lunedì 4 aprile 2011

Giovedì 4 aprile 1963



NAZIONALE

telescuola

Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI - Radiotelevisione Italiana

presentano

SCUOLA MEDIA UNIFICATA

PRIMA CLASSE:

8,55 Italiano
Prof. Lamberto Valli
9,45 Osservazioni scientifiche
Prof.ssa Ivolda Vollaro
10,35 Storia
Prof. Claudio Degasperi
11,50 Educazione tecnica
Prof. Giulio Rizzardi Tempini
12,15 Educazione fisica femminile e maschile
Prof.ssa Matilde Trombetta Franzini e Prof. Alberto Mezzetti

SECONDA CLASSE:

8,30 Geografia
Prof.ssa Maria Bonzano Strona
9,20 Italiano
Prof.ssa Fausta Monelli
10,10 Italiano
Prof.ssa Fausta Monelli
11,00 Latino
Prof. Gino Zennaro
11,25 Francese
Prof. Henri Arcaini

12,40 ROMA: APERTURA DEL XVII CONGRESSO NAZIONALE DELLA CONFEDERAZIONE DEI COLTIVATORI DIRETTI
(Cronaca registrata)
Telecronista Luciano Luisi

telescuola

AVVIAMENTO PROFESSIONALE
a tipo industriale e agrario

15,00 TERZA CLASSE:
a) Osservazioni scientifiche
Prof. Giorgio Graziosi
b) Geografia ed Educazione Civica
Prof. Riccardo Loreto
c) Materie tecniche ed agrarie
Prof. Fausto Leonori
d) Musica e Canto Corale
Prof.ssa Gianna Perea Labia

16,20 IL TUO DOMANI
Rubrica di informazioni e suggerimenti ai giovani a cura di Fabio Cosentini e Francesco Deidda

la TV dei ragazzi

17,30 I PICCOLI TRE
Programma di varietà a cura di Mario Ciampi
con Elwin Ambrose, Silvana Giacobini, Silvio Noto e Sandro Tuminelli
Coreografie di Ugo Dell'Ara
Complesso musicale Rejna - Avitabile
Regia di Alvise Sapori
18,15 IL NORD OVEST CANADESE
Documentario dell'Enciclopedia Britannica

ritorno a casa

18,30 NON E' MAI TROPPO TARDI
Secondo corso di istruzione popolare
Insegnante Alberto Manzi
19,00 TELEGIORNALE
della sera - 1a edizione
GONG (L'Oreal Paris - Bebè Galbani)
19,15 PRODURRE DI PIU'
Corso di zootecnia
Trasmissione di aggiornamento tecnico per i giovani rurali
e
LA TV DEGLI AGRICOLTORI
Rubrica dedicata ai problemi dell'agricoltura e dell'orticoltura a cura di Renato Vertunni
20,10 TELEGIORNALE SPORT

ribalta accesa

20,25 SEGNALE ORARIO
TIC - TAC (Tide - Verdal - Sidol - Ovomaltina)
PREVISIONI DEL TEMPO
20,30 TELEGIORNALE
della sera - 2a edizione
Direttore Giorgio Vecchietti
ARCOBALENO (Liquore Strega - Industria Dolciaria Ferrero - Società del Linoleum - Olio Sasso - Salitina M.A. - Lux)
20,55 CAROSELLO
(1) Moplen - (2) Stice - (3) Dufour Caramelle - (4) Brodo Lombardi
I cortometraggi sono stati realizzati da : 1) General Film - 2) Studio K - 3) Ondatelerama - 4) Roberto Gavioli

21,05 TRIBUNA ELETTORALE
22,05 CINEMA D'OGGI
a cura di Pietro Pintus
Presenta Luisella Boni
Realizzazione di Stefano Canzio
22,45 IERI
Cronache del nostro tempo
IL TEATRO DI RIVISTA
a cura di Jacopo Rizza
Testo di Elio Talarico
Una produzione INCOM
23,15 TELEGIORNALE
della notte

SECONDO CANALE

21,05 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
21,15 Gorni Kramer, Gino Bramieri e Liana Orfei presentano:
LEGGERISSIMO
Spettacolo musicale di Italo Terzoli e Bernardino Zapponi
Coreografie di Gisa Geert
Scene di Luca Crippa
Costumi di Corrado Colabucci
Regia di Romolo Siena
22,20 INTERMEZZO (Rim - Gemey Fluid Make-up - Olio Bertolli - Skip)
22,25 GIOVEDI' SPORT
Riprese dirette e inchieste di attualità a cura del Telegiornale
e
NOTTE SPORT
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Aprile 2011... e già fa caldo, molto caldo, come se fossimo a cavallo tra maggio e giugno. Il solito eccesso atmosferico che ti infastidisce, quasi t'infiacchisce...magari ti consola sapere che presto torneranno le piogge, appena in tempo per rovinare le vacanze di Pasqua a chi le ha progettate per benino.

Aprile 1963... l'inverno non vuol sapere proprio di andarsene, mantenendosi sull'Italia condizioni atmosferiche altamente perturbate. Vivace è la campagna elettorale che si combatte su tutti i fronti, tanto da suggerirne presto una divertente parodia nel film Gli onorevoli (con il celeberrimo Vota Antonio ! Vota Antonio ! di Totò): il 28 aprile si voterà per la quarta legislatura repubblicana e per l'occasione la Democrazia Cristiana, pronta ad avvicinarsi definitivamente al Partito Socialista (con la sapiente regia di Aldo Moro e delle sue misteriose quanto proverbiali convergenze parallele), mette un attimo da parte il suo classico inno Biancofiore per puntare su due nuove canzoni, all'uopo commissionate dalla SPES (ossia l'ufficio di propaganda per lo scudo crociato) e intitolate Gli anni felici continueranno, proprio come il motto seguito per queste elezioni: il miracolo economico ha rallegrato tutti... e meno male che Amìntore c'è...

Amintore c'è pure in via del Babuino a Roma, a due passi da Piazza del Popolo, nel palazzo di quello che era (e molto più tardi tornerà ad essere) l'Hotel de Russie e che allora ospita gli uffici principali della RAI - Radiotelevisione Italiana, incarnandosi nel direttore generale Ettore Bernabei (presidente è invece un nobiluomo, tale Novello Papafava). Il biancofiore ha una certa preminenza nelle scelte di palinsesto: non tutti se ne accorgono, ma ciò non significa che tale aspetto venga ignorato. Del resto, sono appena passati quattro mesi dal caso - Dario Fo, messo alla porta solo perchè voleva spiegare ai telespettatori che non era tutto oro quel che luccicava nell'Italia del boom, denunciandone eccessi e negligenze.

DC o non DC, comunque, la televisione italiana continua a produrre, per propria fortuna, trasmissioni qualitativamente valide, preparate e studiate con largo anticipo (è una novità proprio del 1963 la riunione stagionale per la definizione dei palinsesti dei mesi futuri, sicchè in primavera si decide per l'estate, in estate per l'autunno e così via), rendendosi utile alla collettività con Telescuola (ottimo sussidio pure per i prof, che presto affronteranno le forche caudine della Scuola Media Unificata, morendo con il giugno 1963 l'antico Avviamento Professionale - entri porco ed esci maiale, dicevano crudelmente i ragazzini delle umanistiche Medie dei loro coetanei che preferivano invece seguire questa scuola più tecnica -) e Non è mai troppo tardi, che prosegue nella lotta contro l'analfabetismo (e, a giudicare dal sempre costante aumento dei gruppi d'ascolto che seguono ogni pomeriggio le lezioni dei maestri Alberto Manzi e Oreste Gasperini, si può parlare veramente di un primo successo, benchè la strada sia ancora lunga), per non dire di certi, ma oggi dimenticatissimi corsi di zootecnia, quasi a tentare di frenare l'esodo dalle campagne verso le fabbriche (con gli auspici della Coldiretti, sindacato cattolico che proprio quel 4 aprile di 48 anni fa si riunisce a congresso: visto il chiaro appoggio di Fanfani, Bernabei manda le telecamere della RAI a riprendere integralmente l'inaugurazione del convegno, con tanto di servizio di Luciano Luisi, il quale fra pochi anni si butterà definitivamente nel mondo dei libri e della letteratura, diventandone il principale esperto).
Lo spettacolo per i giovanissimi del periodo, I piccoli tre, diretto da Alvise Sapori (subentrato a Lelio Golletti, regista delle prime puntate), va in onda dagli studi di Napoli e si avvale di un ottimo cast: Silvio Noto, sempre abile maestro di cerimonie, Silvana Giacobini, allora giovanissima conduttrice destinata a un roseo futuro giornalistico, e Sandro Tuminelli, purtroppo scomparso circa un mese fa, artista poliedrico sempre vicino al mondo dell'infanzia anche come autore di appropriate canzoncine (aveva anche un debole per le belle donne... ma questo è un altro discorso).
E poi c'è sempre lei, Frau Werbung, ossia la sempiterna, amata pubblicità. Il numero dei telecomunicati quotidiani, appena 4 in origine, portatosi a 10 nel 1959, a 11 nel 1960 e a 13 nel 1961, si è stabilizzato a quota 20 nel maggio del 1962 e tale resterà fino ai primissimi giorni del '64. Pescando nel mazzo delle reclame andate in onda il 4 aprile del 1963 nella fascia che precede o immediatamente segue l'edizione principale del telegiornale (quella canonica delle 20,30), siamo andati a ripescare un simpatico gatto che esalta, sull'aria della canzone I'm an old cow hand, un prodotto per la pulizia della casa...

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...oppure una breve scenetta ispirata al ciclo di Carosello dal titolo Le memorie di un diplomatico, pregevole lavoro dei fratelli Pagot che in giugno vincerà un premio al festival internazionale di Cannes (da notare che nei telecomunicati, a differenza che nei caroselli, la voce del Diplomatico protagonista viene prestata da Ignazio Colnaghi)...

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...o ancora, consecutivamente, una polvere frizzante per l'acqua da tavola (non quella bolognese che tutti conosciamo, ma una torinese che, dopo decenni di grandi fortune, scomparirà presto dalle grandi distribuzioni: non gioverà affatto al rilancio il nuovo jingle a tempo di twist, che sostituisce la stentorea canzoncina intonata da un'impostata voce tenorile ai tempi dell'EIAR) e il classico sapone usato da 9 stelle su 10, come Pascale Petit, allora all'apice del successo...

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...per arrivare a due dei quattro caroselli della serata, entrambi celeberrimi. Il primo vede in scena Marisa Del Frate con un nuovo partner, Toni Ucci, subentrato a Raffaele Pisu, partito per la Russia in quanto prescelto da Giuseppe De Santis per interpretare un serissimo quanto coinvolgente ruolo nel film Italiani brava gente . Nonostante questa variante, la morale è sempre la solita: più dell'amore può una caramella...

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Il secondo si può chiaramente classificare nella graduatoria dei non plus ultra. Ci basti solo dire che è realizzato dalla Gamma Film dei fratelli milanesi Gino e Roberto Gavioli, che le voci sono di Virgilio Savona, Alighiero Noschese e del quartetto vocale Radar e che slogan e jingle si devono rispettivamente a Marcello Marchesi e a Giampiero Boneschi:

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Si avvia alla conclusione il varietà del Secondo Canale Leggerissimo, spettacolo senza troppe pretese in onda dal Teatro della Fiera di Milano per la regia dell'artigiano della rivista Romolo Siena. Mattatori sono il maestro Gorni Kramer e il sempre più amato e popolare Gino Bramieri (peccato non poter rivedere, se è vero come è vero che le immagini di Leggerissimo sono state cancellate, gli esilaranti tentativi del grande musicista di insegnare all'ipernutrito comico milanese uno strumento musicale per volta), con l'innesto di una stella del circo, la bella Liana Orfei, e del balletto di Gisa Geert. Riascoltiamo le due canzoni - sigla dello show: in apertura c'è la graziosissima Dimmelo sottovoce, cantata da Elsa Cocki Mazzetti, la simpatica interprete milanese nel frattempo piazzatasi terza a Sanremo in coppia con Pino Donaggio:

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La sigla di coda, invece, dà il definitivo via al successo del raffinato cantante confidenziale Fred Bongusto; Amore fermati riesce a vivere di luce propria, senza essere necessariamente associata allo spettacolo televisivo (e non mancano certe parodie irriverenti tra i liceali del periodo):

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La rubrica di attualità cinematografiche ha assunto da tempo le vesti di un vero rotocalco ben organizzato, Cinema d'oggi, interamente prodotto dalla RAI (non più, quindi, come vedemmo tempo fa analizzando un palinsesto fine anni '50, con collaborazioni esterne) e affidato alla conduzione di una bella e brava attrice lariana, Luisella Boni, che presto si unirà sentimentalmente al regista Daniele D'Anza, tanto che le subentreranno dapprima Anna Maria Gambineri e poi Paola Pitagora. Ad ogni modo, i servizi (anche monografici) sono molto interessanti: è il caso di questa intervista al Principe Antonio De Curtis alias Totò, forse nel momento più importante della carriera, segnato da un sempre maggior ricorso a ruoli più impegnativi:

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Tornando per un attimo alla pubblicità e alla stupenda rubrica del Secondo Canale Intermezzo, che si appresta a compiere il primo anno di vita coinvolgendo i telespettatori con questo misto di cartoni animati, almanacco e telecomunicati, sempre musicalmente siglato dalla canzone di Giampiero Boneschi Du du du du du - Da da da da da, incisa su disco non solo dai Radar, che la cantano quasi sempre nei vari inserti serali, ma pure dal Quartetto Cetra, rivediamo tre dei quattro messaggi andati in onda la sera di quel 4 aprile 1963. Cominciamo da un rimedio farmaceutico che determina certi indispensabili benefìci:

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Consecutivamente, invece, scorrono le presentazioni di un detersivo che rende tutto biancopulito e di un prodotto di bellezza:

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La serata si conclude invece con una nuova puntata del ciclo che racconta i cambiamenti dell'Italia nel corso del XX secolo attraverso le immagini. Qui entra in gioco la INCOM di Sandro Pallavicini, che confeziona apposta per la RAI i vari episodi di questo viaggio nella storia e nel costume. In quest'occasione è di scena la storia del grande teatro di rivista attraverso le sue pietre miliari, rappresentate dai personaggi sicuramente più significativi.
Si comincia con Raffaele Viviani, commediografo e attore che ha saputo raffigurare personaggi piccoli e grandi della sua Napoli in bozzetti che facilmente associano il divertimento all'amara riflessione. E' il caso di questo sketch intitolato 'O ciarlatano:

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Accanto a Viviani si affermò, sempre in quegli anni '20 - '30, il romano Ettore Petrolini, anche autore passato alla storia per i suoi rivoluzionari giochi di parole nonsense e i suoi personaggi miranti a satireggiare vizi e vezzi dell'Italia del tempo, come la parodia dello scettico e bel tenebroso, atta a convergere nel personaggio di Gastone:

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Eccoci di nuovo a Totò, ma all'artista dell'avanspettacolo, degno seguace di Pasquariello, Maldacea e soci: è il caso del personaggio di Ciccillo, ripreso più tardi anche nel film Yvonne la nuit interpretato dal grande attore partenopeo e destinato a lasciare senz'altro una traccia, se si pensa che negli anni '70 un comico catanese, dalla voce molto simile a quella di Franco Franchi, si affermerà in Sicilia (e non solo) con il nome d'arte di Ciccio Pasticcio. Rivediamo comunque Totò nella macchietta originaria del bel Ciccillo:

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L'attrazione principale delle più importanti riviste, specialmente tra le due guerre, è sempre lei, Anna Menzio in arte Wanda Osiris. Tutti la ricordano mentre, avvolta da piume e pailettes e attorniata dai ballerini, scende l'immancabile scalinata, supportata da un accompagnamento musicale sempre suggestivo, per poi prodursi in una delle sue canzoni più celebri, come Sentimental, qui però presentata in versione da prova, con il solo accompagnamento pianistico e con la Wandissima
praticamente in borghese:

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Un altro nome storico della rivista, purtroppo finito ingiustamente nel dimenticatoio, è senza dubbio quello di Carlo Dapporto. Originario della Riviera di Ponente (esiste anche un suo disco di canzoni liguri), ma milanese d'adozione, Carlo Dapporto ha rappresentato con i propri personaggi alcuni spaccati di un piccolo mondo italico sempre più antico e, ahimè, sempre più rimpianto: dal malato di esterofilia che parla continuamente in francese a certi provincialotti che cercano di farsi largo nei mille modi di riuscire nella vita, ovviamente conseguendo ben di rado i loro scopi (su tutti, ovviamente, Agostino, viveur piemontese diventato pure protagonista di fortunati caroselli pubblicitari che presto vi riproporremo anche noi):

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Altro personaggio che meriterebbe di essere riscoperto è il toscano Riccardo Billi, sempre vissuto all'ombra della spalla Mario Riva e, dopo la tragica morte di quest'ultimo, rimasto giocoforza tra le retrovie, accettando di buon grado qualche ruolo (anche drammatico) in ambito cinematografico praticamente fino alla fine dei propri giorni, avvenuta nell'aprile del 1982.

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Con gli anni '50, invece, la rivista italiana assume delle vesti più nuove, chiaramente adatte all'evoluzione dei tempi e dei costumi. Con la Compagnia dei Gobbi, composta da Franca Valeri, Vittorio Caprioli e Alberto Bonucci, vengono abbracciate delle tematiche meno popolari e più impegnate, all'insegna soprattutto di una certa psicologia caratteriale dei personaggi presi di mira. Indubbiamente la portabandiera è proprio lei, Franca Norsa, eclettica ebreo - milanese diventata Franca Valeri in omaggio al poeta francese Paul Valery, a nostro avviso la più grande attrice brillante mai espressa dai palcoscenici italiani:

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Dulcis in fundo, non possiamo non citare la grandissima coppia composta da Pietro Garinei e Sandro Giovannini, i quali sanno magistralmente trovare una via tutta italiana alla commedia musicale di stampo statunitense. E forse il loro capolavoro va in scena proprio nel periodo in cui va in onda questa minima ricostruzione storica della rivista italiana, Rugantino, che avrà pure il merito di essere allestito a Broadway, con esiti abbastanza confortanti, praticamente dal cast originale (con qualche modifica, come Ornella Vanoni al posto di Lea Massari). Riascoltiamo insieme la pagina più nota e amata dell'intero lavoro, Roma, nun fa' la stupida stasera !, cantata da Nino Manfredi, Aldo Fabrizi, Bice Valori, Ornella Vanoni, Lando Fiorini e dal coro di Nora Orlandi. Da notare che Rugantino segnerà l'inizio della lunghissima e proficua collaborazione di Garinei e Giovannini con Armando Trovajoli, il cui sound sarà ancor più d'atmosfera rispetto a quello jazzistico d'antan di Gorni Kramer:

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Termina così il nostro post, che ci auguriamo sia una volta di più di vostro gradimento. Prima di salutarvi, però, desideriamo ringraziare, per gli apprezzamenti da lei stessa espressi a proposito del recente intervento a lei dedicato, la signora Elda Lanza, cui rinnoviamo la nostra ammirazione e la nostra stima: siamo lieti di avere anche lei tra le non poche personalità del mondo radiotelevisivo di ieri e di oggi che ci seguono.

A presto, e buon proseguimento di giornata a tutti ! ! !
CBNeas

2 commenti:

CBNeas1968 ha detto...

Sorpresa ! Ieri mattina, mentre facevo la spesa al supermercato, mi sono imbattuto proprio nella polverina frizzante "torinese" e ho gridato al miracolo (almeno in Piemonte la si trova ancora...).

Davide Camera ha detto...

Hai controllato che non sia stata prodotta nel 1963? Ah ah ah!