sabato 9 luglio 2011

Lunedì 9 luglio 1979



RETE UNO

13,00 SIPARIO SU... L'OPERA LIRICA
MADAMA BUTTERFLY
Musica di Giacomo Puccini
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Con Mirella Freni, Placido Domingo, Christa Ludwig
Orchestra Filarmonica di Vienna diretta da Herbert Von Karajan
Regia di Jean-Pierre Ponnelle
Finale primo atto
(A COLORI)
13,25 CHE TEMPO FA
(A COLORI)
13,30 TG 1
(A COLORI)
13,45 SPECIALE PARLAMENTO
A cura di Gastone Favero
(Replica della trasmissione di sabato 7 luglio)
(A COLORI)

18,15 LA FIABA QUOTIDIANA
Boris e la pioggia
Regia di Cocky Andreoli
Prod.: Chanowscki B.V.
(A COLORI)
18,20 ANNA, GIORNO DOPO GIORNO
Telefilm con Sophie Barjac, Christian Baltauss, Colette Berge, Bernard Woringer, Jean de Coninck, Marie-Christine Adam.
Regia di Bernard Toublanc Michel
Prod.: Telfrance
(A COLORI)
18,35 I GRANDI FIUMI
Il Reno
Documentario
(A COLORI)
19,20 Arrivano i vostri
TARZAN
IL TERRORE CORRE SUL FIUME
Film - Regia di John Guillermin
Int.: Gordon Scott, Anthony Quayle, Sara Shane, Sean Connery, Scilla Gabel
(Prima parte)
Prod.: Sy Weintraub
(A COLORI)
19,45 ALMANACCO DEL GIORNO DOPO
In studio Paola Perissi
(A COLORI)
- CHE TEMPO FA
(A COLORI)
- Spazio A
20,00 TG 1
Direttore Emilio Rossi
In studio Emilio Fede
(A COLORI)
- Spazio B
- Maria Grazia Picchetti annuncia i programmi della serata
20,40 Breve incontro con Nino Manfredi
GLI ANNI RUGGENTI
Film - Regia di Luigi Zampa
Int. : Nino Manfredi, Gino Cervi, Gastone Moschin, Salvo Randone, Linda Sini, Michéle Mercier
- Spazio C
22,25 SOTTO IL DIVANO
Incontri in diretta dallo Studio 5 di Roma con Adriana Asti
Scena di Pier Luigi Pizzi
(A COLORI)
- Spazio D
Al termine:
TG 1 - OGGI AL PARLAMENTO - CHE TEMPO FA - BUONA NOTTE DA MARIA GRAZIA PICCHETTI
(A COLORI)

RETE DUE

13,00 TG 2 - ORE TREDICI
(A COLORI)
13,15 CONCERTO DEL VIOLINISTA CARLO CHIARAPPA
Musiche di Luciano Berio e Maurice Ravel
Regia di Tonino Del Colle
(A COLORI)

18,15 4 BAMBINI E 13 MILA PECORE
Telefilm di R. H. Materna
(A COLORI)
18,40 DAL PARLAMENTO
- TG 2-SPORTSERA
(A COLORI)
19,00 SPAZIOLIBERO
I programmi dell'accesso
19,15 NOI SUPEREROI
Appuntamento con
ATLAS UFO ROBOT
(A COLORI)
- Spazio A
19,40 IL TEMPO DOMANI
(A COLORI)
- Flash
19,45 TG 2 - STUDIO APERTO
Direttore Andrea Barbato
(A COLORI)
- Spazio B
20,40 Ricordo di Giacomo Vaccari
MASTRO DON GESUALDO
Sceneggiato tratto dal romanzo omonimo di Giovanni Verga
Con Enrico Maria Salerno, Lydia Alfonsi, Valeria Ciangottini, Turi Ferro
Musiche di Luciano Chailly
Regia di Giacomo Vaccari
(Replica del 1964)
- Spazio C
21,55 HEINRICH BOLL
Programma culturale di Ivo Barnabò Micheli
(A COLORI)
22,55 PROTESTANTESIMO
Rubrica religiosa a cura della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
- Spazio D
23,25 TG 2 - STANOTTE
(A COLORI)

TSI - SVIZZERA

16,20 CICLISMO: TOUR DE FRANCE
(A COLORI)

Programmi estivi per la gioventù

19,10 VICKI IL VICHINGO
Cartoni animati
(A COLORI)
19,35 QUELLI DELLA GIRANDOLA
Lavori manuali
(A COLORI)

20,05 TELEGIORNALE 1a edizione
(A COLORI)
20,15 GEORGE ATTORE
Telefilm
(A COLORI)
- TV-SPOT
20,40 OBIETTIVO SPORT
Commenti e interviste del lunedì
- TV-SPOT
(A COLORI)
21,10 IL REGIONALE
(A COLORI)
- TV-SPOT
21,30 TELEGIORNALE Edizione principale
(A COLORI)
21,45 GLI UOMINI, CHE MASCALZONI !
Film - Regia di Mario Camerini
Int. : Vittorio De Sica, Lya Franca
22,55 GUILLAUME DE MACHAUT
Itinerario di musica e poesia
Con Raoul Grassilli, Patrizia Milani e Walter Maestosi
(Replica)
(A COLORI)
23,40 CICLISMO: TOUR DE FRANCE
Servizio speciale
(A COLORI)
23,50 TELEGIORNALE 3a edizione
(A COLORI)

KOPER - CAPODISTRIA

20,50 PUNTO D'INCONTRO
21,00 L'angolino dei ragazzi
CARTONI ANIMATI
(A COLORI)
- ZIG ZAG
21,15 TELEGIORNALE
(A COLORI)
21,30 LE SEI MOGLI DI ENRICO VIII
Sceneggiato
Catherine Parr
Con Keith Michell, Rosalie Crutchley, John Ronane, Allison Frazer
Regia di Naomi Capon
Produzione: BBC-TV
(A COLORI)
- ZIG ZAG
23,00 PASSO DI DANZA
Il diavolo nel villaggio
(A COLORI)

A 2 - FRANCIA

(PROGRAMMI A COLORI)

12,00 SPECIAL TOUR DE FRANCE
12,30 COSA C'E' DI NUOVO
12,45 JOURNAL
13,25 TOM ET JERRY
Cartoni animati
13,35 TANG
Sceneggiato
14,00 AUJOURD'HUI MADAME
15,00 SUPER JAMIE
Telefilm
16,00 SPORT
16,30 TOUR DE FRANCE
17,40 IPPICA
18,00 RECRE' A 2
18,30 C'EST LA VIE
18,55 DES CHIFFRES ET DES LETTRES
19,20 NOTIZIE REGIONALI
19,45 LES TROIS CAMERAS
20,00 JOURNAL
20,35 E SE NOI NON ANDASSIMO AL CINEMA QUESTA SERA ?
21,40 QUESTIONE DI TEMPI
22,40 JAZZ
23,10 JOURNAL

TMC - MONTECARLO

18,15 CARTONI ANIMATI
(A COLORI)
18,30 PAROLIAMO
Quiz condotto da Lea Pericoli
Con la partecipazione di Silvano Rocchi
(A COLORI)
18,50 UN PEU D'AMOUR, D'AMITIE' ET BEAUCOUP DE MUSIQUE
Presentano Jocelyn e Sophie
(A COLORI)
19,50 LE AVVENTURE DEI TRE MOSCHETTIERI
Il codardo di Valentinois
Telefilm con Sebastian Cabot
20,20 NOTIZIARIO
(A COLORI)
20,30 DAKOTA
Il cavaliere audace
Telefilm con Larry Ward, Chad Everett, Jack Elam, Michael Green
Prod.: Warner Bros
21,20 BOLLETTINO METEOROLOGICO
(A COLORI)
21,25 ARRIVANO I DOLLARI
Film - Regia di Mario Costa
Int. : Alberto Sordi, Isa Miranda, Mario Riva, Nino Taranto
23,00 OROSCOPO DI DOMANI
(A COLORI)
23,05 IL FOTOROMANZO IN TELEVISIONE
23,20 NOTIZIARIO
(A COLORI)
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Dalle estati televisive rigorosamente in bianco e nero (solo qualche vampata di colore proveniente da Svizzera e Capodistria) a quelle in cui il PALColor (E' solo Telefunken, dice la pubblicità in quel periodo) è ormai una realtà. Certo, non tutti possiedono ancora l'apposito apparecchio, ma i tanti che sono riusciti a procurarselo (specialmente l'anno prima, in coincidenza con il Mundial pallonaro argentino), non senza sacrifici, rate, cambiali e compagnia cantante, lo custodiscono gelosamente nel salotto buono, relegando il vecchio televisore B & W in camera da letto o sfruttandolo, se portatile, per il periodo di villeggiatura. Possiamo dire che, almeno d'estate, in quegli anni il bianco e nero si prende una platonica rivincita, ma ciò non vuol dire che le emissioni debbano per forza tenerne conto: anzi, i programmi non a colori della RAI sono sempre di meno.
Anche i televisori portatili, pur non disponendo di telecomando, sono comunque preposti a ricevere i programmi sia delle reti private, ancora sostanzialmente locali, sia di quelle estere, ovunque possibile. Di conseguenza, anche durante la stagione delle ferie l'offerta da parte delle reti finisce con l'essere allettante. Sì, d'accordo, l'estate è oramai consacrata alle repliche, ma anche in questo caso il criterio di organizzazione non dà poi frutti così ripetitivi e stancanti, come invece accadrà con sempre maggior frequenza nei tre decenni che seguiranno.

In quel luglio 1979, la Rete Uno della RAI s'inventa un'iniziativa che divide il pubblico: l'opera lirica a puntate, all'ora di pranzo, senza seguire la scansione naturale degli atti, bensì montata come un teleromanzo. L'iniziativa, se piace ai profani, i quali trovano il modo di allargare le loro conoscenze musicali e culturali, viene letteralmente fustigata dai melomani (e infatti non si ripeterà più). Ad ogni modo, il materiale che viene utilizzato per l'occasione è cinematografico e - si badi bene - di recente realizzazione: si tratta infatti di produzioni a colori della tedesca UNITEL, sfruttate sia al cinema che in TV (ma non in Italia, almeno fino a quel momento). Ecco quindi una Madama Butterfly pucciniana che il più grande regista d'opere liriche di tutti i tempi, Jean-Pierre Ponnelle, ha girato nel 1974 ispirandosi a una produzione discografica destinata a diventare di riferimento, con i Wiener Philharmoniker diretti da Herbert Von Karajan (che aveva già inciso il capolavoro pucciniano negli anni '50 a Milano, nientemeno che con Maria Callas nel ruolo della protagonista) e la dolce e bravissima Mirella Freni, ma con una novità riguardante il tenore: Luciano Pavarotti, Pinkerton su disco, viene sostituito, probabilmente per esigenze di fotogenia, da Plàcido Domingo, il quale, ovviamente, si limita a sostituire in sala d'incisione la voce del collega italiano, rimanendo il cast, anche visivamente, lo stesso di quella premiatissima edizione Decca (vien da dire che, proprio nel periodo di questa messa in onda italiana del film di Ponnelle, compare nei negozi di dischi una nuova versione a 33 giri di Madama Butterfly, finalmente con Don Plàcido espressamente invitato a ricoprire in sede audio il ruolo dello sprovveduto tenente della Marina degli Stati Uniti d'America - la protagonista è però Renata Scotto e il direttore d'orchestra è Lorin Maazel: un'altra splendida lettura -).
Quel 9 luglio va in onda la parte conclusiva del primo atto: Butterfly Cio-Cio-San e Benjamin Franklin Pinkerton sono sposi da pochi minuti, nonostante le ire dello zio Bonzo ai danni di una nipote che per amore si è convertita al Cristianesimo e che non immagina nemmeno il fatto che il neo-marito l'abbia impalmata all'uso giapponese...e nulla più. Ad ogni modo, ecco il più bel duetto d'amore che Giacomo Puccini abbia mai scritto, Bimba dagli occhi pieni di malìa:




C'è un retroscena che non tutti conoscono: in origine la scena del duetto d'amore venne ripresa con una Freni - Butterfly in decolletè e un Domingo - Pinkerton che mostrava il proprio petto villoso. Quando il film uscì nei cinema tedeschi, scoppiò il caso: certi spettatori e critici un po' troppo bacchettoni osarono parlare di una Madama Butterfly a luci rosse e il casino fu tale da costringere Ponnelle a rigirare il duetto, stavolta con i due protagonisti atti ad assumere un contegno più serioso, tanto per non indurre in tentazione.

Si avvia alla conclusione un tele - feuilleton di produzione francese, Anna, giorno dopo giorno, che ottiene un discreto successo pure da noi. Non è ancora il momento del boom di soap-operas e telenovelas provenienti dalle Americhe, per cui la storia di un'infermiera francese trasferitasi in Inghilterra a seguito del divorzio dei propri genitori e che, una volta rientrata in patria, rimane coinvolta in una serie interminabile di dispiaceri (amori contrastati, il fratello adolescente che rischia di morire in un incidente, e via dicendo), tocca il cuore delle telespettatrici. Orecchiabile e modernissimo è il motivo conduttore del telefilm che, in omaggio alla residenza inglese della protagonista (Sophie Barjac), s'intitola Anne, day after day:



Finalmente anche TMC si giova definitivamente di emissioni a colori: viene scelto anche qui il sistema PAL, andando un po' in controtendenza, dal momento che in Francia le trasmissioni hanno luogo mediante il SECAM. Col tempo si perfeziona pure il programma musicale del pomeriggio, Un peu d'amour, d'amitiè et beaucoup de musique, condotto da un colto e brillante disc-jockey nordafricano, Jocelyn. In origine era un appuntamento che di televisivo aveva ben poco: Jocelyn presentava in francese e veniva inquadrato davanti a una regia audio, con due giradischi e un mixer, intento ad annunciare le canzoni richieste e magari a tambureggiare sul tavolino sul ritmo dei motivi musicali trasmessi. Con il passare dei mesi, però, ecco arrivare la dolce Sophie come partner, l'utilizzo dell'italiano come lingua ufficiale del programma (anche se il titolo rimane in francese), il ricorso sempre più frequente ad autorevoli ospiti d'onore (cantanti famosi) e infine, dopo tanta attesa, l'impiego di telecamere a colori. Eccovi un inserto del 1979 che vede in scena la grande Patty Pravo, impegnata a promozionare un suo LP registrato in Germania, Munich album, l'ultimo da lei inciso per la RCA:



Prosegue inarrestabile il successo della serie giapponese a cartoni animati Atlas UFO Robot, il primo e sicuramente più grande manga giunto sui nostri teleschermi. Le avventure di Actarus-Goldrake, Alcor, Venusia, Rigel e del Dottor Procton, andate in onda già nella primavera 1978 e durante le feste natalizie 1978-'79, sono state saltuariamente replicate tra marzo e aprile, in coincidenza con alcuni scioperi dei giornalisti RAI che hanno forzatamente accorciato la messa in onda del TG 2- Studio aperto, ed ora vengono riproposte con una cadenza più stabile per un paio di settimane, nel corso della rubrica Noi supereroi, ideata proprio quell'anno da Nicoletta Artom (e della quale parlammo lo scorso anno, nel post dedicato ai programmi TV del 7 agosto 1979).



Inutile ricordare che quella che avete appena rivisto e riascoltato era la celeberrima sigla di testa, eseguita dal gruppo Actarus diretto da Vince Tempera, la cui voce solista era Alberto Tadini, mentre tra i coristi spiccava un giovane Fabio Concato, già attivo come cantautore con due 33 giri incisi. In quell'estate comincia a delinearsi (e ogni limite di sopportazione sarà superato dopo il successivo Natale, cioè in coincidenza con la trasmissione di un terzo blocco di episodi di Atlas Ufo Robot e soprattutto con l'apparizione di tutti i vari epigoni sui canali privati, a cominciare, proprio in quell'estate, dal Grande Mazinger e da Jeeg Robot) una linea di pensiero che il tempo fisserà senz'altro dalla parte della ragione: un gruppo di genitori esasperati dal clima violento e tutt'altro che educativo trasmesso da questa sempre più ricca congerie di manga lancia una campagna per bloccarne la messa in onda. Verranno accontentati, almeno dopo qualche anno (e in RAI, come si sa, basta niente per fare di tutta l'erba un fascio: Nicoletta Artom sarà allontanata dall'azienda)... ma il danno è fatto. Molti piccoli telespettatori di Goldrake & C. sono oggi scatenati agitatori, politicamente leghisti o di estrema Destra e attivi, se non nei dintorni del Palazzo, magari come terribili capi - ultras negli stadi. Per fortuna non ci sono solo loro, se consideriamo che in fondo il successo di Atlas UFO Robot fu sostanzialmente trasversale e oggi anche chi è moderato o illuminato si lascia trascinare dall'onda dei ricordi e non si lascia sfuggire di certo i cofanetti in DVD dell'intera serie, rigorosamente con le voci italiane dell'epoca (quando, in tempi recenti, Italia 1 ne tentò un revival, venne stabilito, tanto per non smentirsi, di rimodernare la colonna del doppiaggio: le proteste furono moltissime, sacrosante).
E allora, rivediamo gli attori che, più di 30 anni fa, contribuirono al trionfo italiano di quella leggendaria serie, intervistati recentemente e pronti a rievocare il clima idilliaco nel quale si lavorava:



Mentre la rete 2 ripropone eroi giapponesi e americani, la rete 1 punta tutto sulla tradizione con l'antologia di quei personaggi che, dalla fine del 1976 fino a quel momento, hanno monopolizzato l'attenzione di grandi e piccini per circa mezz'ora, prima del TG serale e dei tanti problemi vissuti allora dal Paese (terrorismo; crisi economica; politica appena un po' meno caotica di quella odierna, grazie anche a uomini più abili e - bisogna dirlo - educati). La rassegna viene intitolata Arrivano i vostri (riesumando così il titolo di un'analoga trasmissione degli anni '60) e si giova di una propria sigla musicale in stile pop moderno il cui testo ne riassume le intenzioni (sia pur con una licenza poetica che prende a pugni la grammatica: "...più migliore di te...")



In quei giorni è di scena Tarzan: sia nell'estate del 1977 che nella primavera del 1978, sono andati in onda, divisi in tre o quattro puntate, alcuni tra i film più famosi legati al personaggio del re della giungla creato da Edgar Rice Burroughs, con una carrellata dei principali attori che lo interpretarono, naturalmente a cominciare dal più grande in assoluto, l'ex - nuotatore olimpionico statunitense Johnny Weissmuller. Il ciclo tarzaniano del '78, che è poi quello prescelto in occasione di queste repliche estive del '79, viene introdotto da una canzoncina (un po' banalotta, a dire il vero) per la quale si è scomodato nientemeno che Nino Manfredi e che comunque ottiene un buon successo di vendite, Tarzan lo fa:



Il Tarzan che viene mostrato ancora una volta quella sera d'estate ha le fattezze di Gordon Scott: siamo cioè alle soglie degli anni Sessanta e, proprio quando Francia e Italia lanciano in tutto il mondo una serie di film avventurosi, specialmente strizzando gli occhi agli eroi della mitologia ma dando pure spazio a figure dell'immaginario più moderno, Hollywood risponde con nuove storie di Tarzan a colori, come questa Il terrore corre sul fiume, il cui cast è interessante. Infatti, accanto a Scott (poco dopo coinvolto direttamente nel fenomeno del peplum) operano Anthony Quayle, Sara Shane, un giovane Sean Connery (non ancora assurto alla fama universale che gli arriderà grazie a James Bond) e un po' d'Italia con l'attraente Scilla Gabel (o meglio, Sila Gheibel, come la chiamano in America). Vediamone un ampio stralcio, in lingua originale inglese:



La serata è praticamente all'insegna del cinema italiano, visto che ben tre emittenti su sei mandano in onda film nostrani tra i più degni di nota. Escludendo la TSI, che ripesca Gli uomini, che mascalzoni !, il vecchio e glorioso film di Mario Camerini con De Sica che canta Parlami d'amore, Mariù ! (e di cui, del resto, abbiamo parlato poco tempo fa a proposito dei programmi RAI del 9 maggio 1962), ci soffermiamo sulla Rete 1 e sulla TMC allora diretta dall'infaticabile ed enciclopedico Paolo Limiti. L'ammiraglia RAI sta dedicando tutti i lunedì di luglio a Nino Manfredi, proponendo un breve ciclo di suoi film. Quella sera è il turno de Gli anni ruggenti, girato da Luigi Zampa nel 1962 e che affronta con ironia e senza banalità alcuna (traendo anche certi spunti da Gogol) il tema del rapporto tra comuni italiani e fascismo.
Com'è noto, è la storia di un assicuratore, un certo Omero Battifiori (Nino Manfredi), che viene mandato in missione in una non meglio precisata cittadina della Puglia (o della Basilicata: Matera viene scelta solo come location emblematica) ed è scambiato dal locale podestà (Gino Cervi) per il gerarca che egli attende, con la finalità di dar vita ad un'ispezione segreta:



Viene così organizzata una grande festa, dimostrativa d'ordine e di benessere, nella quale però Omero, ligio al detto latino In vino veritas, approfitta di una sbornia per dire cose come queste:



Questo è invece il dialogo tra Omero e Carmine Passante, locale segretario PNF, interpretato dall'ottimo Gastone Moschin:



La corruzione comunque dilaga, nonostante podestà e maggiorenti si facciano in quattro per mascherarla, ma invano: allora...



Montecarlo risponde con un film un po' più disimpegnato, ma comunque storico, quell'Arrivano i dollari di Mario Costa, che nel 1957 impose definitivamente Alberto Sordi e rese proverbiali alcune battute ivi da quest'ultimo pronunciate (come la famosissima Pussa via, brutta bertuccia !) nei panni dell'orgoglioso e spiantato Conte Alfonso Pasti, uno dei cinque fratelli in attesa di un'eredità che, secondo quanto stabilito in sede testamentaria dallo zio trasferitosi in Sudafrica e ivi morto, riceveranno solo se meritevoli: il tutto in presenza della vedova, zia Caterina (Isa Miranda, che però parla con la voce di Andreina Pagnani). D'altronde, essi sono noti per i loro caratteri sin troppo pieni di difetti: abbiamo già citato il Conte Alfonso, attorniato dall'avaro e intrigante proprietario terriero Giuseppe (Nino Taranto), dal pigro e fannullone Cesaretto (Mario Riva), dal geloso Michelino (Riccardo Billi) e dal meccanico e corteggiatore Piero (Sergio Raimondi, doppiato da Pino Locchi).
Rivediamo il trailer di Arrivano i dollari, film presentato dall'allora caratteristica voce di Vittorio Cramer:



Oltre a Pussa via, brutta bertuccia !, un'altra frase di Sordi - Conte Alfonso Pasti rimane famosa: si tratta di Magna er pappone !. Questa è la relativa sequenza: accanto a Sordi c'è il catanese Turi Pandolfini nei panni del maggiordomo dell'altezzoso Alfonso.



La bellissima serie della BBC dedicata alle sei mogli di Enrico VIII, già trasmessa con successo dalla RAI nel 1975, ma in bianco e nero, passa invece a colori su Capodistria, giungendo al termine proprio quel lunedì 9 luglio con - naturalmente - la biografia di Catherine Parr:



La psicosi - Skylab (una navicella spaziale che, conclusa la propria missione, è destinata a cadere su un imprecisato punto del pianeta - che poi sarà l'Oceano Indiano, in mare aperto - ) è forse la situazione che tormenta la gente di tutto il mondo quel 9 luglio, essendo il rovinoso evento previsto per il giorno 11. Venendo alle cose di casa nostra, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini festeggia un anno di Quirinale incaricando il segretario del suo partito, Bettino Craxi, di formare quello che dovrebbe essere il primo governo dell'appena nata ottava legislatura repubblicana italiana. Le consultazioni, però, avranno esito negativo, per cui, fallita la prova anche con Filippo Maria Pandolfi, sarà Francesco Cossiga (che sei anni dopo succederà proprio a Pertini) a spuntarla. Queste sono le principali notizie di cui si parla quel giorno nei telegiornali, compreso il conclusivo TG 2- Stanotte di cui vediamo la breve sigla, introdotta con l'inizio di quell'anno:



Termina così questa lunga carrellata sui programmi TV del 9 luglio 1979. Speriamo naturalmente di avervi fatto cosa gradita nel rievocare quel periodo, al di là di certe lungaggini che comunque noi riteniamo spesso essenziali per meglio comprendere quanto vi proponiamo. D'altronde, una pietanza è più gradita se è più saporita... o no ?

Buona fine domenica a tutti e... a rileggerci presto ! ! !

CBNeas

giovedì 7 luglio 2011

Domenica 7 luglio 1974



NAZIONALE

11,00 Dalla Basilica di San Michele in Pavia
SANTA MESSA
Ripresa televisiva di Giorgio Romano
e
RUBRICA RELIGIOSA
Nel giorno del Signore
a cura di Angelo Gaiotti
Dio tra gli uomini
di Natale Soffientini

12,15 - 12,55 A - COME AGRICOLTURA
Settimanale a cura di Roberto Bencivenga
Realizzazione di Maricla Boggio

16,40 PROSSIMAMENTE
Programmi per sette sere
Presenta Roberta Paladini
GONG (Fernet Branca - Confezioni Facis - Fonderie Luigi Filiberti)
16,55 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO '74
GERMANIA : Monaco
RIPRESA DIRETTA DELLA FINALE PER IL 1° E IL 2° POSTO
GERMANIA OVEST - OLANDA
Telecronista Nando Martellini
GONG (Aperitivo Cynar - Nutella Ferrero - Agip Sint 2000)
- Aperitivo Cynar

la TV dei ragazzi

19,00 BRACCOBALDO SHOW
Un programma di cartoni animati di William Hanna e Joseph Barbera
- Il postino Bracco
- Il segno di Mata-Miao
- Yoghi e l'orsacchiotto
- Bracco domatore di leoni
- Ginxi il gatto dell'anno

Distr. : Screen Gems

- Aperitivo Biancosarti
19,35 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Reggiseni Playtex Criss Cross - Sottilette Extra Kraft - Rex Elettrodomestici - Lacca Libera & Bella - Amaro Petrus Boonekamp)
SEGNALE ORARIO
ARCOBALENO (Sapone Fa - Formaggio Starcreme - Mocassini Salmiri)
CHE TEMPO FA
In studio Andrea Baroni
ARCOBALENO (Venus Gel - Aperitivo Biancosarti - Vim Clorex)
20,00 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Willy De Luca
CAROSELLO
(1) Nutella Ferrero - (2) Vermouth Cinzano - (3) Manetti e Roberts - (4) Fernet Branca - (5) Pantèn Lacca
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Shaft - 2) Politecne - 3) Frame - 4) Master - 5) M.G.

20,35 ODISSEA
dal poema di Omero
Riduzione televisiva di Giampiero Bona, Vittorio Bonicelli, Fabio Carpi, Luciano Codignola, Mario Prosperi, Renzo Rosso
Con Bekim Fehmiu, Irene Papas, Renaud Verley, Marina Berti, Scilla Gabel, Barbara Gregorini Bach.
Prima puntata
Scenografia di Luciano Ricceri
Costumi su bozzetti di Dario Cecchi
Musiche di Carlo Rustichelli
Dialoghi italiani di Alfredo Medori
Regia di Franco Rossi
(Una coproduzione delle televisioni italiana - francese - tedesca realizzata da DINO DE LAURENTIIS.
Distribuzione internazionale: 20th Century Fox)
(Replica del 1968)
DOREMI' (Bel Paese Galbani - Lacrima D'Arno Melini - Bagno schiuma Fa - Idrolitina Gazzoni - Frottée superdeodorante - Trinity)
21,30 LA DOMENICA SPORTIVA
Cronache filmate e commenti sui principali avvenimenti della giornata
a cura di Giuseppe Bozzini, Nino Greco, Mario Mauri e Aldo De Martino
condotta da Alfredo Pigna
BREAK 2 (Collirio Stilla - Vini Bolla - Dentifricio Colgate - Kambusa Bonomelli - Pressatella Simmenthal)
22,35 MALICAN PADRE E FIGLIO
Messa in scena
Telefilm - Regia di Yannick Andrei
Interpreti: Claude Dauphin, Michel Bedetti, Robert Daltan
Distribuzione: Ultra Film
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
CHE TEMPO FA
In studio Andrea Baroni

SECONDO

15,30 - 16,40 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
FRANCIA: Digione
AUTOMOBILISMO: GRAN PREMIO DI FRANCIA
Telecronista Piero Casucci
(Cronaca registrata)

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,00 SAEBELTANZER AUS GEORGIEN
Das Staatliche Volkstanzensemble der GSSR
Regie: Tito Philipp
Verleih: ZDF
19,15 DIE WEISSEN PFERDE
Die Spanische Reitschule Wien
Eine Galavostellung von dem Schloss Schonbrunn
Regie: Otto A. Eder
Verleih: ORF
20,05 EIN WORT ZUM NACHDENKEN
Es spricht Alois Mueller
20,10 - 20,30 TAGESSCHAU

20,30 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Vim Clorex - Cono Rico Algida - Macchine per cucire Singer - Biscotto Diet-Erba - Saponetta Mira dermo - Insetticida Kriss)
- Bagno schiuma Fa
21,00 IL MANGIANOTE
Gioco musicale a premi
di Adolfo Perani, Jacopo Rizza e Tata Giacobetti
presentato dal Quartetto Cetra
con Elena Sedlak e Paolo Gozlino
Orchestra diretta da Tony De Vita
Scene di Antonio Locatelli
Regia di Beppe Recchia
DOREMI' (Chicco Artsana - Volastir - Industria Coca-Cola - Centro Sviluppo e Propaganda Cuoio - Acque minerali Boario - Salumificio Vismara)
22,00 SETTIMO GIORNO
Attualità culturali
a cura di Francesca Sanvitale ed Enzo Siciliano
22,45 PROSSIMAMENTE
Programmi per sette sere
Presenta Roberta Paladini

TSI - SVIZZERA

12,50 e 14,30 EUROVISIONE
Da Digione (Francia)
AUTOMOBILISMO: GRAN PREMIO DI FRANCIA
(A COLORI)
16,00 EUROVISIONE
Da Monaco di Baviera (Germania Occidentale)
CAMPIONATI MONDIALI DI CALCIO
CERIMONIA DI CHIUSURA
e
FINALE 1° E 2° POSTO: GERMANIA OVEST - OLANDA
Telecronista Giuseppe Albertini
(A COLORI)
19,15 TELEGIORNALE 1a edizione
(A COLORI)
19,20 DOMENICA SPORT
Primi risultati
19,25 TELERAMA
Settimanale del Telegiornale
(A COLORI)
19,50 STANLIO E OLLIO
20,10 PIACERI DELLA MUSICA
Musiche e strumenti rari
(A COLORI)
20,30 TELEGIORNALE 2a edizione
(A COLORI)
20,40 LA PAROLA DEL SIGNORE
20,50 INCONTRI
Fatti e personaggi del nostro tempo
21,15 IL MONDO IN CUI VIVIAMO
(A COLORI)
21,45 TELEGIORNALE Edizione principale
(A COLORI)
22,00 CORALBA
Romanzo sceneggiato con Rossano Brazzi e Mita Medici
Regia di Daniele D'Anza
Ultima puntata
(A COLORI)
23,00 LA DOMENICA SPORTIVA
(PARZIALMENTE A COLORI)
0,50 TELEGIORNALE 4a edizione
(A COLORI)

KOPER - CAPODISTRIA

16,00 CAMPIONATI MONDIALI DI CALCIO
In diretta Eurovisione da Monaco di Baviera:
GERMANIA OVEST - OLANDA
Finale 1° e 2° posto
Telecronista Bruno Petrali
(A COLORI)

20,45 L'angolino dei ragazzi
I FORTI DI FORTE CORAGGIO
Telefilm
Febbre da cavallo
Prod.: Warner Brothers
21,15 CANALE 27
21,30 LA PROVINCIALE
Film - Regia di Mario Soldati
Int. : Gina Lollobrigida, Gabriele Ferzetti, Franco Interlenghi
23,00 MUSICALMENTE
Moda e musica
(A COLORI)
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Il successo ottenuto dal post che, il 26 giugno scorso, ha visto il nostro Gabriele Sbattella idealmente proiettato in quel di Monaco di Baviera per seguire la prima giornata della seconda fase dei Mondiali di calcio del 1974 ci ha spinti a un doveroso (e, speriamo, egualmente gradito) bis. Siamo stavolta al giorno più importante, domenica 7 luglio, quando si assegna il titolo (la prima FIFA World Cup, dopo nove edizioni della Coppa Rimet) e obiettivi e telecamere dell'intero pianeta sono tutti puntati sullo Stadio Olimpico per la grande sfida tra i bianchi padroni di casa, capitanati, manco a dirlo, da Kaiser Franz, e i tulipani, gli Orange d'Olanda, autentici rivoluzionari del modo di giocare a calcio, quel leggendario calcio totale unico al mondo, ancor oggi attraente benchè siano trascorsi ormai quasi quarant'anni.
Riviviamo quindi, con le parole di Gabriele, quella speciale domenica d'inizio luglio del 1974: quanto a noi, ci ritroveremo fra qualche giorno con un altro post tutto scritto di nostro pugno.
A prestissimo, e buona lettura ! ! !
CBNeas



GERMANIA OCCIDENTALE (4-2-4) – Maier; Vogts, Breitner, Schwarzenbeck, Beckenbauer; Overath, Bonhof; Grabowski, Müller,Hoeness, Hölzenbein. A disp. Nigbur, Höttges, Cullmann, Flohe, Heynckes. All. Schön
OLANDA (3-4-3) – Jongbloed; Krol, Rijsbergen (23’ st. De Jong), Suurbier; Haan, Van Hanegem, Jansen, Neeskens; Cruijff, Rensenbrink (1’ st. Rene Van De Kerkhof), Rep. A disp. Schrijvers, Israel, Keizer. All. Michels
Arbitro Taylor (Inghilterra)
Guardalinee Barreto (Uruguay), Archundia (Messico)
Reti 1’pt. Neeskens (rig.) ; 25’ pt. Breitner (rig.) ; 43’ pt. Müller
Note Ammoniti Vogts, Van Hanegem, Cruijff, Neeskens. Spettatori 78.200. In tribuna d’onore presenti Pele’, Grace e Ranieri di Monaco, l’ex Cancelliere della Germania Federale Willy Brandt, il Cancelliere della Germania Federale Helmut Schmidt, il Segretario di Stato americano Henry Kissinger, il presidente della Germania Federale Walter Scheel, il presidente della FIFA Sir Stanley Rous. Giornata nuvolosa, terreno in ottime condizioni.

MONACO DI BAVIERA – Vent’anni e tre giorni dopo l’incredibile impresa di Berna, la Germania Occidentale diventa Campione del Mondo per la seconda volta. Lo ha fatto battendo un'Olanda che molti davano per favorita alla vittoria finale, visti i precedenti, roboanti risultati. Ma non è stato così. La Germania Occidentale, grazie al suo capitano Franz Beckenbauer, ha saputo riorganizzarsi dopo la situazione di svantaggio e, con in mano le redini del gioco, ha ribaltato il passivo chiudendo la prima frazione di gara sul due a uno a proprio favore e resistendo nella ripresa al forsennato forcing della nazionale olandese. Questa finale manda agli archivi non solo uno dei mondiali più freddi di sempre, ma anche un torneo dove si sono visti molti gol, e dove anche la nazionale italiana avrebbe potuto sicuramente fare la sua parte.
Prima del via un divertente siparietto. Gli addetti al campo notano che le bandierine non sono state messe. Dopo aver provveduto si comincia.

Inizio shock per i padroni di casa.

L’Olanda batte il calcio d’avvio: dopo una fitta rete di passaggi, la palla giunge a capitan Cruijff che, con un cambio di velocità, punta verso l’area tedesca, dove viene atterrato dal suo marcatore Vogts. E’ calcio di rigore che Neeskens trasforma tirando una bomba di punta. Uno a zero. E non sono passati nemmeno due minuti di gara. Ci provano i tedeschi con Breitner dal limite ma senza esito. Poi fra il 9’ e il 13’ minuto due azioni olandesi : Neeskens che viene anticipato, così come Haan. Momenti di nervosismo al 22’. Müller protesta vivacemente con il direttore di gara per un fallo non concessogli al limite dell’area, commettendo però fallo su Rijsbergen. L’arbitro inglese Taylor non vede una spinta di Van Hanegem ai danni dello stesso Müller che in maniera teatrale cade a terra. La vede però il guardalinee messicano Archundia il quale chiama a se il fischietto di Wolverhampton e gli racconta quanto successo. Taylor si precipita dal giocatore Orange e lo ammonisce.

Risveglio tedesco

Al 24’ arriva il pari dei padroni di casa. Bella azione personale di Hölzenbein il quale viene atterrato da Rijsbergen in piena area. Anche stavolta è calcio di rigore. A differenza della partita di Francoforte (rigore fallito da Hoeness), si presenta sul dischetto Breitner e trasforma senza alcun movimento da parte del portiere olandese. Uno a uno. Al 27’ è Beckenbauer a chiudere lo specchio della porta al capitano olandese. Un minuto più tardi bravo l’estremo difensore olandese a chiudere la porta a Vogts. Al 33’ la Germania si rende pericolosissima. Bella incursione di Hoeness, tiro in diagonale a portiere battuto, Rijsbergen salva in extremis. Due minuti più tardi punizione del capitano tedesco, deviata in corner. Altro giro di lancetta e Cruijff in contropiede serve un pallone d’oro a Rep il quale però spreca clamorosamente. A due minuti dal termine della prima frazione di gioco arriva il gol del 2-1, il gol partita. Bonhof, uno degli uomini più decisivi in questo torneo per la Germania, entra in area, fa partire un traversone basso per Müller che fulmina il portiere olandese. Due a uno per la Germania.
Finisce il primo tempo e ci tocca assistere ad un siparietto piuttosto indegno. Cruijff va a discutere con la terna arbitrale. Secondo lui sarebbero sbagliate alcune valutazioni del fischietto inglese Taylor il quale si innervosisce e gli estrae il cartellino giallo.

Sterile forcing olandese nella ripresa

Nel secondo tempo, l’allenatore olandese le prova tutte, inserendo Rene Van De Kerkhof al posto di Rensenbrink e De Jong al posto di Rijsbergen. Ne scaturisce un forcing nervoso che non porta a nessun risultato. La Germania si difende bene dagli attacchi degli olandesi. Qualche giocatore di casa guarda spesso gli orologi dei tabelloni luminosi dello stadio per vedere quanto tempo manca al termine. Arriva la fine della partita. La Germania è campione del mondo. Per gli olandesi comunque gli applausi del pubblico e degli addetti ai lavori.
Al triplice fischio finale dell’arbitro inglese Taylor è esplosa la gioia dei tifosi tedeschi. Il rigoroso servizio d’ordine dell’Olympia Stadion che ha perlustrato in ogni punto non solo l’impianto di gara ma anche tutto l’Olympia Park per paura di attentati, ha fatto sì che non si verificasse alcuna invasione di campo come successo quattro anni prima a Città del Messico, quando i giocatori brasiliani vennero letteralmente spogliati dai tifosi della Seleçao desiderosi di portare a casa un ricordo della partita. Il pubblico è rimasto in maniera ordinata ai propri posti e ha applaudito i giocatori tedeschi i quali, dopo aver ricevuto la coppa, hanno fatto un giro di campo facendo vedere il trofeo ai tifosi.



Dalle tribune dell’avveniristico Olympia Stadion, la festa si è spostata nelle vie della città dove, per l’occasione, le birrerie sono rimaste aperte per tutta la notte. La zona pedonale di Monaco che parte da Karlsplatz e arriva fino alla centralissima Marienplatz era piena fino all’inverosimile di tifosi. Qualcuno di essi particolarmente esuberante si è tuffato nelle fontane per fare il bagno.

La nazionale olandese riparte domani - I vicecampioni del mondo che molto bene hanno figurato in tutto l’arco della rassegna calcistica faranno ritorno in patria domani mattina dall’aeroporto di Riem alla volta di Amsterdam.
João Havelange nuovo presidente FIFA – Il nuovo presidente FIFA è il brasiliano João Havelange. Havelange, di origine belga, nato a Rio De Janeiro nel 1916, ex nuotatore e giocatore di pallanuoto (ha partecipato alle Olimpiadi di Berlino e di Helsinki) prenderà il posto dell’inglese Sir Stanley Rous.
Record di spettatori allo stadio – Le 38 partite della coppa del mondo appena conclusa sono state viste da 1.774.022 spettatori per un media di 46.685 spettatori a partita, record assoluto nella storia della Coppa del Mondo. Altissima anche la cifra di coloro che in Germania Occidentale hanno seguito la partita in televisione o alla radio.
Dono gastronomico per i padroni di casa – Prima della partita alcuni tifosi olandesi, vestiti nei tradizionali costumi hanno regalato al tecnico Schön alcune forme di formaggio olandese.

E' tutto da Monaco di Baviera.

Un cordiale saluto a tutti voi da

GABRIELE SBATTELLA

mercoledì 6 luglio 2011

Venerdì 6 luglio 1973



NAZIONALE

la TV dei ragazzi

18,15 LA GALLINA
Programma di films, documentari e cartoni animati
In questo numero:
- Scherzi freddissimi
Prod.: Van Beuren Corporation
- I nostri animali domestici
Prod. BFA
- Le storie di Nonna Pecora: La giostra dei lupi
Prod. : Televisione Cecoslovacca
18,45 SKIPPY IL CANGURO
Tanti di questi giorni
con: Ed Devereaux, Tony Bonner, Ken James, Garry Pankhurst
Regia di Eric Fullilove
Prod. : Norfolk
19,15 VANGELO VIVO
a cura di Padre Guida e Maria Rosa De Salvia
Regia di Michele Scaglione

GONG (Milkana Oro - Frottée superdeodorante)

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Aperitivo Cynar - Olà - Tonno Palmera - Lignano Sabbiadoro - Bac deodorante)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
ARCOBALENO 1 (Brandy Vecchia Romagna - Nuovo All per lavatrici - Calzature Superga)
CHE TEMPO FA
In studio Edmondo Bernacca
ARCOBALENO 2 (Sapone Lemon Fresh - Cristallina Ferrero - Wilkinson Sword S.p.A.)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Willy De Luca
CAROSELLO
(1) Norditalia Assicurazioni - (2) Mentafredda Caremoli - (3) Bagnoschiuma Vidal - (4) Martini - (5) Biscotti Mattutini Talmone
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Cartoons Film - 2) Produzione Montagnana - 3) Unionfilm P.C. - 4) Registi Pubblicitari Associati - 5) Studio Marosi

21,00 STASERA
Settimanale di attualità
a cura di Carlo Fuscagni
DOREMI' (Stock - BP Italiana - Olio di semi Topazio - I Dixan - Arredamenti componibili Salvarani)
22,00 ADESSO MUSICA
Classica Leggera Pop
a cura di Adriano Mazzoletti
Presentano Vanna Brosio e Nino Fuscagni
Regia di Luigi Costantini
BREAK (KiteKat - Magnesia Bisurata Aromatic)
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
CHE TEMPO FA
In studio Edmondo Bernacca
SPORT

SECONDO

17,00 - 18,00 La RAI - Radiotelevisione Italiana, in collaborazione con il Ministero della Difesa, presenta:
TVM '73
Programma di orientamento professionale e di aggiornamento culturale per i giovani militari
Consulenza di Lamberto Valli
Presentano Maria Rosaria Omaggio e Beatrice Cori

- L'uomo e l'ambiente
L'uomo inquinato
a cura di Valerio Giacomini
Realizzazione di Luigi Esposito
- Il corpo umano
La riproduzione
a cura di Paolo Cerretelli
Regia di Eugenio Giacobino
- Educazione stradale
Il veicolo come arma ?
a cura di Fernando Floriani
Consulenza di Enzo De Bernart
Regia di Clemente Crispolti

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 NEUE FORSCHUNGEN AUF DEM MARS
Filmbericht von Giordano Repossi
19,50 BERGE IN FLAMMEN
Ein Film von Luis Trenker
II. Teil
20,45 - 21,00 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Industria Italiana della Coca-Cola - Bagno schiuma Fa - Insetticida Kriss - Baby Shampoo Johnson's - Candy Elettrodomestici - Coppa Rica Algida - Rasoi Philips)
21,20 PENSACI, GIACOMINO
di Luigi Pirandello
con Sergio Tofano, Luigi La Monica, Annamaria Ackermann
Scene di Antonio Capuano
Costumi di Giovanna La Placa
Regia di Carlo Di Stefano
(Replica)
Nel primo intervallo:
DOREMI' (Vov - Goddard - Salumificio Vismara - Lacca Adorn)

N.B. : i programmi di TSI - SVIZZERA e KOPER - CAPODISTRIA per il momento non sono disponibili.
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Prima di cominciare questo post, desideriamo rivolgere un pensiero ad Enrico Manca, presidente della RAI tra il 1986 e il 1991 e in precedenza anche giornalista nelle redazioni televisive e radiofoniche dell'azienda, scomparso la scorsa notte a quasi 80 anni. Assieme a Biagio Agnes, mancato a propria volta poche settimane addietro, Manca fu l'ultimo grande sostenitore della forza del servizio pubblico: benchè la qualità generale delle trasmissioni stesse incominciando ad appiattirsi proprio sul finire degli anni '80, insidiata dalla spietata concorrenza della TV commerciale, fu proprio durante la presidenza di Manca che la RAI ebbe gli ultimi grandi acuti della propria storia: basti citare Indietro tutta !, il divertente show notturno di Renzo Arbore dell'inverno 1987 -'88, e le splendide trasmissioni della RAITRE diretta da Angelo Guglielmi. A margine di tutto ciò, un'iniziale polemica con Pippo Baudo, per fortuna presto superata.

Entriamo ora nel vivo dell'odierno argomento, che si riallaccia in qualche modo al precedente, essendo i nostri riflettori pure stavolta puntati sulla TV estiva dei primi anni '70. Anzi, andiamo avanti praticamente di soli dodici mesi per soffermarci su un palinsesto RAI d'inizio luglio del 1973, un momento televisivamente significativo a seguito di qualche piccola innovazione che comunque sorprende un po' i telespettatori. Ci arriveremo tra un po': per il momento diamo uno sguardo alla programmazione pomeridiana di quel venerdì 6 luglio, incentrata inizialmente sul nuovo contenitore per i più piccini, La gallina, subentrata da poco al vecchio Uno, due e... tre, ma praticamente con le medesime modalità, antologizzando cartoons e documentari per i più giovani (anzi, meglio dire per i più piccini). E' curioso che, accanto a un documentario zoologico di produzione tedesco - orientale e a una fiaba a cartoni animati proveniente da un altro Paese comunista, la Cecoslovacchia, vi sia posto pure per un cartone nordamericano praticamente tra i primi, un esempio lampante di quella sperimentazione, certamente un po' spartana e senza effetti speciali, che comunque pervadeva i pionieri del genere. A parte Walt Disney, Ub Iwkers, Pat Sullivan e Max Fleischer, anche Amedée Van Beuren, autore forse meno noto ma non per questo da sottovalutare, diede interessanti contributi, come questa divertente fiaba dal sapore invernale, Frisky Frolics, tradotta in italiano come Scherzi freddissimi:



A grande richiesta ritornano le avventure di Skippy il Canguro, personaggio di una serie di telefilm (manco a dirlo) australiani nata nel 1966 e importata intorno al 1970 - '71 dalla RAI. Serie accattivante, dalle sceneggiature semplici quanto avvincenti, che però la nostra televisione, almeno in quel periodo, trasmette senza seguire l'esatto criterio della successione originaria degli episodi, fors'anche perchè ogni storia si sviluppa e si esaurisce nell'arco della mezz'ora assegnata. Pertanto quella che per la RAI è la puntata d'esordio è in realtà la quattordicesima del primo ciclo (ve ne furono circa quattro in Oceania e poi in tutti i paesi anglofoni - Canada e Stati Uniti compresi - e ispanofoni). Ad ogni modo, puntualmente irrompe l'allegro e saltellante motivetto per banjo, ritmi e coro di voci bianche che fa da sigla musicale alla trasmissione:



Alla fine di maggio, il Radiocorriere TV aveva pubblicato una notizia sorprendente e forse non molto gradita a chi aveva fatto e faceva trofei di certe abitudini, di certi feticci del piccolo schermo:

Fra qualche giorno i telespettatori non troveranno più all'abituale appuntamento molte delle sigle tradizionali della pubblicità televisiva. Non troveranno più il globo di carte di Girotondo, la scatola a sorpresa di Gong, il diligente pubblico del dialogo tennistico di Tic-tac, la freccia di Arcobaleno. Nell'intento infatti di conferire anche alla presentazione dei comunicati pubblicitari un tono più moderno e per rispondere al tempo stesso all'esigenza di ottenere una maggiore snellezza ed essenzialità nel flusso della programmazione, è stato deciso di rinnovare l'impianto di raccordo delle rubriche pubblicitarie televisive. Con le sole eccezioni di Carosello e di Intermezzo che conserveranno almeno per il momento la loro consueta formula, tutte le rubriche pubblicitarie TV cambieranno d'abito. A rivestirle di nuovi panni sono stati chiamati la Lodolo Film e la Recta per la parte grafica e i maestri Marcello De Martino e Massimo Catalano per la parte sonora. Il nuovo e più sobrio guardaroba della pubblicità televisiva dovrebbe - superato il primo momento di sorpresa - incontrare il gradimento del pubblico della televisione, sottolineando, in qualche modo, l'aspetto di servizio piuttosto che l'aspetto spettacolare del messaggio pubblicitario.
(dal RADIOCORRIERE TV n. 23, 3 - 9 giugno 1973, pag. 27)

Quel triste giorno è arrivato domenica 1° luglio: addio al misirizzi che usciva dalla scatolina e percuoteva il gong (record di permanenza della sigla: ben 14 anni !), rimpiazzato da disegni realizzati con le prime rudimentali tecniche grafiche elettroniche; alla freccia pronta a colpire puntualmente il bersaglio, sostituita dapprima da anonime palline e poi (da ottobre) da una ruota; a successioni geometriche varie, cui subentrano delle circonferenze; al fuoco di fila di parole inglesi, mandate in pensione da un bel sole. In autunno, il globo di carta cederà il posto a delle palline vaganti. Ovunque, non più il titolo glorioso di ogni singolo spazio (che comunque sarà formalmente mantenuto per convenzione e comodità nei palinsesti fino alla fine del 1976), bensì un'anonima P (che sta per Pubblicità, ovviamente). Ecco la nuova sigla di Tic-tac, destinata ad avere vita breve e ad essere sostituita a propria volta nella primavera successiva:



Anche il TG delle 20,30 cambia in quei giorni la propria scenografia: viene inaugurato un nuovo studio frutto di mesi di realizzazione, con un'enorme scrivania a ferro di cavallo che ospita tutti i giornalisti chiamati a commentare i fatti del giorno, mantenendo così quello spirito di coralità che è il distintivo di quella felice stagione telegiornalistica, animata da grandissimi nomi: Mario Pastore, Gianni Pasquarelli, Sergio Telmon, Vittorio Citterich, Lello Bersani, Tito Stagno, Maurizio Barendson... e scusate se è poco ! Nella lunga scrivania sono posizionati dei piccoli monitor di servizio a fianco del classico telefono di comunicazione con la regia, il che rende più moderno l'aspetto formale dell'approccio tra telespettatore e mezzobusto (inoltre, da questo momento il nome di ciascun giornalista è scritto per esteso e non con la sola iniziale puntata del prenome seguita dal cognome: quindi, non più V. Citterich, per esempio, ma Vittorio Citterich).

Carosello, come già accennato da quell'articoletto testè trascritto più sopra, mantiene per il momento le coordinate consuete, sigla compresa (nei DVD curati da Guia Croce, quelli del 2007 pubblicati inizialmente in allegato a La Repubblica e a L'Espresso e poi ripubblicati in cofanetto dalla Cecchi Gori Home Video e quelli usciti lo scorso anno con La Stampa, che presentano le varie réclames debitamente ordinate cronologicamente, l'ultima versione della sigla fa capolino già col 1973, ma in realtà essa esordirà solo coi primi del '74). Tra i cinque comunicati che passano la sera di quel 6 luglio ve ne sono ben tre che vale la pena considerare mitici. Il primo - che qui vi proponiamo in una versione rielaborata: sono altresì disponibili solo filmati precedenti... comunque è un'occasione per ascoltare la calda voce dell'attore torinese Fabrizio Casadio, assieme ad Alfredo Danti e a Carlo Bonomi il più grande e più famoso speaker di annunci pubblicitari TV - è sicuramente il capolavoro della Unionfilm, casa di produzione il cui regista di punta è il toscanissimo Vieri Bigazzi, che sposò ben presto la causa pubblicitaria dopo aver girato (nel 1956, quindi praticamente agli inizi della televisione italiana) alcune riduzioni di atti unici di Eduardo De Filippo per il piccolo schermo, ritrovate nei primi anni Duemila dopo decenni di oblio tra le polveri della teleteca. Basta ricordare un cavallo bianco che galoppa su e giù per l'Italia, tra città, borghi e litorali, una trascinante musica scritta da un misconosciuto compositore inglese, un certo Keith Papworth, un fragrante bagnoschiuma... e la macchina dei ricordi comincia ad essere azionata nella mente di tutti gli over 40 , senza esclusione alcuna:



Ornella Vanoni ha un passato di testimonial, ma, a differenza di Mina, Rita Pavone o Patty Pravo, non si è mai legata direttamente al prodotto reclamizzato. L'occasione di identificarsi in qualche modo con esso le arriva proprio a partire da quella sera, debutto di una serie di canzoni da lei interpretate e offerte dal vermouth finanziato dalla ricca famiglia torinese dei Rossi di Montelera, con tanto di codino finale, ovviamente tutto cantato dalla stessa artista milanese, che riprende a tempo di bossa nova il jingle del Martini, già conosciuto da un paio d'anni e finora eseguito da un anonimo coro femminile. Anche ben oltre la fine di Carosello, Ornella Vanoni e il vermouth rosso, bianco o dry saranno praticamente una cosa sola:



Un grande ritorno, grazie pure alle insistenti richieste del pubblico più giovane (che lo dava per disperso da due anni almeno), è quello dell'avventuriero messicano Miguel, con l'inconfondibile motto Miguel son mi ! . Nato nel 1967 dalla matita di Paul Campani e Max Massimino Garnier e reso riconoscibile dalla celeberrima canzoncina di Romano Bertòla (Mamma, mamma, lo sai chi c'è ? ), eseguita inizialmente dal complesso torinese Los Gildos - subentrato a quello, sicuramente più celebre, dei Marcellos Ferial, ritiratisi all'ultimo momento - e l'intervento dello stesso Bertòla intento a pronunciare la frase di Miguel (una cosa, a detta dell'estroso musicista, paroliere e scrittore piemontese, nata per puro caso: un registratore acceso nel momento in cui il buon Romano spiegava agli amici musicisti alcuni passaggi dell'interpretazione del motivetto che non lo convincevano), il personaggio è soggetto a un certo restyling per la rentrée caroselliana. Di ciò si occupa lo studio torinese di Anacleto Marosi, come Bertòla uscito dalla Armando Testa (Delfa Film) e con Bertòla fondatore della casa di produzione Camera Uno - People. La canzoncina - e non poteva essere altrimenti - rimane praticamente la stessa, solo appena un po' aggiornata nell'arrangiamento (domanda: la voce del dicitore del codino è per caso di Mario Brusa ?). Uscito dalla produzione della Venchi Unica - Talmone il vecchio e glorioso Merendero del '67, rimane il personaggio del Dindondero, ma viene lanciata una nuova linea di biscotti. Miguel otterrà di nuovo il successo degli anni precedenti, ma ciò non servirà a salvare la Talmone dal fallimento aziendale di un paio d'anni dopo. Oggi esiste solo il marchio Venchi, ma si limita a produrre ed esportare in tutto il mondo i Gianduiotti, uno dei tanti vanti della tradizione dolciaria torinese e piemontese, sicuramente la migliore d'Italia:



La serata rispetta un po' i canoni classici del venerdì di quel periodo, con l'immancabile appuntamento con la prosa, da qualche anno dirottato sul Secondo Canale ma ugualmente molto seguito. Ad ogni modo, essendo ormai estate, la RAI ripropone alcune produzioni, realizzate negli anni precedenti, di lavori teatrali più o meno noti, comunque atti a godere di alti indici di gradimento (era la cosa che allora contava di più, non il numero nudo e crudo del pubblico in visione e all'ascolto). Ne è un lodevole esempio l'ottima edizione di Pensaci, Giacomino !, dramma di Luigi Pirandello (una maschera nuda scritta nel 1916 dal grande autore siciliano), registrata nel 1970 presso gli studi napoletani della RAI - TV con un protagonista davvero d'eccezione, Sergio Tòfano (che purtroppo scomparirà alcuni mesi dopo questa replica), nei panni del Professor Agostino Toti, uno dei personaggi preferiti dal grande e poliedrico Sto durante la sua lunga carriera di attore.
Un vecchio insegnante di Ginnasio, stufo di essere sottopagato, prende per moglie una giovane di nome Lillina, anche per garantirle un futuro: tuttavia Lillina aspetta un bimbo, concepito assieme a Giacomino Delisi, già allievo del Professore. Questi, però, non sembra preoccupato, decidendo di gestire economicamente e giuridicamente il nucleo familiare, lasciando che Lillina porti a termine la gravidanza e goda appieno dell'amore di Giacomino: è un menage à trois che, specialmente in una cittaduzza di provincia, è inevitabile oggetto di scandalo.
Nascerà Ninì e il vecchio Toti gli farà praticamente da padre, mentre in paese le dicerie aumenteranno costantemente, anche a seguito di un'inattesa eredità che toccherà direttamente al docente, spingendo di lì a poco Rosaria, sorella del malcapitato Giacomino, a convincere il fratello a rifarsi una vita con un'altra donna. Si arriva così al concitato finale del dramma (che vi diamo da leggere, non disponendo del filmato):



Toti: Ah, povero Ninì mio! povero piccino mio! che sciagura! che rovina!
E che ne sarà della tua mammina ora? che ne sarà di te, Ninì, bello mio, con una mammina come la tua, senza esperienza, senza più chi l'assista e chi la guidi? Che baratro! che baratro!


Sollevando il capo, rivolto a Giacomino: Piango, perché mio è il rimorso; piango, perché io t'ho protetto: io t'ho accolto in casa; io le ho parlato di te in modo da toglierle ogni scrupolo d'amarti!

E ora che t'amava sicura, madre di questo bambino, qua, ora tu...


Balza in piedi d'improvviso, risoluto, convulso: Pensaci, Giacomino!
Io sono buono, ma appunto perché sono così buono, se vedo la rovina d'una povera donna, la rovina tua, la rovina di questa creaturina innocente, io divento capace di tutto!
Pensaci, Giacomino!
Io ti faccio cacciar via dalla Banca!
Ti butto di nuovo in mezzo a una strada!


Giacomino: Ma sì, faccia quello che vuole, professore. Io già me l'aspettavo.

Toti: Ah, te l'aspettavi? Ma son capace di fare anche quello che non t'aspetti, sai?
Vado ora stesso, con questo bambino per mano, a presentarmi alla tua fidanzata.


Giacomino: Ah no, perdio, questo lei non lo farà, professore!

Toti: Non lo farò? E chi potrà impedirmelo?

Giacomino: Gliel'impedirò io! perché lei non ha il diritto d'andare a turbare una povera ragazza!

Toti: Non ho il diritto? E chi t'ha detto che non l'ho?
Io difendo la madre a questa creaturina! difendo questa creaturina! e difendo anche te, ingrato, che non ragioni più!
Andrò a parlarle, a parlare ai parenti, mostrerò questo piccino e domanderò se c'è coscienza a rovinar così una casa, una famiglia, a far morire di crepacuore un povero vecchio, una povera madre, e lasciar senza ajuto e senza guida un povero innocente come questo, Giacomino, come questo...
Ma non lo vedi? non hai più cuore, figliuolo mio? non lo vedi qua il tuo piccino? È tuo! È tuo!


(Lo prende e glielo appende al collo.
Giacomino non resiste più, lo abbraccia, lo bacia sulla testa; e allora il professor Toti, al colmo della commozione, ride, piange, come impazzito, grida):

Toti: Santo figliuolo... santo figliuolo mio... ah che bene mi fai... lo volevo dire... lo volevo dire...
Su su, andiamo, ora! Andiamo via subito! Non perdiamo tempo!
Così come ti trovi! Via, via, tutti e tre!


(A questo punto si spalanca l'uscio laterale a destra e irrompono Rosaria, don Landolina e Filomena, gridando insieme):

Rosaria: No, no, Giacomino, che fai? che fai? Così ti lasci trascinare?

Landolina: Di violenza? È inaudito! Peccato mortale, Giacomino!

Filomena: Misericordia! Misericordia!

Giacomino(a Rosaria): Non posso più sciogliermi, Rosaria! Lasciami andare!

Toti (a Landolina, parandoglisi davanti): Vade retro! vade retro! ‑ Via, via, Giacomino, non ti voltare!

(E mentre Giacomino e Ninì passano la soglia, seguita imperterrito a gridare):

Vade retro! Distruttore delle famiglie! Vade retro!

Landolina (accorrendo, gridando): Giacomino, io credo...

Toti (subito, dandogli sulla voce): Che crede? Lei neanche a Cristo crede!

TELA

Infine, essendo venerdì e nel pieno della calda stagione discografica (che regala agli ascoltatori una collana di preziose perle: Patty Pravo, Mia Martini, Marcella Bella e Gabriella Ferri, quest'ultima reduce dai trionfi televisivi del varietà Dove sta Zazà ? , firmato da Antonello Falqui con Castellacci e Pingitore), spazio ad Adesso musica - classica, leggera, pop, con finestre sul jazz e su qualcosa di elitario. Ospiti in studio, classifiche e filmati (sia, ovviamente, di stars straniere del pop - rock, sia di nostri interpreti impossibilitati a presenziare in via Teulada, ma pubblicitariamente sostenuti dalle loro case discografiche, che hanno scelto come veicolo promozionale pure una breve clip) vengono introdotti da una coppia molto affiatata: da una parte c'è la bellissima Vanna Brosio, una piemontese molto dolce e affezionata sia ai bambini che ai gatti; dall'altra c'è Nino Fuscagni, fratello del giornalista Carlo ma non per questo mediocre conduttore o attore, anzi... . La coppia Brosio - Fuscagni funzionerà ben oltre Adesso musica e per questo amiamo ricordare Bella senz'anima, viaggio domenicale nella canzone italiana soprattutto degli anni '60 andato in onda nell'estate del 1977.
Il 19 giugno del 2010, all'età di 67 anni, Vanna Brosio se n'è andata, lasciando un vuoto soprattutto tra coloro i quali l'amarono e l'apprezzarono, non solo come versatile e raffinata presentatrice radiotelevisiva, ma anche e soprattutto come cantante. A lei spesso toccava interpretare le sigle dei programmi da lei condotti: già nel '72, in occasione della prima serie di Adesso musica, sua fu l'esecuzione della graziosa Oggi, domani, sempre che chiudeva l'appuntamento settimanale con le novità dal mondo delle sette note. Nel 1973 ecco invece una marcetta molto orecchiabile, scritta da Franco Pisano con il testo di Castellano e Pipolo e con la partecipazione del coro I Cantori Moderni di Alessandroni: Viva noi !.



Termina così il nostro excursus televisivo datato 6 luglio 1973: vi informiamo che, a brevissima scadenza, ritroveremo il nostro Gabriele Sbattella e la sua personalissima macchina sportiva del tempo che lo condurrà di nuovo a Monaco di Baviera, per l'atto finale del campionato mondiale di calcio 1974.

A prestissimo, quindi, e grazie sempre per le testimonianze d'affetto, i complimenti e magari le critiche a un blog che, in un anno e mezzo di vita, conquista sempre più i telenostalgici !

Buona serata da
CBNeas ! ! !

sabato 2 luglio 2011

Domenica 2 luglio 1972



NAZIONALE

11,00 Dalla Chiesa di S. Marco in Agro Laurentino (Roma)
SANTA MESSA
Ripresa televisiva di Don Carlo Baima
12,00 DOMENICA ORE 12
a cura di Angelo Gaiotti
Regia di Roberto Capanna
12,30 - 13,30 A - COME AGRICOLTURA
Settimanale a cura di Roberto Bencivenga
Coordinamento di Roberto Sbaffi
Presenta Ornella Caccia
Regia di Giampaolo Taddeini

pomeriggio sportivo

17,15 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
FRANCIA: St Brieuc
CICLISMO: TOUR DE FRANCE
Arrivo della prima tappa: Angers - St. Brieuc
Telecronista Adriano De Zan

la TV dei ragazzi

18,15 IL TESORO DEL CASTELLO SENZA NOME
La grande paura
Con Beatrice Marsillac, Philippe Normand, Marc Di Napoli, Jean- Louis Blum, François Mel
Regia di Pierre Gaspard-Huit
Prod.: Art et Cinéma
18,40 LUPO DE' LUPIS
in
- Le buone intenzioni
- Il famoso benefattore
- Il burrone degli innamorati

Cartoni animati di William Hanna e Joseph Barbera

pomeriggio alla TV

GONG (Safeguard - Succhi di frutta Go')
19,00 LA PARTITA
Conversazione gioco
a cura di Luciano Rispoli
e di Paolini e Silvestri
Scenografia di Laura Quadrelli
Regia di Piero Panza

ribalta accesa

19,50 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Venus Cosmetici - Birra Splugen - Aceto Cirio - I Dixan)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE DEI PARTITI
ARCOBALENO 1 (Olio Sasso - Pepsodent - Amaro Ramazzotti)
CHE TEMPO FA
ARCOBALENO 2 (Nutella Ferrero - Gruppo Industriale Ignis)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Willy De Luca
CAROSELLO
(1) San Pellegrino - (2) Chicco Artsana - (3) Gran Pavesi - (4) Aperitivo Cynar - (5) Neocid Florale
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) CEP - 2) O.C.P. - 3) Studio Marco Biassoni - 4) Cinetelevisione - 5) Jet Film

21,00 IL MARCHESE DI ROCCAVERDINA
di Luigi Capuana
Sceneggiatura di Tullio Pinelli
Con Domenico Modugno, Marisa Belli, Goodwin Bucci, Carlo Sposito, Tuccio Musumeci, Achille Millo, Regina Bianchi, Lina Polito
Scene di Nicola Rubertelli
Costumi di Guido Cozzolino
Regia di Edmo Fenoglio
(Il Marchese di Roccaverdina è pubblicato da Garzanti Editore)
DOREMI' (Gerber Baby Foods - Carne Montana - Birra Peroni - BP Italiana)
22,05 PROSSIMAMENTE
Programmi per sette sere
22,15 LA DOMENICA SPORTIVA
Cronache filmate e commenti sui principali avvenimenti della giornata.
Edizione estiva
condotta da Guido Oddo
BREAK 2 (Kambusa Bonomelli - Lama Gillette Platinum Plus)
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
CHE TEMPO FA

SECONDO

pomeriggio sportivo

18,00 SERVIZIO SPECIALE SULLA GARA AUTOMOBILISTICA TRENTO - BONDONE
18,15 Firenze: ATLETICA LEGGERA
ITALIA - CUBA
Telecronisti Giorgio Bonacina e Paolo Rosi

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 COLOMBA
Fernsehfilm nach einer Novelle von Prosper Merimée
Das Geschenk
Regie: Nathan Jariv
Verleih: Bavaria
19,55 G'SCHICHTEN AUS DEM THEATER AN DER WIEN
Operette in Gold
Mit Karl Paryla, Walter Jansen, Margit Schramm, Ferry Gruber, Peter Vogel und Peter Wehle
Regie: Fred Kraus
Verleih: Hillgruber
20,40 - 21,00 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Campari Soda - Atkinson - Cineprese Kodak XL - Tonno Nostromo - Pappa Diet-Erba - Shampoo Mira)
21,15 FINALMENTE DOMENICA
Spettacolo settimanale
coordinato da Maurizio Costanzo
condotto da Pino Caruso
Scene di Duccio Paganini
Regia di Carla Ragionieri
DOREMI' (Insetticida Getto - Texaco)
22,15 BOOMERANG
Ricerca in due sere
condotta da Geno Pampaloni e Luigi Pedrazzi
a cura di Alberto Luna
Regia di Luciano Pinelli
Seconda serata
23,15 PROSSIMAMENTE
Programmi per sette sere

TSI - SVIZZERA

18,30 TELEGIORNALE 1a edizione
18,35 TELERAMA
Settimanale del Telegiornale
19,00 LA LOTTA DELL'UOMO PER LA SUA SOPRAVVIVENZA
Documentario di Roberto e Renzo Rossellini junior
(A COLORI)
20,00 DOMENICA SPORT
Primi risultati
20,05 TELEGIORNALE 2a edizione
20,10 PIACERI DELLA MUSICA
Un Trio di Ludwig Van Beethoven
(A COLORI)
20,40 LA PAROLA DEL SIGNORE
20,50 SETTE GIORNI
21,20 TELEGIORNALE Edizione principale
21,35 LA SAGA DEI FORSYTE
dal romanzo di J. Galsworthy
Regia di David Giles
22,45 HURRAH
Varietà della TV norvegese presentato al Concorso Rose d'Or di Montreux 1971
(A COLORI)
23,25 LA DOMENICA SPORTIVA
23,55 TELEGIORNALE 4a edizione

KOPER - CAPODISTRIA

20,45 L'ANGOLINO DEI RAGAZZI
GLI ANTENATI
Cartoni animati di William Hanna e Joseph Barbera
Il secondo viaggio
(A COLORI)
21,10 ZIG - ZAG
(A COLORI)
21,15 INCONTRO ALLE STELLE
Il meglio del Circo Internazionale
(A COLORI)
21,35 HIGH CHAPARRAL (Ai confini dell'Arizona)
Telefilm con Leif Erickson, Cameron Mitchell, Mark Slade e Linda Cristal
Destinazione Tucson
(A COLORI)
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Ricominciamo a respirare il sapore di lontane estati televisive, quando veniva dato spazio alle esigenze della gente (sia di lavoro che di divertimento) e l'apparecchio veniva acceso con discrezione, complice anche una programmazione giornaliera che in genere non superava le 6 ore (come dimenticare le annunciatrici che invitavano ad abbassare il volume per non disturbare la quiete delle strade, dovendo tenere giocoforza le finestre aperte ? Davvero altri tempi che agli under 35 non diranno certo alcunchè...).

Il teleutente capiva che era arrivata l'estate quando, l'ultima domenica di giugno o al massimo la prima di luglio, lo schema del palinsesto RAI cambiava faccia. In vacanza la fascia meridiana, il TG delle 13,30 e quello del pomeriggio, così come le rubriche della fascia denominata - almeno fino al 1° dicembre del '73 - Ritorno a casa: arrivederci a fine settembre - inizio ottobre (solo nel '70 si tentò di far riprendere la fascia meridiana, seppur ridotta, la prima domenica di settembre, ma fu un esperimento fallimentare) ! Inoltre, spostamento dei programmi per i ragazzi alle 18,15, cioè quando i più giovani, dopo ore e ore di mare e/o di giochi, sicuramente erano meglio disposti a godere dei programmi pensati per loro (molte repliche, certo, ma non solo quelle, anche grazie all'inserimento di trasmissioni dal sapore estivo), anche per un'ora e mezza.
Il nostro viaggio nei programmi TV della prima domenica del luglio 1972 (prima giornata di palinsesto vacanziero, appunto) prende le mosse proprio dall'appuntamento per i ragazzi, certamente molto più breve che nel resto della settimana, ma c'è un motivo che vi spiegheremo fra poco.
Per intanto volge al termine una serie di telefilm incominciata nel mese di maggio, all'insegna della grande avventura: Il tesoro del castello senza nome , di produzione francofona (Belgio, Francia e Canada - Québec). Il titolo evoca la misteriosa location dell'azione, un vecchio e sperduto maniero sito nel versante belga delle Ardenne. Il titolo originale è Les Galapiats, mentre tutti ricordano il trascinante e orecchiabile tema musicale della sigla (cantato alla fine da un coro di voci bianche), scritto - come apprendiamo da Wikipedia - da Roger Mores. Rivediamo i titoli di testa, attraverso i quali possiamo scorgere i volti dei sette ragazzi impegnati, con la scusa di una banale caccia al tesoro, a scoprire quanto di più importante e inquietante è custodito nel succitato maniero:



Da alcuni mesi (e comunque con una dozzina d'anni di ritardo rispetto al suo esordio ufficiale negli States) è ospite dei teleschermi italiani l'ennesimo personaggio creato dallo studio di William Hanna e Joseph Barbera, i primi cartoonist ad aver intuito sin dall'inizio la potenza della televisione nel loro mondo, quello dei disegni animati, producendone parecchi in esclusiva per il piccolo schermo: Lupo de' Lupis (in inglese Loopy de Loop), un personaggio che ha sulla carta la prerogativa di essere buono e disponibile, ma che purtroppo soccombe continuamente in quanto, essendo un lupo, è vittima del pregiudizio generale che non esita a definirlo alla stregua di bestia feroce e cattiva. Abbiamo trovato due dei tre episodi che andarono in onda quella lontana domenica di 39 anni fa: il primo, Il famoso benefattore, è disponibile in rete in lingua originale e ciò ci permette di ascoltare l'attore Daws Butler (il preferito degli Hanna & Barbera Studios, tra l'altro un cattolico fervente), il quale modella un accento tipico dei canadesi francofoni quando vogliono parlare inglese:



Per Il burrone degli innamorati, invece, ci affidiamo al doppiaggio italiano, maledicendo la brutta abitudine di modernizzare le colonne (soprattutto dei cartoni animati, appunto) e quindi di cancellare (o almeno non rendere più facilmente disponibili) le voci storiche, care a noi ex - bambini del tempo. Pertanto, non siamo in grado di ascoltare l'indimenticabile Oreste Lionello (che aveva dato a Lupo de' Lupis un'inflessione anglo-francese volutamente confusa nell'espressione italiana), bensì il pur bravo (e purtroppo anch'egli scomparso) Roberto Del Giudice:



Alle 19 in punto, anche se il campionato di calcio è in vacanza (e le amichevoli che ci saranno in agosto saranno, secondo costume del periodo, per lo più contro squadrette di serie D o Promozione), c'è comunque La partita, una partita particolare in cui, anzichè tirare calci a un pallone, si discute e si risponde a domande sulla scienza e sulla tecnica, con un arbitro molto garbato, il signor Luciano Rispoli di Cosenza, alcuni filmati esplicativi (anche piccole inchieste svolte tra gli uomini della strada sul tema della settimana) e anche una serie di ospiti, siano essi addetti ai lavori o appassionati. Per esempio, quel 2 luglio 1972, come dice il Radiocorriere TV (le immagini sono disperse: almeno fino a qualche anno fa era disponibile in Mediateca solo il vidigrafo della puntata de La partita del 17 settembre. Non sappiamo se oggi si possa trovare qualcosa in più), l'argomento è il mare, visto comunque in chiave scientifico - medico - tecnologica. In studio sono presenti, oltre ai due concorrenti, Mario Valli, comandante che assieme a due compagni fece la traversata dell'Oceano Pacifico a bordo di un gommone in soli 70 giorni, la Dottoressa Businco, pediatra, il Prof. D'Ambrosio, istruttore del CONI, il quale spiega i vari metodi di salvataggio, il docente universitario Giorgio Fini, esperto di idrobiologia, e due illustri personaggi che da sempre coltivano l'hobby della pesca subacquea: il commediografo Ghigo De Chiara e il grandissimo cantautore Sergio Endrigo (da recuperare, senza dubbio).

Anche la giovanissima TV Capodistria regala quel giorno al proprio pubblico più giovane un capolavoro di Hanna e Barbera: le simpaticissime, esilaranti avventure de Gli antenati, ossia The Flintstones, lanciati da noi nel 1963, quattro anni dopo il loro esordio americano, e ancor oggi molto amati e apprezzati proprio per la vivacità delle storie che, come tutti sanno, presentano un'Età della Pietra con le comodità e i problemi del Novecento. Chi non conosce la canzoncina della sigla ?



Torniamo alla RAI per registrare una singolare novità: anche la pubblicità, in luglio e agosto, diventa più discreta proprio a partire dal 1972. Di conseguenza i comunicati si riducono di molto (specialmente Gong, Tic-Tac e Arcobaleno), mantenendo solo Carosello e Intermezzo la durata consueta, per un totale di 26 minuti e 20 secondi complessivi al giorno (anche qui diciamo, non senza troppa retorica: "Bei tempi !").



Dopo Carosello, essendo domenica, l'appuntamento di prima serata del Nazionale è riservato, come quasi sempre avviene, al romanzo sceneggiato. Un classico della letteratura italiana verista, l'opera della maturità del siciliano Luigi Capuana, Il Marchese di Roccaverdina, viene ridotto e adattato dalla TV da Tullio Pinelli ed Edmo Fenoglio, con un protagonista d'eccezione, un Domenico Modugno che non dimentica che il suo sogno di gioventù, più che cantare, era recitare (e tutte le volte che lo ha fatto si è sempre comportato egregiamente... altro che le generose quanto scadenti improvvisazioni dei tanti non attori di oggi). Non abbiamo le immagini di quella puntata, ma le sostituiamo con la lettura di un intero capitolo, atto a riguardare la parte più importante dell'episodio in onda, ossia l'incontro tra il marchese, che è in grossa crisi con Agrippina, e Zòsima:



Quella domenica andando, cosa insolita, dalla zia baronessa senza che fosse mandato a chiamare, il marchese ebbe la sorpresa di trovarvi la signorina Mugnos accompagnata dalla sorella minore e dalla serva.
Riconosciuta costei nell'anticamera, dove don Carmelo le dava spiegazioni, a modo suo, intorno a certi ritratti di antichi personaggi dei Lagomorto, appesi ai due lati della stanza sopra le cassapanche strette e lunghe con spalliere ornate dello stemma gentilizio rozzamente dipinto, il marchese aveva subito indovinato chi si trovava dalla zia. E suo primo movimento era stato quello di tornare addietro; per timidezza, come ai tempi ormai lontani in cui non aveva osato di fare alla giovinetta un'aperta dichiarazione; e anche per vergogna di trovarsi ora faccia a faccia con lei che già sapeva le intenzioni della zia baronessa e, forse, pure le riluttanze di lui, non essendo la prudenza una delle principali virtù della vecchia signora.
Ma don Carmelo era corso ad annunciare alla padrona:
"C'è il marchese!".
E per alcuni istanti anche la baronessa si era trovata in imbarazzo.
"Si parlava della mal'annata", ella riprese. "Si può parlar d'altro? La povera gente muore di fame. È uno strazio!"
"Dicono che il governo manderà dei soccorsi", fece il marchese.
"E queste cucine... come le chiamano?"
"Economiche. Distribuiranno, per pochi soldi o gratis, minestre di riso e pane. Al Municipio sono in faccende per metterle su."
Tacquero.
La signorina Zòsima, la maggiore delle Mugnos, non aveva detto una parola e non aveva alzato gli occhi.
La minore avea continuato ad andare attorno pel camerone, osservando minutamente i vecchi mobili e i quadri, dopo aver risposto con un inchino al saluto del marchese quando era entrato.
Così egli, trovandosi ora a lato della baronessa e di faccia a colei che era stata la sua breve passione giovanile, si sentiva su le spine; e non sapendo come riattaccare la conversazione, si arrabbiava internamente contro la zia che non gli veniva in aiuto e che pareva lo facesse a posta, per costringerlo a parlare.
Ah! Era molto cangiata la Mugnos.
E il viso pallido, con quei capelli castagni pettinati all'antica, semplicemente, con quel fazzoletto di seta scuro che glielo contornava, e col vestito quasi nero, semplicissimo anch'esso, mostrava più anni che ella non avesse in realtà.
Qualche cosa però della primitiva grazia sussisteva tuttavia nei lineamenti, nell'espressione; qualche cosa di soave, di gentile, di signorile, quantunque la modesta decenza dell'abito lasciasse scorgere la triste condizione in cui la famiglia era caduta per colpa del padre.
Costui aveva voluto vivere sempre da signore, senza far niente, indebitandosi, vendendo a uno a uno i fondi, le case, i canoni, tutto, pei vizii della gola e del giuoco. Era morto all'improvviso, a tavola; e, dalla mattina alla sera, la sua famiglia s'era vista sprofondare in un abisso.
Metà della scarsa dote della vedova, strappata a stento alle rapaci mani dei creditori accorsi subito, come corvi, faceva vivere miseramente lei e le figlie. Tutte e tre lavoravano, nascondendosi per pudore, di cucito, di ricamo o filando lino (così correva voce) fino a tarda notte, chiuse in casa come monache, uscendo soltanto le domeniche per la messa cantata o per qualche rarissima visita. E si intristivano in quelle stanze quasi nude, dormendo su pagliaricci perché avevano dovuto vendere fin la lana delle materassa, orgogliose però di non chiedere niente a nessuno; la mamma, invocando silenziosamente la morte che si era dimenticata di venire a prendersela, e paventando nello stesso tempo, ma soltanto per quelle due angeliche creature, che essa venisse; le figlie, rassegnate a tutto e non lamentandosi mai.
Queste cose, parte egli le aveva sapute dalla baronessa; parte, da don Aquilante che, come avvocato, aveva dovuto rimediare per loro parecchi brutti affari, servendole con premura di amico, disinteressatamente. E la baronessa, dicendogli, l'altra volta: "Faresti la tua felicità e anche un'opera buona", accennava appunto a tali circostanze, che ella, evitando di offendere la dignitosa verecondia delle tre donne e con diversi delicati pretesti, si era sempre ingegnata di raddolcire.
Il marchese intanto, durante quei momenti di silenzio, si sentiva invadere da un impeto improvviso. La voce della coscienza gli suggeriva:
"Se tu lasci passare quest'occasione, se tu non parli ora, non si darà più il caso, mai più! E non potrai rimediare!".
Questa voce era la conseguenza di quel che aveva pensato e fantasticato nei giorni avanti, quando avea fin temuto di vedersi di nuovo in balìa dei rinascenti stimoli che gli facevano rimpiangere il passato, quasi la creduta fattura di Agrippina Solmo tornasse a oprargli addosso.
Era anche la conseguenza della decisione da lui presa di far vita nuova, con intendimenti nuovi; di mescolarsi con gli altri, di agire insieme con gli altri, di non rimanere più oltre un'ombra, un nome, come aveva fatto fin allora.
Il cugino diceva benissimo:
"Il paradiso è quaggiù, se sappiamo godercelo!".
E, ora, il marchese voleva goderselo, largamente; convinto ormai che appena morti si è morti per sempre. Non se ne sa niente di certo, per lo meno; e poteva darsi, in ogni caso, che nel mondo di là fossero più di manica larga dei confessori di quaggiù.
In quanto a Neli Casaccio... Soccorrendone sotto mano, per mezzo di mamma Grazia, la famiglia, il marchese si era già messo l'animo in pace.
E poiché si trovava là, di faccia alla signorina Mugnos che non osava di guardarlo; e poiché sentiva l'impulso di non lasciarsi sfuggire l'occasione, e il cuore gli predicava: "O ora, o il caso non si darà più, mai più!", egli cercava una parola, una frase con cui riprendere il discorso, quando la baronessa ruppe il silenzio:
"Ebbene? Non vi dite niente? Come se non vi foste mai conosciuti!".
"Zòsima!", esclamò il marchese. "Permettetemi di chiamarvi così, come anni fa... Ricordate?"
La signorina Mugnos alzò gli occhi, e un dolente sorriso le fiorì su le labbra; ma si spense subito.
La baronessa allora si rizzò da sedere con la scusa di mostrare all'altra sorella certi oggetti curiosi, conservati in una cassetta del cantonale davanti a cui quella si era fermata.
Rimasti soli, Zòsima e lui, il marchese esitò un istante. L'atto della zia baronessa gli aveva fatto smarrire il filo delle idee, ed egli cercava di rintracciarlo.
"Ricordate?", poi replicò.
"Non ho mai dimenticato!"
"E nel cuore non avete niente, proprio niente, contro di me?"
"Che mi avete fatto di male?"
"Ho fatto molto male a voi e me; ora lo comprendo. E... se fosse possibile..."
"Ormai!", ella rispose con una leggera mossa delle spalle.
"La mia vita, finora, è stata un grande sbaglio, da cima a fondo", continuò il marchese. "Peggio che uno sbaglio, forse!... Ma non sono così vecchio da non poter rimediare."
"Tante cose sono cangiate; io, soprattutto. Mi avreste riconosciuta incontrandomi altrove? Sono parecchi, parecchi anni che non ci troviamo faccia a faccia. Siamo due fantasmi venuti fuori chi sa come!... Non vi pare?"
"Voglio rinunciare al mio isolamento; voglio vivere come gli altri, in mezzo agli altri."
"Fate bene."
"La zia baronessa vi ha parlato qualche volta..."
"La baronessa è buona, e s'illude riguardo a me!"
"In che modo? Perché s'illude?"
"Non so che dire. In questo momento mi par di sognare di star qui, a discorrere insieme."
"E non vi dispiacerebbe di svegliarvi e di accorgervi che avete sognato?"
"Da anni, non mi dispiace più nulla. Voi sapete quel che è avvenuto in casa nostra. Mi sembra ovvio, naturale che le disgrazie si seguano e si somiglino, anzi, che non si somiglino!"
"Bel tempo e cattivo tempo non durano gran tempo! dice il proverbio."
"I proverbi dicono tante cose!"
"Riflettete. Se noi ci fossimo incontrati di nuovo un anno fa, io non vi avrei parlato così; forse avrei evitato di rivolgervi la parola. Ero altro uomo un anno fa!... Ero un bruto! Lasciatemelo dire; lasciatemi arrossire davanti a voi! Oggi, tutto mi sembra congiurare perché ogni cosa si muti per voi e per me. Non sapevo di trovarvi qui. Non credevo che avrei avuto il coraggio di dirvi, e con l'animo con cui ve l'ho detto: ricordate?"
"Mia sorella si volta spesso a guardarmi, meravigliata di vederci discorrere insieme. Quando mi domanderà: "Che cosa ti ha detto?" io non saprò..."
"Rispondetele: "Mi ha detto se voglio fargli l'onore di essere la marchesa di Roccaverdina!"."
"No, marchese! Ormai!... E per tante ragioni. L'onore sarebbe mio; ma, ripensateci!... Ormai!"
"E se insistessi? E se vi dicessi che voi commettereste una cattiva azione, rifiutando di cooperare alla rinnovazione della mia vita? Non chiedo una pronta risposta... Se poi il cuore vi consigliasse di no; se il mio passato v'ispirasse repugnanza - può darsi - non sarebbe giusto che vi sacrificaste. Consultate vostra madre. Darete la risposta alla zia."
Egli si era chinato verso di lei per dirle sommessamente e rapidamente queste ultime parole, tanto era grande il suo stupore di aver potuto parlare a quella maniera, con delicatezza di voce e di forma che ignorava di possedere, e non meno grande il timore che non potesse andar oltre senza riprendere la sua abituale rozzezza.
La baronessa veniva a rioccupare il suo posto.
"Vi siete riconosciuti, finalmente!"
"Un poco", rispose il marchese ridendo.
La signorina Mugnos lo supplicò, con gli occhi, di non tornare sul soggetto della loro conversazione. E, rassicurandola allo stesso modo, egli fu lieto di scorgere una notevole trasformazione in lei, quasi un'istantanea rifioritura di grazia e di giovinezza che le coloriva leggermente la bianca pelle della faccia, le ravvivava le labbra, le accendeva le pupille, e le metteva un dolce tremito nella voce, allorché domandò alla sorella Cristina se non le paresse che la mamma poteva stare in pensiero, vedendole ritardare.
La giovane, accostatasi timidamente, rispose:
"La mamma sa che dopo la messa dovevamo venire qui".
"Tu non conosci mio nipote", le disse la baronessa.
"Era bambina allora", soggiunse il marchese.
"Di vista, sì", fece Cristina. "Me lo ha indicato Zòsima, dalla finestra che dà su lo stradone. Passa spesso, in carrozza."
"Com'è il mondo!", esclamò la baronessa. "Nello stesso paese, nello stesso quartiere - no, veramente voi siete del quartiere di San Paolo; non è in capo al mondo, infine! - e persone amiche non s'incontrano da anni, quasi vivessero separate da grandi distanze!"
"Per noi", disse Cristina, "il mondo è racchiuso tutto nelle quattro mura di casa nostra."
"Anche per me, figlia mia! Ma io sono vecchia e non me n'importa niente."
"Non ce n'importa niente neppure a noi, baronessa", rispose Zòsima. "Siamo abituate... Ormai!"
"Ah, tu con questo "ormai!""
"La zia mi ha tolto di bocca quel che stavo per dire. Perché: "Ormai! Ormai!". Perché?"
"Perché è così!", disse Zòsima tristamente.
Dai seggioloni dov'erano accovacciati, due canini ricominciarono a tossire con rauchi scoppi.
"Senti?", disse la baronessa al marchese. "Tossono da quattro giorni, poveretti! Non si muovono più dalla cuccia."
"Sono vecchi, zia."
"Gli altri due li tengo in camera mia; ho paura che si contagino. Questi bevono appena un po' di latte caldo. Se morissero, nepote mio, sarebbe malaugurio per me!"
"Dicevate la stessa cosa anni fa, quando morirono prima Bella e poi Fifì."
"Senti? Senti? Mi strappano l'anima."
Zòsima lo guardò sorridendo benignamente del gesto della baronessa che aveva portato le mani alle orecchie per non sentire i rauchi scoppi di tosse.
Ed egli andò via con la soave impressione di quel sorriso che gli illuminò il cuore parecchi giorni.


Sul Secondo, invece, spazio all'intrattenimento con una sorta di rotocalco - varietà ideato da Maurizio Costanzo, un magazine in cui grandi umoristi e scrittori brillanti si danno convegno per elaborare alcuni testi semiseri che vengono letti da attori celebri, giornalisti intervistano cantanti famosi, Lino Banfi e Anna Mazzamauro interpretano una breve situation - comedy, lo stesso Costanzo, fuori campo, sperimenta la formula che applicherà appieno molti anni dopo nel programma Stasera amore, intervistando coppie prese dalla vita di tutti i giorni senza cadere troppo nell'indiscreto (la RAI di allora non glielo consente). Cuce il tutto (e cura anche una rubrica di moviola sui tic degli italiani) Pino Caruso. Una curiosità: il programma doveva debuttare nel mese di marzo, in collocazione pomeridiana, ma il diretto sostegno dello stesso Caruso alla campagna del PSI in vista delle elezioni politiche anticipate (le prime della storia repubblicana) ne ha imposto il rinvio a fine maggio. Dalla puntata di quel 2 luglio vi mostriamo Orietta Berti che esegue Stasera ti dico di no, non ammessa per un soffio a Sanremo (e fonte di non poche polemiche) ma ben piazzatasi al Disco per l'Estate:



La Tv di Capodistria, dal proprio canto, manda in onda un telefilm che abbiamo già analizzato in precedenza nel nostro blog, ma che fa sempre piacere rivedere: Ai confini dell'Arizona, alias The High Chaparral, trasmesso negli USA nel 1967 e in Italia due anni dopo. Anzi, quella sera prende il via l'intera serie con il famosissimo episodio - pilota dal titolo Destinazione Tucson, che qui vi offriamo in visione (in lingua originale):








Concludiamo con lo sport: vi saranno stati problemi con l'Eurovisione, o contrasti per la pubblicità alle sigarette (rigorosamente proibita in RAI) presente nelle vetture, o anche pressioni politiche da parte di Flaminio Piccoli, esponente molto in vista della DC del tempo, per mandare in onda (come effettivamente avviene) almeno una sintesi della gara automobilistica Trento - Bondone, non certo d'importanza internazionale, ma è chiaro che il collegamento con Clermont - Ferrand (località che evoca lontane pagine di storia medievale) per la trasmissione del Gran Premio di Francia di Formula Uno (vinto per la cronaca da Jackie Stewart, in barba ad un'ulcera che lo aveva afflitto nell'immediata vigilia, davanti a Emerson Fittipaldi, quest'ultimo comunque saldamente in testa al Mondiale conduttori), annunciato dal Radiocorriere TV nella locandina delle Riprese dirette di avvenimenti agonistici, non viene stabilito. Non rimane che un servizio da trasmettere nel corso de La domenica sportiva, utilizzando la preziosa Evelina (ossia il filmato che TF 1 ha inviato agli altri organismi televisivi europei e che ora vi mostriamo per intero, preceduto da un commento introduttivo in lingua inglese):



Qui finisce il nostro viaggio nella TV del 2 luglio 1972. Prima di salutarci, però, vogliamo salutare e ringraziare l'amico Davide Camera, che ha scritto in rete parole davvero incoraggianti e confortanti a proposito del nostro blog, blog che proseguirà puntualmente nei prossimi giorni, sempre con altre interessanti (ri)scoperte.

A prestissimo ! ! !
CBNeas