sabato 21 agosto 2010

Domenica 21 agosto 1966 (Radio)




PROGRAMMA NAZIONALE

6,30 BOLLETTINO PER I NAVIGANTI
6,35 MUSICHE DEL MATTINO
Prima parte
7,10 ALMANACCO - PREVISIONI DEL TEMPO
7,15 MUSICHE DEL MATTINO
Seconda parte
7,35 ACCADDE UNA MATTINA
(Motta)
7,40 CULTO EVANGELICO
8,00 GIORNALE RADIO - SUI GIORNALI DI STAMANE, rassegna della stampa italiana in collaborazione con l'A.N.S.A. - Bollettino meteorologico
8,30 VITA NEI CAMPI

Per la Sardegna
8,30 - 9,00 MUSICA CARATTERISTICA

9,00 MUSICA PER ARCHI
Debussy (arr. Jankowski): Clair de lune - Dvorak (arr. Holmes): Humoresque et al.
9,15 DAL MONDO CATTOLICO
9,30 SANTA MESSA IN RITO ROMANO
in collegamento con la Radio Vaticana con breve omelia di Padre Antonio Lisandrini
10,15 IL MONDO DEL DISCO ITALIANO
11,25 MUSICA IN PIAZZA
12,00 ARLECCHINO
Negli intervalli comunicati commerciali

Per la Sardegna
12,00 DE DIE IN DIE
12,05 GIROTONDO DI RITMI E CANZONI

12,50 ZIG-ZAG
12,55 CHI VUOL ESSER LIETO...
(Vecchia Romagna Buton)

9,30 - 13,00 Per Trieste
TRASMISSIONI LOCALI

13,00 GIORNALE RADIO - PREVISIONI DEL TEMPO - BOLLETTINO PER I NAVIGANTI
13,15 CARILLON
(Manetti & Roberts)
13,18 PUNTO E VIRGOLA
Rassegna di successi
13,30 MUSICHE DAL PALCOSCENICO E DALLO SCHERMO
Nohra - Morricone: An eye for an eye (dal film Per qualche dollaro in più) * Sordi - Piccioni: Breve amore (dal film Fumo di Londra) * Castellano - Pipolo - Pisano: Al buio sto sognando (dal programma televisivo Johnny sera) et al.
(Oro Pilla Brandy)
13,55 GIORNO PER GIORNO
14,00 SCACCIAPENSIERI
Trattenimento musicale di Lia Origoni con l'orchestra diretta da Piero Umiliani

Per la Sardegna
14,00 GAZZETTINO SARDO

14,30 LE ORCHESTRE DELLA DOMENICA
15,00 GIORNALE RADIO - BOLLETTINO METEOROLOGICO
15,15 ABBIAMO TRASMESSO
17,00 CONCERTO SINFONICO
diretto da PIERRE MONTEUX
con la partecipazione del violinista Arthur Grumiaux e del violoncellista Antonio Janigro
Musiche di Wagner, Brahms e Berlioz
Orchestra Sinfonica di Milano della RAI
(Registrazione)
- Bollettino per i naviganti
18,40 PER VOI GIOVANI
Programma musicale a cura di Renzo Arbore
19,30 LA GIORNATA SPORTIVA
19,45 MOTIVI IN GIOSTRA
Negli intervalli comunicati commerciali
19,53 UNA CANZONE AL GIORNO
(Antonetto)

Per la Sardegna
19,45 - 20,00 GAZZETTINO SARDO
Per il Friuli - Venezia Giulia
19,45 - 20,00 IL GAZZETTINO DEL FRIULI - VENEZIA GIULIA
Per la Sicilia
19,45 - 20,00 MUSICA LEGGERA

20,00 GIORNALE RADIO
20,20 APPLAUSI A...
(Ditta Ruggero Benelli)
20,25 TERRA '70
Un programma di Cobelli e Badessi
Regia di Gennaro Magliulo
21,00 CONCERTO DEL QUINTETTO DI VARSAVIA
Musiche di Dvorak
21,45 IL LIBRO PIU' BELLO DEL MONDO
Trasmissione a cura di Padre Nazareno Fabbretti
22,00 NUNZIO ROTONDO E IL SUO COMPLESSO
22,30 MUSICA NELLA SERA
23,00 GIORNALE RADIO - BOLLETTINO METEOROLOGICO - BOLLETTINO PER I NAVIGANTI - I PROGRAMMI DI DOMANI - BUONANOTTE

SECONDO PROGRAMMA

6,30 SEGNALE ORARIO
DIVERTIMENTO MUSICALE
7,30 NOTIZIE DEL GIORNALE RADIO
7,33 MUSICHE DEL MATTINO
8,25 BUON VIAGGIO
Trasmissione per gli automobilisti realizzata in collaborazione con l'ACI
8,30 GIORNALE RADIO
8,45 IL GIORNALE DELLE DONNE
(Omo)
9,30 NOTIZIE DEL GIORNALE RADIO
9,35 Amurri e Jurgens
presentano
GRAN VARIETA'
Spettacolo della domenica
con Johnny Dorelli
e la partecipazione di Rina Morelli, Mina, Walter Chiari, Alberto Lupo e Paolo Panelli
Regia di Federico Sanguigni
Prima parte
10,30 NOTIZIE DEL GIORNALE RADIO
10,35 GRAN VARIETA'
Seconda parte
11,00 CORI DA TUTTO IL MONDO
Programma musicale a cura di Enzo Bonagura
11,25 LA CHIAVE DEL SUCCESSO
(Simmenthal)
11,30 NOTIZIE DEL GIORNALE RADIO
11,35 VOCI ALLA RIBALTA
Negli intervalli comunicati commerciali
12,00 - 12,30 I DISCHI DELLA SETTIMANA
12,30 - 13,00 TRASMISSIONI REGIONALI

L'APPUNTAMENTO DELLE 13:
13,00 SU IL SIPARIO
(Società Grey)
13,03 IL DOTTOR DIVAGO
(Cynar)
13,10 TRIS D'ASSI
(Amaro Cora)
13,20 ZOOM
(Galbani)
13,25 MUSICA TRA LE QUINTE
(A. Gazzoni e C.)
13,30 GIORNALE RADIO
13,45 QUADERNO A QUADRETTI
Teatrino in bianco e nero di Franco Torti, con Gino Bramieri
Regia di Pino Gilioli
(Mira Lanza)
14,00 GIRO DEL MONDO IN MUSICA
14,30 VETRINA DI UN DISCO PER L'ESTATE
15,00 CELEBRI ORCHESTRE AMERICANE
15,45 TEMPO DI CANZONI
16,30 IL CLACSON
Musiche e notizie per gli automobilisti
Programma realizzato in collaborazione con l'ACI
a cura di Piero Accolti ed Enzo De Bernart
17,15 MUSICA E SPORT
(Esso Standard Italiana)
18,30 NOTIZIE DEL GIORNALE RADIO
18,35 I VOSTRI PREFERITI
Negli intervalli comunicati commerciali
19,23 ZIG - ZAG
19,30 RADIOSERA
19,50 PUNTO E VIRGOLA
Rassegna di successi
20,00 CORRADO FERMO POSTA
Musica richiesta dagli ascoltatori
Testi di Perretta e Corima
Presenta Corrado, con Lori Randi
Regia di Riccardo Mantoni
21,00 POLTRONISSIMA
Controsettimanale dello spettacolo, a cura di Mino Doletti
21,30 GIORNALE RADIO
21,40 MUSICA DA BALLO
22,30 GIORNALE RADIO
22,40 - 23,10 IN GIRO PER L'ITALIA
23,15 - 6,25 NOTTURNO DALL'ITALIA

RETE TRE
(Stazioni a M.F. del Terzo Programma)

Per il Friuli - Venezia Giulia
7,15 - 7,30 IL GAZZETTINO DEL FRIULI - VENEZIA GIULIA
Per la Campania
8,00 - 9,00 GOOD MORNING FROM NAPLES
Trasmissione in lingua inglese
8,00 - 8,10 INTERNATIONAL AND SPORT NEWS
8,10 - 8,35 MUSIC FOR RELAXED LISTENING
8,35 - 9,00 RELIGIOUS PROGRAM

9,30 ANTOLOGIA DI INTERPRETI

Direttore Arthur Rother:
Musiche di Gluck

Soprano Joan Marie Moynagh:
Musiche di R. Strauss e Debussy

Quartetto Italiano:
Musiche di Shostakovich

Direttore Andrè Cluytens:
Musiche di Franck

Baritono Ettore Bastianini:
Rossini: Il barbiere di Siviglia: Largo al factotum * Verdi: Rigoletto: Cortigiani, vil razza dannata * Verdi: Otello: Credo in un Dio crudel (Orchestra Sinfonica di Torino della RAI diretta da Luciano Bettarini)

Pianista Sviatoslav Richter:
Musiche di Bach, Schumann e Prokofiev

Soprano Maria Callas:
Musiche di Rossini e Donizetti

Complesso di strumenti a fiato Pierre Poulteau:
Musiche di Gounod

Tenore Ernst Haefliger:
Musiche di Haendel

Direttore Janos Ferencsik:
Musiche di Kodaly

12,00 MUSICHE PER ORGANO
Brani di Muffat e Reger
12,30 UN'ORA CON ALBERT ROUSSEL
Dirigono Sergiu Celibidache e Jean Martinon
13,25 CONCERTO SINFONICO
diretto da Rudolf Kempe
Musiche di Beethoven, R. Strauss e Bloch
Orchestre Sinfoniche di Torino e Napoli della RAI
15,35 JUAN CHRISOSTOMO ARRIAGA
Quartetto n. 1 in re
16,00 MUSICHE DI ISPIRAZIONE POPOLARE
Brani di Smetana e Liadov
16,30 OTTORINO RESPIGHI
Feste romane, poema sinfonico: Circenses - Giubileo - L'Ottobrata - La Befana; Fontane di Roma, poema sinfonico: La Fontana di Valle Giulia all'alba - La Fontana del Tritone al mattino - La Fontana di Trevi al meriggio - La Fontana di Villa Medici al tramonto; Pini di Roma, poema sinfonico: I pini di Villa Borghese - Pini presso una Catacomba - I pini del Gianicolo - I pini della Via Appia (Orchestra Sinfonica della NBC diretta da Arturo Toscanini)
17,30 ISAAC ALBENIZ
Suona la pianista Yvonne Loriod

TERZO PROGRAMMA

18,30 MUSICHE DI PUGNANI, BOCCHERINI E CORELLI
19,15 LA RASSEGNA
Cultura spagnola
a cura di Vittorio Bodini
19,30 L'ANELLO DEL NIBELUNGO:
Un Prologo e Tre Giornate
Parole e Musica di Richard Wagner

Terza giornata
IL CREPUSCOLO DEGLI DEI
Opera in tre atti
Con Wolfgang Windgassen, Birgit Nilsson
Orchestra e Coro del Festival di Bayreuth diretti da Karl Bohm
Maestro del Coro Wilhelm Pitz
(Registrazione effettuata il 31 luglio 1966 dal Bayerischer Rundfunk di Monaco di Baviera in occasione del Festival di Bayreuth 1966)

Nell'intervallo
(ore 21,25 circa)
RIVISTA DELLE RIVISTE
IL GIORNALE DEL TERZO

19,00 - 20,30 Per il Trentino - Alto Adige
TRASMISSIONI REGIONALI
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Oh, le antiche e gloriose campane che, con i loro festosi tocchi, annunciavano lo spuntare di un nuovo giorno attraverso la radio ! Quanta nostalgia ! E poi, se si trattava di una domenica, l'atmosfera era la più adeguata possibile !

Quest'oggi, cari amici del Focolare, rivisitiamo per l'appunto una domenica radiofonica di tanti, tanti anni fa: ben quarantaquattro. Come si conviene alle caratteristiche del nostro blog, prendiamo spunto dalla data odierna, il 21 agosto, per rivivere idealmente parole e musica diffuse via ètere in quell'estate 1966 ormai in via di declino.

A parte il solito, tradizionale rituale domenicale mattutino, con rubriche religiose per protestanti e cattolici e le informazioni settimanali per gli agricoltori introdotte dalla sigletta musicale di un grazioso valzerino campestre, da otto settimane si registra l'inserimento nei programmi del Secondo di una nuova trasmissione, un brioso spettacolo dovuto a una felicissima intuizione del funzionario Maurizio Riganti, caldeggiata dagli autori Tonino Amurri e Maurizio Jurgens e dal regista Federico Sanguigni (padre di due graziose fanciulle che presto diventeranno due corteggiatissime ragazze, e non solo nel giro della RAI). In pratica, viene creata una sorta di appendice radiofonica al grande teleshow del sabato sera, con comici e cantanti. Basta stabilire i turni di registrazione dei vari interventi nell'auditorium A di via Asiago in Roma (come specifica l'annunciatrice), assemblare il tutto con applausi preregistrati (e anche piuttosto monotoni, a dire il vero) ed ecco la formula di Gran varietà. L'estrema comodità di gestione della trasmissione spingerà tutti i più importanti attori e cantanti italiani ad accettare la periodica partecipazione a questo spettacolo domenicale mattutino. Mancheranno all'appello soltanto Dario Fo, Sophia Loren, Anna Magnani, Cesco Baseggio e pochissimi altri: in tredici anni - fino all'8 luglio 1979 - si alterneranno al microfono, come presentatori, Johnny Dorelli, Raimondo Vianello, Walter Chiari, Raffaella Carrà (sia da sola che in coppia con Paolo Villaggio), Lando Buzzanca, Domenico Modugno e Gino Bramieri. Da non dimenticare anche l'anno (1976 - '77) in cui Gran varietà si trasforma in Più di così, dapprima con la coppia Mondaini - Vianello e successivamente con Enrico Montesano.
Su questo e altri magici momenti della radio a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta si è soffermato il giornalista veneto Davide Camera, che pochi anni fa ha scritto un interessantissimo saggio sul tema, corredato pure da rievocazioni da parte degli stessi protagonisti. Sarebbe interessante lasciare allo stesso Davide, che sovente lascia incisivi commenti ai nostri post, specie se d'argomento radiofonico, il compito di completare il ricordo di Gran varietà con ulteriori, preziosissime informazioni: Davide, ti aspettiamo ! ! !
Anche l'intenditore di musica classica ha il suo Gran varietà, ma con una sostanziale differenza: esso va in onda anche il sabato, e da tempo. Intendiamo più precisamente parlare dell' Antologia di interpreti con cui si aprono le trasmissioni della Rete Tre, che dal 1960 diffonde musica seria in modulazione di frequenza fino al tardo pomeriggio e che nell'aprile del 1967 si fonderà con il Terzo Programma (finora a diffusione solo serale), creando così una programmazione univoca e atta a spaziare per tutto il giorno, tanto in FM che a onde medie. Tra i protagonisti le cui esecuzioni vengono mandate in onda quel 21 agosto 1966 spicca Sviatoslav Richter, sensibile pianista sovietico che, quando si esibì negli Stati Uniti nell'autunno del 1960 (trattenendosi anche per una serie di incisioni discografiche a cura della RCA Victor), colpì i critici per il modo di suonare delicato ma potente, senza ostentazione; un'infallibile sicurezza di articolazione e di ritmo, bellezza del fraseggio e proprietà dello stile, un magistrale senso di poesia musicale (Cyrus W. Durgin). Nel repertorio di Richter (attivo praticamente fino alla morte, avvenuta nell'estate del 1997) trova subito posto uno tra i primi banchi di prova più significativi per i pianisti in genere, ossia Il clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach, con i suoi preludi e le sue fughe. Eccovene un breve compendio, a partire naturalmente dal numero 1 in do maggiore, sulla cui base Charles Gounod creò, circa un secolo dopo la composizione bachiana, la melodia di una notissima (e stupenda) Ave Maria:



Altra musica per il clou del solleone (almeno là dove resiste, essendo già in atto le prime perturbazioni di rottura dell'estate), articolata in apposite rubriche tematiche. Per cominciare, fanno da sottofondo al pasto prandiale (o al picnic sull'erba o sulla sabbia) alcune canzoni tratte da film di successo del periodo. Tra queste ve ne sono due che meritano la nostra attenzione: la prima è la versione vocale del tema de La resa dei conti scritto da Ennio Morricone per il secondo capitolo della trilogia del dollaro di Sergio Leone, Per qualche dollaro in più, comportatosi molto bene ai botteghini tra inverno e primavera. A cantare questa speciale (nel senso che nel film il brano si ascolta solo per orchestra, con quella coinvolgente introduzione per organo da chiesa) versione, intitolata in inglese An eye for an eye ("Occhio per occhio"), è un venticinquenne triestino, Maurizio Graf, voce spesso adoperata per siglare alcuni spaghetti western (a cominciare da quelli di Ringo, diretti da Duccio Tessari e interpretati da Giuliano Gemma):



Per esigenze di regolamento del Cantagiro, al quale Graf concorre, il brano viene presentato con il testo debitamente tradotto in italiano, nel modo che segue:



Altro successo cinematografico dei mesi precedenti è Fumo di Londra, prima prova di Alberto Sordi come regista di sè stesso. Piero Piccioni scrive un tema d'amore arioso e moderno al tempo stesso, musicando un testo di Albertone (anche tradotto in inglese da Robert Mellin con il titolo You never told me e cantato nel film da Julie Rogers) e affidandone l'interpretazione alla grande Mina (da antologia il duetto Mina - Sordi in Studio Uno, qualche mese prima). La canzone s'intitola Breve amore, contrappuntata dalle spettacolari entrate di coro dei sempre bravissimi Cantori Moderni di Alessandroni:



Con la fine delle vacanze, anche le vetrine radiofoniche del Disco per l'Estate 1966 vanno scemando. Vale comunque la pena ricordare il brano che si aggiudicò la finale di giugno a Saint Vincent: Prima c'eri tu, scritta e cantata da Fred Bongusto, ma che il re del night non vorrà più riproporre nelle sue serate, nel corso dei decenni successivi, fors'anche perchè gli ricorderà un momento piuttosto critico della carriera, oltre che una vittoria decisa quasi a tavolino dalla RAI e dalla Fonit - Cetra (e sarà proprio per questo che Bongusto, nel 1967, non rinnoverà il contratto con l'etichetta legata all'IRI e passerà alla RCA Italiana):



Torniamo alla grande musica, quella delle sale da concerto. Ci affidiamo a un interessante programma d'ascolto che viene messo in onda nel pomeriggio di quel 21 agosto '66 ancora dalla Rete Tre, dedicato a un grande compositore italiano del primo Novecento, Ottorino Respighi, bolognese trapiantato a Roma, e a un suo amico nonchè principale divulgatore delle sue composizioni più importanti, Arturo Toscanini. Vengono fatti ascoltare, uno di seguito all'altro, i tre principali poemi sinfonici che Respighi dedicò a Roma, ossia le Feste romane, le Fontane di Roma e i Pini di Roma, nelle magistrali (e a tutt'oggi insuperate) esecuzioni registrate tra il 1949 e il 1953 dallo stesso Arturo Toscanini con l'orchestra sinfonica della NBC di New York, nel corso di una serie di concerti radiofonici tenuti alla Carnegie Hall. Incominciamo dalle Feste e dal primo brano che le caratterizza, Circenses, ovvio omaggio alla classicità. C'è un aneddoto che riguarda proprio l'incisione del 1949 di Toscanini e che viene riportato dal critico statunitense John W. Freeman nella brochure della ristampa in CD pubblicata dalla RCA Victor in tutto il mondo circa vent'anni fa: Il direttore di produzione Richard Mohr ricordava che Toscanini era insoddisfatto perchè il volume della riproduzione non era abbastanza alto. Quando gli venne ricordato che l'attrezzatura poteva reggere non più che tanto volume senza entrare in distorsione, il Maestro ruggì contro i tecnici come i leoni di Respighi: Non me ne importa ! Rompete le macchine ! E quasi quasi gli obbedirono.



Veniamo ora al più eloquente dei momenti che compongono il poema Fontane di Roma, La fontana del Tritone al mattino, con l'orchestra che riproduce quasi fedelmente lo zampillare dell'acqua, comunque con abilità e maestria:



I Pini si ricordano pure per l'elettrizzante inizio, un tema molto vivace che descrive i giochi dei bambini lungo Villa Borghese, con le cantilene e le filastrocche (a cominciare da Madama Dorè e da Giro girotondo) trattate da Respighi con un effetto orchestrale a un tempo elegante e da brivido, degna apertura di quella che, delle tre partiture respighiane di atmosfera romana, è certamente la nostra preferita, specie se naturalmente la si ascolta tramite il disco lasciato ai posteri da Toscanini:



Del finale dei Pini, ossia I pini della Via Appia, rimane addirittura un filmato televisivo che descrive la direzione toscaniniana. E'la sera di martedì 17 marzo 1953: fra un anno il grandissimo concertatore parmigiano, ormai in là con gli anni, si ritirerà dalle scene.



Mentre i melomani attendono la registrazione dell'ultima parte dell'avvenimento musicale dell'estate, la Tetralogia wagneriana presentata al Festival di Bayreuth sotto la direzione di Karl Bohm (e che fortunatamente verrà presto pubblicata ufficialmente su disco: oggi ne esistono le doverose ristampe in CD), i più giovani, che si occupano sempre di meno di opera lirica, si dedicano all'ascolto della versione domenicale di un altro programma di recente istituzione, affidato alle cure di Renzo Arbore e (inizialmente) del giornalista, scrittore e drammaturgo Enrico Roda: Per voi giovani, che in quei primi mesi di vita viene trasmesso dal lunedì al venerdì pomeriggio sul Secondo Programma e la domenica sera sul Nazionale. Si gettano le basi di quello che col tempo diverrà un appuntamento musicale sempre più aperto a tematiche sociali: comunque, basta ricordare che le scalette di quelle prime puntate si segnalano per il predominio di dischi anglo - americani, quasi inesistenti negli altri spazi musicali quotidiani, pur se il Radiocorriere TV liquida il programma con queste parole: Dischi di successo inframmezzati da scherzose divagazioni. Ad ogni modo, già allora la sigla musicale di Per voi giovani è questo pezzo di bravura affidato all'organista afroamericano Jimmy Smith, The cat, sulle cui note vi salutiamo caramente e cordialmente, augurandovi una felice domenica (finalmente calda e soleggiata quasi ovunque) e dandovi appuntamento al prossimo post.
CBNeas

martedì 10 agosto 2010

Giovedì 10 agosto 1972




NAZIONALE

Per Messina e zone collegate, in occasione della 33° Fiera Campionaria Internazionale
10,00 – 11,30 PROGRAMMA CINEMATOGRAFICO

la TV dei ragazzi

18,15 CLUB DEL TEATRO: IL MELODRAMMA ITALIANO
a cura di Gino Negri
con la partecipazione di Lucia Scalera
Regia di Eugenio Giacobino
Il Trovatore
di Giuseppe Verdi
19,00 FILIPAT E PATAFIL
in
- La cura del sole
- Colpi di judo

Prod. : VEB Defa (DDR)

GONG (Sapone Respond – Disinfettante Milton)
19,15 MARE APERTO
a cura di Orazio Pettinelli
Consulenza di Vincenzo Vallario

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC – TAC (Acqua Sangemini – Dentifricio Durban’s – Milkana De Luxe – Triplex)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
ARCOBALENO 1 (Lama Gillette Platinum Plus – Nescafè Gran Aroma – Doratini di manzo Findus)
CHE TEMPO FA
In studio Mario Pennacchi
ARCOBALENO 2 (Aperitivo Biancosarti - Omo)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Willy De Luca
CAROSELLO
(1) Pizzaiola Locatelli – (2) Stock - (3) Lampade elettriche Osram – (4) Terme di Recoaro - (5) Permaflex materassi a molle
I cortometraggi sono stati realizzati da : 1) Film Made – 2) Cinetelevisione – 3) Gamma Film – 4) Tiber Cinematografica – 5) Paul Campani

21,00 Un grande comico
BUSTER KEATON
a cura di Luciano Michetti Ricci
Presentazione di Mario Soldati
IL FIGLIO DI BILL DEL VAPORETTO
(Steamboat Bill jr.)
Interpreti: Buster Keaton, Ernest Torrence, Marion Byron, Tom McGuire, Tom Lewis, Joe Keaton
Regia di Charles F. Reisner
Produzione: Joseph M. Schenck per la Buster Keaton Production Inc.
DOREMI’ (Patatina Pai – Gruppo Industriale Ignis – Cinzano Rosso – Lacca Libera & Bella)
22,15 TUTTO E’ POP
Spettacolo musicale
con Mario Barbaja, Orietta Berti, L’Orchestra Casadei, Orchidea De Sanctis, Fiammetta, Renato Greco, Complesso caratteristico La Racchia , Otello Profazio, Tony Santagata, Raymond Vincent
Testi di Giancarlo Guardabassi
Presenta Vittorio Salvetti
Regia di Antonio Moretti
BREAK (Brancamenta – Stufe Olmar)
23,15 TELEGIORNALE
Edizione della notte
CHE TEMPO FA
In studio Mario Pennacchi
SPORT

SECONDO

Trasmissioni in lingua tedesca
per la zona di Bolzano

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 GRAF YOSTER GIBT SICH DIE EHRE
Heitere Kriminalserie mit L. Ammann
Heute: Strahlendes Wasser
Regie: Michael Braun
Verleih: Bavaria
19,55 ICH SEGELTE UM DIE WELT
Ein Film von Rollo Gebhard uber seine Einhand-Weltumseglung
Tahiti – Hamburg
Verleih: Bibo – Film
20,40 – 21,00 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Cristallina Ferrero – Dash – Orologi Omega – Elettrodomestici Ariston – Dentifricio Ultrabrait – Tuttoqui Star)
21,15 LE EVASIONI CELEBRI
Lo schiavo gallico
Telefilm – Regia di Jean-Pierre Decourt
Interpreti: Jacques Fabbri, Bernard Giraudeau, Michel Vitold, Jacques Balutin, Guy Fox , Henry Virlojeux, Loumi Iacobesco, Malka Ribowska, Nicole Elfì
Coproduzione: Difnei Cinematografica - O.R.T.F. - Pathè
DOREMI’(Martini - Saponetta Pamir)
22,15 UNA DONNA, UN PAESE
Un programma a cura di Carlo Lizzani e Claudio Nasso
Testi di Emilia Granzotto
Coretta King

TSI - SVIZZERA

19,45 LE AVVENTURE DI PAPUM
con i burattini di Michel Poletti
- Il circo dei mattacchioni
- Papum artista
- Papum in vacanza

20,10 TELEGIORNALE 1a edizione
- TV - SPOT
20,20 RAGAZZE IN BLU
Telefilm
Albero genealogico
(A COLORI)
- TV - SPOT
20,50 JACKY STEWART, UN PROTAGONISTA DI FORMULA 1
(A COLORI)
- TV - SPOT
21,20 TELEGIORNALE Edizione principale
- TV - SPOT
21,40 30 ANNI DI STORIA
LA GRANDE GUERRA '14 - '18
Realizzazione di Susanne Baron
23,00 L'ASSISTENTE SOCIALE
Telefilm
Keisey Street
23,50 TELEGIORNALE Terza edizione

KOPER - CAPODISTRIA

21,00 L'angolino dei ragazzi
MR. PIPER
21,10 ZIG - ZAG
21,15 NOTIZIARIO (PARZIALMENTE A COLORI)
21,30 L'AMMIRAGLIO E' UNO STRANO PESCE
Film
23,00 EN FRANçAIS
Lezione di lingua francese

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San Lorenzo: tradizione vuole che di notte cadano le stelle, sorrette dai desideri espressi, più o meno seriamente, dal comune uomo romantico. Per noi il 10 agosto, come fu per il grande Giovanni Pascoli, ha un significato luttuoso, legato com’è alla grave perdita di un genitore (peraltro non così tragica come capitò all’illustre poeta romagnolo, il cui padre venne ucciso alla fiera di Cesena del 1867) avvenuta ormai un lustro fa: fors’anche per sdrammatizzare l’inevitabile clima di ricordi e di rimpianti suscitati dall’anniversario della scomparsa di nostra madre, donna colta, poliglotta, intelligente e sensibile fermata da quel male impietoso il cui nome è uguale a quello di un segno zodiacale associato a un pesce, proviamo a giocare anche noi al rituale delle stelle, esprimendo desideri su desideri. Quest’anno ci permettiamo, proprio per mezzo del presente blog, di rendere palesi due di queste nostre intenzioni: 1) che il nostro libro pilota del Focolare, lavoro pronto ormai da sette mesi, venga presto pubblicato, dal momento che sembra sia la volta buona perché ciò avvenga; 2) che la televisione italiana offra costantemente palinsesti di qualità, anche se si è in piena estate, proprio come quel San Lorenzo di 38 anni fa che oggi abbiamo scelto per voi e sul quale ci soffermiamo immediatamente.

Giorni addietro parlavamo al telefono con Paolo Starvaggi, uno dei nostri super – esperti che spesso nobilitano il Focolare, e ci chiedevamo se era ancora possibile produrre una trasmissione come quella che, per sei estati consecutive (dal 1970 al ’75), il centro RAI di Milano realizzò per i ragazzi: Club del Teatro. Ovvero, come avviare un pubblico preferibilmente composto dai bambini delle ultime classi elementari e di prima – seconda media ai capolavori del palcoscenico, magari articolandoli in cicli ben precisi, sviluppatisi nel tempo: Shakespeare, Goldoni, Pirandello, e via dicendo. Un presentatore; abbondante materiale d’archivio (soprattutto se direttamente proveniente da Corso Sempione o dal Teatro della Fiera); spiegazioni non troppo didascaliche e pallose, et voilà, ecco una versione televisiva, ma dai risvolti didattico – divulgativi, della radiofonica Commedia in trenta minuti, che ai tempi furoreggiava e della quale parlammo praticamente agli albòri del nostro blog, l’inverno scorso. Nel 1972 si parla di teatro musicale, di opera lirica, con un digest settimanale di alcuni tra i melodrammi più noti. Per l’occasione si occupa dei testi un grande musicista milanese, molto attivo non solo in RAI, ma anche nei circuiti teatrali alternativi del capoluogo lombardo: il M° Gino Negri. Presenta invece una beniamina del pubblico più giovane, la rassicurante maestra elementare Lucia Antonini che però agisce in teatro e in TV (fu lei a lanciare Giocagiò sei anni prima) con il nome d’arte di Lucia Scalera. Quel 10 agosto del ’72 l’obiettivo è puntato su Il trovatore, secondo dei melodrammi della trilogia popolare di Giuseppe Verdi (le altre due opere sono Rigoletto e La Traviata). Com’è noto, il libretto di Salvatore Cammarano e Leone Emanuele Bardare è ispirato a un drammone spagnolo di cappa e spada, El Trobador, di Garçia Gutierrez, in cui si parla di due fratelli nobili, discendenti del Conte di Luna, che non sanno di essere tali (uno di questi, il trovatore Manrico, venne rapito e adottato ancora in fasce dalla zingara Azucena) e che sono nemici sia per ragioni politiche che sentimentali (oggetto del contendere è la bella Leonora, che ha già fatto la sua scelta legandosi proprio a Manrico e respingendo lo spocchioso e giovane conte). Sembrerà vincere il male (Manrico sarà condannato a morte perché sovversivo e Leonora, pur promettendo a malincuore al Conte di Luna di darsi a lui per sempre, troverà il modo di avvelenarsi di nascosto proprio per amore del trovatore), ma, quando ormai il dramma si compie, la zingara rivela al nobile che in realtà quel giovane cantore zingaro era suo fratello. Peggio di così…
Gli inserti prescelti provengono da una trasmissione TV de Il trovatore del dicembre 1966, realizzata sempre negli studi milanesi per la regia di Margherita Wallmann, specializzata in spettacoli lirici abbastanza al passo coi tempi. Ecco perciò questo allestimento dal sapore vagamente beat, animato da grandi voci italiane: il soprano umbro Antonietta Stella (Leonora), il baritono triestino – morto nel 2005 - Piero Cappuccilli (il Conte di Luna) e il tenore Carlo Bergonzi, originario proprio di Busseto e quindi concittadino di Verdi, nei panni del protagonista Manrico. Dirige l’orchestra Arturo Basile, siciliano originario di Canicattini Bagni, presso Siracusa, ma piemontese d’adozione e attivo in mezzo mondo fino alla sua tragica morte, avvenuta nel 1968.
Primo brano in programma è l’iniziale incontro – scontro tra i tre protagonisti, caratterizzato proprio dall’ingresso di Manrico che canta Deserto sulla terra.



Altre due perle del Trovatore note anche ai profani: la folgorante (come la definì il musicologo Giampiero Tintori) cabaletta conclusiva del terzo atto, Di quella pira, con cui Manrico, in procinto di sposare Leonora, corre a salvare la “madre” Azucena condannata al rogo in quanto rea di essere entrata in campo nemico…



… e il drammatico Miserere dell’ultimo atto, sofferto dialogo tra Leonora e Manrico, quest’ultimo rinchiuso nella torre del carcere, in attesa di essere giustiziato.



Dopo l’opera, il programma per i ragazzi si completa con un cartone che abbiamo ripescato qualche giorno fa: il revival in questione è piaciuto ed oggi vi riproponiamo, nella seconda e (per ora) ultima avventura reperibile in rete, Filopat (o Filipat che dir si voglia) e Patafil, pupazzi animati di origine tedesco – orientale che proprio nel ’72 debuttarono in Italia sul piccolo schermo.



Seguono poi consigli su come vivere bene il mare (introdotti da una delicata sigla musicale fischiata – evidentemente da Alessandro Alessandroni, e chi se no ? - che ci piacerebbe riascoltare dopo tanti anni), le previsioni del tempo (finalmente Bernacca ha un alter ego che lo sostituisce durante le vacanze: il Comandante dell’Aeronautica Mario Pennacchi, ternano D.O.C. che orienta lo stile del bollettino serale verso le tradizioni popolari rischiando però di allontanarsi un po’ da ciò che il pubblico si aspetta, e per questo vi sono contrasti tra titolare e riserva di Che tempo fa), un blocco di caroselli le cui attrazioni principali sono la Mondaini e Vianello, i quali invitano a versare un goccio di brandy perfino nel gelato, e Franco e Ciccio, sostituti di Capitan Trinchetto ma con delle scenette che non hanno gran che di chiaro e di limpido, e poi, finalmente, Buster Keaton. Meno popolare di Stanlio e Ollio, meno impegnato di Charlie Chaplin, Keaton passò alla storia del cinema (specialmente del muto, sua epoca d’oro) come il comico che non rideva mai. Spesso, infatti, gli venivano proposti copioni che non miravano quasi mai a una comicità immediata o a gag d’effetto, bensì piuttosto a cadenze grottesche, se non addirittura drammatiche. Infatti, la pellicola scelta da Luciano Michetti Ricci per il 10 agosto 1972, sesta serata di quell’opera maxima di Keaton che la RAI avrebbe proseguito successivamente in una versione un po’ più facile (in quel caso sostituendo un intellettuale di razza come Mario Soldati con un simpatico attore del calibro di Gianrico Tedeschi in veste di presentatore), è da considerarsi sostanzialmente un dramma a lieto fine, non senza momenti di alta tensione. Si tratta di Steamboat Bill jr., pellicola del 1928 che di lì a poco sarebbe stata parodiata con successo da un giovane disegnatore di nome Walter Elias Disney, il quale avrebbe lanciato a propria volta un personaggio destinato a un successo universale e quasi eterno: Mickey Mouse (Steamboat Willie). In italiano questo film ha diversi titoli: qui viene presentato come Il figlio di Bill il vaporetto, ma più avanti sarà riproposto come Io… e il ciclone. Di quest’opera vi offriamo dapprima la parte iniziale, sonorizzata dal commento musicale di Peter Blanchette, sonatore di un particolare strumento a corda, l’archguitar (una chitarra – arciliuto i cui timbri somigliano a quelli del banjo)…





…e poi quella conclusiva, caratterizzata dal devastante ciclone che segna comunque una svolta anche nella risoluzione dell’intreccio. In rete abbiamo trovato questo spezzone con in sottofondo una canzone italiana risalente a ben 14 anni dopo il passaggio TV di Steamboat Billy jr. che oggi stiamo trattando, ma che s’intona splendidamente al tema delle immagini: Il diluvio, forse la più bella canzone scritta da Lucio Battisti in collaborazione con Pasquale Panella.



Mentre la programmazione del Nazionale si conclude con un vivace programma musicale, ideato da Vittorio Salvetti, in cui tradizione e novità della canzone italiana (con qualche ospite straniero di passaggio) si affrontano e si confrontano, il più stringato menù del Secondo offre al telespettatore due portate abbastanza allettanti. Per due giovedì al mese, quando non ci sono i Giochi senza frontiere che richiamano al video soprattutto bambini e ragazzi, la prima serata è occupata da una serie francese che, con tocchi romanzati e l’esperienza di un navigato regista di telefilm d’Oltralpe, Jean – Pierre Decourt, racconta episodi lontani nel tempo, rievocando casi di personaggi storici più o meno importanti che, una volta incarcerati, tentarono di riacquistare autonomamente la libertà: Le evasioni celebri.



In seconda serata, invece, ecco uno dei tanti gioielli del teledocumentario targato RAI, una bellissima inchiesta, realizzata dal grande regista Carlo Lizzani e dal meno noto Claudio Nasso in collaborazione con Emilia Granzotto, dedicata a donne che danno lustro, con la loro attività, alla loro epoca e ai relativi campi di riferimento. Quella sera è di scena Coretta King, la vedova del Reverendo Martin Luther King, Premio Nobel per la Pace nel 1964, l’apostolo della non violenza (come ormai tutti sanno). Non bazzicando spesso i canali tematici oggi imperanti, non sappiamo se RAI Storia abbia ritrasmesso negli scorsi mesi, tutta o in parte, la serie Una donna, un paese: certo è che eravamo curiosi di vedere l’incontro con Coretta King, ma il Tubo ci ha detto di no. Ripieghiamo sulla sigla musicale dell’intero ciclo, un bel brano, ingiustamente dimenticato, di Claudio Mattone e Franco Migliacci, intitolato Un uomo intelligente e affidato alla voce del pulcino di Gabbro (Livorno): Nada Malànima.



E sulle note di Nada cala il sipario sul San Lorenzo TV del 1972. Arrivederci presto con il prossimo post (comunque non prima di venerdì) ! ! !
Affettuosamente e caramente vostro
CBNeas

sabato 7 agosto 2010

Martedì 7 agosto 1979




RETE UNO

10,00 Per Messina e zone collegate, in occasione della 40° Fiera Campionaria Internazionale
PROGRAMMA CINEMATOGRAFICO

13,00 SIPARIO SU… I GRANDI INTERPRETI
Zino Francescatti
Nel concerto in re maggiore op. 61 per violino e orchestra (2° e 3° movimento) di Ludwig van Beethoven. Orchestra Filarmonica della Radio Olandese diretta da Jean Fournet
13,27 Mariolina Cannuli presenta I PROGRAMMI DELLA SERATA
13,30 – 13,55 TG 1
OGGI AL PARLAMENTO

18,15 LA FIABA QUOTIDIANA
Una lettera non fa primavera
18,20 L’AQUILONE
Cartoni animati:
- Aeiou-sabbia: Il libro magico
- Le fantasie di Bod: Bod e l’albero di ciliegie
- Mio e Mao: Il polipo
- Bugs Bunny: Le carote reali
- Aiuto supernonna: La balena
18,45 I GIALLI DI CHI?
Un cioccolatino in più
Di Mario Casacci e Alberto Ciambricco.
Con Alberto Lupo, Maurizio Micheli, Laura Belli, Valeria Fabrizi.
Regia di Gian Carlo Nicotra
(Replica – IN BIANCO E NERO)
- Spazio A
19,20 LASSIE
Un ragazzo da salvare
Telefilm con Robert Bray
19,45 ALMANACCO DEL GIORNO DOPO
A cura di Giorgio Ponti. Con la collaborazione di Flora Favilla e Diana De Feo.
Presenta Paola Perissi
19,50 CHE TEMPO FA
In studio Andrea Baroni
- Spazio B
20,00 TG 1
Direttore Emilio Rossi
In studio Massimo Valentini
- Spazio C
20,40 LA VEDOVA E IL PIEDIPIATTI
Sangue di coniglio
Avventure giallo – rosa di Paolini e Silvestri.
Con Ave Ninchi, Enrico Papa, Veronica Lario, Giulio Platone, Massimo Mòllica.
Regia di Mario Landi
(IN BIANCO E NERO)
- Spazio D
21,50 TEATRO POPOLARE
Lo spazio teatrale
Un programma di Francesco Crescimone e Tony De Gregorio
Regia di Tony De Gregorio
22,50 LA LEGGENDA DI JESSE JAMES
La città vuota
Telefilm con Chris Jones
Regia di Don Siegel e Biron Askin
(IN BIANCO E NERO)
- Spazio E
23,20 TG 1
OGGI AL PARLAMENTO – CHE TEMPO FA

RETE DUE

13,00 TG 2 – ORE TREDICI
13,20 BIOLOGIA MARINA
Le laminarie
(Replica)

TV 2 – RAGAZZI

18,15 PARADISO DEGLI ANIMALI
Felini macchiettati
Documentario di Surumu Hani
(Replica)
18,45 LA TALPA NEL DESERTO
Cartoni animati
18,50 DAL PARLAMENTO
18,55 TG 2 – SPORTSERA
In studio Bruno Pizzul
- Spazio A
19,10 NOI SUPEREROI
Appuntamento con
- ACQUAMAN
- SUPERMAN
- Spazio B
IL TEMPO DOMANI
19,45 TG 2 – STUDIO APERTO
Direttore Andrea Barbato
- Spazio C
20,40 TG 2- DOSSIER presenta
GRANDANGOLO
A cura di Ennio Mastrostefano
Vickie del South Bronx
Inchiesta di Martine Barrat
- Spazio D
21,30 ANIME SPORCHE
Film – Regia di Edward Dmytryk
Int. : Laurence Harvey, Barbara Stanwyck, Capucine, Jane Fonda, Anne Baxter
Distr. : Columbia Pictures
(Il film, per immagini e situazioni, è adatto a un pubblico adulto)
- Spazio E
23,30 TG 2 – STANOTTE

TSI – SVIZZERA

19,10 PIERROT
Gli occhiali quadrati
19,15 GRISU’ IL DRAGHETTO
Grisù domestico
Cartoni animati
19,30 PIPPI CALZELUNGHE
La prima neve
Telefilm – Regia di Olle Helbohm
Con Inger Nilsson
20,05 TELEGIORNALE - 1° edizione
20,15 JAZZ CLUB
20,40 IL MONDO IN CUI VIVIAMO
Documentario
21,10 IL REGIONALE
Rassegna di avvenimenti nella Svizzera Italiana
21,30 TELEGIORNALE - Edizione principale
21,45 Ciclo dialettale ticinese
COL CANTERA’ IN FORLONNIA
Di Sergio Maspoli
22,30 MONGOLIA, LA CITTA’ DELLE STEPPE
Documentario
23,20 TELEGIORNALE - 3° edizione

KOPER – CAPODISTRIA

20,25 ODPRTA MEJA - CONFINE APERTO
Trasmissione in lingua slovena
20,50 PUNTO D’INCONTRO
(PARZIALMENTE A COLORI)
21,00 CARTONI ANIMATI
21,15 TELEGIORNALE
21,30 IRONSIDE – A QUALUNQUE COSTO
La rivolta
Telefilm con Raymond Burr, Don Galloway e Barbara Anderson
(IN BIANCO E NERO)
22,20 TEMI D’ATTUALITA’
(PARZIALMENTE A COLORI)
22,50 MUSICA POPOLARE
Becej ‘78
Rassegna del folklore ungherese

TMC - MONTECARLO

19,15 CARTONI ANIMATI
19,30 PAROLIAMO
Quiz condotto da Lea Pericoli
Con la partecipazione di Silvano Rocchi
19,50 LE FAVOLE DELLA FORESTA
20,20 NOTIZIARIO
20,30 MARCUS WELBY
La via della speranza
Telefilm con Robert Young
21,25 BOLLETTINO METEOROLOGICO
21,30 CODICE SEGRETO
Film – Regia di Edouard Molinaro
Int. : Michel Vitold, Dany Carrel, Claude Brasseur
23,00 OROSCOPO DI DOMANI
23,05 NOTIZIARIO
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Sul finire degli anni ’70 la TV agostana pensa soprattutto al pubblico più giovane, inondando la programmazione pomeridiana di telefilm e cartoni animati: in molti casi irrompe l’inevitabile dejà vù, ma comunque qualcosa di nuovo e curioso si insinua tra una replica e l’altra. Ne parleremo fra qualche rigo: per prima cosa ricordiamo come, a furor di popolo, sia stata finalmente conservata (a partire dall’anno della riforma, il 1976) la finestra informativa del primo pomeriggio anche d’estate. L’ormai ultradecennale TG 1 delle 13,30 e il TG 2 delle 13, da giugno a settembre, si sforzano di andare in onda in un formato più snello e rapido, riservandosi non mezz’ora ma un quarto d’ora – venti minuti, ma, tra morti di Pontefici, elezioni di Capi di Stato, agguati terroristici (siamo nel pieno degli anni di piombo), maltempo fuori stagione e – come in quell’estate 1979 che oggi trattiamo nel presente post – nuove gravi crisi petrolifere, quasi sempre si finisce con il riportare la durata del notiziario ai livelli abituali.
Ad ogni modo, prima del TG, la Rete Uno propone un appuntamento di alto livello culturale: nel 1979, se luglio è stato il mese delle opere liriche a puntate e il periodo dal dopo Ferragosto a settembre sarà dedicato ai balletti (con la celeberrima Maratona d’estate, a cura di Vittoria Ottolenghi, destinata a durare addirittura fino ai primi anni Novanta), ai primi di agosto lo spazio che precede il notiziario è dedicato ai grandi artisti della musica classica. Anche qui capita di dividere a puntate concerti e sinfonie per ragioni di minutaggio, ma almeno è un’occasione per vedere solisti e direttori di fama mondiale, sia attraverso riprese effettuate nel corso delle stagioni RAI (specie quella torinese, la più ricca e quotata), sia tramite filmati acquistati dall’estero. Quest’ultimo è il caso della trasmissione di quel 7 agosto: Zino Francescatti, virtuoso danubiano del violino, si cimenta negli ultimi due movimenti dell’unico concerto per violino e orchestra scritto da Ludwig Van Beethoven. Abbiamo trovato l’intero secondo tempo (un Largo) e l’attacco del Rondò finale: buon ascolto ! ! !



E veniamo ai ragazzi (sia quelli di allora, come noi, che quelli di oggi, nostri fratellini, figli e nipotini): molto ricco era il menù pomeridiano preparato dalle due reti quel 7 agosto 1979. Noi ve lo riproponiamo quasi uguale a 31 anni di distanza, incominciando dall’ ammiraglia. Da mesi la Rete 1 è solita iniziare i programmi per i ragazzi con una fiaba: tra inverno e primavera attori italiani famosi si sono cimentati come narratori di favole celebri, animando così la bellissima rubrica Dai, racconta !, che ha però un solo difetto: la staticità delle immagini. Servirebbe qualcosa di più dinamico: si importa così dall’Olanda una serie di favole nuove, più vicine allo spirito della generazione che avrà trent’anni nel Duemila: La fiaba quotidiana. Si tratta di cortometraggi a pupazzi animati il cui anello di congiunzione è rappresentato da un buffo gufo narratore, che parla in italiano per merito di Nino Dal Fabbro. Viene tradotta nella nostra lingua anche la sigletta della Daily Fable, che viene intitolata Il bosco dei perché.



Segue poi un cocktail di cartoni e pupazzi animati da ogni parte del mondo, la cui sigla è L’aquilone. Lo spunto viene preso da una canzoncina riservata ai giovanissimi, incisa poco tempo prima da una simpatica cantante e presentatrice, purtroppo scomparsa un mese e mezzo fa: la torinesissima Vanna Brosio.



Accanto ai classici d’Oltreoceano e agli ormai inevitabili riempitivi prodotti (come si diceva allora) Oltrecortina, L’aquilone ospita produzioni europee. Dall’Inghilterra arriva Bod, con le sue fantasie. Eccovi, in lingua originale, proprio l’episodio andato in onda 31 anni fa precisi: L’albero di ciliegie.



Anche l’Italia gode di un contributo destinato a un buon successo internazionale: i pupazzi animati di Mio e Mao, la cui origine è toscana, non foss’altro perché realizzata dallo studio K di Francesco Misseri, la cui sede è a Firenze. Abbiamo trovato una breve clip che fa vedere come nascono i due gattini, protagonisti di avventure che piacciono anche all’estero in quanto non sono caratterizzate dai dialoghi, proprio come Filopat e Patafil della DDR, da noi incontrati avant’ieri.



Introdotto dalla gloriosa ègida Arrivano i vostri, ecco il personaggio che anima l’allora canonico spazio del telefilm delle 19,20: l’amatissima cagna Lassie. Vengono riproposti gli episodi di una serie girata a colori negli States nel 1967 e trasmessa da noi in bianco e nero, una prima volta, nel ’70, per poi passare a colori nell’autunno 1977.



La rete 2 ha in quel periodo il capostruttura della sezione ragazzi in Nicoletta Artom, una dinamica torinese che, dopo aver nobilitato Gli eroi di cartone , splendida storia del cartone animato nordamericano, e aver seguito la strada dei cartoons visti attraverso date tematiche (ci riferiamo a Drops, dimenticato programma del 1976 che è stato recentemente ripescato da un esperto laziale di TV, il bravo Emanuele Borghetti, autore di un appassionante – e appassionato – saggio presente in rete), sta ora puntando tutto sui super – eroi. Ricordate questa accattivante e ritmata sigla ?



Nell’estate 1979 la Artom riunisce nello spazio pre – serale gli emergenti manga giapponesi e i gloriosi, tradizionali personaggi statunitensi. Il programma di quella sera è tutto a stelle e strisce. Incomincia Acquaman, il dominatore dei sette mari.



Prosegue e chiude la mezz’ora di trasmissione Nembo Kid - Superman, proprio in quel periodo assurto agli onori del grande schermo per merito dello spettacolare (e giustamente celebre) film interpretato dal povero Christopher Reeve.



La sera, come al solito, è riservata ai grandi: se la Rete 1 propone l’ultima avventura di una non felicissima serie in bianco e nero di gialli comici girati a Torino, scritti da Stelio Silvestri e Sergio Paolini e interpretati da Ave Ninchi (sempre bravissima) e da una giovane emergente di nome Veronica Lario (ci sembra di averla sentita nominare molto spesso in questi ultimi lustri… non certo per meriti teatrali o televisivi), la Rete 2 offre invece al proprio pubblico una serata di grande impegno, all’insegna di scenari statunitensi. Dopo l’inchiesta dedicata alle bande del Bronx, va in onda un film molto interessante, A walk on the Wild Side, la cui versione italiana è intitolata Anime sporche. Si tratta di una produzione del 1961, girata da Edward Dmytryk, forse la principale vittima del maccartismo tra i registi di Hollywood. I titoli di testa, come tutti quelli realizzati dallo studio di Saul Bass, meritano di essere visti.



La gatta nera che accompagna i credits sulle note blues di Elmer Bernstein è in sostanza un’allegoria che descrive il carattere della protagonista, una certa Jo Courtney (interpretata da un’ottima Barbara Stanwyck), tenutaria di una casa di appuntamenti ma soprattutto, pur essendo regolarmente sposata, innamorata delle più attraenti prostitute che lavorano per lei, proprio come Hallie, la ex di un certo Eddie che, rimasto orfano del padre, parte per New Orleans per tentare di ritrovarla.
Indecisione, paura, rabbia pervadono l’animo di Jo: ecco un drammatico dialogo tra lei e il marito, una classica scena madre, ben girata e altrettanto ben interpretata (purtroppo è in inglese e senza sottotitoli, ma bastano espressioni e gesti per palparne la tensione).



Forse Anime sporche è uno dei primi film che descrivono coraggiosamente il problema dell’omosessualità femminile. D’altronde Dmytryk, coerente con il proprio punto di vista ideologico, ha sempre invitato il pubblico alla riflessione, ricorrendo spesso a soggetti animati da personaggi molto controversi per lanciare una morale, chiara e senza pregiudizi, di ogni storia.
Terminiamo il nostro intervento odierno con la versione cantata del tema di questo film, affidata alla voce black di Brook Benton.



Vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo post, che speriamo di pubblicare prima di Ferragosto.
Buona domenica e – ancora, dato che il tempo si è prontamente rimesso al bello – buon bagno a tutti ! ! !
CBNeas

giovedì 5 agosto 2010

Domenica 5 agosto 1973



NAZIONALE

11,00 Dal Duomo di San Leo (Pesaro)
SANTA MESSA
celebrata dal card. Pietro Palazzini
Commento di Pierfranco Pastore
Ripresa televisiva di Don Carlo Baima
12,00 RUBRICA RELIGIOSA
a cura di Angelo Gaiotti
12,30 – 13,30 A – COME AGRICOLTURA
Settimanale a cura di Roberto Bencivenga
Coordinamento di Roberto Sbaffi
Regia di Giampaolo Taddeini

pomeriggio sportivo

15,30 – 17,30 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
NORVEGIA : Oslo
ATLETICA LEGGERA: Semifinale di Coppa Europa
Telecronista Paolo Rosi

la TV dei ragazzi

18,15 PIPPI CALZELUNGHE
dal romanzo di Astrid Lindgren
Uno strano compleanno
Con Inger Nilsson, Par Sundberg, Maria Persson, Margot Trooger
Regia di Olle Hellbom
Co – produzione: BETA FILM – KB NORT ART AB
18,45 IL MONDO DEI ROMANI
Le nuove religioni
Un programma scritto e diretto da Corrado Sofìa
con la consulenza di Ranuccio Bianchi Bandinelli
Musiche di Piero Umiliani
Narratore Massimo Foschi
19,35 FILIPAT E PATAFIL
in:
I bari
La cassaforte

Prod.: Veb Defa

GONG (Ariel – Chlorodont)
19,45 PROSSIMAMENTE
Programmi per sette sere

ribalta accesa

20,00 TIC – TAC (Poltrone e divani UnoPi - Insetticida Raid – Lux sapone – Tonno Palmera)
SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE SPORT
ARCOBALENO 1 (Brandy Vecchia Romagna – Nuovo All per lavatrici – Calzature Superga)
CHE TEMPO FA
ARCOBALENO 2 (Cristallina Ferrero – Sapone Lemon Fresh)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
CAROSELLO
(1) Buondì Motta - (2) Very Cora Americano – (3) Gerber Baby Foods - (4) Espresso liofilizzato Faemino - (5) Agip
I cortometraggi sono stati realizzati da : 1) I. TV. C. - 2) Camera Uno - 3) Produzione Montagnana - 4) Crabb Film - 5) Produzione Montagnana

21,00 LE AVVENTURE DEL BARONE VON TRENCK
Programma in sei puntate realizzato da Fritz Umgelter
L’EREDITA’ DEL PANDURO
Con Matthias Habich, Rolf Becker, Nicoletta Machiavelli, Ellfriede Ramhapp, Karel Peyr
(Una coproduzione RAI-Radiotelevisione Italiana - Bavaria Atelier GMBH - ORTF - ORF)
DOREMI’ (Stock - Lacca Libera & Bella – Succhi frutta Plasmon - BP Italiana)
22,15 LA DOMENICA SPORTIVA
Cronache filmate e commenti sui principali avvenimenti della giornata
Edizione estiva
condotta da Guido Oddo
BREAK 2 (Magnesia Bisurata Aromatic - Saponetta del Fiore)
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
CHE TEMPO FA

SECONDO

pomeriggio sportivo

17,30 - 19,30 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
NORVEGIA : Oslo
ATLETICA LEGGERA: Semifinale di Coppa Europa
Telecronista Paolo Rosi

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 EIN SUMPF HAT SEINE EIGENE WELT
Filmbericht
Verleih: N. von Ramm
19,50 MAZOWSZE BALLETT
Gesange, Tanze und Trachten aus Polen
Regie: Truck Branss
Verleih: Telesaar
20,40 EIN WORT ZUM NACHDENKEN
Es spricht Abtissin M. Pustet
20,45 – 21,00 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Dinamo – Olio di semi Giglio Oro Carapelli – Rasoi Philips – Coppa Rica Algida – Bagno schiuma Fa - Insetticida Kriss)
21,15 IERI E OGGI
Varietà a richiesta
a cura di Leone Mancini e Lino Procacci
Presenta Arnoldo Foà
Regia di Lino Procacci
DOREMI’ (Vov – Upim - Grappa Julia)
22,25 RITRATTO D’AUTORE
I Maestri dell’Arte Italiana del ‘900
Un programma di Franco Simongini
presentato da Giorgio Albertazzi
Collaborano Sergio Miniussi e G. V. Poggiali
Virgilio Guidi
Testo di Roberto Tassi
Regia di Paolo Gazzara
22,55 PROSSIMAMENTE
Programmi per sette sere

TSI - SVIZZERA

13,45 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
GERMANIA: NURBURGRING
AUTOMOBILISMO: GRAN PREMIO DI GERMANIA
Cronaca diretta (A COLORI)

17,30 TELERAMA
Settimanale del Telegiornale (A COLORI)
17,55 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
JUGOSLAVIA: Celje
ATLETICA: COPPA D’EUROPA
Semifinali maschili
Cronaca diretta
Nell’intervallo:
18,30 TELEGIORNALE. 1° edizione (A COLORI)

20,30 DOMENICA SPORT
Primi risultati
20,40 LA PAROLA DEL SIGNORE
Conversazione evangelica
20,50 SETTE GIORNI
Cronache di un settimana e anticipazioni dal programma della TSI
21,20 TELEGIORNALE. Edizione principale (A COLORI)
21,35 LA VITA DI LEONARDO DA VINCI
Soggetto e sceneggiatura di Renato Castellani
Con Philippe Leroy, Giulio Bosetti, Carlo Simoni. Glauco Onorato, Renato Cestiè, Carlos De Carvalho, Diego Della Valle, Renzo Rossi, Giampiero Albertini
Regia di Renato Castellani
Distr. : SACIS – RAI (A COLORI)
22,55 ROCCHE E CASTELLI SVIZZERI
Arenenberg
Realizzazione di Peter Schellenberg (A COLORI)
23,10 LA DOMENICA SPORTIVA (PARZIALMENTE A COLORI)
23,55 TELEGIORNALE. 3° edizione (A COLORI)
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Approfittando di un prolungato temporale estivo che imperversa sulla Versilia, sede ancora per qualche giorno del nostro studio mobile, tra una birichinata e l’altra della nostra piccola ospite ucraina (la quale ormai si esprime quasi esclusivamente in italiano) e certe incazzature provocate da pseudo – amici che credono di gigioneggiare in casa altrui impartendo arbitrarie lezioni di puericoltura a costo di farci fare la figura degli scimuniti a cavallo (che delusione ! ! !), quest’oggi riusciamo a confezionare il primo post del mese di agosto. Per fortuna il Tubo ha ripreso a funzionare magnificamente grazie alle nuove coordinate e ciò ci permette di fornirvi un bel po’ di contributi atti a siglare la programmazione di una lontana, rimpianta domenica di un altrettanto lontano agosto.
Si sa, tradizione vuole che l’estate sia stagione di repliche e controrepliche, magari condite con trasmissioni di scarso interesse popolare, appetibili più che altro ad una certa élite. E poi le domeniche, per giunta di agosto… tiremm innanz.
Eppure dobbiamo dire che certe volte la RAI – TV azzeccava la gestione del palinsesto, spingendo molti a non rinunciare ad accendere l’apparecchio televisivo (magari quello portatile utilizzato in villeggiatura) anche nel clou di certe settimane vacanziere, ossia le classiche domeniche agostane, solitamente zeppe di impegni con amici, parenti, conoscenti e compagnia bella.
L’esempio forse migliore di questa capacità di armonizzare le esigenze del pubblico televisivo anche in giornate teoricamente morte di certi periodi dell’anno in cui il piccolo schermo non rientrava (e non rientra) esattamente in cima ai pensieri della gente si ebbe nel 1973. Nell’estate in cui le rubriche pubblicitarie (con la temporanea eccezione di Carosello e Intermezzo) mandarono in pensione le storiche sigle grafiche e musicali varate negli anni Sessanta, sostituite da anonimi stacchetti contrassegnati dalla lettera P, ed anche il tiggì si spostò in uno studio scenograficamente più spazioso e con un nuovo chroma – key, il capolavoro dei programmisti RAI fu l’organizzazione di un palinsesto domenicale tutt’altro che noioso, atto a soddisfare davvero tutte le età.
Di pomeriggio, dopo i trionfi riscossi quasi tre anni prima con la prima trasmissione italiana e le inevitabili piogge di richieste di replica, ecco il ritorno alla grande di Pippi Calzelunghe, forse il più clamoroso successo televisivo internazionale prodotto in Svezia. Anche stavolta le avventure della scatenata bambina (la cui madre è in Cielo, mentre il padre è nei Mari del Sud, come ella si affretta a precisare nel corso del primo episodio, ambientato a Villa Villacolle, dove si può fare tutto ciò che in casa è proibito) conquistano i giovanissimi telespettatori italiani, confermando così lo strettissimo, eterno legame tra Inger Nilsson, ormai quattordicenne, e il personaggio da lei interpretato, che parla in italiano grazie a una piccola Emanuela Rossi. Inevitabile che si riascolti la celeberrima sigla musicale, cantata dalla voce sapientemente artefatta di Isa Di Marzio, indimenticabile figura di punta del doppiaggio.



La programmazione della TV dei ragazzi continua con un bel documentario a puntate che racconta con semplicità la grande storia romana, ennesima dimostrazione di quei fini didattici che oggi non fanno purtroppo più parte del modo di concepire quel genere di televisione (e se attualmente fioccano i tagli alla scuola e a tutto ciò che fa cultura, una ragione, ahimè, ci sarà). Autori de Il mondo dei Romani sono Corrado Sofìa, siciliano di Noto, un gentiluomo dalla cultura spaventosamente enciclopedica e fiero difensore dei migliori frutti dell’ingegno umano (ci ricordiamo di lui negli ultimi quindici – vent’anni di vita – morì nel 1997 - , trascorsi nella natìa Trinacria dopo aver girovagato per il mondo a realizzare opere filmico – didattiche, pronto a combattere in prima linea contro il degrado generale, sostenendo soprattutto la salvaguardia del barocco di Noto, all’epoca in rovina), e Ranuccio Bianchi Bandinelli, forse tra i migliori studiosi italiani di storia romana di tutti i tempi assieme a Santi Mazzarino.
Non male anche una serie di corti realizzati nell’allora Germania Est, delle scenette a pupazzi animati assolutamente all’insegna del linguaggio internazionale della mimica. Anche qui, inevitabilmente, scende in campo una coppia costituita dal comico e dalla sua spalla: Filopat (in italiano Filipat) e Patafil. Eccovene un’avventura:



La sera è appannaggio dei grandi: mentre il Secondo si affida alle nostalgie televisive di Ieri e oggi (con Arnoldo Foà che il Radiocorriere TV di quella settimana classifica come Il cattivo cordiale) e a Giorgio Albertazzi che presenta l’anziano pittore veneziano Virgilio Guidi (chi capta la Svizzera può godersi finalmente a colori il Leonardo di Renato Castellani, ovunque premiato), sul Nazionale, in attesa della scarna Domenica sportiva di Guido Oddo in cui di calcio si parla poco (sono in corso i primi raduni delle squadre e le amichevoli in programma, anche delle big, vengono disputate contro squadrette di serie D o di Promozione: altro che tournées all’estero !), il dopo – Carosello domenicale è appannaggio di uno di quegli bei sceneggiati di cappa e spada e in costume, di produzione estera e dall’impalcatura storica. Quando poi il protagonista è un nobile prussiano, Friedrich Von Trenck, che vive una vita da avventuriero tra le principali corti d’Europa mentre vengono declinati i principali eventi storici del Secolo dei Lumi, il Settecento, e che all’ultimo si spingerà in piena Rivoluzione Francese, finendo ghigliottinato per ordine di Robespierre, l’interesse aumenta a vista d’occhio. La serie è ben girata e gode di un buon ritmo, giusto quello che ci vuole per coinvolgere i telespettatori estivi della domenica sera abituati alle saghe dei Forsyte ed alle fiction italiane (come ancora non si chiamano) di denuncia sociale dei due o tre anni precedenti. Certo, Matthias Habich non diventerà un divo in Italia, ma le peripezie del barone Von Trenck vengono ancor oggi ricordate da molti ex – adolescenti:




Con questo vi salutiamo, vi ringraziamo per l’attenzione e vi diamo appuntamento al prossimo post del Focolare.

Buona giornata a tutti ! ! !
CBNeas

venerdì 30 luglio 2010

Venerdì 30 luglio 1971



TELEVISIONE

la TV dei ragazzi

18,15 POLY E LE SETTE STELLE
Ricerche sulla spiaggia
Telefilm – Regia di Claude Boissol
Int. : Renè Thomas, Christine Simon, Dominique Maurin, Bernard Pisani
(Prod. : ORTF – Films Ayax)
GONG (Invernizzi Porcellino - Safeguard)
18,45 ROBINSON CRUSOE
dal romanzo di Daniel De Foe
Protagonista Robert Hoffman
Regia di Jean Sachs
Coproduzione. F.L.F. - Ultra-Film

GONG (Estratto di carne Liebig - Gran Pavesi - Detersivo Finish)
19,15 SPAZIO MUSICALE
a cura di Gino Negri
Presenta Gabriella Farinon
Musiche di Rossini, Ravel e Ciaikowski
Scene di Mariano Mercuri
Regia di Maria Maddalena Yon

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC – TAC (Acqua Minerale Fiuggi - Nutella Ferrero - Dentifricio Colgate - Fernet Branca - Giovanni Bassetti - Zoppas)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
OGGI AL PARLAMENTO
ARCOBALENO 1 (Biscotti Gerber - Super Silver Gillette - Amaro Ramazzotti)
CHE TEMPO FA
ARCOBALENO 2 (Tonno Maruzzella - Agip Big Bon - Bibite Schweppes - Camay)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
con
SERVIZIO SPECIALE SULLA MISSIONE LUNARE APOLLO 15
A cura di Tito Stagno
CAROSELLO
(1) Segretariato Internazionale Lana - (2) Oro Pilla - (3) Elettrodomestici Ariston - (4) Coca-Cola - (5) Insetticida Neocid Florale
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Compagnia Generale Audiovisivi - 2) G .T.M. - 3) Massimo Saraceni - 4) Unionfilm P.C. - 5) Cinetelevisione

21,20 TV 7 - SETTIMANALE DI ATTUALITA’
a cura di Emilio Ravel
DOREMI’ (Caffè liofilizzato Lavazza - Esso Carburante - Birra Wuhrer - Shampoo Libera & Bella)
22,35 IL MIO BAR
Spettacolo musicale
di Corgnati, Simonetta, Vaime
Regia di Maurizio Corgnati
BREAK (Kambusa Bonomelli - Orologi Zodiac)
23,20 TELEGIORNALE
Edizione della notte
con
SERVIZIO SPECIALE SULLA MISSIONE LUNARE APOLLO 15
Cronaca diretta dell’arrivo sulla Luna
A cura di Tito Stagno e Piero Forcella
OGGI AL PARLAMENTO - CHE TEMPO FA - SPORT

SECONDO

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 FREIZEIT AUF DEM WASSER
Auf grosser Fahrt
Verleih: FIB
19,45 SALTO MORTALE
Die Geschichte einer Artistenfamille
Istanbul
Regie: Michael Braun
Verleih: BAVARIA
20,45 - 21,00 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Gulf - I Dixan - Stock - Cera di Cupra - Macchine per cucire Singer - Maxi Kraft)
21,15 Momenti del Teatro Italiano
CORRUZIONE A PALAZZO DI GIUSTIZIA
Tre atti di Ugo Betti
Presentazione di Achille Fiocco
Personaggi ed interpreti principali:
Vanan Annibale Ninchi
Elena Giulia Lazzarini
Erzi Nando Gazzolo
Croz Glauco Mauri
Cust Tino Buazzelli
Bata Loris Gizzi
Maveri Enrico Glori
Persius Gianni Galavotti
Malgai Gustavo Conforti
Scene di Nicola Rubertelli
Costumi di Guido Cozzolino
Regia di Ottavio Spadaro
(Replica)
Nel primo intervallo:
DOREMI ‘ (Aranciata Ferrarelle - Pepsodent - Aperitivo Biancosarti - Insetticida Getto)

TSI - SVIZZERA

19,40 MINIMONDO
Trattenimento per i piccoli
a cura di Leda Bronz
Presenta Carla Colosio
(Replica)
20,15 TELEGIORNALE 1° edizione
20,20 APOLLO 15
Cronache dallo spazio (A COLORI)
TV-SPOT
20,50 DIARIO DI VIAGGIO
L’isola di Formosa
Documentario (A COLORI)
TV-SPOT
21,20 TELEGIORNALE Edizione principale
TV –SPOT
21,40 I SETTE MARI
Mar Rosso
Documentario (A COLORI)
22,30 BONANZA
Il giornalista
Telefilm (A COLORI)
23,20 ROGER WHITTAKER
Programma di canzoni
23,50 TELEGIORNALE 3° edizione
24,00 APOLLO 15
Allunaggio
Cronaca diretta (A COLORI)
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Quest’oggi abbiamo deciso di dedicare il nostro post a uno dei capolavori del teatro italiano del Novecento, l’incisivo dramma Corruzione a Palazzo di Giustizia che l’autore Ugo Betti, marchigiano di Camerino, magistrato egli stesso, scrisse nel 1944 e fece rappresentare nel 1949. Si tratta di un testo dagli echi in parte pirandelliani, in parte kafkiani, ambientato in un non meglio precisato paese estero, che a dispetto degli anni mantiene inalterata la propria totale attualità. Per evitare di cadere in trappole ideologiche che il dramma in questione, se fosse idealmente proiettato nei giorni nostri, potrebbe facilmente suscitare (da questo blog, come saprete, la politica è bandita) e con l’intento di considerare il lavoro teatrale in quanto tale, abbiamo deciso di astenerci da qualsiasi opinione di natura personale. Abbiamo pensato di offrirvi, invece, un paio di autorevoli commenti a carattere esclusivamente teatral - letterario, seguiti da una selezione dei passi più significativi della piéce di Betti, ricavata dall’edizione pubblicata nel 1993 dalla Newton Compton nella gloriosa collana 100 pagine - 1000 lire, anche per sopperire all’assenza su Youtube di reperti video tratti da quella trasmissione, realizzata negli studi della RAI di Napoli verso la fine degli anni Sessanta con la partecipazione di un ottimo cast di attori, che venne replicata la sera di venerdì 30 luglio 1971.
Non ci resta che augurarvi una buona lettura e darvi appuntamento al nostro prossimo intervento, tra qualche giorno.
A presto ! ! !
CBNeas

La visione che Betti ha dell’esistenza umana è cupamente pessimistica. La sostanziale ambiguità delle manifestazioni del bene e del male ci impedisce di intravvedere una qualche via di uscita ; e d’altra parte la colpa non è mai strettamente personale, e dunque il verdetto non sarà mai definitivo, e cioè pacificante, ma casomai prenderà la forma di un rinvio a giudizio. Così nemmeno la giustizia umana, quella istituzionale, si salva dall’ambiguità: anzi, vi si trova pienamente coinvolta.

(da SALVATORE PISCICELLI, Un’amara visione del mondo, Radiocorriere TV, 25 – 31 luglio 1971, pag. 29)

Corruzione al Palazzo di Giustizia appartiene a quel piccolo gruppo di opere che riescono a essere insieme realistiche e metaforiche, inserite in una situazione storica ben definita eppure nello stesso tempo sufficientemente simboliche. I suoi personaggi, poi, hanno la caratteristica che Henry James attribuiva ai protagonisti dei drammi di Ibsen, di diventare, nella rappresentazione, contemporaneamente più astratti e più vivi.

(dall’ introduzione di Giovanni Antonucci all’edizione Newton Compton, 1993, pag. 11)

… pur apparentemente trionfando la corruzione, pur schierandosi a favore della corruzione l’accomodantismo della giustizia umana, il servilismo degli uomini, l’indifferenza della natura e persino l’idea “comoda” che gli uomini si fanno di Dio, nonostante tutto ciò finisce per trionfare misteriosamente in fondo all’animo umano l’esigenza insopprimibile della giustizia e dell’assoluto. Sicchè alla fine è proprio il colpevole che va a denunciarsi, spontaneamente, e proprio quando gli è stata assicurata una trionfante impunità. Questa è - fin troppo dichiaratamente - la tesi del mio lavoro.(Ugo Betti)


Dall’atto primo

IMPIEGATO (dando un’altra occhiata allo sconosciuto e continuando il suo lavoro): Eh, questo è un palazzo immenso, un vero labirinto, vengono anche forestieri ad ammirarlo. (Abbassando un po’ la voce : ) Attualmente… purtroppo… non ci si sente un gran buon odore; io dico che deve esserci un qualche sorcio morto in qualche angolo; eh, che ne dite, signore, non so se abbiate letto i giornali, anche ieri sera.
SCONOSCIUTO: Si.
IMPIEGATO: Non sta a me intromettermi, ma qui mi pare che sia in aria qualche cosa di grosso. Il temporale brontola.
SCONOSCIUTO: Voi siete cancelliere ?
IMPIEGATO: No, signore. Io sarei il becchino. Questo (battendo sulla cassa a rotelle) è il carro funebre, questi (mostra i fascicoli) sono i cadaveri.
SCONOSCIUTO: E il cimitero ?
IMPIEGATO (indicando una porta): E’ l’archivio, signore. Un posto piuttosto oscuro e tranquillo dove io porto questa roba e gli do sepoltura.
SCONOSCIUTO: Siete archivista ?
IMPIEGATO: Io dico becchino. Quando penso alla quantità di sudori, soldi e sospiri che stanno racchiusi nella più stupida delle carte che formano il più piccolo di questi fascicoli! Ma! (Lascia cadere un fascicolo nella cassa, ne prende un altro.) Io ci incollo su un bel numero, li registro in un bel librone, così la gente fa finta di credere che tutto ciò resti importante per secula seculorum, e si possa sempre ritrovare il filo di tutto…
SCONOSCIUTO: …e invece ci pensano i topi e i tarli del vostro cimitero, non è vero?
IMPIEGATO: Non sono i tarli né i topi, signore. Sono gli stessi interessati per i primi, ad annoiarsi e a pensare ad altro. La gente si annoia e pensa ad altro molto facilmente.

BATA: Nel palazzo si respira un’aria pesante. E’ vero o no che io l’ho sempre detto?
PERSIUS: Caro amico, non crediate di essere stato il solo.
MAVERI: Lo si diceva in parecchi.
CUST: Anche noi, tutti.
MAVERI: Quando si ha la coscienza tranquilla, la luce non fa mica paura.
BATA: Intendiamoci, è anche possibile che tutto sia una valanga nata dal nulla. La gente è fatta per chiacchierare. Il palazzo poi è la miniera, è il pozzo, è il nido, del malcontento, dei sussurri. Comincia uno, a spargere calunnie, l’altro seguita, il giorno dopo sono dieci, venti, e zu e zu, e zu e zu: è come una cancrena che s’allarga.
MAVERI: E poi i giornali; subdoli…
PERSIUS: …i partiti, gl’intrighi. Io sento in tutto questo una cupa volontà, una manovra.
BATA: Ma soprattutto è la città, sapete ? La città infame, infetta. Non ho mai visto una popolazione più maligna e corrotta.
PERSIUS: Sentiteli discorrere: non una parola in cui s’affacci la verità.
MAVERI: Non parliamo delle loro donne.
BATA: Sì, un vero immondezzaio. Il curioso è che esso ribolle d’indignazione perché nel bel mezzo del suo fetore esiste un palazzo dove l’aria non sarebbe… abbastanza balsamica. Il delitto dei giudici, in conclusione, sarebbe… di somigliare un tantino ai cittadini.
PERSIUS (acido): Caro collega, non si dovrebbe mai generalizzare. Io, per esempio, non credo affatto di assomigliare un tantino a un coso, un immondezzaio.
BATA: E io nemmeno, che scoperta.
PERSIUS: Per quel che mi riguarda, intanto, io ho la fortuna di poter dire che questo Ludvi-Pol non l’ho mai conosciuto, dico mai, eh? Nemmeno di vista.
BATA: A sentirvi si direbbe che i vostri colleghi non abbiano la stessa fortuna, e che ci siano dei pericolanti, dei compromessi.
PERSIUS (diplomatico): Io ho detto questo? Per carità. Io tengo molto a essere preciso, e se mai ci fossero davvero dei colleghi… che hanno perso l’appetito e passano brutte notti, ciò non mi riguarderebbe affatto. Questi sono momenti in cui ognuno pensa ai casi suoi e s’arrangia, che ne dite, Cust?
BATA (velenoso): Lo sappiamo, caro amico, lo sappiamo. Pare che vari colleghi si siano dati un gran da fare per mettere in moto molle e rotelle, pare che si sia tentato di vibrare colpi selvaggi, vere pugnalate.
PERSIUS (sarcastico): Sarà, ma io ho l’impressione che molti… pericolanti si aggrappino. Colleghi che sono diventati tanto gentili… colleghi che cercano di attaccare discorso… colleghi che vi aspettano per uscire insieme… Si aggrappano. Purtroppo io ho sempre fretta. Io ho sempre un’altra strada da fare. Io non so mai nulla. Io sono un macigno, caro collega. A proposito, Cust, sentite un po’ … (Ostenta di appartarsi a discutere con Cust.)
BATA (a Maveri): Avete sentito? Intanto non vedo che peso possa avere il fatto di avere o non avere conosciuto Ludvi-Pol. Questo Ludvi-Pol pare… pare che adesso sia un uomo liquidato. Ma fino a ieri…
MAVERI: Riverito più di un ministro!
BATA: Si sa che questi uomini sono dei veri ragni, ciò che li regge è appunto una ragnatela di relazioni che essi tessono abilmente. Naturale che molta gente li conosca. Il caro Persius potrebbe benissimo non aver conosciuto Ludvi-Pol ed aver conosciuto un qualche suo emissario. (Abbassando la voce:) Date le circostanze della sua ultima promozione non dovrebbe essere Persius a fare il Catone.
MAVERI (abbassando la voce) : Persius si sente forte.
BATA: Ah. E come mai?
MAVERI: Contatti in alto.
BATA: Possibilissimo, fatto apposta per scodinzolare.
MAVERI: Ora si strofina molto a Cust, naturalmente.
BATA: Ah. E perché?
MAVERI: Cust! L’astro di domani.
BATA: Cust?
MAVERI: Cust. Uomo abile, e non credo imbarazzato da molti scrupoli.
BATA: Ma il grande Vanan?
MAVERI: Liquidato. Un cadavere.
BATA: Siete sicuro? Perché poi è anche difficile regolarsi, vi sono degli alti e dei bassi. (Guardando pensierosamente Cust: ) Del resto io sono sempre stato in ottimi rapporti, con Cust.
MAVERI: Si? Or ora mi sembrava un po’ sulle sue.
BATA (turbato): Cust? Con me?
MAVERI: Forse è il suo modo di fare.
BATA: Io ho sempre detto che era un ottimo elemento… (Vedendo che Maveri fa per accostarsi anche lui al gruppo di Cust: ) Sentite, caro collega, è tanto che volevo dirvelo. Voi avete una parentela, col presidente Tomisco, non è vero?
MAVERI (abbottonato): Una parentela… molto lontana. Perché ?
BATA (rugiadoso): Io mi sono trovato, al principio della mia carriera, col presidente Tomisco. Persona veramente… degna. Influente. Sarei tanto lieto di poter rinnovare la conoscenza. Se voi voleste, gentilmente… ricordarmi a lui…
MAVERI (sfuggente): Io lo vedo poco, sapete, lo vedo poco.
BATA (servizievole): Caro collega, non temiate che io voglia, come suol dirsi, falciarvi l’erba sotto i piedi. Al contrario. Anche io, se potessi favorirvi… Io ho tanta stima di voi.
MAVERI: Anche io di voi.
BATA: Grazie. Qualche volta… essendo in due, si può un tantino… spalleggiarsi… Brutto, avere un nemico in questi momenti!
MAVERI (cauto): Brutto. Ma io spererei…
BATA: Non si sa mai, caro collega. Si è traditi da chi meno si crede. Mah. Non sta a me parlare.


BATA: Caro Erzi, noi non sosteniamo affatto che nel Palazzo non serpeggi un certo… disordine.
CUST: Disservizio, più che altro; un certo lasciar correre.
PERSIUS: Eccesso di disinvoltura, di spregiudicatezza.
BATA: Andiamo pure più in là: un certo difetto di zelo morale, una certa indulgenza per i furbi.
CUST: Il Palazzo, è un tantino il paradiso dei furbi.
MAVERI: Io ho sempre disapprovato certe tolleranze.
PERSIUS: Tutti, tutti, le abbiamo disapprovate.
BATA: Sarebbe, in conclusione, come se qua e là per questi corridoi, uffici, scale, eccetera, ci fossero degli angoli, dei gomiti non molto illuminati, dove si accumula un po’ di sudiciume, cartaccia, polvere. Ma chi sarà, se mai a razzolarvi in mezzo? Cancellieri, scrivani, grattacarte e simile muffa…
PERSIUS: …ce n’è uno sproposito, qui dentro, saltano fuori da tutti i buchi…
MAVERI: …Un vero esercito di topi roditori…
BATA: …Io direi che la cosa non riguarda i magistrati.
ERZI: L’impressione del ministro è che codeste muffe, codesta aria ammorbata, abbiano germogliato in qualche cosa di più: una specie di fiore velenoso. (Un silenzio.)
BATA: Capisco. Anche noi giudici: siamo in parecchie centinaia, qua dentro, a far svolazzare le nostre toghe nere e brontolare le nostre giaculatorie. Sarebbe contro natura se in così grosso convento mancasse qualche cattivo negligente frate.
ERZI: Il ministro non si preoccupa dei frati negligenti. Egli pensa che ben nascosta sotto qualcuna delle tonache di cui avete parlato, debba esservi la piccola rosea pustola della lebbra. Corruzione.
BATA: Corruzione.
ERZI: Noi cerchiamo un lebbroso.
BATA: E perché questi lebbrosi cominciate proprio di qui, a cercarli?
ERZI: E’ un onore per voi. Non è questa la sezione cui sono riservate le grandi cause?
CROZ: Ah ah ah. E’ stata per me una delizia, starvi a sentire. Che eleganza di concetti, che metafore! Io vado pazzo di ciò, mi sforzo anche io ma poi dovete sentire Cust, è un vero artista. Oggi tace molto. Trovo che l’eleganza dell’espressione conferisce tanto, al giudice, è l’indizio di un cervello molto circonvoluto, per così dire. Dunque ascoltate anche il mio, dei paragoni. Sapete caro Erzi, cosa siamo noi poveretti, noi infelici giudici di questa sezione, sicuro, la sezione delle grandi cause? Un piccolo, solitario e malfermo scoglio sul quale piombano da tutte le parti ondate immense, spaventose; vere schiumose montagne. E cioè interessi implacabili, ricchezze sterminate, blocchi ferrei manovrati da uomini tremendi, insomma forze veramente selvagge, il cui urto… - poveri noi meschini - è qualche cosa… di scatenato, di affascinante, di feroce…
ERZI (completando): …una specie di fenomeno tellurico…
CROZ: Tellurico, ecco: tellurico.
ERZI: …al quale è difficile insegnare il galateo.
CROZ: Mi avete rubato le parole. Vorrei vedere il signor ministro al nostro posto.
ERZI: Il male è che fra codesti ferrei blocchi circolano invece dei gusci piuttosto fragili, che vanno in frantumi per nulla. Prendete il caso, l’altro ieri, della donnetta di via Panama: un po’ di fumo e di carta accesa sono bastati per mandarla al Creatore. Non era stata questa sezione che aveva deciso in tutta segretezza di piombare in via Panama per sequestrarvi dei documenti?
CROZ: Sì.
ERZI: Ma quando l’autorità arrivò, il luogo ardeva da dieci minuti, i documenti anche e purtroppo anche un’innocua portinaia. I giornali strillano ancora.
CROZ: Voi dite…
ERZI: Che qualcuno, da qui, aveva avvertito gli interessati. (Pausa.) Non è che un caso fra i molti: per compendiare la situazione. (Un silenzio.)
CROZ: Uno di noi?
ERZI: Uno di voi. (Un silenzio.)


CUST: Vanan conosceva Ludvi-Pol. Essi erano in rapporto. (Un silenzio.) E’ doloroso, per me, parlare. Credo… ho avuto l’impressione che Ludvi-Pol abbia sovvenuto al Presidente Vanan una certa somma . (Con voce tranquilla, bassa.) Ma sentite, Erzi: se ciò che avete detto è vero… potrà essere lo stesso Ludvi-Pol, interrogato, a rivelarne il nome… oppure i nomi che cercate. Credete che egli parlerà?
ERZI: Non credo.
BATA: Oppure potranno essere le carte di Ludvi-Pol a parlare!
CROZ (ride): Lo stimate così idiota da aver messo certe cose per iscritto?
CUST: Ma un lungo, abile interrogatorio.
ERZI: No. Non avremo risposta da Ludvi-Pol.
CUST: Perché?
ERZI: Perché è morto. (Un silenzio.) Il suo corpo è stato scoperto per caso, nelle prime ore di stamane; sapete dove?
CROZ: Dove?
ERZI: Qui. Nel palazzo, in un locale dove Ludvi-Pol non aveva alcun motivo di trovarsi, specie di notte. Ora è là, disteso.
CUST: Anche lui un fragile guscio.
ERZI: Suicidio.
CUST: Sicuramente?
ERZI: Sì.
CUST (impalpabilmente eccitato): Perdonate, potrebbe anche essere una messinscena. La persona che voi cercate aveva un grande interesse a che la bocca di Ludvi-Pol fosse chiusa, non è vero? Quella persona proverà ora un bel sollievo. Questo Ludvi-Pol d’altra parte era un essere spregevole, la cui condanna a morte non doveva incontrare molte obiezioni nel Tribunale di un animo umano. Oppure… guardate: proprio gli elementi messi lì eventualmente a suggerire l’omicidio, proprio essi potrebbero essere il frutto di una messinscena. A quale scopo ? Per fuorviarvi. Per compromettere un innocente. Le ipotesi sono molte, moltiplicarle è un gioco… sempre attribuendo alla persona che cercate una certa sottigliezza. Vi consiglio di non trascurare nessuno di codesti fili.
ERZI: Suicidio. (Pausa.)

Dall’atto secondo

CUST: Penso che se il vostro lebbroso esiste e se esso non è Vanan, vi riuscirà difficile trovarlo.
ERZI: Dunque non impossibile. Ma perché difficile ?
CUST: Perché il filo dei fatti, che poteva guidarvi fino a lui, è troncato. Ludvi-Pol è morto: la bocca che poteva parlare è chiusa.
ERZI: Allora voi credete che in questo momento, in una qualsiasi delle tante stanze di questo palazzo, vi sia una persona in cui ormai è cessato ogni timore.
CUST (pensieroso) : Sono stanze molto quiete. Vi siedono uomini dal viso malaticcio, proprio di chi vede raramente il sole. Per lunghi anni, ascoltando in silenzio molte bugie, essi hanno esaminato azioni umane di straordinaria sottigliezza e perfidia. La loro esperienza è immensa. La gente vede oltre il tavolo dei signori un po’ logorati e cerimoniosi. Ma in realtà, specie quelli di essi che salirono agli alti gradi, sono dei lottatori, caro collega, nonostante che le loro vene irrigidite si rompano con facilità. Generalmente hanno il sonno difficile, e così… (Si interrompe.)
ERZI: E così ?
CUST: …e così covano le loro idee a lungo. Sono capaci di ascoltare attentamente, tenaci, prudentissimi.
ERZI: Difficile coglierli in fallo, dunque.
CUST: Sì, qualcuno di essi è l’uomo che cercate.
ERZI: Il lebbroso.
CUST: Oggi egli è un uomo in alto. Il giorno in cui voi riusciste a smascherarlo egli rimarrebbe per un momento come fulminato; milioni di occhi su lui; poi egli precipiterebbe in un abisso di tenebre.
ERZI: E allora?
CUST: E allora egli si difenderà, caro collega. Credo che la sua situazione gli conferisca una strana inebriante libertà.
ERZI (fissandolo): Io immagino che una sera, a ora inoltrata, quest’uomo, questo giudice che noi cerchiamo, sollevò il volto dal suo scrittoio. La persona che entrò era deferente, la visita aveva un motivo legittimo. Poi la conversazione divagò, alte amicizie, segreti poteri, attraenti lusinghe balenarono in essa…
CROZ (appare sulla porta della cancelleria e si ferma in ascolto, non veduto da alcuno).
ERZI (continuando senza interruzione): … Il prudente visitatore tentava di incontrare qualcosa che nell’anima del giudice era in attesa, e che si chiamava ambizione; oppure avidità; oppure invidia; oppure odio. Quando è che quella lecita cordialità, quelle vaghe promesse, quel sottile legame divennero un laccio, tenuto dalla mano di un padrone?
CUST (leggermente sudato): Trovo la vostra ricostruzione molto verosimile.
ERZI (incalzando impalpabilmente): Fu così che quel giudice pose a servizio di un padrone e dell’ingiustizia una mente acuta e dominatrice. Falsò decisioni, tradì segreti, alterò destini umani; sparse qui un turbamento che presto inquinò l’intiero palazzo; condusse la ferrea ruota della legge su molti innocenti. Persino l’omicida può immaginare di essere un giustiziere. Ma il nostro uomo sapeva bene di falsare proprio la sacra bilancia della giustizia. In nome di che cosa? Perché?
CROZ (dal fondo, intervenendo inopinatamente): Ma perché probabilmente gli erano venuti dei dubbi.
ERZI (voltandosi): Su che cosa?
CROZ: Sulla sacra bilancia eccetera. (Ride, tossisce, s’inoltra.) Il diavolo - voglio dire Ludvi-Pol - era venuto a trovarlo, quella sera. Ma probabilmente il nostro uomo lo aveva desiderato, non è vero Cust? Succede al giudice come al prete: dopo avere officiato tutta la vita davanti al ciborio, gli viene una uggia terribile, e una gran voglia di vedersi apparire davanti appunto il diavolo.
ERZI (fissando ora Croz): Ma non lo rese saggio l’essere in là con gli anni, l’essere ormai fuori dal gioco?
CROZ (sghignazzando): Fuori dal gioco? Ma non si è mai fuori dal gioco, caro Erzi! Mio caro, voi figuratevi uno di quegli insetti neri, brutti, pinzuti. E uno lo stuzzica: e quello pinza. E uno lo storpia: e quello pinza. E uno lo stronca in due: e quello pinza. E uno gli trafigge e gli schiaccia anche la testa: e le pinze seguitano a pinzare, a pinzare, a pinzare. Così, per nulla. La vita è questo.

ERZI (con voce severa) : Signor presidente Vanan ! L’Alto Consiglio vi aveva concesso una dilazione e tale dilazione scade oggi. Voi oggi siete chiamato qui a dare le vostre dichiarazioni definitive. Voi avevate promesso di preparare le vostre difese.
VANAN (con voce incerta): Eh… Sì… sissignore.
ERZI : Lo avete fatto ? (Un silenzio.)
CROZ (brontolando): Non ti è rimasta nemmeno molta eloquenza.
ERZI: Gravi elementi risultano a vostro carico. Voi affermaste che potevate smontarli, demolirli. In quale modo ?
CROZ: Muto come un pesce.
ERZI (con voce man mano più severa): Ma soprattutto voi dichiaraste che riesaminando nella vostra memoria certe allusioni di Ludvi-Pol, vi sarebbe stato possibile scoprire addirittura il vero colpevole. E allora? Vanan, di che si tratta? (Un silenzio.) Diteci questo nome, Vanan! (Un silenzio.) (Voltandosi e tornando a sedere.) O da voi o in un altro modo noi sapremo questo nome entro oggi. (Agli altri: ) Ma già questo silenzio è una risposta. Vanan, debbo ritenere che voi vi riconoscete colpevole? Dunque è vero? Provenne da voi il raggiro che ha avvelenato questo tribunale, l’intiero palazzo e tutta la città?
CUST (un po’ rauco): Parlate, Vanan, parlate liberamente.
VANAN (farfugliante, supplichevole e curiosamente falso): Io debbo… ringraziare.
ERZI (sorpreso): Che cosa?
VANAN (c.s.): Debbo dire… che effettivamente… l’Amministrazione ha usato con me… molta benevolenza… (commuovendosi: ) non è davvero che io possa lamentarmi.
ERZI (sorpreso): Ma che cosa dite, Vanan!
VANAN (c.s.): Come vecchio… magistrato sento… il dovere di esprimere… di baciare… la mano benefica…
ERZI (improvvisamente urlando): Che cosa dite, Vanan!
VANAN (un po’ spaventato): No, non fate così… effettivamente… io sono molto vecchio, e anche… malato, sapete?
ERZI (rapidamente): Vanan, ma voi allora confessate di essere colpevole?
VANAN (lo guarda sospettosamente; d’un tratto, oratorio, falso) : Innocente, signore ! Sospettato innocente. Inchiodato alla croce… come il Signore nostro innocente… Signori, questa canizie è stata… calpestata.
ERZI: Vanan, chi è il colpevole?
VANAN (c.s.): Sì, sì, egregio signore, vi è, un colpevole! Giuro davanti al trono di Dio che vi è un colpevole! E io… e io saprò smascherarlo… I vili saranno… rovesciati nella polvere…


VANAN: L’ inconveniente era che io ero solo, tutti credevano che le cose stessero nell’altro modo, e così… Cust, sei mai stato a bagnarti in un fiume, quando si vede tutta l’acqua andare, andare tutta per un verso, e uno invece sta lì, fermo, lui solo, da solo, in mezzo a tutta quell’acqua… e gli comincia una specie di capogiro… E così, a poco a poco…
CUST: …a poco a poco…?
VANAN: …mi sono scoraggiato, Cust. Delle volte parlavo forte, da solo, dicevo che io ero innocente… Ma anche la voce mia, non aveva più fiducia… (D’un tratto:) Sai che cos’era? (Bisbigliando: ) Che quasi quasi non ci credevo più.
CUST: A che cosa?
VANAN: Non ci credevo più. Certo, si sa, qualche cosetta, nel testimoniare, l’ho un po’ accomodata… forse ho fatto un po’ di confusione… Che ne so io, un po’ di colpa potrei benissimo averla avuta anch’io; tutti lo dicono… (D’un tratto, indicando verso il corridoio: ) Dì, Cust. Soprattutto è quella là a tormentarmi.
CUST: Chi?
VANAN (c.s.): Mia figlia. E’ lei che mi spinge.
CUST: Che cosa dite?
VANAN: Sì, sì.
CUST: E che cosa vuole da voi.
VANAN: Vuole… che io faccia… che io scriva… che io accusi… perché io sono innocente, che insomma io devo farmi sentire… Ma io sono vecchio, Cust, sono stanco… E qui, ora, sono tutti sgarbati, tutti superbi. E lei questo non lo capisce mica. Non lo sa mica, lei, che a insistere, a parlare, c’è da ingarbugliarsi peggio!
CUST: E’ stata lei a portarvi qui?
VANAN: Sì, lei. (Ridendo:) Chi sa che rabbia ha avuto, quando l’hanno mandata via. Ora è lì fuori ad aspettarmi. Ma io sai che faccio? Esco di lì, dalla cancelleria. (D’un tratto scostando Cust con un grido alto e con strana insospettata energia: ) Io odio tutto questo. Io odio anche te, Cust. Io ti potrei uccidere. (Muovendo verso la porta con una specie di solennità.) Lasciatemi andare. Io non voglio più pensare a queste cose.
(Dalla porta del corridoio scivola dentro Elena, la quale fa cenno a Cust di non dir nulla. )
VANAN (con tutt’altra voce, fermandosi): Vedi, Cust, io vo’ sempre gridando di essere innocente come nostro Signore Crocefisso; ma se io nel dire questo fossi un po’ ipocrita, e il Signore mi castigasse? (Vagamente: ) L’uomo ha bisogno di pace, non può stare contro tutto… Delle volte dico a mia figlia che vengo al palazzo, e invece vado in un giardinetto, sto un po’ lì. Addio caro. Addio. (Si dirige verso la porta della cancelleria; di lì fa a Cust un cenno di saluto, scompare; Cust ed Elena restano soli.)
ELENA: Sono sua figlia.
CUST: Lo so.
ELENA (con dolore): Lui non ha altro al mondo. E lo stesso io. Non trovate triste che egli mi sfugga? E ridicolo che io lo insegua?
CUST: Non è facile capire ciò che avviene in noi.
ELENA: Voi siete l’inquisitore?
CUST: Avete qualche cosa da dirgli?
ELENA: Sono venuta apposta.
CUST: Parlate pure. Riguarda l’inchiesta?
ELENA: Sì. E’ importante, segreto.
CUST: Allora presto. Le decisioni sono per questa sera.
ELENA: Signore, ciò che mio padre vi ha detto non è la verità. So che non è stato sincero.
CUST (cauto): Quando è che un uomo lo è veramente? Difficile esserne sicuri.
ELENA: Scusate, signore. Il mio primo ricordo è questo: io sono sulle ginocchia di mio padre, che allora non aveva i capelli bianchi, lui tiene gli occhi chiusi e io, con un dito piccolo così, fingo di disegnargli tutto il viso, gli faccio gli occhi, il naso, la bocca… Questo era uno dei nostri giochi; ma ne avevamo molti. Non vi dico la felicità, il rapimento, di tutti e due! Quando sento parlare di persone che si amano, io so che nessuno potrà essere mai come noi, io e papà. Se qualcuno mi diceva che gli assomigliavo, sentivo le guance scottarmi d’orgoglio. Avrei rifiutato di andare in paradiso, se mio papà non avesse dovuto esservi.
(Tace un momento, poi, senza parole, estrae dalla borsetta una busta, la mostra.)
CUST: Che cosa è?
ELENA: Le sue difese, signore. Il memoriale. Basterà che venga letto e mio padre sarà assolto. (Un silenzio.)
CUST : Ma vostro padre ha detto or ora…
ELENA: Sì. Lui ricusa di presentarlo. L’ho portato io di nascosto.
CUST : Ha addirittura escluso di averlo scritto…
ELENA: Oh, lui ha impiegato qui sopra intiere notti… io l’ho aiutato…
CUST: E perché ora lo rifiuterebbe?
ELENA (con dolore e affanno): Perché è un uomo spaventato e confuso. Qualcuno ha messo dentro di lui non so che dubbi, paure, è stata come una malattia… Come uno che fosse caduto… e non volesse più rialzarsi, ma solo chiudere gli occhi.
CUST: Voi conoscete il contenuto di questi fogli?
ELENA: Certo. Papà si è ricordato di mille particolari… la sua innocenza è evidente. E’ fatta luce su tutto.
CUST: E codesta luce ci permette poi di scorgere d’altro? Dico il vero colpevole.
ELENA: Ma, certo, signore. Di pagina in pagina, a poco a poco, lo si capisce, lo si indovina: il vero colpevole.
CUST: Ne ricordate il nome? Un certo Croz?
ELENA (incerta): Non questo nome. (Porge il memoriale, lo mette nelle mani di Cust.)

Dall’atto terzo

ARCHIVISTA (è entrato in furia, ansando): Conosciamo il nome del colpevole!
BATA: Coraggio, Malgai.
ARCHIVISTA (eccitato, godendo l’indugio): Io immagino il subbuglio che scoppierà!
MAVERI: Su dunque!
PERSIUS: E Croz?
BATA: E’ morto?
ARCHIVISTA: Nessuno ormai udrà più la sua voce diabolica. Nemmeno io saprei dirvi le impertinenze inventate da quel vero demonio, prima di farsi cavare il nome del colpevole! Lui tossiva, lui ammiccava, lui lanciava infernali maledizioni, lui non s’è fatto riguardo di pretendere che il signor Erzi tirasse a indovinare facendo il nome di questo e di quello! E d’un tratto Croz fa: (imitando) “ No. Nessuno di questi. Il colpevole si chiama…”.
ERZI (entrando): Si chiamava… Croz. (Avanzando con un certo distacco:) Sì, signori, il vostro collega Croz ha rivelato in punto di morte che il colpevole della corruzione di questo palazzo era lui e nessun altro che lui; che Vanan è innocente; e che tutti gli altri giudici pure lo sono, soprattutto, lui disse, perché corti di cervello; e che il migliore di tutti, qua dentro, e più meritevole d’essere nominato presidente… eravate voi, Cust. Ha usato per voi parole deferenti… benchè buffonesche e aspre, secondo il suo stile. Vi ha mandato a dire… aspettate… (cerca di ricordarsi) “Che ognuno la propria rogna deve grattarsela da solo ”.

sabato 24 luglio 2010

Venerdì 24 luglio 1970



NAZIONALE

la TV dei ragazzi

18,15 UNO, DUE E... TRE
Programma di films, documentari e cartoni animati
In questo numero:
- La scimmia di Dino
Prod.: Televisione Cecoslovacca
- Il leone e il cavaliere
- Tutù imitatore
Distr.: Europe 1
- Rundrum cerca moglie
Distr. : Televisione Cecoslovacca
GONG (Moka Express Bialetti - Invernizzi Susanna)
18,45 IL PAESE DEL CIRCO
a cura di Rosalba Oletta
Presenta Enzo Guarini
Realizzazione di Rosalba Costantini
I numeri da circo sono tratti da Circus Everywhere
Distr. : United Artists TV
GONG (Effervescente Brioschi - Pronto della Johnson - Olio di semi vari Olita)
19,15 LASSIE
Una gita a Pratonero
Telefilm - Regia di Earl Bellamy
Interpreti: Jon Provost, June Lockhart, Hugh Reylly
Prod. : Jack Wrather

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Dentifricio Mira - Piselli Cirio - Pepsi-Cola - I Dixan - Gruppi Termici Isothermo - Talmone "2 Vecchi")
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
ARCOBALENO 1 (Insetticida Atom - ...ecco - Maionese Liebig)
CHE TEMPO FA
ARCOBALENO 2 (Agip - Caramelle Don Perugina - All - Latte doposole Vanaos)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Willy De Luca
CAROSELLO
(1) Doria S.p.A. - (2) Camay - (3) Euchessina - (4) Bitter San Pellegrino - (5) Pneumatici Cinturato Pirelli
I cortometraggi sono stati realizzati da : 1) Gamma Film - 2) Registi Pubblicitari Associati - 3) Arno Film - 4) Pierluigi De Mas - 5) Gamma Film

21,00 TV 7
Settimanale di attualità
a cura di Emilio Ravel
DOREMI'
22,00 SQUADRA SPECIALE
Pesca a Miller Spring
Telefilm - Regia di Gene Nelson
Int. : Michael Cole, Clarence Williams III, Tige Andrews, Huggy Lipton
BREAK (Amaro 18 Isolabella - Tonno Simmenthal)
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
CHE TEMPO FA - SPORT

SECONDO

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 ERFINDUNGEN
Rasierapparat
Geschichte von und mit Bart
Regie: Gottfried Hensel
19,40 GROSSER MANN, WAS NUN ?
Das neue Haus
Familienserie mit Gustav Knuth
Regie: Eugen York
Verleih: Studio Hamburg
20,40 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Brandy Stock - Orologi Timex - Dinamo - Formaggi naturali Kraft - Chevron Oil Italiana S.p.A. - Salvelox)
21,15 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
La ARD, la BBC, la BRT - RTB, la NCRV, la ORTF, la SRG - TSI - SSR e la RAI
presentano da
AVIGNONE (Francia)
GIOCHI SENZA FRONTIERE 1970
Torneo televisivo di giochi tra Belgio, Francia, Germania Federale, Gran Bretagna, Olanda, Svizzera e Italia
Quarto incontro
Partecipano le città di
- Ath (Belgio)
- Avignone (Francia)
- Radevormwacd (Germania Federale)
- Carnaruon (Gran Bretagna)
- Bolsward (Olanda)
- Savognin (Svizzera)
- Barletta (Italia)
Commentatori per l'Italia: Renata Mauro e Giulio Marchetti
Regia di Pierre Badel e Jean Cohen
DOREMI'
22,30 BOOMERANG
Ricerca in due sere
a cura di Luigi Pedrazzi
con la collaborazione di Nicola Caracciolo e Gaetano Nanetti

TSI - SVIZZERA

19,40 MINIMONDO MUSICALE
Trattenimento per i piccoli a cura di Claudio Cavadini
Presenta Rita Giambonini
20,15 TELEGIORNALE - 1a edizione
20,20 IL MAGNIFICO KING
Telefilm
La punizione di Velvet
20,45 TV - SPOT
20,50 IL PROFESSOR LORIOT
Documentario
21,15 TV - SPOT
21,20 TELEGIORNALE - Edizione principale
21,40 IL REGIONALE
Rassegna di avvenimenti della Svizzera italiana
22,00 LARAMIE
Telefilm
Gli ultimi Arapaho
22,50 LUGANO: 5° FESTIVAL DELLA CANZONE CITTA' DI LUGANO
Spettacolo musicale con la partecipazione di Maurizio, Tony Astarita, Little Tony, Wilma De Angelis, Niki.
23,30 TELEGIORNALE - 3a edizione
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Quest'oggi il nostro Focolare serve da pretesto per colmare una lacuna che noi appassionati della vecchia TV riteniamo insopportabile. Ormai anche gli anniversari costituiscono una sorta di business e, quando il soggetto passato a miglior vita da più o meno tempo rende economicamente zero, il ricordo si disperde tra le memorie del pubblico, senza che vi sia qualcuno in grado di darne un'eco ufficiale tramite i mass - media, impegnati come sono a indagare sui rischi della calura estiva e sulle ultime fesserie di qualche compiacente escort (e dintorni: e qui ci fermiamo).
Ci sembra che nessuno, in questi giorni, abbia commemorato la figura di Sandro Paternostro nel decennale della scomparsa, caduto ieri, e che si sia così ripetuto quell'immeritato silenzio che, nel luglio del 2007, caratterizzò il centenario della nascita di Ruggero Orlando. Paternostro e Orlando: sono stati loro, a detta di tutti, i più famosi e grandi giornalisti radiotelevisivi che hanno condotto per mano i fruitori lungo le vicende piccole e grandi vissute nei paesi esteri dai quali essi stessi trasmettevano le loro corrispondenze (prima la Gran Bretagna, poi gli Stati Uniti per Orlando; la Germania al'epoca della costruzione del Muro, poi Hong Kong, quindi - e soprattutto - la Gran Bretagna per Paternostro).
Siciliano purosangue, nipote di un illustre giurista nel ramo internazionale (quell'Alessandro Paternostro che diede un efficace contributo alla redazione della Costituzione imperiale giapponese: a lui è oggi intitolata una strada a Palermo), Sandro Paternostro jr. si formò anch'egli nel campo della Giurisprudenza, conseguendo a pieni voti la laurea presso l'ateneo palermitano. Tuttavia prevalse in lui la passione per il giornalismo, dando inizio a una carriera che lo vide ben presto ritagliarsi un posto tra gli emergenti esperti di politica estera. Fortunatamente la RAI volle puntare tutto sull'elegante e ironico Sandro, affidandogli subito l'ufficio di corrispondenza del TG e del GR in una Berlino divisa in due, presto anche materialmente. Paternostro andò via dalla Germania nel 1966 per inaugurare la sede RAI di Hong Kong, ma il grande successo gli arrivò nel 1970, allorchè il direttore del TG, Willy De Luca, gli affidò i servizi da Londra al posto di Sergio Telmon, richiamato in Italia per condurre, alternandosi con Vittorio Citterich, la sezione di politica estera della principale edizione del notiziario, quella delle 20,30, trasformatasi in un meraviglioso rito corale oggi rimpianto da molti. La capacità di adeguarsi, nei servizi di colore, al proverbiale humour anglosassone e la scelta di indossare vestiti di foggia inequivocabilmente british fecero ben presto di Sandro Paternostro il beniamino dei telespettatori, anche quando egli doveva riferire di cose molto delicate, come l'annosa questione irlandese (e, purtroppo, relativi attentati), o alquanto noiose, come le scelte politiche seguite dagli inquilini del numero 10 di Downing Street (da Heath a Wilson; da Callaghan a - naturalmente - Margaret Thatcher). Fioccarono anche le parodie: Alighiero Noschese si produsse in un paio di imitazioni, mentre una volta Beppe Grillo ironizzò (con tanto di fuori onda mostrato a doppia velocità, a mo' di comica di Ridolini) sull'imbarazzo che a volte il giornalista palermitano mostrava quando si trattava di scegliere l'abito giusto per andare in onda, cambiando in continuazione la giacca o la cravatta.
Nel 1987, all'ora della pensione, Paternostro si trasformò in conduttore ironico e pungente. Se, nell'estate 1985, un Mercante in fiera da lui animato naufragò subito per l'inesperienza nel tenere i tempi da presentatore, le cose migliorarono su RAITRE, dapprima con la partecipazione a Prove tecniche di trasmissione (1989 - '90), a fianco di Piero Chiambretti, Nanni Loy, Helenio Herrera e Gianluigi Marianini, e più avanti con Diritto di replica, accanto a Fabio Fazio e Stefano Magagnoli. In quegli anni Sandro Paternostro non mancò di collaborare con la carta stampata, tenendo una rubrica dall'inevitabile british humour per il settimanale satirico Comix (un po' la risposta moderata a Cuore), girò due o tre spot pubblicitari (sostituì Ernesto Calindri per propagandare l'aperitivo a base di carciofo e poi si tramutò in un nobile che garantiva l'autenticità di una specifica gamma di prosciutto crudo) e soprattutto si innamorò di una formosa e sensuale ragazza di nome Carmen Di Pietro, più giovane di lui di qualcosa come 45 anni, che gli regalò le ultime gioie prima di andarsene.
Sandro Paternostro sapeva dosare bene i modi per rendersi simpatico e brillante. Per esempio, ai lettori di Comix diceva: Non chiamatemi Dottore, altrimenti mi costringete a visitarvi !. E una volta che (era il 1991), durante una collaborazione con un programma di RAIUNO del sabato mattina sulle tradizioni regionali italiane, fu inviato nella sua Sicilia, a Siracusa, per intervistare l'illustre pasticciere Cavalier Marciante, dopo aver con lui disquisito di frutta martorana (al marzapane), paste di mandorla e, ovviamente, cannoli, volle chiosare il tutto ripescando il coinvolgente detto di un anonimo siciliano (riportato dallo studioso Giuseppe Pitrè): Lu cannolu è la virga di Mosè: Cui nun ni mangia si fazza ammazzari, Cu li disprezza è un gran curnutu affè!

E con questo vi salutiamo e vi informiamo che, da qui a Ferragosto, gli interventi del Focolare saranno un po' meno frequenti (max un paio o tre a settimana): ci sembra giusto godere appieno del mare della Versilia, meta delle nostre vacanze 2010.

Buon bagno a tutti ! ! !
CBNeas