (che assumerà il titolo definitivo di Studio Uno fra qualche giorno, a un mese dalla partenza, prevista per fine ottobre) lo sostituiscono con Bruno Cànfora). Tra gli eliminati spiccano nomi di prestigio: Maria Paris, la quale non si è più saputa ripetere dopo Tuppe, tuppe, Mariscia'; il tenore Franco Ricci; la brava Gloria Christian; Ruggero Cori, che ha appena abbandonato il complesso di Marino Marini; Nunzio Gallo, altra voce lirica; il raffinato chitarrista Fausto Cigliano. E poi, tra i settentrionali, il triestino Teddy Reno e la toscana Katyna Ranieri, nonchè i veterani Giorgio Consolini e Gino Latilla (quest'ultimo, purtroppo, è morto qualche giorno fa: è un'occasione per ricordarlo, sia pur frettolosamente, in queste righe, fermo restando che, in futuro, gli renderemo i dovuti omaggi postando una o più interpretazioni cesellate dalla sua voce da basso - baritono).
Miglior fortuna ha l'allora moglie (e più avanti grande amica ed eterna collega) del figlio del glorioso tenore Mario Latilla, ossia Carla Gaiano in arte Boni, con un ritmo allegro dal testo ottimista e dal titolo che riecheggia una ben nota commedia di Scarpetta jr., 'O tuono 'e marzo:

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Se compagna di ventura della Boni è Grazia Gresi, meteora canora del periodo, un altro interprete della vecchia guardia, Luciano Virgili, ha il proprio partner in Mario Abbate, ex - bambino prodigio, padre di una quantità sterminata di bambini (l'ultimo nato, Massimo, tenterà da giovanotto senza successo la strada musicale) e soprattutto artista dalla personalità vulcanica e spesso aggressiva, pur se lo stile vocale da lui esibito è garbato e disinvolto. Ascoltiamolo in 'E ddoje Lucie, ottava classificata con 75 punti:

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Scontro al vertice tra Napoli e Milano per un motivo modernissimo, Settembre cu'mme: al meneghino (e interista) Johnny Dorelli si affianca, con un'interpretazione molto convincente, una delle ultime leve della canzone partenopea verace, Mario Trevi:

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Solo due punti separano Settembre cu 'mme, settima classificata, dalla sesta, Serenella, brano firmato da una figura molto nota all'epoca, il cantante - chitarrista Amedeo Pariante, con Armando Romeo tra gli artisti più richiesti dai turisti di tutto il mondo durante il loro soggiorno a Napoli e isolette limitrofe. Anche qui la coppia in gara è frutto di un incontro tra il napoletano Giacomo Rondinella (che però è siciliano di nascita, esattamente di Messina) e la milanese Wilma De Angelis: la versione da noi trovata è interpretata da quest'ultima.

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Al quarto posto ritroviamo, davanti a una coppia non napoletana (Dorelli e il romano - torinese per caso - Renato Rascel), Mario Trevi, abbinato a un altro cantante capitolino, che però ha adottato da sempre Napoli come sua seconda patria: il sempiterno reuccio Claudio Villa. Da tempo il grande interprete romano ha una voce più robusta e meno sottile, se vogliamo più da tenore lirico che da tenorino leggero, l'ideale per interpretare al meglio Cunto 'e lampare:

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L'allegria di Tutt' 'a famiglia, affidata ad Aurelio Fierro e a Gegè Di Giacomo (ormai senza il suo amico Renato Carosone, ritiratosi dalle scene, dalle quali farà ogni tanto capolino poco dopo), e la passionalità di Tu si' comme 'na palummella, eseguita da Giacomo Rondinella e Carla Boni, si garantiscono i posti d'onore della classifica finale del IX Festival di Napoli, che viene invece vinto da un occasionale cantautore, che poi è nuovamente Aurelio Fierro, autore di testo e musica di Tu si' 'a malincunia. La canzone vincente viene ripetuta da un'altra voce milanese, Betty Curtis, alla quale riesce (e sarà la seconda e ultima volta per un cantante: la prima risale al 1952, in occasione della prima edizione della competizione musicale, e si deve a Nilla Pizzi) l'accoppiata Sanremo - Napoli. E' giusto riascoltare la chiarissima e cristallina voce della simpatica (e purtroppo compianta anch'essa) Curtis, impegnata appunto in Tu si' 'a malincunia:

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Prima, però, che Mike Bongiorno, al suo debutto come presentatore del festival napoletano (vi ritornerà nel '62, nel '64 e nel '68), comunichi ufficialmente la vittoria del brano che avete appena ascoltato, va in onda una drammatica edizione del TG della notte. Il notiziario, da alcune settimane diretto magistralmente da Enzo Biagi, il quale ne svecchia la formula, rendendola più snella e vivace, senza perdersi in troppi pastoni politici (e ciò causerà non pochi problemi tra certi partiti e il grande giornalista bolognese, spingendo quest'ultimo a sollecite dimissioni dopo un anno), è in grado di mostrare le immagini, appena arrivate, delle ultime ore di vita del Segretario Generale delle Nazioni Unite, lo svedese Dag Hammarskjöld, perito a bordo di un velivolo mentre era nel pieno di una missione di pace in Africa, esattamente nella regione congolese del Katanga, da tempo consideratasi secessionista e impegnata in una cruenta guerra civile contro la madrepatria, ossia il Congo Leopoldville (poi Congo Kinshasa, quindi Zaire e oggi Repubblica Democratica del Congo), ex - colonia belga. Tra un paio di mesi ne faranno le spese anche tredici paracadutisti italiani, che saranno barbaramente trucidati a Kindu.
Ecco i riflessi filmati della giornata del Segretario ONU a Leopoldville:

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Questa, invece, è la partenza dell'apparecchio che precipiterà (o sarà abbattuto ? Dopo mezzo secolo la tesi dell'attentato sembra prevalere su quella dell'incidente: per saperne di più vi rimandiamo a siti informativi più specifici che, proprio in coincidenza col cinquantesimo anniversario della tragedia, hanno ripreso in mano la questione) in una località della Rhodesia Settentrionale, allora ancora colonia della Gran Bretagna (diventerà indipendente tre anni dopo, assumendo il nome di Zambia).

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Eloquente l'assenza del sonoro in queste documentazioni visive, fortunose quanto sconvolgenti, se non addirittura raccapriccianti, come questo inserto girato al momento del ritrovamento dei resti dell'aereo e dei corpi delle vittime (assieme a Dag Hammarskjöld erano partite da Leopoldville altre quindici persone, quasi tutte morte con lui):

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Naturalmente, lo sdegno e il dolore del mondo intero per quanto accaduto si esprimono sotto forma di solidarietà nei confronti del popolo svedese, così profondamente colpito da questa sventura occorsa all'uomo allora più prestigioso del regno scandinavo. Abbiamo trovato un estratto dal telegiornale della rete nazionale di Svezia del 19 settembre 1961, con tutte le bandiere dei Paesi le cui ambasciate risiedono a Stoccolma messe a mezz'asta:

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Tra costume e storia: ecco il risultato del nostro post sui programmi TV del 18 settembre 1961, post che finisce qui, sperando che anch'esso sia stato di vostro gradimento. Appuntamento, come sempre, al nostro nuovo intervento, che svilupperemo senz'altro nel corso della settimana.

Buona serata a tutti da
CBNeas ! ! !

martedì 13 settembre 2011

Venerdì 13 settembre 1968



NAZIONALE

Per Bari e zone collegate, in occasione della XXXII Fiera del Levante
10,00 - 11,25 PROGRAMMA CINEMATOGRAFICO

18,15 GIROTONDO (Fila Giotto Fibra - Biscottini Nipiol - Confezioni Facis Junior - Pollo Dressing)

la TV dei ragazzi

18,18 LANTERNA MAGICA
Programma di films, documentari e cartoni animati
a cura di Luigi Esposito
Presenta Carlo Loffredo
Realizzazione di Amleto Fattori
GONG (Lacca Cadonett - Lysoform Casa)
18,45 CINQUECERCHI
a cura di Antonio Ghirelli e Alberto Marchesi
Regia di Sergio Ricci
19,15 L'AMICO LIBRO
a cura di Stefano Jacomuzzi e Gianni Pollone
Consulenza del Centro Nazionale Didattico di Firenze
Presenta Milena Vukotic
Regia di Massimo Scaglione

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Industria Armadi Guardaroba - Olio di semi Samor - Penne a sfera Longo - Zoppas - Dolcificio Perfetti - Lane BBB)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
ARCOBALENO (Tortellini Bertagni - Spic & Span - Rasoi elettrici Remington - Lazzaroni - Kaloderma Bianca - Lanificio di Somma)
IL TEMPO IN ITALIA
In studio Nicoletta Orsomando
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Fabiano Fabiani
CAROSELLO
(1) Hélene Curtis - (2) Formaggino Bebè Galbani - (3) Camicie Cassera - (4) Biscotti Pala d'Oro - (5) Triplex
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Recta Film - 2) Recta Film - 3) General Film - 4) Compagnia Generale Audiovisivi - 5) Brera Film

21,00 AFRICA: NASCITA DI UN CONTINENTE
Storia di un esperimento
di Gilberto Bovay e Carlo Bonetti
DOREMI' (Lines Omogeneizzati - Collirio Alfa - Fargas)
22,00 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
La ARD, la BBC, la RTB, la ORTF, la SSR e la RAI
presentano dalla
GRAN PLACE DE BRUXELLES (Belgio)
GIOCHI SENZA FRONTIERE 1968
Torneo televisivo di giochi
tra Belgio, Francia, Germania Federale, Gran Bretagna, Svizzera e Italia
Incontro finale
Presentano Jean-Claude Menessier e Paule Herreman
Commentatori per l'Italia Renata Mauro e Giulio Marchetti
Regia di Michel Rochat
23,15 TELEGIORNALE
Edizione della notte

SECONDO

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

20,00 TAGESSCHAU
20,10 ROMANZE IN CANNES
Fernsehspiel von K.R. Neubert
Regie: Ralph Lothar
Verleih: TPS
20,35 - 21,00 WEGE UBER DEM ABGRUND
Fels. Els und Skifahrten im Montblanc
Regie: Jurgen Gorter jun.
Verleih: TELEPOOL

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
INTERMEZZO (Ferrero Industria Dolciaria - Ragù Althea - Taft Testanera - Aiax lanciere bianco - Brandy Vecchia Romagna - Caffettiera elettrica Girmi)
21,15 TARTARINO SULLE ALPI
di Alphonse Daudet
Sceneggiatura di Paolo Bianchi
con Tino Buazzelli
e con Emma Danieli, Gigi Pistilli, Alfredo Bianchini, Quinto Parmeggiani, Mario Scaccia
Musiche di Gino Negri
Scene di Gianni Polidori
Costumi di Gianna Gissi
Delegato alla produzione e collaboratore alla sceneggiatura Pier Benedetto Bertòli
Regia di Edmo Fenoglio
DOREMI'(Shell Italiana - Neocera Florale)
22,15 ZOOM
Settimanale di attualità culturali
a cura di Massimo Olmi e Pietro Pintus
Presenta Rada Rassimov
Realizzazione di Luigi Costantini
23,00 MILANO: IPPICA
PREMIO CODERO
Corsa Tris di Trotto
Telecronista Alberto Giubilo

TSI - SVIZZERA

20,10 TELEGIORNALE 1a edizione
20,15 TV - SPOT
20,20 I SEGRETI DELLA VITA
Documentario
La vita sugli altri pianeti
20,45 TV - SPOT
20,50 IL PUNTO
Rassegna di politica internazionale
21,15 TV - SPOT
21,20 TELEGIORNALE Edizione principale
21,35 TV - SPOT
21,40 IL REGIONALE
Rassegna di avvenimenti della Svizzera Italiana
22,00 I PARENTI TERRIBILI
Tre atti di Jean Cocteau
Traduzione e riduzione televisiva di Anton Giulio Majano
Con Lyda Ferro, Maresa Gallo, Roldano Lupi, Gabriele Antonini
Regia di Anton Giulio Majano
(Ripetizione)
24,00 CAROLA
Varietà musicale con Carola, II Trio Pierre Cavalli e Loys Choquart
Realizzazione di Jean Bovon
0,15 TELEGIORNALE 3a edizione
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Settembre 1968: a differenza di 43 anni dopo, siamo di fronte a un autunno climaticamente prematuro, specie al Nord - Italia, dopo un agosto variabile (con Scirocco e caldo umido in Sicilia e Calabria e piogge costanti altrove). E dire che il già affermato Colonnello Bernacca, che la sera lascia a Mariolina Cannuli o a Nicoletta Orsomando il compito di leggere le previsioni del tempo per l'indomani e che proprio tra l'8 e il 14 settembre è ospite del Secondo Programma radiofonico come voce - guida delle trasmissioni mattutine, promette un tempo meno brutto di quanto in realtà non si manifesti. La Stampa di Torino del 14 settembre (e potrete vederlo voi stessi consultando l'archivio storico del quotidiano subalpino disponibile in rete) pubblica una nota di biasimo nei riguardi del popolare meteorologo toscano e dei frequenti errori da lui commessi nel prevedere il tempo giorno per giorno, e questo malgrado egli si giustifichi nel corso degli interventi radiofonici, difendendo il concetto di difficoltà oggettive nel trarre certezze assolute dall'analisi della situazione generale. Insomma, i tempi dei satelliti meteorologici omnibus sono ancora lontani.

Avendo preventivato diversamente i calendari della programmazione, la RAI - TV offre un palinsesto estivo alle ultime battute. Sono giorni non facili per l'Ente radiotelevisivo di Stato: è in ballo la faccenda dei diritti per le trasmissioni delle partite di calcio e la trattativa con la Lega Nazionale si sta facendo laboriosa (anche allora...). Inoltre un atto di efferato servilismo politico è stato deplorato da un folto gruppo di intellettuali: è stato squalificato dal Prix Italia, in corso di svolgimento a Roma, un brano musicale di Luigi Nono, peraltro commissionato dalla stessa RAI, in quanto citava il testo di un manifesto politico afroamericano, ritenuto dalla commissione del concorso irriguardoso nei confronti degli Stati Uniti d'America (ancora una volta scriviamo: anche allora...).

A parte tutto questo casotto, va in porto regolarmente e senza modifiche, come Dio vuole, la giornata televisiva di venerdì 13 settembre 1968, sempre e comunque variegata. Ricco è il menù dello spazio per i ragazzi: si parte dai cartoni e dai documentari di Lanterna magica, che in quel periodo ha il proprio conduttore nel musicista Carlo Loffredo, dedicatosi ai bambini dopo la fortunata parentesi per gli adulti, concretizzatasi nelle due serie Noi maggiorenni e Noi canzonieri. A un mese scarso dai Giochi Olimpici messicani, si avvia al termine Cinquecerchi, a cura di Antonio Ghirelli, mentre prosegue, sempre dagli studi torinesi, L'amico libro, la cui conduttrice è la sempre garbata Milena Vukotic. La prima serata è divisa tra un'inchiesta sulla Nuova Africa curata da Carlo Bonetti (il famoso giornalista fiorentino dall'inconfondibile "r" francesizzante: nel '69 sarà proprio lui a subentrare a Pier Giorgio Branzi quale corrispondente del TG da Parigi) e un omaggio a un caposaldo della letteratura per ragazzi, Tartarino di Tarascona, nell'inarrivabile interpretazione di Tino Buazzelli, ormai popolare tra i giovanissimi grazie anche ai caroselli dell'Aperol.
A proposito di caroselli, eccovi la consueta galleria di consigli per gli acquisti vintage della giornata da noi considerata nel presente post (stavolta solo attraverso estratti cartacei, ahinoi !):





Il bello dei programmi, comunque, è in seconda serata. Anche qui c'è la possibilità di scegliere tra momenti spensierati e approfondimenti culturali. Sul Nazionale giunge a compimento, dopo un'estate di tragicomiche sfide agonistico - ricreative, la quarta edizione di Giochi senza frontiere, invito all'unione e all'amicizia tra gli stati europei attraverso la TV e il divertimento, anche per rendere pratica un'idea del Generale Charles De Gaulle, ancora per poco inquilino dell'Eliséo (gli subentrerà, nell'estate successiva, Georges Pompidou). Dal 1967, con l'adesione della Gran Bretagna e della Svizzera (aggiuntesi a Belgio, Francia, Italia e Germania Federale), è stata abbandonata la parte nozionistica (quella che inizialmente rendeva simile la trasmissione all'italiana Campanile sera e alla francese Interville) per dare spazio a bizzarre prove sportive, le più originali delle quali si sono sempre riscontrate nelle puntate italiane, grazie all'ideazione di quell'inesauribile fucina di idee che rispondeva al nome di Adolfo Perani. La formula vincente, gradita soprattutto dai ragazzi (che tentano - e tenteranno per molti anni ancora - di farne casalinghi remakes con gli amichetti del cortile sotto casa o della spiaggia... ne sappiamo qualcosa anche noi), è quella di gare a tema sullo sfondo di località suggestive del Continente, Paese per Paese a turno. Basti ricordare che la puntata italiana del 1967 si è svolta a Pisa, nella Piazza dei Miracoli, mentre l'incontro conclusivo del 1968, trasmesso in differita dalla RAI quel 13 settembre (è stato registrato due giorni prima) e disputatosi con la partecipazione delle città che, per ogni singola nazione, hanno conseguito il punteggio maggiore, si tiene nella Grande Place di Bruxelles. Scopriamo, riassunte nei titoli di testa legati alla sigla di allora, quali località si contendono l'ambìto guiderdone continentale:

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Purtroppo Terracina chiude la prova all'ultimo posto, anche con una buona dose di sfortuna avendo puntato sul jolly in occasione del primo gioco, poi annullato per problemi tecnici e sostituito con la famigerata corsa coi sacchi tra tutti i Paesi partecipanti, tradizionale emergenza del genere. Ancora una volta (come nel '66 e nel '67) è la Germania Federale a vincere, esattamente la città di Siegen: maluccio i padroni di casa belgi, con appena tre punti di vantaggio sui fanalini di coda italiani.
Ricordiamo infine i due telecronisti italiani, ora scomparsi entrambi: la raffinata e poliglotta Renata Mauro, sempre più presentatrice e sempre meno cantante, e un caratterista del teatro leggero italiano, il distinto e nobile romano Giulio Marchetti, sovente spalla del grande comico torinese Erminio Macario, al posto di un altro attore di nome Mario Marchetti (nessuna parentela fra i due, essendo quest'ultimo piemontese).
Ed ora voltiamo pagina !



I cinquanta - sessantenni l'avranno subito riconosciuta: la bella ragazza nella foto sopra è Rada Rassimov, tipica figura sessantottina, attrice di cinema (tempo prima si è rivelata ne Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone) e, come specifica il Radiocorriere - TV di quella settimana (8-14 settembre 1968, a pagina 27), ragazza d'oggi, disinvolta e un tantino sofisticata (...). Un tipo adatto al gusto contemporaneo, con qualcosa di Twiggy e un pizzico di fascino alla Vanessa Redgrave. Ebbene, a Rada Rassimov tocca la conduzione di una seguitissima rubrica culturale, Zoom, manifestando già dietro le quinte le proprie intenzioni: infatti ella si è ripromessa d'essere una presentatrice << off >>, anticonvenzionale: pochi sorrisi e nessuna formula del tipo << signore e signori, buona sera >>. In quattro decadi si è fatta paurosamente macchina indietro e non c'è certamente bisogno di ricordare, complici certe ripercussioni a carattere addirittura politico - istituzionale, come stiano oggi le cose in tal senso... certo che le giovani presentatrici anticonvenzionali e colte non vengono valorizzate come potrebbero e dovrebbero: una lodevole eccezione può essere rappresentata dalla brianzòla Barbara Milani, che, oltre a svolgere praticantato di avvocatura, ha l'onore di condurre la rubrica Perle di sport, l'antologia di antiche e storiche telecronache sportive - molte delle quali mai più ritrasmesse prima d'ora - che Auro Bulbarelli e soprattutto Pino Frìsoli confezionano da alcuni giorni per RaiSport 2.
La sera di venerdì 13 settembre 1968, la parte centrale della puntata di Zoom è dedicata a un consuntivo della 33ma Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia che, sull'esempio di quanto avvenuto (e anche da noi documentato nel maggio scorso in un nostro post) a Cannes, non è risultata immune da contestazioni, anche e soprattutto da parte degli stessi cineasti, con l'unica differenza rappresentata dal fatto che la manifestazione lagunare si sia potuta concludere con una certa regolarità. Estratto da un programma trasmesso nel 2008 da RAICinema, vi proponiamo un bilancio che riassume un po' prospettive e problemi emersi dalla rassegna, bilancio fatto proprio dal famosissimo giornalista e telecronista Carlo Mazzarella mentre scorrono le immagini della premiazione (in particolare l'assegnazione del Leone d'Argento al sempre scatenato Carmelo Bene, autore di Nostra Signora dei Turchi, film che a Mazzarella non piace affatto, tanto da beccarsi un sonoro ceffone da parte dell'attore e regista pugliese: il Leone d'Oro, invece, viene vinto dal tedesco Alexander Kluge):

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Chi, dopo aver assistito alla Corsa Tris di trotto trasmessa dall'ippodromo di San Siro (combinazione vincente, da noi ritrovata sfogliando il quotidiano Il Giorno dell'indomani: 3 - 9 - 10, numeri corrispondenti ai cavalli Marco, Cristina e Sandalo) e commentata dall'elegante Alberto Giùbilo - la voce dell'ippica per eccellenza, da molti rimpianta -, pur non sfuggendo alla tromba, anzi, all'oboe del silenzio delle consuete quanto inquietanti Armonie del pianeta Saturno, preferisce indugiare ancora un po' seguendo le ultime battute della programmazione della Televisione della Svizzera Italiana, ha la fortuna di imbattersi in un breve recital dedicato ad alcuni tra i più noti jazzisti elvetici: una non meglio precisata cantante di nome Carola (chiediamo a qualche nostro lettore rossocrociato di erudirci al riguardo), il sassofonista Loys Choquart e il chitarrista Pierre Cavalli. Proprio un'esecuzione di quest'ultimo artista ha il compito di concludere (in bellezza, speriamo) questo post: si tratta di un superbo standard brasiliano di Antonio Carlos Jobim, Insensatez:

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Con questa meravigliosa bossa - nova punteggiata dai morbidi tocchi della chitarra di Pierre Cavalli ci congediamo per ora da voi, dandovi appuntamento al prossimo intervento, che svilupperemo quanto prima. Vi aspettiamo ! ! !

Buona serata a tutti da
CBNeas ! ! !

sabato 10 settembre 2011

Giovedì 10 settembre 1959



TELEVISIONE

la TV dei ragazzi

17,00 ARRIVANO I VOSTRI
Settimanale di cartoni animati
17,30 - 18,00 JIM DELLA GIUNGLA
Una scuola per i Vasiri
Telefilm - Regia di Donald Mc Dougall
Distribuzione: Screen Gems
Interpreti: Johnny Weissmuller, Martin Huston, Norman Fredric e Tamba

ritorno a casa

18,30 TELEGIORNALE
Edizione del pomeriggio
18,45 VECCHIO E NUOVO SPORT
19,00 PASSAPORTO
Lezioni di lingua inglese
a cura di Jole Giannini
19,30 PASSERELLA
Musica leggera e canzoni
20,00 LA TV DEGLI AGRICOLTORI
Rubrica dedicata ai problemi dell'agricoltura e del giardinaggio a cura di Renato Vertunni

ribalta accesa

20,30 TIC - TAC (Salmoiraghi - Tide - Olio Sasso - Rilux)
SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Leone Piccioni
20,50 CAROSELLO (Chlorodont - Alka Seltzer - Pavesi - Invernizzi Milione)
21,00 PERRY MASON
Situazione disperata
Racconto sceneggiato
Regia di Lewis Allan
Distribuzione: CBS-TV
Interpreti: Raymond Burr, Barbara Hale, William Hopper
21,55 Dal Casinò Municipale del Lido di Venezia ripresa di una parte dello
SPETTACOLO DI VARIETA'
Ripresa televisiva di Piero Turchetti
22,30 TELEGIORNALE
Edizione della notte
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Anni '50... da un po' di tempo non li trattavamo all'interno del nostro Focolare: li ritroviamo in questa nuova occasione, sia pur agli sgòccioli.
Siamo in quel movimentato settembre 1959, quando ci si prepara al vertice Eisenhower - Kruscev in programma alla Casa Bianca. La visita negli Stati Uniti del leader sovietico, che nelle intenzioni delle due super - potenze vuol segnare un significativo passo avanti verso la distensione mondiale dopo anni di guerra fredda, è forse il primo evento mediatico di risonanza mondiale. Sono giorni fausti anche per il gossip: la cantante lirica più famosa del momento, Maria Callas, abbandona su due piedi il marito, l'italiano Giovanni Battista Meneghini, per unirsi al suo ricco connazionale (benchè l'artista sia nata e parzialmente cresciuta negli Stati Uniti, ma comunque figlia di emigrati greci) Aristotele Onassis.
L'Italia sta facendosi largo tra le principali forze dell'economia mondiale: la ricostruzione post - bellica è praticamente finita e si può parlare ormai di progresso, se non addirittura di boom. Anche là dove le novità tardano ad arrivare e ci si regge ancora sul lavoro dei campi, si fanno i salti mortali per riuscire, prima o poi, ad acquistare un televisore e godersi un po' di tranquillità dopo aver sgobbato per ore ed ore.
Benchè Ugo Buzzolan, nella sua puntuale Cronaca televisiva del giorno dopo sul quotidiano torinese La Stampa, ne dica il peggio possibile, non mancano le cose interessanti o curiose tra i programmi trasmessi giovedì 10 settembre 1959, a cominciare dalle trasmissioni pomeridiane per i ragazzi. Da alcune settimane si rivede nientemeno che Johnny Weissmuller, nuotatore olimpionico poi passato al cinema e rimasto famoso nei panni di Tarzan, nelle avventure di un altro eroe della giungla, sicuramente meno noto ma che sta spopolando tra i piccoli telespettatori di tutto il mondo, Jungle Jim (titolo tradotto letteralmente in italiano come Jim della giungla). E' una serie piacevole, anche contornata da immagini di folklore esotico, come si può vedere chiaramente dall'ìncipit dell'episodio trasmesso quel pomeriggio, da noi reperito su YouTube in versione brasiliana, con crediti e doppiaggio in lingua portoghese:

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Crescono gli appuntamenti con le canzoni più amate dai giovani, raccolte in un programmino pre - serale dal titolo Passerella. Il 1959 è l'anno in cui il microsolco a 45 giri completa la propria affermazione sul mercato: con le nuove uscite di settembre, molte case discografiche mettono in soffitta il fragile e ingombrante disco ceruleo a 78 giri, sempre meno richiesto e venduto, per concentrarsi sui vinili (anche quelli di lunga durata, a 33 giri). Siamo in piena stagione di urlatori: Tony Dallara è ormai una celebrità mondiale grazie a Come prima, mentre la rivelazione dell'estate ormai declinante è risultata senz'altro Adriano Celentano. Un altro nuovo personaggio è pronto a trionfare in autunno; è una ragazza diciannovenne, nata a Busto Arsizio ma cresciuta a Cremona, di cui si parla da mesi (è già apparsa più volte in TV) ma che si consacra all'attenzione di tutti gli ascoltatori proprio grazie alla canzone documentata nel filmato che segue (disco uscito appena il giorno prima !):

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Eccoci ora al consueto momento riservato ai consigli per gli acquisti vintage, rubrichetta più o meno fissa di ogni post, ispirata, ovunque possibile, ai telecomunicati pubblicitari messi in onda nella giornata da noi presentata. Esordisce in Italia il detersivo Tide (da notare la pronuncia all'italiana del termine inglese che vuol dire marea): la curiosità maggiore è la voce off di Gigi Carrai, che sta già abbandonando il lavoro di annunciatore radiofonico e pubblicitario per passare al TG (Riccardo Paladini ha appena lasciato la lettura del notiziario, dopo quattro anni e mezzo di "onorato" servizio). Segue, sempre dal Tic - Tac di quella sera, l'Olio Sasso, celebrato da una strana coppia: il grande autore milanese di canzoni Giovanni D'Anzi e l'imitatore salernitano Mario Di Gilio, che avrebbe avuto un successo maggiore se non fosse stato travolto da Alighiero Noschese, che sconfinava, al contrario di Di Gilio, appunto, nel mondo dei potenti. L'estemporaneo jingle è ricavato da Un disco dall'Italia, composizione di D'Anzi che entrò in finale al secondo Festival di Sanremo, nel 1952:

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Per finire l'angolino pubblicitario, eccovi il carosello dei Pavesini. Il soggetto è senza pretese, ma almeno ci permette di scorgere per qualche istante il clima ancora inamidato e formale delle famiglie borghesi del tempo:

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Siamo finalmente giunti al piatto forte di quella serata settembrina lontana ormai più di mezzo secolo. Andato in pensione Lascia o raddoppia ? e in attesa che Mike Bongiorno metta a punto il suo nuovo gioco a premi Italia, giovedì sera (che poi sarà lanciato con il definitivo titolo di Campanile sera), i telespettatori italiani fanno la conoscenza di un nuovo personaggio proveniente dall'America del Nord, fino a quel momento noto solo alla ristretta cerchia degli appassionati del romanzo poliziesco: Perry Mason, l'avvocato del diavolo, interpretato da Raymond Burr.

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Questa inconfondibile sigla rimarrà nella memoria collettiva praticamente per sempre: dopo la trasmissione della maggior parte degli episodi girati tra il '57 e il '66 (e trasmessi in Italia fino al 1967 compreso), ci sarà un ventennio di stop fino a giungere, nel 1987, al revival della vecchia serie unitamente a nuovi episodi, girati a colori e di più lunga durata, interpretati da un Burr ormai invecchiato e barbuto, che praticamente resterà legato a vita a questo onesto e imparziale uomo di legge, a suo tempo generato dalla penna di Erle Stanley Gardner. Assieme a Perry Mason il pubblico fa la conoscenza dei due co - protagonisti: l'investigatore privato Paul Drake (impersonato dall'attempato, ma brillante William Hopper) e la segretaria Della Street, con cui sicuramente l'avvocato ha del tenero (la simpatica Barbara Hale):

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Nel lanciare sul Radiocorriere - TV il telefilm, il giornalista Giovanni Leto presenta il personaggio di Perry Mason ai lettori in modo molto eloquente ed incisivo:

...un uomo tranquillo che non corre e che non si affanna, che medita nel silenzio i suoi piani di battaglia seguendo una pista nata magari da un'improvvisa ispirazione contro ogni normale logica umana. (...) Non si maschera, non si nasconde, non prende a revolverate gli avversari. E' un uomo coraggioso ma non complicato; lineare pur lavorando soltanto di intuizione, ed è sofisticato, dùttile e ironico, con sè e con gli altri, per quel che basta a dare un rilievo più corposo al suo personaggio. La sua forza e il suo successo sono nella simpatia naturale e derivano anche dal suo aspetto di uomo comune, dal suo modo di agire che non ha nulla di miracolistico.
(GIOVANNI LETO, Perry Mason - Una nuova serie di telefilm polizieschi, Radiocorriere - TV n. 35/1959, pag. 40)

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Gli elementi sopra enunciati da Leto sono quelli che catturano il pubblico televisivo italiano. Anzi, si può dire che, tra i paesi stranieri che hanno mandato in onda, tutta o in parte, la collana di telefilm prodotta dalla CBS - TV, sia stata proprio la nostra Italia quella che ha accolto in maniera felicemente travolgente il personaggio Mason - Burr, quasi dimenticando il nome dell'attore in favore di quello dell'avvocato. Spesso, infatti, è capitato che Raymond Burr venisse a Milano o a Roma, capitando negli studi della RAI come ospite d'onore di trasmissioni quali Campanile sera (con Mike Bongiorno, ovviamente, nel doppio ruolo di intervistatore ed interprete linguistico) o Il signore delle 21, e che i fans lo incontrassero chiamandolo invariabilmente Signor Perry Mason. Spesso, in occasione di certe cause, imputati e testimoni interrogati hanno messo in imbarazzo i magistrati dando loro un improprio e tipicamente americano "Vostro Onore", semplicemente per averlo sentito dire in TV proprio nei telefilm di Perry Mason. Va infine ricordato il nome di colui che per tanto tempo ha fatto parlare in italiano Raymond Burr in questi telefilm: Mario Colli (il quale è l'attore seduto alla destra dello stesso Burr nella fotografia che introduce le righe che state leggendo).
Dispiace non aver trovato in rete estratti da Perry Mason doppiati nella nostra lingua, ma in compenso possiamo goderceli ascoltando le vere voci dei beniamini di generazioni di telespettatori. Non possiamo che chiudere questo nostro omaggio con alcune scene ambientate in pieno dibattimento processuale, tratte dal primissimo episodio della serie, mandato in onda negli Stati Uniti la sera del 21 settembre 1957:

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La serata prosegue con un collegamento diretto con Venezia: al Casinò Municipale c'è una rassegna di attrazioni dello spettacolo leggero. Su tutte troneggia Marino Marini, il famoso cantante e musicista maremmano che svolge la propria attività in tutto il mondo, incontrando il favore degli ascoltatori al di qua e al di là dell'Oceano. Accompagnato dal suo quartetto, in cui militano il contrabbassista e cantante solista Ruggero Cori e il giovane chitarrista prodigio napoletano Tony (Totò) Savio, Marini esporta e importa canzoni, arrangiandole con gusto e stile, sempre tenendo conto di novità ritmiche e/o armoniche.
Abbiamo scelto alcune interpretazioni che questo complesso incise nel 1959 (e dintorni), anche per sopperire alla quasi sicura assenza del vidigrafo atto a documentare la performance veneziana del 10 settembre 1959 (che doveva terminare alle 22,45, ma venne bruscamente interrotta alle 22,30, proprio durante il culmine dell'esibizione della formazione di Marino Marini, per cause rimaste imprecisate).
Incominciamo con un grosso successo estivo, legato indissolubilmente a Fred Buscaglione: Guarda che luna.

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Proprio in quel settembre è in uscita il nuovo 45 giri di Marino Marini e il suo quartetto. Esso contiene due canzoni nuove di zecca: il lato A contiene un orecchiabile motivetto composto dall'italo - belga Rocco Granata, Marina, che Marini modifica sostanzialmente, sopprimendo la strofa e trasformando la frase Ti voglio al più presto sposar con Non devi lasciarmi mai più.

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Anche la facciata B contiene un brano la cui melodia rimane facilmente in mente: si tratta stavolta di una composizione dello stesso Marino Marini, una rumba - rock (come tante in circolazione in quel periodo) dal titolo Sei bella.

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Chiudiamo questa breve antologia di canzoni eseguite dal nostro quartetto con due brani proposti consecutivamente, risalenti sicuramente a un paio d'anni prima ma ancora molto richiesti: 'Stu mambo cha cha e Sofìa, inevitabile omaggio alla Loren. E se il collegamento televisivo del 10 settembre '59 con Venezia fosse stato interrotto proprio mentre Marino Marini e i suoi cantavano questo brano, non privo di doppi sensi nel testo e quindi imbarazzante secondo la mentalità dei funzionari RAI del periodo ? La storia non lo dice...

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Termina così anche questo post: presto ne arriverà un altro, sempre con l'intento di fornire nuovi contributi all'opera di avviamento alla (ri)scoperta della gloriosa radiotelevisione del passato, sicuramente concepita e realizzata con più logica, serietà ed originalità. Facciamo del nostro meglio, inchinandoci comunque ai due topi di videoteca della cui amicizia siamo onorati: Christian Calabrese per lo spettacolo (la popolarissima trasmissione Da da da su Raiuno, andata in onda per la seconda estate consecutiva dopo il telegiornale della sera e vera occasione per ripescare programmi di varietà che da troppi anni dormivano tra le polveri degli archivi e quindi bonificarli) e Pino Frìsoli per lo sport (Perle di sport, da alcuni giorni in onda su RaiSport 2, che sta ottenendo unanimi consensi tra gli appassionati, desiderosi di lasciar giustamente prevalere il lato storico a quello tecnico, anche trasmettendo filmati non perfetti). Noi, vivendo di memoria personale, di passione, di vecchi giornali comodamente disponibili in casa oppure on line e di YouTube, proviamo dal canto nostro a offrirvi un prodotto più naif, che possa andar bene nella sua francescana semplicità.

Grazie e buona giornata a tutti ! ! !

CBNeas