mercoledì 6 marzo 2013

Lunedì 3 marzo 1975


NAZIONALE

12,30  SAPERE
           Aggiornamenti culturali
           coordinati da Enrico Gastaldi
           Il mito di Salgàri
           a cura di Giovanni Mariotti
           Regia di Paolo Luciani
           (Replica)
12,55  TUTTILIBRI
           Settimanale di informazione libraria
           a cura di Giulio Nascimbeni
           con la collaborazione di Giuseppe Bonura e Walter Tobagi
           Regia di Raoul Bozzi
13,25  IL TEMPO IN ITALIA
           BREAK
13,30  TELEGIORNALE DELLE 13,30
14,00  SETTE GIORNI AL PARLAMENTO
           a cura di Luca Di Schiena
           (Replica)
14,25 - 14,55  UNA LINGUA PER TUTTI
                        Deutsch mit Peter und Sabine
                        II corso di tedesco
                        Folge 20
                        Regia di Ernst Behrens

     trasmissioni scolastiche

     La RAI-Radiotelevisione Italiana, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, presenta:

16,00  SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE
           L'insediamento urbano
           La casa
           Regia di Cesare Giannotti
16,20  SCUOLA MEDIA
           L'energia
           Il lavoro umano e le macchine semplici
           Regia di Angelo Dorigo
16,40  SCUOLA ELEMENTARE
           I Ciclo
           Comunicare ed esprimersi
           Regia di Massimo Pupillo

17,00  SEGNALE ORARIO
           TELEGIORNALE
           Edizione del pomeriggio

          per i più piccini

17,15 IL GIARDINO DEI PERCHE'
          a cura di Teresa Buongiorno
          con Luigina Dagostino, Giustino Durano e Ennio Majani
          Scene e costumi di Bonizza
          Regia di Salvatore Baldazzi

          la TV dei ragazzi

17,45  IMMAGINI DAL MONDO
           Rubrica realizzata in collaborazione con gli Organismi Televisivi aderenti all'U.E.R.
           a cura di Agostino Ghilardi
18,15  SEME D'ORTICA
           Tratto dal libro di Paul Wagner
           Dialoghi italiani di Alfredo Medori
           Interpreti: Yves Coudray, Georges Chamarat, Fred Personne, Françoise Le Bail, Pierre Maguelon.
           Regia di Yves Allegret
           Prod. : O.R.T.F. - TELCIA Films

           GONG
18,45  TURNO C
           Attualità e problemi del lavoro
           a cura di Giuseppe Momoli
           TIC - TAC
           SEGNALE ORARIO
           CRONACHE ITALIANE
           OGGI AL PARLAMENTO
           ARCOBALENO
           CHE TEMPO FA
           ARCOBALENO
20,00  TELEGIORNALE
           Edizione della sera
           Direttore Willy De Luca
           CAROSELLO
20,40  IL PRIGIONIERO DI AMSTERDAM
           Film - Regia di Alfred Hitchcock
           Interpreti: Joel McCrea, Laraine Day, Herbert Marshall, George Sanders, Albert Bassermann, Edmund Gwenn, Eduardo Ciannelli
           Produzione: Walter Wanger
           DOREMI'
22,30  L'ANICAGIS presenta
           PRIMA VISIONE
22,45  TELEGIORNALE
           Edizione della notte
           CHE TEMPO FA

SECONDO

18,45  TELEGIORNALE SPORT
            GONG
19,00  IL SELVAGGIO UGRYUM
           Dal romanzo di V. Sciskov
           Sceneggiatura di V. Selivanov, I. Lapscin
           Con I. Giursina, G. Epifanzev, V. Cekmarev, G. Tohadze, V. Ivanova
           Regia di Iaropolik Lapscin
           Produzione della Televisione Sovietica
           (Replica)
           TIC - TAC
20,00  ORE 20
           a cura di Bruno Modugno
           Regia di Claudio Triscòli
           ARCOBALENO

          TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
                   PER LA ZONA DI BOLZANO

                               SENDER BOZEN

             SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,00  STEFAN LOCHNER
           Ein Maier zu Koln
           Filmbericht
           Regie: Walter C. Tunk
           Verleih: Osweg
19,15  DIE LIEBEN MITMENSCHEN
           Fernsehserie von Gerd Billing
           Heiraten, oder nicht heiraten
           Regie: Wolfgang Luderer
           Verleih: Fernsehen der DDR
20,00  SPORTSCHAU
20,15 - 20,30  TAGESSCHAU

20,30  SEGNALE ORARIO
           TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
            INTERMEZZO
21,00  I DIBATTITI DEL TG
           a cura di Giuseppe Giacovazzo
           DOREMI'
22,00  STAGIONE SINFONICA TV
           Nel mondo della sinfonia
           Presentazione di Roman Vlad
           SINFONIA N.1 IN DO MAGGIORE
           di Georges Bizet
           Direttore Georges Pretre
           Orchestra "Alessandro Scarlatti" di Napoli della Radiotelevisione Italiana
           Regia di Walter Mastrangelo

TSI - SVIZZERA

18,00  PER I BAMBINI
           I PINGUINI
           Cartone animato
           L'infanzia di Papà Pinguino
           (A COLORI)
     -    GHIRIGORO
           Appuntamento con Adriana e Arturo
           (PARZIALMENTE A COLORI)
    -     I WOMBILU'
           Qualcosa di adesivo
           (A COLORI)
           TV-SPOT
18,55  LA LUNGA GIORNATA
           In visita ai missionari della Svizzera italiana in Sud America
           Realizzazione di Rinaldo Giambonini
           (A COLORI)
           TV-SPOT
19,30  TELEGIORNALE         1a edizione
           (A COLORI)
           TV-SPOT
19,45  ARGOMENTI
           Elezioni cantonali ticinesi 1975
           Il congresso dell'Unione Democratica di centro
           TV - SPOT
20,45  TELEGIORNALE        Edizione principale
21,00  L'INSERTO
           Servizi speciali di Enciclopedia TV
           AUSTRALIA, TRA PASSATO E FUTURO
           a cura di Bruno Soldini
           Figure di Bushmen: l'Australia della tradizione
          (A COLORI)
22,00  OGGI ALLE CAMERE FEDERALI
22,05  WOYZECK
           di Georg Buchner
           con Mario Piovanelli, Francesca Benedetti, Pierluigi Pagano, Lamberto Fornara
           Regia di Giancarlo Cobelli
23,25 - 23,35  TELEGIORNALE      3a edizione
                        (A COLORI)

KOPER - CAPODISTRIA

19,55  L'ANGOLINO DEI RAGAZZI
           (A COLORI)
20,15  TELEGIORNALE
20,30  VITA IN MOVIMENTO
           Documentario
           I coleotteri
           (A COLORI)    
21,00  CINENOTES  
           Il fiume Resava
           Documentario
21,30  MUSICALMENTE
           Hit Journal
           Spettacolo musicale
           (A COLORI)

TMC - MONTECARLO

19,45  CITTA' CONTROLUCE
           Telefilm
20,40  VACANZE ALLA BAIA D'ARGENTO
            Film - Regia di Filippo Ratti
            Int. : Anthony Steele, Valeria Fabrizi
            (A COLORI)
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Due sono i contributi dati dall'Alto Adige (o meglio, dalla sede RAI di Bolzano, che dal 1966, come ben sapete, manda in onda un'ora e mezza  - due di programmi in lingua tedesca, a tutela della minoranza linguistica ivi presente) alla storia delle signorine buonasera della nostra televisione. Prima di Peppi Franzelin, la cui popolarità sarà soprattutto legata alle trasmissioni eurovisive da Vienna del Concerto di Capodanno, a dare un'impronta austriacante ai dolci e garbati sorrisi delle annunciatrici è una ragazza di Bressanone, Gertrud Maier (o Mair: sembra comunque più corretta la prima dizione da noi or ora ricordata). Forse quel modo di porgere austero e preciso non la rende famosissima tra i telespettatori, tuttavia ne viene apprezzata la professionalità e molti, a 35 anni dal passaggio dal ruolo di presentatrice a quello di funzionaria dell'apposita divisione germanofona dell'Ente di Stato denominata Sender Bozen, la ricordano ancora con grande affetto... noi fra questi. Speriamo che Frau Gertrud legga queste righe a lei dedicate e che possa raccontarci qualche aneddoto sui suoi sette anni romani, punto di forza di un dream team assolutamente perfetto, pronto quotidianamente a giostrare, a turno, nello studiolo di via Teulada: Orsomando, Cannuli, Perissi, Elmi, Vaudetti, Gambineri e, appunto, Maier (con in panchina Romeo, Ursino, Pinnizzotto, Giusti e Cagnoni - Cori). La aspettiamo con gioia ! ! !

Curiosità, appuntamenti per ragazzi e (trattandosi di un lunedì) naturalmente film costituiscono il menù televisivo del 3 marzo 1975, giornata che si apre con il settimanale appuntamento con la rubrica Tuttilibri, giunta all'ottava stagione e sempre guidata da quell'arguto giornalista che risponde al nome di Giulio Nascimbeni, dal porgere assai discorsivo e dalla proverbiale montatura nera di occhiali. Da poco tempo è uscito dallo staff dei realizzatori della trasmissione Inisero Cremaschi, studioso del genere letterario fantascientifico ed egli stesso autore di romanzi e di soggetti televisivi d'argomento futuribile, ma è stato degnamente sostituito dal narratore Giuseppe Bonura e da un giovane giornalista, collega di Nascimbeni nella redazione del Corriere della Sera, impegnato a seguire le lotte sindacali e ideologiche di quegli anni assai complessi (e ciò segnerà la propria sorte): Walter Tobagi. E' proprio lui a curare in quella puntata una rassegna di pubblicazioni editoriali accomunate dal tema  I lavoratori nell'industria italiana.
Altro argomento assai delicato tra quelli trattati in trasmissione è la tragica fine di un giovane anarchico di origine sarda, Franco Serantini, morto in carcere per le ferite riportate durante gli scontri tra la polizia e i responsabili di un presidio antifascista, avvenuti a Pisa in occasione del comizio di chiusura della campagna elettorale del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale per le Politiche del maggio 1972 : della sua breve esistenza e della sua militanza si occupa Corrado Stajano, che ha appena pubblicato un volume dal titolo Il sovversivo, ed è lo stesso giornalista siculo-lombardo a presentarlo ai telespettatori.

Nel primo pomeriggio, gli appassionati delle lingue straniere possono conoscere altre fondamentali nozioni della lingua tedesca grazie alla divertente situation-comedy animata da una coppia assai simpatica, l'imbranato e pasticcione Peter e la bella e paziente Sabine, interpretati dagli attori Ulf Wagner e Christine Hoelte. Prodotta direttamente a Milano, questa serie (nata nel 1973 con la presentazione di Ingrid Schoeller) ha in un'altra attrice praticamente di madrelingua germanica, Georgia Moll, la maestra di cerimonie e si snoda in un contesto semiserio, che rende meno aride le finalità scolastiche che essa si prefigge.
A proposito di scuola, per l'ultima volta nella storia della televisione italiana si rinnova l'accordo tra RAI e Ministero della Pubblica Istruzione: la lunga stagione incominciata con Telescuola nell'ormai lontano anno scolastico 1958-'59 giunge al termine, proprio in un momento in cui la politicizzazione della scuola raggiunge l'apice (il giorno prima, per la prima volta nella storia dell'istruzione italiana, si è votato per le rappresentanze interclasse, effetto dei cosiddetti decreti delegati approvati negli anni precedenti). Ad ogni modo, il Radiocorriere TV di quella settimana, in calce ad uno speciale supplemento dedicato alle trasmissioni radiotelevisive per le scuole, spiega gli intenti di queste ultime nel seguente modo:
 "Il calendario telescolastico offre in questa prima fase della ripresa una selezione di repliche, la cui scelta è stata determinata soprattutto da considerazioni di particolare rispondenza didattica. Esse possono essere utilizzate dall'insegnante attraverso una libera e originale impostazione del proprio piano di lavoro che consenta di superare la non indifferente difficoltà rappresentata dall'orario rigido di trasmissione.
E' naturale che il successo di tale esperienza è strettamente legato al grado di partecipazione didattica che la classe sotto la guida dell'insegnante riuscirà ad esprimere.
I consigli di classe o di interclasse, nello specifico ruolo indicato dai Decreti Delegati, potranno discutere sulle particolari forme di utilizzazione dei programmi televisivi scolastici nelle singole scuole". 
(Scuola RadioTV, supplemento al Radiocorriere TV  n.10 /1975, pag. I).

E, più avanti, si giunge a questa conclusione:
"La vitalità di un programma teledidattico sta nella capacità di interessare un determinato pubblico scolastico soddisfacendo ai suoi centri di interesse, stimolando le sue esigenze critiche e di approfondimento raccogliendo positivamente le sue reazioni.
 Il programma incomincia in video, ma prosegue in classe con la mediazione pedagogicamente e didatticamente calibrata dall'insegnante, mediazione che consente agli alunni di inserirsi attivamente nel discorso così iniziato per svolgerlo, verificarlo, personalizzarlo".
(Ivi, pag. XV).

E allora approfittiamo di questo documento cartaceo, all'uopo assai prezioso, per trascrivere le tematiche dei tre programmi andati in onda quel pomeriggio di 38 anni or sono:

- SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE (L'insediamento urbano - La casa)
   "Oggi la situazione italiana nel campo dell'abitazione presenta molti squilibri, apportati in gran parte  dalle mutazioni economico-sociali recenti. Sensibile e crescente è il fabbisogno abitativo diversamente da quanto indica il dato statistico disponibile (0,9 abitanti /stanza).
E' indispensabile modificare criteri e tecniche di edificazione delle case, di localizzazione degli insediamenti (specie quelli dell'edilizia popolare). E' addirittura in causa la politica urbanistica e territoriale, del resto condizionata da vari fattori quali i domini privati, la complessità e la lentezza dei dispositivi giuridici, amministrativi e finanziari.
 In questa trasmissione figurano alcuni significativi esempi in merito alla situazione italiana: il Piano Regolatore di Roma, come tentativo di mediazione fra interessi privati e pubblici; i quartieri Tuscolano di Roma e Gallaratese di Milano, come dimostrazione della separazione delle funzioni dell' abitare.
Firminy Vert, invece, costruita su progetto di Le Corbusier, rappresenta il tentativo di mettere in relazione logica, in un unico progetto, abitazione, servizi e attrezzature".
(Ivi, pag. X

SCUOLA MEDIA (L'energia - Il lavoro umano e le macchine semplici)
"La trasmissione, che dà l'avvio al ciclo, dimostra attraverso alcuni esempi come l'uomo sia stato spinto dalla necessità di ridurre la fatica ad inventare e scoprire dispositivi che gli consentissero di lavorare agevolmente. Definizione di energia come possibilità di compiere lavoro. Definizione fisica del lavoro"
(Ivi, pag. XIII)
 
SCUOLA ELEMENTARE (Comunicare ed esprimersi - 1° ciclo)
" La trasmissione vuole introdurre in modo semplice alla comprensione delle relazioni che costituiscono la struttura di una frase. Muovendo dal nucleo essenziale della frase stessa (sintagma predicativo), per espansione si arriva a frasi sempre più complesse. Sarà necessario far notare agli alunni come ogni tratto di espansione corrisponda a specifiche esigenze di comunicazione"
(Ivi, pag. VI).

L'ora e mezza riservata al pubblico dei più giovani si apre con una trasmissione che porta avanti un discorso oramai quasi decennale, apertosi ai tempi di Giocagiò e successivamente evolutosi in programmi come Il gioco delle cose e Gira e gioca. Stavolta il programma s'intitola Il giardino dei perchè ed è animato dal Pagliaccio Ennio Majani, dal ritrovato Giustino Durano, tornato in TV dopo anni di assenza e in quel periodo impiegato in programmi riservati ai bambini (Viavai e Girovacanze), ma soprattutto da una simpatica e bravissima ragazza torinese che dedicherà la propria carriera a interpretare (e oggi, raggiunti i sessant'anni, ad insegnare) il teatro espressamente riservato all'infanzia: Luigina Dagostino.
Per la TV dei Ragazzi, come ogni lunedì, s'incomincia con la rubrica Immagini dal mondo, che dal 1967 sostituisce Giramondo e che è sostanzialmente un rotocalco internazionale atto a coinvolgere le televisioni facenti parte dell'EBU - UER. Da poco questa trasmissione si giova di una nuova sigla, girata a Roma, in mezzo ai grattacieli dell'EUR:

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Segue un telefilm strappalacrime prodotto in Francia, Seme d'ortica, diretto da un artigiano del cinema transalpino, Yves Allegret, e ispirato a un romanzo per ragazzi scritto da Paul Wagner, narratore morto un anno fa a 80 anni e che quindi era bambino durante la Seconda Guerra Mondiale, esattamente nel periodo in cui venne abbandonato dalla madre, proprio come Paul (il protagonista di questo racconto autobiografico), il quale, tra mille e mille peripezie, prova a ritrovare la propria effettiva genitrice.
La canzone-sigla di Seme d'ortica è interpretata da Sylvie Vartan:

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Abbiamo parlato in apertura (e giustamente, a proposito della nostra Gertrud Maier) di Sender Bozen, ossia le trasmissioni speciali in tedesco per il pubblico dell'Alto Adige: ci pare quindi giusto soffermarci un attimo sul breve palinsesto di quel giorno, che offre fra l'altro un telefilm, Die lieben Mitmenschen (Il mio caro uomo), prodotto nell'allora Repubblica Democratica Tedesca. Eccone un breve trailer, realizzato in funzione di una recente pubblicazione dell'intera serie nel supporto DVD:

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Come ogni lunedì, al Tagesschau (ossia il TG in lingua tedesca) si affiancano le notizie sportive (Sportschau), introdotte e concluse dalle siglette che trovate nel video che segue:

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Purtroppo bisogna risparmiare la carta (l'austerity ha determinato una pesante congiuntura economica, peraltro non grave quanto l'odierna) e pertanto, per guadagnare spazio nella pubblicazione degli schemi dei programmi televisivi, proprio in quel periodo scompare definitivamente dalle pagine del Radiocorriere TV l'elenco dei telecomunicati trasmessi giorno per giorno dalla RAI, caroselli compresi. Non ci rimane che basarci sugli strilli pubblicati in corrispondenza con il palinsesto di riferimento per individuare i consigli per gli acquisti vintage legati al 3 marzo 1975:




Il telegiornale si sofferma a lungo sulla visita del Presidente della Repubblica Giovanni Leone in Arabia Saudita, ospite di Re Feisal: il leguleio napoletano sarà l'ultimo Capo di Stato straniero che metterà piede a Riad prima dell'assassinio del sovrano, che avverrà a fine mese.
Infine c'è l'appuntamento con il film del lunedì sul Nazionale: anche stavolta si punta su un titolo storico, importante, significativo, firmato da uno tra i più grandi registi in assoluto di ogni tempo, Alfred Hitchcock. Va in onda quella sera il secondo lungometraggio girato dal cineasta londinese negli Stati Uniti, Il prigioniero di Amsterdam (Foreign Correspondent) (1940), uscito pochi mesi dopo Rebecca, la prima moglie e certamente meno noto di quest'ultimo, anche discusso esasperando certe tematiche della trama che Hitch aveva in realtà appena accennato, fedele al proprio disimpegno politico. Vediamone subito il trailer:

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Tratto da un racconto di Vincent Sheean, narratore nordamericano che spesso traduceva in inglese romanzi dal francese e libretti d'opera dall'italiano (Mister Sheean amava trascorrere lunghi periodi di riposo nei pressi del Lago Maggiore ed ivi visse stabilmente gli ultimi anni di esistenza), Il prigioniero di Amsterdam (distribuito da noi anche con il titolo di Corrispondente 17) descrive le conseguenze di un drammatico equivoco. Si dà il caso che un giornalista del quotidiano statunitense New York Morning Globe, di nome Johnny Jones (interpretato da Joel McCrea), si trovi nel 1939 in Olanda (assumendo per precauzione, vista la delicatezza del momento politico internazionale, il nom de plume di Huntley Haverstock) per assistere ai lavori di un congresso pacifista e che venga ucciso uno dei capi del relativo movimento, lo scienziato Van Meer... salvo poi scoprire che a cadere è stato in realtà un sosia di quest'ultimo e che il vero Van Meer (Albert Basserman) è finito invece nelle mani dei nazisti, che lo hanno rinchiuso in un mulino abbandonato e da lì poi lo hanno trasferito in Inghilterra. Compito di Jones e della giovane inglese Carol Fisher (Laraine Day) è quello di carpire informazioni utili al fine di ritrovare al più presto il malcapitato ostaggio.

Abbiamo scelto quello che potremmo definire l'incipit della pellicola, cioè i primi 12 minuti, anche per entrare nel vivo dell'appassionante vicenda:

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Il diplomatico Stephen Fisher (Herbert Marshall), padre di Carol, si finge presidente di un altro gruppo pacifista, ma in realtà è una spia nazista e mette alle calcagna della coppia un sicario, il cui compito sarà quello di uccidere al momento opportuno il giornalista. Tuttavia la situazione si ribalta e Jones raggiunge e incontra il vero Van Meer. Scoppiato il secondo conflitto mondiale, ecco che Mister Fisher e la figlia si imbarcano su un volo per gli Stati Uniti, tra i cui passeggeri vi sono anche Jones e il collega Herbert Folliot (George Sanders): così...

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Dopo tutte queste difficoltà, il protagonista compirà la propria missione, pur se gli Stati Uniti, ancora neutrali, non potranno svelare pubblicamente la clausola segreta con cui l'Olanda è scesa in campo a sostegno degli alleati. Meritato il lieto fine per Jones, il quale non solo sposerà Carol, ma anche, da semplice corrispondente dall'estero (come ben specifica il titolo originale del lungometraggio), passerà al più suggestivo nonchè arduo ruolo di inviato di guerra.

Alfred Hitchcock avrebbe voluto, anzichè il poco noto attore californiano Joel McCrea, il più blasonato Gary Cooper, ma questi non se la sentì di proporsi all'interno di un soggetto thrilling, genere che ancora negli States non era apprezzato perchè ritenuto troppo popolare, nel senso spregevole dell'aggettivo. Di questo retroscena e anche della relativa, rudimentale effettistica adoperata nel rendere verosimili le laboriose scene acquatiche (oltre ad altri aspetti inerenti a pellicole successive, come la celeberrima scena dell'assassinio sotto la doccia in Psycho del 1960), parla, con la consueta ironia che lo ha sempre contraddistinto, lo stesso regista britannico nell'inserto video che segue, tratto da un'intervista televisiva da lui rilasciata nel 1972 durante This Tonight, talk show trasmesso dall' emittente nordamericana ABC e condotto da Dick Cavett:

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Chi non ama appassionarsi a questo vecchio film di spionaggio può scegliere tra la serata culturale della TSI, i documentari e le canzoni di Capodistria e gli appuntamenti più popolari della giovanissima TeleMontecarlo, quest'ultima ancora in condivisione con la sorella maggiore francofona, intenta quella sera a sparare interessanti cartucce, come un episodio di una delle serie di telefilm più seguite negli anni Sessanta, Città controluce, e un musicarello riesumato per l'occasione, Vacanze alla Baia d'Argento, pellicola del 1961 la cui trama abbastanza scontata fa da contraltare ai tanti numeri musicali ivi presenti, vere e proprie chicche per gli appassionati non foss'altro perchè girati con fotografia a colori, cosa ancora non molto frequente in Italia all'epoca.
Il primo spezzone ci permette di rivedere un artista che nonne e nonni di oggi ricorderanno con molto affetto, fors'anche perchè a lungo divulgò il rock'n roll in Italia e fu forse il primo cantante inglese a incontrare il successo nel nostro Paese: Colin Hicks and his Cabin Boys eseguono Hollering and screaming.

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Al film partecpa anche Peppino Di Capri con i suoi Rockers (Gabriele Varano al sax, Pino Amenta al contrabbasso, Ettore Falconieri alla batteria, Mario Cenci alla chitarra) in una versione metà in italiano e metà in inglese della gloriosa Parlami d'amore, Mariù ! di Vittorio De Sica:

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Ecco ora, nella primissima formazione comprendente anche Aldo Maccione e soprattutto lo sfortunato Jack Guerrini, un brillante gruppo torinese comico - musicale, i Brutos, naturalmente con l'ancora giovanissino Gerry Bruno e il materano (ma piemontese d'adozione) Gianni Zurlo faccia da schiaffi, completati da Elio Piatti. Rivediamoli e riascoltiamoli in Little darling e Baby rock, ovviamente conditi da frizzi, lazzi, smorfie e scherzi:


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Concludiamo questi intermezzi canori che, se non altro, nobilitano un filmetto altrimenti sostanzialmente insulso come Vacanze alla Baia d'Argento con un personaggio che da sempre ci è molto caro: si tratta di un cantautore di quella terza ondata che interessò sostanzialmente la sede romana della multinazionale statunitense RCA Victor e che lo scorso 24 gennaio ha tagliato il traguardo delle 80 (e ben portate) primavere. Stiamo parlando cioè di Domenico Colarossi in arte Nico Fidenco, il quale canta il suo più grande successo di sempre, Legata a un granello di sabbia:

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La nostra carrellata sulla televisione del 3 marzo 1975 finisce qui, ma prima di salutarvi desideriamo ringraziare il giornalista emiliano Gabriele Paradisi, il quale ha preso spunto proprio dal più recente post del nostro Focolare (quello sui programmi TV del 19 febbraio 1969) per impostare un articolo dai toni autobiografici, scritto per il periodico on line Bon Vivre (http://bonvivre.liberoreporter.eu/?p=10701).

Ci ritroveremo, come sempre, fra qualche giorno, pronti a spigolare in un palinsesto televisivo (o radiofonico) di altri tempi.

Grazie per averci seguiti fin qui e... a presto ! ! !

CBNeas


  Presentato a:
                  CHIVASSO (TO)
                  NOVEGRO (MI) - nell'ambito di VINILMANIA
                 NOVARA
                  ... e presto anche in altre città italiane...  

                 Recensito da:
           MARIANO SABATINI (Metro)
         ALESSANDRA COMAZZI (La Stampa)
         CETTY AMENTA (La Sicilia)  

 Con il passare degli anni crescono sempre più la nostalgia e l’interesse per la vecchia TV di qualità: appositi canali digitali, siti Internet dedicati, pubblicazioni periodiche, tanto nelle edicole quanto nei negozi specializzati; DVD contenenti, tutte o in parte, storiche trasmissioni di ieri, libri a carattere storico-rievocativo godono di un pubblico scelto, appassionato e spesso anche esigente. Eppure c’era una lacuna da colmare: un almanacco, un lunario che raccogliesse, giorno per giorno, una vasta gamma di programmi di quel periodo d’oro, dal varietà allo sceneggiato, dalla pubblicità all’informazione, dalla TV dei ragazzi al teatro e alla cultura, lo sport e via dicendo. In tutto 366 titoli, uno per ogni giorno dell’anno, scelti in base alla relativa data di trasmissione (o di inizio serie per i programmi a puntate) o ad eventi particolari atti a determinarne il successo, e corredati da schede tecniche, presentazioni e commenti. Questa lacuna viene oggi colmata da Cesare Borrometi, ideatore di una formula che senz’altro cambierà il modo di gestire la storiografia sull’argomento: fermo intendimento dell’autore è di produrre nel tempo ulteriori libri del genere, fornendo all’appassionato, allo studioso e al curioso un panorama il più possibile preciso dei giorni, dei mesi e degli anni che hanno visto sbocciare trasmissioni e personaggi di fama del “piccolo schermo” da riscoprire e rivalutare.



        LUNARIO DEI GIORNI DI TELE

di Cesare Borrometi 


La TV degli anni d'oro come non è stata mai narrata



 MEF Firenze Libri - Pagine: 330

Prezzo: Euro 29,00
 

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L'Autore con la giornalista e intellettuale torinese Marina Rota, cui si deve la dotta prefazione:



Con il commediografo Paolo Starvaggi e il documentatore di RAI Sport 2 Pino Frìsoli:


 Video tratto dalla presentazione del 5 dicembre 2012 a Chivasso (TO):

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1 commento:

Sergio Mannu ha detto...

Ricordo molto bene questo periodo televisivo, carissimo Cesare. Frequentavo la Terza Media e mi trovavo in una fascia di età nella quale guardavo ancora volentieri la TV dei Ragazzi ma cominciavo già a desiderare qualche programma più consono ai miei gusti che stavano cambiando. "Immagini dal mondo", ad esempio, fu una di quelle trasmissioni che ebbero un forte scadimento nel mio personale "indice di gradimento". Già non la amavo da bambino, ma il convento offriva quello e non si poteva chiedere di più. A dare il succssivo colpo di grazia, la nuova sigla ambientata nelle vie dell'EUR di Roma, con i bambini arrogantelli al posto di quelli che facevano un ingenuo "passa-parola" in un casermone popolare romano risalente agli anni del Fascismo. "Immagini dal mondo" fu un programma che non sopravvisse alla riforma RAI, probabilmente perché i programmisti compresero che era assai difficile che un ragazzino di Roma, di Milano, di Torino o di Napoli potesse riconoscersi in un suo coetaneo impegnato a condurre elefanti in una foresta indiana o a costruire capanne di fango nel cuore dell'Africa Nera.
Tra gli altri programmi da te citati, ho scoperto con piacere che la commovente sigla di "Seme d'ortica" (alla milanese, per sdrammatizzare, "Seme d'urtica") era cantata da Sylvie Vartan, ancora molto popolare nel nostro Paese visto che di lì a poco sarebbe stata splendida protagonista del varietà "Punto e basta" con Gino Bramieri. Vidi poche puntate di "Seme d'ortica", perché lo trovavo troppo triste e al tempo stesso esageratamente sdolcinato. Uno stile tipicamente francese, che in certi momenti risulta delicato e gentile, in altri stucchevole e fastidioso. Non era il primo telefilm francofono che giungeva in Italia: basti ricordare l'angosciante serie montanara de "Il rifugio" (praticamente, il ragazzino Sébastien e il pastore maremmano Belle) in onda a metà anni '60 e l'articolata serie di Poly, cavallino dalla bionda criniera (Poly in Portogallo, Poly in Spagna, Poly a Venezia) che riproponeva, per fortuna con mano più leggera, questa alternanza tipicamente francese di tinte narrative. Mentre le avventure di Poly erano anche simpatiche e divertenti, "Seme d'ortica" era una storia che non sembrava mai risolversi, con il piccolo protagonista Paul amorevolmente accudito dall'adottivo "papa Florentin" e sempre alla ricerca della mamma come Marco il genovese di "Dagli Appennini alle Ande" o l'Ape Magà di nipponica memoria. Non saprei nemmeno dire se "Seme d'ortica" sia stato trasmesso tutto: di sicuro, di lì a un mese avrei seguito con molta più passione la serie, credo tedesca, "Salto mortale", ambientata nel circo e con protagonista il trapezista Sacha Doria, i suoi familiari e gli intrighi amorosi che anche in un ambiente circense possono essere molto pericolosi. Chissà, Cesare carissimo, se prossimamente potrai dedicare un breve spazio a questa bella e purtroppo dimenticata serie di telefilm? Grazie e ancora infiniti complimenti!