giovedì 21 ottobre 2010

Lunedì 21 ottobre 1957



TELEVISIONE

la TV dei ragazzi

17,30 I RACCONTI DEL NATURALISTA
A cura di Angelo Boglione
18,00 QUI COMINCIA LA STORIELLA...
Girotondo di personaggi dei giornalini illustrati a cura di Vezio Melegari
Regia di Pier Paolo Ruggerini
18,30 PENNA DI FALCO, CAPO CHEYENNE
La voce del serpente
Telefilm - Regia di Paul Landres
Produzione: CBS-TV
Interpreti: Keith Larsen, Keena Numkena, Bert Wheeler, Kim Winona
18,55 LA DOMENICA SPORTIVA
Risultati, cronache filmate e commenti sui principali avvenimenti della domenica

20,30 TELEGIORNALE
Direttore Massimo Rendina
In studio Riccardo Paladini, Ugo Zatterin e Gianni Granzotto
20,50 CAROSELLO (Veramon - Liebig - Pavesi - Macchine da cucire Singer)
21,00 CONFERENZA STAMPA
21,30 PROCESSO ALLA CITTA'
Film - Regia di Luigi Zampa
Produzione: Film Costellazione
Interpreti: Amedeo Nazzari, Mariella Lotti, Silvana Pampanini, Paolo Stoppa
23,10 QUOTA MILLE
Problemi di vita sull'Appennino tosco - emiliano
A cura di Roger Louis
23,35 TELESPORT
23,50 TELEGIORNALE
Seconda edizione
-------------------------------------------------------------------------------------

Stasera il nostro Focolare ci riporta nell'autunno del 1957: ottobre, in particolare, è il mese in cui un quarto dell'intera popolazione italiana finisce a letto, vittima di un'insolita quanto prematura epidemia influenzale proveniente dall'Oriente e per questo immediatamente ribattezzata l'asiatica. Ovviamente anche i più giovani non ne restano immuni: tra termometri, sciroppi e visite pediatriche a domicilio, essi possono comunque consolarsi piazzandosi davanti all'enorme (e per i tempi ancora fantascientifico) apparecchio video e assistendo a quasi un'ora e mezza di programmazione dedicata espressamente a loro.
Interrogando disinteressatamente in tempi non sospetti alcuni bambini... del 1957, ne abbiamo sondato i gusti in fatto di TV dei ragazzi, di quella TV dei ragazzi ancora un po' spartana, fors'anche piuttosto provincialotta da un punto di vista formale, ma ricca e valida sotto il profilo contenutistico. Ne sono emersi risultati abbastanza uniformi: naturalmente Zurlì, mago del giovedì, di cui parlammo qui lo scorso inverno, lo spettacolino del Marziano Filippo, risalente per la verità al '56, e uno dei primi telefilm d'importazione trasmessi dalla RAI e destinati ai più giovani (a parte il sempiterno, popolarissimo Rin Tin Tin), Penna di Falco, capo Cheyenne. Benchè il film Soldato blu sia ancora di là da venire, ecco, sia pure in forma edulcorata e semplificata, un modo per identificare gli indiani d'America dalla parte dei buoni. Merito di questo Brave Eagle, cui dà volto un attore di origine scandinava, Keith Larsen (morto a 82 anni nel 2006), rimasto nell'immaginario collettivo dei futuri sessantottini (e dintorni) proprio nei panni di questo eroe, le cui avventure verranno costantemente teletrasmesse in Italia fino al 1961. Eccovi un breve trailer del telefilm in questione, unica cosa che siamo riusciti a reperire su YouTube:

video

Le avventure di Penna di Falco completano un programma per i ragazzi che quel lunedì si segnala per un certo globale interesse. Dapprima si parla di zoologia, grazie all'esauriente contributo del Dottor Angelo Boglione, naturalista torinese che per anni sarà l'esperto per antonomasia del genere: anche quando non lo si vedrà più in TV, curerà fino alla prima metà degli anni Settanta una posta tematica sulle pagine del Radiocorriere, rispondendo soprattutto alle domande dei lettori adulti, sicuramente più propensi a chiedere interrogativi soprattutto sul comportamento degli animali. Segue poi un omaggio (anche romantico, se tale lo si può definire) a Bonaventura, Pampurio e a tutti gli altri personaggi lanciati dal leggendario Corriere dei Piccoli, che nel 1958 festeggerà il mezzo secolo di pubblicazioni e che andrà avanti ancora per un altro quarto di secolo almeno, prima di venire inesorabilmente schiacciato dai mutamenti (tutt'altro che positivi, ahimè) atti a sconvolgere il mondo dell'infanzia, a cominciare da una televisione non più discreta ma sempre più invadente e prepotente. Purtroppo non crediamo si sia salvato questo programma dal repulisti degli archivi milanesi di Corso Sempione (non ci pare ne siano stati trasmessi frammenti nel corso della pur meritevole rubrica di RAIStoria 0 - 16 TV). In compenso, però, abbiamo trovato l'articolo di lancio, appunto, di Qui comincia la storiella, pubblicato sempre dal Radiocorriere in settembre (del '57, ovviamente), opera di Filippo Raffaelli. Vale la pena riproporvelo, esauriente e interessante com'è:

Il signor Outcault era un americano. Il signor Outcault aveva due bambini, un maschio ed una femminuccia. Il signor Outcault aveva una matita, lunghe strisce di carta ed una gran voglia di disegnare.
Fu così che nacquero, attorno al 1896, quelle che potevano considerarsi come le prime
comics per ragazzi con le avventure di Buster Brawn e del cane Medoro, con contorno di personaggi domestici quali la mamma, la sorellina, il papà, l'amica della mamma ed ingredienti vari, atti tutti a suscitar risate.
E le risate dovettero essere molte se i cronisti dell'epoca, non so se in mancanza di avvenimenti più spettacolari, chiamarono il periodo che va dal '96 al 1909, anno in cui le avventure di Buster Brawn ebbero termine, il
selvaggio scoppio di risate ("a wild burst of laughter").
Questo Buster Brawn era, all'aspetto, un piccolo lord Fauntleroy, con i capelli alla paggio ed un grosso ribband di seta bleu sul petto. E malgrado quest'apparenza ingannatrice dava dei punti a Giamburrasca.
Arrivato in Italia con dodici anni di ritardo, fu battezzato Mimmo e fece la sua comparsa nel primo numero del
Corriere dei Piccoli, il 27 dicembre 1908. Aveva una sorellina, Mammoletta, e un cane, Medoro, che partecipava spiritosamente ad avventure di carattere familiare dove tutto il repertorio classico delle monellerie infantili, dalla torta messa sulla sedia dell'amica della mamma ai barattoli attaccati alla coda del gatto, veniva sfruttato con estrema diligenza e pare, anche qui, con gran divertimento dei piccoli lettori.
I quali si andarono presto affezionando ad una galleria di nuovi tipi, parte importati parte nostrani, che nascevano dalla fantasia dei disegnatori e subito si andavano rivelando ricchi di una propria psicologia, con tutti i difetti e le virtù e le piccole manie che ne avevano condizionato la nascita.
In un'epoca che trasudava tutta degli umori lacrimali del
Cuore doveva gettare uno strano contrasto la coppia spregiudicata dei due monelli Bibì e Bibò, sempre pronti ad accendere un qualche petardo sotto il sedere di capitan Cocò-Ricò o combinare altre atroci vendette ai danni dell'Ispettore o di madama Tordella. Uno scherzo quasi picaresco dovuto alla fantasia di Rudolph Dirks.
Si capisce che i ragazzi di allora, come anche quelli che vennero dopo, sapevano ben poco delle metamorfosi subite da questi pupazzetti, che magari affondavano le radici in qualche serie grottesca di origine tedesca (allora non c'era
Selezione).
Fra l'altro, nella versione italiana, venivano abilmente smussate alcune angolosità e caratteristiche di vita troppo legate ai paesi d'importazione. Credo d'altronde che a molti, che passarono in compagnia di quelle figurine gli anni più spensierati della loro giovinezza, non sia passato neanche lontanamente per la testa il sospetto che Fortunello, o Arcibaldo o Petronilla o Cirillino avessero avuto come campo delle loro gesta, in origine, le strade di Philadelphia o di Chicago o di Amburgo, se non fosse stato per certi profili di case o di interni che non eran nostrani.
Comunque il seme era stato gettato e da allora fu una gara dell'inventiva a gettare sul mercato dell'interesse dei piccoli (e non meno dei grandi che continuano ancor oggi a leggere queste
comics di nascosto) una miriade di nuovi personaggi, molti dei quali oggi dimenticati: Arturino, Pierino, Stuzzichino, Pippo e Palla, Bilbolbul, Onky-Ponky, Procopio, Gelsomino, Ciccio e la Checca. Al loro posto abbiamo oggi la serie dei Cocco Bill, di Scuterino, di Zuccatonda, di Fagiolino, di Isolina Marzabotto e di Joe Polpetta, a fumetti numerati.
Uno studioso di costume potrebbe facilmente avere un raffronto dell'evoluzione dei tempi anche da queste figurine; ma non so se gli odierni eroi reggano al paragone con quelli di una volta. Comunque la discussione sarebbe oziosa perchè a ciò è stato provveduto da parte degli allestitori del programma televisivo
Qui comincia la storiella, fasti e gloriuzze dei pupazzetti di onorata memoria.
La telenarrazione è dovuta a Vezio Melegari il quale, con estrema pazienza e sulla scorta di un vastissimo materiale, intratterrà i piccoli spettatori (ma i grandi non saranno esclusi) sulle avventure dei singoli personaggi attraverso il tempo, partendo dagli antesignani e finendo agli epigoni della nostra epoca.


(Filippo Raffaelli, I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA - "Qui comincia la storiella" - Nasce una nuova trasmissione dedicata ai pupazzetti che hanno allietato la vostra e la nostra infanzia, Radiocorriere n.36 /1957, pag.15).

E dopo l'omaggio al Corrierino e ai suoi mille e mille eroi, non si può tacere una volta di più di questo Carosello ormai in onda da mesi che, pur se in fondo è solo un programma di servizio e non ha ancora inaugurato una regolare produzione di shorts animati (incominceranno l'anno successivo e diventeranno sempre più costanti nel tempo), riesce già a fare colpo sui giovanissimi grazie agli slogan, accattivanti e facilmente memorizzabili, oltre che alla presenza di personaggi cari a tutte le età. Nella scaletta del 21 ottobre 1957 trovano posto due musicisti ben noti, Gorni Kramer (che fra poco farà parte del cast del nuovo quiz Il Musichiere, destinato a esordire sotto Natale) e Lelio Luttazzi, che più tardi si scoprirà anche versatile attore e presentatore e che godrà meritatamente della stima, della simpatia e del sostegno del pubblico, specie di quello più raffinato che non lo dimenticherà anche quando, nel luglio del 2010, Egli si congederà serenamente dalla vita nella sua Trieste.
In questo carosello, sponsorizzato da una notissima casa produttrice di dadi da brodo, Kramer e Luttazzi non possono che essere Pazzi per la musica. Ascoltateli e vedeteli mentre adattano Vecchia America allo stile (ai tempi quanto mai astruso e complesso) dell'emergente musica elettronica:

video

Il nostro viaggio in una giornata di programmazione per ragazzi dell'ottobre 1957 finisce qui. Prima di salutarvi, però, ci sembra giusto avvertirvi che, a causa di pressanti impegni personali, da qui a metà novembre i nostri interventi saranno poco frequenti e magari irregolari (nel senso che a volte, come accaduto per le righe che state finendo adesso di leggere, dovremo realizzare certi post in più giorni, per cui la relativa, definitiva pubblicazione avverrà in ritardo). Ci scusiamo per il disagio e promettiamo che stiamo studiando, in coincidenza o quasi con il primo compleanno del Focolare (gennaio 2011), un piano per rendere più lineare il calendario delle uscite del nostro blog, magari creando degli appuntamenti fissi destinati a essere solo raramente disattesi.

Arrivederci presto ! ! !
CBNeas

1 commento:

Frank57 ha detto...

Ho scoperto oggi questo blog STREPITOSO. Da autentico sballo vintage.
Complimenti vivissimi.