martedì 20 luglio 2010

Martedì 20 luglio 1954



TELEVISIONE

17,30 PROGRAMMA PER I RAGAZZI
LE AVVENTURE DI GENE AUTRY
Telefilm
Cavallo campione
Regia di Wallace Fox
Produzione C.B.S.
Interpreti: Gene Autry, Pat Buttram, Alan Hale, Gail Davis
18,00 VASCELLO STREGATO
Regia di Charles Rogers
Produzione Hal Roach
Interpreti: Stan Laurel, Oliver Hardy

20,45 TELEGIORNALE
21,00 LA CORONA DI FERRO
Film - Regia di Alessandro Blasetti
Produzione Lux - Enic
Interpreti: Elisa Cegani, Gino Cervi, Rina Morelli, Paolo Stoppa, Massimo Girotti
22,30 REPLICA TELEGIORNALE
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Come preannunciato ieri, stasera si continua a parlare di cinema in TV con il nostro recensore per eccellenza, Orlando, che ci presenta un classico nostrano risalente agli ultimi anni del Fascismo, La corona di ferro
di Alessandro Blasetti, trasmesso dall'ancora unico canale della RAI la sera del 20 luglio 1954:

In piena seconda guerra mondiale, l'edizione 1941 della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica si svolse in edizione ridotta in un paio di sale di Venezia, lontano dagli sfarzi del Lido e con la partecipazione di Italia, Germania e di altri pochi Stati non coinvolti nel conflitto (Svizzera, Svezia, Argentina). Tra i film proiettati, al cospetto di gerarchi fascisti e nazisti in divisa, Ore nove: lezione di chimica di Mario Mattoli, La nave bianca del giovane Roberto Rossellini, e La corona di ferro diretto da Alessandro Blasetti, regista "gradito al regime" dopo la realizzazione di pellicole come Sole, girato nelle paludi Pontine, Vecchia guardia, apologia di un ordine sociale che subentrava al disordine dei tumulti popolari, e Aldebaran esaltazione della nostra Marina Militare.

Per chiarire la sua posizione onesta e la sua completa buona fede nei confronti del regime, alcuni anni dopo Blasetti ricordò che le sue opere non nascevano su commissione, ma da una sua intima convinzione che il fascismo potesse migliorare le condizioni sociali della massa, riportare legalità e sconfiggere il disordine. Come molti altri italiani, Blasetti dichiarò che non poteva prevedere che, per veder sorgere interi quartieri di case nuove e pulite, si sarebbe dovuto attendere la pressoché totale distruzione del Paese con la guerra.
Con la stessa sincerità con cui aveva girato Vecchia guardia, sei anni dopo rifiutò di girare I quattro di Bir El Gobi perché era una chiara apologia della guerra, ripiegando piuttosto su film disimpegnati come Retroscena o La Contessa di Parma o su film in costume come Ettore Fieramosca, Un'avventura di Salvator Rosa o questo La corona di ferro, in cui attraverso il racconto di fantasia si condannava esplicitamente la violenza e la guerra.

Alla presentazione del film a Venezia Blasetti dovette addirittura incassare il rimprovero dello stesso Goebbels, che ebbe a dire: «Se un regista tedesco realizzasse questo film in Germania oggi, non esiteremmo a metterlo al muro». Ma, nonostante questa solenne bocciatura, il film ottenne il premio come miglior film italiano in concorso, la cosiddetta "Coppa Mussolini".

La trama del film è, in breve, questa: Re Sedemondo regna a Kindaor dopo aver spodestato e ucciso suo fratello Licinio. Arminio, figlio del sovrano spodestato, era stato disperso nella foresta ma, crescendo, partecipa a un torneo per chiedere in sposa Elsa, figlia del re, e vince sconfiggendo i migliori cavalieri del regno. Elsa muore e Arminio prende come moglie Tundra, figlia del monarca nemico di Sedemondo, portando la pace fra due popoli in conflitto.

La realizzazione di un kolossal che oggi classificheremmo sotto il genere fantasy era allora un'impresa quasi impossibile in Italia. Eppure Blasetti, partendo da un cimelio storico realmente esistente (la Corona Ferrea custodita nel duomo di Monza), vi costruisce sopra un intreccio completamente inventato. Il risultato è di un eclettismo visionario, in cui i vari elementi (dall'ariostesco alla favola gotica, dai Nibelunghi ai fratelli Grimm) si fondono con in maniera originale, veicolando un messaggio di fratellanza e di pacifismo, in aperta contraddizione con il clima del momento.

Grazie a tutti e arrivederci al prossimo intervento.

Orlando

Per finire, ci inseriamo di nuovo noi per presentarvi gli unici brandelli di questo lungometraggio attualmente presenti in rete: essi vedono in scena un grande campione della boxe, prestato per l'occasione al cinema in veste di maestro d'armi o poco più: Primo Carnera, il "gigante buono" di Sequals.
Ci ritroveremo presto con un nuovo post. Buona notte a tutti e buona visione ! ! !
CBNeas



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