martedì 14 febbraio 2012

Lunedì 14 febbraio 1966



NAZIONALE

telescuola

Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI - Radiotelevisione Italiana presentano:

SCUOLA MEDIA
Prima classe:
11,40 - 12,05 Italiano
Prof.ssa Fausta Monelli
12,30 - 12,50 Educazione Musicale
Prof.ssa Lydia Fabi Bona
12,50 - 13,15 Matematica
Prof.ssa Liliana Ragusa Gilli
13,15 - 13,20 Due parole tra noi
Prof.ssa Maria Grazia Puglisi
13,20 - 13,35 Religione
Fratel Anselmo
13,35 - 13,55 Educazione fisica (femminile e maschile)
Prof.ssa Matilde Trombetta Franzini e Prof. Alberto Mezzetti

Seconda classe
8,55 - 9,00 Due parole tra noi
Prof.ssa Maria Grazia Puglisi
9,00 - 9,20 Italiano
Prof. Giuseppe Frola
9,45 - 10,10 Italiano
Prof. Giuseppe Frola
10,35 - 11,00 Matematica
Prof.ssa Liliana Ragusa Gilli
11,15 - 11,40 Francese
Prof. Henri Arcaini
12,05 - 12,30 Inglese
Prof. Antonio Amato

Terza classe
8,30 - 8,55 Matematica
Prof.ssa Liliana Artusi Chini
9,20 - 9,45 Applicazioni tecniche
Prof. Gaetano De Gregorio
10,10 - 10,35 Osservazioni elementari scientifiche e matematiche
Prof.ssa Ivolda Vollaro
11,00 - 11,15 Religione
Fratel Anselmo

Allestimento televisivo di Lydia Cattani Roffi

17,30 SEGNALE ORARIO
GIROTONDO (Formaggino Dofocrem - Pasta Antonio Amato - Biscotti Ciac Saiwa - Manetti & Roberts)

la TV dei ragazzi

17,32 FINESTRA SULL'UNIVERSO
Invenzioni, scoperte ed attualità scientifiche
Programma a cura di Giordano Repossi
Il mare e il clima
Presenta Silvana Giacobini
Realizzazione di Marcella Curti Gialdino
18,05 LE AVVENTURE DI RIN TIN TIN
L'educazione del caporale Rusty
Telefilm - Regia di Robert G. Walker
Distr.: Screen Gems
Int.: Lee Aaker, James Brown, Joe Sawyer, Rand Brooks, Robert Burton e Rin Tin Tin

ritorno a casa

18,30 Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI - Radiotelevisione Italiana presentano
NON E' MAI TROPPO TARDI
1° corso di istruzione popolare per adulti analfabeti
Insegnante Alberto Manzi
19,00 TELEGIORNALE
della sera - 1a edizione
GONG (Rexona - Formaggio Bebè Galbani)
19,15 SEGNALIBRO
Programma settimanale di Luigi Silori a cura di Giulio Nascimbeni
Redattori Giancarlo Buzzi, Enzo Fabiani, Sergio Miniussi
Regia di Enzo Convalli

ribalta accesa

19,55 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Prodotti Ideal-Standard - Magnesia Bisurata Aromatic - Riso Curti - Crema Nivea - Aiax ondata blu - Invernizzi Invernizzina)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
ARCOBALENO (Confetto Falqui - Telerie Bassetti - Vini Folonari - Caramelle Ugoletta - Sidol - Cafè Paulista)
PREVISIONI DEL TEMPO
20,30 TELEGIORNALE
della sera - 2a edizione
Direttore Fabiano Fabiani
CAROSELLO
(1) Digestivo Antonetto - (2) Aqua Velva Williams - (3) Società del Plasmon - (4) Sis Cavallino Rosso - (5) Sapone Sole
I cortometraggi sono stati realizzati da. 1) Delfa Film - 2) Unionfilm - 3) Brera Cinematografica - 4) Produzione Diretta - 5) Roberto Gavioli

21,00 TV 7 - SETTIMANALE TELEVISIVO
diretto da Giorgio Vecchietti
22,00 PRINCIPESSE, VIOLINI E CHAMPAGNE
Cronaca musicale dell'operetta a cura di Angelo Frattini e Carlo Silva
presentata da Lauretta Masiero ed Enrico Viarisio
con la partecipazione di Ugo Benelli, Carlo Campanini, Giuseppe Campora, Giuseppe Di Stefano, Gianna Galli, Dora Gatta, Bruna Lelli, Juan Oncina, Elio Pandolfi, Arturo Testa, Edda Vincenzi
Vienna da Strauss a Lehar
Coreografie di Valerio Brocca
Scene di Enrico Tovaglieri
Costumi di Sebastiano Soldati
Orchestra diretta da Cesare Gallino
Regia di Gianfranco Bettetini
(Replica dal Secondo Programma)
23,00 TELEGIORNALE
della notte

SECONDO CANALE

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

VERSUCHSSENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

20,00 TAGES-UND SPORTSCHAU
20,15 - 21,00 AFRIKA - GOTTER DER KONIGE, EMYRE UND PROPHETEN
Das Imperium der Yoruba
Bildbericht und Regie: Klaus Stephan
Prod. : Telepool

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
21,10 INTERMEZZO (Ava per lavatrici Extra - Cioccolato Nestlè - Rhodiatoce - Liquore Strega - Margarina Foglia d'Oro - Guanti Marigold)
21,15 IL SELVAGGIO
Film - Regia di Laszlo Benedek
Prod.: Columbia
Int.: Marlon Brando, Mary Murphy, Lee Marvin
Presentazione di Gian Luigi Rondi
22,30 I DIBATTITI DEL TELEGIORNALE
Fotografia e civiltà contemporanea

TSI - SVIZZERA

19,25 INFORMAZIONE SERA
Notizie brevi dal mondo
19,30 OBIETTIVO SPORT
Fatti, cronache, avvenimenti nazionali e cantonali
a cura del servizio sportivo della TSI
19,55 TV-SPOT
20,00 TELEGIORNALE
20,15 TV-SPOT
20,20 PAPA' HA RAGIONE
Telefilm in versione italiana interpretato da Robert Young e Jane Wyatt
Bud il geloso
20,40 TV-SPOT
20,45 FANTASIA PER ORCHESTRA E BALLETTO
Spettacolo musicale
Una coproduzione della Bavaria-TV e della Televisione belga
21,30 MONITOR
Rivista televisiva a cura di Mimma Pagnamenta
Presenta Piera Rolandi
22,20 INFORMAZIONE NOTTE
Ultime notizie e 2a edizione del Telegiornale
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Torniamo a Mamma TV, che da tempo non evocavamo più in queste pagine web, e traiamo stavolta spunto da una giornata apparentemente non eccezionale sotto il profilo della programmazione, il San Valentino del 1966, un lunedì di mezzo inverno come molti altri. Eppure i nostri palinsesti sono come i limoni: quando meno te l'aspetti, riesci a ricavare succo sufficiente per una bevanda ristoratrice... e così accade pure quel quattordici febbraio di quarantasei anni or sono, giornata imbronciata, umida e uggiosa (con obbligo di ombrello e impermeabile per i passanti) in quasi tutto lo Stivale... pur se il grande gelo, arrivato con notevole anticipo (metà novembre '65) e protrattosi sino a tutto gennaio, è ormai quasi superato.

Si impara tanto dalla TV: a parte le lezioni - fiume di Telescuola, che regalano gloria televisiva a impassibili insegnanti (chissà se oggi qualcuno di loro è ancora vivente, o quantomeno se figli e/o nipoti di essi hanno la fortuna di seguirci: sarebbe curioso sapere di più di un'esperienza televisiva le cui registrazioni sono state conservate, a quanto pare, solo in piccola parte), è interessante notare come l'atteso telefilm di Rin Tin Tin, garanzia di successo popolare, sia preceduto da alcune nozioni scientifiche, degne di essere adoperate nelle ricerche destinate all'allora secondo ciclo della scuola elementare (ossia la terza, la quarta e la quinta classe). Un po' come fare ai piccoli telespettatori il seguente ragionamento: "Volete rivedere Rin Tin Tin ? Dovete meritarvelo: vi tornerà molto utile sapere ciò che vi insegneremo dal teleschermo"..

Poi, quando i pupazzetti del girotondo di carta della sigla della TV dei Ragazzi di allora si staccano e l'annunciatrice ricorda ai cari amici ciò che si vedrà nel pomeriggio successivo, ecco che in certe case si crea una vera e propria staffetta: i bambini tornano nelle camerette a svolgere i loro compiti, mentre la stanza del televisore viene occupata da genitori o nonni che, non avendo avuto purtroppo la possibilità di imparare a leggere e scrivere da piccoli, sono ora in grado di colmare la loro grave lacuna, tenuti per mano dal maestro Alberto Manzi. Per Non è mai troppo tardi è ormai il sesto anno scolastico consecutivo: mentre altri insegnanti si danno il cambio per combattere l'analfabetismo di ritorno (che rischia di tornare a essere, quasi mezzo secolo dopo i fatti qui narrati, una vera piaga sociale italiana, sia pur in termini assai diversi da allora) con i corsi di istruzione popolare, Manzi occupa il proprio, meritatamente inamovibile (almeno fino alla primavera del 1968, quando Non è mai troppo tardi chiuderà per sempre le proprie trasmissioni) posto di maestro di lettura e scrittura... e sarà una vittoria non indifferente, almeno da quel punto di vista.
Di Non è mai troppo tardi parlammo già a lungo un paio d'anni fa, in uno dei primissimi post del Focolare, ma ci ritorniamo volentieri questa volta anche perchè abbiamo trovato una clip, tratta da un servizio della rubrica del TG 2 Nonsolonero, risalente a una ventina d'anni fa (quando Manzi, che purtroppo sarebbe poi morto nel '97, tornò a fare l'insegnante in TV, ma stavolta di lingua italiana per gli extra - comunitari ospiti dello Stivale), che riassume ampiamente il prima, il durante e il dopo il giusto boom di questo speciale corso televisivo (con clip annessa, risalente però a qualche anno prima del 1966, e con un ospite d'eccezione: l'attore brillante piemontese Carlo Campanini):

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Da un po' di tempo non vediamo telecomunicati pubblicitari d'epoca (se si eccettua qualche carosello): stavolta, sapendovi particolarmente appassionati di questi reperti, vi accontentiamo subito, proponendovi sia i due Gong che l'intero blocco di Tic-Tac di quella sera:

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Frattanto, la TSI (ossia la Televisione della Svizzera Italiana) continua a rappresentare, in tempi di monopolio RAI, la valida alternativa per il pubblico lombardo e del Piemonte Nord - Orientale, anche per merito di un palinsesto che, tra produzioni autoctone, trasmissioni importate direttamente da altri Paesi e collaborazioni con la stessa RAI, specie per gli avvenimenti sportivi d'attualità, sa equilibrare generi e tematiche senza risultare barboso (come alcuni - a torto, in verità - definiscono certe rubriche culturali o giornalistiche dell'Ente televisivo nazionale italiano). Non manca quindi lo spazio per i telefilm statunitensi di ogni genere: i più graditi sono sempre i polizieschi e le situation comedies. E proprio una sitcom viene diffusa la sera di quel 14 febbraio dalla rete ticinese: si tratta di Papà ha ragione (Father knows best), storie gravitanti attorno a una famiglia e sviluppate sempre in chiave bonaria e brillante. Alla testa del cast, nei ruoli dei coniugi Anderson, la coppia Robert Young - Jane Wyatt. Questa è la sigletta musicale dei vari episodi:

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Nino Benvenuti non è ancora titolare della corona mondiale dei pesi medi (la conquisterà, come sapete, l'anno dopo), ma comunque è un pugile già affermato e amato, non solo dai tifosi, ma anche dal pubblico femminile grazie a un certo fascino a metà strada tra il latino e l'austroungarico, date le proprie, notissime origini giuliane. E forse è il personaggio giusto per parodiare James Bond in una serie di caroselli pubblicitari finanziati e (cosa assai rara) direttamente prodotti dalla distilleria astigiana SIS. Sull'ingenuità del soggetto prevale certamente il valore storico di questo cortometraggio: da notare che, nel recitato, Benvenuti (che peraltro ha un'inconfondibile voce dal registro tenorile) è doppiato.

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Il 14 febbraio 1966 è un lunedì e quindi è il turno della grande serata cinematografica, allora collocata sul Secondo Canale. I titoli offerti ai telespettatori sono sempre e comunque di grande pregio: anzi, quella sera la pellicola prescelta è tra le più significative, anche per le non indifferenti influenze a carattere sociale e di costume, non solo in Nordamerica, ma pure in gran parte del mondo occidentale:

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The wild one, tradotto in italiano con il titolo Il selvaggio, è una produzione del 1953, determinante assist per la definitiva svolta data alla propria carriera dal ventinovenne Marlon Brando, il quale, dopo aver impersonato in modo convincente personaggi storici sia dell'antichità (Marco Antonio in un adattamento del Giulio Cesare shakespeariano) che dell'era contemporanea (Emiliano Zapata), si cala in un contesto praticamente di cronaca, dando voce e volto per primo ai rebels without a cause che poco dopo troveranno un altro simbolo in James Dean. Il ruolo di Johnny Strabler, icòna di un clan di motociclisti ribelli in giubbotto di pelle, apre a Brando le porte del definitivo successo planetario, cui indubbiamente contribuirà l'ancor più impegnativo (e meritatamente premiato con un Oscar) ruolo del protagonista di Fronte del porto, altro dramma sociale ambientato tra gli scaricatori del porto newyorkese:

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Fortunatamente, su YouTube è visibile quasi tutto il film e (caso non frequentissimo) sono disponibili pure alcune scene doppiate in lingua italiana (qui è Emilio Cìgoli, già noto per essere la voce di John Wayne - e anche del nostro Vittorio Gassman nei lungometraggi girati da quest'ultimo a Hollywood a inizio carriera - a dare la favella nostrana a Brando). Ecco perchè abbiamo deciso di offrirvi Il selvaggio in versione bilingue (sostituendo a quelle in inglese le sequenze reperite, per l'appunto, con il parlato in italiano), anche per confrontare (come avrebbero fatto presto gli stessi attori statunitensi: si racconta che Brando, durante una visita italiana di quel periodo, fosse rimasto sorpreso e anche piuttosto contrariato dalla nostra abitudine del doppiaggio dei film stranieri... ma non era altro che una cosa che ancora non si sapeva negli ambienti cinematografici californiani) l'asciutto slang della West Coast con la musicalità della parlata dei luoghi dove il suona. Del resto, a proposito della dizione dello stesso Marlon Brando, il severo critico teatrale statunitense John Mason Brown ebbe a dire: "Per qualunque altro attore, la sua voce e la sua dizione avrebbero rappresentato degli handicaps; per lui, invece... il modo di parlare confuso e il ricorrere di toni di voce più lievi si rivelano uno strumento di sorprendente efficacia emotiva".
(cit. da GIORGIO BRUNACCI in Enciclopedia dello spettacolo, vol. 2, Casa Editrice Le Maschere, Roma, 1955, col. 1003)

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La protagonista femminile, la paziente (benchè visibilmente terrorizzata, specie nel corso dei primi incontri con il ribelle Johnny nel bar presso il quale lavora) e dolce Kathie Bleeker, figlia dello sceriffo della cittadina in cui si svolge l'azione, è Mary Murphy, giovane attrice originaria di Washington, la quale, però, non riuscendo a entrare nei giusti giri, è oggi ricordata dai più (compresi gli autori dei brevi coccodrilli apparsi lo scorso anno sulle pagine dei giornali che ne annunciavano, purtroppo, la scomparsa all'età di 80 anni) solo per questa incisiva interpretazione:

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Da non sottovalutare la produzione di Stanley Kramer (poi anche regista di lavori assai diversi tra loro, come Vincitori e vinti, ricostruzione del processo di Norimberga, e Indovina chi viene a cena ?, commedia impegnata atta a sensibilizzare l'opinione pubblica sul delicatissimo tema del razzismo) e naturalmente la regia dell' ebreo - ungherese Laszlo Benedek, emigrato negli States al tempo delle persecuzioni naziste e affermatosi meritatamente proprio al soldo di Hollywood, grazie a una filmografia di titoli mai banali (Il selvaggio rimane il lavoro più noto e importante da lui diretto):

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Fra poco vedrete, nei panni del duro Chino, capo della banda rivale detta dei Beetles, un altro giovane attore destinato al più grande successo proprio grazie alla caratterizzazione di svariati personaggi aggressivi, insofferenti, violenti, infelici: Lee Marvin.

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Alla zuffa, che termina con l'arresto di Chino, segue il breve, ma incisivo scontro tra Johnny e Kathie, nel quale viene pronunciata la celeberrima battuta: Se mi arrabbio spacco tutto !.

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Birra a fiumi (e a tempo di jazz, ascoltato tramite i 78 giri gettonati nel juke-box); ubriachezze moleste sufficienti in qualche caso per trascorrere la notte in guardina; corteggiamenti gestiti in maniera becera sotto l'effetto dell'alcool; inevitabili preoccupazioni da parte di genitori e autorità... per cui Kathie prova a scendere in campo con l'intento di sedare quell'infernale gazzarra. Tutti i membri della gang dei Neri Motociclisti Ribelli si rendono protagonisti di attenzioni tutt'altro che delicate nei confronti della giovane barista: tutti, tranne uno, Johnny...

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Qui però il ravvedimento sembra cedere nuovamente il posto alla maschera di giovane aggressivo, cinico e inquieto che Johnny si porta addosso e che lo rende inviso ai cittadini della località in cui il gruppo del quale egli fa parte ha seminato panico e scompiglio... :

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La vicenda assume quindi connotati tragici... :

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Sarà proprio la figlia del durissimo Sceriffo Bleeker, con la propria testimonianza, a scagionare definitivamente Johnny dall'accusa di omicidio. Il ragazzo viene rilasciato, pur se non potrà più tornare (e con lui tutti gli altri componenti del BRMC) in quel villaggio. Struggente il finale, praticamente giocato sulle sole inquadrature di Brando e della Murphy, senza bisogno di dialoghi, ma con l'obiettivo puntato sui loro sguardi durante il momento dell'addio, fino a quel momento di dolcezza che spontaneamente emerge dall'espressione (finalmente, sia pur per un attimo, sorridente) dello scapestrato motociclista, quasi a voler rivelare che anche i duri, quando vogliono, sanno essere puri di cuore:

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Anche ai tempi di coloro i quali sarebbero diventati, di lì a poco, teddy boys (praticamente i nonni degli odierni bulli), quindi, il limite tra la semplice trasgressione e il teppismo era molto sottile, solo che, nel corso dei decenni, non si è mai trovata una via di mezzo per correggere chi si corazzava allora (e, ovviamente, si corazza oggi) di questa maschera spavalda, aggressiva, dura, a volte violenta: troppa repressione preventiva allora da parte di famiglie e autorità; eccessive giustificazioni in nome della tolleranza allo stato attuale, con il crollo dei valori educativi che è davanti ai nostri occhi giorno per giorno.

Con la visione (commentata da noi alla men peggio) de Il selvaggio ha termine questo post. Vi aspettiamo presto con i nostri prossimi interventi, contraddistinti da altre (gradevoli e gradite) sorprese e da autorevoli contributi di esperti (come nel caso di un post che non sarà forse il prossimo, ma sicuramente uno dei prossimi... vedremo poi in fase di organizzazione...).

Un caro saluto a tutti dal vostro

CBNeas

3 commenti:

Sergio Mannu ha detto...

Straordinario palinsesto dal grande valore storico e affettivo! Notiamo alcune curiosità:

1) l'assenza della TV per i più piccini, che dovrebbe far capolino nell'autunno 1966 con l'arrivo di "Giocagiò" su format BBC;
2) il film del lunedì trasmesso sul Secondo Programma anziché sul Nazionale;
3) un breve telegiornale di un quarto d'ora alle ore 19, poi soppresso. Chissà se il grande Cesare ricorda quando?

Non posso nascondere che i filmati di Gong e di Tic Tac mi hanno scatenato quella piacevolissima sensazione fatta di brividi alla schiena e occhi umidi. Tic Tac, in particolare, mi faceva impazzire, coi suoi buffi omini dalla testa rotonda. Rimasi molto male quando, nel giugno 1969 (forse il giorno 2), la RAI li sostituì con la pur bella ed elegante sigla coi giocatori di golf! Grazie ancora una volta, Cesare carissimo, di queste perle che ci doni con generosità e competenza impareggiabili.

Sergio Mannu ha detto...

Sbaglio, caro Cesare, o la mammina che scioglie il formaggino Bebé Galbani nella pappa del suo bambino (spot contenuto nel video di Gong) è una giovane e bellissima Laura Antonelli?

CBNeas1968 ha detto...

Per Sergius Magnus: il TG delle sette fu introdotto dal direttore Giorgio Vecchietti, subentrato ad Enzo Biagi, nell'autunno del 1962, al posto dell'edizione del pomeriggio, che andava in onda fino a quel momento alle 18,30. Ad ogni modo, essendo nel frattempo arrivato Fabiano Fabiani al posto del giornalista bolognese al timone del notiziario, poche settimane dopo quel 14 febbraio vi fu la cancellazione di quella prima edizione serale, sostituita dal ripristino, dopo tre anni e mezzo, del notiziario pomeridiano, collocato però nell'inedito orario delle 17,30, destinato poi a risultare definitivo almeno fino a tutto il novembre del 1973.
Quanto a Laura Antonelli, non me n'ero proprio accorto...