domenica 28 agosto 2011

Venerdì 28 agosto 1964



NAZIONALE

la TV dei ragazzi

18,00 GIRAMONDO
Cinegiornale dei ragazzi
con il cartone animato
Domatore per forza
della serie
I DUE MASNADIERI
18,30 IL TESORO DELLE 13 CASE
Battuta di caccia
Telefilm - Regia di Jean Bacque
Distr. : Pathè Cinema
Int.: Achille Zavatta, Silviane Margoile, Patrick Le Maitre
19,00 - 19,30 GIOCO DEL CALCIO
Una serie realizzata in collaborazione con il CONI e la FIGC
L'addestramento
Presenta Giampiero Boniperti
Regia di Bruno Beneck
(Replica)

ribalta accesa

TIC - TAC (Eno - Durban's - Girmi - Insetticida Killing Aerosol - Omo - Sciroppi Fabbri)
20,15 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE SPORT
ARCOBALENO (Invernizzi Bick - Talco Paglieri - Motta - Liebig - Michelin - Dixan)
PREVISIONI DEL TEMPO
20,30 TELEGIORNALE
della sera
Direttore Giorgio Vecchietti
20,50 CAROSELLO
(1) Industria Italiana Birra - (2) Super-Iride - (3) OIO Superiore - (4) Ferrero Industria Dolciaria
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Recta Film - 2) Paul Film - 3) Recta Film - 4) Dora Film

21,00 SOTTO PROCESSO
Due tempi di Elmer Rice
Traduzione di Carina Calvi
Con Alberto Lupo, Armando Francioli, Osvaldo Ruggeri, Ileana Ghione, Roberto Bertea, Ilaria Occhini, Andrea Checchi, Loretta Goggi.
Scene di Lucio Lucentini
Costumi di Maria De Matteis
Regia di Anton Giulio Majano
(Replica dal Secondo Programma)
23,10 TELEGIORNALE
della notte

SECONDO CANALE

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
21,10 INTERMEZZO (Sapone Palmolive - Società del Plasmon - Candy - Stock 84)
21,15 IL DONO DEL NILO
Seconda puntata
La valle dei Re
Una trasmissione di Corrado Sofia
22,10 JAZZ PANORAMA
Complesso Kenny Clarke
Regia di Vilda Ciurlo
22,50 NOTTE SPORT
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I colori più tenui del panorama annunciano l'imminente autunno e la calura si fa più sopportabile: in poche parole, prendendo a prestito un'ormai antica canzonetta, l'estate sta finendo e un anno se ne va. Ovviamente, il nostro Focolare, fedele alle abitudini, ci parla di una giornata (televisiva, stavolta) di fine estate, richiamando in causa il 1964.
Si sta concludendo un triste periodo per la nostra Italia: il Capo dello Stato, Antonio Segni, colpito da un brutto male, è costretto a dimettersi. In quei giorni di fine agosto si teme ancora per la sua vita, ma fortunatamente lo statista sardo ce la farà, anche se non potrà più tornare a fare politica attiva. E' andata peggio al Migliore, Palmiro Togliatti, passato a miglior vita durante un periodo di vacanza a Yalta: commovente la partecipazione di migliaia e migliaia di compagni in occasione dei funerali del grande capo comunista, svoltisi martedì 25.
Naturalmente, i due succitati eventi hanno provocato, sia alla radio che in TV, dei cambiamenti di programma rispetto ai palinsesti pubblicati dai settimanali specializzati. Ora però tutto sta tornando normale, per cui finalmente anche l'elenco delle trasmissioni annunciate viene rispettato del tutto. Ed è quanto accade in televisione venerdì 28 agosto.
S'incomincia alle sei pomeridiane con la TV dei ragazzi, che in estate, come ben si sa, è molto più ricca. Più breve rispetto agli appuntamenti del resto dell'anno, ma sempre pieno di notizie e consigli utili per il pubblico più giovane è Giramondo, che raccoglie filmati scambiati con gli altri enti televisivi appartenenti all'EBU - UER (non si tratta solo di reti europee, ma anche del Nordamerica, dell'Asia e dell'Oceania) e chiude con un cartone animato. Piano piano stanno arrivando in Italia un po' tutti gli eroi creati appositamente per il piccolo schermo da William Hanna e Joseph Barbera: il più recente ingresso è quello di un'irresistibile coppia, un leone protagonista assieme ad una iena di esilaranti peripezie. La serie viene intitolata pomposamente in italiano I due masnadieri (magari ripensando al titolo di un'opera lirica minore di Giuseppe Verdi, I masnadieri, appunto): comunque sia, i nomi originali americani dei due personaggi sono Lippy the Lion & Hardy Har Har. E proprio in lingua originale vi mostriamo l'episodio in onda quel pomeriggio di 47 anni fa:

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Dopo un vivace telefilm francese dedicato a un gruppo di ragazzini impegnati in una lunga ed avvincente caccia al tesoro, si passa alla replica di un ciclo che sin dal primo apparire, alla fine del 1962, ha suscitato interesse tra i giovanissimi: un corso pratico di calcio, voluto da RAI, CONI e FIGC. La regia è di Bruno Beneck (una vita per lo sport, sia detto per inciso: documentarista, narratore, anche regista da studio della Domenica sportiva, più o meno da Enzo Tortora ad Alfredo Pigna, nonchè pezzo grosso della federazione italiana del baseball e padre della nuotatrice Daniela), mentre la sigla della trasmissione è un motivo che diverrà ancor più celebre negli anni successivi, quando sarà il richiamo proprio della DS: Dribbling, composto e diretto da Piero Umiliani.

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A fare da presentatore delle varie lezioni (anche con risvolti tecnico - pratici, come vedremo) è un Giampiero Boniperti appena ritiratosi dallo sport attivo, ma che presto farà carriera come dirigente (e più tardi adirittura come presidente) nella sua Juventus.



La puntata che viene replicata quel pomeriggio è una guida alle scuole di calcio destinate a bambini e ragazzi, ossia le fucine dei campioni del futuro. Sono ancora molto attivi i NAGC, cioè i Nuclei d'Addestramento per Giovani Calciatori (la foto che abbiamo inserito in testa al post è un esempio di squadra formatasi all'interno di tale contesto), allora presenti in quasi tutta Italia; inoltre, durante quegli anni '60 si parla pure di un certo Gruppo Sperimentale Pro Calcio Italia. Oltre a documentare vita e attività di questi ambienti, prendono la parola, ricordando la loro formazione agonistica, alcuni grandi giocatori del tempo. In un periodo - il nostro - in cui gli strapagati eroi in mutande ritardano addirittura l'inizio di un torneo per ragioni pseudo - sindacali per nulla plausibili se rapportate ai problemi ben più pesanti che vivono i lavoratori medi italiani, ci piace tuffarci in quella che è un po' la poesia di quel calcio vero, unico e inimitabile del bel tempo che fu, quando i campioni non soffrivano troppo di divismo e con umiltà e tenacia si conquistavano le simpatie delle tifoserie, che pur facevano abbastanza casino ma senza degenerare nella guerriglia... se non peggio. Abbiamo quindi pensato di abbinare ai giocatori partecipanti a quella puntata di Gioco del calcio alcune frasi scritte sul loro conto da grandi giornalisti e scrittori, non solo di quei tempi, proprio per avvalorare quella visione romantica delle partite di pallone di una volta che non è, per fortuna, solo nostra.

Incominciamo con due grandissimi: Mariolino Corso (che proprio pochi giorni fa ha compiuto 70 anni) e il compianto Omar Sivori, nella foto sotto ritratti durante un Inter - Juve disputatosi proprio nel periodo della prima trasmissione di Gioco del calcio, cioè a fine '62:



Corso (...) è l'estraneo, l'indefinibile, l'alieno.
Das Unheimliche, direbbe con esoterico sussiego e tanto per ammutolirvi un freudiano tendenza Lacan. Il terzino avversario che se lo vede davanti prima del calcio d'inizio mette a verbale con sufficienza un tipo stempiato, la personificazione del non atleta: vocetta smorta, occhio assonnato. Mai l'apparenza è stata così ingannatrice: dal suo stato di pigro dormiveglia, Corso è in grado di estrarre guizzi serpigni, invenzioni capaci di tramutarsi in incubi per qualsiasi difesa.
(EDMONDO BERSELLI, Il più mancino dei tiri, Il Mulino, 2000)

Sivori (...) era proprio come un cobra, che ti guarda e tu rimani paralizzato da questi due occhi, poi lui ti colpisce. E aveva la capacità di proteggere il pallone, di portarlo avanti, di dribblare e la delicatezza di mettere il pallone dove voleva. Anche di testa era bravo, di destro così così, anche se ha fatto qualche gol. Aveva inoltre un fisico robusto che gli permetteva di concedersi delle licenze, chiamiamole così, non consentite a tutti i professionisti di quel tempo.
(BRUNO BERNARDI, La commedia del pallone, Graphot, 2000, pag. 60)

Lo svedese Kurt Hamrin ha attraversato tutti gli anni Sessanta giocando in Italia: dopo un insignificante prologo juventino, Padova, Fiorentina e Milan sono state le squadre che lo hanno valorizzato al meglio come infallibile cannoniere. Specialmente in viola e in rossonero, proponendosi come ala tattica, per usare la terminologia di Sandro Ciotti, Hamrin ha saputo mostrare una tenuta fisica e delle doti tecniche davvero eccellenti:



Hamrin è una freccia che punta costantemente soltanto verso la rete avversaria o, almeno, a mettere a soqquadro l'altrui organizzazione difensiva per poi passare il pallone buono al compagno in miglior posizione di tiro, e anche se qualche volta Hamrin può avere nella sua corsa qualche deviazione, son sempre deviazioni pratiche, non spettacolari, fatte apposta e unicamente per raggiungere più sicuramente l'obiettivo. E che cosa dire della sua furberia ? Del suo appostarsi nel punto giusto, della sua abilità nell'evitare le durezze dei difensori avversari ? Nè è consigliabile a nessuno tentare con lui il "takle", troppo risoluto; c'è il rischio che Hamrin cada (senza che il contendente avesse la minima intenzione di farlo andare a terra) e che l'arbitro - mentre l'avversario è lì, stupitissimo, a chiedersi come mai Hamrin sia caduto - fischi un magnifico "penalty".
(GIORDANO GOGGIOLI, Astuzia fulminea, in Football, 25 ottobre 1962, pag. 10).

Ora è la volta di un'altra ala destra dal tocco raffinato, Marino Perani, che al tempo di questa replica si fregia dello scudetto vinto dopo una sofferta stagione (e un drammatico spareggio) nelle file del Bologna, laddove militava già nel '62, all'epoca delle riprese del documentario di Beneck:



E i rossoblu strariparono: dopo un palo sbucciato da Fogli ecco il magnifico gol di Bulgarelli al quale Perani aveva fornito un magistrale pallone; poi, dopo reti ancora mancate e atterramenti sospetti, il bis di Pascutti con un tiro dal limite parabilissimo, che sorprendeva Bonollo, forse coperto. Ancora atterramenti (che Marchese rabberciava senza la severità mostrata nel primo tempo), altri sbagli fino al gol di chiusura con Pascutti che rendeva il favore a Perani sfornandogli una palla d'oro, soltanto da scaraventare dentro, da pochi metri.
(ERMANNO MIOLLI, Fogli magistrale - Mezz'ora di un irriconoscibile Bologna - Bologna-Padova 4-1 del 14 gennaio 1962, Il Calcio e il Ciclismo Illustrato, 21 gennaio 1962, pag. 8)

Non può mancare la rivelazione del calcio italiano dei primi anni '60, il golden boy Gianni Rivera: tanto si è detto e tanto si è scritto su di lui, storica bandiera del Milan soprattutto ai tempi di Nereo Rocco, non solo per la sua precoce maturità atletica, ma anche per la personalità spiccata, che nel corso degli anni lo vedrà sconfinare pure in altri settori (arrivando a diventare un apprezzato politico una volta abbandonato il calcio). Insomma, la principale delle tre corone del football venute al mondo in piena guerra e affermatesi alla grande tra i Sessanta e i Settanta (le altre due sono Gigi Riva e Sandrino Mazzola, non ancora in auge nel periodo in cui fu girato Gioco del calcio e rispettivamente, in occasione di questo secondo passaggio televisivo, prossimo esordiente in serie A assieme alla matricola Caglari e capocannoniere della Coppa dei Campioni, recentemente vinta dall'Inter):



Gianni Rivera (...) un ragazzino bellissimo a vedersi; il volto affilato, serio, intento ma anche furbo: si muove con una tale coordinazione che ogni suo gesto risulta elegante: non è uno scattista e quindi non sembra sia stato scelto bene per lui il ruolo di centravanti; in verità non è neppure un acrobata: si direbbe che la testa, ricoperta da una fitta capigliatura tagliata a spazzola, egli la usi soprattutto per pensare.
(GIANNI BRERA, Storia critica del calcio italiano, Bompiani, 1975, pagg. 297-298)

E' ormai a fine carriera l'uruguagio Juan Alberto Pepe Schiaffino, campione del mondo nel 1950 (il famoso titolo quasi scippato al Brasile organizzatore di quella Coppa Rimet) e arrivato nel nostro Paese dopo la non felicissima difesa della medaglia d'oro da parte della sua Nazionale quattro anni dopo, in Svizzera. Anni e anni di Milan (e un'infelice parentesi in qualità di oriundo tra i nostri azzurri), poi un colpo di coda nella Rometta di quegli anni. Ed è proprio in giallorosso che Schiaffino si presenta di fronte alla cinepresa:



Lo stesso Schiaffino ammetteva che nell'Uruguay giocava quasi sulla linea di Varela, el capitan, e quindi sacrificava molto alla difesa, non solo all'attacco: ma rimanendo avanzato e prendendo parte alle azioni offensive gli accadeva di segnare ottimi gol e di ricavarne più agevole gloria
(IVI, pag. 273)

Eccoci giunti all'ultimo dei campioni intervistati in occasione della puntata conclusiva di quella storica trasmissione, per fortuna ancora visibile in Mediateca e quindi atta ad essere, in un prossimo futuro, ulteriormente esaminata e analizzata: Gino Stacchini, ala sinistra juventina, da tempo al centro della cronaca rosa per un lungo flirt con una promettente attrice emiliano - romagnola, una certa Raffaella Pelloni in arte Carrà che ha già fatto alcune pregevoli cose sia al cinema che in TV, anche se il suo definitivo boom è ancora lontano. A tempo perso, Stacchini strimpella la chitarra e compone canzoni per sè e per gli amici. Negli anni della maturità (cioè al giorno d'oggi) egli si diletterà in poesie scritte nella sua madrelingua, il romagnolo. Ad ogni modo, nessuno discute la propria bravura in campo, quale punta di diamante della Goeuba a fianco del già citato Sivori, di Bruno Mora (poi milanista per effetto di uno scambio con Sandro Salvadore) e del gigante buono John Charles (che Dio li abbia in gloria !):



Mi sembra di rivederlo danzare, all'ala sinistra, con la sua finta sulla mattonella e il suo scatto a elastico sulla fascia, o curvare verso la porta per provare il tiro.
(RENATO TAVELLA, 101 gol che hanno fatto grande la Juventus, Newton Compton Editori, 2010, pag. 69).

Dopo questa galleria di veri e propri maestri del calcio italiano, concediamoci una pausa pubblicitaria, che stavolta alterna il cartaceo alle clip da noi all'uopo preparate. Ecco alcuni prodotti reclamizzati quella sera nei vari Tic-Tac e Arcobaleno:





Ora, invece, ci concentriamo su Carosello, rivedendo dapprima Ugo Tognazzi che, dopo detersivi, cioccolatini, penne e salumi (con o senza Raimondo Vianello), rimpiazza la sua concittadina Mina in qualità di testimonial dell'Industria Italiana della Birra, interpretando alcune scenette che sostanzialmente descrivono i classici equivoci e contrattempi dell'italiano medio: meno male che, con un bicchiere di birra, tutto passa in fretta...


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Da quattro anni va per la maggiore una buffa coppia di personaggi, creati dallo studio di Paul Campani e Max Massimino Garnier per reclamizzare i prodotti della Ditta Ruggero Benelli - Super Iride di Prato: Svanitella e Riccardone (animati vocalmente da Gisella Sofio e Franco Latini, sempre in modo impeccabile). La prima è la classica giovin signora piccolo borghese anni '60, che si sente evoluta e vuole esternare con l'arma del pettegolezzo le proprie idee sulle novità che continuamente la circondano; il secondo, invece, è un bullo alla Poveri ma belli che però, pur sentendosi un Super - Fusto, combina guai in quantità industriale, come se niente fudesse.

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E ricordate anche...


Allettanti sono le proposte serali dei due canali. Il Nazionale punta su una replica di un dramma andato poco tempo prima in onda sul Secondo, e quindi non visto ancora da tutti, ma che ha ottenuto confortanti indici di gradimento: Sotto processo (On trial), dello statunitense Elmer Rice, che Anton Giulio Majano ha adattato per il piccolo schermo con le consuete perizie ed attenzioni. Il cast è interessante, non foss'altro che per un protagonista ormai assurto, dopo anni ed anni di gavetta, alle alte vette della popolarità: il genovese Alberto Zòboli, in arte Lupo, esploso tra inverno e primavera con La cittadella, versione televisiva del romanzo di Cronin diretta sempre da Majano, ed ora richiesto davvero da tutti (perfino i Fratelli Fabbri Editori, per lanciare una Storia della musica in fascicoli settimanali con allegati piccoli dischi a 33 giri, si affidano alla sua voce per l'incisione di un vinile di presentazione dell'opera). Con lui due veterani, Andrea Checchi e quell'Armando Francioli che (tornando per un attimo a Carosello) proprio nel '64 esplode come uomo in Lèbole, e due bravissime attrici come la compianta piemontese Ileana Ghione e l'ancor oggi attiva Ilaria Occhini. Nel ruolo della figlia del protagonista, immancabile (ogni volta che alla RAI serve una ragazzina ella viene puntualmente chiamata: vengono così costruite le basi di una splendida carriera artistica), troviamo una Loretta Goggi allora tredicenne.
Sul Secondo, invece, prosegue un documentario che mostra, supportato da un'eccellente fotografia, tutti i gioielli dell'archeologia dell'Antico Egitto. Ne è autore e regista un uomo di straordinaria cultura, Corrado Sofìa, siciliano di Noto, il quale, dopo aver girato il mondo per mostrare ai telespettatori le vestigia di quell'era storica attraente che è senz'altro l'Evo Antico, vivrà i suoi ultimi vent'anni nella sua terra, pronto a difendere (a volte invano) dalle colonne dei giornali e dai microfoni delle radio locali la bellezza di quel giardino di pietra che è la Noto barocca, gioiello dell'isola di Trinacria.

Protagonista della puntata di quella sera è Luxor, l'antica Tebe, con la sua Valle dei Re. Lasciamo idealmente la parola allo stesso Autore e Regista, che presenta per il Radiocorriere - TV in edicola in quei giorni la seconda parte della sua fatica: è un omaggio che noi, che di Sofìa condividiamo le origini geografiche e che come Lui, nel nostro piccolo, abbiamo abbandonato la sterminata eppur ristretta Sicilia per tentare migliori fortune, sentiamo di rivolgergli col cuore.



Chi va oggi a Luxor, l'antica Tebe, la città in cui, disse Omero, le ricchezze si ammassavano come granelli di sabbia ?
Le frettolose comitive che compiono i viaggi organizzati dalle agenzie turistiche hanno appena il tempo di affacciarsi ai vasti colonnati o, trasportate sull'altra riva del Nilo, percorrono velocemente e senza fiato il paesaggio pressochè lunare dove vennero scavati i grandi ipogei dei Faraoni. Il viaggio compiuto dalla troupe del
Dono del Nilo, un viaggio che ha comportato mesi di preparazione, di sopralluoghi e riprese, non è stato fatto coi criteri di quelle agenzie, ma piuttosto con la meticolosità e la precisione degli archeologi. Il fantastico romanzo dell'archeologia è servito di guida ai cineasti: dalle scoperte dell'italiano Giovan Battista Belzoni che nel 1815 trovò la tomba di Seti primo, padre di Ramses II, all'ultima grande scoperta della Valle, finanziata da Lord Carnarvon, compiuta dall'archeologo inglese Howard Carter, che all'incirca richiese venti anni di ricerche e portò al ritrovamento del tesoro di Tutankamon.



Raffrontando le inaudite ricchezze della piccola tomba di questo faraone della diciottesima dinastia, morto giovanissimo, coi presunti tesori che dovevano essere ammassati nelle immense sale degli altri ipogei, è possibile farsi un'idea delle ricchezze di cui parla Omero.
L'accanimento dei ladri nel trovare i passaggi segreti per impadronirsi di quei tesori getta una luce sinistra nel paesaggio esterno della Valle e nelle sale affrescate di tali palazzi. Il ricordo delle lotte religiose e degli intrighi politici che permisero le rapine non fa che accrescere la spettrale atmosfera dei luoghi. Da tutta questa materia il regista si è preoccupato di selezionare la parte spettacolare ed emozionante componendo il quadro fra le sale sotterranee della Valle e le sale del Museo del Cairo, fra l'affocato paesaggio esterno e quello più misterioso del sottosuolo. Per la prima volta alcune tombe venivano aperte alle lampade del cinema: i problemi logistici e di illuminazione non furono facili da risolvere, ma vennero affrontati dagli organizzatori italiani ed egiziani con uno spirito di amichevole collaborazione.
Pur apparendo in bianco e nero, il documentario offre rarità pittoriche che costituiscono il suo titolo d'onore. Alla storia delle mummie erranti che dalle tombe erano state trasportate in una lontana caverna e ivi rimasero nascoste fino ai primi anni del secolo scorso, quando il segreto venne finalmente svelato, questo capitolo concede sufficienti accenni: il musicista Piero Umiliani, anche lui al seguito della
troupe, ha contribuito ad illustrarli coi ritmi suggestivi che i luoghi gli hanno ispirato.
(CORRADO SOFIA, Il dono del Nilo, Radiocorriere TV, 23-29 agosto 1964, pag. 45)

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Termina così il nostro post, dalla gestazione ancor più laboriosa del consueto, ma che speriamo incontri pure stavolta il vostro gradimento.
Vi auguriamo un buon proseguimento di domenica e vi diamo appuntamento al prossimo nostro intervento.

Un caro e cordiale saluto a tutti da
CBNeas

P.S.: vi informiamo che è appena partita, su RaiSport 2, una nuova rubrica, Perle di sport, antologia di avvenimenti agonistici del passato riproposti il più delle volte con le telecronache originali dell'epoca, unitamente a storici servizi e a curiosità (vedi il ciclista Vittorio Adorni, impegnato come conduttore, accanto a Liana Orfei, del telequiz sportivo Ciao mamma, trasmesso nell'estate del 1968). Merito del recupero di parecchi filmati storici che non si rivedevano da decenni è sicuramente di una nostra (e vostra) conoscenza, il valente Pino Frìsoli, studioso della storia dello sport in televisione. La serie è partita bene e promette tante e tante sorprese.

sabato 20 agosto 2011

Venerdì 20 agosto 1971 (Radio)



PROGRAMMA NAZIONALE

6,00 SEGNALE ORARIO
- MATTUTINO MUSICALE (I parte)
Brani di Vivaldi, Boccherini, Paisiello e Johann Strauss jr.
6,54 ALMANACCO
7,00 GIORNALE RADIO
7,10 MATTUTINO MUSICALE (II parte)
Brani di Cilea, Pick Mangiagalli, Wolf Ferrari e Offenbach

Per il Friuli - Venezia Giulia
7,15 - 7,30 GAZZETTINO FRIULI - VENEZIA GIULIA
Per Abruzzo e Molise
7,30 - 7,50 VECCHIE E NUOVE MUSICHE
Per la Sicilia
7,30 - 7,43 IL GAZZETTINO DI SICILIA
Prima edizione

8,00 GIORNALE RADIO
SUI GIORNALI DI STAMANE, rassegna della stampa italiana
8,30 LE CANZONI DEL MATTINO
9,00 QUADRANTE
9,15 VOI ED IO
Un programma musicale in compagnia di Giancarlo Sbragia
Nell'intervallo (ore 10,00): MARE OGGI
Quotidiano di attualità nautiche
11,00 ANDREA CHENIER
Opera in quattro atti di Luigi Illica
Musica di Umberto Giordano
Atti terzo e quarto
Con Mario Del Monaco, Ettore Bastianini, Renata Tebaldi, Fernando Corena
Direttore Gianandrea Gavazzeni
Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di S. Cecilia in Roma
M° del Coro: Bonaventura Somma
(Edizione discografica Decca)
12,00 GIORNALE RADIO
12,10 SMASH ! DISCHI A COLPO SICURO
12,44 QUADRIFOGLIO
13,00 GIORNALE RADIO
13,15 I FAVOLOSI: ELVIS PRESLEY
a cura di Renzo Nissim
- Neocid 11-55
13,27 UNA COMMEDIA IN TRENTA MINUTI
LAURA BETTI in La vedova scaltra di Carlo Goldoni
Riduzione radiofonica di Laura Betti
Regia di Andrea Camilleri
14,00 GIORNALE RADIO
14,09 ZIBALDONE ITALIANO
(I parte)
15,00 GIORNALE RADIO
15,10 IL TULIPANO NERO
di Alexandre Dumas
Traduzione e adattamemto radiofonico di Margherita Cattaneo
Compagnia di prosa di Firenze della RAI con Renzo Ricci, Antonio Battistella e Gianni Bonagura
e con Giulia Lazzarini e Romano Malaspina
Regia di Umberto Benedetto
(Registrazione effettuata nel 1967)
15,30 ZIBALDONE ITALIANO
(II parte)
- CICALINO
15,45 IL PONTE DEI SOSPIRI
di Michele Zèvaco
Adattamento radiofonico di Amleto Micozzi
Compagnia di prosa di Firenze della RAI
Regia di Dante Raiteri
(Edizione Lucchi - Milano)
(Registrazione)
16,00 Programma per i ragazzi
IL GIRANASTRI
a cura di Gladys Engely
Presenta Gina Basso
16,20 PER VOI GIOVANI - ESTATE
di Paolo Giaccio e Mario Luzzatto Fegiz
Nell'intervallo (ore 17,00): GIORNALE RADIO

Per il Friuli - Venezia Giulia
15,10 UNDERGROUND
Aspetti regionali dei movimenti d'avanguardia
a cura di Andro Cecovini
15,30 PASSERELLA DI AUTORI GIULIANI 1971
Orchestra diretta da A. Casamassima
Cantano Gino Corcelli ed Elsa Quarta
15,45 RACCONTI DI CATERINA PERCOTO
Il cuc
Adattamento di Liliana Cargnelutti
Compagnia di prosa di Trieste della RAI
Regia di Ugo Amodeo
16,15 - 17,00 FRA GLI AMICI DELLA MUSICA
Venzone
Proposte e incontri di Carlo de Incontrera

18,15 MUSIC BOX
- Vedette Records
18,30 I TAROCCHI
Presenta Barbara Marchand
18,45 BIANCO, ROSSO, GIALLO
Incontri turistici con cittadini francesi, a cura di Caterina Pediconi
Realizzazione di Renato Parascandolo
19,00 I PROTAGONISTI
Pianista WILHELM BACKHAUS
Presentazione di Luciano Alberti
Musiche di Haydn e Beethoven
19,30 COUNTRY & WESTERN
Voci e motivi del folk americano

Per il Trentino - Alto Adige
19,15 TRENTO SERA - BOLZANO SERA
19,30 - 19,45 MICROFONO SUL TRENTINO
Dialetti e idiomi del Trentino - La bussola dell'agricoltore
Per il Friuli - Venezia Giulia
19,30 - 20,00 TRASMISSIONI GIORNALISTICHE REGIONALI
CRONACHE DEL LAVORO E DELL'ECONOMIA NEL FRIULI - VENEZIA GIULIA - GAZZETTINO
Per la Sardegna
19,30 IL SETACCIO
19,45 - 20,00 GAZZETTINO SARDO, edizione serale
Per la Sicilia
19,30 - 20,00 IL GAZZETTINO DI SICILIA
Quarta edizione

20,00 GIORNALE RADIO
20,15 ASCOLTA, SI FA SERA
20,20 LA LETTERATURA DELLA TERZA DIASPORA
a cura di Franco Palmieri
L'intellettuale ebreo-americano oggi
20,50 CONCERTO SINFONICO
Direttore HANS ZENDER
Pianista ALEXIS WEISSENBERG
Musiche di Fortner, Prokofiev e Brahms
Orchestra Sinfonica dell'Hessischer Rundfunk di Francoforte sul Meno
(Registrazione effettuata il 19 febbraio 1971 dall'Hessischer Rundfunk di Francoforte sul Meno)
Nell'intervallo:
PARLIAMO DI SPETTACOLO
22,40 CHIARA FONTANA
Un programma di musica folklorica italiana
a cura di Giorgio Nataletti
23,00 GIORNALE RADIO - I PROGRAMMI DI DOMANI - BUONANOTTE

SECONDO PROGRAMMA

6,00 IL MATTINIERE
Musiche e canzoni presentate da Adriano Mazzoletti
Nell'intervallo (ore 6,24): BOLLETTINO PER I NAVIGANTI - GIORNALE RADIO
7,30 GIORNALE RADIO
Al termine:
BUON VIAGGIO
- FIAT
7,40 BUONGIORNO CON DONATELLO E JEAN-FRANCOIS MICHAEL
Caffè, canzoni e poche righe
- Invernizzi Susanna Argento

Per la Lombardia
7.40 - 7,55 BUONGIORNO MILANO

8,14 MUSICA ESPRESSO
8,30 GIORNALE RADIO
8,40 SUONI E COLORI DELL'ORCHESTRA (I parte)
9,14 I TAROCCHI
Presenta Barbara Marchand
9,30 GIORNALE RADIO
9,35 SUONI E COLORI DELL'ORCHESTRA (II parte)
9,50 ELISABETTA D'INGHILTERRA
Originale radiofonico di Ivelise Ghione
Compagnia di prosa di Firenze della RAI con Anna Miserocchi e con Cesare Bettarini, Roberto Chevalier, Franco Morgan
Regia di Dante Raiteri
- Invernizzi Milione Arancione
10,05 VETRINA DI UN DISCO PER L'ESTATE
Ora ridi con me (Paolo Mengoli) - Se casomai... (Rita Pavone) - Rose bianche rose gialle i colori le farfalle (Oscar Prudente) - So che mi perdonerai (I Nomadi) - Vola cuore mio (Tony Cucchiara) - Ho perso il conto (Rossano)
10,30 GIORNALE RADIO
10,35 OTTO PISTE
Un programma a cura di Cesare Gigli e Luigi Grillo
Nell'intervallo (ore 11,30):
GIORNALE RADIO
12,10 TRASMISSIONI REGIONALI
12,30 ARRIVA IL COMPRESSORE
Un programma condotto e disputato da Lucio Battisti, Mogol e Alberto Testa
- Star Prodotti Alimentari
13,00 Lelio Luttazzi presenta:
HIT PARADE
Testi di Sergio Valentini
Realizzazione di Enzo Lamioni
- Industria Italiana della Coca-Cola
13,30 GIORNALE RADIO
13,45 QUADRANTE
14,00 COME E PERCHE'
Corrispondenza su problemi scientifici
14,05 SU DI GIRI
14,30 TRASMISSIONI REGIONALI
15,00 NON TUTTO MA DI TUTTO
Piccola enciclopedia popolare
15,15 DISCHI OGGI
a cura di Luigi Grillo

Per il Trentino - Alto Adige
15,00 - 15,30 ARIA DI MONTAGNA
Itinerari d'arte, alpinismo, caccia e pesca
Per la Sardegna
15,00 I CONCERTI DI RADIO CAGLIARI
15,20 SOLISTI ISOLANI DI MUSICA FOLKLORISTICA
15,40 - 16,00 MUSICA ROMANTICA
Per la Sicilia
15,05 - 16,00 IL TRAMPOLINO
Rassegna di dilettanti siciliani
Un programma di Pino Badalamenti condotto da Rita Calapso

15,35 MEDIA DELLE VALUTE
BOLLETTINO DEI NAVIGANTI
15,40 INTERMEZZO - CICALINO
16,05 POMERIDIANA
Negli intervalli:
(ore 16,30): GIORNALE RADIO
(ore 17,05): I NOSTRI FIGLI, a cura di Gina Basso
(ore 17,30): GIORNALE RADIO
18,05 COME E PERCHE'
Corrispondenza su problemi scientifici
18,15 LONG PLAYING
Selezione dai 33 giri
18,30 GIORNALE RADIO
18,35 STAND DI CANZONI
- P.D.U.
18,50 QUANDO LA GENTE CANTA
Musiche e interpreti del folk italiano presentati da Otello Profazio
19,15 VETRINA DI UN DISCO PER L'ESTATE
Il tuo sorriso (Franco Tortora) - Via dei Ciclamini (Orietta Berti) - Lo so che è stato amore (Memo Remigi) - E il sole dorme tra le braccia della notte (Al Bano)
19,30 RADIOSERA
19,55 QUADRIFOGLIO
20,10 SUPERSONIC
Dischi a mach due
21,30 LIBRI-STASERA
Settimanale d'informazione e recensione libraria, a cura di Pietro Cimatti e Walter Mauro
21,45 POLTRONISSIMA
Controsettimanale dello spettacolo
a cura di Mino Doletti
22,10 NOVITA' DISCOGRAFICHE FRANCESI
Programma di Vincenzo Romano
presentato da Nunzio Filogamo
22,30 GIORNALE RADIO
22,40 IVANHOE
di Walter Scott
Traduzione e adattamento radiofonico di Giancarlo Cobelli
Compagnia di prosa di Torino della RAI
Con Gino Mavara, Ennio Balbo, Adriana Vianello, Elena Sedlak
Musiche originali di Franco Potenza
Regia di Andrea Camilleri
23,00 BOLLETTINO PER I NAVIGANTI
23,05 DAL V CANALE DELLA FILODIFFUSIONE: MUSICA LEGGERA
24,00 GIORNALE RADIO
0,06 - 5,59 NOTTURNO ITALIANO

TERZO PROGRAMMA

Per la Campania
6,45 - 8,00 GOOD MORNING FROM NAPLES
Trasmissione in inglese per il personale della NATO

TRASMISSIONI SPECIALI
(dalle 9,25 alle 10,00)
9,25 BENVENUTO IN ITALIA
9,55 LA CONTEMPLAZIONE NELLA RINASCITA DELL'UOMO
Conversazione di Mirella Raschi
10,00 CONCERTO DI APERTURA
Musiche di Schubert e Brahms
11,00 MUSICA E POESIA
Gade: ELVERSKUD op. 30
11,45 MUSICHE ITALIANE D'OGGI
Orazio Fiume: Sinfonia per archi e timpani
12,10 MERIDIANO DI GREENWICH
Immagini di vita inglese
12,20 MUSICHE DA BALLETTO
Brani di Stravinski ed Helsted
13,00 INTERMEZZO
Musiche di L. Mozart, Haydn e Cannabich
14,00 CHILDREN'S CORNER
Musiche di Mendelssohn e Prokofiev
14,20 CIAIKOVSKI: MARCIA SLAVA
14,30 QUARTETTI PER ARCHI DI ARNOLD SCHOENBERG
15,00 L'HEURE ESPAGNOLE
di Maurice Ravel
Con Andrée Aubery, Michel Senechal, Eric Tappy
Orchestra Sinfonica di Torino della RAI diretta da Peter Maag
15,50 MOZART: SINFONIA K.183
16,15 AVANGUARDIA
Musiche di Feldman e Birtwistle
17,00 LE OPINIONI DEGLI ALTRI, rassegna della stampa estera
17,10 MUSICA LEGEGRA
17,20 FOGLI D'ALBUM
17,30 IL FUTURISTA FARFA, MILIARDARIO DELLA FANTASIA
Conversazione di Gina Lagorio
17,40 JAZZ OGGI
Un programma a cura di Marcello Rosa
18,00 PER SALVARE LA "FARNESINA" DI RAFFAELLO
Conversazione di Piero Longardi
18,05 MUSICA LEGGERA
18,45 MUZIO CLEMENTI: TRE SONATINE PER PIANOFORTE
19,15 CONCERTO DI OGNI SERA
Musiche di Weber, W.A. Mozart e Liszt
20,15 LE GRANDI PARASSITOSI UMANE
La malaria
a cura di Augusto Corradetti
20,45 ART IN REVOLUTION AL MUSEO CIVICO DI BOLOGNA
Conversazione di Lea Vergine
21,00 IL GIORNALE DEL TERZO
21,30 IL BARATTO
Vicenda fra storia e fantasia rievocata da Michele Framonti sulla falsariga delle memorie di Maria Stella Newborough
Compagnia di prosa di Firenze della RAI
Regia di Dante Raiteri
Al termine: CHIUSURA
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Mentre l'agosto corrente, pur avviandosi alla conclusione, sta riscattando un'estate che pareva quasi finita ancor prima di cominciare, ci proiettiamo ancora una volta in quelle stagioni vacanziere dominate dagli apparecchi radio, immancabili sotto gli ombrelloni e pronti a diffondere musiche e informazioni atte ad alternarsi con lo sciabordio delle onde in direzione della battigia, oppure compagne di escursioni e picnic più o meno estemporanei.
Quattro dècadi fa... A.D. 1971, venerdì 20 agosto: come eravamo ? Appoggiandoci ai preziosi archivi on line de La Stampa e de L'Unità, scopriamo che il clima estivo reggeva solo al Centro - Sud dell'Italia, mentre le regioni settentrionali erano interessate da un'ondata di forti temporali, segnale della classica rottura della stagione. Ad ogni modo, un problema di quelli tosti accomuna (e da questo momento usiamo il presente storico) quel periodo all'odierno: da pochi giorni il Presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, ha annunciato al mondo intero la fine della convertibilità del dollaro in oro e di ciò risentono le principali borse internazionali, compresa Piazza Affari, tanto che, puntualmente alle 20,30, il giornalista economico umbro Gianni Pasquarelli spiega, in modo asciutto e realistico, davanti alle telecamere del TG come vanno le cose.
In attesa di prepararsi spiritualmente a un rientro dalle ferie che comporterà i primi aumenti dei prezzi - sarà purtroppo una costante per tutti gli anni '70 - , gli italiani spendono le ultime giornate di divertimento e spensieratezza in villeggiatura, sempre col fido apparecchio radio pronto a scandire, con un azzeccato sottofondo musicale che (come vedremo) non riserva solo canzoni, le ore della giornata, ovunque e comunque.

Al momento del risveglio, della doccia e della barba, come da tempo avviene senza badare al corso delle stagioni, ecco Buongiorno con..., sapiente miscela di canzoni appartenenti al repertorio di un paio di artisti per volta e intervallate dalla lettura di brevi citazioni. Quel mattino sono di scena due rivelazioni delle ultime due stagioni canore: si comincia con un bel giovanotto piemontese, Giuliano Iliani da Tortona, in arte Donatello. In origine chitarrista del complesso di Gianni Morandi, il ragazzo è pure ben dotato vocalmente e da un anno e mezzo colleziona successi su successi, raccolti in un long playing. Da esso vi proponiamo due estratti: il primo è un gioiello di Maurizio e Popi Fabrizio, gli stessi autori di Malattia d'amore: Come il vento, già inciso dai due fratelli (allora attivi come Maurizio e Fabrizio), titolo che però diverrà di lì a poco il nome della casa musicale che essi fonderanno assieme a Dario Baldan Bembo.

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Iliani è pure occasionale, ma sensibile cantautore. Ne è felice prova Storia di un fiore:

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A far da ideale contraltare a Donatello per quella mattina è Jean François Michael, cantautore francese che ha venduto milioni di dischi in mezza Europa a cavallo tra il '69 e il '70 con un brano dal titolo Adieu, jolie Candy !, noto in lingua italiana come Fiori bianchi per te:

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L'ora di colazione coincide come al solito con Le canzoni del mattino, miscellanea di successi prevalentemente nostrani e dai vari aspetti umorali. Tra i motivi diffusi quel giorno spiccano veri gioielli, come la modugnana Come stai ?, presentata qualche mese prima a Sanremo, in seconda versione, da una superba Carmen Villani:

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Salvatore Adamo, in leggero calo di popolarità in Italia, prova a imporre nella nostra lingua motivi abbastanza orecchiabili. Questo che segue è Il nostro amore (da non confondere con Al nostro amore, che il cantautore siculo - belga aveva portato al successo nel 1965 - '66):

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Viene ripescata una vecchia cosa di Ornella Vanoni, Anche se, risalente al tempo della prima collaborazione con Gino Paoli e impeccabilmente orchestrata da Ennio Morricone (siamo nel periodo in cui Nanni Ricordi diventa direttore artistico della RCA Italiana, per cui può succedere che artisti ancora sotto contratto con la Dischi Ricordi di Milano vengano a incidere negli studi romani di Via Tiburtina, nuovi di zecca anche sotto il profilo tecnico):

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E' stata la rivelazione della stagione televisiva come imitatrice e presentatrice, affiancando Pippo Baudo ne La freccia d'oro e fra poco la si vedrà in un ruolo di comprimaria nella serie televisiva ...e le stelle stanno a guardare, nuovo approccio di Anton Giulio Majano con i romanzi di Archibald J. Cronin. A parte tutto ciò, Loretta Goggi si sta proiettando verso la musica leggera con una serie di interessanti incisioni a 45 giri, come la versione italiana di un pezzo country, Roses garden, scritto da Joe South e lanciato da Lynn Anderson, che nel testo di Paolo Limiti diventa Ti chiedo scusa:

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Cambiamo completamente genere musicale per soffermarci su una lodevole iniziativa allora frequente: la messa in onda a puntate di un'opera lirica completa, più o meno dalle 11,00 a mezzogiorno, cosa comunque assai gradita dalle casalinghe del tempo e che assume fini divulgativi. Quel venerdì 20 agosto 1971 si conclude, con l'ascolto degli ultimi due atti, Andrea Chénier, il capolavoro del musicista pugliese Umberto Giordano. Foggiano, nato nel 1867 e vissuto sino al 1948, Giordano fu, assieme ai coevi Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Ruggiero Leoncavallo, Alfredo Catalani e Francesco Cilèa, animatore di quella giovane scuola che diede lustro all'ultima grande stagione del melodramma italiano, dominata dal verismo, quell'interesse per la quotidianità che in letteratura, sull'esempio francese, coinvolse molti personaggi (Giovanni Verga primo fra tutti) e che venne trapiantato con successo in musica.

Andrea Chénier racconta la storia di un illustre poeta francese vittima della Rivoluzione. Anzi, l'azione del terzo atto ha luogo proprio nel tribunale rivoluzionario, dove fra poco il protagonista, complici le rivelazioni di una non meglio precisata spia, l' Incredibile, al cospetto di uno dei capi giacobini, Carlo Gerard, verrà processato. Gerard sulle prime, mèmore del recente duello avuto con Chénier per ragioni sentimentali, è risoluto nel firmare la denuncia, ma poi, chiamata al proprio cospetto Maddalena di Coigny, sua ex - padrona e attuale oggetto del desiderio (ma ella ama, riamata, proprio il poeta), viene vinto dal rimorso, specie quando Maddalena, ricattandolo (la vita di Chénier in cambio dell'amore di Gerard per la giovane nobile ormai spiantata), rievoca la propria tragedia personale seguita all'uccisione della madre da parte dei rivoluzionari.

Maddalena
La mamma morta m'hanno alla porta
della stanza mia; moriva e mi salvava!
poi a notte alta io con Bersi errava,
quando ad un tratto un livido bagliore
guizza e rischiara innanzi a' passi miei
la cupa via! Guardo!
Bruciava il loco di mia culla!
Così fui sola! E intorno il nulla!
Fame e miseria! Il bisogno, il periglio!
Caddi malata, e Bersi, buona e pura,
di sua bellezza ha fatto un mercato,
un contratto per me!
Porto sventura a chi bene mi vuole!

(ad un tratto, nelle pupille di Maddalena si effonde una luce di suprema gioia)
Fu in quel dolore
che a me venne l'amor!
Voce piena d'armonia e dice:
"Vivi ancora! Io son la vita!
Ne' miei occhi è il tuo cielo!
Tu non sei sola!
Le lacrime tue io le raccolgo!
Io sto sul tuo cammino e ti sorreggo!
Sorridi e spera! Io son l'amore!
Tutto intorno è sangue e fango?
Io son divino! Io son l'oblio!
Io sono il dio che sovra il mondo
scendo da l'empireo, fa della terra
un ciel! Ah!
Io son l'amore, io son l'amor, l'amor"
E l'angelo si accosta, bacia,
e vi bacia la morte!
Corpo di moribonda è il corpo mio.
Prendilo dunque.
Io son già morta cosa!


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In sede di dibattimento, Chénier respinge ogni accusa, ma, malgrado Gerard, pentito, decida di ritrattare tutto, la condanna a morte viene definitivamente sancita:

Chénier
Si, fui soldato
e glorioso affrontato ho la morte
che, vile, qui mi vien data.
Fui letterato,
ho fatto di mia penna arma feroce
contro gli ipocriti!
Con la mia voce ho cantato la patria!
Passa la vita mia come una bianca vela:
essa inciela le antenne
al sole che le indora
e affonda la spumante prora
ne l'azzurro dell'onda ...
Va la mia nave spinta dalla sorte
a la scogliera bianca della morte?
Son giunto? Sia!
Ma a poppa io salgo
e una bandiera trionfale
sciolgo ai venti, e su vi è scritto: Patria!
A lei non sale il tuo fango!
Non sono un traditore.
Uccidi? Ma lasciami l'onor!


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Il quarto, breve e commovente atto si apre con Chénier che, in attesa di salire al patibolo, verga i suoi ultimi versi:

Chénier
Come un bel dì di maggio
che con bacio di vento
e carezza di raggio
si spegne in firmamento,
col bacio io d'una rima,
carezza di poesia,
salgo l'estrema cima
dell'esistenza mia.
La sfera che cammina
per ogni umana sorte
ecco già mi avvicina
all'ora della morte,
e forse pria che l'ultima
mia strofe sia finita,
m'annuncerà il carnefice
la fine della vita.
Sia! Strofe, ultima Dea!
ancor dona al tuo poeta
la sfolgorante idea,
la fiamma consueta;
io, a te, mentre tu vivida
a me sgorghi dal cuore,
darò per rima il gelido
spiro d'un uom che muore.


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Maddalena di Coigny, corrompendo il carceriere con gioielli e soldi, ottiene di morire assieme all'amato al posto di un'altra donna condannata, Idia Legray. Prima che la ghigliottina faccia saltare le due teste, Maddalena e Andrea cantano il loro addio al mondo con un duetto d'amore che definire da pelle d'oca è dir poco. Quando poi gli interpreti sono Renata Tebaldi e Mario Del Monaco, diretti da un grande Maestro come Gianandrea Gavazzeni, la perfezione nell'esecuzione è d'obbligo:

(Entra Chénier.)
(Alla luce della lanterna ravvisa Maddalena.)

Chénier
Vicino a te s'acqueta
l'irrequieta anima mia;
tu sei la meta d'ogni desio,
d'ogni sogno, d'ogni poesia!

(la guarda amorosamente)
Entro al tuo sguardo
l'iridescenza scerno
de li spazi infiniti.
Ti guardo; in questo fiotto verde
di tua larga pupilla erro coll'anima!


Maddalena
Per non lasciarti son qui;
non è un addio!
Vengo a morire con te!
Finì il soffrire!
La morte nell'amarti!
Ah! Chi la parola estrema dalle labbra
raccoglie, è Lui, l'Amor!


Chénier
Tu sei la meta dell'esistenza mia!

Chénier, Maddalena
Il nostro è amore d'anime!

Maddalena
Salvo una madre.
Maddalena all'alba ha nome
per la morte Idia Legray.

(guardando nel cortile)
Vedi? La luce incerta del crepuscolo
giù pe' squallidi androni già lumeggia.

(colle braccia avviluppando stretto a sè Chénier gli si abbandona tutta sul petto)
Abbracciami! Baciami! Amante!

Chénier (baciandola con violenza)
Orgoglio di bellezza!
(la bacia ancora)
Trionfo tu, de l'anima!
Il tuo amor, sublime amante,
è mare, è ciel, luce di sole
e d'astri ...
... È il mondo! È il mondo!


Maddalena
Amante! Amante!

Chénier, Maddalena
La nostra morte è il trionfo dell'amor!

Chénier
Ah benedico, benedico la sorte!

Maddalena
Nell'ora che si muore
eterni diveniamo!


Chénier
Morte!

Maddalena
Infinito!

Maddalena, Chénier
Amore! Amore!

(Il rullo dei tamburi annuncia l'arrivo della carretta.)

Chénier, Maddalena
È la morte!

Chénier
Ella vien col sole!

Maddalena
Ella vien col mattino!

Chénier
Ah, viene come l'aurora!

Maddalena
Col sole che la indora!

Chénier
Ne viene a noi dal cielo,
entro un vel di rose e viole!


Maddalena, Chénier
Amor! Amor! Infinito!
Amor! Amor!


Schmidt
Andrea Chénier!

Chénier
Son io!

Schmidt
Idia Legray!

Maddalena
Son io!

Maddalena, Chénier (salendo sulla carretta)
Viva la morte insiem!
(Mentre s'allontana la carretta Gérard riappare.
Tiene in mano il biglietto scritto da Robespierre per non vederlo: "Perfino Platone bandì i poeti dalla sua Repubblica.'')

FINE DELL'OPERA

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Dopo questa doverosa finestra operistica (guardando all'oggi, da troppo tempo il melodramma risulta confinato nella programmazione di Radiotre... fino ai primissimi anni '90, almeno la domenica sera, era garantito l'ascolto di un'opera completa pure su Radiouno), torniamo a gusti più popolari e (per quel tempo) giovanili. E' venerdì, giorno di classifiche discografiche, il cui attuale re, Lucio Battisti, da qualche settimana è anche protagonista di un breve antipasto in veste di conduttore, assieme al fido Mogol e a un altro grande paroliere, Alberto Testa (scomparso nel 2009). Questo programma è intitolato Arriva il compressore e pare proprio che negli archivi di Radio Milano non vi sia più traccia dei relativi nastri. Peccato, davvero !
Dopo la Hit Parade, alla cui guida è tornato da tempo Lelio Luttazzi, ecco l'immancabile appuntamento con...

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... Su di giri !.
Davvero interessante la scaletta diffusa in quei venticinque minuti di musica che puntualmente precedono i Gazzettini informativi regionali. Poc'anzi parlavamo di Lucio Battisti e continuiamo a parlarne, dato che, tra i dischi messi in onda tra le 14,05 e le 14,30 di quel venerdì 20 agosto di 40 anni or sono, figura un grossissimo successo del periodo, firmato dall'infaticabile cantautore laziale e affidato al trio composto da Tony Cicco (batteria e voce solista), Alberto Radius (chitarra e seconda voce) e Gabriele Lorenzi (organo), alias la Formula 3: Eppur mi son scordato di te.

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Anche se scoppierà da noi solo fra un annetto, il fenomeno - Elton John non manca di coinvolgere i più attenti osservatori delle principali novità provenienti d'Oltremanica. Ne è prova il buon successo di Your song:

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Fausto Leali ha cambiato casa discografica (è passato dalla RI-FI alla Phonogram Philips), ma non certo sound e simpatia. Forse America non vende troppo, ma comunque è molto gettonata nei juke-boxes:

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Rita Pavone sta valorizzando un giovane cantautore romano che sta già cominciando a far parlare di sè e che presto diventerà un mostro sacro: il ventenne Claudio Baglioni. Non a caso, l'ultimo 45 giri inciso dall'ex - Pel di Carota contiene due brani del cantastorie dei giorni nostri: Se... casomai, semifinalista al Disco per l'Estate (ve la proponemmo nel giugno del 2010, quando rivisitammo la fase finale del concorso canoro RAI 1971 di Saint Vincent) e La suggestione, notissima in Francia con il titolo nazionalista di Bonjour la France.

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Hot love, con quell'orecchiabile coretto che si ripete all'infinito è e rimarrà il maggior successo di un gruppo inglese specializzato nel genere pop glamour, i T. Rex (T. sta per Tyrannosaurus), capeggiati dallo sfortunato Marc Bolan:

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Bobby Vinton è un crooner moderno: con lui vengono riesumati stili musicali e perfino di arrangiamento ormai abbandonati, che ben si adattano comunque alle sue interpretazioni. Della vecchia No arms can ever hold you (che noi italiani conosciamo con il titolo Nessuno al mondo, successo di una dozzina d'anni prima nell'interpretazione di Peppino Di Capri e dell'apòlide Caterina Valente) Vinton ha voluto incidere, nel 1970, una versione che con un parolone oseremmo definire filologica, tanto facilmente si confonde con un'incisione del '59 - '60:

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Gianni Morandi ha perduto improvvisamente il papà, che lo stava seguendo in tournée in Sudamerica: i giornali di quel venerdì non mancano di segnalare in un trafiletto la ferale notizia. Il destino vuole che la trasmissione di Su di giri termini con una toccante canzone registrata dal Morandino sul finire del 1966, al tempo della lavorazione della favola musicale cinematografica Per amore, per magia (dite la vostra chè ho detto la mia), diretta da Duccio Tessari e musicata da Luis Bacalov con la direzione musicale di Ennio Morricone: Questa vita cambierà.

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Parliamo ora per un attimo del Terzo Programma, da sempre l'oasi di chi è assetato di cultura e di sapere. Oltre ad organizzatissimi programmi musicali e di attualità inerenti a tutte le sette arti (per non parlare di brevi, esaurienti conversazioni sui più svariati argomenti), è costume della rete mandare in onda, come gradevoli e graditi intervalli, brevi composizioni di autori più o meno celebri. Tra le 14,20 e le 14,30 di quel pomeriggio viene mandata in onda, nell'incisione che Herbert Von Karajan effettuò quattro anni prima per la Deutsche Grammophon Gesellschaft alla testa dei Filarmonici di Berlino, l'agile (dura appena 9 minuti) e famosissima Marcia Slava di Piòtr Ilijc Ciaikowski. Fedeli allo stile della futura Radiotre, facciamo precedere l'ascolto del brano da una breve presentazione, quella scritta nel 1985 dalla valente esperta Patrizia Luppi:

Fra i lavori sinfonici di Ciaikowski ci sono anche alcune Marce, scritte in genere su commissione. La più celebre di queste è la Marcia Slava op. 31. Venne richiesta al musicista dall'Associazione Russa per la Musica, ed eseguita per la prima volta nel 1876 a Mosca durante un concerto di beneficenza della Croce Rossa, i cui proventi erano destinati ai soldati rimasti feriti nella guerra fra la Serbia e la Turchia, confluita poi nel conflitto russo-turco. Ovviamente, la destinazione del lavoro condizionò l'ispirazione del musicista: di impronta solenne e trionfale, ma con episodi brillanti in cui si stempera l'atmosfera marziale, il lavoro si basa su arie popolari serbe e sull'inno nazionale della Russia zarista, che Ciaikowski rielabora con abilità.
(da CLASSICA - GUIDA ALL'ASCOLTO, Fabbri Editori, 1985, pag. 128)

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Anche le proposte radiofoniche musicali del pomeriggio sono quanto mai allettanti: il Secondo gioca ancora la carta vincente di quella Pomeridiana rivelatasi nel corso degli anni un riempitivo con i fiocchi, riuscendo a conglobare in un paio d'ore di programma brani davvero per tutti i gusti, C'è posto per ogni cosa, a partire dal jazz freddo di Paul Desmond, che al sax contralto rivisita in chiave personale Les feuilles mortes (Autumn leaves)

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Segue la rivelazione degli ultimi mesi, Carlos Santana, alla testa di un complesso (che tutti nominano come i Santana) specializzato in un gradevole quanto originale latin rock: Jingo.

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In mattinata è andata in onda la versione di Carmen Villani: ecco ora Come stai ? nella teatrale e coinvolgente interpretazione dell'autore, Domenico Modugno.

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Un po' di allegria con il direttore d'orchestra tedesco James Last, che in tutto il mondo viene definito giustamente come The gentleman of music per il garbo dei propri arrangiamenti, facilmente percepibile anche in questa lettura de La bamba:

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La dolce e nasale voce di Peppino Gagliardi, altro cantante italiano molto popolare in quel periodo, cesella la delicata Ti voglio:

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Ornella Vanoni, in occasione di uno spettacolo teatrale dedicato alle più significative canzoni d'amore d'autore, propone in italiano una recente, travolgente composizione del sempreverde Gilbert Becaud (La solitude ça n'existe pas):

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Infine ecco Riz Ortolani, compositore italiano di colonne sonore che è attivo anche nei paesi anglosassoni, in Una sull'altra, tema originale tratto dal film omonimo diretto da Lucio Fulci:

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Anche l'edizione estiva di Per voi giovani, rubrica che, come ricordato in alcuni post precedenti, proprio all'inizio del '71 fu vittima di una normalizzazione censoria a seguito di alcuni servizi di denuncia sociale piuttosto scomodi (in particolare sui mali della scuola secondaria superiore italiana), continua a seguire la nuova chiave monografica impressa da Paolo Giaccio e dal triestino Mario Luzzatto Fegiz. Infatti, la parte musicale di ogni puntata è interamente dedicata a un protagonista della musica pop, cantante solista o complesso che sia. Quel pomeriggio sono di scena i Procol Harum, il gruppo inglese fondato da Gary Brooker (che un giorno - e lo abbiamo scoperto appena adesso consultando l'insostituibile rete - sarà nominato Baronetto dalla Regina Elisabetta) e che imposta un discorso progressivo atto a miscelare sapientemente ritmiche moderne ed arie addirittura bachiane. Fu questa la ricetta che impose la formazione in tutto il mondo quattro anni prima, inizialmente con A whiter shade of pale e subito dopo con Homburg:

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La popolarità raggiunta in Italia dal complesso, anche per merito di alcune versioni nella nostra lingua incise da complessi locali (come i Dik-Dik e i Camaleonti), diede il via a un breve periodo tricolore che sarebbe stato senz'altro coronato da una partecipazione al festival di Sanremo 1969 se non fossero sfumati all'ultimo momento gli accordi con Ezio Radaelli, organizzatore di quell'edizione. Ad ogni modo, altri brani vennero coverizzati nel nostro Paese, come A salty dog, che venne incisa sia dai catanesi Beans di Tony Ranno (nella primissima formazione, prodotta da Nico Fidenco, che ebbe vita discografica piuttosto breve), sia da Massimo Ranieri. La versione originale dei Procol Harum, invece, ebbe l'onore di essere utilizzata quale sigla di chiusura del programma televisivo per i ragazzi Avventura (merito di uno dei curatori, il compianto Mino Damato, cultore di pop e rock):

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Fu proprio per l'ottima accoglienza avuta in Italia che da noi il brano strumentale Repent Walpurgis, titolo difficile da memorizzare (eravamo in un periodo in cui era ancora il francese la lingua più studiata nelle scuole, anche se la passione per l'inglese era sempre crescente proprio grazie alle canzoni), uscì come Fortuna:

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Da un po' di tempo il discorso musicale del gruppo, che nel frattempo ha cambiato qualche elemento, si sta facendo più impegnativo e meno commerciale. Lo dimostra il 33 giri Home, uscito l'anno prima, il cui brano di punta è About to die (che inspiegabilmente la censura radiofonica RAI storpia in About to day - sic ! -):

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L'ultimo lavoro s'intitola invece Broken barricades: da esso Giaccio e Luzzatto Fegiz fanno ascoltare dapprima la title track...

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... e poi Simple sisters.

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C'è perfino spazio per un'anteprima, quella di un disco in preparazione che il complesso ha inciso nientemeno che con il supporto di una grande orchestra sinfonica (nella fattispecie quella di Edmonton), un po' sul modello dei Deep Purple e di altri gruppi che hanno voluto tentare questa ardita via. Un intero lato sarà occupato da una suite intitolata In held twas in: questo è il primo movimento.

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Stiamo per avviarci alla fine di questa ricostruzione (la più accurata possibile, almeno speriamo) dei programmi radiofonici di venerdì 20 agosto 1971. Prima di salutarci, però, vale la pena menzionare due programmi serali del Secondo. Il primo è un bellissimo ciclo (che andrà avanti fino al 1976) sulle canzoni popolari italiane, debitamente commentate da un grande esperto, il Dottor Otello Ermanno Profazio da Rende (Cosenza). Più noto semplicemente come Otello Profazio e attivo come cantante e cantautore folk addirittura dagli anni '50, cioè al tempo dell'Università (i suoi primissimi dischi uscirono a 78 giri !), l'artista calabrese si laureò in Lettere con una tesi in Storia delle tradizioni popolari, ovviamente prendendo spunto da canti e musiche del Mezzogiorno d'Italia. Fu un argomento talmente rivoluzionario e nuovo, che la commissione dell'esame di laurea consentì al candidato di utilizzare la chitarra durante la discussione della dissertazione per accompagnare il canto nel dimostrare alcuni esempi pratici. D'altronde, questi erano gli anni in cui, con lo zampino dello studioso statunitense Alan Lomax, la RAI aveva dato vita a una rubrica dal titolo Chiara fontana, ancora in programmazione nel '71 (come avete visto), ma atta a limitarsi ad ascolti annunciati semplicemente con titoli ed esecutori (dell'esperienza italiana di Lomax parleremo senz'altro in futuro). C'era quindi bisogno di un altro programma che spiegasse a tutti il significato e il valore dei mille volti del folklore regionale nostrano, sicchè proprio nel '71 nasce Quando la gente canta, introdotta naturalmente dalla voce di Profazio che canta Vitti 'na crozza, in versione praticamente integrale e senza lo stucchevole Tirallalleru-lalleru-lalleru che rende ingiustamente briosa una canzone così drammatica come quella intonata dai picciotti garibaldini al tempo della spedizione dei Mille:

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Dulcis in fundo, miei cari amici vicini e lontani, buona sera ! Pur se non è più il grande mattatore di un tempo, Nunzio Filògamo non manca di condurre per la radio alcune rubriche, in onda dagli studi di Radio Torino per la regia di Vincenzo Romano. In quel periodo, l'ex - Aramis de I quattro moschettieri di Nizza e Morbelli si occupa di nuove canzoni francesi, embrione di quella che sarà la successiva trasmissione Toujours Paris, che invece allargherà il discorso anche ai classici musicali transalpini. Domenica 22 debutterà sui teleschermi del Programma Nazionale un'interessante serie francese di sicuro successo, quella dedicata ad Arsenio Lupin (con Georges Déscrieres de la Comedie Française): per ricordare l'imminente evento televisivo, viene mandato in onda, tra gli altri, il disco della canzone - sigla di chiusura dei telefilm, L'Arsène, cantata dal marito di Françoise Hardy, l'ex - ribelle Jacques Dutronc:

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Con la sigla di Arsenio Lupin, mandata in onda in anteprima, termina qui il nostro post. Vi ringraziamo per l'attenzione e vi diamo appuntamento senz'altro al prossimo intervento.

Un caro e cordiale saluto da
CBNeas