martedì 10 agosto 2010

Giovedì 10 agosto 1972




NAZIONALE

Per Messina e zone collegate, in occasione della 33° Fiera Campionaria Internazionale
10,00 – 11,30 PROGRAMMA CINEMATOGRAFICO

la TV dei ragazzi

18,15 CLUB DEL TEATRO: IL MELODRAMMA ITALIANO
a cura di Gino Negri
con la partecipazione di Lucia Scalera
Regia di Eugenio Giacobino
Il Trovatore
di Giuseppe Verdi
19,00 FILIPAT E PATAFIL
in
- La cura del sole
- Colpi di judo

Prod. : VEB Defa (DDR)

GONG (Sapone Respond – Disinfettante Milton)
19,15 MARE APERTO
a cura di Orazio Pettinelli
Consulenza di Vincenzo Vallario

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC – TAC (Acqua Sangemini – Dentifricio Durban’s – Milkana De Luxe – Triplex)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
ARCOBALENO 1 (Lama Gillette Platinum Plus – Nescafè Gran Aroma – Doratini di manzo Findus)
CHE TEMPO FA
In studio Mario Pennacchi
ARCOBALENO 2 (Aperitivo Biancosarti - Omo)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Willy De Luca
CAROSELLO
(1) Pizzaiola Locatelli – (2) Stock - (3) Lampade elettriche Osram – (4) Terme di Recoaro - (5) Permaflex materassi a molle
I cortometraggi sono stati realizzati da : 1) Film Made – 2) Cinetelevisione – 3) Gamma Film – 4) Tiber Cinematografica – 5) Paul Campani

21,00 Un grande comico
BUSTER KEATON
a cura di Luciano Michetti Ricci
Presentazione di Mario Soldati
IL FIGLIO DI BILL DEL VAPORETTO
(Steamboat Bill jr.)
Interpreti: Buster Keaton, Ernest Torrence, Marion Byron, Tom McGuire, Tom Lewis, Joe Keaton
Regia di Charles F. Reisner
Produzione: Joseph M. Schenck per la Buster Keaton Production Inc.
DOREMI’ (Patatina Pai – Gruppo Industriale Ignis – Cinzano Rosso – Lacca Libera & Bella)
22,15 TUTTO E’ POP
Spettacolo musicale
con Mario Barbaja, Orietta Berti, L’Orchestra Casadei, Orchidea De Sanctis, Fiammetta, Renato Greco, Complesso caratteristico La Racchia , Otello Profazio, Tony Santagata, Raymond Vincent
Testi di Giancarlo Guardabassi
Presenta Vittorio Salvetti
Regia di Antonio Moretti
BREAK (Brancamenta – Stufe Olmar)
23,15 TELEGIORNALE
Edizione della notte
CHE TEMPO FA
In studio Mario Pennacchi
SPORT

SECONDO

Trasmissioni in lingua tedesca
per la zona di Bolzano

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 GRAF YOSTER GIBT SICH DIE EHRE
Heitere Kriminalserie mit L. Ammann
Heute: Strahlendes Wasser
Regie: Michael Braun
Verleih: Bavaria
19,55 ICH SEGELTE UM DIE WELT
Ein Film von Rollo Gebhard uber seine Einhand-Weltumseglung
Tahiti – Hamburg
Verleih: Bibo – Film
20,40 – 21,00 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Cristallina Ferrero – Dash – Orologi Omega – Elettrodomestici Ariston – Dentifricio Ultrabrait – Tuttoqui Star)
21,15 LE EVASIONI CELEBRI
Lo schiavo gallico
Telefilm – Regia di Jean-Pierre Decourt
Interpreti: Jacques Fabbri, Bernard Giraudeau, Michel Vitold, Jacques Balutin, Guy Fox , Henry Virlojeux, Loumi Iacobesco, Malka Ribowska, Nicole Elfì
Coproduzione: Difnei Cinematografica - O.R.T.F. - Pathè
DOREMI’(Martini - Saponetta Pamir)
22,15 UNA DONNA, UN PAESE
Un programma a cura di Carlo Lizzani e Claudio Nasso
Testi di Emilia Granzotto
Coretta King

TSI - SVIZZERA

19,45 LE AVVENTURE DI PAPUM
con i burattini di Michel Poletti
- Il circo dei mattacchioni
- Papum artista
- Papum in vacanza

20,10 TELEGIORNALE 1a edizione
- TV - SPOT
20,20 RAGAZZE IN BLU
Telefilm
Albero genealogico
(A COLORI)
- TV - SPOT
20,50 JACKY STEWART, UN PROTAGONISTA DI FORMULA 1
(A COLORI)
- TV - SPOT
21,20 TELEGIORNALE Edizione principale
- TV - SPOT
21,40 30 ANNI DI STORIA
LA GRANDE GUERRA '14 - '18
Realizzazione di Susanne Baron
23,00 L'ASSISTENTE SOCIALE
Telefilm
Keisey Street
23,50 TELEGIORNALE Terza edizione

KOPER - CAPODISTRIA

21,00 L'angolino dei ragazzi
MR. PIPER
21,10 ZIG - ZAG
21,15 NOTIZIARIO (PARZIALMENTE A COLORI)
21,30 L'AMMIRAGLIO E' UNO STRANO PESCE
Film
23,00 EN FRANçAIS
Lezione di lingua francese

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San Lorenzo: tradizione vuole che di notte cadano le stelle, sorrette dai desideri espressi, più o meno seriamente, dal comune uomo romantico. Per noi il 10 agosto, come fu per il grande Giovanni Pascoli, ha un significato luttuoso, legato com’è alla grave perdita di un genitore (peraltro non così tragica come capitò all’illustre poeta romagnolo, il cui padre venne ucciso alla fiera di Cesena del 1867) avvenuta ormai un lustro fa: fors’anche per sdrammatizzare l’inevitabile clima di ricordi e di rimpianti suscitati dall’anniversario della scomparsa di nostra madre, donna colta, poliglotta, intelligente e sensibile fermata da quel male impietoso il cui nome è uguale a quello di un segno zodiacale associato a un pesce, proviamo a giocare anche noi al rituale delle stelle, esprimendo desideri su desideri. Quest’anno ci permettiamo, proprio per mezzo del presente blog, di rendere palesi due di queste nostre intenzioni: 1) che il nostro libro pilota del Focolare, lavoro pronto ormai da sette mesi, venga presto pubblicato, dal momento che sembra sia la volta buona perché ciò avvenga; 2) che la televisione italiana offra costantemente palinsesti di qualità, anche se si è in piena estate, proprio come quel San Lorenzo di 38 anni fa che oggi abbiamo scelto per voi e sul quale ci soffermiamo immediatamente.

Giorni addietro parlavamo al telefono con Paolo Starvaggi, uno dei nostri super – esperti che spesso nobilitano il Focolare, e ci chiedevamo se era ancora possibile produrre una trasmissione come quella che, per sei estati consecutive (dal 1970 al ’75), il centro RAI di Milano realizzò per i ragazzi: Club del Teatro. Ovvero, come avviare un pubblico preferibilmente composto dai bambini delle ultime classi elementari e di prima – seconda media ai capolavori del palcoscenico, magari articolandoli in cicli ben precisi, sviluppatisi nel tempo: Shakespeare, Goldoni, Pirandello, e via dicendo. Un presentatore; abbondante materiale d’archivio (soprattutto se direttamente proveniente da Corso Sempione o dal Teatro della Fiera); spiegazioni non troppo didascaliche e pallose, et voilà, ecco una versione televisiva, ma dai risvolti didattico – divulgativi, della radiofonica Commedia in trenta minuti, che ai tempi furoreggiava e della quale parlammo praticamente agli albòri del nostro blog, l’inverno scorso. Nel 1972 si parla di teatro musicale, di opera lirica, con un digest settimanale di alcuni tra i melodrammi più noti. Per l’occasione si occupa dei testi un grande musicista milanese, molto attivo non solo in RAI, ma anche nei circuiti teatrali alternativi del capoluogo lombardo: il M° Gino Negri. Presenta invece una beniamina del pubblico più giovane, la rassicurante maestra elementare Lucia Antonini che però agisce in teatro e in TV (fu lei a lanciare Giocagiò sei anni prima) con il nome d’arte di Lucia Scalera. Quel 10 agosto del ’72 l’obiettivo è puntato su Il trovatore, secondo dei melodrammi della trilogia popolare di Giuseppe Verdi (le altre due opere sono Rigoletto e La Traviata). Com’è noto, il libretto di Salvatore Cammarano e Leone Emanuele Bardare è ispirato a un drammone spagnolo di cappa e spada, El Trobador, di Garçia Gutierrez, in cui si parla di due fratelli nobili, discendenti del Conte di Luna, che non sanno di essere tali (uno di questi, il trovatore Manrico, venne rapito e adottato ancora in fasce dalla zingara Azucena) e che sono nemici sia per ragioni politiche che sentimentali (oggetto del contendere è la bella Leonora, che ha già fatto la sua scelta legandosi proprio a Manrico e respingendo lo spocchioso e giovane conte). Sembrerà vincere il male (Manrico sarà condannato a morte perché sovversivo e Leonora, pur promettendo a malincuore al Conte di Luna di darsi a lui per sempre, troverà il modo di avvelenarsi di nascosto proprio per amore del trovatore), ma, quando ormai il dramma si compie, la zingara rivela al nobile che in realtà quel giovane cantore zingaro era suo fratello. Peggio di così…
Gli inserti prescelti provengono da una trasmissione TV de Il trovatore del dicembre 1966, realizzata sempre negli studi milanesi per la regia di Margherita Wallmann, specializzata in spettacoli lirici abbastanza al passo coi tempi. Ecco perciò questo allestimento dal sapore vagamente beat, animato da grandi voci italiane: il soprano umbro Antonietta Stella (Leonora), il baritono triestino – morto nel 2005 - Piero Cappuccilli (il Conte di Luna) e il tenore Carlo Bergonzi, originario proprio di Busseto e quindi concittadino di Verdi, nei panni del protagonista Manrico. Dirige l’orchestra Arturo Basile, siciliano originario di Canicattini Bagni, presso Siracusa, ma piemontese d’adozione e attivo in mezzo mondo fino alla sua tragica morte, avvenuta nel 1968.
Primo brano in programma è l’iniziale incontro – scontro tra i tre protagonisti, caratterizzato proprio dall’ingresso di Manrico che canta Deserto sulla terra.

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Altre due perle del Trovatore note anche ai profani: la folgorante (come la definì il musicologo Giampiero Tintori) cabaletta conclusiva del terzo atto, Di quella pira, con cui Manrico, in procinto di sposare Leonora, corre a salvare la “madre” Azucena condannata al rogo in quanto rea di essere entrata in campo nemico…

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… e il drammatico Miserere dell’ultimo atto, sofferto dialogo tra Leonora e Manrico, quest’ultimo rinchiuso nella torre del carcere, in attesa di essere giustiziato.

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Dopo l’opera, il programma per i ragazzi si completa con un cartone che abbiamo ripescato qualche giorno fa: il revival in questione è piaciuto ed oggi vi riproponiamo, nella seconda e (per ora) ultima avventura reperibile in rete, Filopat (o Filipat che dir si voglia) e Patafil, pupazzi animati di origine tedesco – orientale che proprio nel ’72 debuttarono in Italia sul piccolo schermo.

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Seguono poi consigli su come vivere bene il mare (introdotti da una delicata sigla musicale fischiata – evidentemente da Alessandro Alessandroni, e chi se no ? - che ci piacerebbe riascoltare dopo tanti anni), le previsioni del tempo (finalmente Bernacca ha un alter ego che lo sostituisce durante le vacanze: il Comandante dell’Aeronautica Mario Pennacchi, ternano D.O.C. che orienta lo stile del bollettino serale verso le tradizioni popolari rischiando però di allontanarsi un po’ da ciò che il pubblico si aspetta, e per questo vi sono contrasti tra titolare e riserva di Che tempo fa), un blocco di caroselli le cui attrazioni principali sono la Mondaini e Vianello, i quali invitano a versare un goccio di brandy perfino nel gelato, e Franco e Ciccio, sostituti di Capitan Trinchetto ma con delle scenette che non hanno gran che di chiaro e di limpido, e poi, finalmente, Buster Keaton. Meno popolare di Stanlio e Ollio, meno impegnato di Charlie Chaplin, Keaton passò alla storia del cinema (specialmente del muto, sua epoca d’oro) come il comico che non rideva mai. Spesso, infatti, gli venivano proposti copioni che non miravano quasi mai a una comicità immediata o a gag d’effetto, bensì piuttosto a cadenze grottesche, se non addirittura drammatiche. Infatti, la pellicola scelta da Luciano Michetti Ricci per il 10 agosto 1972, sesta serata di quell’opera maxima di Keaton che la RAI avrebbe proseguito successivamente in una versione un po’ più facile (in quel caso sostituendo un intellettuale di razza come Mario Soldati con un simpatico attore del calibro di Gianrico Tedeschi in veste di presentatore), è da considerarsi sostanzialmente un dramma a lieto fine, non senza momenti di alta tensione. Si tratta di Steamboat Bill jr., pellicola del 1928 che di lì a poco sarebbe stata parodiata con successo da un giovane disegnatore di nome Walter Elias Disney, il quale avrebbe lanciato a propria volta un personaggio destinato a un successo universale e quasi eterno: Mickey Mouse (Steamboat Willie). In italiano questo film ha diversi titoli: qui viene presentato come Il figlio di Bill il vaporetto, ma più avanti sarà riproposto come Io… e il ciclone. Di quest’opera vi offriamo dapprima la parte iniziale, sonorizzata dal commento musicale di Peter Blanchette, sonatore di un particolare strumento a corda, l’archguitar (una chitarra – arciliuto i cui timbri somigliano a quelli del banjo)…

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…e poi quella conclusiva, caratterizzata dal devastante ciclone che segna comunque una svolta anche nella risoluzione dell’intreccio. In rete abbiamo trovato questo spezzone con in sottofondo una canzone italiana risalente a ben 14 anni dopo il passaggio TV di Steamboat Billy jr. che oggi stiamo trattando, ma che s’intona splendidamente al tema delle immagini: Il diluvio, forse la più bella canzone scritta da Lucio Battisti in collaborazione con Pasquale Panella.

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Mentre la programmazione del Nazionale si conclude con un vivace programma musicale, ideato da Vittorio Salvetti, in cui tradizione e novità della canzone italiana (con qualche ospite straniero di passaggio) si affrontano e si confrontano, il più stringato menù del Secondo offre al telespettatore due portate abbastanza allettanti. Per due giovedì al mese, quando non ci sono i Giochi senza frontiere che richiamano al video soprattutto bambini e ragazzi, la prima serata è occupata da una serie francese che, con tocchi romanzati e l’esperienza di un navigato regista di telefilm d’Oltralpe, Jean – Pierre Decourt, racconta episodi lontani nel tempo, rievocando casi di personaggi storici più o meno importanti che, una volta incarcerati, tentarono di riacquistare autonomamente la libertà: Le evasioni celebri.

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In seconda serata, invece, ecco uno dei tanti gioielli del teledocumentario targato RAI, una bellissima inchiesta, realizzata dal grande regista Carlo Lizzani e dal meno noto Claudio Nasso in collaborazione con Emilia Granzotto, dedicata a donne che danno lustro, con la loro attività, alla loro epoca e ai relativi campi di riferimento. Quella sera è di scena Coretta King, la vedova del Reverendo Martin Luther King, Premio Nobel per la Pace nel 1964, l’apostolo della non violenza (come ormai tutti sanno). Non bazzicando spesso i canali tematici oggi imperanti, non sappiamo se RAI Storia abbia ritrasmesso negli scorsi mesi, tutta o in parte, la serie Una donna, un paese: certo è che eravamo curiosi di vedere l’incontro con Coretta King, ma il Tubo ci ha detto di no. Ripieghiamo sulla sigla musicale dell’intero ciclo, un bel brano, ingiustamente dimenticato, di Claudio Mattone e Franco Migliacci, intitolato Un uomo intelligente e affidato alla voce del pulcino di Gabbro (Livorno): Nada Malànima.

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E sulle note di Nada cala il sipario sul San Lorenzo TV del 1972. Arrivederci presto con il prossimo post (comunque non prima di venerdì) ! ! !
Affettuosamente e caramente vostro
CBNeas

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