giovedì 6 settembre 2012

Lunedì 3 settembre 1973

NAZIONALE

la TV dei ragazzi

18,15  SILVESTRO E GONZALES IN ALTA TENZONE
           Cartoni animati
           Prod. : Warner Bros.
18,30  LA STORIA DI OTOMARU
           Favola a pupazzi animati
           Prod. : Giapponese
           Distr. : Beta Film
18,45  IMMAGINI DAL MONDO
           Rubrica realizzata in collaborazione con gli Organismi Televisivi aderenti all'U.E.R. - E.B.U.
           a cura di Agostino Ghilardi
19,15  RAGAZZO DI PERIFERIA
           Un asino senza alloggio
           con Hans Joachim Bohm, Rolf Bogus, Ilija Richter, Regina Mahr
           Regia di Wolfgang Teichert
           Prod.: Alfred Greven per Z.D.F.

GONG (Nuovo All per lavatrici - Dentifricio Colgate)

ribalta accesa

19,45  TELEGIORNALE SPORT
           TIC - TAC (Pepsodent - Carne Simmenthal - Deodorante Daril - Rex Elettrodomestici)
           SEGNALE ORARIO
           CRONACHE ITALIANE
           ARCOBALENO 1 (Piperita - Goddard - Olio Sasso)
           CHE TEMPO FA
           ARCOBALENO 2 (Pannolini Lines Pacco Arancio - Gran Pavesi)
20,30  TELEGIORNALE
           Edizione della sera
           Direttore Willy De Luca
           CAROSELLO
          (1) Sottilette Extra Kraft - (2) Pentolame Aeternum - (3) Aranciata Ferrarelle - (4) Doppio Brodo Star - (5) Ava lavatrici
          I cortometraggi sono stati realizzati da : 1) Compagnia Generale Audiovisivi - 2) Film Leading - 3) Film Makers - 4) Jet Film - 5) Arca

   -    Baci Perugina

21,00  GERARD PHILIPE: IL FASCINO DELL'ATORE
           Presentazione di Gian Luigi Rondi
           IL DIAVOLO IN CORPO
           Film - Regia di Claude Autant-Lara
           Interpreti: Gerard Philipe, Micheline Presle, Jacques Tati
           Produzione: Franco London Film - Universalia - ENIC
           DOREMI' (Rujel Cosmetici - Simmy Simmenthal - Camicie Ingram - Aperitivo Cynar - Lacca Adorn)
22,50  L'ANICAGIS presenta
           PRIMA VISIONE
           BREAK 2 (Cedrata Tassoni - Caramelle Perugina)
23,00  TELEGIORNALE
           Edizione della notte
           CHE TEMPO FA - SPORT

SECONDO

               TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
               PER LA ZONA DI BOLZANO

                             SENDER BOZEN

              SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30  DAS KRIMINALMUSEUM
           Die Spur fuhrt nach Amsterdam
           Polizeifilm mit Reinhard Glemnitz
           Regie: Wolfgang Becker
           Verleih: Telepool
20,40 - 21,00  TAGESSCHAU

21,00  SEGNALE ORARIO
           TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
           INTERMEZZO (Candele Champion - Galbi Galbani - Camay - Cassettophone Philips - Succhi di frutta Go' - Vim Clorex)
21,15  INCONTRI
           a cura di Gastone Fàvero
           Un'ora con Saul Steinberg
           L'arte di vivere nel labirinto
           di Sergio Zàvoli
           (Replica)
           DOREMI' (Amaro Dom Bairo - Ritz Saiwa - Esso Shop)
22,15  RASSEGNA DI BALLETTI
           presentata da Vittoria Ottolenghi
           LA STRADA
           Balletto di Mario Pistoni su soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli
           Musiche di Nino Rota
           Con Carla Fracci, Aldo Santambrogio, Mario Pistoni e il soprano Margherita Benetti
           Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano
           Coreografie di Mario Pistoni
           Assistente coreografa: Gilda Majocchi
           Scene di Ezio Frigerio
           Costumi di Luciano Damiani
           Luci di Giuseppe Della Noce
           Orchestra Sinfonica di Milano della Radiotelevisione Italiana diretta da Armando Gatto
           Regia di Vito Molinari
           (Registrazione effettuata negli studi della RAI di Torino)
           (Replica)

TSI - SVIZZERA

16,00  In Eurovisione da Belgrado
           TUFFI: CAMPIONATI DEL MONDO
           Finali femminili
           Cronaca diretta
           (A COLORI)

19,25  QUANDO SARO' GRANDE
           Il gioco del mestiere con Fosca e Michel
           (A COLORI)
19,55  FANTASIA
           Cartone animato
           (A COLORI)
20,05  TELEGIORNALE    1a edizione
           (A COLORI)
20,10  TV-SPOT
20,15  ORNITOLOGIA
           Documentario
           Un anno e un giorno
           (A COLORI)
20,40 TV-SPOT
20,45  OBIETTIVO SPORT
           Commenti e interviste del lunedì
21,15  TV-SPOT
21,20  TELEGIORNALE    Edizione principale
           (A COLORI)
21,35  TV-SPOT
21,40  IL BARONE
           Telefilm
           Il cammeo maledetto
           (A COLORI)
22,30  ENCICLOPEDIA TV
           Colloqui culturali del lunedì
           Eredità dell'uomo
           Il tempo dei barbari
           Realizzazione di Pierre Barde e Henri Stierlin
           (A COLORI)
23,10  In Eurovisione da Berlino
           POP 73
           Secondo Festival Internazionale della Radio e della Televisione
           con la partecipazione dei cantanti: Donna Hightowe, Mary Roos, Roy Black e Anita, Rex Gildo, Demis Roussos, Hurricane Smith, Gilbert O' Sullivan, Françoise Hardy, del direttore d'orchestra Quincy Jones e del complesso Middle of the Road.
           Presenta Rudi Carrell
           Orchestra di musica leggera della Radiotelevisione di Berlino Ovest diretta da Paul Kuhn
           (A COLORI)
0,55  TELEGIORNALE    3a edizione
          (A COLORI)

N.B.: per indisponibilità dei relativi documenti, non siamo per ora in grado di fornirvi il palinsesto di Koper - Capodistria.
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Il dolce e discreto settembre televisivo di un tempo, quando (con la sola eccezione del 1970) veniva mantenuta la struttura della programmazione estiva anche in virtù della maggior durata delle vacanze scolastiche, si ripresenta a voi lettori del Focolare, prendendo inizialmente spunto da un'ennesima quanto indicativa analogia di date. Chiamiamo quindi nuovamente in causa il 1973 per trovare un altro lunedì 3 settembre, assai ricco di (ri)proposte assai gradite al pubblico di tutte le età, sempre tenendo conto di gusti e interessi ben amalgamati (come non avviene più - e da tempo - nella televisione generalista moderna).

Lunghe ore di monoscopio e poi, finalmente, alle 18,14 in punto, via alle trasmissioni della RAI ! ! !

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Come ogni lunedì, a fare gli onori di casa dallo studiolo di Corso Sempione in Milano è la raffinata Maria Grazia Picchetti, che introduce il ricco programma predisposto nella seguente ora e mezza per i più giovani e augura a questi il buon divertimento. Come inizio non c'è proprio male, essendo di scena due grandissimi eroi dei cartoni animati d'Oltreoceano, Gatto Silvestro e Speedy Gonzales, i cui scontri sono sempre appassionanti e spettacolari. Rivediamo due loro shorts, tratti rispettivamente dalle due serie per eccellenza della Warner e proposti con l'inconfondiblie sonorizzazione vocale originale da parte del multiforme Mel Blanc, partendo da Nuts and Volts, dall'edizione 1963 dei Looney Tunes (all'epoca trasmessi in Italia anche con il titolo di Zoofollìe):

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Il secondo cartone animato che abbiamo scelto appartiene invece all'altra celeberrima serie di Chuck Jones e Fritz Freleng, sempre sotto l'ègida della Warner Bros : le Merrie Melodies. Vediamo ancora in alta tenzone i nostri rivali, Silvestro e Gonzales, protagonisti qui di un episodio del 1959 dal titolo West of the Pesos, da ascoltare rigorosamente in versione originale, non foss'altro perchè Speedy e i suoi amici si esprimono in uno spettacolare Spanglish

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Seguono una favola tradizionale giapponese, il consueto appuntamento del lunedì con il telegiornale internazionale per i ragazzi Immagini dal mondo (che si giova ancora di quella bellissima sigla dei bambini che bussano alle porte degli amici del palazzo, purtroppo attualmente introvabile su YouTube) e un telefilm tedesco già trasmesso un paio d'anni prima in versione italiana ed ora in replica, dedicato a un giovanissimo personaggio di nome Till, Ragazzo di periferia, il quale racconta le proprie avventure dopo un breve colloquio con il padre, sicuramente un uomo di lettere. Il giovanissimo (allora) attore protagonista di questa serie girata nel 1967 è Hans-Joachim Bohm. Rivediamone un breve, ma incisivo frammento, anche in questo caso in edizione originale:

             
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Il TG della sera punta ancora una volta il dito sul tema più scottante di quei giorni, ossia l'epidemia di infezione colerica che sta flagellando soprattutto le città di Bari e Napoli: anzi, sembra che i maggiori problemi vengano vissuti proprio dal capoluogo campano e su questo un po' tutti i mezzi d'informazione ci marciano, anche ingigantendo eccessivamente le reali problematiche (complice il tradizionale pregiudizio nei riguardi dei partenopei, pur se i più poveri di essi devono convivere con un certo degrado ambientale). Solo dopo molto tempo si scoprirà la verità sul proliferare di tale dannosa e contagiosa malattia, causata solamente da una partita di cozze provenienti dal Nordafrica e smerciate non solo nell'Italia Meridionale,ma anche in Spagna. Malgrado tutto questo, malgrado Napoli esca ben presto e dignitosamente da questa dura situazione (a Barcellona bisognerà aspettare il 1975-'76 perchè tale emergenza possa dirsi superata), diventa proverbiale l'errata e crudele associazione di idee Napoli=colera, che in taluni casi (soprattutto negli ambienti dell'imbecillità di un certo tifo calcistico) sopravvive ancor oggi, dopo ben 39 anni ! Riteniamo eloquente, pertanto, inserire testè una clip che sintetizza il documentario trasmesso nel 2007 da La storia siamo noi su RAITRE e che analizza questo brutto evento, puntualizzandone una volta per sempre i principali aspetti:    

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 "Una domenica dell'aprile 1917, prendemmo, come spesso facevamo, il treno per La Varenne, di dove si doveva andare a piedi a Ormesson. Mio padre mi disse che dovevamo trovarci a La Varenne con persone simpatiche, i Grangier. Li conoscevo perchè avevo visto il nome della loro figliuola, Marta, nel catalogo di una esposizione di quadri. Un giorno, avevo sentito i miei genitori parlare della visita d'un signor Grangier. Era venuto con una cartella piena delle opere della figlia, che aveva diciott'anni. Marta era malata. Il padre avrebbe voluto farle la sorpresa che i suoi acquerelli figurassero in una esposizione di beneficienza di cui mia madre era presidentessa (...) Quando il treno entrò nella stazione, Marta era in piedi sul predellino. "Aspetta che il treno sia fermo," le gridò la madre... L'imprudente mi piacque.
Il suo vestito, il cappello, semplicissimi, indicavano poca stima per l'opinione di sconosciuti(...) Siccome facevo dei complimenti a Marta per i suoi acquerelli, mi rispose modestamente che erano studi. Non avevano importanza. Mi avrebbe fatto vedere qualcosa di meglio; dei fiori stilizzati. Credetti di non doverle dire, per una prima volta, che trovavo ridicoli simili fiori.
Di sotto il cappello, non poteva vedermi bene; ma io la osservavo.
"Somigliate poco alla vostra signora madre," le dissi.
Era un madrigale.
"Me lo dicono qualche volta, ma quando verrete da noi, vi farò vedere delle fotografie della mamma quand'era giovane; le somiglio molto". 
Fui rattristato da questa risposta, e pregai Dio di non farmi veder Marta quando avrebbe avuto l'età della madre (...) Cercavo d'indovinare i suoi gusti letterari; fui felice che conoscesse Baudelaire e Verlaine, incantato del modo come amava Baudelaire, che pure non era il mio. Vi sentivo un senso di rivolta (...) Spiacevolmente sorpreso di sapere ch'era già fidanzata, mi rallegrai di constatare ch'essa disobbediva a un soldato abbastanza ingenuo da temere Baudelaire (...) Il suo fidanzato le aveva anche proibito la scuola del nudo. Io, che non ci andavo, le proposi di condurvela, aggiungendo che vi andavo spesso a disegnare. Ma, dopo, per paura che la mia menzogna venisse scoperta, la pregai di non parlarne con mio padre (...). Ero felice che si formasse tra noi un segreto ed io, timido, mi sentivo già tiranno con lei".
(da RAYMOND RADIGUET, Il diavolo in corpo, traduzione di Maria Ortiz, Garzanti, 1966 - su licenza temporanea Bompiani, 1946 -, pagg. 23-27)      

Questa è la versione originale del primo incontro tra l'anonimo studente liceale quindicenne e Marta, diciannove anni (prossima sposa di Giacomo, impegnato sul fronte in piena Grande Guerra), protagonisti di un romanzo che rappresentò un esempio di vera trasgressione per i ragazzi degli anni Venti, Il diavolo in corpo del francese Raymond Radiguet, scrittore morto a soli vent'anni. Nel 1947, il regista Claude Autant-Lara ne girò un adattamento cinematografico (assai discusso in certi ambienti moralistici, specie in Italia e nella stessa Francia, ma premiato alla grande da pubblico e critica) modificando alcuni particolari: prima di tutto venne dato un nome al ragazzo, François (cosa che comunque era nelle intenzioni di Radiguet a suo tempo), e poi si stabilì di fare della bella Marta un'infermiera. Venne anche inventato un finale, con il funerale della giovane donna, morta per le conseguenze di un parto prematuro frutto proprio della peccaminosa relazione con lo studente, atto a fare da contrastante sfondo alla gioia della gente per la fine del primo conflitto mondiale.
Per Le diable au corps (ovvero Devil in the flesh, trattandosi di una coproduzione, seppur in piccolissima parte, con l'Inghilterra) furono scelti due giovanissimi e bellissimi attori: Micheline Presle, che recentissimamente ha tagliato il traguardo dei 90 anni, e Gèrard Philipe, scomparso invece prematuramente nel 1959 a soli 37 anni e al quale, proprio da quel lunedì, la RAI dedica un ciclo monografico, con la trasmissione settimanale dei film più noti da lui interpretati, a cura del sempre solerte critico valtellinese Gian Luigi Rondi, profondo conoscitore proprio della cinematografia transalpina. Eccovi quindi una sequenza da Il diavolo in corpo:

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 Serata di repliche sul Secondo, ma quali repliche ! La prima serata è appannaggio di uno tra i più riusciti Incontri, ossia le lunghe interviste del TG ad autorevoli personalità dei più svariati campi: il colloquio tra Sergio Zavoli e il disegnatore ebreo-rumeno Saul Steinberg, perfezionatosi a Milano, al Politecnico, e poi negli States, ove dovette riparare dopo la decisione del Duce di adeguarsi alle disposizioni razziali hitleriane. La prima trasmissione risale a sei anni prima, ma non è certo difficile inserirla nella rassegna estiva 1973 dedicata al meglio di questa storica trasmissione giornalistica, che proseguirà l'anno successivo con nuovi appuntamenti all'uopo preparati. 
Wikipedia, proprio nella biografia italiana di Steinberg, ci riserva una citazione tratta dall'intervista rilasciata dall'artista a Zàvoli e ci fa comodo riprenderla in questa sede, non disponendo per ora in rete di estratti di facile visione:
   
" Il disegno come esperienza e occupazione letteraria mi libera dal bisogno di parlare e di scrivere. Lo scrivere è un mestiere talmente orribile, talmente difficile... Anche la pittura e la scultura sono altrettanto difficili e complicate e per me sarebbero una perdita di tempo. C'è nella pittura e nella scultura un compiacimento, un narcisismo, un modo di perdere tempo attraverso un piacere che evita la vera essenza delle cose, l'idea pura; mentre il disegno è la più rigorosa, la meno narcisistica delle espressioni ".

Abbiamo invece l'opportunità di ammirare alcuni tra gli schizzi meglio riusciti di Saul Steinberg, debitamente montati con un sottofondo musicale di recente concezione, almeno per dare una minima testimonianza di questo personaggio che, durante il periodo di studio trascorso in Italia, ebbe quali colleghi due giovani di belle speranze di nome Luigi Comencini e Alberto Lattuada (e scusate se è poco...):

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Facciamo per un attimo una puntatina dalle parti della TSI, sempre bazzicate da quei fortunati che, con la scusa delle Olimpiadi bavaresi di un anno prima, sono già provvisti di un apparecchio a colori e possono godersi cose sino a quel momento televiste solo in bianco e nero: per esempio, quella sera, l'emittente rossocrociata in lingua italiana diffonde un episodio della serie poliziesca di produzione inglese Il Barone, con un dinamico attore statunitense, Steve Forrest. Vi proponiamo un breve lancio per le televisioni statunitensi, seguito dai titoli di testa dei vari episodi:           

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 Se l'Incontro con Saul Steinberg risale al 1967, dell'anno successivo è la seconda replica che popola il palinsesto di quel 3 settembre del Secondo Canale della RAI, rete che, per la seconda estate consecutiva, antologizza una serie di riprese televisive di danza classica e moderna (anche acquistate da emittenti straniere), affidando tale compito, con appositi interventi introduttivi, alla brillante e raffinata Vittoria Ottolenghi, un'insegnante d'Inglese (allieva del Professor Mario Praz) presto convertitasi al giornalismo e alla divulgazione dell'arte di Tersìcore, cosa che la impegnerà con entusiasmo sino al 2011, a 87 anni compiuti, allorquando gli acciacchi dovuti all'età la costringeranno a fermarsi. Le serie del '72 e del '73 sono sostanzialmente la prova generale di quella Maratona d'estate che si rivelerà la più longeva tra le trasmissioni culturali (sia pur qui con uso di spettacolo) della RAI, andando avanti per oltre quindici anni.
Dunque, lo spettacolo di danza che viene ritrasmesso a cinque anni dalla prima emissione è la ben nota coreografia che Mario Pistoni ha preparato per il Teatro alla Scala di Milano basandosi sul film La strada di Federico Fellini (Premio Oscar 1956 per la migliore pellicola non in lingua inglese, pur avvalendosi nel cast di due attori statunitensi come Anthony Quinn e Richard Basehart, quest'ultimo sposato con una collega italiana, Valentina Cortese). Il ruolo di Gelsomina, che al cinema,come tutti ben sanno, era stato di Giulietta Masina, è stato costruito su misura per Carla Fracci, riservandosi Pistoni stesso la parte del Matto e affidando quella di Zampanò ad Aldo Santambrogio. Per l'occasione, Nino Rota, autore della colonna sonora, ha riveduto i propri spartiti e li ha riscritti inserendoli in un'apposita suite sinfonica, che oggi spesso si esegue anche in forma di concerto (come documenta questo recente filmato proveniente dalla Germania, con l'interpretazione dell'Orchestra della Radio di Monaco di Baviera diretta da Ulf Schirmer che ne presenta una versione ridotta):

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Non possiamo però ignorare il famosissimo tema di Gelsomina, inspiegabilmente assente nell'esecuzione appena udita e vista, per cui rimediamo con l'Orchestra Civica di Fiati di Milano, ripresa durante un concerto di quasi tre anni fa nel mitico cinema-teatro Dal Verme, storico fiore all'occhiello del capoluogo lombardo:

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Del balletto LA STRADA si parla in
LUNARIO DEI GIORNI DI TELE
di Cesare Borrometi

La TV degli anni d'oro come non è stata mai narrata



Con il passare degli anni crescono sempre più la nostalgia e l’interesse per la vecchia TV di qualità: appositi canali digitali, siti Internet dedicati, pubblicazioni periodiche, tanto nelle edicole quanto nei negozi specializzati; DVD contenenti, tutte o in parte, storiche trasmissioni di ieri, libri a carattere storico-rievocativo godono di un pubblico scelto, appassionato e spesso anche esigente. Eppure c’era una lacuna da colmare: un almanacco, un lunario che raccogliesse, giorno per giorno, una vasta gamma di programmi di quel periodo d’oro, dal varietà allo sceneggiato, dalla pubblicità all’informazione, dalla TV dei ragazzi al teatro, allo sport, alla cultura e via dicendo. In tutto 366 titoli, uno per ogni giorno dell’anno, scelti in base alla relativa data di trasmissione (o di inizio serie per i programmi a puntate) o ad eventi particolari atti a determinarne il successo, e corredati da schede tecniche, presentazioni e commenti. Questa lacuna viene oggi colmata da Cesare Borrometi, ideatore di una formula che senz’altro cambierà il modo di gestire la storiografia sull’argomento: fermo intendimento dell’autore è di produrre nel tempo ulteriori libri del genere, fornendo all’appassionato, allo studioso e al curioso un panorama il più possibile preciso dei giorni, dei mesi e degli anni che hanno visto sbocciare trasmissioni e personaggi di fama del “piccolo schermo” da riscoprire e rivalutare.

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Chi riesce a captare la TSI e vuole finire la serata in bellezza, senza angosciarsi al suono dell'inquietante oboe delle Armonie del pianeta Saturno, ormai equivalente alla tromba del Silenzio, ha un'opportunità divertente e distensiva: viene trasmesso in Eurovisione da Berlino Ovest uno spettacolo musicale che vede in scena stars tedesche e straniere della canzone del periodo. Mancano gli italiani (ed è un peccato, ma ancora Marcella Bella e Mia Martini non sono del tutto lanciate internazionalmente, Gabriella Ferri ha un temperamento troppo latino per i gusti teutonici e la bizzosa Patty Pravo non viene invitata nemmeno), ma in compenso ci sono ospiti di riguardo che scopriremo tra poco. Per ora incominciamo con le voci dell'allora Repubblica Federale Tedesca, a partire da Mary Roos, una vivace artista di Bingen (che ha pure tentato tempo prima di farsi conoscere in Italia incidendo un 45 nella nostra lingua, ma senza alcun successo) che rende omaggio a Marlene Dietrich con questo motivetto, dal titolo Oh, oh, Marlene !

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 Si chiama Gerhard Höllerich, ma è più noto come Roy Black e da tempo fa coppia fissa (in senso artistico, s'intende) con una bambina norvegese di nome Anita: insieme essi si presentano al pubblico televisivo europeo con la canzone Verliebt und froh und Heiter (Innamorato, felice e allegro).  

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Come Roy Black, anche Rex Gildo, sempre allegro sul palco, è stato un uomo tormentato: entrambi sono poi scomparsi prematuramente, vittime di quel male oscuro che è sempre stata la depressione. A Pop 73, Herr Ludwig Franz Hirtreiter (questo il vero nome del cantante bavarese) si scatena in una Fiesta mexicana:

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Passiamo ora alle vere stars incominciando con un complesso di ragazzi scozzesi (guidati dalla bellissima e attraente Sally Carr) formatosi a Roma e dalla nostra Capitale partito alla conquista dell'Europa, ottenendo interessanti risultati non solo nel Regno Unito, ma anche e soprattutto in Germania, ormai diventata come una seconda patria: i Middle of the Road eseguono Yellow boomerang.

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L'ex-voce solista degli Aphrodite's Child, ossia Demis Roussos, è l'idolo della gioventù romantica di tutta Europa, grazie a motivi di grande suggestione e arrangiamenti che richiamano alla mente la Grecia, patria dell'artista (peraltro nato in Egitto): Forever and ever.

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Un arrangiatore inglese già cinquantenne, Hurricane Smith, si cimenta con il canto ed esce con un motivetto demodè assai elegante, Oh babe, what would you say ?

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La breve e prolifica stagione di successo di Gilbert O' Sullivan si avvia al termine (mai più il cantautore irlandese si ripeterà ad altissimi livelli) con l'orecchiabile e rockeggiante Get down:

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A proposito di Gilbert O' Sullivan, abbiamo trovato un filmato in cui il presentatore di questo grande spettacolo offerto in Eurovisione dalla ARD, Rudi Carrell, si cimenta in una parodia di Clair :

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Con questo sketch musicale di estrazione teutonica termina il nostro post, augurandoci che anch'esso possa essere di vostro gradimento. Vi ringraziamo per l'attenzione e vi diamo appuntamento al prossimo, imminente intervento.

Buon proseguimento di giornata  ! ! !

CBNeas 

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