giovedì 7 ottobre 2010

Mercoledì 7 ottobre 1970 (Radio)



PROGRAMMA NAZIONALE

6,00 SEGNALE ORARIO
- MATTUTINO MUSICALE
6,54 ALMANACCO
7,00 GIORNALE RADIO
7,10 TACCUINO MUSICALE

Per il Friuli - Venezia Giulia
7,15 - 7,30 GAZZETTINO FRIULI - VENEZIA GIULIA

7,30 MUSICA ESPRESSO

Per la Sicilia
7,30 - 7,45 IL GAZZETTINO DI SICILIA
Prima edizione

7,45 IERI AL PARLAMENTO
8,00 GIORNALE RADIO
- SUI GIORNALI DI STAMANE
Rassegna della stampa italiana
8,30 LE CANZONI DEL MATTINO
- Star Prodotti Alimentari
9,00 VOI ED IO
Un programma musicale in compagnia di Aldo Giuffrè
- Nell'intervallo (ore 10,00)
SPECIALE GR
Fatti e uomini di cui si parla
Edizione del mattino
12,00 GIORNALE RADIO
12,10 CONTRAPPUNTO
12,43 QUADRIFOGLIO
13,00 GIORNALE RADIO
13,15 LA RADIO IN CASA VOSTRA
Gioco a premi di Sergio D'ottavi e Oreste Lionello abbinato ai quotidiani italiani
Presenta Oreste Lionello con Enzo Guarini
Regia di Silvio Gigli
- Monda Knorr
14,00 GIORNALE RADIO
14,07 Dina Luce e Maurizio Costanzo presentano
BUON POMERIGGIO
- Nell'intervallo (ore 15,00):
GIORNALE RADIO - CICALINO
16,00 Programma per i piccoli
16,20 PER VOI GIOVANI
Presentano Paolo Giaccio e Mario Luzzatto Fegiz
- Procter & Gamble
- Nell'intervallo (ore 17,00):
GIORNALE RADIO

Per il Friuli - Venezia Giulia
15,10 - 17,00 TRASMISSIONI REGIONALI

18,15 CARNET MUSICALE
- Decca Dischi Italia
18,30 PARATA DI SUCCESSI
- CBS Sugar
18,45 CRONACHE DEL MEZZOGIORNO
19,00 MUSICA 7
Notizie dal mondo della musica

Per il Trentino - Alto Adige
19,15 TRENTO SERA - BOLZANO SERA
19,30 - 19,45 MICROFONO SUL TRENTINO
Inchiesta a cura del Giornale Radio
Per il Friuli - Venezia Giulia
19,30 - 20,00 TRASMISSIONI GIORNALISTICHE REGIONALI
Cronache del lavoro e dell'economia nel Friuli - Venezia Giulia - Gazzettino
Per la Sardegna
19,30 IL SETACCIO
19,45 - 20,00 GAZZETTINO SARDO, edizione serale
Per la Sicilia
19,30 IL GAZZETTINO DI SICILIA, quarta edizione
19,45 IL GONFALONE, cronache dei Comuni dell'Isola
19,50 - 20,00 CANZONI E MUSICA LEGGERA

19,30 LUNA - PARK
20,00 GIORNALE RADIO
20,15 ASCOLTA, SI FA SERA
20,20 L'UOMO ALLA MODA
di George Etherege
21,50 CONCERTO DEL TRIO CESARE FERRARESI (violino) - ROCCO FILIPPINI (violoncello) - BRUNO CANINO (pianoforte)
22,20 PARLIAMO DI SPETTACOLO
22,40 PARATA D'ORCHESTRE
23,00 OGGI AL PARLAMENTO - GIORNALE RADIO - I PROGRAMMI DI DOMANI - BUONANOTTE

SECONDO PROGRAMMA

6,00 IL MATTINIERE
Musiche e canzoni presentate da Adriano Mazzoletti
- Nell'intervallo (ore 6,25):
BOLLETTINO PER I NAVIGANTI - GIORNALE RADIO
7,14 BUON VIAGGIO
7,30 GIORNALE RADIO
7,35 BILIARDINO A TEMPO DI MUSICA
7,59 CANTANO THE RENEGADES
8,14 MUSICA ESPRESSO
8,30 GIORNALE RADIO
8,40 I PROTAGONISTI
Pianista VLADIMIR HOROWITZ
9,00 ROMANTICA
- Nell'intervallo (ore 9,30):
GIORNALE RADIO
9,45 GEA DELLA GARISENDA
(LA CANZONETTISTA DEL TRICOLORE)
- Invernizzi
10,00 POKER D'ASSI
10,30 GIORNALE RADIO
10,35 CHIAMATE ROMA 3131
Conversazioni telefoniche del mattino condotte da Franco Moccagatta
- Milkana Blu
- Nell'intervallo (ore 11,30):
GIORNALE RADIO
12,10 TRASMISSIONI REGIONALI
12,30 GIORNALE RADIO
12,35 Falqui e Sacerdote presentano
FORMULA UNO
Spettacolo condotto da Paolo Villaggio
Regia di Antonello Falqui
- Star Prodotti Alimentari
13,30 GIORNALE RADIO - MEDIA DELLE VALUTE
13,45 QUADRANTE
14,00 COME E PERCHE'
Corrispondenza su problemi scientifici
- Società del Plasmon
14,05 JUKE - BOX
14,30 TRASMISSIONI REGIONALI
15,00 NON TUTTO MA DI TUTTO
Piccola enciclopedia popolare
15,15 MOTIVI SCELTI PER VOI
- Dischi Carosello

Per Trentino Alto Adige e Sicilia
15,00 - 15,30 TRASMISSIONI REGIONALI

15,30 GIORNALE RADIO - BOLLETTINO PER I NAVIGANTI
15,40 LOUIS E LARA
Un programma con Louis Armstrong e Lara Saint Paul

Per la Sardegna
15,00 - 16,00 TRASMISSIONI REGIONALI

16,08 CICALINO
16,10 POMERIDIANA
Michelle (Maurice Larcange) - Se mi vuoi sempre bene (Nino Ferrer) - Georgy girl (Peter Thomas) - Wave (Elis Regina) - Corcovado (Les Brug) - A summer place (The Nicky Welsh Chorus) - Lay down (Melanie) - Harry Lime theme (Johnny Melbourne) et al.
- Negli intervalli:
(ore 16,30)GIORNALE RADIO
(ore 16,50) COME E PERCHE'
Corrispondenza su problemi scientifici
17,30 GIORNALE RADIO
17,35 CLASSE UNICA
17,55 APERITIVO IN MUSICA
18,30 SPECIALE GR
Fatti e uomini di cui si parla
Edizione della sera
18,45 STASERA SIAMO OSPITI DI...
19,00 PIACEVOLE ASCOLTO
Presenta Lilian Terry
19,30 RADIOSERA
19,55 QUADRIFOGLIO
20,10 IL MONDO DELL'OPERA
Rassegna settimanale di spettacoli lirici in Italia e all'estero
a cura di Franco Soprano
21,00 IL NERVOFRENO
Varietà distensivo della sera
21,55 APPUNTAMENTO A PORDENONE
22,00 Dal Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro
VOCI NUOVE PER LA CANZONE
XIV Concorso Nazionale
Presenta Daniele Piombi
Complesso musicale Righi - Saitto
23,00 GIORNALE RADIO - BOLLETTINO PER I NAVIGANTI
23,15 SCENE DELLA VITA DI BOHEME
di Henry Murger
23,30 LE NUOVE CANZONI ITALIANE
Concorso UNCLA 1970
24,00 GIORNALE RADIO
0,06 - 5,59 NOTTURNO ITALIANO
Programmi musicali e notiziari in italiano, inglese, francese e tedesco

TERZO PROGRAMMA

TRASMISSIONI SPECIALI
(dalle 9,25 alle 10,00)
9,25 CONVERSAZIONE
9,30 MUSICHE DI WILLIAMS E KODALY
10,00 CONCERTO DI APERTURA
10,45 LE SINFONIE DI FELIX MENDELSSOHN - BARTHOLDY
Sinfonia n.5 in re op. 107 Riforma
11,15 CONCERTO DEL CORO DA CAMERA DELLA RAI
Direttore NINO ANTONELLINI
11,40 MUSICHE ITALIANE D'OGGI
12,00 L'INFORMATORE ETNOMUSICOLOGICO
a cura di Giorgio Nataletti
12,20 IL NOVECENTO STORICO
13,00 INTERMEZZO
14,00 PICCOLO MONDO MUSICALE
14,20 LISTINO BORSA DI MILANO
14,30 Melodramma in sintesi
ISABEAU
Musica di Pietro Mascagni
15,30 RITRATTO D'AUTORE
JIRI ANTONIN BENDA
16,15 Orsa Minore
IL BUGIARDO, ATTO IV
di E. F. Palmieri
17,00 LE OPINIONI DEGLI ALTRI
Rassegna della stampa estera
17,10 LISTINO BORSA DI ROMA
17,20 SUI NOSTRI MERCATI
17,25 FOGLI D'ALBUM
17,35 CONVERSAZIONE
17,40 MUSICA FUORI SCHEMA, a cura di Roberto Nicolosi e Francesco Forti
18,00 NOTIZIE DEL TERZO
18,15 QUADRANTE ECONOMICO
18,30 MUSICA LEGGERA
18,45 MUSICHE DI WEBER E DVORAK
19,15 CONCERTO DI OGNI SERA
20,15 IL 1870: UNA SVOLTA NELLA STORIA D'EUROPA E D'ITALIA
Fermenti sociali e reazione autocritica nella Russia zarista
20,45 IDEE E FATTI DELLA MUSICA
21,00 IL GIORNALE DEL TERZO
21,30 CONCERTO DEL PIANISTA YUJI TAKABASHI
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Il crescente interesse mostrato dai giovani per la canzone moderna sin dall'istituzione del Festival di Sanremo ha ben presto determinato, come tutti sanno, una congerie di analoghe manifestazioni sparse per l'Italia e atte soprattutto a valorizzare i nuovi talenti canori. Col tempo, il primo posto è stato occupato da Voci nuove per la canzone, rassegna nata a Castrocaro Terme nel 1957 e che ha vissuto il proprio splendore tra il 1962 e il 1969, grazie allo stretto legame con il Festival di Sanremo (i primi due classificati di ogni anno accedevano direttamente alla gara dell'inverno successivo, allora ospitata non dal Teatro Ariston, bensì dal Salone delle Feste del Casinò).
Nel 1970 si rompe definitivamente questo vincolo e tutto si fa un po' più complicato. Si vive un certo clima di austerity, segno dei tempi non facilissimi (e destinati a complicarsi sempre di più) per la società e per la gioventù in particolare: si ricorderà che l'anno prima, giustappunto, la trasmissione in differita della finale venne rinviata di un paio di settimane o tre, in quanto inizialmente programmata (guarda caso) per la sera del 12 dicembre 1969, una data tra le più tragiche della storia dell'Italia repubblicana. Ad ogni modo, il posto di Bongiorno o di Baudo viene preso da Daniele Piombi, gentiluomo dal garbo tutto emiliano e persona coltissima, che da quel momento sarà costante conduttore di kermesse musicali sempre più importanti. Tutto ciò comunque non toglie che vengano applauditi per la prima volta personaggi destinati a restare a galla per periodi più o meno lunghi (come pure accadeva in passato, quando chi si classificava dal terzo posto in giù, se aveva la fortuna di beccare il giusto impresario e soprattutto il giusto produttore fonografico, riusciva comunque ad affacciarsi sul mercato discografico e magari a sfondare come meritava).
Andiamo dunque a sfogliare l'album dei finalisti di quell'edizione di Castrocaro 1970, dodici ragazzi di belle speranze tra i quali emergeranno figure forse non rilevantissime, ma che, in un modo o nell'altro, saranno amate e apprezzate dal pubblico. Da una parte ci sono giovani che, dopo l'insuccesso nella finale termale, andranno per qualche tempo avanti con spettacoli, feste di piazza locali, complessi e affini, salvo poi appendere il microfono al chiodo e dedicarsi a lavori più sicuri, magari riprendendo a cantare per gioco solo di tanto in tanto. Ricordiamo tra questi Vincenzo Grauso (Lasciami vedere il sole), Luisa Nelido (che si cimenta con Vedrai, vedrai di Tenco, da poco rilanciata dalla cantante siciliana Farida), Pinella Olla (che canta Il mare in cartolina, presentato da Isabella Iannetti al Disco per l'Estate), Filippo Penascì (che riprende un tema degli Showmen, Credi, credi, credi a me, Nerina Tilotta (che addirittura presenta People, successo mondiale di Barbra Streisand tratto dal film Funny Girl, ispirato a un musical di metà anni '60) e Giacomo Gherardelli (alle prese con Occhi di ragazza successo di colui che, 41 anni dopo, quasi certamente condurrà il Festival di Sanremo, alias Gianluigi Morandi). Di quest'ultimo abbiamo reperito uno spezzone dei giorni nostri, in cui lo si ascolta cantare, seppur con uno stile purtroppo un po' datato, ma non certo cattivo, Io vagabondo dei Nomadi. Ecco quindi a voi Giacomo Gherardelli - anni Duemila:



Altri si riciclano in vario modo, ma comunque riuscendo a trovare una loro strada. Un caso curioso è quello di Lucia Cunsolino, siciliana di Siracusa, che nel '70 a Castrocaro porta in finale una canzone non certo facile come The love of a woman dei Bee Gees (ripresa in italiano da Anna Marchetti). Non le andrà benissimo, ma avrà modo di ritentare più e più volte, addirittura stravincendo il girone siciliano dell'edizione 1980 di Cento città, torneo per voci nuove organizzato dalla RCA Italiana in collaborazione con le varie televisioni locali sparse lungo lo Stivale, con una validissima interpretazione di Summertime di George Gershwin. Infine collaborerà con il folksinger Carlo Muratori, già chitarrista e cantante de I Cìlliri, prestando la propria voce a brani d'atmosfera in lingua sicula.
Risalendo la Penisola, abbiamo casi di cantanti che ritroveranno la loro strada capeggiando orchestre da ballo che allietano le principali serate nel Centro - Nord. Citiamo ad esempio Ruggero Scandiuzzi, la cui voce si presta molto a motivi dal sound angloamericaneggiante. Difatti, se nel '70 egli sottopone all'attenzione delle giurie di esperti nientemeno che Signore, io sono Irish, poesia dell'anarchico Mannerini supervisionata da Fabrizio De Andrè e incisa dai New Trolls nel loro bellissimo album Senza orario, senza bandiera, una quarantina d'anni dopo passerà in rassegna, nel corso delle serate danzanti che lo vedranno protagonista con la sua orchestra, brani intramontabili come Unchained melody, uno dei pochi motivi scelti come colonna sonora di due film, in due epoche diverse: il drammone anni '50 Senza catene e naturalmente Ghost:




Altri proveranno a fare musica pop strizzando l'occhio all'estero, come Loreno Lazzarini, cantautore che inizialmente si trasformerà in Speedy Leezy e successivamente, vincendo un concorso per autori indipendenti bandito dal Radiocorriere TV per il festival di Sanremo del 1979, darà al complesso napoletano Grimm l'orecchiabile Liana:



Poi ci sono i colpi di fortuna, come quello di Annarita Baldoni, quindicenne romagnola dall'aspetto a dir poco gradevole: la sua interpretazione di Una rosa e una candela, motivo che Rosanna Fratello ha portato al Disco per l'Estate, piace a Raoul Casadei, nipote del mitico Secondo, il re del liscio. Succede che nel 1971 - '72, con l'improvvisa morte di quest'ultimo, Raoul si ritrovi a organizzare da solo il complesso, decidendo di cambiare qualcosa, in particolare la voce femminile, che non è più Palma, ma proprio Annarita, che da quel momento, per abbreviare, diventerà per tutti Rita, dalle proverbiali e mitiche gambe mozzafiato. Quando poi Roberto Danè investirà molto sull'Orchestra Spettacolo Casadei, il liscio varcherà la linea gotica, arrivando perfino nelle Due Sicilie. Merito di pezzi indovinati come questo (che con Io domani di Marcella Bella contenderà a Mia Martini il primo posto nell'edizione 1973 del Festivalbar):



Oggi Annarita (o meglio, Rita), fa la mamma a tempo pieno di figli ormai adulti, ma di tanto in tanto non rinuncia al suo primo amore, il canto. Abbiamo trovato su YouTube una suggestiva rimpatriata dei primi anni '90 con Raoul Casadei:



E' naturale che anche le vincitrici (almeno una di esse) si facciano notare, ma se Mara Nanni non combinerà gran che, la veneta Marisa Sacchetto, originaria di Piove di Sacco e interprete quella sera nientemeno che di Dopo l'amore di Charles Aznavour, avrà invece il privilegio di incontrare lungo la propria strada nientemeno che Mina Mazzini, che la scritturerà per la PDU, casa discografica di sua proprietà. In questo modo Marisa si preparerà bene prima di affacciarsi al Sanremo del 1972 e cominciare così una carriera che per il resto del decennio la vedrà in prima linea, aiutata da una voce melodico - moderna ,e last but not least(anche in questo caso) da un aspetto degno di finire in riviste per soli uomini. Prima di tutto ascoltiamo insieme un'incisione del periodo, E la domenica lui mi porta via, canzone dal testo non banale e dalla musica atta a riecheggiare atmosfere russe:



Infine, anche in questo caso, ecco un filmato attuale, una Marisa Sacchetto ormai ultracinquantenne, ma sempre bellissima e bravissima, ripresa durante un'esibizione di pochissimo tempo fa in Croazia mentre canta quello che forse è il suo maggior successo, Il mio amore per Mario, risalente all'estate del 1972:



Termina così questo breve omaggio ai protagonisti della finale di Castrocaro 1970. Prima di salutarci e di darvi appuntamento al prossimo post, che pubblicheremo presumibilmente nel fine - settimana, vogliamo lanciare un appello e chiedere ai cantanti che 40 anni fa si contesero l'alloro di Voce nuova per eccellenza, qualora ci leggessero, di farsi vivi prima o poi nell'apposita pagina dei commenti e raccontarci più o meno brevemente come proseguirono la loro attività nel mondo dello spettacolo e cosa fanno oggi, naturalmente non dimenticando il loro rapporto di sempre con la musica (leggera e non), che segnò sicuramente un momento della loro tarda adolescenza o della prima gioventù.

Grazie per l'attenzione e a voi tutti una buona serata ! ! !
CBNeas

domenica 3 ottobre 2010

Venerdì 3 ottobre 1975 (Radio)




PROGRAMMA NAZIONALE

6,00 SEGNALE ORARIO
- MATTUTINO MUSICALE
(Prima parte)
6,25 ALMANACCO
6,30 MATTUTINO MUSICALE
(Seconda parte)
7,00 GIORNALE RADIO
7,10 IL LAVORO OGGI
7,23 SECONDO ME
Programma giorno per giorno condotto da Ubaldo Lay

Per il Friuli - Venezia Giulia e la Sicilia
7,30 - 7,45 NOTIZIARI REGIONALI

7,45 IERI AL PARLAMENTO
8,00 GIORNALE RADIO
- SUI GIORNALI DI STAMANE
Rassegna della stampa italiana
8,30 LE CANZONI DEL MATTINO
Ho visto un prato (Sergio Endrigo) - Ricordi e poi... (Caterina Caselli) - Core 'ngrato (Peppino Di Capri) - ...E stelle stan piovendo (Mia Martini) - Io, tu e le rose (Orchestra Caravelli) et al.
9,00 VOI ED IO
Un programma musicale in compagnia di Fiorenzo Fiorentini
- Nell'intervallo (ore 10,00 circa)
SPECIALE GR
Fatti e uomini di cui si parla
Edizione del mattino
A cura di Alfredo Ferruzza
11,00 IL MEGLIO DEL MEGLIO
Dischi tra ieri e oggi
12,00 GIORNALE RADIO
12,10 IL FASCINO INDISCRETO DELL'ESTATE
13,00 GIORNALE RADIO
13,20 UNA COMMEDIA IN TRENTA MINUTI
Laura Betti in
LULU'
14,00 GIORNALE RADIO
14,05 ALLEGRAMENTE IN MUSICA
14,40 LA CUGINA BETTA, di Honorè De Balzac
(Replica dal Secondo Programma)
15,00 GIORNALE RADIO
15,10 PER VOI GIOVANI
16,00 IL GIRASOLE
Programma mosaico
17,00 GIORNALE RADIO
17,05 FFFORTISSIMO
Presenta Carlo De Incontrera
17,40 MUSICA IN
Presentano Sergio Leonardi, Barbara Marchand, Solforio (Franco Bracardi)
19,00 GIORNALE RADIO
19,15 ASCOLTA, SI FA SERA
19,30 UN'ORCHESTRA E DUE PIANOFORTI: RONNIE ALDRICH

Per Trentino - Alto Adige, Friuli - Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna
19,30 - 20,00 NOTIZIARI REGIONALI

20,20 Mina presenta:
ANDATA E RITORNO
Programma di riascolto per indaffarati, distratti e lontani
Testi di Umberto Simonetta
21,00 GIORNALE RADIO
21,15 CONCERTO DEI PREMIATI AL 31° CONCORSO INTERNAZIONALE DI ESECUZIONE MUSICALE DI GINEVRA
23,00 OGGI AL PARLAMENTO - GIORNALE RADIO - I PROGRAMMI DI DOMANI - BUONANOTTE
Al termine: Chiusura

SECONDO PROGRAMMA

6,00 IL MATTINIERE
Musiche e canzoni presentate da Vira Silenti
- Nell'intervallo: (ore 6,24) BOLLETTINO DEL MARE - (ore 6,30) GIORNALE RADIO
7,30 GIORNALE RADIO
- BUON VIAGGIO
7,40 BUONGIORNO CON JOHN LENNON, IL SEGNO DELLO ZODIACO, RAY CONNIFF
8,30 GIORNALE RADIO
8,40 COME E PERCHE'
Una risposta alle vostre domande
8,55 GALLERIA DEL MELODRAMMA
9,30 GIORNALE RADIO
9,35 LA CUGINA BETTA, di Honorè De Balzac
9,55 CANZONI PER TUTTI
10,24 Corrado Pani presenta:
UNA POESIA AL GIORNO
10,30 GIORNALE RADIO
10,35 TUTTI INSIEME ALLA RADIO
- Nell'intervallo (ore 11,30):
GIORNALE RADIO
12,10 TRASMISSIONI REGIONALI
12,30 GIORNALE RADIO
12,40 ALTO GRADIMENTO
di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, con la partecipazione di Giorgio e Franco Bracardi e di Mario Marenco
13,00 Lelio Luttazzi presenta:
HIT PARADE
13,30 GIORNALE RADIO
13,35 DUE BRAVE PERSONE
Cochi e Renato
Regia di Mario Morelli
14,00 SU DI GIRI
La gente e me (Ornella Vanoni) - Manuela (Julio Iglesias) - Che bella idea (Fred Bongusto) - Luci a San Siro (Marisa Ràmpin) - Take my heart (Jacky James) - Juke-box jive (The Rubettes) - Amore grande, amore libero (Il Guardiano del Faro) et al.
(Esclusi Lazio, Umbria, Puglia e Basilicata che trasmettono notiziari regionali)
14,30 TRASMISSIONI REGIONALI
15,00 IL CANTANAPOLI
15,30 GIORNALE RADIO
MEDIA DELLE VALUTE
BOLLETTINO DEL MARE
15,40 CARARAI
Nell'intervallo (ore 16,30):
GIORNALE RADIO

Per Sicilia e Sardegna
15,00 - 16,00 TRASMISSIONI REGIONALI

17,30 SPECIALE GR
Fatti e uomini di cui si parla
Edizione della sera
A cura di Alfredo Ferruzza
17,50 ALTO GRADIMENTO
di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, con la partecipazione di Giorgio e Franco Bracardi e Mario Marenco
18,30 GIORNALE RADIO
18,35 RADIODISCOTECA
Selezione musicale per tutti i gusti e tutte le età condotta da Guido e Maurizio De Angelis
19,30 RADIOSERA
19,55 SUPERSONIC
Dischi a mach due
21,19 DUE BRAVE PERSONE
(Replica)
21,29 POP OFF
22,30 GIORNALE RADIO
BOLLETTINO DEL MARE
22,50 L'UOMO DELLA NOTTE
23,29 CHIUSURA
23,31 - 5,57 NOTTURNO ITALIANO
Musiche e notiziari in italiano, inglese, francese e tedesco

TERZO PROGRAMMA

8,30 CONCERTO DI APERTURA
9,00 BENVENUTO IN ITALIA
9,30 CONCERTINO
10,00 L'ADAGIO DI BEETHOVEN
10,30 LA SETTIMANA DI LUIGI BOCCHERINI
11,40 CONCERTO
12,20 MUSICISTI ITALIANI D'OGGI
13,00 LA MUSICA NEL TEMPO
14,20 LISTINO BORSA DI MILANO
14,30 CONCERTO DIRETTO DA ARTURO TOSCANINI
15,55 RITRATTO D'AUTORE
17,00 LISTINO BORSA DI ROMA
17,55 LIEDERISTICA
18,25 SERGEI RACHMANINOV: COMPOSITORE
18,55 DISCOTECA SERA
19,15 CONCERTO DELLA SERA
20,15 EUROJAZZ
21,00 IL GIORNALE DEL TERZO
SETTE ARTI
21,30 UN'OMBRA PALLIDA
22,15 SOLISTI DI JAZZ
22,30 SPETTACOLO
Al termine: Chiusura
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Tutti pazzi per.... Ai tempi d'oggidì si abusa sin troppo di questa frase. Pensate che il settimanale di Chivasso con il quale abbiamo collaborato fino a qualche mese fa titola in media venti articoli all'anno usando questa espressione. Forse chi si occupa di tale mansione è a corto di fantasia...
Ci sembra giusto fare uso anche noi, una volta tanto, della frase incriminata per spiegare il travolgente, meritato successo ottenuto in Italia nei primi anni '70 da un apparecchio rivoluzionario: il radioregistratore. Un impianto maneggevole e praticissimo, atto a riunire sintonizzatore e piastra (termini non ancora in uso nel periodo quest'oggi considerato, ma graditissimi sinonimi da utilizzare per evitare fastidiose ripetizioni nella lettura), e in più c'è una preziosissima prestazione che fa la differenza: non c'è bisogno del microfono e del silenzio assoluto per realizzare una buona registrazione. Tutto è incorporato e diretto, sicchè ogni rumore esterno non viene catturato affatto. Ciò finalmente consente agli appassionati di musica leggera di riempire musicassette su musicassette con i vari motivi trasmessi nelle principali rubriche radiofoniche. Nell'autunno del 1975, scaduto il monopolio della RAI, cominciano a spuntare come funghi le prime emittenti libere a diffusione locale, ma la programmazione della radio di Stato è sempre quella scandita da collaudatissimi appuntamenti musicali che cesseranno, più o meno, solo nell'autunno del 1976, quando sarà completata la missione - riforma.
E' venerdì 3 ottobre e al tocco, immancabile, c'è Lelio Luttazzi con la sua Hit Parade. E' bello, ogni tanto, ripercorrere le vecchie classifiche discografiche settimanali: è la terza volta che noi del Focolare celebriamo questo rito (la prima fu in marzo e la seconda in luglio, in coincidenza, purtroppo, con la morte del musicista e intrattenitore triestino), adeguandoci rigorosamente all'ordine crescente della Top Eight.
Partiamo dunque dalla canzone numero 8, modernizzazione di un tema tratto dal brano sinfonico di Ketelbey In a Persian market: Take my heart, cantata da Jacky James:



Stabile James, ma altrettanto stabile al settimo posto è un nuovo cantautore napoletano, menestrello sentimentale. Eccovi quindi Bella dentro, cantata da Paolo Frescura:



L'inchiesta Doxa tra i rivenditori di dischi sparsi in tutta Italia consegna il sesto posto a Incontro, interpretata da Patty Pravo:



Rientra dopo una settimana di esilio (parole testuali usate quel giorno da Luttazzi) l'Incontro (qui in versione italo - spagnola) della sempiterna Strambelli. Esce di classifica Buonasera dottore, tormentone primaveril - estivo assieme a Piange... il telefono, che venerdì scorso occupava il quinto posto, stavolta nelle mani di Reach out, I'll be there, cantata da Gloria Gaynor:



Questa nuova cantante afroamericana fa ballare i giovani delle discoteche di mezzo mondo attualizzando al massimo canzoni di alcuni anni prima, che furono comunque grandi successi (anche Never can say goodbye, che dà il titolo al relativo LP, è la cover di un brano di Isaac Hayes).
L'estate è ormai finita e anche i dischi più gettonati cominciano a risentire delle prime piogge e dei primi brividi di freddo. Scende difatti di un gradino la canzone vittoriosa a Verona al dodicesimo Festivalbar, ossia Due cantata da Drupi:



Entriamo nell'Olimpo della 457ma Hit Parade con la prima delle due damigelle d'onore, quella della posizione numero 3: L'alba, cantata da Riccardo Cocciante:



Si consolida così il successo del travolgente brano (uno spettacolare crescendo) musicato e interpretato dal cantautore e pianista vietnamita di nascita, al quale giova sicuramente il passaggio televisivo a La compagnia stabile della canzone con varietè e comica finale, spettacolo di fine estate del sabato sera che lo vede tra i protagonisti assieme a Gigliola Cinquetti, Mia Martini, Gino Paoli, Gianni Nazzaro e Christian De Sica, per la regia di Enzo Trapani. Si conferma invece damigella d'onore al secondo posto l'audace canzone scritta da Cristiano Malgioglio e Alberto Anelli, L'importante è finire, cantata da Mina:



Canzone regina di questa settimana è ancora una volta la bellissima Sabato pomeriggio, cantata da Claudio Baglioni:



Termina la classifica dei dischi: il tempo di un boccone e poi si accende di nuovo il radioregistratore per ascoltare una rubrica di dischi, introdotta da questa famosissima sigla:



Si tratta di Su di giri, antologia di canzoni annunciate a gruppi di due o tre da uno speaker. La puntata del 3 ottobre 1975 è ricca di cose interessanti, come la frizzante canzone brasiliana lanciata in Italia l'anno prima da Ornella Vanoni, La gente e me:



Viene ritentato, dopo un'infelice prova di qualche anno prima, il lancio italiano di Julio Iglesias, l'ex - calciatore spagnolo divenuto una celebrità canora in patria. Stavolta l'esperimento non fallisce. La parabola tricolore dell' artista iberico che fa sdilinquire le signore dai 30 anni in su si apre con Manuela:



L'amabile Fred Bongusto ha appena compiuto 40 anni e soprattutto è reduce dall'ennesima estate di trionfi sia nei night all'aperto che nei negozi di dischi con l'ottima Che bella idea !:



Spicca tra le proposte messe in onda quel pomeriggio una versione di Luci a San Siro, capolavoro di Roberto Vecchioni, eseguita da una cantautrice e cabarettista padovana di nascita, ma milanese di adozione, di quelle impegnate: Marisa Ràmpin, già nuova proposta della canzone agli albòri degli anni Sessanta e successivamente conduttrice di una rubrica televisiva culinaria all'interno dello spettacolo mattutino presentato su RAIDUE da Gianfranco Funari (ma siamo già nel 1988):

http://www.megaupload.com/?d=G3C4VE7E

Gli inglesi Rubettes portano un po' di allegria e di vivaci colori con una musica dal sapore revival, pur trattandosi di composizioni nuove di zecca. Questa è Juke box jive:



Infine, per affidarci una volta di più ai ricordi nostalgici e strappalacrime dell'estate appena finita, non ricchissima di belle giornate come spesso accade in quegli anni '70, ecco il moog di Arfemo (Federico Monti Arduini), alias il popolare Guardiano del Faro, vincitore dell'ultimo (in tutti i sensi) Disco per l'estate con Amore grande, amore libero:



Il nastro, per oggi, finisce qui. I nostri ricordi proseguiranno comunque nei giorni a venire, sempre con altri palinsesti radiotelevisivi di un passato remoto che però la memoria e l'affetto fanno diventare sempre più prossimo. Vi ricordiamo altresì che domani sera, lunedì 4 ottobre, con inizio alle 22, saremo protagonisti, assieme a Max D'Agata, del revival di una puntata di Supersonic, con la presentazione e l'ascolto di gran parte delle canzoni inserite nella scaletta di una data puntata (nella fattispecie quella del 18 luglio 1972). Il tutto avverrà nella pagina Facebook del Supersonic Fan Club (http://www.facebook.com/profile.php?id=100000729644898#!/pages/Supersonic-fan-club/150589534970093?ref=ts).

Arrivederci a presto e buona notte a tuttti ! ! !
CBNeas

venerdì 1 ottobre 2010

Domenica 1° ottobre 1978 (Radio)



RADIOUNO

6,00 SEGNALE ORARIO
- RISVEGLIO MUSICALE
6,30 MUSICA PER UN GIORNO DI FESTA
7,35 CULTO EVANGELICO
8,00 GR 1
Prima edizione
Direttore Sergio Zavoli
8,35 EDICOLA DEL GR 1
Cosa scrivono oggi i giornali
8,40 SULLA CRESTA DELL'ONDA
Con Renato Zero
9,10 MONDO CATTOLICO
Settimanale di fede e vita cristiana
9,30 SANTA MESSA
in lingua italiana, in collegamento con la Radio Vaticana
10,10 GR 1 FLASH
Seconda edizione
10,20 PRIMA FILA (Prima parte)
10,30 SPECIAL DI SERGIO LEONE
11,30 PRIMA FILA (Seconda parte)
11,45 RADIO SBALLA
12,25 PRIMA FILA (Terza parte)
13,00 GR 1
Terza edizione
13,30 Antonio De Robertis e Paolo Testa
presentano:
IL CALDERONE
14,45 CARTA BIANCA
Dagli studi e dagli stadi
Conducono Pippo Baudo e Massimo De Luca
15,50 Il Pool Sportivo, in collaborazione con il GR 1, presenta:
TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO
A cura di Guglielmo Moretti, con Roberto Bortoluzzi
17,00 GR 1
Quarta edizione
17,05 Pippo Baudo presenta
STADIO QUIZ
Regia di Giuseppe Aldo Rossi
18,25 RADIOUNO PER TUTTI
Conduce Giovanni Baldari
19,00 GR 1 SERA
Quinta edizione
19,30 ASCOLTA, SI FA SERA
19,35 SIMON BOCCANEGRA
Melodramma in un prologo e tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi
Con Piero Cappuccilli, Mirella Freni, Josè Carreras, Nicolai Ghiaurov, Josè Van Dam
Direttore Claudio Abbado
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala di Milano
(Edizione discografica Deutsche Grammophon)
Nell'intervallo (ore 21,00 circa):
GR 1 FLASH
Sesta edizione

Per la Sicilia

19,30 NOTIZIE SPORTIVE
19,35 MERIDIANI E PARALLELI
(In collegamento con il V Canale della Filodiffusione)
20,00 - 21,00 SICILIA SPORT
A cura di Luigi Tripisciano e Mario Vannini

22,10 LITTLE ITALY
23,00 GR 1 FLASH
Ultima edizione
23,08 BUONANOTTE DA...
23,29 CHIUSURA

RADIODUE

6,00 UN ALTRO GIORNO
Negli intervalli:
(ore 7,00) BOLLETTINO DEL MARE
(ore 7,30) GR 2 - RADIOMATTINO
Direttore Gustavo Selva
BUON VIAGGIO
(ore 7,55) CONVERSAZIONE EBRAICA PER LA FESTA DELLO YOM KIPPUR

8,15 OGGI E' DOMENICA
Rubrica religiosa del GR 2 a cura di Luca Liguori e Fabrizio Schneider
8,30 GR 2 - RADIOMATTINO
8,45 - 12,00 IN SOSTITUZIONE DI CANZONI PER TUTTI, GRAN VARIETA' E NO, NON E' LA BBC
COLONNA MUSICALE
in segno di lutto per la morte di Papa Giovanni Paolo I
Negli intervalli (ore 9,30 e 11,30):
GR 2 - NOTIZIE
12,00 ANTEPRIMA SPORT
Notizie e anticipazioni sugli avvenimenti del pomeriggio
In studio Mario Giobbe
12,15 REVIVAL
12,30 GR 2 - RADIOGIORNO
Direttore Gustavo Selva
12,45 IL GAMBERO
Quiz alla rovescia condotto da Arnoldo Foà
13,30 GR 2 - RADIOGIORNO
13,40 ROMANZA
Le più belle pagine del teatro musicale
14,00 PICCOLA STORIA DELL'AVANSPETTACOLO
14,45 CANZONI DELLA DOMENICA
15,00 Il Pool Sportivo, in collaborazione con il GR 2, presenta
DOMENICA SPORT
A cura di Guglielmo Moretti e Gilberto Evangelisti, con Enrico Ameri
In studio Mario Giobbe
(Prima parte)
15,50 DOMENICA CON NOI
(Prima parte)

Per la Sicilia
14,00 - 16,00 TRASMISSIONI REGIONALI

16,00 RADIODRAMMA
16,40 I CLASSICI DEL JAZZ
16,55 GR 2 - NOTIZIE
BOLLETTINO DEL MARE
17,05 DOMENICA SPORT
(Seconda parte)
17,45 DOMENICA CON NOI
(Seconda parte)
19,00 TOUT PARIS
Un programma di Vincenzo Romano presentato da Nunzio Filogamo
19,30 GR 2 - RADIOSERA
Direttore Gustavo Selva
19,50 Franco Soprano
OPERA '78
21,00 SPAZIO X
Spazi musicali a confronto per tutti i gusti e tutte le età
22,30 GR 2 - ULTIME NOTIZIE
22,35 BOLLETTINO DEL MARE
22,40 BUONANOTTE EUROPA
BONNE NUIT EUROPE - GOOD NIGHT EUROPE - GUTEN NACHT EUROPA
Divagazioni turistico - musicali
23,29 CHIUSURA
23,31 - 5,57 NOTTURNO ITALIANO

RADIOTRE

6,00 COLONNA MUSICALE
7,00 CONCERTO DEL MATTINO
7,30 PRIMA PAGINA
8,15 CONCERTO DEL MATTINO
9,00 LA STRAVAGANZA
9,45 DOMENICA TRE
10,15 ANTOLOGIA DI PROTAGONISTI
12,05 LA VIOLA
13,45 GIORNALE RADIOTRE
Direttore Mario Pinzauti
14,00 INTERMEZZO
14,45 CONTROSPORT
A cura di Giuseppe Mezzera
15,00 TEATRO RADIOFONICO
17,00 OPERA LIRICA
19,05 GIORNALE RADIOTRE
19,35 MUSICHE RINASCIMENTALI
20,00 IL DISCOFILO
20,45 GIORNALE RADIOTRE
Oggi in Italia - Oggi nel mondo
21,00 CONCERTO DIRETTO DA CARLO MARIA GIULINI
Orchestra Philharmonia di Londra
Soprano Victoria De Los Angeles
22,25 RITRATTO D'AUTORE
23,25 IL JAZZ
24,00 GIORNALE RADIOTRE
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Il primo post del mese di ottobre del nostro Focolare ci porta sul finire degli anni Settanta, quando ancora il campionato di calcio di serie A poteva contare su sedici squadre e poteva comodamente partire con i primi freddi o quasi. Il torneo 1978 - '79 comincia però in un clima generale che non lascia adito a troppi entusiasmi, essendo inaspettatamente morto anche Papa Giovanni Paolo I, Albino Luciani, eletto appena un mese prima o poco più. Si preparano i solenni funerali in Vaticano e già si parla dell'imminente Conclave, quello che porterà al soglio pontificio il polacco Karol Wojtyla, destinato a dare una svolta abbastanza moderna nel mondo cattolico e cristiano in generale.
Torniamo comunque a parlare di calcio e descriviamo quella giornata d'esordio del massimo torneo nazionale, come di consueto, minuto per minuto e con l'indispensabile aiuto del nostro super - esperto di football Boris - Boris, il quale ha preparato per voi un intervento minuzioso e succulento, secondo le sue note abitudini: noi abbiamo corredato il tutto con un breve filmato riassuntivo.
L'appuntamento con noi è per domenica: buona serata a tutti ! ! !
Qui Studio Centrale: a te, Boris Boris ! ! !
CBNeas


Amici sportivi all’ascolto, buon pomeriggio e, soprattutto, ben ritrovati!
Come inizia ogni favola che si rispetti (e quella del campionato di calcio di serie A lo è senza ombra di dubbio)? Ma è naturale: con il classico C’era una volta…. E quale modo migliore per iniziare anche noi una nuova… stagione insieme?

Dunque: c’era una volta un tempo in cui la serie A equivaleva, per giocatori, allenatori e tifosi, a ciò che l’anno scolastico rappresentava per studenti e insegnanti: entrambi iniziavano ai primi di ottobre. Quel tempo erano gli anni ’70, un decennio durante il quale, se si fa eccezione per le stagioni 1970/71 (partenza il 27 settembre 1970) e 1977/78 (al via l’11 settembre 1977, in congruo anticipo per i Mondiali dell’anno successivo), il massimo campionato, rigorosamente a 16 squadre, ha sempre avuto il suo inizio nel decimo mese dell’
anno. Fedele a questa regola anche il torneo 1978/79, ma per l’ultima volta: dall’anno successivo la partenza avrebbe ritrovato la sua classica collocazione nella prima metà di settembre salvo anticipi, prima sporadici, poi - come nei tempi più recenti - sempre più frequenti, alla fine di agosto. Solamente in altre due estemporanee occasioni la serie A si sarebbe fatta attendere fino ad
ottobre: nel 1988/89 (quando partì il 9 ottobre 1988, mai così tardi) e nel 2000/01 (quando iniziò il 1° ottobre 2000). A determinare la tardiva partenza di quei due campionati, entrambi a 18 squadre, furono le Olimpiadi, rispettivamente di Seul e di Sidney, che in ambedue i casi si svolsero nel mese di settembre.

Il settantasettesimo campionato di calcio italiano, quarantasettesimo giocato a girone unico, invece, vede la luce il 1° ottobre 1978, quando in Italia ancora non si è spenta l’eco delle brillanti prodezze della Nazionale italiana ai Mondiali di Argentina, dove i ragazzi di Enzo Bearzot hanno conquistato un meritatissimo quarto posto che avrebbe potuto tranquillamente tramutarsi in un trionfo se nel finale la fortuna non avesse voltato loro le spalle. E dire che il tecnico friulano era finito sul banco degli imputati prima ancora di cominciare, all’indomani di una sconcertante esibizione degli azzurri all’Olimpico di Roma contro la Jugoslavia nell’ultima amichevole prima del debutto iridato, da lì a soli quindici giorni. Pochi, ma sufficienti al C.T. per capire ciò che non andava. E allora ecco che saltano le prime teste: in attacco un Graziani in cattiva forma viene sostituito da Paolo Rossi, capocannoniere del campionato appena concluso, che con i suoi 24 gol ha sorprendentemente condotto il neopromosso Lanerossi Vicenza al secondo posto a pari merito con il Torino.
Ma la vera sorpresa è l’inserimento, al posto del terzino-goleador del Milan Aldo Maldera (capocannoniere rossonero nell’ultimo torneo con 8 reti), del poco più che ventenne Antonio Cabrini, panchinaro nella Juventus (titolare nel ruolo è ancora, per poco, Cuccureddu) e improvvisamente catapultato nella massima competizione calcistica del mondo pur non avendo mai vestito l’azzurro. Alla critica deve essere venuto un gran mal di testa, ma i fatti diranno che il buon Enzo ci ha visto giusto: Rossi diventa Pablito e Cabrini, autentica rivelazione della rassegna iridata, il bell’Antonio; appellativo, quest’ultimo, che gli viene attribuito soprattutto dalle migliaia di ragazze conquistate dalla sua bellezza oltre che dalla sua bravura, e che in così breve tempo lo hanno già eletto a idolo.

Ma l’altra eco che risuona ancora quando il nuovo campionato bussa alle porte è quella che riguarda proprio Pablito, l’eroe del Mundial: non trovando l’accordo per la risoluzione della comproprietà, Juventus e Lanerossi Vicenza - detentrici ognuna di metà del cartellino - sono state costrette ad andare alle buste. Il presidente vicentino Farina, male informato delle intenzioni del collega bianconero Boniperti, scrive nella busta la somma pazzesca (per l’epoca) di 2 miliardi e 612 mila lire, con la quale riscatta sì l’intero cartellino del giocatore, ma porta altresì al collasso le casse sociali dopo aver scoperto che Boniperti, nella sua offerta, si è tenuto molto al di sotto.
Lo scandalo è enorme, anche a livello politico. Franco Carraro si dimette dalla FIGC (salvo poi andare al Coni) in segno di protesta. Tra le tante voci succedutesi in quei giorni confusi, poi, anche quella che oggi chiameremmo leggenda metropolitana, relativa ad un’offerta faraonica (5 miliardi) formulata direttamente dall’avvocato Agnelli per riprendersi subito Rossi, che avrebbe spinto Farina a rilanciare oltre le proprie possibilità. Voce della quale, a tutt’oggi, non è mai stata accertata la veridicità, così come a tutt’oggi non si sa ancora con esattezza quante volte Boniperti e Farina abbiano pagato vicendevolmente per assicurarsi le prestazioni dell’attaccante; l’unica cosa certa è che, per almeno tre volte, l’affare è stato della Juventus. Per Farina, semmai, Rossi sarebbe stato l’oggetto di tornaconti personali; tant’è vero che l’anno successivo, strangolato dai debiti e trovatosi per forza di cose nella necessità di cedere il suo pupillo, sarebbe riuscito a venderlo addirittura in leasing al Perugia, dopo il rifiuto del giocatore di trasferirsi al Napoli, con il quale il presidente veneto aveva già concluso l’accordo. Una scelta che si rivelerà deleteria: lo scandalo scommesse del 1980, il più grave nella storia del calcio italiano prima di Calciopoli e nel quale la squadra umbra finirà implicata, travolgerà anche “Pablito”, che verra squalificato per due anni.

Ma torniamo al campionato che va ad iniziare e ai pronostici che, come sempre, ne contraddistinguono la vigilia. Facile indicare le candidate più autorevoli alla vittoria finale: Juventus e Torino, le dominatrici della scena nazionale negli ultimi anni, nonché le maggiori “devote” alla causa azzurra negli ultimi Mondiali (9 juventini e 6 torinisti nella rosa dei 22). Necessari, però, alcuni “distinguo”: i bianconeri (Zoff, Gentile, Cabrini, Cuccureddu, Benetti, Scirea, Causio, Tardelli e Bettega) hanno giocato tutti durante il torneo. Dei granata, invece, soltanto Zaccarelli, chiamato più volte a sostituire l’acciaccato Antognoni, è riuscito a disputare un discreto numero di partite; Graziani si è dovuto accontentare di tre scampoli di gara e soltanto l’emergenza a centrocampo ha consentito a Patrizio Sala di giocare, dal primo minuto, la finale per il terzo posto persa contro il Brasile. Soltanto il secondo tempo della semifinale contro l’Olanda e gli ultimi 22 minuti della “finalina” hanno visto in campo Claudio Sala; Pecci, nella piccola finale, è riuscito ad andare almeno in panchina, mentre Pulici ha dovuto guardare l’intero Mondiale dalla tribuna. La preoccupazione, quindi, riguarda il fatto che le prodezze in terra d’Argentina possano aver spremuto preziose energie ai bianconeri.
Più complessa, invece, la situazione in casa Toro: dopo due stagioni a passo di carica (uno scudetto vinto di prepotenza, uno perso a 50 punti su 60), nel campionato 1977/78 i ragazzi di Radice hanno accusato qualche battuta a vuoto di troppo. Le conseguenze psicologiche del mancato bis tricolore hanno pesato tremendamente, l’effetto-sorpresa del calcio all’olandese ha cominciato a scemare, nella squadra sono affiorate le prime crepe e i granata, complici anche alcuni arbitraggi quantomeno discutibili (su tutti quello di Menegali in Torino-Lanerossi Vicenza), non sono mai apparsi in grado di ripetere lo splendido duello con la Juventus che aveva infiammato il torneo 1976/77, nonostante, per il terzo anno consecutivo, siano risultati l’unica compagine ad aver mantenuto inviolato il proprio campo. Lo stesso secondo posto, sia pure in condominio e a 5 punti dalla vetta, ha più il sapore di una resa che di un traguardo di prestigio.
Ma diverse sono state anche le mosse di mercato delle due regine: nella Juventus, laureatasi campione d’Italia per la diciottesima volta senza faticare più di tanto, l’unica variazione di rilievo riguarda la partenza di Spinosi, che torna a vestire la maglia della Roma dopo otto anni. Ma, soprattutto nel finale di stagione, Trapattoni comincerà a mandare in campo il giovane stopper Sergio Brio, autentica torre (è alto 1,94) che la società bianconera ha richiamato all’ovile dopo tre anni di praticantato nella Pistoiese. Diventerà un pilastro della Vecchia Signora che in dieci anni vincerà tutto ciò che è possibile vincere.
Tutt’altra aria, invece, nel Torino: il presidente Pianelli inizia a ringiovanire i ranghi. Il portiere Castellini, da tempo in rotta con l’allenatore Radice, viene ceduto al Napoli: Giuliano Terraneo diventa così titolare a tutti gli effetti della porta granata; il suo nuovo vice è Renato Copparoni, prelevato dal Cagliari. Segue il Giaguaro all’ombra del Vesuvio anche Caporale, il libero dello scudetto, ma la scelta di Onofri, prelevato dal Genoa per sostituirlo, si rivelerà sfortunata. Vanno via anche il difensore Fabrizio Gorin (proprio al Genoa, di cui diventerà una bandiera), l’eclettico centrocampista Butti (al Perugia) e Garritano (all’Atalanta), attaccante che in granata non è riuscito a sfondare. Arrivano dall’Ascoli la mezzala Greco (già passato nelle giovanili del Toro), dal Foggia il mini-attaccante Iorio e dall’Avellino il poderoso difensore Vullo, mentre dal settore giovanile vengono promossi il centravanti Bonesso, il centrocampista Erba e il difensore Mandorlini.

E a Milano, che si dice? All’ombra della Madonnina, più che altrove, ci si augura che i postumi del Mundial presentino il conto alla Juve affinchè il calcio meneghino possa risvegliarsi dopo anni di torpore. All’Inter, fresca di conquista della Coppa Italia, il duo Mazzola-Beltrami, d’amore e d’accordo con il tecnico Bersellini, continua la rifondazione all’insegna dei giovani, dopo che anche il grande Giacinto Facchetti ha dato l’addio al calcio giocato. La corsia preferenziale è ancora una volta quella del Brescia: dopo l’arrivo, l’anno precedente, del centravanti Alessandro Altobelli (autore di 10 gol nel suo primo campionato in serie A), questa volta la società nerazzurra preleva dalle rondinelle il trequartista Evaristo Beccalossi, in grado, nelle giornate di grazia, di esibire numeri da autentico fuoriclasse. Azzeccato anche l’acquisto dall’Ascoli, cui vanno in cambio Anastasi e Gasparini, di Giancarlo Pasinato, mediano dotato di velocità esplosiva che diventa in breve tempo pedina indispensabile del centrocampo. Sarà meno fortunato Silvano Fontolan, stopper prelevato dal Como: ballerà in nerazzurro una sola stagione, ma avrà tempo e modo di rifarsi altrove (sarà campione d’Italia con il Verona nel 1984/85, n.d.r.). Emigrano anche il centrocampista Roselli (al Lanerossi Vicenza) e, scendendo di una categoria, il regista Merlo (al Lecce) e l’ala Pavone (al Pescara).
In casa Milan, invece, poiché l’anno precedente i problemi maggiori erano emersi in zona-gol (mascherati da Liedholm con la ragnatela, tattica che permette a tutti i giocatori di andare a rete senza offrire punti di riferimento agli avversari) si pensa anzitutto a rinforzare l’attacco. E infatti arrivano Walter Novellino dal Perugia e, per la cifra astronomica di un miliardo di lire più l’attaccante Vincenzi, Stefano Chiodi dal Bologna. La storia, tuttavia, dirà che i migliori realizzatori saranno Bigon, ex attaccante trasformato in mezzala autore di 12 reti e, ancora una volta, il già citato Maldera, che batte il suo record personale andando a segno 9 volte.
Indovinatissimo il recupero dal Monza del mediano Walter De Vecchi, che proprio il Milan aveva fatto debuttare in serie A a 19 anni. Meno fortunato un altro ritorno: quello del giovane attaccante Sartori. Tuttavia il migliore acquisto i rossoneri… lo avevano già in casa: si chiama Franco Baresi, gioca da libero, ha solo 18 anni ma è già un trascinatore. Liedholm lo ha capito subito, e dopo averlo fatto debuttare l’anno precedente lo promuove titolare inamovibile. E’ l’inizio di una leggenda.
Sul fronte partenze, due colonne della difesa come Turone e Sabadini vanno ad accasarsi al neopromosso Catanzaro; l’ala Tosetto, definito da Liedholm il Keegan della Brianza - il Barone scherzava, naturalmente - va a rinforzare (si fa per dire) la matricola Avellino, mentre Calloni, bomber caduto in disgrazia, cerca riscatto con la maglia del Verona. Saluta il rossonero anche il giovane centravanti Gaudino (10 presenze e 2 gol l’anno precedente), che si trasferisce al Bari, in serie B.

Per il resto, poco da dire. Difficile pensare che il Lanerossi Vicenza possa ripetere il miracolo dell’anno passato. La cessione al Napoli del motorino Filippi ha sguarnito il centrocampo, mentre la “follia” di Farina per Rossi ha finito per caricare di eccessive responsabilità Pablito, costretto, fra l’altro a dare forfait per la prima di campionato, dopo essere stato colpito duro ad un ginocchio dallo stopper del Dukla Praga Macela (e che vi aspettavate con quel cognome?) durante il match di andata del primo turno di Coppa Uefa perso per 1-0 nella capitale cecoslovacca. Nella gara di ritorno a Vicenza, privi del loro bomber, i veneti non vanno oltre l’1-1 e vengono eliminati dalla competizione. Insomma, si comincia male…

Lecito, invece, aspettarsi qualcosa di più dal Napoli, al quale un Savoldi sempre puntuale in zona-gol non è finora bastato per compiere il sospirato salto di qualità. La Fiorentina, dopo aver visto in faccia la serie B, è chiamata ad un pronto riscatto così come Lazio e Bologna, altre due delusioni del campionato precedente. Chiamata ad uscire da una mediocrità neppure troppo aurea anche una Roma che ha piazzato l’autentico colpo dell’estate: l’acquisto dal Genoa del centravanti Roberto Pruzzo per l’allora cifra record di tre miliardi di lire più i cartellini di Bruno Conti, già in rossoblù tre anni prima (e che, fortunatamente, la società giallorossa riprenderà anche stavolta) e Musiello, che a Genova gioca soltanto quattro partite prima di essere girato al Verona. Un Perugia sempre più a suo agio nella massima serie è chiamato a ripetere quanto di buono ha fatto vedere nelle ultime tre stagioni; andrà molto oltre… Una salvezza la più tranquilla possibile è l’obiettivo dichiarato di Verona e Atalanta. Ben venga una salvezza anche sofferta, invece, per le treneopromosse: l’Ascoli, dominatore dell’ultimo campionato cadetto (61 punti, 17 di vantaggio sulle seconde classificate), il Catanzaro, tornato in serie A dopo un solo anno di purgatorio, e l’Avellino, novità assoluta per la massima divisione.

E sarà proprio la matricola irpina, di scena a San Siro contro il Milan, a far parlare di sé prima ancora del fischio d’inizio: Adriano Lombardi, il capitano, dimentica il cartellino e i documenti d’identità e l’arbitro Mattei di Macerata, direttore dell’incontro e futuro designatore della Commissione Arbitri Nazionale, gli impedisce di giocare sostenendo di non conoscerlo. In realtà il fischietto maceratese aveva già arbitrato, in precedenza, partite nelle quali Lombardi era presente (come testimoniato dalle foto pubblicate, il giorno successivo, da alcuni giornali), per cui la conoscenza personale avrebbe potuto valere come identificazione. Ma, cosa non si fa per dimostrare la diligenza del buon padre di famiglia, o almeno per dare l’impressione di dimostrarla…


Ora, però, sono le 15 del 1° ottobre 1978. Ci siamo, finalmente. L’amarezza del distacco da spiagge e ombrelloni, ancora nei nostri occhi, svanisce appena udiamo le note di Caravan, nella versione di Eumir Deodato. E’ di nuovo tempo di Tutto il calcio minuto per minuto e allora andiamo anche noi a fare un giro per i campi:

- per salutare il primo gol della stagione occorre attendere ben… 32 secondi, tanti (cioè pochi) ne impiega il Torino per portarsi in vantaggio sulla Fiorentina. Vi raccontiamo l’azione: su affondo di Patrizio Sala dalla sinistra buca la difesa viola; tira Graziani, che colpisce l’incrocio dei pali alla destra di Giovanni Galli; riprende Pulici e la mette dentro. Pertanto, ripetiamo, dopo 32 secondi al Comunale di Torino il risultato è già cambiato:
Torino 1 Fiorentina 0

- all’Olimpico di Roma, dove è impegnata contro la Lazio, la Juventus, quasi a non voler essere da meno ai cugini granata, colpisce al secondo minuto:
Benetti crossa per Bettega che infila Cacciatori di collo destro. Lazio 0 Juventus 1;

- due minuti e siamo costretti a tornare al Comunale torinese per segnalare il pareggio della Fiorentina. Al 4’ Antognoni crossa e Mozzini devia alle spalle del proprio portiere Terraneo: autorete. Si preannuncia una partita vibrante, dunque, ma il risultato non cambierà più: 1-1;

- clamoroso, non al Cibali ma al San Paolo, all’ottavo minuto: il neopromosso Ascoli è passato in vantaggio! Gasparini, facendosi largo dalla retrovia, dà a Trevisanello che a sua volta porge ad Ambu: fucilata che Castellini, proteso in tuffo, non riesce a trattenere. Dunque, Ascoli in vantaggio sul Napoli per 0-1;

- è invece il 14’ quando al Renato Curi di Perugia, dove una tribuna principale costa la bellezza di 19.000 lire, i padroni di casa passano a condurre sul Lanerossi Vicenza. Nappi batte un calcio d’angolo corto per Casarsa che crossa al centro per la testa di Bagni. Perugia 1 Lanerossi Vicenza 0;

- trascorrono altri sei minuti e il San Paolo tira un sospiro di sollievo: Pellegrini ha riportato le squadre in parità. Questa la dinamica: tandem tra Pin-Caso con quest’ultimo che crossa. Felice Pulici si alza a candela, minacciando in modo in realtà vano. Pellegrini, appostato dietro di lui, infila di piatto destro. Al 20’, quindi, altra variazione di risultato: Napoli e Ascoli sono sull’1-1;

- risaliamo la Penisola e torniamo all’Olimpico per segnalare, al 24’, un altro momentaneo pareggio: quello della Lazio. Sulla trequarti D’Amico dribbla un paio di bianconeri e poi pesca in corridoio Giordano. Il numero 9 biancoceleste scatta dentro l’area alle spalle di Gentile che, però, lo atterra. L’arbitro Agnolin di Bassano del Grappa decreta il rigore che è lo stesso Giordano a realizzare: 1-1, e la massima punizione trasformata dal futuro capocannoniere del campionato sarà anche l’ultima segnatura della prima frazione di gioco.

Reti ancora inviolate in quattro campi: al Comunale di Bologna, tra Bologna e Inter, dove i nerazzurri non riescono a concretizzare il loro gran movimento per via della scarsa precisione in fase di realizzazione; ad un altro Comunale, quello di Catanzaro, dove due squadre rocciose come Catanzaro e Atalanta non disdegnano tuttavia puntate in zona-gol, senza però fortuna; a San Siro, dove un Milan ancora alle prese con i postumi della trasferta in Cecoslovacchia (qualificazione al secondo turno di Coppa Uefa conquistata soltanto ai rigori contro il Lokomotiv Kosice) soffre la matricola Avellino; e infine al Bentegodi di Verona, dove Verona e Roma, due squadre ancora in ritardo di preparazione, danno vita ad una partita invero squallida. Chissà cosa deve aver pensato Nereo Rocco, recatosi nella città di Romeo e Giulietta ad osservare i giallorossi per conto del Milan per poi partire per Milano ove vestire, la sera, i panni di commentatore alla Domenica Sportiva. Un’esperienza, quest’ultima, che si rivelerà brevissima: nel mondo della televisione il“Paron non si sentiva davvero a proprio agio.

Inizia la ripresa, e con essa… riprendono anche i gol. Soprattutto all’
Olimpico dove, dopo appena quattro minuti (è il 49’), la Lazio capovolge il risultato: azione personale di Cordova che pesca al centro D’Amico il quale, a sua volta, devia di testa per Giordano. Il centravanti manca l’aggancio ma, con l’altro piede, serve fortunosamente Garlaschelli che fa secco Zoff. Gioia di breve durata, però: due minuti dopo, su spiovente dalla sinistra di Causio ancora Bettega, questa volta di collo sinistro al volo, riequilibra le sorti dell’incontro. E 2-2 sarà anche il risultato finale. Annotazione: per il terzo anno consecutivo Bettega realizza una doppietta nella prima giornata. Nel 1976/77 avvenne proprio all’”Olimpico” contro la Lazio (finì 2-3 per i bianconeri); l’anno successivo, invece, i due gol di “Penna Bianca” aprirono (ma solo nel secondo tempo) la vendemmiata per 6-0 sul Foggia;

- altri tre minuti e troviamo un campo inviolato in meno: quello di Verona dove, al 54’, i padroni di casa si sono portati in vantaggio su rigore grazie a Calloni, l’ex sciagurato Egidio (Gianni Brera dixit) del Milan, un giocatore destinato ad imperitura fama per le reti clamorosamente fallite piuttosto che per quelle realizzate. Questo lo svolgimento dell’azione: Mascetti fila via in verticale e, al limite dell’area, pesca D’Ottavio. Il numero 11 gialloblù finta su Peccenini, ma Santarini rientra e lo carica di spalle all’altezza del disco.
Lo stesso disco che l’arbitro Michelotti di Parma indica: Calloni si incarica del tiro dagli 11 metri e trasforma; Verona 1 Roma 0. Poi non accade più nulla…

… fino a quando non irrompono le milanesi. La prima a colpire è l’Inter: è il 78’ quando l’ottimo portiere Memo, per assicurarsi il quale il Bologna ha smosso mari e monti, deve capitolare. Oriali recupera un pallone a metà campo; discesa e cross a rientrare per Muraro, che infila di piatto destro. Quando a San Siro scocca il minuto numero 79 tocca, invece, al Milan: punizione battuta da Rivera, Collovati riprende la respinta della retroguardia irpina e si gira in mezza rovesciata sulla sinistra in area; Buriani, di esterno destro, devia in rete. Saranno entrambi gol-partita.
A Bologna, dopo il gol di Muraro, l’allenatore nerazzurro Bersellini invade il campo in segno di giubilo e si becca un’ammonizione dall’arbitro romano Ciulli, che sul campo aveva già ammonito il rossoblù Bellugi. A San Siro, invece, il Milan recrimina per due rigori (atterramento di Chiodi in area e “mani” di Roggi su cross di Novellino) che Mattei non concede. Ma, quel che più conta, vince. Qui gli ammoniti sono tre, tutti per gioco falloso: gli avellinesi Galasso e Roggi, rispettivamente al 20’ e al 40’, e il Piscinin rossonero (il soprannome lo ha coniato Rivera) Franco Baresi al 73’;

- trascorrono appena due minuti e al Bentegodi di Verona, dove è appunto l’81’, la Roma ristabilisce la parità: su punizione di De Nadai dalla destra pasticcia Spinozzi; Pruzzo stoppa di petto e fionda in gol da 15 metri. 1-1, e sarà così fino al termine;

- all’85’ il “Comunale” di Catanzaro, teatro dell’unico 0-0 odierno, si distingue negativamente. Non fraintendete, il pubblico non c’entra; semmai c’entrano i giocatori. Su questo campo, infatti, e proprio a questo minuto, vengono comminate dall’arbitro Lapi di Firenze le uniche due espulsioni della giornata inaugurale: a finire anzitempo sotto la doccia sono il giallorosso Enrico Nicolini e l’atalantino, calabrese di nascita (è di Castrovillari, in provincia di Cosenza), Antonio Rocca, per reciproche scorrettezze. Gli angoli sono 6 a 2 per i padroni di casa;

- a Perugia, all’88, arriva il secondo sussulto di una gara fiacca. Come dire il secondo gol, ancora dei grifoni umbri: Casarsa suggerisce per Butti, che crossa dalla destra; palla a Dal Fiume, che aggira Guidetti e fulmina Ernesto Galli insaccando a fil di palo per il definitivo 2-0. Il Lanerossi Vicenza, però, è anche sfortunato: al 66’ Guidetti ha colpito un palo. Due ammoniti, uno per parte (Casarsa e Miani) e 5 angoli a 4 per gli ospiti completano il tabellino;

- ben altro sussulto, invece, un minuto dopo al San Paolo: Napoli in vantaggio! Ferrario avanza e crossa per Pin; violento rasoterra di quest’ultimo che Felice Pulici, in tuffo, riesce soltanto a respingere ma non a trattenere.
Irrompe Savoldi ed è il 2-1 finale.

Rivediamo un compendio di quanto descrittovi fin qui attraverso una breve sintesi filmata, con i commenti originali dei radiocronisti di Tutto il calcio:




E a questo punto andiamo a vedere la schedina:

Bologna-Inter 0-1 2
Catanzaro-Atalanta 0-0 X
Lazio-Juventus 2-2 X
Milan-Avellino 1-0 1
Napoli-Ascoli 2-1 1
Perugia-L.R. Vicenza 2-0 1
Torino-Fiorentina 1-1 X
Verona-Roma 1-1 X

Per la serie B:
Bari-Spal 0-0 X
Genoa-Cagliari 1-1 X
Palermo-Pescara 1-1 X

Per la serie C1:
Triestina-Mantova 1-0 1
Teramo-Reggina 3-0 1

Per una classifica di serie A di facile lettura:
Al comando Inter, Milan, Napoli e Perugia con 2 punti; seguono Atalanta, Catanzaro, Lazio, Torino, Fiorentina, Juventus, Roma e Verona con 1; chiudono Avellino, Ascoli, Lanerossi Vicenza e Bologna a quota zero.

Questi, invece, i risultati relativi alla seconda giornata di serie B non inseriti in schedina:

Brescia-Nocerina 2-1
Foggia-Sampdoria 3-1
Pistoiese-Cesena 1-0
Rimini-Monza 0-0
Sambenedettese-Lecce 0-0
Taranto-Ternana 1-1
Varese-Udinese 2-2

In virtù di questi risultati, dunque, la vetta della classifica del campionato cadetto è saldamente nelle mani del Foggia, unica compagine a punteggio pieno con 4 punti; con 3 troviamo Udinese, Cagliari, Pescara e Lecce. Affollatissima quota 2, ben nove squadre: Nocerina, Brescia, Palermo, Ternana, Bari, Genoa, Monza, Sambenedettese e Pistoiese. Chiudono, con un punto, in sei: Cesena, Spal, Rimini, Sampdoria, Taranto e Varese.

Quindici reti, dunque, hanno caratterizzato la prima di questo campionato di serie A 1978/79 che, alla sua conclusione, avrebbe visto brillare nel cielo del calcio italiano una stella in più: quella del Milan, che dopo undici anni di altalenanti prestazioni si laurea, con una giornata d’anticipo e 44 punti finali, campione d’Italia per la decima volta nella sua storia, ottenendo così finalmente - dopo la Juventus nel 1957/58 e l’Inter nel 1965/66 - il diritto a fregiarsi appunto della tanto sospirata stella, simbolo di dieci scudetti conquistati, che si era vista sfuggire per un soffio al termine del campionato 1972/73, quello della prima “fatal Verona”. Eh sì, perché ve ne sarebbe stata una seconda nel 1990, diciassette anni dopo la prima (90 la paura, 17 la s…fortuna; roba da giocare al lotto!). L’immagine di Gianni Rivera sul prato di San Siro, col microfono in mano ad invitare i tifosi entusiasti ad abbandonare un settore inagibile dello stadio in occasione della decisiva gara col Bologna, è l’ultima di questo straordinario campione che, a quasi 36 anni, appende le scarpe al chiodo una volta raggiunto l’ultimo traguardo, forse il più sognato.
La gioia per la vittoria, però, non è completa: il 20 febbraio 1979, nella sua Trieste, è morto Nereo Rocco, il Paron, colui che più di tutti ha simboleggiato un’epoca inimitabile della storia rossonera, oltre ad essere stato un autentico secondo padre per molti giocatori, in particolare per Rivera. La stella del decimo scudetto non può essere dedicata che a lui.
Al secondo posto, a tre lunghezze, troviamo per il secondo anno consecutivo un outsider, ancora più sorprendente: il Perugia di Ilario Castagner, che chiude il campionato senza sconfitte; mai nessuno, in precedenza, vi era riuscito. E’ stato l’eccessivo numero di pareggi (ben 19) a frenare la corsa degli umbri, unica compagine in grado di tallonare il Milan e mantenere vivo l’interesse del torneo fino alle ultime battute. Lo scudetto morale è senza dubbio loro.
Trovano, invece, piena conferma i dubbi relativi alle conseguenze post- mondiali sulla Juventus: campionato deludente quello dei bianconeri che solo nel finale, più per disgrazie altrui che per meriti propri, sono riusciti ad acciuffare il terzo posto a quota 37, un punto sopra Inter e Torino. I nerazzurri, nonostante un finale disastroso (tre sconfitte, di cui due in casa, nelle ultime tre giornate), hanno ribadito l’ascesa del calcio milanese, mentre i granata, colpiti da un’incredibile catena di infortuni, non sono mai riusciti a piazzare l’acuto vincente. L’incidente automobilistico del 17 aprile 1979 sull’Autostrada dei Fiori nei pressi di Andora, nel quale l’ex calciatore Paolo Barison ha perso la vita e il tecnico Radice, alla guida dell’auto, ha riportato gravi ferite ha poi contribuito a creare ulteriore tensione in casa torinista.
Seguono, a pari merito con 32 punti, Napoli e Fiorentina: per il secondo anno consecutivo la differenza-reti premia i partenopei con un posto in Coppa Uefa, ma buono comunque il comportamento dei viola. Tre punti sotto troviamo una Lazio che ha sciupato in trasferta quanto di buono ha fatto in casa, ma si consola abbondantemente con il titolo di capocannoniere conquistato da Bruno Giordano, autore di 19 reti. Ad una lunghezza il Catanzaro, che al terzo tentativo è riuscito finalmente a conservare la serie A senza neppure troppi patemi, precedendo il terzetto a 26 punti formato da Ascoli, Avellino e, soprattutto, Roma. Neppure questa volta i giallorossi, che per la prima volta hanno esibito sulle proprie maglie il nuovo simbolo della lupa "stilizzata"(apripista delle nuove forme di marketing calcistico che esploderanno nel decennio successivo), sono riusciti a decollare, nonostante gli sforzi del presidente Gaetano Anzalone che il 16 maggio 1979, in lacrime, decide di passare la mano. Gli subentra Dino Viola, che raccoglierà i frutti del lavoro del predecessore già a partire dall’anno seguente, grazie anche al ritorno in panchina di Nils Liedholm il quale, per una questione di durata di contratto, non accetta di restare al Milan: la conquista della Coppa Italia sarà il prologo dell’epoca più fulgida della storia romanista.
Ci vorrebbe invece Alfred Hitchcock per descrivere adeguatamente la suspence nei bassifondi. Il Bologna, acciuffando in casa col Perugia un 2-2 non privo di strascichi polemici (Bagni, autore di due gol in tre minuti, viene colpito al volto con una gomitata dal difensore rossoblù Cresci e deve lasciare il campo alla fine del primo tempo), raggiunge quota 24 punti, così come l’Atalanta che, anch’essa a domicilio, sconfigge per 2-0 e appaia in classifica il Lanerossi Vicenza. Ma per la differenza-reti sono i felsinei (vitale, al tirar delle somme, il 5-2 rifilato proprio ai vicentini alla terza giornata) a farla franca, mentre per i bergamaschi la vittoria finale serve soltanto a trascinare con essi nell’inferno della serie B la squadra che soltanto dodici mesi prima aveva lottato per lo scudetto. Una mazzata terribile per Paolo Rossi, i cui 15 gol non sono bastati per la salvezza, e un autentico dramma per il Veneto, privato in un colpo solo di due squadre nella massima divisione. All’ultimo posto troviamo infatti il Verona, staccatissimo con soli 15 punti e da tempo condannato alla retrocessione. Per tutte e tre, comunque, arriveranno tempi migliori: il Verona tornerà in serie A nel giro di tre anni per conquistare, altri tre anni dopo, uno storico scudetto. Cinque anni saranno invece necessari all’Atalanta per riabbracciare la massima serie; per rivedere il Vicenza (nel frattempo non più Lanerossi) tra le elette occorrerà invece attendere sedici anni. Bergamaschi e vicentini, tuttavia, avranno un destino comune: a dieci anni di distanza gli uni dagli altri parteciperanno alla Coppa delle Coppe. I primi come finalisti di Coppa Italia contro il Napoli poiché i partenopei, freschi del loro primo scudetto, dovevano disputare la Coppa dei Campioni; i secondi dopo aver vinto la loro prima e unica Coppa Italia battendo nella doppia finale, guarda caso, il Napoli. Ebbene, sia nerazzurri che biancorossi si faranno onore nell’oggi defunta competizione europea, cedendo soltanto in semifinale e, in ambedue i casi, per mano dei futuri vincitori del trofeo (rispettivamente Malines e Chelsea). Anche questo è un motivo d’orgoglio… Un’ultima curiosità: tutte e tre le neopromosse sono riuscite a conservare il posto in serie A; non accadeva dal campionato 1965/66, disputato a 18 squadre.
Allora toccò a Brescia, Napoli e Spal. In realtà anche nella stagione 1967/68 Sampdoria e Varese riuscirono in analoga impresa, ma le neopromosse furono soltanto due (liguri e lombardi, appunto) poiché la massima serie fu ridotta di due unità, da 18 a 16 squadre.

E mentre il Veneto piange, il Friuli-Venezia Giulia ride: l’Udinese, appena promossa dalla C, festeggia dodici mesi da favola vincendo da dominatrice, con 55 punti, anche il campionato cadetto e tornando in serie A dopo 17 anni.
Grazie a questa straordinaria impresa l’allenatore Massimo Giacomini si guadagna, per l’anno successivo, l’approdo sulla panchina del Milan campione d’Italia.
Gioisce anche la Sardegna: dopo tre interminabili anni di purgatorio il Cagliari, secondo a quota 49, ritrova finalmente la massima divisione.
Si rende invece necessario uno spareggio per stabilire chi tra Pescara e Monza, entrambe a 48 punti, sarà la terza squadra ad essere promossa. Sarà l’Abruzzo ad esultare: sul neutro di Bologna è 2-0 per i biancazzurri, che riconquistano la massima serie dopo un solo anno tra i cadetti. Per il terzo anno consecutivo, invece, i brianzoli vengono beffati sul traguardo.
Pistoiese, quinta a quota 44, e Lecce, un punto sotto, cominciano a fare le prove generali per la loro prima promozione in serie A: i toscani la conquisteranno l’anno successivo, per i pugliesi ne occorreranno altri sei.
Settimo posto con 41 punti per un Palermo sfortunatissimo finalista di Coppa Italia; così come cinque anni prima erano stati sconfitti soltanto ai rigori dal Bologna (dopo essere stati raggiunti, nei tempi regolamentari, al 90’ e sempre su rigore), questa volta i rosanero vengono beffati dalla Juventus a tre minuti dalla fine del secondo tempo supplementare, dopo essere passati in vantaggio, in quelli regolamentari, al primo minuto ed esservi rimasti sino all’83’! Come dire: una pelle venduta a carissimo prezzo.
A due lunghezze dai siciliani il tranquillo Brescia, che ha preceduto il trio a quota 36 formato da Sampdoria, Ternana e Sambenedettese. Grande bagarre, invece, per evitare il quart’ultimo posto, che da quest’anno vuol dire serie C1. All’ultima giornata, ma solo all’ultima giornata Genoa, Cesena, Spal, Taranto e Bari, tutte appaiate a 35 punti, sono riuscite a spuntarla, per due lunghezze, su un Foggia sempre più in crisi; per i pugliesi, autori di un discreto girone di andata e crollati nel ritorno, è la seconda retrocessione consecutiva. Insieme al già citato Foggia intraprendono il mesto cammino anche la Nocerina, con 29 punti, il Rimini e il Varese, appaiate sul fondo a quota 24. Ad eccezione dei molossi di Nocera Inferiore, inizialmente allenati da Bruno Giorgi (che purtroppo è scomparso nei giorni scorsi), per i quali questo campionato cadetto rimarrà il punto più alto raggiunto nella loro storia, le altre tre sapranno riconquistare immediatamente la serie B. Anzi, all’inizio degli anni ’90 il Foggia tornerà in serie A, dove vivrà e farà vivere ai suoi
tifosi momenti indimenticabili: quelli di Zemanlandia.

E a questo punto, anche la nostra storia di oggi è giunta al termine. Una storia che racconta di un campionato atteso come un anno scolastico. Perché iniziava in ottobre, come la scuola una volta; perché una volta, come a scuola, se qualche giocatore-scolaro combinava una marachella, l’allenatore-maestro poteva punirlo senza dover rendere conto ai procuratori-genitori; perché una volta, allo stadio come a scuola, la stragrande maggioranza andava con panini anziché con armi; perché una volta, se si pranzava allo stadio, lo si faceva per scelta propria, non della Lega Calcio.
Perché, nonostante tutto, anche oggi, come una volta, sia il calcio che la scuola continuano ad insegnare… a chi ha voglia di imparare.

Grazie a tutti e a presto.

Boris Boris

martedì 28 settembre 2010

Sabato 28 settembre 1957



TELEVISIONE

16,00 POMERIGGIO SPORTIVO
Ripresa diretta di un avvenimento agonistico

la TV dei ragazzi

17,30 GIRAMONDO
Notiziario internazionale dei ragazzi
17,55 ARRIVANO I VOSTRI
Settimanale di cartoni animati
18,15 LE AVVENTURE DI RIN TIN TIN
Addio a Fort Apache
Telefilm - Regia di Robert G. Walker
Produzione: Screen Gems Inc.
Interpreti: Lee Aaker, James Brown, Joe Sawyer e Rin Tin Tin

18,40 - 19,10 LA TV DEGLI AGRICOLTORI
Rubrica dedicata ai problemi dell'agricoltura, a cura di Renato Vertunni
Edizione pomeridiana

20,30 TELEGIORNALE
Direttore Massimo Rendina
In studio Riccardo Paladini, Ugo Zatterin e Gianni Granzotto
20,50 CAROSELLO (Shell Italiana - Crodo - L'Oreal - Vecchia Romagna Buton)
21,00 ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
di Jane Austen
Riduzione di Edoardo Anton
Con Virna Lisi, Luisella Boni, Enrico Maria Salerno, Franco Volpi, Daniela Calvino, Elsa Merlini, Sergio Tofano, Elio Pandolfi, Vira Silenti, Tullio Altamura, Gino Ravazzini
Regia di Daniele D'Anza
22,00 CETRAVOLANTE
Varietà musicale a cura di Amurri, Verde e Zapponi
Presentato dal Quartetto Cetra
Orchestra diretta da Mario Consiglio
Regia di Gianfranco Bettetini
23,00 RITRATTO D'ATTORE
Vittorio De Sica
23,30 TELEGIORNALE
Seconda edizione
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Nei primi mesi del 1957, l'avvento alla direzione del Telegiornale di Massimo Rèndina (oggi ancora vivente, arzillo e combattivo presidente della sezione romana dell'Associazione Nazionale Partigiani) determina un'impaginazione più moderna dell'ancor nuova testata giornalistica televisiva. A parte il cambiamento della sigla grafica (l'antenna su cui ruota il mappamondo - senza più il logo della Tv di Carboni e Varisco inserito sin dall'inizio e per tutta la durata della direzione di Vittorio Veltroni - destinata ad essere mantenuta, sia pur con qualche aggiustamento, sino al 31 gennaio del 1970), il TG mantiene due punti fermi legati alla precedente gestione, ovvero il popolarissimo Riccardo Paladini come lettore e il quotidiano servizio filmato da New York a cura di Ruggero Orlando, realizzato al TV Broadcasting Center delle Nazioni Unite. Tuttavia vi sono innovazioni più significative e destinate ad essere apprezzate dai telespettatori. Prima di tutto non vi è più un'edizione unica di prima serata, replicata al termine delle trasmissioni quotidiane, bensì una suddivisione per fasce orarie, anche per consentire ulteriori aggiornamenti sui principali fatti della giornata. Difatti, con l'arrivo della primavera (si fa per dire, visto il gran freddo che continua a fare tra il marzo e il maggio del '57 in Italia) nasce un'edizione della notte (inizialmente indicata semplicemente come Seconda edizione) atta a conseguire questo scopo, mentre per il Capodanno del 1958 prenderà il via anche un'edizione del pomeriggio, il cui speaker sarà un professore ligure d'Italiano e Latino trapiantato a Roma, Edilio Tarantino. L'altra novità è la presenza in studio di due giornalisti in grado di spiegare meglio al pubblico le notizie politiche, uscendo da quel lessico così contorto e burocratico che Paladini era finora costretto a leggere. Sono due veneti (un vicentino e un padovano, ma bolognese d'adozione) che hanno all'attivo esperienze sia come giornalisti della carta stampata che in veste di autori di libri (sia romanzi che biografie a carattere storico o politico). Uno è al debutto assoluto al microfono, mentre l'altro era stato corrispondente del Giornale Radio dagli Stati Uniti dalla fine degli anni '40 fino al 1954, quando da Londra giunse nella Grande Mela (per rimanervi a lungo) un altro corregionale, stavolta veronese: Ruggero Orlando. I loro nomi ? Ugo Zatterin e Gianni Granzotto.
Dicevamo prima che Zatterin (che, lo ribadiamo, è vicentino e non veneziano come tutti - oggi anche Wikipedia - credono) è al suo debutto assoluto come telegiornalista. A parte la curiosa dizione (inevitabilmente dall'accento goldoniano e con una pronuncia caratteristica delle sibilanti, elementi sui quali più tardi Alighiero Noschese baserà una fortunata imitazione), Zatterin piace subito perchè i propri commenti non solo sembrano meno ingessati e il più possibile esplicativi delle varie situazioni (come gli capiterà nel '64, quando inviterà i telespettatori a combattere la congiuntura mangiando pure il baccalà e suscitando qualche perplessità in certi ambienti in cui la parola indicante il pesce veloce del Mar Baltico viene tradizionalmente messa all'indice), ma anche rivelano delle posizioni ideologiche un po' diverse rispetto all'andazzo allora dominante in RAI (dalla quale è appena uscito, per prendere i voti e diventare frate trappista, l'ex - Direttore Generale, il torinese Filiberto Guala, cattolico rigoroso): non per niente egli è un socialista convinto. Si, d'accordo: l'avvento del Centro - Sinistra porterà Zatterin a importanti poltrone, come quella della direzione (tra le migliori della storia) del Radiocorriere TV tra il 1966 e il 1969, del Centro di Produzione RAI di Torino fino al 1980 (con un ricco catalogo di programmi televisivi di ogni genere, dai varietà agli sceneggiati, realizzati negli studi di via Verdi) ed infine del TG 2, ricoprendo inoltre, di tanto in tanto, il ruolo di moderatore delle tribune politiche e sindacali, ma tutto ciò non toglierà alcunchè alle reali qualità del professionista, che avrà pure modo di trattare in apposite inchieste alcuni fenomeni molto importanti legati, nel bene e nel male, al boom economico italiano (La donna che lavora nel 1959 e Meridionali a Torino nel 1961, servizi spesso ancor oggi riproposti, tutti o in parte). Solo una volta dovrà arrampicarsi sugli specchi, anche per esigenze pseudo - censorie: nel 1958, con l'approvazione della Legge Merlin che renderà illegali le case chiuse (i volgari bordelli), Zatterin svolgerà regolarmente il proprio commento sull'iniziativa promossa dalla senatrice socialista Lina Merlin, ma dovrà usare un giro di parole tale da non poter pronunciare una sola volta termini come case chiuse e prostituzione, solo due tra le tante parole allora vietate in RAI.
Per capire come questa novità voluta da Rèndina fosse accolta inizialmente con un minimo di diffidenza dallo staff della redazione del TG, basti ricordare un aneddoto di Gianni Granzotto, riferito alla sera del suo debutto in video (il giornalista raccontò questo episodio qualche tempo prima della sua scomparsa, quando era ancora presidente dell'agenzia ANSA - dopo esserlo stato della stessa RAI -, in un'intervista radiofonica rilasciata al Prof. Pier Francesco Listri, collaboratore della sede RAI di Firenze, in occasione di un ciclo celebrativo del primo trentennio televisivo): ''Ricordo che si andava in onda alle otto e mezza: alle sette e mezza, colui che era preposto all'organizzazione del lavoro di redazione per il TG mi telefona e mi dice: Granzotto, è quasi ora di andare in onda ma ancora non ho ricevuto il testo di ciò che tu dirai. Risposi: Io non ho un testo, ma ho solo degli appunti. Se mi date un po' di libertà, me la lasciate, se no sono io che lascio. Convinsi tutti, andai in onda, andò tutto bene e le cose andarono bene nell'arco dei sette anni in cui tenni la rubrica di politica estera nell'edizione serale del Telegiornale ''.
Gianni Granzotto è ricordato dai telespettatori come l'uomo della matita, nel senso che i commenti sui grandi eventi internazionali (citati di striscio perfino da Vasco Pratolini nel suo romanzo La costanza della ragione , ambientato nel 1960: Si udiva il lettore TV bubare di Kennedy, di Nixon e d'Algeria, poi la musica del carosello della pubblicità) vengono da lui accompagnati agitando leggermente una penna o, per l'appunto, una matita. Questo particolare non sfugge agli incorreggibili Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, i quali vorrebbero farne una parodia in Un, due, tre trasformando Granzotto in un rappresentante di penne che cerca di convincere il collega Zatterin a comprargliene qualcuna: i dirigenti RAI, però, bloccano lo sketch e non lo lasciano passare.
Sempre in quell'intervista radiofonica del 1983, Granzotto sottolinea come l'idea della matita fosse nata da lui, per puro caso, una sera e come fosse diventata una curiosa consuetudine: ''Da un giornale era giunta una critica in cui si sottolineava come io, quando andavo in onda, mi stringessi troppo le mani. Io, che non amo gestire (sic !), avevo però paura che la luce rossa della telecamera puntata su di me potesse giocarmi un brutto scherzo, sicchè una sera chiesi al personale di studio se era possibile procurarmi una matita, in modo da poter scaricare ogni tentazione di gesticolazione. Me la diedero, andai in onda, continuai per qualche giorno ancora con questa mia richiesta, finchè i cameramen non vennero ad offrirmi direttamente penne o matite (Dottore, prenda la mia, stasera !) ''..
Zatterin e Granzotto aprono la serie di quelli che il critico televisivo del settimanale L'Espresso, Sergio Saviane, di lì a poco definirà mezzibusti, prendendo spunto dalla più classica inquadratura di un telegiornalista, seduto dietro la scrivania e quindi atto ad apparire dalla cìntola in su, e col tempo sempre più frenato, per ordini di vario genere provenienti dal Palazzo, nell'esprimere pareri personali sulle notizie da lui comunicate ai telespettatori. Se non altro, benchè quelli fossero ancora i tempi dei servizi con i potenti democristiani intenti a posare prime pietre o a tagliare nastri, il TG fine anni Cinquanta - inizio Sessanta, diretto prima da Rèndina e poi da Leone Piccioni, aveva proprio in Zatterin e Granzotto le figure più significative che, pur senza strafare (e non poteva certo essere altrimenti in quel periodo), sapevano persuadere il pubblico con visioni abbastanza dirette di un'Italia che stava vivendo il miracolo economico caldeggiato dalla maggioranza (malgrado le suddivisioni al suo interno, destinate poi a sfociare nel Centro - Sinistra) e un mondo sempre sull'orlo della Terza Guerra Mondiale, fortunatamente evitata grazie alla diplomazia e alla grandezza di personaggi come Kruscev, Eisenhower e soprattutto il successore di quest'ultimo, John Fitzgerald Kennedy.
Purtroppo, l'estate scorsa, il decennale della scomparsa di Zatterin è passato sotto silenzio e inoltre il Tubo non ci fornisce per ora immagini di repertorio di telegiornali con Zatterin e Granzotto (sono pochissimi i documenti che li riguardano oggi disponibili). In compenso, negli archivi della RAI è conservato senz'altro un TG proprio dell'autunno del 1957 (del 31 ottobre, se non andiamo errati). Non sappiamo se sia stato digitalizzato, in modo da vederlo comodamente in Mediateca, ma comunque esso è un prezioso e significativo cimelio.
A tutti voi l'augurio di una buona serata.
A prestissimo ! ! !
CBNeas

domenica 26 settembre 2010

Domenica 26 settembre 1976 (Radio)



RADIOUNO

6,00 SEGNALE ORARIO
- MATTUTINO MUSICALE
6,25 ALMANACCO
6,30 LA MELARANCIA
Un programma di Claudio Novelli, condotto da Sergio Cossa
7,35 CULTO EVANGELICO
8,00 GR 1
Prima edizione
- EDICOLA DEL GR 1
Cosa scrivono oggi i giornali
8,30 SCRIGNO MUSICALE
9,10 MONDO CATTOLICO
Settimanale di fede e vita cristiana
9,30 SANTA MESSA
in lingua italiana, in collegamento con la Radio Vaticana
10,15 TUTTO E' RELATIVO
Ipotesi di radio show perfetto tracciata da Marcello Marchesi, tentata da Orazio Orlando
(Replica)
11,00 VISI PALLIDI
Improvvisamente l'estate in corso
12,00 DISCHI CALDI
Canzoni in ascesa verso la Hit Parade
Presenta Giancarlo Guardabassi
13,00 GR 1
Seconda edizione
Direttore Sergio Zavoli
13,20 KITSCH
Trasmissione condotta e diretta da Luciano Salce
Con Sergio Corbucci, Anna Mazzamauro, Wanda Osiris, Franco Rosi
14,30 VAGHE STELLE DELL'OPERETTA
Gianni Agus e Paola Quattrini presentano
LA VEDOVA ALLEGRA
con la partecipazione di Marisa Bartoli
15,30 Lelio Luttazzi presenta
VETRINA DI HIT PARADE
15,45 BATTO QUATTRO
- Nell'intervallo (ore 15,58)
Tennis: da Roma
ITALIA - AUSTRALIA
di Coppa Davis
Radiocronista Claudio Ferretti
16,45 RACCONTI POSSIBILI
Storie parlate e immaginate, storie pubbliche e private di personaggi mai ascoltati
17,00 ALLE CINQUE DELLA SERA
Quattro chiacchiere e quattro dischi con Dino Verde
19,00 GR 1 SERA
Terza edizione
19,15 ASCOLTA, SI FA SERA
19,20 INTERVALLO MUSICALE
19,30 IL CONCERTO SOLISTICO
20,20 JAZZ GIOVANI

Per la Sicilia
19,30 - 21,00 SICILIA SPORT
Panorama della domenica a cura di Orlando Scarlata e Luigi Tripisciano

21,00 GR 1
Quarta edizione
21,20 Il classico dell'anno
ORLANDO FURIOSO
di Ludovico Ariosto
raccontato da Italo Calvino
21,40 CONCERTO DEL SOPRANO ELLY AMELING E DEL PIANISTA DALTON BALDWIN
22,20 Mino Reitano presenta:
ANDATA E RITORNO
Programma di riascolto per indaffarati, distratti e lontani
23,00 GR 1
Ultima edizione
I PROGRAMMI DELLA SETTIMANA - BUONANOTTE
Al termine : Chiusura

RADIODUE

6,00 LE MUSICHE DEL MATTINO
- Negli intervalli:
(6,24) BOLLETTINO DEL MARE
(7,30) GR 2 RADIOMATTINO
Direttore Gustavo Selva
- BUON VIAGGIO
8,30 GR 2 RADIOMATTINO
8,45 DOMENICA MUSICA
9,30 GR 2 - NOTIZIE
9,35 Amurri e Verde presentano
GRAN VARIETA'
Spettacolo con Johnny Dorelli e la partecipazione di Mina, Catherine Spaak, Gianrico Tedeschi, Monica Vitti
Orchestra diretta da Marcello De Martino con i 4 + 4 di Nora Orlandi
Regia di Federico Sanguigni
- Nell'intervallo (ore 10,30):
GR 2 - NOTIZIE
11,05 ALTO GRADIMENTO
di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni con la partecipazione di Giorgio Bracardi e Mario Marenco
12,00 CANZONI ITALIANE
12,30 GR 2 - RADIOGIORNO
Direttore Gustavo Selva
12,35 L'OSPITE DELLA DOMENICA
Un programma di Luciano Rispoli
Regia di Federico Sanguigni
13,30 GR 2 - RADIOGIORNO
13,35 Paolo Villaggio presenta:
DOLCEMENTE MOSTRUOSO
Regia di Orazio Gavioli
(Replica)
14,00 SU DI GIRI
15,00 LA CORRIDA
Dilettanti allo sbaraglio presentati da Corrado
Complesso diretto da Roberto Pregadio
Regia di Arturo Zanini
15,35 Dal Foro Italico in Roma
Servizio speciale del GR 2 in occasione della semifinale interzone di Coppa Davis
ITALIA - AUSTRALIA
Radiocronista Mario Giobbe
15,40 RADIODISCOTECA
Selezione musicale per tutte le età condotta da Guido e Maurizio De Angelis
Regia di Paolo Moroni

Per la Sicilia
14,30 - 16,00 TRASMISSIONI REGIONALI

16,55 GR 2 - NOTIZIE
17,00 MUSICA E SPORT
A cura della Redazione sportiva del GR 2
Conducono Enrico Ameri e Adriano Mazzoletti
- Nell'intervallo (18,30):
GR 2 - NOTIZIE DI RADIOSERA - BOLLETTINO DEL MARE
18,55 CRAZY
Programma musicale con Ronnie Jones
19,30 GR 2 - RADIOSERA
Direttore Gustavo Selva
20,00 CELEBRI ROMANZE PER CELEBRI INTERPRETI
Musiche di Spontini, Donizetti, Rossini, Verdi, Puccini, Massenet, Giordano, Gounod
21,10 LA VEDOVA E' SEMPRE ALLEGRA ?
Confidenze e divagazioni sull'operetta con Nunzio Filogamo
21,35 SUPERSONIC
Dischi a mach due
22,30 GR 2 - RADIONOTTE
Direttore Gustavo Selva
- BOLLETTINO DEL MARE
22,50 BUONANOTTE EUROPA
BONNE NUIT EUROPE - GOOD NIGHT EUROPE - GUTEN NACHT EUROPA
Divagazioni turistico - musicali
23,29 CHIUSURA
23,31 - 5,57 NOTTURNO ITALIANO

RADIOTRE

7,00 QUOTIDIANA RADIOTRE
- Nell'intervallo (ore 7,30):
GIORNALE RADIOTRE
8,30 CONCERTO DI APERTURA
10,00 DOMENICA TRE
10,40 I NUOVI CANTAUTORI
11,10 SE NE PARLA OGGI
11,55 FOLKLORE
12,25 CONCERTO DA CAMERA CON IL PIANISTA JORG DEMUS
13,25 LIEDERISTICA
13,45 GIORNALE RADIOTRE
14,15 TAMERLANO IL GRANDE
17,30 JAZZ GIORNALE
18,00 MUSICHE DI GUILLAUME DUFAY
19,00 GIORNALE RADIOTRE
19,30 CONCERTO DELLA SERA
20,30 POESIA NEL MONDO
21,00 GIORNALE RADIOTRE
Direttore Mario Pinzauti
21,15 INTERPRETI A CONFRONTO
22,00 CLUB D'ASCOLTO
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Premessa: ritornando stasera a parlare di radio, ci sembra giusto soffermarci un attimo su un efficacissimo e agile libro sull'argomento. Ne è autore Davide Camera, nostro affezionato navigatore, che nel suo Un microfono sempre aperto ha raccolto ricordi, aneddoti, preziose informazioni e interventi di alcune tra le figure che fecero davvero grande l'emittenza radiofonica italiana (soprattutto quella pubblica) a cavallo tra gli anni '60 e i '70. Vi consigliamo di non perderlo, sia perchè è ben scritto e realizzato, sia perchè è uno di quei volumi che si leggono d'un fiato, appassionatamente, proprio come è capitato a noi.
E veniamo all'odierno tema.
Domenica 26 settembre 1976, dopo diciassette mesi di trasmissioni e qualcosa come 74 puntate praticamente consecutive (con un solo, forzato stop a causa del terremoto in Friuli), giunge al termine la divertente rubrica settimanale Kitsch, programma che, sull'esempio del precedente I Malalingua, ma con una vena satirico - caustica un po' più cauta, ha permesso a Luciano Salce, attore - regista cinematografico tra i più versatili, di fondere le sue consuete frecciate sullo spettacolo e sul costume con momenti di spettacolo un po' più di maniera e parodie abbastanza azzeccate, affidandosi anche a un cast di contorno che ha avuto una serie di avvicendamenti nel corso del tempo, ma senza snaturare l'idea primigenia, quella di sbugiardare fatti, uomini e situazioni all'insegna del cattivo gusto (o del kitsch, per l'appunto).
Ogni puntata si apre con una canzoncina - stornello, musicata da Guido e Maurizio De Angelis, in cui Salce descrive i sogni di gloria radiofonica di una persona qualsiasi:

Oh, dai, papà,
Papà, non t'arrabbiare !
Io lascio la casetta;
In radio voglio andare
Coro: Il mondo mio sarà,
O radio o morte !

Parto con la valigia
Legata con lo spago.
Addio, mia cara Gigia !
Scrivimi a via Asiago !
Coro: Il mondo mio sarà,
O radio o morte !

Amici cari, addio !
Io seguo la mia strada.
Venitemi a trovare
Là, in via Teulada !
Coro: Il mio mondo sarà,
O radio o morte !


La serie di strofette termina con un'ultima quartina che però ricordiamo solo in parte e che vede il nostro eroe partire per... la casella postale 400, a coronamento degli indirizzi storici della RAI. Parte poi la sigla di testa, finita la quale il microfono passa a Luciano Salce e a Sergio Corbucci che dialogano su alcune tematiche suggerite dai fatti della settimana e sfocianti in divagazioni di sorta. Indi una stentorea voce femminile introduce Un capolavoro alla settimana, preceduto da una breve presentazione di Gian Luigi Rondanini della Pietà (sic !), che naturalmente è un Salce che fa il verso al grande critico cinematografico Gian Luigi Rondi, ma esasperandone toni stentorei e frasi retoriche. Segue poi un interminabile elenco di personaggi e interpreti, ma il tutto si risolve in una brevissima battuta (come non ricordare le Tragedie in due battute di Achille Campanile ?) che finalmente svela il titolo dell'opera letteraria in questo modo dissacrata. Chiude una lunga serie di ringraziamenti da parte della RAI, a cominciare dalla Quinta Flotta Americana nel Pacifico.
Entra poi in scena Franco Rosi, imitatore sempre presente nell'anno e mezzo o quasi di emissioni di Kitsch. Dapprima lo si ascolta mentre interviene su un paio di dischi mandati in onda tra un blocco di scenette e un altro, naturalmente con la voce di un personaggio noto (oppure con quella di un personaggio inventato di sana pianta, il disc - jockey Italo Antenna, sicuramente ispirato a Ettore Andenna, voce storica di Radio Montecarlo - ma pure conduttore di programmi televisivi RAI a premi per i ragazzi -); quindi ha un momento tutto per sè, ossia una versione speciale de La Corrida in cui egli fa tutto da solo, dando voce sia a Corrado che ai concorrenti, che poi sono personaggi famosi impegnati in incredibili performances. Citiamo Ruggero Orlando che canta Piange... il telefono, Ugo Tognazzi che si cimenta con Bella senz'anima, Enza Sampò che recita Romeo e Giulietta, Enrico Ameri che racconta barzellette, Sandro Ciotti che balla, Jader Jacobelli che suona il sax, e ancora Gianni Morandi, Paolo Cavallina, Mike Bongiorno e politici come Ugo La Malfa e Aldo Moro.
Paolo Panelli è protagonista per un bel po' dello sketch della favoletta del nonno, rivisitazione personale non solo di fiabe classiche, ma anche di trame di opere letterarie, lavori teatrali e perfino melodrammi, con la giusta dose di umorismo. Tuttavia, non appena si fanno pressanti gli impegni teatrali (ovvero la tournée di Aggiungi un posto a tavola), l'attore romano lascia la trasmissione e il suo spazio viene riempito da un monologo di Sergio Corbucci dedicato alle donne dei vari segni dello Zodiaco (e naturalmente ispirato al film Di che segno sei ? da lui diretto).
Ritorna Luciano Salce con l'angolino dei ricordi, dapprima direttamente animato da lui con il curioso titolo Vestivamo alla pecorara (ovvia parodia di Vestivamo alla marinara, l'allora vendutissimo libro di Susanna Agnelli). In seguito l'attore e regista si trasforma in intervistatore di due grandi dello spettacolo, le quali si raccontano per una dozzina di domeniche ciascuna. La prima ospite è Paola Borboni; successivamente sarà protagonista di questo spazietto Wanda Osiris.
Ancora un paio di dischi - riempitivo (con regolari incursioni - imitazioni di Franco Rosi) e quindi, finalmente, la rubrica ereditata da I Malalingua e dedicata alle canzoni più curiose e strampalate in circolazione in quel periodo. Il titolo, ovviamente, non è più Schif-Parade, bensì Kitsch - Jockey . Quattro sono i motivi presentati domenicalmente, tutti diversi di settimana in settimana (anche se spesso viene centellinato l'intero LP di questo o quel cantante: è il caso di Zingari di Orietta Berti, che praticamente mantiene per mesi, tra la primavera e l'estate 1976, il primo posto di questa classifica del cattivo gusto in musica). Altri brani che vengono diffusi nel corso di questa rubrica: Profumo di ginestre di Giulietta Sacco, Scivolare via di Manuel De Sica, Perdere per perdere di Gigliola Cinquetti, un'occasionale parentesi canora del consulente musicale radiofonico Tullio Grazzini e pure una nuova incisione della rediviva Wilma De Angelis, accolta da Salce con tanto di provocatoria litania (Wilma De Angelis... ora pro nobis !) ripetuta all'infinito.
Da ricordare che questo momento finale di ogni puntata di Kitsch viene condotto da Salce in coppia con un'attrice. La prima è Bice Valori, anche per mantenere un certo spirito di continuità con I Malalingua; successivamente interviene Sandra Mondaini ed infine Anna Mazzamauro. Nel corso del Kitsch - Jockey va in onda il... Bollettino Gerontologico della Reumatica, inevitabile frecciatina ai danni di quei VIP che le tentano tutte per sentirsi giovani quando invece, ahiloro, non lo sono più (è difatti un elenco delle età vere di tali celebrità - o almeno di quelle da loro dimostrate - scandito sulla falsariga delle temperature minime e massime quotidianamente registrate dalle varie città).
Le note di Song, affidate alla chitarra elettrica di Maurizio De Angelis, chiudono ogni puntata di questo programma che all'epoca ebbe un buon successo, ma il cui ricordo è rimasto sopito nella memoria dei più. Speriamo di avervi fatto cosa gradita ricostruendone una puntata - tipo e ci auguriamo che le inevitabili inesattezze qui presenti (ci siamo affidati totalmente ai nostri ricordi infantili) possano essere corrette, magari tramite qualche documento sonoro che sinceramente ci farebbe tanto piacere riascoltare dopo trentaquattro - trentacinque anni. E poi questo post è stato il pretesto per ricordare Luciano Salce, la cui poliedrica vita artistica è stata ultimamente rievocata dal figlio in un libro di cui si dice un gran bene.
Ci salutiamo quindi con Song: ci ritroveremo senz'altro qui tra un paio di giorni con un nuovo argomento suggerito dal palinsesto radiofonico o televisivo di una certa data.
Buona notte a tutti ! ! !
CBNeas