mercoledì 5 febbraio 2014

Giovedì 1° febbraio 1968 (Radio - 2)



POMERIGGIO - SERA

PROGRAMMA NAZIONALE

15,00  GIORNALE RADIO - RADIOTELEFORTUNA 1968
15,15  ZIBALDONE ITALIANO (Seconda parte)
15,30  LE NUOVE CANZONI
15,45  I NOSTRI SUCCESSI
     -    Fonit - Cetra
16,00  Programma per i ragazzi
           GLI AMICI DEL GIOVEDI', a cura di Anna Maria Romagnoli
16,25  GIUSEPPE CASSIERI: VIAGGIO IN MESSICO
           A cura di G. Pini
16,30  IL SOFA' DELLA MUSICA
           Conversazioni e corrispondenza di Mario Labroca su tema libero o obbligato
           Nell'intervallo (ore 17,00): GIORNALE RADIO
18,00  CORSO DI LINGUA INGLESE SECONDO IL METODO SANDWICH, a cura di George Shenker
18,05  SUI NOSTRI MERCATI
18,10  Amurri e Jurgens presentano
           GRAN VARIETA'
           Spettacolo con Raimondo Vianello
           Regia di Federico Sanguigni
           (Replica dal Secondo Programma)
19,12  MARGHERITA PUSTERLA
           Romanzo di Cesare Cantù
           Riduzione e adattamento radiofonico di A. Valdarmini
           Regia di Carlo Di Stefano
           (Registrazione)

           Per il Trentino - Alto Adige
19,15  TRENTO SERA - BOLZANO SERA
19,30  'N GIRO AL SAS - CANTI POLIFONICI
19,45  MUSICA SINFONICA

19,30  LUNA-PARK

           Per il Friuli - Venezia Giulia
19,30  OGGI ALLA REGIONE - SEGNARITMO
19,45  IL GAZZETTINO DEL FRIULI - VENEZIA GIULIA
           Per la Sardegna
19,30  IL CANTANTE ISOLANO DELLA SETTIMANA: LEO SARDO
19,45  GAZZETTINO SARDO
           Per la Sicilia
19,30  IL GAZZETTINO DI SICILIA, 4a edizione

20,00  GIORNALE RADIO
20,15  OPERETTA EDIZIONE TASCABILE
           La vedova allegra di Franz Lehar
           Con Ornella D'Arrigo, Glauco Scarlini
           Orchestra e Coro CETRA diretti da Cesare Gallino
           Maestro del Coro: Giulio Mogliotti
21,00  CONCERTO DEL PIANISTA WILHELM BACKHAUS
           Musiche di Beethoven
           (Registrazione effettuata dalla Radio Austriaca il 12 agosto 1967 durante il Festival di Salisburgo)
21,45  PARATA D'ORCHESTRE, con Tony Osborne, Jackie Gleason ed Enrico Simonetti   
22,30  CHIARA FONTANA
           Un programma di musica folklorica italiana, a cura di Giorgio Nataletti
23,00  OGGI AL PARLAMENTO - GIORNALE RADIO - I PROGRAMMI DI DOMANI - BUONANOTTE

SECONDO PROGRAMMA

15,00  LA RASSEGNA DEL DISCO
    -     Phonogram
15,15  GRANDI CANTANTI LIRICI
           Soprano Elizabeth Schwarzkopf
           Arie di Mozart, Beethoven e Wagner
           Nell'intervallo (ore 15,30):
           NOTIZIE DEL GIORNALE RADIO
15,57  TRE MINUTI PER TE, a cura di Padre Virginio Rotondi
16,00  MERIDIANO DI ROMA
           Quindicinale di attualità
16,30  NOTIZIE DEL GIORNALE RADIO
16,35  POMERIDIANA
           Negli intervalli:
           (ore 16,55): BUON VIAGGIO
           (ore 17,30): NOTIZIE DEL GIORNALE RADIO
           (ore 17,35): CLASSE UNICA
                               Problemi di teologia
                               Cristo Redentore
                               di Domenico Grasso
18,00  APERITIVO IN MUSICA
           Nell'intervallo:
           (ore 18,20): NON TUTTO MA DI TUTTO
                               Piccola enciclopedia popolare
           (ore 18,30):  NOTIZIE DEL GIORNALE RADIO
18,55  SUI NOSTRI MERCATI
19,00  CORI DA TUTTO IL MONDO
           Un programma di Enzo Bonagura
19,23  SI O NO
19,30  RADIOSERA - SETTE ARTI
19,50  PUNTO E VIRGOLA
20,00  FUORIGIOCO
           Cronache, personaggi e curiosità del campionato di calcio
20,10  Dal Teatro Puccini di Firenze
           Pippo Baudo presenta
           CACCIA ALLA VOCE
           Gara musicale ad ostacoli di Roberto D'Onofrio e Silvano Nelli
           con la partecipazione di Antonella Steni.
           Complesso The Players diretto da Riccardo Vantellini
           Regia di Dante Raiteri
           (Registrazione in prima esecuzione)
    -      Motta
21,00  ITALIA CHE LAVORA
21,15  INTERVALLO MUSICALE
21,20  Dal Salone dei Festivals del Casinò Municipale di Sanremo
           XVIII  FESTIVAL DI SANREMO
           Organizzato dalla Società A.T.A.
           Direttore artistico Gianni Ravera
           Esecuzione delle canzoni partecipanti alla prima serata
           Presenta Pippo Baudo con Luisa Rivelli
           Regia di Enrico Moscatelli
22,50  GIORNALE RADIO - CHIUSURA
23,05 - 6,25  NOTTURNO DALL'ITALIA

TERZO PROGRAMMA

15,30  CORRIERE DEL DISCO
           Musiche di Edward Elgar
16,10  MUSICHE DI MOZART E SZERVANSKY
17,00  LE OPINIONI DEGLI ALTRI, rassegna della stampa estera
17,10  UGO SCIASCIA: FAMIGLIA IN CRISI ?
           La fedeltà coniugale
17,20  1° CORSO DI LINGUA FRANCESE, a cura di Henrì Arcaini
           INTERVALLO MUSICALE
           2° CORSO DI LINGUA FRANCESE, a cura di Henri Arcaini
17,45  MUSICHE DI FRANCK
18,00  GIORNALE RADIO (NOTIZIE DEL TERZO)
18,15  QUADRANTE ECONOMICO
18,30  MUSICA LEGGERA
18,45  PAGINA APERTA
           Settimanale di attualità culturale
           Il Concorde: un aereo che chiede di volare, a cura di L. Grosso - Le memorie di Giovanni Giolitti, a cura di G. Carocci - Giudizi di P. D'Angiolini e N. Valeri - Tempo ritrovato: uomini, fatti, idee.
19,15  CONCERTO DI OGNI SERA
           Musiche di Mozart, Hindemith, Beethoven
20,40  I CAPRICCI DI CALLOT
           Commedia in tre atti, prologo e cinque quadri, da Hoffmann e Callot
           Testo e musica di Gian Francesco Malipiero
           Con Fedora Barbieri, Dino Dondi, Mirto Picchi
           Direttore Nino Sanzogno
           Orchestra del Teatro alla Scala di Milano
           (Registrazione effettuata al Teatro alla Scala il 23-1-1968)
           Negli intervalli:
    -     IN ITALIA E ALL'ESTERO, selezione di periodici italiani
    -     (ore 22,00): IL GIORNALE DEL TERZO - SETTE ARTI
          Al termine:
          (ore 23,15 circa): DIVAGAZIONI DAL PASSATO ALL'AVVENIRE, di Nicola Lisi - RIVISTA DELLE RIVISTE - BOLLETTINO DELLA TRANSITABILITA' DELLE STRADE STATALI - CHIUSURA

MONTECENERI - SVIZZERA

I Programma

16,05  HOP, HOP, OP-POP
           Canzoniere di Jerko Tognola
17,00  RADIO GIOVENTU'
18,05  PRIMO INCONTRO
           Quattro chiacchiere musicali di Benito Gianotti
18,30  CANTI REGIONALI ITALIANI
18,45  CRONACHE DELLA SVIZZERA ITALIANA
19,00  FISARMONICHE
19,10  NOTIZIARIO - ATTUALITA'
19,45  MELODIE E CANZONI
20,00  CONTRASTI (TRA COSE VECCHIE E NUOVE)
20,30  CONCERTO SINFONICO DELLA RADIORCHESTRA
           Direttori Armin Jordan e Klaro Mizerit
           Pianista Eugene Huber
           Musiche di Du Puy, Niedermeyer, Staider, Haydn, Haendel e Faurè.
           Nell'intervallo: CRONACHE MUSICALI
22,05  LA COSTA DEI BARBARI
22,30  GALLERIA DEL JAZZ
23,00  NOTIZIARIO - ATTUALITA'
23,20 - 23,30  ULTIME NOTE

II Programma

17,00  RADIO DELLA SVIZZERA ITALIANA
           Musiche di Weber, Hindemith, Suk, De la Presle
18,00  RADIO GIOVENTU'
18,30  ORCHESTRA RADIOSA
19,00  PER I LAVORATORI ITALIANI IN SVIZZERA
19,30  TRASMISSIONE DA GINEVRA
20,00  DIARIO CULTURALE
20,15  RIBALTA INTERNAZIONALE
20,45  TEATRO AL MICROFONO
20,50  IL CANDELIERE
           Commedia di Alfred de Musset
22,20 - 22,30  ULTIMI DISCHI
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Dalla storica annunciatrice radiofonica altoatesina che ha siglato l'ultimo post, passiamo agli antìpodi d'Italia. Chi, come noi, ha avuto la ventura di nascere e crescere in Sicilia e di ascoltare spesso la radio anche in tenerissima età, ricorda senz'altro con piacere i quattro appuntamenti quotidiani o quasi (esclusa la domenica) del Gazzettino di Sicilia, introdotto sempre da una sigla musicale ricavata dal rumore di una rotativa. Sul finire degli anni '60 e nei primi '70 esso era solitamente condotto (o meglio, letto) da due annunciatori. La voce maschile apparteneva a Pino Badalamenti, mentre la voce femminile, riconoscibilissima e inconfondibile, era quella della giovane signora ritratta in questa fotografia assieme al giornalista Giovanni Campolmi: Paola Lori. Perchè voce riconoscibilissima e inconfondibile ? Perchè essa era caratterizzata da un timbro scuro, decisamente da contralto, e un po' nasale, particolari questi che non pregiudicavano di certo un'inappuntabile dizione, la cui risultante era una sorta di birignao (volto a stroncare ogni rischio di inflessione tosco-palermitana: Paola Lori doveva essere di origine toscana, ma comunque palermitana d'adozione) che comunque dava un tocco di finezza ed eleganza alla lettura delle notizie, anche quelle (che solitamente toccavano a lei) della rubrichetta quotidiana I giorni felici, circa trenta-quarantacinque secondi in cui praticamente venivano formulati via radio gli auguri alle coppie isolane che festeggiavano le nozze d'oro, citando nomi, cognomi e località di provenienza dei signori che tagliavano il traguardo dei 50 anni di matrimonio, e del noiosissimo appuntamento settimanale dedicato alla lettura del bollettino inerente allo smercio degli agrumi di Sicilia all'estero (del tipo: "Limoni: Parigi, mercato calmo; Bruxelles, mercato dinamico...").

Con l'ideale sostegno di Paola Lori di Radio Palermo, rientriamo quindi nei palinsesti radiofonici della RAI e della RSI-Monteceneri del 1° febbraio del 1968, ricominciando dalle trasmissioni del pomeriggio. 
Ci eravamo lasciati, la volta scorsa, con il quarto d'ora autopromozionale della casa discografica Phonocolor - Cellograf; riprendiamo dal quarto d'ora curato direttamente dal gruppo Phonogram (già Melodicon, più tardi Polygram e quindi Universal), società che raccoglie soprattutto etichette olandesi (Philips, Fontana) e statunitensi (Mercury), in attesa di assicurarsi fra qualche anno anche quelle tedesche di proprietà della Siemens (Polydor - Deutsche Grammophon).

Quando una canzone è bella e coinvolgente e magari, in occasione di una gara canora, non viene capita, c'è sempre qualcuno che la riprende, la riarrangia e ne fa un successone. In Italia è Mina a portare avanti un discorso del genere, pescando spesso tra le escluse del Festival di Sanremo; in Francia, per una volta, accade a un musicista assai valido come il simpatico e baffuto Paul Mauriat di imbattersi nel brano che, all'Eurofestival del 1967 di Vienna, aveva rappresentato il Lussemburgo, cantato da Vicki Leandros (L'amour est bleu), ma classificatosi soltanto al quarto posto. Con un'accattivante orchestrazione e con il titolo tradotto letteralmente in inglese (Love is blue), Mauriat fa di questo brano un successo mondiale, arrivando perfino nelle quasi inaccessibili (per artisti non di madrelingua inglese o che non cantano in inglese) classifiche nordamericane. E' anche l'ennesima soddisfazione per la Phonogram internazionale, una volta di più ai vertici delle Hit Parades:

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Il complesso inglese dei Manfred Mann è sulla breccia da anni, ma è proprio in quell'inizio di 1968 che coglie la più clamorosa affermazione della carriera, una versione ritmata e ben curata della ballata di Bob Dylan Quinn the Eskimo, ribattezzata Mighty Quinn, il cui disco è appena uscito su etichetta Fontana:

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Da mesi va fortissimo anche questo motivo dai toni esotici (che da noi è stato portato al successo dai Sorrows, britannici pur essi), Zabadak, eseguito da Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick and Tich:

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La serie dei programmini pomeridiani autoprodotti dalle case discografiche si completa con il consueto appuntamento del giovedì dedicato ai dischi della consorella della RAI, ossia la Fonit-Cetra, agguerritissima a Sanremo, giacchè porta quattro artisti interessanti. Due sono giovani, per la precisione Gianni Pettenati e Marisa Sannìa. Quest'ultima debutta al festival dopo un 1967 d'oro, sancito dall'affermazione estiva della bellissima Sarai fiero di me e dell'endrighiana Lo sappiamo noi due e terminato con un'altra composizione del cantautore di Pola, che ha sempre creduto nella validità dell'ex-cestista sarda: Non è questo l'addio.

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Abbiamo nominato Sergio Endrigo, che a Sanremo canterà l'indomani la nuova Canzone per te... e gli andrà benissimo, vincendo la finale di sabato. Il lato B del 45 giri presenta un brano che, in sostanza, riprende tema e personaggi di Vecchia balera, il motivo del 1962 che fu a propria volta il retro di Io che amo solo te. Vogliate quindi ascoltare Il primo bicchiere di vino:

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La Fonit-Cetra si è anche assicurata la giapponese Yoko Kishi, la quale sarà, come vedremo più avanti, partner di Annarita Spinaci nel brano Stanotte sentirai una canzone. Anche di questo 45 giri ascoltiamo il retro, Qualche cosa tra noi, una nuova versione, con un nuovo testo italiano, di Make the world go away, un brano country statunitense che, circa quattro anni prima, era stato ripreso in chiave soul da Timi Yuro e inciso nella nostra lingua da Iva Zanicchi come Resta sola come sei:

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Infine (e ci sembra doveroso ricordarlo a quasi due mesi dalla sua scomparsa - 11 dicembre 2013 -) ecco un'interpretazione in chiave cantautorale di Gipo Farassino, musicista, attore, cabarettista, chansonnier piemontese fino al midollo. Negli ultimi mesi del 1967 è uscito un 45 giri con due brani in italiano, Remo La Barca e questa Non puoi capire:

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Passano le ore e giungiamo al tramonto, ovvero alle 18,00, allorquando va in onda una nuova pillola di un fortunatissimo corso di inglese, The Sandwich Method, che aveva debuttato in Italia nell'autunno del 1962 sia con trasmissioni radiofoniche che con emissioni discografiche a cura della RCA Victor italiana, e il cui successo era stato tale da effettuarne, sin dall'8 gennaio 1968, una replica, sovente trainante Per voi giovani, ma in onda anche nei giorni in cui il programma di Arbore riposava, ossia il giovedì e il sabato. Dopo oltre mezzo secolo, ancor oggi il metodo Sandwich, ideato dal Professor George Shenker, è adoperato praticamente ovunque in Italia si studi la lingua di Albione, così necessaria (anche esageratamente, dobbiamo dirlo) nella vita moderna: peccato solo che non si trovi più la versione discografica (fino a metà anni '80 erano in catalogo ancora le audiocassette: poi, rilevata la RCA dapprima dalla Bertelsmann e quindi dalla Sony, non ci sono state più ristampe).
Siamo, grosso modo, nel periodo in cui si svolge, sapientemente sezionata nel corso dei giorni, la parte conclusiva della quinta lezione (tra le voci in lingua italiana riconoscerete senz'altro quella di Riccardo Paladini):

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Dicevamo più sopra che, a inizio '68, al giovedì Per voi giovani riposa e in sua vece va in onda in replica la puntata della precedente domenica di...

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Alla replica di Gran varietà segue un'altra ripetizione, quella di un radio-sceneggiato mattutino che, data la sua ottima riuscita in occasione della prima trasmissione, avvenuta nel corso del 1967, viene ritrasmesso in un momento della giornata più consono per altre fette di ascoltatori altrimenti impossibilitati ad udirlo: Margherita Pustèrla, dal romanzo di Cesare Cantù.

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Gli ascoltatori della radio possono ascoltare "il vostro Pippo Baudo" già prima del collegamento diretto con Sanremo. Va infatti in onda la prima puntata di un nuovo gioco musicale a quiz, puntata registrata a Firenze pochi giorni prima. Il titolo è Caccia alla voce e vede il presentatore siciliano in onda affiancato da Antonella Steni, la quale, l'anno successivo, sarà sostituita da Loretta Goggi. Per conoscerne meccanismo e curiosità, vi rimandiamo a un interessante articolo presente nelle pagine 26-28 del numero 10 del 1968 del Radiocorriere-TV a firma di Giuseppe Lugato, il compianto giornalista friulano che più tardi sarebbe diventato corrispondente da New York per il TG 1 (http://www.radiocorriere.teche.rai.it/Fascicoli.aspx?data=AQAAANCMnd8BFdERjHoAwE/Cl+sBAAAAjPoCtJKea0euvycJ5+135QQAAAACAAAAAAADZgAAwAAAABAAAAD1iHqbgj9B4GSgAM0fAcaOAAAAAASAAACgAAAAEAAAAB6bIr4H4xRzj+e+ZvivrKMIAAAA9yltpbnfOM0UAAAAkspYvbM0//nVJsfdWyXzmhSI7xY=): tuttavia, dal momento che i numeri presenti in rete del glorioso settimanale della ERI sono stati scansionati in bianco e nero, vi presentiamo in veste originaria quelle fotografie pubblicate a colori a corredo di tale servizio.


Sul Programma Nazionale, dopo il notiziario serale in cui si parla tanto della fiducia al gabinetto Moro malgrado le polemiche sul caso SIFAR (ovvero il colpo di Stato, su iniziativa del Generale De Lorenzo, fallito nel 1964 in un momento di vuoto istituzionale al Quirinale a causa della malattia dell'allora Presidente della Repubblica Antonio Segni), quanto dell'intensificarsi sia delle ostilità in Vietnam che della contestazione studentesca in Italia (con l'occupazione della facoltà di Sociologia dell'Università di Trento, tra i cui studenti spiccano un certo Renato Curcio e la sua fidanzata, la giovane chitarrista classica Mara Cagol), è il momento dell'operetta in "edizione tascabile". Come vedemmo tempo fa (http://ilfocolare-radiotv.blogspot.it/2014/01/venerdi-6-gennaio-1967-radio-2.html), il pomeriggio dell'Epifania del 1967 era andata in onda una selezione de La vedova allegra di Franz Lehar in versione originale tedesca: stavolta va in onda nella tradizionale versione ritmica italiana, con un cast comprendente principalmente Ornella D'Arrigo (Hanna Glawari) e Glauco Scarlini (Il Conte Danilo), accompagnati dall'Orchestra e Coro della CETRA diretti da Cesare Gallino. Eccovi i venti minuti più belli e importanti di questa storica operetta, con tutte le sue pagine più famose (da Venite, orsù, sirene della danza ! alla Canzone della Vilja; da E' scabroso le donne studiar a Tace il labbro), proprio in questa esecuzione:

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Eccoci finalmente al momento tanto atteso: la prima serata del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Tra polemiche (la lite tra Don Backy e Adriano Celentano; il disappunto di Carlo Alberto Rossi per la soluzione di ripiego consistente nell'affidare ad Eartha Kitt la canzone che doveva toccare a Sarah Vaughan, la quale non è poi partita per l'Italia per motivi di salute), influenze (il giovane Al Bano, preoccupato di non riuscire a cantare l'indomani) e attese spasmodiche (in gara c'è nientemeno che Louis Armstrong, il quale si esibirà per ultimo sempre l'indomani), c'è un'importante novità: dopo cinque anni non è più Mike Bongiorno il presentatore, bensì Pippo Baudo, il nome nuovo della televisione, l'amico della domenica di Settevoci da pochissimo in onda a mezzogiorno anzichè alle sei del pomeriggio, il protagonista di tante e tante altre edizioni del Sanremo quando la televisione sarà ormai a colori e la musica leggera un po' più prefabbricata. Accanto a lui una brava attrice lombarda, Luisa Rivelli, che più tardi diventerà giornalista e si occuperà dei problemi sociali dell'italiano medio, fino a scomparire dalle scene sul finire degli anni Novanta. Un altro grandissimo del jazz, Lionel Hampton, avrà invece il compito, con il suo vibrafono, di ricordare ancora alle giurie i ritornelli delle canzoni in gara, debitamente riarrangiati in chiave jazz apposta per lui da Giampiero Boneschi.

Si canta, dunque: il primo brano è di Gàspari e Marrocchi, Un uomo piange solo per amore. Dirige il Maestro Gianfranco Tadini; canta Mario Guarnera:
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Seconda canzone: gli autori sono Bardotti e Cini. Il titolo è Le opere di Bartolomeo. Dirige il Maestro Ruggero Cini; cantano The Rokes;

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Per la terza canzone, lasciamo che sia Pippo Baudo stesso a presentarcela:

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Passiamo alla ripetizione dei brani di questa prima terna di Sanremo '68: scende in campo il vincitore morale dell'anno precedente, Little Tony, al quale tocca la ripetizione di Un uomo piange solo per amore, il cui testo si deve alla prolifica Mimma Gàspari, su musica di Marcello Marrocchi. Dirige Willy Brezza:

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I primi veri stranieri a scendere in campo sono proprio i partners dei Rokes (questi ultimi inglesi naturalizzati, almeno artisticamente, italiani): si tratta di una famiglia canterina nordamericana che sostanzialmente lancia quella moda che sarà di lì a pochissimo ripresa, in un fortunato telefilm, dai Partridges. Parliamo cioè dei Cowsills, quattro fratelli cantanti (due anche chitarristi), la loro mamma e la loro sorellina piccola, Susan, che, forse per la prima volta nella sua vita, deve dire qualcosa in una lingua straniera (ovvero l'introduzione parlata de Le opere di Bartolomeo: purtroppo la foto che accompagna la registrazione audio di quell'esibizione non ritrae la bimbetta... peccato !):

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A ripetere Le solite cose provvede una conoscenza del palcoscenico di Sanremo, l'oriunda molisana Timi Yuro, dalla voce black davvero insolita per una "paisa' " (Timi morirà nel 2004 a 64 anni: siamo quindi vicini al decennale e ci piace ricordarla con una canzone interpretata nella lingua dei suoi avi):

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Passiamo ora alla seconda terna, che è aperta da una ragazzina siciliana dalla voce potente e dalla grinta notevole: si tratta di Giusy Romeo, la vincitrice di Castrocaro 1967, la quale un giorno, con il nome d'arte di Junie (poi italianizzato in Giuni) Russo, collezionerà successi su successi. Anche lei dovrà lasciare questo mondo nel 2004. La canzone da lei presentata in occasione del debutto sanremese s'intitola No, amore, ma non possiamo documentarvela in alcun modo a seguito del noto embargo imposto ai danni di YouTube dalla compagna ed erede della compianta Giusy, ossia la musicista sarda Maria Antonietta Sisinni, per cui rispettiamo il suo severo divieto e passiamo direttamente alla quinta canzone, i cui autori sono Terzi e Carlo Alberto Rossi e s'intitola Che vale per me. Dirige il Maestro Piero Soffici; canta Peppino Gagliardi:

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Sesto motivo: Sera, di Vecchioni e Lo Vecchio. Dirige il Maestro Franco Monaldi; canta Gigliola Cinquetti:

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Ripetizioni: si riparte da No, amore, di Pallavicini e Intra. Dirige il Maestro Enrico Intra; canta Sacha Distel (altro personaggio mancato nel 2004, un paio di mesi prima della sua compagna di gara al festival '68):

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Ecco qui la causa di tante polemiche, l' "indesiderata" Eartha Kitt... eppure la sua versione di Che vale per me non sembra così brutta...

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Anche la ripetizione di Sera, delicatissimo testo di Roberto Vecchioni musicato da Andrea Lo Vecchio, si avvale della direzione orchestrale di Franco Monaldi. Canta Giuliana Valci, l'ex-collettina di Rita Pavone con un timbro vocale davvero particolare, ghettizzata solo per non aver fatto mistero delle proprie simpatie politiche missine... se la a volte insopportabile - anche a noi che siamo sempre stati di Sinistra - intelligencija (quella che oggi sta sdoganando il bamboccione fiorentino) non fosse stata più razzista dei razzisti soprattutto nel contesto della musica leggera, oggi Giuliana Valci sarebbe una stella di primissima grandezza. Invece... dobbiamo accontentarci di riascoltare il disco di questa sua interpretazione, a nostro avviso almeno una spanna sopra quella di Gigliola:

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Siamo quindi giunti a metà di questa prima serata, che prosegue con la settima canzone, i cui autori sono Mogol e Donìda: Gli occhi miei. Dirige il Maestro Detto Mariano; canta Wilma Goich:

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Ottavo pezzo in gara; la parola a Pippo Baudo:

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Nona canzone: di Queriolo e Bracardi, Stanotte sentirai una canzone. Dirige il Maestro Willy Brezza; canta Annarita Spinaci:

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La cosa bella è che tutte e tre le canzoni che avete adesso ascoltato si affermeranno all'estero, anche clamorosamente. Ad esempio, Gli occhi miei diventerà un successone nel Regno Unito per merito di Tom Jones, che la inciderà con il titolo di Help yourself. Per intanto eccovi la seconda versione sanremese, affidata a Dino, diretto da Franco Pisano:

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Non può certo essere ignorata in madrepatria Deborah, una delle prime perle dell'ex-jazzista e valente avvocato piemontese Paolo Conte, se la canta (strofa in italiano; ritornello in inglese per maggior comodità) il simpatico e bravissimo artista afroamericano Wilson Pickett, una delle grandi voci uscite dagli studi discografici della Atlantic:

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In Francia (più che in Giappone) avrà successo invece Stanotte sentirai una canzone, che diventerà semplicemente Una canzone e sarà cantata da Mireille Mathieu: a Sanremo la ripete dal canto proprio la nipponica Yoko Kishi.

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Ultima terna della serata: la apre un brano che ufficialmente è di Don Backy, LaValle e Mariano, Casa bianca. Dirige il Maestro Gianni Guarnieri; canta Ornella Vanoni:

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Per l'undecima canzone, è ancora di scena Pippo Gambalunga che la presenta:

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Ultimo motivo di questa prima serata del diciottesimo Festival di Sanremo è Il re d'Inghilterra. Accompagnato dal suo complesso, canta l'autore, Nino Ferrer:
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Ultime tre ripetizioni: Casa bianca è destinata a rimanere addosso a Marisa Sannia nei rimanenti 40 anni che ella vivrà, come l'inconfutabile biglietto da visita della ragazza sarda che ha mollato il pallone da basket per la sua chitarra e soprattutto la sua dolcissima voce. A Sanremo l'affascinante e semplice Marisa, introdotta da Luisa Rivelli, è diretta da Detto Mariano:

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Per la seconda volta consecutiva (e sarà anche l'ultima) Dionne Warwick si cimenta con la lingua italiana al festival di Sanremo, dando lustro a una canzone che riteniamo la più bella tra quelle ascoltate in quella prima serata 1968. La musica è di Elio Isola, mentre il testo è di un ventisettenne milanese (ma vissuto per anni a Torino), già giornalista pubblicista e pubblicitario, un certo Paolo Limiti di cui si parlerà moltissimo nei decenni successivi per la propria poliedricità (e a cavallo tra i secondi anni Novanta e i primi Duemila sarà forse il miglior conduttore televisivo del periodo), che nel testo ha sostanzialmente ricordato il vuoto lasciato in casa dal padre scomparso. Sembra che abbia messo mano all'arrangiamento nientemeno che Mister Burt Bacharach, in quel momento l'autore preferito della Warwick (e vi sarà una seconda volta per il grande compositore nordamericano a Sanremo, ma saremo già nel 2009 e la cantante sarà la modesta tosco-algerina Karima). Ad ogni modo, il brano è La voce del silenzio, che la stessa Warwick non potrà esimersi dall'incidere anche nella sua madrelingua in un suo LP:

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Dimessosi il luogotenente di Celentano, Don Backy, per questioni di soldi legati al Clan, al Molleggiato non rimane che sostenere un chitarrista e cantautore giuliano, Lorenzo Pilat, che da alcuni anni incide dischi con il nome d'arte di Pìlade (già a Sanremo nel 1966 con il Trio del Clan), ma che solo in quel momento ottiene una maggior visibilità. Presto, però, anch'egli andrà via dalla casa discografica di Celentano e si unirà a Daniele Pace e Mario Panzeri, formando un trio di autori che firmerà molti successi della prima metà degli anni '70, specie per Orietta Berti e Gigliola Cinquetti, senza dimenticare il folk della sua Trieste. A Pilade tocca chiudere definitivamente l'ascolto delle prime dodici canzoni in gara, ripetendo (senza troppa convinzione, in verità, pur con la citazione nell'arrangiamento di Knock on wood di Eddie Floyd) Il re d'Inghilterra di Nino Ferrer:

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Le 23 giurie, dislocate nelle redazioni di altrettanti quotidiani italiani, si mettono subito al lavoro per stabilire quali saranno i sette motivi ammessi alla finale di sabato. Sono rappresentate le seguenti testate: La Stampa e la Gazzetta del Popolo (Torino), Il Secolo XIX (Genova), Il Giorno, La Notte e il Corriere della Sera (Milano), L'Adige (Trento), Il Gazzettino (Venezia), Il Piccolo (Trieste), Il Resto del Carlino (Bologna), La Nazione (Firenze), la Voce Adriatica (Ancona), Il Messaggero, Il Tempo e Paese Sera (Roma), Il Mattino e il Roma (Napoli), La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), L'Unione Sarda (Cagliari), il Giornale di Sicilia (Palermo), la Gazzetta del Sud (Messina) e, anche per glorificare il debutto di Baudo a Sanremo, La Sicilia (Catania).

Chiuso il collegamento con il Casinò rivierasco, rimane da menzionare l'appuntamento con Chiara fontana, rubrica dedicata al nostro folklore musicale. Facciamo insieme un altro viaggetto andando a pescare brani non necessariamente trasmessi quella sera, ma parte integrante del patrimonio pentagrammato di alcune nostre regioni. Incominciamo dalla Sicilia per ascoltare un duo assai famoso all'epoca: la cantante (anche di musica leggera) siracusana Lucia Silvana Siringo e il suo "maestro" Salvatore Di Paola in 'A campagnola:

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Andiamo in Centro - Italia e giungiamo fino a Roma Capitale per affidarci all'ormai disciolto duo Luisa De Santis - Gabriella Ferri con la loro superba esecuzione de La società dei magnaccioni, tratta da un disco del 1964:

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Per quanto riguarda l'Emilia-Romagna ci affidiamo a un disco purtroppo assai consumato, ma che ci permette in qualche modo di ascoltare, nella versione cantata da Mario Medici, un motivo dalle caratteristiche storiche, ossia l'inno scritto da Quinto Ferrari per il centenario dell'insurrezione della Montagnola dell'8 agosto 1848, allorquando vennero cacciati gli Austriaci da Bologna:

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In Trentino-Alto Adige non può che udirsi un magico coro alpino affidato (naturalmente) ai locali cantori della SAT: questa è La domenica andando a la Messa, che fra un paio d'anni sarà riproposta in chiave di canzonetta (e fatta conoscere anche in Meridione) dalla veneta Gigliola Cinquetti.

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"Dulcis in fundo", il viaggio finisce in Piemonte con un motivo moderno di concezione e ritmica (ricorda una celebre canzone di successo del 1961 lanciata da un torinese, Nini Rosso, La ballata di una tromba), ma cantato nella magica e dolce lenga che noi personalmente amiamo: dalla voce di Pinòt Pautass (Giuseppe Pautasso, presumibilmente) eccovi 'l bombardin.

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I programmi sarebbero finiti, ma i tifosi della canzonetta aspettano che, nel corso del primo notiziario in italiano del Notturno dall'Italia (le informazioni, come è noto, vengono date in quattro lingue durante le ore notturne), Sandro Ciotti comunichi in collegamento da Sanremo i titoli delle sette canzoni finaliste e relativi punteggi. Passano il turno, in ordine crescente di classifica:

7. LA VOCE DEL SILENZIO, cantata da Tony Del Monaco e Dionne Warwick, con punti 322;
6. STANOTTE SENTIRAI UNA CANZONE, cantata da Annarita Spinaci e Yoko Kishi, con punti 372;
5. SERA, cantata da Gigliola Cinquetti e Giuliana Valci, con punti 400;
4. DEBORAH, cantata da Fausto Leali e Wilson Pickett, con punti 415;
3. UN UOMO PIANGE SOLO PER AMORE, cantata da Little Tony e Mario Guarnera, con punti 487;
2. GLI OCCHI MIEI, cantata da Wilma Goich e Dino, con punti 499;
1. CASA BIANCA, cantata da Ornella Vanoni e Marisa Sannìa, con punti 531.

Dispiacciono un po' le eliminazioni di brani come Che vale per me e il surreale ancorchè pacifista Il re d'Inghilterra, ma forse il pregiudizio nei confronti della pur brava Eartha Kitt e la non brillante esecuzione di Pilade della composizione del vivacissimo Nino Ferrer hanno condizionato la valutazione dei singoli brani.

Ora si va a letto felici, attendendo le ostilità dell'indomani, con l'attesissimo Armstrong, la brava Bassey, Celentano, Modugno e il grande Sergio Endrigo... ma di quella seconda serata vi parleremo un'altra volta...

Andiamo a letto anche noi, naturalmente dopo aver messo in garage la nostra macchina del tempo radiotelevisiva, pronta per il prossimo, imminente uso. Vi auguriamo la buonanotte e vi diamo appuntamento alla prossima settimana.

A presto ! ! !

CBNeas

A Barbara A. (alias Dolores Claiborne)
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Una ricostruzione storica tra le più precise della televisione italiana è il

LUNARIO DEI GIORNI DI TELE
di Cesare Borrometi
                             

  La TV degli anni d'oro come non è stata mai narrata


Con il passare degli anni crescono sempre più la nostalgia e l'interesse per la vecchia TV di qualità: appositi canali digitali, siti Internet dedicati, pubblicazioni periodiche, tanto nelle edicole quanto nei negozi specializzati; DVD contenenti, tutte o in parte, storiche trasmissioni di ieri, libri a carattere storico-rievocativo godono di un pubblico scelto, appassionato e spesso anche esigente. Eppure c’era una lacuna da colmare: un almanacco, un lunario che raccogliesse, giorno per giorno, una vasta gamma di programmi di quel periodo d’oro, dal varietà allo sceneggiato, dalla pubblicità all’informazione, dalla TV dei ragazzi al teatro e alla cultura, lo sport e via dicendo. In tutto 366 titoli, uno per ogni giorno dell’anno, scelti in base alla relativa data di trasmissione (o di inizio serie per i programmi a puntate) o ad eventi particolari atti a determinarne il successo, e corredati da schede tecniche, presentazioni e commenti. Questa lacuna viene oggi colmata da Cesare Borrometi, ideatore di una formula che senz’altro cambierà il modo di gestire la storiografia sull’argomento: fermo intendimento dell’autore è di produrre nel tempo ulteriori libri del genere, fornendo all’appassionato, allo studioso e al curioso un panorama il più possibile preciso dei giorni, dei mesi e degli anni che hanno visto sbocciare trasmissioni e personaggi di fama del “piccolo schermo" da riscoprire e rivalutare.



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