giovedì 17 ottobre 2013

Martedì 16 ottobre 1962


NAZIONALE

    telescuola

Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI-Radiotelevisione Italiana presentano:
SCUOLA MEDIA UNIFICATA

         PRIMA CLASSE:
8,55  Matematica
         Prof.ssa Liliana Artusi Chini
9,45  Geografia
         Prof. Claudio De Gasperi
11,00  Educazione Artistica
           Prof. Franco Bagni
11,50  Religione
           Fratel Anselmo F.S.C.

           SECONDA CLASSE:
8,30  Geografia
         Prof.ssa Maria Bonzano Strona
9,20  Francese
         Prof. Enrico Arcaini
10,10  Italiano
           Prof.ssa Fausta Monelli
10,35  Religione
           Fratel Anselmo F.S.C.
11,25  Inglese
           Prof. Antonio Amato
12,15  Applicazioni Tecniche
           Prof. Giorgio Luna

           AVVIAMENTO PROFESSIONALE
           a tipo Industriale e Agrario
15,00  TERZA CLASSE
       a)  Osservazioni Scientifiche
            Prof. Giorgio Graziosi
       b)  Tecnologia
             Ing. Amerigo Mei
       c)   Materie Tecniche Agrarie
             Prof. Fausto Leonori

           la TV dei ragazzi

17,30  L'ALBUM DEI FRANCOBOLLI
           a cura di Lina Palermo e Nino Bruschini
           Presentano Anna Maria Ackermann e Aldo Novelli
           Lo sport
           Regia di Dino Malacrida
18,00  FRIDA
           Un briciolo di fede
           Telefilm - Regia di Robert Gordon
           Distr. : 20th Century Fox
           Int. : Gene Evans, Anita Louise, Johnny Washbrook e Frida

           ritorno a casa

18,30  TELEGIORNALE
           Edizione del pomeriggio
           GONG (Alka Seltzer - Atlantic)
18,45  Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI-Radiotelevisione Italiana
           presentano:
           NON E' MAI TROPPO TARDI
           Corso di aggiornamento culturale per gli adulti delle scuole popolari e dei centri di lettura
           Insegnante Alberto Manzi
           Regia di Marcella Curti Gialdino
19,15  LE TRE ARTI
           Rassegna di pittura, scultura e architettura
           Realizzazione di Lyda C. Ripandelli
19,45  LA POSTA DI PADRE MARIANO
20,20  TELEGIORNALE SPORT

            ribalta accesa

20,30   TIC - TAC (Camicie CIT - Guglielmone - Prodotti Marga - Lavatrici Indesit)
            SEGNALE ORARIO
            TELEGIORNALE
            Edizione della sera
            Direttore Giorgio Vecchietti
            ARCOBALENO (Brylcreem - Cavallino rosso Sis - Burro Milione Invernizzi - Vicks Vaporub - Confezioni Monti - Olà)
            PREVISIONI DEL TEMPO
20,55  CAROSELLO
           (1) Lanerossi - (2) Gancia - (3)  Camay - (4) Alemagna
           I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) General Film - 2) Recta Film - 3) Recta Film - 4) General Film

21,05   IL CAPPOTTO
            Film - Regia di Alberto Lattuada
            Prod. : Faro Film
            Int. : Renato Rascel, Yvonne Sanson
22,50  ARTI E SCIENZE
           Cronache di attualità a cura di Silvano Giannelli
           Redattori: Giulio Cattaneo e Giordano Repossi
23,20  TELEGIORNALE
           Edizione della notte

SECONDO

21,05  RECITAL DI ROSANNA CARTERI
           con la partecipazione del basso Paolo Montarsolo
           a cura di Gugliemo Zucconi.
           Ospite della trasmissione Sandro Bolchi
           Orchestra Sinfonica di Milano della RAI-TV
           diretta da Luciano Rosada
           Regia di Pierpaolo Ruggerini
21,40  INTERMEZZO (Esso Riscaldamento - Candy - Consorzio Parmigiano Reggiano - Lesaphon)
21,45  POPOLI E PAESI
           Viaggi e avventure in paesi ai confini della civiltà tra popoli che conservano immutate le loro antichissime tradizioni di vita
            Gli antichi regni d'Arabia
            Realizzazione di V. Fae Thomas
            Prod.: A.B.C.
22,10  TELEGIORNALE
           Edizione del 2°
22,30  CONVERSAZIONI CON I POETI
            a cura di Geno Pampaloni
            Riccardo Bacchelli
            Letture poetiche di Giancarlo Sbragia
            Realizzazione di Maria Maddalena Yon

TSI - SVIZZERA

Giornata di riposo

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Needless to say... ça va sans dire... inutile dirlo: Facebook è, oggi come oggi, il mezzo più utile per fare (farsi) pubblicità nel modo più libero possibile. A tale regola non si sottrae da tempo anche il nostro blog, che anche grazie alla "rete sociale" sta raccogliendo molti nuovi visitatori, cosa della quale ci rallegriamo.
Tra le pagine di FB che vengono tempestivamente aggiornate dai nostri comunicati ogni volta che licenziamo un nuovo post, ve n'è una che sta capitando proprio a tempo, dedicata alle grandi annunciatrici della RAI-TV( https://www.facebook.com/groups/233016036808896/?fref=ts). Spesso e volentieri riportiamo alla luce quelle meteore del sorriso, ossia le "Signorine Buonasera" che lavorarono per pochi anni e poi lasciarono per vari motivi, oggi completamente dimenticate dal pubblico, ma che conobbero la loro brava fetta di gloria. Purtroppo di moltissime di loro sono andate perdute le registrazioni degli annunci, ma per fortuna ci sono le fotografie d'epoca che sopperiscono a questa grave deficienza, una delle non poche che appestano l'organizzazione e la gestione degli archivi video della RAI, per la rabbia di noi conoscitori, appassionati e ricercatori di chicche storiche.
E' il caso di Alessandra Pacini, un'attraente ragazza toscana (nata a Pisa nel 1940), che nell'autunno-inverno 1962-'63, con il titolo di "prima delle non elette" a seguito del corso-concorso per annunciatrici bandito dalla RAI l'anno prima, lavorò in via Teulada avendo sulle proprie spalle un compito assai arduo, quello di sostituire Aba Cercato, andata in maternità (sotto Natale sarebbe infatti nata Giulia Boschi, futura attrice di cinema e teatro e poi sinologa di successo). Scaduto questo contratto a termine, di Alessandra Pacini non si seppe più alcunchè: speriamo che questo nostro piccolo memento, con annessa fotografia a colori tratta da un settimanale del periodo, possa servire in qualche modo a rilanciarla.

Eccoci quindi ad analizzare (e in parte rivedere) le trasmissioni del 16 ottobre 1962, mezzo secolo più un anno fa, partendo dalla TV dei ragazzi, che quel giorno ripropone un episodio del già noto telefilm dedicato alla prode cavalla Frida (che nella versione originale nordamericana si chiama Flicka, ma il nome viene cambiato nel nostro Paese per ragioni censorie dettate dalla prudenza... e dalla pruderie - vedi http://ilfocolare-radiotv.blogspot.it/2011/03/lunedi-20-marzo-1961.html). Qui la nostra "Furia al femminile" viene accidentalmente ferita agli occhi da due cacciatori e...  seguiamo insieme, in lingua inglese e con il filmato colorizzato al computer, la vicenda:

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Siamo giunti allo spazio pubblicitario, stavolta assai ricco. Cominciamo con Arcobaleno: è ottobre e cominciano a circolare i primi raffreddori di stagione. Come combatterli ? Con un rimedio davvero mitico: il Vicks Vaporub.

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Quella sera Carosello è zeppo di stelle di prima grandezza dello spettacolo italiano; c'è Eleonora Rossi Drago per il vermouth Gancia, ma ci sono soprattutto due produzioni storiche della General Film di Cologno Monzese: Aldo Fabrizi con Ci avete fatto caso ? per la Lanerossi e l'intramontabile Ullallà, è una cuccagna !  per le caramelle Alemagna, con una piacevole novità rappresentata dallo "stato civile" della coppia Filomena-Lia Zoppelli - Narciso-Enrico Viarisio, sposi a furor di popolo (infatti la serie in onda in quel periodo s'intitola Le delizie del matrimonio).

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Serata assai interessante, nel complesso, quella che i due canali della RAI offrono ai telespettatori: sul Nazionale va in onda un film italiano tra i più apprezzati all'estero in un (allora) recente passato, un'ardita quanto riuscita italianizzazione di uno dei racconti più populisti del grande narratore ucraino ottocentesco Nikolaj Vassilievic Gogol, Il cappotto. Girato nel 1951 da Alberto Lattuada, con l'azione trasportata dalla Pietroburgo del 1840 alla Pavia dei primi anni '30 (idea di un gruppo di qualificati sceneggiatori, tra cui Cesare Zavattini, Leonardo Sinisgalli, Giorgio Prosperi e Luigi Malerba), il lungometraggio rivela un Renato Rascel più "serio" del consueto: solo il piccoletto, anche in virtù dei tratti somatici corrispondenti quasi completamente a quelli dell'Akàkij Akàkieviç Basmaçkin protagonista della vicenda descritta da Gogol, poteva incarnare al meglio il personaggio del modesto e semplice impiegato copista d'ufficio, ribattezzato per l'occasione Carmine De Carmine, segretario comunale. Per il resto, gli argomenti sono praticamente gli stessi della storia originale: le difficoltà del protagonista sul posto di lavoro, anche per il continuo, forzato indossare soprabiti vecchi e logori; l'opportunità di avere un cappotto nuovo, che un sarto (nel testo di Gogol di nome Petroviç) gli confeziona per cinquantamila lire; la festa (qui di Capodanno; nel racconto originale, più semplicemente, Akàkij Akàkieviç è invitato assieme ai suoi colleghi a celebrare l'onomastico di uno di loro) alla quale Carmine si reca con il cappotto nuovo; il furto di quest'ultimo e la conseguente morte, per il dolore di aver perduto, subendo un vile gesto, quel soprabito che poteva da solo servire a riqualificarlo umanamente e professionalmente, del protagonista; infine l'apparizione del fantasma di quest'ultimo al cospetto di personaggi importanti (nella cinematografica italianizzazione di cui stiamo parlando, ai danni del feroce sindaco di Pavia, interpretato da un bravissimo e incisivo Giulio Stival).

Abbiamo montato apposta per voi le scene del film (solo di recente, dopo due o tre decenni di oblio, rispolverato e restaurato) reperite su YouTube, cercando di dare ad esse un ordine logico: alcune sono sottotitolate in inglese o in francese, segno dell'interesse mostrato all'estero per un film che in pratica fece conoscere Renato Rascel ovunque (guadagnandosi pure l'ammirazione di un certo Charles Spencer Chaplin... pochi anni dopo, la canzone Arrivederci, Roma ! avrebbe fatto il resto). Ricordiamo infine che la protagonista femminile è Yvonne Sanson, la regina dei drammoni strappalacrime, spesso girati a fianco di Amedeo Nazzari:

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Sul Secondo Canale va invece in onda un programma musicale interamente dedicato a un soprano tra i più noti, nonchè una donna tra le più belle...e non solo nel suo campo: ci riferiamo a Rosanna Cartèri, cantante lirica veneta che bruciò praticamente le tappe, diventando primadonna già a 21-22 anni. Dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, passando attraverso i radiofonici concerti "Martini e Rossi" trasmessi dagli auditorii RAI di Roma, Milano e soprattutto Torino, il nome della Cartèri fu uno tra i più presenti, per tutti gli anni '60. Poi, a 40 anni, la decisione di non voler cantare più e di dedicarsi alla vita privata, ma chi ebbe la ventura di ascoltarla ed applaudirla non la dimenticò... come non pensare a Carlo Fruttero e Franco Lucentini e al loro romanzo A che punto è la notte ?, altro caso del Commissario Santamaria (quello de La donna della domenica), in cui viene appunto citata Rosanna Cartèri ?

Riascoltiamo insieme un suo disco del 1952, un'interpretazione assai struggente della Morte di Liù dal terzo atto della Turandot di Giacomo Puccini: è il momento in cui, dopo il Nessun dorma, tutti si affannano a svelare il nome del Principe Ignoto entro l'alba, senza successo. Così Liù, la schiava del Principe, si rivolge a Turandot, l'altèra Principessa di Pechino (o meglio, "di Pekino", secondo la grafia del libretto originale di Renato Simoni e Giuseppe Adami) che sposerà l'Ignoto se nessuno rivelerà l'identità di quest'ultimo, convincendola della fattibilità di una conclusione simile e decidendo di trafiggersi con un pugnale, uscendo così di scena e scolpendo così l'unico momento di tragedia della fiaba musicale tratta dall'antica Turandotte di Carlo Gozzi, ultima opera musicata dall'ormai infermo Puccini e rappresentata un anno e mezzo dopo il trapasso di quest'ultimo, nell'aprile del 1926 (il compositore lucchese si era spento a Bruxelles il 29 novembre del 1924):

Liù:
Tu che di gel sei cinta,
Da tanta fiamma avvinta, 
L'amerai anche tu !...
Prima di questa aurora
Io chiudo stanca gli occhi
Perche Egli vinca ancora...
Per non vederlo più !

video

La serata del Secondo prosegue con un interessante documentario di produzione statunitense sugli antichi popoli d'Arabia e, dopo le notizie del TG, termina con un interessante incontro letterario di cui è protagonista Riccardo Bacchelli. E' un momento davvero fecondo per lo scrittore bolognese e i rapporti da lui condotti con la RAI: a Milano proprio in quei giorni Sandro Bolchi sta girando gli interni di uno sceneggiato ispirato al primo romanzo de Il mulino del Po, che andrà in onda ai primi dell'anno nuovo, e lo stesso Bacchelli ha messo mano alla sceneggiatura. Nel frattempo, intervistato da un autorevole critico come Geno Pampaloni, egli confessa davanti alle telecamere la propria fedeltà per quell'Amor di poesia già espresso più volte, a partire dagli anni giovanili e passando attraverso la ricca raccolta del 1930.

Leggiamo allora insieme qualcuno di questi componimenti scritti da Riccardo Bacchelli e inseriti proprio nella succitata antologia:

                                E NELL'AMORE CHE CI MESCOLA INSIEME, SCIOGLIENDOCI
                                gli sforzi acri e l'ansia di cercarci
                                l'un nell'altro, e ci tira le radici dell'essere
                                a fiore del corpo e della faccia, nè io
                                nè tu ci troviamo, ma finalmente conseguiamo
                                annullamento, e riaprendo gli occhi stupiamo
                                di rintracciare un ricordo smarrito, ritrovarci
                                al mondo io e te.

                                               ................................................

                               MA PERO' OGNI MESE HA I SUOI FRUTTI, quando i fichi
                               sventrati dagli uccelli cominciano a risecchire
                               sui rami, arrosa la polpa del popone.
                               C'è modo di liberarsi dalla noia con tanta
                               generosità di sole, di terra e di vini.
                               Ho in sospetto chi non riesce a consolarsi spiccando
                               ciliege o d'inverno col vino di bottiglia,
                               l'uva nostrana e le arance di Sicilia. Ho in sospetto
                              chi è incapace d'epicureismo.

                                           ........................................................

                              LA STORIA, SE NON E' DI DIREZIONI CHE HAN SVOLTATO,
                              di progetti che han prodotto quel che nessuno intendeva,
                              di Cesari e il loro destino, di spedizioni di Russia,
                              di uomini che mai e per niente si son difesi
                              nè hanno argomentato contro la loro sorte,
                              è una noiosa enunciazione di quel senno di poi
                             di cui son piene le fosse, una storia del piede di casa
                             che ci basti vivere senza raccontarla.
                             E penso a Garibaldi, quando cercava di mattina
                             un augurio per la battaglia. Infatti il Filibustiere
                             venne a mettere vino di fiducia nell'azzardo
                             nell'acqua di noi italiani, così carichi di storia
                             e di accortezza che non poteva più riuscirci di muoverci. 

                                                ........................................................
                           (anche in Parnàso Europeo - L'età contemporanea, vol. 1, a cura di Carlo Muscetta, Lucarini, Roma, 1989, pagg. 177-178)






Con Riccardo Bacchelli (nella foto sopra) concludiamo il nostro post sulla televisione del 16 ottobre 1962, sperando che esso, come moltissimi altri, sia stato di vostro gradimento. Non ci resta che salutarvi e darvi appuntamento ai prossimi post del sempre più ricco Focolare - Radio TV.

A presto ! ! !

CBNeas


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Non dimenticate

LUNARIO DEI GIORNI DI TELE
di Cesare Borrometi
                             

  La TV degli anni d'oro come non è stata mai narrata


Con il passare degli anni crescono sempre più la nostalgia e l'interesse per la vecchia TV di qualità: appositi canali digitali, siti Internet dedicati, pubblicazioni periodiche, tanto nelle edicole quanto nei negozi specializzati; DVD contenenti, tutte o in parte, storiche trasmissioni di ieri, libri a carattere storico-rievocativo godono di un pubblico scelto, appassionato e spesso anche esigente. Eppure c’era una lacuna da colmare: un almanacco, un lunario che raccogliesse, giorno per giorno, una vasta gamma di programmi di quel periodo d’oro, dal varietà allo sceneggiato, dalla pubblicità all’informazione, dalla TV dei ragazzi al teatro e alla cultura, lo sport e via dicendo. In tutto 366 titoli, uno per ogni giorno dell’anno, scelti in base alla relativa data di trasmissione (o di inizio serie per i programmi a puntate) o ad eventi particolari atti a determinarne il successo, e corredati da schede tecniche, presentazioni e commenti. Questa lacuna viene oggi colmata da Cesare Borrometi, ideatore di una formula che senz’altro cambierà il modo di gestire la storiografia sull’argomento: fermo intendimento dell’autore è di produrre nel tempo ulteriori libri del genere, fornendo all’appassionato, allo studioso e al curioso un panorama il più possibile preciso dei giorni, dei mesi e degli anni che hanno visto sbocciare trasmissioni e personaggi di fama del “piccolo schermo" da riscoprire e rivalutare.



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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie per il bellissimo post. Seguo da poco questo blog ma, nonostante la mia età ancora abbstanza giovane (38 anni), non si può non sentire una grande nostalgia per il livello della TV di un tempo. Da melomane incallito, ringrazio in particolare per il bel ricordo della mia quasi compaesana (sono di Padova) Rosanna Carteri, che peraltro prese parte alla prima opera lirica trasmessa dalla Rai ("La Traviata" nel 1956) e che in quello stesso anno apparve in altre storiche, meravigliose trasmissioni operistiche (l'"Otello" con Del Monaco, il "Falstaff" con Taddei, "Le Nozze di Figaro" con la Pobbe e Rossi Lemeni...). Ed oltre ad essere una grande cantante era davvero, come da voi ricordato, una bella, bellissima ragazza. Peccato sia troppo giovane per averla vista dal vivo...
Francesco

CBNeas1968 ha detto...


Gentile Francesco, grazie a Lei non solo per essere intervenuto, ma anche per aver manifestato un interesse per l'opera lirica che, al giorno d'oggi, non è così comune tra gli "under 50" (non siamo tantissimi, ma comunque ci siamo).

Desideriamo però farLe notare che la trasmissione de "La traviata" con Rosanna Cartèri non fu proprio la prima opera lirica messa in onda dalla RAI: fu infatti preceduta dal "Barbiere di Siviglia" di Rossini, nell'allestimento del regista Franco Enriquez, trasmesso il 23 aprile 1954 e replicato, quasi a furor di popolo, un mese e mezzo dopo (a tal uopo, La rimandiamo a http://ilfocolare-radiotv.blogspot.it/2010/06/sabato-5-giugno-1954.html per i particolari).

La ringraziamo di cuore e La invitiamo a continuare a seguirci:di lirica abbiamo sempre parlato e continueremo a parlare nel nostro blog.

Un saluto

Cesare

Anonimo ha detto...

Ah ecco, chiedo scusa. Ammetto onestamente che mi ero fidato dell'affermazione fatta da un autorevolissimo blog di melomani che seguo quotidianamente ed apprezzo moltissimo(quello, per capirci, che ha come scopo di "tutelar l'antica arte del canto")che, in un bel post sulla Carteri, aveva dato questa informazione. Meglio ancora, comunque: la Rai TV aveva iniziato a trasmettere l'opera praticamente ij contemporanea con l'inizio delle trasmissione ufficiali. Che bei tempi...
Francesco