venerdì 30 luglio 2010

Venerdì 30 luglio 1971



TELEVISIONE

la TV dei ragazzi

18,15 POLY E LE SETTE STELLE
Ricerche sulla spiaggia
Telefilm – Regia di Claude Boissol
Int. : Renè Thomas, Christine Simon, Dominique Maurin, Bernard Pisani
(Prod. : ORTF – Films Ayax)
GONG (Invernizzi Porcellino - Safeguard)
18,45 ROBINSON CRUSOE
dal romanzo di Daniel De Foe
Protagonista Robert Hoffman
Regia di Jean Sachs
Coproduzione. F.L.F. - Ultra-Film

GONG (Estratto di carne Liebig - Gran Pavesi - Detersivo Finish)
19,15 SPAZIO MUSICALE
a cura di Gino Negri
Presenta Gabriella Farinon
Musiche di Rossini, Ravel e Ciaikowski
Scene di Mariano Mercuri
Regia di Maria Maddalena Yon

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC – TAC (Acqua Minerale Fiuggi - Nutella Ferrero - Dentifricio Colgate - Fernet Branca - Giovanni Bassetti - Zoppas)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
OGGI AL PARLAMENTO
ARCOBALENO 1 (Biscotti Gerber - Super Silver Gillette - Amaro Ramazzotti)
CHE TEMPO FA
ARCOBALENO 2 (Tonno Maruzzella - Agip Big Bon - Bibite Schweppes - Camay)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
con
SERVIZIO SPECIALE SULLA MISSIONE LUNARE APOLLO 15
A cura di Tito Stagno
CAROSELLO
(1) Segretariato Internazionale Lana - (2) Oro Pilla - (3) Elettrodomestici Ariston - (4) Coca-Cola - (5) Insetticida Neocid Florale
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Compagnia Generale Audiovisivi - 2) G .T.M. - 3) Massimo Saraceni - 4) Unionfilm P.C. - 5) Cinetelevisione

21,20 TV 7 - SETTIMANALE DI ATTUALITA’
a cura di Emilio Ravel
DOREMI’ (Caffè liofilizzato Lavazza - Esso Carburante - Birra Wuhrer - Shampoo Libera & Bella)
22,35 IL MIO BAR
Spettacolo musicale
di Corgnati, Simonetta, Vaime
Regia di Maurizio Corgnati
BREAK (Kambusa Bonomelli - Orologi Zodiac)
23,20 TELEGIORNALE
Edizione della notte
con
SERVIZIO SPECIALE SULLA MISSIONE LUNARE APOLLO 15
Cronaca diretta dell’arrivo sulla Luna
A cura di Tito Stagno e Piero Forcella
OGGI AL PARLAMENTO - CHE TEMPO FA - SPORT

SECONDO

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 FREIZEIT AUF DEM WASSER
Auf grosser Fahrt
Verleih: FIB
19,45 SALTO MORTALE
Die Geschichte einer Artistenfamille
Istanbul
Regie: Michael Braun
Verleih: BAVARIA
20,45 - 21,00 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Gulf - I Dixan - Stock - Cera di Cupra - Macchine per cucire Singer - Maxi Kraft)
21,15 Momenti del Teatro Italiano
CORRUZIONE A PALAZZO DI GIUSTIZIA
Tre atti di Ugo Betti
Presentazione di Achille Fiocco
Personaggi ed interpreti principali:
Vanan Annibale Ninchi
Elena Giulia Lazzarini
Erzi Nando Gazzolo
Croz Glauco Mauri
Cust Tino Buazzelli
Bata Loris Gizzi
Maveri Enrico Glori
Persius Gianni Galavotti
Malgai Gustavo Conforti
Scene di Nicola Rubertelli
Costumi di Guido Cozzolino
Regia di Ottavio Spadaro
(Replica)
Nel primo intervallo:
DOREMI ‘ (Aranciata Ferrarelle - Pepsodent - Aperitivo Biancosarti - Insetticida Getto)

TSI - SVIZZERA

19,40 MINIMONDO
Trattenimento per i piccoli
a cura di Leda Bronz
Presenta Carla Colosio
(Replica)
20,15 TELEGIORNALE 1° edizione
20,20 APOLLO 15
Cronache dallo spazio (A COLORI)
TV-SPOT
20,50 DIARIO DI VIAGGIO
L’isola di Formosa
Documentario (A COLORI)
TV-SPOT
21,20 TELEGIORNALE Edizione principale
TV –SPOT
21,40 I SETTE MARI
Mar Rosso
Documentario (A COLORI)
22,30 BONANZA
Il giornalista
Telefilm (A COLORI)
23,20 ROGER WHITTAKER
Programma di canzoni
23,50 TELEGIORNALE 3° edizione
24,00 APOLLO 15
Allunaggio
Cronaca diretta (A COLORI)
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Quest’oggi abbiamo deciso di dedicare il nostro post a uno dei capolavori del teatro italiano del Novecento, l’incisivo dramma Corruzione a Palazzo di Giustizia che l’autore Ugo Betti, marchigiano di Camerino, magistrato egli stesso, scrisse nel 1944 e fece rappresentare nel 1949. Si tratta di un testo dagli echi in parte pirandelliani, in parte kafkiani, ambientato in un non meglio precisato paese estero, che a dispetto degli anni mantiene inalterata la propria totale attualità. Per evitare di cadere in trappole ideologiche che il dramma in questione, se fosse idealmente proiettato nei giorni nostri, potrebbe facilmente suscitare (da questo blog, come saprete, la politica è bandita) e con l’intento di considerare il lavoro teatrale in quanto tale, abbiamo deciso di astenerci da qualsiasi opinione di natura personale. Abbiamo pensato di offrirvi, invece, un paio di autorevoli commenti a carattere esclusivamente teatral - letterario, seguiti da una selezione dei passi più significativi della piéce di Betti, ricavata dall’edizione pubblicata nel 1993 dalla Newton Compton nella gloriosa collana 100 pagine - 1000 lire, anche per sopperire all’assenza su Youtube di reperti video tratti da quella trasmissione, realizzata negli studi della RAI di Napoli verso la fine degli anni Sessanta con la partecipazione di un ottimo cast di attori, che venne replicata la sera di venerdì 30 luglio 1971.
Non ci resta che augurarvi una buona lettura e darvi appuntamento al nostro prossimo intervento, tra qualche giorno.
A presto ! ! !
CBNeas

La visione che Betti ha dell’esistenza umana è cupamente pessimistica. La sostanziale ambiguità delle manifestazioni del bene e del male ci impedisce di intravvedere una qualche via di uscita ; e d’altra parte la colpa non è mai strettamente personale, e dunque il verdetto non sarà mai definitivo, e cioè pacificante, ma casomai prenderà la forma di un rinvio a giudizio. Così nemmeno la giustizia umana, quella istituzionale, si salva dall’ambiguità: anzi, vi si trova pienamente coinvolta.

(da SALVATORE PISCICELLI, Un’amara visione del mondo, Radiocorriere TV, 25 – 31 luglio 1971, pag. 29)

Corruzione al Palazzo di Giustizia appartiene a quel piccolo gruppo di opere che riescono a essere insieme realistiche e metaforiche, inserite in una situazione storica ben definita eppure nello stesso tempo sufficientemente simboliche. I suoi personaggi, poi, hanno la caratteristica che Henry James attribuiva ai protagonisti dei drammi di Ibsen, di diventare, nella rappresentazione, contemporaneamente più astratti e più vivi.

(dall’ introduzione di Giovanni Antonucci all’edizione Newton Compton, 1993, pag. 11)

… pur apparentemente trionfando la corruzione, pur schierandosi a favore della corruzione l’accomodantismo della giustizia umana, il servilismo degli uomini, l’indifferenza della natura e persino l’idea “comoda” che gli uomini si fanno di Dio, nonostante tutto ciò finisce per trionfare misteriosamente in fondo all’animo umano l’esigenza insopprimibile della giustizia e dell’assoluto. Sicchè alla fine è proprio il colpevole che va a denunciarsi, spontaneamente, e proprio quando gli è stata assicurata una trionfante impunità. Questa è - fin troppo dichiaratamente - la tesi del mio lavoro.(Ugo Betti)


Dall’atto primo

IMPIEGATO (dando un’altra occhiata allo sconosciuto e continuando il suo lavoro): Eh, questo è un palazzo immenso, un vero labirinto, vengono anche forestieri ad ammirarlo. (Abbassando un po’ la voce : ) Attualmente… purtroppo… non ci si sente un gran buon odore; io dico che deve esserci un qualche sorcio morto in qualche angolo; eh, che ne dite, signore, non so se abbiate letto i giornali, anche ieri sera.
SCONOSCIUTO: Si.
IMPIEGATO: Non sta a me intromettermi, ma qui mi pare che sia in aria qualche cosa di grosso. Il temporale brontola.
SCONOSCIUTO: Voi siete cancelliere ?
IMPIEGATO: No, signore. Io sarei il becchino. Questo (battendo sulla cassa a rotelle) è il carro funebre, questi (mostra i fascicoli) sono i cadaveri.
SCONOSCIUTO: E il cimitero ?
IMPIEGATO (indicando una porta): E’ l’archivio, signore. Un posto piuttosto oscuro e tranquillo dove io porto questa roba e gli do sepoltura.
SCONOSCIUTO: Siete archivista ?
IMPIEGATO: Io dico becchino. Quando penso alla quantità di sudori, soldi e sospiri che stanno racchiusi nella più stupida delle carte che formano il più piccolo di questi fascicoli! Ma! (Lascia cadere un fascicolo nella cassa, ne prende un altro.) Io ci incollo su un bel numero, li registro in un bel librone, così la gente fa finta di credere che tutto ciò resti importante per secula seculorum, e si possa sempre ritrovare il filo di tutto…
SCONOSCIUTO: …e invece ci pensano i topi e i tarli del vostro cimitero, non è vero?
IMPIEGATO: Non sono i tarli né i topi, signore. Sono gli stessi interessati per i primi, ad annoiarsi e a pensare ad altro. La gente si annoia e pensa ad altro molto facilmente.

BATA: Nel palazzo si respira un’aria pesante. E’ vero o no che io l’ho sempre detto?
PERSIUS: Caro amico, non crediate di essere stato il solo.
MAVERI: Lo si diceva in parecchi.
CUST: Anche noi, tutti.
MAVERI: Quando si ha la coscienza tranquilla, la luce non fa mica paura.
BATA: Intendiamoci, è anche possibile che tutto sia una valanga nata dal nulla. La gente è fatta per chiacchierare. Il palazzo poi è la miniera, è il pozzo, è il nido, del malcontento, dei sussurri. Comincia uno, a spargere calunnie, l’altro seguita, il giorno dopo sono dieci, venti, e zu e zu, e zu e zu: è come una cancrena che s’allarga.
MAVERI: E poi i giornali; subdoli…
PERSIUS: …i partiti, gl’intrighi. Io sento in tutto questo una cupa volontà, una manovra.
BATA: Ma soprattutto è la città, sapete ? La città infame, infetta. Non ho mai visto una popolazione più maligna e corrotta.
PERSIUS: Sentiteli discorrere: non una parola in cui s’affacci la verità.
MAVERI: Non parliamo delle loro donne.
BATA: Sì, un vero immondezzaio. Il curioso è che esso ribolle d’indignazione perché nel bel mezzo del suo fetore esiste un palazzo dove l’aria non sarebbe… abbastanza balsamica. Il delitto dei giudici, in conclusione, sarebbe… di somigliare un tantino ai cittadini.
PERSIUS (acido): Caro collega, non si dovrebbe mai generalizzare. Io, per esempio, non credo affatto di assomigliare un tantino a un coso, un immondezzaio.
BATA: E io nemmeno, che scoperta.
PERSIUS: Per quel che mi riguarda, intanto, io ho la fortuna di poter dire che questo Ludvi-Pol non l’ho mai conosciuto, dico mai, eh? Nemmeno di vista.
BATA: A sentirvi si direbbe che i vostri colleghi non abbiano la stessa fortuna, e che ci siano dei pericolanti, dei compromessi.
PERSIUS (diplomatico): Io ho detto questo? Per carità. Io tengo molto a essere preciso, e se mai ci fossero davvero dei colleghi… che hanno perso l’appetito e passano brutte notti, ciò non mi riguarderebbe affatto. Questi sono momenti in cui ognuno pensa ai casi suoi e s’arrangia, che ne dite, Cust?
BATA (velenoso): Lo sappiamo, caro amico, lo sappiamo. Pare che vari colleghi si siano dati un gran da fare per mettere in moto molle e rotelle, pare che si sia tentato di vibrare colpi selvaggi, vere pugnalate.
PERSIUS (sarcastico): Sarà, ma io ho l’impressione che molti… pericolanti si aggrappino. Colleghi che sono diventati tanto gentili… colleghi che cercano di attaccare discorso… colleghi che vi aspettano per uscire insieme… Si aggrappano. Purtroppo io ho sempre fretta. Io ho sempre un’altra strada da fare. Io non so mai nulla. Io sono un macigno, caro collega. A proposito, Cust, sentite un po’ … (Ostenta di appartarsi a discutere con Cust.)
BATA (a Maveri): Avete sentito? Intanto non vedo che peso possa avere il fatto di avere o non avere conosciuto Ludvi-Pol. Questo Ludvi-Pol pare… pare che adesso sia un uomo liquidato. Ma fino a ieri…
MAVERI: Riverito più di un ministro!
BATA: Si sa che questi uomini sono dei veri ragni, ciò che li regge è appunto una ragnatela di relazioni che essi tessono abilmente. Naturale che molta gente li conosca. Il caro Persius potrebbe benissimo non aver conosciuto Ludvi-Pol ed aver conosciuto un qualche suo emissario. (Abbassando la voce:) Date le circostanze della sua ultima promozione non dovrebbe essere Persius a fare il Catone.
MAVERI (abbassando la voce) : Persius si sente forte.
BATA: Ah. E come mai?
MAVERI: Contatti in alto.
BATA: Possibilissimo, fatto apposta per scodinzolare.
MAVERI: Ora si strofina molto a Cust, naturalmente.
BATA: Ah. E perché?
MAVERI: Cust! L’astro di domani.
BATA: Cust?
MAVERI: Cust. Uomo abile, e non credo imbarazzato da molti scrupoli.
BATA: Ma il grande Vanan?
MAVERI: Liquidato. Un cadavere.
BATA: Siete sicuro? Perché poi è anche difficile regolarsi, vi sono degli alti e dei bassi. (Guardando pensierosamente Cust: ) Del resto io sono sempre stato in ottimi rapporti, con Cust.
MAVERI: Si? Or ora mi sembrava un po’ sulle sue.
BATA (turbato): Cust? Con me?
MAVERI: Forse è il suo modo di fare.
BATA: Io ho sempre detto che era un ottimo elemento… (Vedendo che Maveri fa per accostarsi anche lui al gruppo di Cust: ) Sentite, caro collega, è tanto che volevo dirvelo. Voi avete una parentela, col presidente Tomisco, non è vero?
MAVERI (abbottonato): Una parentela… molto lontana. Perché ?
BATA (rugiadoso): Io mi sono trovato, al principio della mia carriera, col presidente Tomisco. Persona veramente… degna. Influente. Sarei tanto lieto di poter rinnovare la conoscenza. Se voi voleste, gentilmente… ricordarmi a lui…
MAVERI (sfuggente): Io lo vedo poco, sapete, lo vedo poco.
BATA (servizievole): Caro collega, non temiate che io voglia, come suol dirsi, falciarvi l’erba sotto i piedi. Al contrario. Anche io, se potessi favorirvi… Io ho tanta stima di voi.
MAVERI: Anche io di voi.
BATA: Grazie. Qualche volta… essendo in due, si può un tantino… spalleggiarsi… Brutto, avere un nemico in questi momenti!
MAVERI (cauto): Brutto. Ma io spererei…
BATA: Non si sa mai, caro collega. Si è traditi da chi meno si crede. Mah. Non sta a me parlare.


BATA: Caro Erzi, noi non sosteniamo affatto che nel Palazzo non serpeggi un certo… disordine.
CUST: Disservizio, più che altro; un certo lasciar correre.
PERSIUS: Eccesso di disinvoltura, di spregiudicatezza.
BATA: Andiamo pure più in là: un certo difetto di zelo morale, una certa indulgenza per i furbi.
CUST: Il Palazzo, è un tantino il paradiso dei furbi.
MAVERI: Io ho sempre disapprovato certe tolleranze.
PERSIUS: Tutti, tutti, le abbiamo disapprovate.
BATA: Sarebbe, in conclusione, come se qua e là per questi corridoi, uffici, scale, eccetera, ci fossero degli angoli, dei gomiti non molto illuminati, dove si accumula un po’ di sudiciume, cartaccia, polvere. Ma chi sarà, se mai a razzolarvi in mezzo? Cancellieri, scrivani, grattacarte e simile muffa…
PERSIUS: …ce n’è uno sproposito, qui dentro, saltano fuori da tutti i buchi…
MAVERI: …Un vero esercito di topi roditori…
BATA: …Io direi che la cosa non riguarda i magistrati.
ERZI: L’impressione del ministro è che codeste muffe, codesta aria ammorbata, abbiano germogliato in qualche cosa di più: una specie di fiore velenoso. (Un silenzio.)
BATA: Capisco. Anche noi giudici: siamo in parecchie centinaia, qua dentro, a far svolazzare le nostre toghe nere e brontolare le nostre giaculatorie. Sarebbe contro natura se in così grosso convento mancasse qualche cattivo negligente frate.
ERZI: Il ministro non si preoccupa dei frati negligenti. Egli pensa che ben nascosta sotto qualcuna delle tonache di cui avete parlato, debba esservi la piccola rosea pustola della lebbra. Corruzione.
BATA: Corruzione.
ERZI: Noi cerchiamo un lebbroso.
BATA: E perché questi lebbrosi cominciate proprio di qui, a cercarli?
ERZI: E’ un onore per voi. Non è questa la sezione cui sono riservate le grandi cause?
CROZ: Ah ah ah. E’ stata per me una delizia, starvi a sentire. Che eleganza di concetti, che metafore! Io vado pazzo di ciò, mi sforzo anche io ma poi dovete sentire Cust, è un vero artista. Oggi tace molto. Trovo che l’eleganza dell’espressione conferisce tanto, al giudice, è l’indizio di un cervello molto circonvoluto, per così dire. Dunque ascoltate anche il mio, dei paragoni. Sapete caro Erzi, cosa siamo noi poveretti, noi infelici giudici di questa sezione, sicuro, la sezione delle grandi cause? Un piccolo, solitario e malfermo scoglio sul quale piombano da tutte le parti ondate immense, spaventose; vere schiumose montagne. E cioè interessi implacabili, ricchezze sterminate, blocchi ferrei manovrati da uomini tremendi, insomma forze veramente selvagge, il cui urto… - poveri noi meschini - è qualche cosa… di scatenato, di affascinante, di feroce…
ERZI (completando): …una specie di fenomeno tellurico…
CROZ: Tellurico, ecco: tellurico.
ERZI: …al quale è difficile insegnare il galateo.
CROZ: Mi avete rubato le parole. Vorrei vedere il signor ministro al nostro posto.
ERZI: Il male è che fra codesti ferrei blocchi circolano invece dei gusci piuttosto fragili, che vanno in frantumi per nulla. Prendete il caso, l’altro ieri, della donnetta di via Panama: un po’ di fumo e di carta accesa sono bastati per mandarla al Creatore. Non era stata questa sezione che aveva deciso in tutta segretezza di piombare in via Panama per sequestrarvi dei documenti?
CROZ: Sì.
ERZI: Ma quando l’autorità arrivò, il luogo ardeva da dieci minuti, i documenti anche e purtroppo anche un’innocua portinaia. I giornali strillano ancora.
CROZ: Voi dite…
ERZI: Che qualcuno, da qui, aveva avvertito gli interessati. (Pausa.) Non è che un caso fra i molti: per compendiare la situazione. (Un silenzio.)
CROZ: Uno di noi?
ERZI: Uno di voi. (Un silenzio.)


CUST: Vanan conosceva Ludvi-Pol. Essi erano in rapporto. (Un silenzio.) E’ doloroso, per me, parlare. Credo… ho avuto l’impressione che Ludvi-Pol abbia sovvenuto al Presidente Vanan una certa somma . (Con voce tranquilla, bassa.) Ma sentite, Erzi: se ciò che avete detto è vero… potrà essere lo stesso Ludvi-Pol, interrogato, a rivelarne il nome… oppure i nomi che cercate. Credete che egli parlerà?
ERZI: Non credo.
BATA: Oppure potranno essere le carte di Ludvi-Pol a parlare!
CROZ (ride): Lo stimate così idiota da aver messo certe cose per iscritto?
CUST: Ma un lungo, abile interrogatorio.
ERZI: No. Non avremo risposta da Ludvi-Pol.
CUST: Perché?
ERZI: Perché è morto. (Un silenzio.) Il suo corpo è stato scoperto per caso, nelle prime ore di stamane; sapete dove?
CROZ: Dove?
ERZI: Qui. Nel palazzo, in un locale dove Ludvi-Pol non aveva alcun motivo di trovarsi, specie di notte. Ora è là, disteso.
CUST: Anche lui un fragile guscio.
ERZI: Suicidio.
CUST: Sicuramente?
ERZI: Sì.
CUST (impalpabilmente eccitato): Perdonate, potrebbe anche essere una messinscena. La persona che voi cercate aveva un grande interesse a che la bocca di Ludvi-Pol fosse chiusa, non è vero? Quella persona proverà ora un bel sollievo. Questo Ludvi-Pol d’altra parte era un essere spregevole, la cui condanna a morte non doveva incontrare molte obiezioni nel Tribunale di un animo umano. Oppure… guardate: proprio gli elementi messi lì eventualmente a suggerire l’omicidio, proprio essi potrebbero essere il frutto di una messinscena. A quale scopo ? Per fuorviarvi. Per compromettere un innocente. Le ipotesi sono molte, moltiplicarle è un gioco… sempre attribuendo alla persona che cercate una certa sottigliezza. Vi consiglio di non trascurare nessuno di codesti fili.
ERZI: Suicidio. (Pausa.)

Dall’atto secondo

CUST: Penso che se il vostro lebbroso esiste e se esso non è Vanan, vi riuscirà difficile trovarlo.
ERZI: Dunque non impossibile. Ma perché difficile ?
CUST: Perché il filo dei fatti, che poteva guidarvi fino a lui, è troncato. Ludvi-Pol è morto: la bocca che poteva parlare è chiusa.
ERZI: Allora voi credete che in questo momento, in una qualsiasi delle tante stanze di questo palazzo, vi sia una persona in cui ormai è cessato ogni timore.
CUST (pensieroso) : Sono stanze molto quiete. Vi siedono uomini dal viso malaticcio, proprio di chi vede raramente il sole. Per lunghi anni, ascoltando in silenzio molte bugie, essi hanno esaminato azioni umane di straordinaria sottigliezza e perfidia. La loro esperienza è immensa. La gente vede oltre il tavolo dei signori un po’ logorati e cerimoniosi. Ma in realtà, specie quelli di essi che salirono agli alti gradi, sono dei lottatori, caro collega, nonostante che le loro vene irrigidite si rompano con facilità. Generalmente hanno il sonno difficile, e così… (Si interrompe.)
ERZI: E così ?
CUST: …e così covano le loro idee a lungo. Sono capaci di ascoltare attentamente, tenaci, prudentissimi.
ERZI: Difficile coglierli in fallo, dunque.
CUST: Sì, qualcuno di essi è l’uomo che cercate.
ERZI: Il lebbroso.
CUST: Oggi egli è un uomo in alto. Il giorno in cui voi riusciste a smascherarlo egli rimarrebbe per un momento come fulminato; milioni di occhi su lui; poi egli precipiterebbe in un abisso di tenebre.
ERZI: E allora?
CUST: E allora egli si difenderà, caro collega. Credo che la sua situazione gli conferisca una strana inebriante libertà.
ERZI (fissandolo): Io immagino che una sera, a ora inoltrata, quest’uomo, questo giudice che noi cerchiamo, sollevò il volto dal suo scrittoio. La persona che entrò era deferente, la visita aveva un motivo legittimo. Poi la conversazione divagò, alte amicizie, segreti poteri, attraenti lusinghe balenarono in essa…
CROZ (appare sulla porta della cancelleria e si ferma in ascolto, non veduto da alcuno).
ERZI (continuando senza interruzione): … Il prudente visitatore tentava di incontrare qualcosa che nell’anima del giudice era in attesa, e che si chiamava ambizione; oppure avidità; oppure invidia; oppure odio. Quando è che quella lecita cordialità, quelle vaghe promesse, quel sottile legame divennero un laccio, tenuto dalla mano di un padrone?
CUST (leggermente sudato): Trovo la vostra ricostruzione molto verosimile.
ERZI (incalzando impalpabilmente): Fu così che quel giudice pose a servizio di un padrone e dell’ingiustizia una mente acuta e dominatrice. Falsò decisioni, tradì segreti, alterò destini umani; sparse qui un turbamento che presto inquinò l’intiero palazzo; condusse la ferrea ruota della legge su molti innocenti. Persino l’omicida può immaginare di essere un giustiziere. Ma il nostro uomo sapeva bene di falsare proprio la sacra bilancia della giustizia. In nome di che cosa? Perché?
CROZ (dal fondo, intervenendo inopinatamente): Ma perché probabilmente gli erano venuti dei dubbi.
ERZI (voltandosi): Su che cosa?
CROZ: Sulla sacra bilancia eccetera. (Ride, tossisce, s’inoltra.) Il diavolo - voglio dire Ludvi-Pol - era venuto a trovarlo, quella sera. Ma probabilmente il nostro uomo lo aveva desiderato, non è vero Cust? Succede al giudice come al prete: dopo avere officiato tutta la vita davanti al ciborio, gli viene una uggia terribile, e una gran voglia di vedersi apparire davanti appunto il diavolo.
ERZI (fissando ora Croz): Ma non lo rese saggio l’essere in là con gli anni, l’essere ormai fuori dal gioco?
CROZ (sghignazzando): Fuori dal gioco? Ma non si è mai fuori dal gioco, caro Erzi! Mio caro, voi figuratevi uno di quegli insetti neri, brutti, pinzuti. E uno lo stuzzica: e quello pinza. E uno lo storpia: e quello pinza. E uno lo stronca in due: e quello pinza. E uno gli trafigge e gli schiaccia anche la testa: e le pinze seguitano a pinzare, a pinzare, a pinzare. Così, per nulla. La vita è questo.

ERZI (con voce severa) : Signor presidente Vanan ! L’Alto Consiglio vi aveva concesso una dilazione e tale dilazione scade oggi. Voi oggi siete chiamato qui a dare le vostre dichiarazioni definitive. Voi avevate promesso di preparare le vostre difese.
VANAN (con voce incerta): Eh… Sì… sissignore.
ERZI : Lo avete fatto ? (Un silenzio.)
CROZ (brontolando): Non ti è rimasta nemmeno molta eloquenza.
ERZI: Gravi elementi risultano a vostro carico. Voi affermaste che potevate smontarli, demolirli. In quale modo ?
CROZ: Muto come un pesce.
ERZI (con voce man mano più severa): Ma soprattutto voi dichiaraste che riesaminando nella vostra memoria certe allusioni di Ludvi-Pol, vi sarebbe stato possibile scoprire addirittura il vero colpevole. E allora? Vanan, di che si tratta? (Un silenzio.) Diteci questo nome, Vanan! (Un silenzio.) (Voltandosi e tornando a sedere.) O da voi o in un altro modo noi sapremo questo nome entro oggi. (Agli altri: ) Ma già questo silenzio è una risposta. Vanan, debbo ritenere che voi vi riconoscete colpevole? Dunque è vero? Provenne da voi il raggiro che ha avvelenato questo tribunale, l’intiero palazzo e tutta la città?
CUST (un po’ rauco): Parlate, Vanan, parlate liberamente.
VANAN (farfugliante, supplichevole e curiosamente falso): Io debbo… ringraziare.
ERZI (sorpreso): Che cosa?
VANAN (c.s.): Debbo dire… che effettivamente… l’Amministrazione ha usato con me… molta benevolenza… (commuovendosi: ) non è davvero che io possa lamentarmi.
ERZI (sorpreso): Ma che cosa dite, Vanan!
VANAN (c.s.): Come vecchio… magistrato sento… il dovere di esprimere… di baciare… la mano benefica…
ERZI (improvvisamente urlando): Che cosa dite, Vanan!
VANAN (un po’ spaventato): No, non fate così… effettivamente… io sono molto vecchio, e anche… malato, sapete?
ERZI (rapidamente): Vanan, ma voi allora confessate di essere colpevole?
VANAN (lo guarda sospettosamente; d’un tratto, oratorio, falso) : Innocente, signore ! Sospettato innocente. Inchiodato alla croce… come il Signore nostro innocente… Signori, questa canizie è stata… calpestata.
ERZI: Vanan, chi è il colpevole?
VANAN (c.s.): Sì, sì, egregio signore, vi è, un colpevole! Giuro davanti al trono di Dio che vi è un colpevole! E io… e io saprò smascherarlo… I vili saranno… rovesciati nella polvere…


VANAN: L’ inconveniente era che io ero solo, tutti credevano che le cose stessero nell’altro modo, e così… Cust, sei mai stato a bagnarti in un fiume, quando si vede tutta l’acqua andare, andare tutta per un verso, e uno invece sta lì, fermo, lui solo, da solo, in mezzo a tutta quell’acqua… e gli comincia una specie di capogiro… E così, a poco a poco…
CUST: …a poco a poco…?
VANAN: …mi sono scoraggiato, Cust. Delle volte parlavo forte, da solo, dicevo che io ero innocente… Ma anche la voce mia, non aveva più fiducia… (D’un tratto:) Sai che cos’era? (Bisbigliando: ) Che quasi quasi non ci credevo più.
CUST: A che cosa?
VANAN: Non ci credevo più. Certo, si sa, qualche cosetta, nel testimoniare, l’ho un po’ accomodata… forse ho fatto un po’ di confusione… Che ne so io, un po’ di colpa potrei benissimo averla avuta anch’io; tutti lo dicono… (D’un tratto, indicando verso il corridoio: ) Dì, Cust. Soprattutto è quella là a tormentarmi.
CUST: Chi?
VANAN (c.s.): Mia figlia. E’ lei che mi spinge.
CUST: Che cosa dite?
VANAN: Sì, sì.
CUST: E che cosa vuole da voi.
VANAN: Vuole… che io faccia… che io scriva… che io accusi… perché io sono innocente, che insomma io devo farmi sentire… Ma io sono vecchio, Cust, sono stanco… E qui, ora, sono tutti sgarbati, tutti superbi. E lei questo non lo capisce mica. Non lo sa mica, lei, che a insistere, a parlare, c’è da ingarbugliarsi peggio!
CUST: E’ stata lei a portarvi qui?
VANAN: Sì, lei. (Ridendo:) Chi sa che rabbia ha avuto, quando l’hanno mandata via. Ora è lì fuori ad aspettarmi. Ma io sai che faccio? Esco di lì, dalla cancelleria. (D’un tratto scostando Cust con un grido alto e con strana insospettata energia: ) Io odio tutto questo. Io odio anche te, Cust. Io ti potrei uccidere. (Muovendo verso la porta con una specie di solennità.) Lasciatemi andare. Io non voglio più pensare a queste cose.
(Dalla porta del corridoio scivola dentro Elena, la quale fa cenno a Cust di non dir nulla. )
VANAN (con tutt’altra voce, fermandosi): Vedi, Cust, io vo’ sempre gridando di essere innocente come nostro Signore Crocefisso; ma se io nel dire questo fossi un po’ ipocrita, e il Signore mi castigasse? (Vagamente: ) L’uomo ha bisogno di pace, non può stare contro tutto… Delle volte dico a mia figlia che vengo al palazzo, e invece vado in un giardinetto, sto un po’ lì. Addio caro. Addio. (Si dirige verso la porta della cancelleria; di lì fa a Cust un cenno di saluto, scompare; Cust ed Elena restano soli.)
ELENA: Sono sua figlia.
CUST: Lo so.
ELENA (con dolore): Lui non ha altro al mondo. E lo stesso io. Non trovate triste che egli mi sfugga? E ridicolo che io lo insegua?
CUST: Non è facile capire ciò che avviene in noi.
ELENA: Voi siete l’inquisitore?
CUST: Avete qualche cosa da dirgli?
ELENA: Sono venuta apposta.
CUST: Parlate pure. Riguarda l’inchiesta?
ELENA: Sì. E’ importante, segreto.
CUST: Allora presto. Le decisioni sono per questa sera.
ELENA: Signore, ciò che mio padre vi ha detto non è la verità. So che non è stato sincero.
CUST (cauto): Quando è che un uomo lo è veramente? Difficile esserne sicuri.
ELENA: Scusate, signore. Il mio primo ricordo è questo: io sono sulle ginocchia di mio padre, che allora non aveva i capelli bianchi, lui tiene gli occhi chiusi e io, con un dito piccolo così, fingo di disegnargli tutto il viso, gli faccio gli occhi, il naso, la bocca… Questo era uno dei nostri giochi; ma ne avevamo molti. Non vi dico la felicità, il rapimento, di tutti e due! Quando sento parlare di persone che si amano, io so che nessuno potrà essere mai come noi, io e papà. Se qualcuno mi diceva che gli assomigliavo, sentivo le guance scottarmi d’orgoglio. Avrei rifiutato di andare in paradiso, se mio papà non avesse dovuto esservi.
(Tace un momento, poi, senza parole, estrae dalla borsetta una busta, la mostra.)
CUST: Che cosa è?
ELENA: Le sue difese, signore. Il memoriale. Basterà che venga letto e mio padre sarà assolto. (Un silenzio.)
CUST : Ma vostro padre ha detto or ora…
ELENA: Sì. Lui ricusa di presentarlo. L’ho portato io di nascosto.
CUST : Ha addirittura escluso di averlo scritto…
ELENA: Oh, lui ha impiegato qui sopra intiere notti… io l’ho aiutato…
CUST: E perché ora lo rifiuterebbe?
ELENA (con dolore e affanno): Perché è un uomo spaventato e confuso. Qualcuno ha messo dentro di lui non so che dubbi, paure, è stata come una malattia… Come uno che fosse caduto… e non volesse più rialzarsi, ma solo chiudere gli occhi.
CUST: Voi conoscete il contenuto di questi fogli?
ELENA: Certo. Papà si è ricordato di mille particolari… la sua innocenza è evidente. E’ fatta luce su tutto.
CUST: E codesta luce ci permette poi di scorgere d’altro? Dico il vero colpevole.
ELENA: Ma, certo, signore. Di pagina in pagina, a poco a poco, lo si capisce, lo si indovina: il vero colpevole.
CUST: Ne ricordate il nome? Un certo Croz?
ELENA (incerta): Non questo nome. (Porge il memoriale, lo mette nelle mani di Cust.)

Dall’atto terzo

ARCHIVISTA (è entrato in furia, ansando): Conosciamo il nome del colpevole!
BATA: Coraggio, Malgai.
ARCHIVISTA (eccitato, godendo l’indugio): Io immagino il subbuglio che scoppierà!
MAVERI: Su dunque!
PERSIUS: E Croz?
BATA: E’ morto?
ARCHIVISTA: Nessuno ormai udrà più la sua voce diabolica. Nemmeno io saprei dirvi le impertinenze inventate da quel vero demonio, prima di farsi cavare il nome del colpevole! Lui tossiva, lui ammiccava, lui lanciava infernali maledizioni, lui non s’è fatto riguardo di pretendere che il signor Erzi tirasse a indovinare facendo il nome di questo e di quello! E d’un tratto Croz fa: (imitando) “ No. Nessuno di questi. Il colpevole si chiama…”.
ERZI (entrando): Si chiamava… Croz. (Avanzando con un certo distacco:) Sì, signori, il vostro collega Croz ha rivelato in punto di morte che il colpevole della corruzione di questo palazzo era lui e nessun altro che lui; che Vanan è innocente; e che tutti gli altri giudici pure lo sono, soprattutto, lui disse, perché corti di cervello; e che il migliore di tutti, qua dentro, e più meritevole d’essere nominato presidente… eravate voi, Cust. Ha usato per voi parole deferenti… benchè buffonesche e aspre, secondo il suo stile. Vi ha mandato a dire… aspettate… (cerca di ricordarsi) “Che ognuno la propria rogna deve grattarsela da solo ”.

sabato 24 luglio 2010

Venerdì 24 luglio 1970



NAZIONALE

la TV dei ragazzi

18,15 UNO, DUE E... TRE
Programma di films, documentari e cartoni animati
In questo numero:
- La scimmia di Dino
Prod.: Televisione Cecoslovacca
- Il leone e il cavaliere
- Tutù imitatore
Distr.: Europe 1
- Rundrum cerca moglie
Distr. : Televisione Cecoslovacca
GONG (Moka Express Bialetti - Invernizzi Susanna)
18,45 IL PAESE DEL CIRCO
a cura di Rosalba Oletta
Presenta Enzo Guarini
Realizzazione di Rosalba Costantini
I numeri da circo sono tratti da Circus Everywhere
Distr. : United Artists TV
GONG (Effervescente Brioschi - Pronto della Johnson - Olio di semi vari Olita)
19,15 LASSIE
Una gita a Pratonero
Telefilm - Regia di Earl Bellamy
Interpreti: Jon Provost, June Lockhart, Hugh Reylly
Prod. : Jack Wrather

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Dentifricio Mira - Piselli Cirio - Pepsi-Cola - I Dixan - Gruppi Termici Isothermo - Talmone "2 Vecchi")
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
ARCOBALENO 1 (Insetticida Atom - ...ecco - Maionese Liebig)
CHE TEMPO FA
ARCOBALENO 2 (Agip - Caramelle Don Perugina - All - Latte doposole Vanaos)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Willy De Luca
CAROSELLO
(1) Doria S.p.A. - (2) Camay - (3) Euchessina - (4) Bitter San Pellegrino - (5) Pneumatici Cinturato Pirelli
I cortometraggi sono stati realizzati da : 1) Gamma Film - 2) Registi Pubblicitari Associati - 3) Arno Film - 4) Pierluigi De Mas - 5) Gamma Film

21,00 TV 7
Settimanale di attualità
a cura di Emilio Ravel
DOREMI'
22,00 SQUADRA SPECIALE
Pesca a Miller Spring
Telefilm - Regia di Gene Nelson
Int. : Michael Cole, Clarence Williams III, Tige Andrews, Huggy Lipton
BREAK (Amaro 18 Isolabella - Tonno Simmenthal)
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
CHE TEMPO FA - SPORT

SECONDO

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 ERFINDUNGEN
Rasierapparat
Geschichte von und mit Bart
Regie: Gottfried Hensel
19,40 GROSSER MANN, WAS NUN ?
Das neue Haus
Familienserie mit Gustav Knuth
Regie: Eugen York
Verleih: Studio Hamburg
20,40 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Brandy Stock - Orologi Timex - Dinamo - Formaggi naturali Kraft - Chevron Oil Italiana S.p.A. - Salvelox)
21,15 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
La ARD, la BBC, la BRT - RTB, la NCRV, la ORTF, la SRG - TSI - SSR e la RAI
presentano da
AVIGNONE (Francia)
GIOCHI SENZA FRONTIERE 1970
Torneo televisivo di giochi tra Belgio, Francia, Germania Federale, Gran Bretagna, Olanda, Svizzera e Italia
Quarto incontro
Partecipano le città di
- Ath (Belgio)
- Avignone (Francia)
- Radevormwacd (Germania Federale)
- Carnaruon (Gran Bretagna)
- Bolsward (Olanda)
- Savognin (Svizzera)
- Barletta (Italia)
Commentatori per l'Italia: Renata Mauro e Giulio Marchetti
Regia di Pierre Badel e Jean Cohen
DOREMI'
22,30 BOOMERANG
Ricerca in due sere
a cura di Luigi Pedrazzi
con la collaborazione di Nicola Caracciolo e Gaetano Nanetti

TSI - SVIZZERA

19,40 MINIMONDO MUSICALE
Trattenimento per i piccoli a cura di Claudio Cavadini
Presenta Rita Giambonini
20,15 TELEGIORNALE - 1a edizione
20,20 IL MAGNIFICO KING
Telefilm
La punizione di Velvet
20,45 TV - SPOT
20,50 IL PROFESSOR LORIOT
Documentario
21,15 TV - SPOT
21,20 TELEGIORNALE - Edizione principale
21,40 IL REGIONALE
Rassegna di avvenimenti della Svizzera italiana
22,00 LARAMIE
Telefilm
Gli ultimi Arapaho
22,50 LUGANO: 5° FESTIVAL DELLA CANZONE CITTA' DI LUGANO
Spettacolo musicale con la partecipazione di Maurizio, Tony Astarita, Little Tony, Wilma De Angelis, Niki.
23,30 TELEGIORNALE - 3a edizione
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Quest'oggi il nostro Focolare serve da pretesto per colmare una lacuna che noi appassionati della vecchia TV riteniamo insopportabile. Ormai anche gli anniversari costituiscono una sorta di business e, quando il soggetto passato a miglior vita da più o meno tempo rende economicamente zero, il ricordo si disperde tra le memorie del pubblico, senza che vi sia qualcuno in grado di darne un'eco ufficiale tramite i mass - media, impegnati come sono a indagare sui rischi della calura estiva e sulle ultime fesserie di qualche compiacente escort (e dintorni: e qui ci fermiamo).
Ci sembra che nessuno, in questi giorni, abbia commemorato la figura di Sandro Paternostro nel decennale della scomparsa, caduto ieri, e che si sia così ripetuto quell'immeritato silenzio che, nel luglio del 2007, caratterizzò il centenario della nascita di Ruggero Orlando. Paternostro e Orlando: sono stati loro, a detta di tutti, i più famosi e grandi giornalisti radiotelevisivi che hanno condotto per mano i fruitori lungo le vicende piccole e grandi vissute nei paesi esteri dai quali essi stessi trasmettevano le loro corrispondenze (prima la Gran Bretagna, poi gli Stati Uniti per Orlando; la Germania al'epoca della costruzione del Muro, poi Hong Kong, quindi - e soprattutto - la Gran Bretagna per Paternostro).
Siciliano purosangue, nipote di un illustre giurista nel ramo internazionale (quell'Alessandro Paternostro che diede un efficace contributo alla redazione della Costituzione imperiale giapponese: a lui è oggi intitolata una strada a Palermo), Sandro Paternostro jr. si formò anch'egli nel campo della Giurisprudenza, conseguendo a pieni voti la laurea presso l'ateneo palermitano. Tuttavia prevalse in lui la passione per il giornalismo, dando inizio a una carriera che lo vide ben presto ritagliarsi un posto tra gli emergenti esperti di politica estera. Fortunatamente la RAI volle puntare tutto sull'elegante e ironico Sandro, affidandogli subito l'ufficio di corrispondenza del TG e del GR in una Berlino divisa in due, presto anche materialmente. Paternostro andò via dalla Germania nel 1966 per inaugurare la sede RAI di Hong Kong, ma il grande successo gli arrivò nel 1970, allorchè il direttore del TG, Willy De Luca, gli affidò i servizi da Londra al posto di Sergio Telmon, richiamato in Italia per condurre, alternandosi con Vittorio Citterich, la sezione di politica estera della principale edizione del notiziario, quella delle 20,30, trasformatasi in un meraviglioso rito corale oggi rimpianto da molti. La capacità di adeguarsi, nei servizi di colore, al proverbiale humour anglosassone e la scelta di indossare vestiti di foggia inequivocabilmente british fecero ben presto di Sandro Paternostro il beniamino dei telespettatori, anche quando egli doveva riferire di cose molto delicate, come l'annosa questione irlandese (e, purtroppo, relativi attentati), o alquanto noiose, come le scelte politiche seguite dagli inquilini del numero 10 di Downing Street (da Heath a Wilson; da Callaghan a - naturalmente - Margaret Thatcher). Fioccarono anche le parodie: Alighiero Noschese si produsse in un paio di imitazioni, mentre una volta Beppe Grillo ironizzò (con tanto di fuori onda mostrato a doppia velocità, a mo' di comica di Ridolini) sull'imbarazzo che a volte il giornalista palermitano mostrava quando si trattava di scegliere l'abito giusto per andare in onda, cambiando in continuazione la giacca o la cravatta.
Nel 1987, all'ora della pensione, Paternostro si trasformò in conduttore ironico e pungente. Se, nell'estate 1985, un Mercante in fiera da lui animato naufragò subito per l'inesperienza nel tenere i tempi da presentatore, le cose migliorarono su RAITRE, dapprima con la partecipazione a Prove tecniche di trasmissione (1989 - '90), a fianco di Piero Chiambretti, Nanni Loy, Helenio Herrera e Gianluigi Marianini, e più avanti con Diritto di replica, accanto a Fabio Fazio e Stefano Magagnoli. In quegli anni Sandro Paternostro non mancò di collaborare con la carta stampata, tenendo una rubrica dall'inevitabile british humour per il settimanale satirico Comix (un po' la risposta moderata a Cuore), girò due o tre spot pubblicitari (sostituì Ernesto Calindri per propagandare l'aperitivo a base di carciofo e poi si tramutò in un nobile che garantiva l'autenticità di una specifica gamma di prosciutto crudo) e soprattutto si innamorò di una formosa e sensuale ragazza di nome Carmen Di Pietro, più giovane di lui di qualcosa come 45 anni, che gli regalò le ultime gioie prima di andarsene.
Sandro Paternostro sapeva dosare bene i modi per rendersi simpatico e brillante. Per esempio, ai lettori di Comix diceva: Non chiamatemi Dottore, altrimenti mi costringete a visitarvi !. E una volta che (era il 1991), durante una collaborazione con un programma di RAIUNO del sabato mattina sulle tradizioni regionali italiane, fu inviato nella sua Sicilia, a Siracusa, per intervistare l'illustre pasticciere Cavalier Marciante, dopo aver con lui disquisito di frutta martorana (al marzapane), paste di mandorla e, ovviamente, cannoli, volle chiosare il tutto ripescando il coinvolgente detto di un anonimo siciliano (riportato dallo studioso Giuseppe Pitrè): Lu cannolu è la virga di Mosè: Cui nun ni mangia si fazza ammazzari, Cu li disprezza è un gran curnutu affè!

E con questo vi salutiamo e vi informiamo che, da qui a Ferragosto, gli interventi del Focolare saranno un po' meno frequenti (max un paio o tre a settimana): ci sembra giusto godere appieno del mare della Versilia, meta delle nostre vacanze 2010.

Buon bagno a tutti ! ! !
CBNeas

martedì 20 luglio 2010

Martedì 20 luglio 1954



TELEVISIONE

17,30 PROGRAMMA PER I RAGAZZI
LE AVVENTURE DI GENE AUTRY
Telefilm
Cavallo campione
Regia di Wallace Fox
Produzione C.B.S.
Interpreti: Gene Autry, Pat Buttram, Alan Hale, Gail Davis
18,00 VASCELLO STREGATO
Regia di Charles Rogers
Produzione Hal Roach
Interpreti: Stan Laurel, Oliver Hardy

20,45 TELEGIORNALE
21,00 LA CORONA DI FERRO
Film - Regia di Alessandro Blasetti
Produzione Lux - Enic
Interpreti: Elisa Cegani, Gino Cervi, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Massimo Girotti
22,30 REPLICA TELEGIORNALE
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Come preannunciato ieri, stasera si continua a parlare di cinema in TV con il nostro recensore per eccellenza, Orlando, che ci presenta un classico nostrano risalente agli ultimi anni del Fascismo, La corona di ferro
di Alessandro Blasetti, trasmesso dall'ancora unico canale della RAI la sera del 20 luglio 1954:

In piena seconda guerra mondiale, l'edizione 1941 della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica si svolse in edizione ridotta in un paio di sale di Venezia, lontano dagli sfarzi del Lido e con la partecipazione di Italia, Germania e di altri pochi Stati non coinvolti nel conflitto (Svizzera, Svezia, Argentina). Tra i film proiettati, al cospetto di gerarchi fascisti e nazisti in divisa, Ore nove: lezione di chimica di Mario Mattoli, La nave bianca del giovane Roberto Rossellini, e La corona di ferro diretto da Alessandro Blasetti, regista "gradito al regime" dopo la realizzazione di pellicole come Sole, girato nelle paludi Pontine, Vecchia guardia, apologia di un ordine sociale che subentrava al disordine dei tumulti popolari, e Aldebaran esaltazione della nostra Marina Militare.

Per chiarire la sua posizione onesta e la sua completa buona fede nei confronti del regime, alcuni anni dopo Blasetti ricordò che le sue opere non nascevano su commissione, ma da una sua intima convinzione che il fascismo potesse migliorare le condizioni sociali della massa, riportare legalità e sconfiggere il disordine. Come molti altri italiani, Blasetti dichiarò che non poteva prevedere che, per veder sorgere interi quartieri di case nuove e pulite, si sarebbe dovuto attendere la pressoché totale distruzione del Paese con la guerra.
Con la stessa sincerità con cui aveva girato Vecchia guardia, sei anni dopo rifiutò di girare I quattro di Bir El Gobi perché era una chiara apologia della guerra, ripiegando piuttosto su film disimpegnati come Retroscena o La Contessa di Parma o su film in costume come Ettore Fieramosca, Un'avventura di Salvator Rosa o questo La corona di ferro, in cui attraverso il racconto di fantasia si condannava esplicitamente la violenza e la guerra.

Alla presentazione del film a Venezia Blasetti dovette addirittura incassare il rimprovero dello stesso Goebbels, che ebbe a dire: «Se un regista tedesco realizzasse questo film in Germania oggi, non esiteremmo a metterlo al muro». Ma, nonostante questa solenne bocciatura, il film ottenne il premio come miglior film italiano in concorso, la cosiddetta "Coppa Mussolini".

La trama del film è, in breve, questa: Re Sedemondo regna a Kindaor dopo aver spodestato e ucciso suo fratello Licinio. Arminio, figlio del sovrano spodestato, era stato disperso nella foresta ma, crescendo, partecipa a un torneo per chiedere in sposa Elsa, figlia del re, e vince sconfiggendo i migliori cavalieri del regno. Elsa muore e Arminio prende come moglie Tundra, figlia del monarca nemico di Sedemondo, portando la pace fra due popoli in conflitto.

La realizzazione di un kolossal che oggi classificheremmo sotto il genere fantasy era allora un'impresa quasi impossibile in Italia. Eppure Blasetti, partendo da un cimelio storico realmente esistente (la Corona Ferrea custodita nel duomo di Monza), vi costruisce sopra un intreccio completamente inventato. Il risultato è di un eclettismo visionario, in cui i vari elementi (dall'ariostesco alla favola gotica, dai Nibelunghi ai fratelli Grimm) si fondono con in maniera originale, veicolando un messaggio di fratellanza e di pacifismo, in aperta contraddizione con il clima del momento.

Grazie a tutti e arrivederci al prossimo intervento.

Orlando

Per finire, ci inseriamo di nuovo noi per presentarvi gli unici brandelli di questo lungometraggio attualmente presenti in rete: essi vedono in scena un grande campione della boxe, prestato per l'occasione al cinema in veste di maestro d'armi o poco più: Primo Carnera, il "gigante buono" di Sequals.
Ci ritroveremo presto con un nuovo post. Buona notte a tutti e buona visione ! ! !
CBNeas



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lunedì 19 luglio 2010

Giovedì 19 luglio 1956



TELEVISIONE

18,00 DOPO WATERLOO
Film - Regia di George Waggner
Produzione: Republic Pictures
Interpreti: John Wayne, Vera Ralston, Oliver Hardy

21,00 TELEGIORNALE
21,15 LASCIA O RADDOPPIA ?
Programma di quiz presentato da Mike Bongiorno
Realizzazione di Eros Macchi
22,05 PROGRAMMA MUSICALE
22,40 LE NOSTRE VACANZE
Rubrica di varia attualità
23,10 REPLICA TELEGIORNALE
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In un palinsesto TV estivo dei primi anni, ridotto praticamente all'essenziale, spicca la trasmissione di un film più o meno interessante, strategicamente collocato in orari altrimenti tabù per la stagione. E' il caso di questa pellicola del 1949, Dopo Waterloo (in inglese The fighting kentuckian), classica produzione per famiglie che fonde sapientemente il genere avventuroso con quello sentimentale e con un pizzico di sana comicità che serve più che altro ad alleggerire la tensione altrimenti creata dall'intreccio.
Non è certo un film notissimo, ma esso riserva agli spettatori una curiosità non da poco: accanto a John Wayne, sempre nei panni del prode protagonista, figura nientemeno che Oliver Hardy, per una volta senza il fido Stan Laurel e soprattutto in un ruolo meno comico del consueto, per il quale si spoglia dei panni di Ollio per indossare quelli di Willie, amico fedele e istintivo di John.
La storia è ambientata dopo la caduta di Napoleone Bonaparte a Waterloo: alcuni luogotenenti del condottiero di Ajaccio, esuli dalla Francia, vengono chiamati a popolare alcune aree dell'ancor giovane Confederazione Americana del Nord, tra l'Alabama ed il Kentucky. E' in questo àmbito che nasce la storia d'amore tra la figlia di un alto ufficiale francese e un giovane soldato del Kentucky, quest'ultimo affiancato da un tipo bonario, un po' buffo, ma pronto a dare il meglio di sè nei momenti di difficoltà.
Se da un lato John Wayne dà vita a una delle sue abituali interpretazioni, dall'altro c'è da sottolineare la presenza di un Oliver Hardy misurato, serio, pur se non manca di dare spazio a brevi lazzi che comunque vengono ritagliati in appositi momenti. Purtroppo la versione italiana presenta il personaggio con il nick di sempre, Ollio (e con la voce di Alberto Sordi che spesso duetta con quella di Emilio Cigoli, doppiatore storico di John Wayne): una mossa che servirebbe ad attirare più persone, ma che a sessant'anni di distanza risulta banalmente commerciale e - quel che è peggio - provinciale. Di gran lunga meglio l'edizione originale, dalla quale traiamo tutti i momenti che vedono in scena proprio Oliver Hardy, forse nel ruolo di maggior impegno da lui affrontato in tanti anni di onorata carriera.
Nel lasciarvi quindi agli highlights tratti da Dopo Waterloo vi rimandiamo a domani, con un altro palinsesto estivo anni '50 coronato (è proprio il caso di dirlo: scoprirete il perchè proprio domani sera) da un altro lungometraggio, di gran lunga più noto, che vi verrà illustrato dal nostro super - esperto Orlando.
Buona visione e buona notte a tutti ! ! !
CBNeas

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domenica 18 luglio 2010

Domenica 18 luglio 1965





NAZIONALE

10,15 LA TV DEGLI AGRICOLTORI
Rubrica dedicata ai problemi dell'agricoltura a cura di Renato Vertunni
11,00 - 11,45 Dalla Chiesa Parrocchiale di S. Pantaleone in Courmayeur (Aosta)
SANTA MESSA

pomeriggio sportivo

17,00 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
ITALIA: Sanremo
Incontro di nuoto FRANCIA - ITALIA - SVEZIA
Seconda giornata
Telecronista Nico Sapio

la TV dei ragazzi

18,30 IL CARISSIMO BILLY
La società segreta
Telefilm - Regia di Norman Tokar
Distr. : M.C.A. - TV
Int. : Barbara Billingsley, Hugh Beaumont, Tony Dow e Jerry Mathers nella parte di Billy

pomeriggio alla TV

19,00 BIBLIOTECA DI STUDIO UNO
Spettacolo musicale realizzato da Antonello Falqui e Guido Sacerdote
La storia di Rossella O' Hara
con
il Quartetto Cetra, Marina Bonfigli, Anna Campori, Wilma De Angelis, Mino Doro, Valeria Fabrizi, Enzo Garinei, Bruna Lelli, Enrico Luzi, John Kitzmiller, Bruno Martino, le Peters Sisters, Corrado Pani, Umberto Orsini, Elena Sedlak, Gisella Sofio, Grazia Maria Spina
Collaborazione ai testi di Dino Verde
Orchestra diretta da Bruno Canfora, con i 4 + 4 di Nora Orlandi
Coreografie di Gino Landi
Scene di Cesarini da Senigallia
Costumi di Folco
Regia di Antonello Falqui
(Replica)

ribalta accesa

20,10 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Zoppas - Sciroppi Fabbri - Dentifricio Squibb - Superinsetticida Grey - Aspro - Ace)
SEGNALE ORARIO
ARCOBALENO (Società del Plasmon - Olio Dante - Vidal Profumi - Pepsi Cola - Locatelli - Omo)
PREVISIONI DEL TEMPO
20,30 TELEGIORNALE
della sera
CAROSELLO
(1) L'Oreal Paris - (2) Yoga Massalombarda - (3) Shell Italiana - (4) Ramazzotti - (5) Maggiora Biscotti
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Studio K - 2) Brunetto del Vita - 3) Ultravision Cinematografica - 4) Ondatelerama - 5) Studio K

21,00 Dal Teatro Greco di Taormina e dall'Anfiteatro Romano di Cagliari
Silvana Pampanini e Aroldo Tieri presentano:
MARE CONTRO MARE
Giochi d'estate da costa a costa guidati da Renato Turi
Testi di Antonio Amurri e Lianella Carel
Consulenza ai giochi di Giuseppe Aldo Rossi
Terza serata
TAORMINA - CAGLIARI
Coreografie di Elena Sedlak e Paolo Gozlino
Orchestra diretta da Marcello De Martino
Regia di Marcella Curti Gialdino, Lino Procacci e Romolo Siena
22,30 LA DOMENICA SPORTIVA
Risultati, cronache filmate e commenti sui principali avvenimenti della giornata
e
TELEGIORNALE
della notte

SECONDO

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
21,10 INTERMEZZO (Confezioni san Remo - Rheem Safim - Bravo - Frizzina)
21,15 INCONTRI
Josuè de Castro: il dramma della fame
a cura di Pio De Berti Gambini
Servizio di Vittorio Di Giacomo e Alfredo Di Laura
22,15 CHITARRA AMORE MIO
con Franco Cerri e Mario Gangi
Testi di Leone Mancini
Presenta Arnoldo Foà
Orchestra diretta da Enrico Simonetti
Scene di Giuliano Tullio
Regia di Raffaele Meloni

TSI - SVIZZERA

17,30 IL WEEK - END DI PAPERINO
Disegni animati di Walt Disney
18,15 LE AVVENTURE DI CHEYENNE BILL
Il sicario
Telefilm in versione italiana con Clint Walker

20,00 TELEGIORNALE
20,15 FERDINANDO I, RE DI NAPOLI
Lungometraggio in versione italiana interpretato da Titina, Eduardo, Peppino De Filippo, Jacqueline Sassard, Rosanna Schiaffino, Nino Taranto, Aldo Fabrizi, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Renato Rascel. Regia di Gianni Franciolini
21,55 ARIA DEL XX SECOLO
Rudolph Hess
Distr. : C.B.S. - TV
22,20 LA PAROLA DEL SIGNORE
Conversazione religiosa del Pastore Guido Rivoir
22,30 INFORMAZIONE NOTTE
Ultime notizie e replica del Telegiornale
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Le produzioni estive della RAI - TV, almeno negli anni d'oro, non erano solo caratterizzate da spettacoli brillanti, vivaci, spesso anche originali, ma pure da produzioni sulla carta più da camera, con un impianto semplice e modesto, che però venivano rese più nobili da un indovinato cast di animatori. Bastava prendere un'efficace idea basilare da sviluppare concretamente nell'arco di sette - otto puntate, scritturare artisti in grado di prestarsi sapientemente al gioco, o comunque pertinenti al tema prescelto per lo sviluppo del ciclo, e i risultati finali erano anche piacevolmente interessanti.
Questo era pure il caso di Chitarra, amore mio !, appuntamento di fine domenica dell'estate 1965. L'idea era quella di dedicare un intero ciclo di trasmissioni allo strumento musicale che, con il diffondersi della nuova musica leggera e soprattutto (proprio in quei mesi) del beat, era diventato un insostituibile simbolo della gioventù. Chitarra come arma per esprimere in musica desideri e inquietudini dei ragazzi, senza discriminazione alcuna: proteste, speranze, emozioni e naturalmente le insostituibili serenate, seppur adeguate ai tempi. Chitarra che viene sempre accarezzata come una delicata fanciulla da chi se ne serve, indipendentemente dalla qualità della propria tecnica (che si esegua il Capricho Arabo di Francisco Tàrrega oppure i soliti accordi da barbiere). Chitarra che proprio negli anni '60 comincia a conquistare pure il pubblico femminile (anche se il boom delle sei corde tra le ragazze sarà una realtà solo una decina d'anni dopo, tra oratorii e circoli): in braccio ad una donna sembra diventare un' ulteriore arma di seduzione.
Tuttavia la chitarra, strumento povero e popolare, ha comunque una sua letteratura molto nobile, soprattutto in ambito jazz e classico. Non è quindi un caso che i protagonisti di questo spettacolino estivo realizzato negli studi RAI di Napoli siano Franco Cerri, jazzista milanese che da qualche anno ha sposato definitivamente la causa dello strumento elettrico (e che ancor oggi, arzillo com'è, tiene applaudite esibizioni in giro per l'Italia), e Mario Gangi, romano (purtroppo scomparso nel 2009), forse il maggior divulgatore della sei corde in ambito classico, oltre ad essere un pugnace sostenitore, negli anni '60 - '70, dell'introduzione di apposite classi di chitarra nei vari Conservatori d'Italia. Rivediamoli (e riascoltiamoli) ancora !
Cominciamo con Franco Cerri, il quale esegue Bluesette, standard del chitarrista, armonicista e fischio belga Toots Thielemans (che fu ospite di una puntata di Chitarra, amore mio !). Non abbiamo purtroppo trovato un filmato d'epoca, bensì una ripresa molto più recente, atta comunque a dimostrare l'inossidabilità del grande strumentista lombardo, al di là di certe esperienze pubblicitarie che ancor oggi gli pesano:

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Quanto a Mario Gangi, eccovi la sua esecuzione di Stradivarius di Armando Trovajoli, che fa da sottofondo a un montaggio di fotografie che riassumono la lunga e fortunata carriera del musicista capitolino (ci sono pure un paio di scatti che lo vedono proprio con Franco Cerri, ai tempi della registrazione del programma TV oggetto del nostro post odierno):

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La formula del programma era molto semplice: naturalmente partecipavano personaggi del mondo chitarristico internazionale (per esempio, proprio quel 18 luglio intervenne Carlos Montoya, il celebre solista di musica flamenca, reduce da un soggiorno negli States per l'incisione di un LP allora pubblicato anche da noi dalla RCA); c'era l'angolino della finta chitarra, riservato ad attori che in certi spettacoli teatrali dovevano suonare in scena (ovviamente doppiati da professionisti) per esigenze di copione. Era altrettanto naturale la partecipazione di cantautori folk e leggeri, non solo italiani, e ovviamente pure chitarristi. Quella sera fu ospite della puntata Juca Chavez, artista brasiliano che, complici le traduzioni del grande Giorgio Calabrese, aveva pubblicato un intero LP in italiano, i cui brani di spicco erano l'ironica O naso mio e la delicatissima Per chi sogna Annamaria, che vi facciamo subito ascoltare.

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Maestro di cerimonie era Arnoldo Foà, forse la voce più bella dello spettacolo italiano. L'attore ebreo - tosco - emiliano sapeva realmente suonare la chitarra (era un hobby che amava coltivare assieme alla moglie di allora, Ludovica Volpe), ma qui, oltre a conversare amabilmente con gli ospiti, si prestava a vestire i panni di un imbranato allievo di improbabili lezioni di musica a lui impartite da Enrico Simonetti (che in realtà non era chitarrista, ma pianista). Eccovi due di questi divertenti momenti pseudo - didattici, rievocati dagli stessi Foà e Simonetti in una puntata di Ieri e oggi del 1972:

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Si conclude qui il nostro spazio odierno. Ci ritroveremo appena possibile, con altri palinsesti (e relativi cimeli) della radiotelevisione del bel tempo che fu.
A presto e... buona serata a tutti ! ! !
CBNeas

giovedì 15 luglio 2010

Sabato 15 luglio 1961



TELEVISIONE

15,30 Venezia - FINALE DELLE 17e TARGHE VOLPI DI TENNIS
Telecronista: Giorgio Bellani

la TV dei ragazzi

17,30 IL PICCOLO LORD
di Frances H. Burnett
Traduzione e sceneggiatura televisiva in cinque puntate di Claudia Casassa
Con Sandro Pistolini, Andreina Paul, Vittoria Di Silverio, Michele Malaspina, Ugo Bologna, Attilio Ortolani
Scene di Ezio Vincenti
Regia di Vittorio Brìgnole
(Registrazione)

ritorno a casa

18,05 ENIGMI E TRAGEDIE DELLA STORIA
L'enigma del Delfino: Luigi XVII
a cura di Elio Nicolardi
Regia di Gianfranco Bettetini
18,30 TELEGIORNALE
Edizione del pomeriggio
ed
ESTRAZIONI DEL LOTTO
18,50 UOMINI E LIBRI
a cura di Luigi Silori
19,20 Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI - Radiotelevisione Italiana
presentano
NON E' MAI TROPPO TARDI
Corso di istruzione popolare per adulti analfabeti
Insegnante Alberto Manzi
(Replica registrata della 41a lezione)
19,50 LA SETTIMANA NEL MONDO
Rassegna degli avvenimenti di politica estera a cura di Piergiorgio Branzi e Antonio Natoli
20,08 SETTE GIORNI AL PARLAMENTO
a cura di Jader Jacobelli
Realizzazione di Sergio Giordani

ribalta accesa

20,30 TIC - TAC (L'Oreal - Mozzarella S. Lucia)
SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione della sera
ARCOBALENO (Neocid - Rilux - Lesso Galbani - Idrolitina)
PREVISIONI DEL TEMPO - SPORT
21,00 CAROSELLO
(1) Gillette - (2) Stock - (3) Buitoni - (4) Dentifricio Colgate - (5) Nescafè
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Derby Film - 2) Cinetelevisione - 3) Organizzazione Pagot - 4) Tivucine Film - 5) Orion Film

21,15 L'AMICO DEL GIAGUARO
Spettacolo musicale a premi di Terzoli e Zapponi
presentato da Corrado
con Gino Bramieri, Marisa Del Frate e Raffaele Pisu
Balletto di Gisa Geert
Orchestra diretta da Mario Consiglio
Scene di Gianni Villa
Costumi di Folco
Regia di Vito Molinari
22,30 INCONTRI
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
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Come già preannunciato la notte scorsa, anche il post di oggi si avvale di una delle prestigiose firme che hanno l'onore di nobilitare il nostro
Focolare con interventi pertinenti quanto interessanti. Altresì, questa sera registriamo, dopo qualche mese di silenzio, un grande ritorno: quello di Paolo Starvaggi, uomo di spettacolo che non solo si cimenta con applauditissime commedie scritte di suo pugno (recentissimo è il trionfo napoletano di una sua piéce), ma che pure è un attento storico del teatro e della comicità italiana del secolo scorso, senza contare i molteplici esempi radiotelevisivi espressi da questo genere tra il 1953 ed il 1983 (che poi è il trentennale di cui si "nutre" il nostro blog).
Stavolta la scelta di Paolo è caduta su un simpatico e divertente gioco - spettacolo che siglò i sabati sera TV estivi nel 1961, nel '62 e nel '64:
L'amico del giaguaro ,una trasmissione che consacrò definitivamente al pubblico personaggi come Corrado Mantoni, ormai libero professionista e non più dipendente RAI, Marisa Del Frate, non più cantante melodica ma soubrette ad alto livello, Raffaele Pisu e Gino Bramieri, che aspettavano la grande occasione per sfondare, e rilanciò Roberto Villa, attore cinematografico in voga vent'anni prima. Volevamo corredare questo post con fotografie e dichiarazioni d'epoca, tratte da una pubblicazione curata dall'Editoriale Campi e dedicata proprio ai protagonisti del celebre programma, ma la valigia per il mare preparata in fretta e furia ci ha fatto dimenticare a casa questo interessantissimo reperto. Ad ogni modo, del Giaguaro riparleremo senz'altro in futuro.
Entriamo comunque nel clima di quei tempi, affidandoci alle esaurienti note illustrative del nostro "Starva". Noi ci ritroveremo puntuali con il prossimo intervento, che sarà direttamente farina del nostro sacco.
Buona serata e buona lettura a tutti ! ! !
CBNeas


C'è ancora un unico canale televisivo in Italia nell'estate 1961. E il grande successo catodico di quell'estate si chiama L'amico del giaguaro. Iniziato il 20 maggio, lo spettacolo a premi scritto da Italo Terzoli e Bernardino Zapponi si basa su un gioco semplicissimo e conosciuto da tutti: la tombola. Un tombolone televisivo a quiz, naturalmente, con tanto di fagioli d'oro messi in palio per i concorrenti in studio e per il pubblico a casa.
Per condurre un gioco così semplice, ci voleva un personaggio bonario. E chi meglio di Corrado Mantoni poteva ricoprire il ruolo? Detto, fatto: L'amico del giaguaro si rivela il primo vero successo personale per il presentatore romano, attivissimo in radio ma fino a quel momento poco utilizzato dalla TV. Qui Corrado ha, forse realmente per la prima volta, l'opportunità di dare fondo alla sua innata ironia, favorito dal clima spensierato e quasi goliardico della trasmissione.
Già, perché la tombola non è che il pretesto per incastrare sketch, balletti e parodie. Titolari della parte “spettacolare” sono tre giovani attori fantasisti provenienti dal teatro di rivista: Raffaele Pisu, Gino Bramieri e Marisa Del Frate.
Il bolognese Pisu è un volto già noto ai telespettatori: ha già partecipato a parecchi varietà sin dal '54 e preso parte a Valentina, il curioso tentativo di teleromanzo musicale di Metz e Marchesi. Anche la sua voce è nota: è lui infatti che doppia l'Omino coi Baffi del Carosello Bialetti.
Il milanesone Gino Bramieri ha un fisico straripante, che contribuisce a specializzarlo, in cinema e in rivista, nelle parti da cumenda. Si è fatto conoscere dal grande pubblico televisivo nell'estate del '60, con Tintarella.
La Del Frate, romana, è quasi una neofita del mezzo televisivo, anche se ha già vinto un Festival di Napoli, affiancato Macario in rivista e partecipato a parecchi film. Bella, moderna, spiritosa, spigliata e vocalmente dotata, è forse lei la più grande rivelazione del Giaguaro.
Introdotto dalla sua personalissima e orecchiabilissima intersigla, che i telespettatori dell'epoca canticchiano ancora nel 2010 (Laaa... la la la laaa... la la la laaa...), il trio comincia a punzecchiare e satireggiare tutti. O meglio, tutti quelli che la Direzione Generale della Televisione permette di prendere in giro: attori, presentatori, cantanti, sportivi... Immancabilmente Achille Campanile, dalle colonne dell'Europeo, tuona: perché lasciano stare i pezzi grossi e se la prendono con dei moscerini? E suggerisce ironicamente ai suoi lettori: se avete moscerini in casa, accendete la tv!

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Regista del Giaguaro è il ligure Vito Molinari. Ha solo 32 anni, ma già all'attivo molti spettacoli per la TV (su tutti La via del successo e parecchie puntate di Un due tre). Grande appassionato di teatro, ambito dov'è attivo tutt'oggi, è considerato uno dei padri del varietà televisivo, al pari di Falqui, Siena e Trapani.
La puntata del 15 luglio 1961 si apre come sempre con una pre-sigla a cartoni animati che si rifà alla celeberrima barzelletta dell'esploratore che ha a sua volta ispirato il titolo della trasmissione.

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I titoli di testa scorrono invece sui movimenti sensuali ma raffinatissimi (tipici di Gisa Geert, che firma le coreografie) di due ballerini in abiti “giaguarati”, ideati da Folco.
Corrado introduce poi i suoi collaboratori: la valletta Evi Rigano e l'aspirante notaio Roberto Villa. Popolarissimo attore cinematografico negli anni '40, specializzato nelle parti del “bello” (tra i suoi film di maggiore successo, Maddalena zero in condotta e Il fornaretto di Venezia), Villa naturalmente diventa la principale vittima della pungente ironia del conduttore.
C'è poi May Lang Chiang, che dalla settimana precedente sostituisce la deliziosa francesina Jacqueline Perrier nel gioco del fagiolone nascosto, concorso che permette ai telespettatori da casa di vincere ricchi premi in oro.
Si comincia a giocare. I due sfidanti cercano di togliere lo scettro di campione a Luciano Goretti, un bonario pittore torinese che nelle precedenti puntate ha già realizzato due tombole e un terno. Come tutti i campioni di telequiz dell'epoca, Goretti è divenuto un personaggio ed è dai redattori dei rotocalchi che chiedono di poterlo intervistare.
Il compito di tenere aggiornata la cartella della tombola per i telespettatori a casa è affidato ad una bella attrice nota al grande pubblico. In precedenza c'erano state Giorgia Moll, Liana Orfei, Cristina Gajoni, Sandra Mondaini, Leonora Ruffo, Franca Bettoja, Valeria Fabrizi. Stavolta è il turno di Daniela Rocca, fresca di successo cinematografico come moglie di Marcello Mastroianni in Divorzio all'italiana di Germi.
I quiz si alternano con gli sketch di Bramieri-Pisu-Del Frate, i balletti e l'ospite musicale della serata. Si tratta di Gino Corcelli, un nome oggi poco ricordato. Il crooner pesarese, che per l'occasione canta un brano dal titolo È la mia notte, avrà infatti una carriera meno fortunata rispetto agli altri cantanti finora comparsi nel Giaguaro (Fidenco, Donaggio, Dallara, Arigliano, Bindi, Joe Sentieri).
Altro ospite della puntata è nientemeno che Mike Bongiorno, il quale ovviamente inscena con Bramieri e Pisu una parodia di Campanile sera, l'altro grande appuntamento fisso settimanale per l'italico popolo televisivo.
C'è poi l'inchiesta di Raffele Pisu, che tocca di volta in volta un diverso argomento, dai giornali al teatro lirico, la calcio al boom del camping. Stavolta si parla del gran caldo che, nel 1961 come nel 2010, colpisce il nostro Paese. Ovvio che queste “inchieste” non siano altro che un collage di gag surreali, molto simili a quelle proposte un paio d'anni prima dallo stesso Pisu nei caroselli per il dentifricio Binaca.
A proposito: non è vero, come spesso si afferma, che L'amico del giaguaro è la prima trasmissione ad utilizzare sketch filmati in precedenza. L'espediente era già stato adottato qualche mese prima in Controcanale, altro gioco firmato Terzoli-Zapponi (e Zucconi), condotto da Corrado e diretto da Molinari.
Il colpo di scena della puntata è rappresentato da un errore del campione Goretti, che non riconosce la foto del buco di un tarlo su una tavola di legno e perde il titolo.
La passerella conclusiva, sulle note di Trente, quarante, roulette, baccarat consente a tutti i protagonisti (presentatore, collaboratori, attori e concorrenti) di guadagnare gli applausi del divertito pubblico in studio.
Sospinto da un clamoroso successo di pubblico, L'amico del giaguaro, iniziato in primavera, supererà brillantemente il traguardo dell'autunno e il 30 settembre 1961 prenderà congedo dopo 19 puntate quasi consecutive (quella del 1° luglio era saltata per uno sciopero dei tecnici).

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Una considerazione finale, se permettete: in tempi in cui la tv e i suoi nomi di spicco vanno in ferie a fine maggio per poi riapparire nel piccolo schermo a inizio ottobre, è sempre piacevole e istruttivo ricordare come alcuni dei maggiori successi dei primordi della Rai-TV (citiamo Buone vacanze, Un due tre, e appunto L'amico del giaguaro) andassero in onda proprio d'estate. E parliamo di spettacoli che necessariamente dovevano andare in diretta: pensate, grandi artisti e fior di professionisti dell'intrattenimento che, anziché spassarsela in isole esotiche à la page, lavoravano in luglio e agosto per la Televisione, regalando perle ancor oggi ricordate. Questo si chiama rispetto verso il telespettatore: ecco cosa differenziava la Televisione di allora dalla televisione del 2010.
E con questo vi saluto, cari amici del Focolare. Alla prossima!

Paolo Starvaggi