lunedì 23 dicembre 2013

Mercoledì 23 dicembre 1953


TELEVISIONE

17,30  DOCUMENTARIO PER LE RAGAZZE
17,45  IL DIARIO DI GIULIETTA
           Programma per le ragazze a cura di Romolo Siena e Montanari
18,30  ENTRA DALLA COMUNE
           Rassegna degli spettacoli della settimana

20,45  TELEGIORNALE
           In studio Furio Caccia
21,00  15 MINUTI CON VAN WOOD E IL SUO COMPLESSO
21,15  LA RAGAZZA DELLA QUINTA STRADA
           Film - Regia di Gregory La Cava
           Prod. : G. La Cara per la RKO
           Int. : Ginger Rogers, Walter Connolly, James Ellison
22,45  REPLICA TELEGIORNALE
    
           Per Modena e zone collegate:
22,45  SERVIZIO SPECIALE SULLA PARTITA DI ALLENAMENTO TRA LE NAZIONALI DI CALCIO GIOVANILI DI SERIE A E DI SERIE B, DISPUTATA NEL POMERIGGIO ALLO STADIO COMUNALE DI MODENA
            e
           REPLICA TELEGIORNALE
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Siamo nell'antivigilia di Natale del 1953 e la televisione italiana sta concludendo finalmente la propria fase cosiddetta "sperimentale". Ormai i palinsesti, grazie al diretto interessamento del commediografo canavesano Sergio Pugliese, scelto dalla RAI come direttore dei programmi, si sono delineati e si va avanti ancora un po' con le prove per convincersi dell'eccellenza, o almeno della bontà, degli impianti a disposizione sia per le trasmissioni che (ancor più) per la ricezione di esse. Dopo il periodo della radiovisione interrotto dallo scoppio della guerra (1939 - '40), dopo i programmi dimostrativi a circuito chiuso, anche con la collaborazione di maestranze statunitensi, in coincidenza con il Salone dell'Elettrotecnica di Torino nel settembre del 1949 e poi alla Fiera di Milano nel 1950 e nel '51, dalla fine dell'estate del 1952 il lavoro preparatorio per il potenziamento in Italia del nuovo mezzo di comunicazione si è costantemente accentuato. Se si eccettua la pausa estiva 1953, almeno tredici mesi sono stati impiegati fino a fissare per la prima domenica del 1954, il 3 gennaio, il giorno del "via" ufficiale.

Ebbene, mancano solo undici giorni al definitivo "disco verde" e sono in fibrillazione, dopo queste lunghe ricognizioni, i nuovi volti, i nuovi personaggi che, man mano che aumenteranno le zone di ricezione del segnale televisivo, accresceranno di certo la loro fama. Tra tutti spiccano le ragazze che sono state scelte per presentare le trasmissioni: anzi, già si sa che saranno due, rispettivamente da Roma e da Milano, ad annunciare l'inizio ufficiale del regolare servizio di televisione a cura della RAI quella fatidica domenica mattina a cavallo tra Capodanno e l'Epifania. A Roma ci sarà Nicoletta Orsomando, la quale comparirà per prima sui teleschermi e cederà a un certo punto la linea a Milano, ove, assieme al giornalista Giuseppe Bozzini, si troverà Fulvia Colombo. Questo particolare che abbiamo appena evidenziato sfata tutte le informazioni tramandate nei decenni, che hanno quasi sempre indicato la sola annunciatrice milanese come colei la quale, con il proprio sorriso e le parole da lei pronunciate, ha dato lo start definitivo ai programmi regolari.
A Fulvia Colombo, vissuta sino al 2005, alle soglie degli ottant'anni (e purtroppo, dopo aver lasciato la RAI, alla lunga finita praticamente in miseria), dedichiamo la fotografia che contrassegna questo nostro breve post pre-natalizio che, in prossimità delle celebrazioni per i 60 anni trascorsi da quel lontano 3 gennaio, ci fa davvero respirare un'aria di antivigilia, non solo nel senso della solennità che tutti amiamo e attendiamo.

Dicevamo dunque che i palinsesti quotidiani hanno già un'articolazione abbastanza chiara, quasi a ritenere l'evento del 3 gennaio una formalità: per esempio, la prima ora di programmi, fissata per il pomeriggio, è dedicata ai più giovani e proprio quel mercoledì 23 dicembre del 1953 viene trasmessa una nuova puntata di una serie già in corso da tempo, Il diario di Giulietta, con una ragazzina di nome Claudia Tempestini (futura funzionaria della sede RAI di Milano quale segretaria di produzione) nel ruolo della protagonista e i testi (e anche sovente la regia, alternandosi con un giovanotto genovese, già attore in compagnie studentesche, di nome Vito Molinari) di un ex-cronista de La Gazzetta dello Sport, un certo Romolo Siena, testi che evidenziano le problematiche adolescenziali tipiche delle fanciulle.

C'è già un Telegiornale quotidiano o quasi (in onda per ora dal martedì al sabato: vi rimandiamo comunque a quanto scrivemmo tre anni fa, http://ilfocolare-radiotv.blogspot.it/2010/12/sabato-26-dicembre-1953.html): quella sera, oltre a parlare del Presidente del Consiglio Giuseppe Pella che, dopo i contrasti avuti con il Maresciallo Tito, Capo dello Stato jugoslavo, sulla questione di Trieste (si è sfiorata la guerra tra Italia e Jugoslavia), medita di rassegnare le dimissioni, visto anche il distacco da parte dei compagni di partito (la DC) e quindi chiede chiarimenti ad Alcide De Gasperi, ormai stanco e fisicamente sofferente, ci si sofferma sugli auguri natalizi ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Dal cinegiornale La Settimana Incom eccovene la documentazione visiva:

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Per quanto riguarda le notizie dall'estero, riflettori puntati sulla Francia, ove viene eletto Presidente Rènè Coty, subentrato a Vincent Auriol, il cui mandato è in scadenza:

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Accanto al breve filmato in lingua italiana, tratto anch'esso da La Settimana Incom mancando le registrazioni di quei pionieristici notiziari televisivi (a tal proposito, bisogna dire che le immagini ufficiali dell'elezione di Coty saranno teletrasmesse qualche giorno dopo l'avvenimento, non esistendo ancora l'Eurovisione e quindi, men che meno, l'EVN - "Eurovision Video News" o "Evelina" che dir si voglia -: viene invece spedita in Italia per via aerea dall'ufficio di corrispondenza di Parigi una "pizza" filmata), vi proponiamo un ovviamente più sostanzioso e dettagliato inserto proveniente direttamente dalla stessa Francia, esattamente dal locale archivio audiovisivo (la ben nota INA):

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La rivalità agonistica tra gli atleti scelti tra i baccellieri dell'Università di Oxford e quelli di Cambridge non si limita alla sola, tradizionale regata per canottieri di primavera; anche d'inverno ci si misura sulle piste sciistiche, scelte comunque al di fuori del Regno Unito, in nazioni più indicate e più attrezzate all'uopo. Nel 1953 tocca all'Italia ospitare gli studenti britannici, convenuti al Sestrière per misurarsi nelle principali specialità degli sport invernali. Sempre da La Settimana Incom, vediamo un po' com'è andata:

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Serata che incomincia in allegria con un breve ma sicuramente apprezzato (specialmente dai giovani) momento musicale dedicato a un simpatico personaggio e bravo musicista. Suona la chitarra elettrica, strumento del tutto nuovo, canta in varie lingue, è olandese e vive tra Napoli e Milano: il suo vero nome è Pieter Van Houten, ma per maggior comodità è stato inglesizzato in Peter Van Wood. Dopo aver lasciato il complesso di Renato Carosone (nel 1949 fu fondatore del primo nucleo, un trio che comprendeva anche Gegè Di Giacomo alla batteria e ovviamente il Maestro Carosone al pianoforte), Van Wood è ora capo di un'altra formazione che, dopo aver operato a Napoli (incidendo anche per la Vis Radio), si sta stabilendo a Milano, sia per lavorare in televisione (a questi brevi programmi seguirà anche la serie Chitarra bizzarra) e in radio (Piace al Nord, piace al Sud - la chitarra di Van Wood), sia in virtù di un nuovo contratto discografico, stavolta con la Fonit (Fonodisco Italiano Trevisan), non ancora fusa con la torinese C.E.T.R.A. . Il pubblico ne apprezza finezza, simpatia, ironia, aggiungendo a tutte queste doti l'allegria dei ritmi proposti, a volte trattandosi di canzoni originali, altre volte pescando nel mazzo dei successi internazionali del tempo, come questo brano di origine nordamericana, Tell me why, in origine lanciato dai Four Aces ma portato al successo in Italia proprio da Van Wood, lasciando il testo inglese ma velocizzandone il ritmo:

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Ricordando ancora per un attimo l'iniziale militanza di Van Wood al seguito di Renato Carosone, eccovi la versione di Anema e core incisa allora: da notare che lo stesso Peter si occupa del testo inglese, ovviamente differente da quello che, nel 1962, canterà Cliff Richard ("How wonderful to know").

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Alla città di Milano Van Wood dedica una graziosa canzone ispirata all'ambiente altolocato (o pseudo-tale) di Via Montenapoleone e dei tanti negozi ed ateliér d'alta moda ivi siti:

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Altro successo statunitense che viene fatto conoscere al nostro pubblico è Walking my baby back home:

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Divertente il tango parodistico (e non scevro da doppi sensi come "Figlia di cubana") intitolato Juana:

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Per finire, ecco un motivo nuovo di zecca destinato a restare indissolubilmente legato alla figura del versatile musicista (e più tardi anche astrologo) olandese: Mia cara Carolina.

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Si prosegue all'insegna della spensieratezza con una commedia hollywoodiana del 1939, girata dall'oriundo di Reggio Calabria Gregory La Cava e interpretata da una Ginger Rogers che, anche senza l'abituale partner Fred Astaire, si rivela impeccabile. Il film s'intitola La ragazza della Quinta Strada ("5th Ave. girl") e ruota attorno a un casuale incontro che Alfred, un ricco industriale snobbato dalla propria famiglia (interpretato da Walter Connolly), ha con Mary, giovane disoccupata (la Rogers), al Central Park di New York. Nasce certamente l'amore, ma esso è fonte di peripezie e sotterfugi finchè non si ristabilirà la situazione, con l'industriale che ritroverà l'amore della propria consorte Martha (l'attrice Verree Teasdale, moglie del collega di origine franco-irlandese Adolphe Menjou) e la ragazza che ne diventerà nuora, riuscendo a sposare Tim, figlio maggiore di Alfred, appunto.

Di questo grazioso film abbiamo trovato solamente un reperto video, fortunatamente doppiato in italiano (la voce nostrana di Ginger Rogers è della prolifica e brava Lydia Simoneschi): si tratta del primo, civile incontro tra Mary e Martha, nel momento in cui quest'ultima cerca di indagare sui motivi di questa inattesa e comunque tardiva infedeltà coniugale:

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I telespettatori di Modena e zone collegate possono attardarsi rispetto agli altri, in quanto apposta per loro viene mandato in onda un ampio servizio che conclude la serata televisiva e che documenta un incontro di allenamento calcistico disputatosi nel pomeriggio tra i giovani della serie A e quelli della serie B, una vetrina per gli azzurrabili voluta dal Commissario Tecnico della Nazionale italiana, l'ungherese Lajos Czeisler, anche in previsione dei Mondiali in programma in Svizzera nel giugno successivo, ai quali dovremmo partecipare di sicuro (a scanso di improvvidi e improvvisi scherzetti da parte dell'Egitto, che attendiamo tra un mese a San Siro per la partita eliminatoria di ritorno) trovando nel girone l'Inghilterra, il Belgio e... udite, udite, proprio i rossocrociati, contro i quali debutteremo il 17 giugno... poi, chi vivrà vedrà, anche a causa della sballatissima formula dei gironi che alla fine ci impedirà di affrontare gli inglesi, bensì nuovamente gli elvetici... e saranno dolori, oh quanti ! ! ! Comunque, ne parleremo un'altra volta.

Al Comunale di Modena (che un giorno sarà intitolato al grande ginnasta Alberto Braglia, in quel periodo molto malato - scomparirà qualche settimana dopo -) scendono in campo queste due rappresentative che un giorno si chiameranno, con denominazione inglese, under 23. Si tratta di giovani nati dall'inizio del 1931 in avanti, con qualche fuori quota del 1929 e del 1930, comunque elementi interessanti che non hanno ancora trovato il posto in Nazionale, vuoi per mancanza di spazio, vuoi (soprattutto tra i più giovani) per inesperienza. Come detto, i giocatori della serie A affrontano quelli della serie cadetta, dando luogo a un incontro che, pur su un terreno reso pesante dalla pioggia che da giorni cade sulla città della Ghirlandina, si rivela abbastanza divertente. Ci sono tanti elementi che saranno il fulcro del calcio italiano nella seconda metà degli anni Cinquanta e nei primissimi Sessanta: proviamo a riconoscerli attraverso alcune fotografie reperite nell'inesauribile rete.

Ideo Stefani
ATALANTA
21 anni - portiere

Francesco (Cesco) Zagatti
MILAN
21 anni - terzino

Giovanni Invernizzi
UDINESE
22 anni - stopper

Gino Pivatelli
BOLOGNA
20 anni - ala

(Mario)
22 anni - ala-centravanti

Marco Savioni
NOVARA
22 anni - ala-centravanti

LANEROSSI VICENZA
22 anni - mediano

Enea Masiero
MARZOTTO VALDAGNO
20 anni - centrocampista
Ricordiamo anche il torinista Giovanni Molino, futuro laziale; l'atalantino Gaudenzio Bernasconi, che poi finirà alla Sampdoria, e un altro elemento del Marzotto Valdagno, squadra dall'interessante vivaio, Vincenzo Occhetta, piemontese di Romentino che prima di venirsene in Veneto ha trascorso due stagioni in Sicilia, nelle file del Siracusa (la squadra aretusea, scesa in C nell'estate precedente assieme alla Lucchese, mai più ritornerà in B), ma che poi esploderà in A con Genoa e Milan.
La partita finisce 3 a 2 per i "cadetti": immediato vantaggio per la squadra di A con Marco Savioni, quindi pareggio di Bettini e grave infortunio per l'estremo difensore della compagine di B, l'istriano Carlo Alberto Cernuschi, in forza al Cagliari, tra pochi giorni maggiorenne (compirà 21 anni il primo giorno del 1954), costretto a uscire in barella e a passare la notte sotto osservazione all'ospedale di Modena. Il sampdoriano Oliviero Conti riporta in vantaggio la formazione dei giovani di serie A, ma nella ripresa sono i cadetti a sorprendere Stefani in poco tempo, dapprima pareggiando con Marcello Agnoletto del Padova e infine chiudendo un po' a sorpresa vittoriosamente la prova con un gol di un non meglio precisato Colombo (Giovanni del Como o Umberto del Monza ? Storici del calcio, aiutateci voi, per favore !). Tra gli sconfitti hanno comunque destato un'ottima impressione (almeno, a leggere i commenti sui giornali dell'indomani) due elementi dell'Udinese, lo stopper Gianni Invernizzi e soprattutto un ragazzo diciottenne, Beppe Virgili, vero talento nato in casa (Udine è la sua città) che si affermerà a Firenze e diventerà per tutti Pecos Bill.

Termina così una delle ultime giornate della televisione sperimentale ma, come potete ben capire, già si fa sul serio... e consapevolmente. Ecco perchè è meglio ritenere la data del 3 gennaio 1954 solo la definitiva partenza di una corsa che dura ormai da sei decenni... mentre la programmazione dell'ultimo trimestre 1953 è, sempre usando una metafora da sport motoristici, un attento giro di ricognizione... quindi è meglio non sottovalutare quanto accade in quel periodo sul piccolo schermo, anche ai fini cronistorici.

A questo punto non ci resta che augurare a tutti voi, amici del Focolare - Radio TV, un sereno e felice Natale 2013: tuttavia, prima di darvi appuntamento al prossimo intervento (che dovrebbe essere d'argomento radiofonico e dedicato a una giornata del periodo tra Natale e Capodanno), desideriamo "raffigurare" questi auguri alla moda di sessant'anni fa, proprio per restare nel periodo storico oggetto del post che state finendo di leggere. Eccovi allora l'immagine, tenera, delicata e semplice, che il Radiocorriere scelse per la copertina del numero in edicola proprio alle soglie di quelle festività.

Ancora una volta Buon Natale e grazie mille per l'attenzione ! ! !

A presto ! ! !

Con affetto, cordialità ed amicizia

CBNeas
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Per i 60 anni della televisione italiana merita attenzione il

LUNARIO DEI GIORNI DI TELE
di Cesare Borrometi
                             

  La TV degli anni d'oro come non è stata mai narrata


Con il passare degli anni crescono sempre più la nostalgia e l'interesse per la vecchia TV di qualità: appositi canali digitali, siti Internet dedicati, pubblicazioni periodiche, tanto nelle edicole quanto nei negozi specializzati; DVD contenenti, tutte o in parte, storiche trasmissioni di ieri, libri a carattere storico-rievocativo godono di un pubblico scelto, appassionato e spesso anche esigente. Eppure c’era una lacuna da colmare: un almanacco, un lunario che raccogliesse, giorno per giorno, una vasta gamma di programmi di quel periodo d’oro, dal varietà allo sceneggiato, dalla pubblicità all’informazione, dalla TV dei ragazzi al teatro e alla cultura, lo sport e via dicendo. In tutto 366 titoli, uno per ogni giorno dell’anno, scelti in base alla relativa data di trasmissione (o di inizio serie per i programmi a puntate) o ad eventi particolari atti a determinarne il successo, e corredati da schede tecniche, presentazioni e commenti. Questa lacuna viene oggi colmata da Cesare Borrometi, ideatore di una formula che senz’altro cambierà il modo di gestire la storiografia sull’argomento: fermo intendimento dell’autore è di produrre nel tempo ulteriori libri del genere, fornendo all’appassionato, allo studioso e al curioso un panorama il più possibile preciso dei giorni, dei mesi e degli anni che hanno visto sbocciare trasmissioni e personaggi di fama del “piccolo schermo" da riscoprire e rivalutare.



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