mercoledì 21 marzo 2012

Giovedì 21 marzo 1963



NAZIONALE

telescuola

Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI-Radiotelevisione Italiana
presentano

SCUOLA MEDIA UNIFICATA

PRIMA CLASSE:
8,55 Italiano
Prof. Lamberto Valli
9,45 Osservazioni Scientifiche
Prof.ssa Ivolda Vollaro
10,35 Educazione Civica
Prof. Claudio Degasperi
11,50 Educazione Tecnica
Prof. Giulio Rizzardi Tompini
12,15 Educazione Fisica (femminile e maschile)
Prof.ssa Matilde Trombetta Franzini e Prof. Alberto Mezzetti

SECONDA CLASSE:
8,30 Geografia
Prof.ssa Maria Bonzano Strona
9.20 Italiano
Prof.ssa Fausta Monelli
10,10 Italiano
Prof.ssa Fausta Monelli
11,00 Latino
Prof. Gino Zennaro
11,25 Francese
Prof. Enrico Arcaini

AVVIAMENTO PROFESSIONALE
a tipo industriale e agrario

15,00 TERZA CLASSE:
a) Osservazioni Scientifiche
Prof. Giorgio Graziosi
b) Geografia ed Educazione Civica
Prof. Riccardo Loreto
c) Materie Tecniche ed Agrarie
Prof. Fausto Leonori
d) Musica e Canto Corale
Prof.ssa Gianna Perea Labia

16,20 IL TUO DOMANI
Rubrica di informazioni e suggerimenti ai giovani a cura di Fabio Cosentini e Francesco Deidda

la TV dei ragazzi

17,30 I PICCOLI TRE
Programma di varietà a cura di Mario Ciampi
con Elwin Ambrose, Silvana Giacobini, Silvio Noto, Sandro Tuminelli
Coreografie di Ugo Dell'Ara
Complesso musicale Rejna - Avitabile
Regia di Lelio Golletti
18,15 CAROLINA NEL DESERTO
Documentario
Prod.: Franfilmdis

ritorno a casa

18,30 Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI-Radiotelevisione Italiana
presentano
NON E' MAI TROPPO TARDI
Secondo corso d'istruzione popolare
Insegnante Oreste Gasperini
19,00 TELEGIORNALE
della sera - 1a edizione
GONG (Alka Seltzer - Sapone Palmolive)
19,15 PRODURRE DI PIU'
Corso di zootecnia
Trasmissione di aggiornamento per i giovani rurali
19,40 LA TV DEGLI AGRICOLTORI
Rubrica dedicata ai problemi dell'agricoltura e dell'orticoltura
a cura di Renato Vertunni
20,10 TELEGIORNALE SPORT

ribalta accesa

20,25 SEGNALE ORARIO
TIC - TAC (Olio Berio - Confezioni Lubiam - Brillantina Rinova - Vim)
PREVISIONI DEL TEMPO
20,30 TELEGIORNALE
della sera - 2a edizione
Direttore Giorgio Vecchietti
ARCOBALENO (Testanera - Doria Industria Biscotti - Scuola Radio Elettra Torino - Simmenthal - Piaggio Vespa - Camay)
20,55 CAROSELLO
(1) Candy - (2) Invernizzi Milione - (3) Marga - (4) Chinamartini
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) T.C.A. - 2) Ibis Film - 3) Massimo Saraceni - 4) Cinetelevisione

21,05 TRIBUNA ELETTORALE
Manifestazioni di propaganda della DC, del PCI, del PSI e del MSI-DN in vista delle Elezioni Politiche del 28 e 29 aprile
22,05 CINEMA D'OGGI
a cura di Pietro Pintus
Presenta Luisella Boni
Realizzazione di Stefano Canzio
22,45 IERI
Cronache del nostro tempo
Dalla Monarchia alla Repubblica
a cura di Jacopo Rizza
Testo di Nicola Adolfi
Una produzione INCOM
23,15 TELEGIORNALE
della notte

SECONDO

21,05 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
21,15 Kramer, Gino Bramieri e Liana Orfei presentano:
LEGGERISSIMO
Testi di Italo Terzoli e Bernardino Zapponi
Orchestra diretta da Gorni Kramer
Coreografie di Gisa Geert
Scene di Luca Crippa
Costumi di Corrado Colabucci
Regia di Romolo Siena
22,20 INTERMEZZO (Perugina - Abiti Camef - Vini Bolla - Vidal Profumi)
22,25 I VANGELI
Lettura e commento dell'Arcivescovo di Bologna, Cardinale Giacomo Lercaro
Il Vangelo secondo S. Luca
22,40 GIOVEDI' SPORT
Riprese dirette e inchieste di attualità a cura del Telegiornale
e
NOTTE SPORT
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State per leggere un post a quattro mani: la parte più importante e significativa del presente intervento si deve a un nostro amico veneziano, Davide Camera, giornalista molto sensibile di fronte ai temi della vecchia radiotelevisione (alla radio egli ha dedicato pure un volume molto bello, Un microfono sempre aperto). Ebbene, tempo addietro Davide ha sviluppato un profilo di un vero factotum della televisione milanese, Alfredo Danti, attore, autore, speaker e quant'altro. Anche il 21 marzo 1963, tanto negli spazi pubblicitari quanto nei telegiornali sportivi, Danti apparve costantemente, sia in video che - soprattutto - in voce: abbiamo quindi scelto simbolicamente questa data per poter riproporre questo bellissimo articolo già apparso poco più di un mese fa all'interno del sito CDNews (www.cdnews.it) e che, previo l'ovvio permesso dello stesso Camera, abbiamo l'opportunità di divulgare ulteriormente. Subito dopo daremo un rapido cenno sugli altri programmi della serata del primo giorno della primavera (si fa per dire... fu un inverno prolungato) di 49 anni fa.
Ora, comunque, la parola passa subito a Davide Camera con questo omaggio ad Alfredo Danti, factotum di Corso Sempione (e dintorni). Noi ci inseriremo di tanto in tanto per introdurre i contributi filmati che speriamo possano rendere più viva la lettura. A fra poco, dunque !

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In un periodo nel quale si va ad opposti estremi, da specializzazioni troppo esasperate, a personaggi senza arte né parte che fanno un po’di tutto, e lo fanno così così, credo sia il caso di ricordare qualcuno che sapeva fare tante cose e le faceva bene: Alfredo Danti.

Il nome probabilmente non dirà molto neppure a chi è appassionato di televisione, eppure più di una generazione dovrebbe essergli grata, perché Danti fu uno dei più importanti sceneggiatori e registi di Carosello: sua è tutta la serie di Gringo della Carne Montana, tutta scritta in rima, una delle specialità di Danti. Ma il suo volto e la sua voce erano noti a tutti perché lo conoscemmo come speaker alla Rai di Milano, quando gli annunciatori leggevano il Telegiornale Sport.

Se a Roma Riccardo Paladini e poi Luigi Carrai, Marco Raviart, Gianni Rossi ed Edilio Tarantino divennero i volti del telegiornale, a Milano proprio Alfredo Danti fu, con Gino Capponi, Renato Brasili, Mario Malagamba e più avanti con un giovane Bruno Talamonti uno dei “volti” delle notizie sportive. L’idea di questo pezzo per ricordarlo mi è venuta proprio rivedendo Danti e Capponi leggere insieme con un altro volto storico “romano”, Giuseppe D’Amore, un’anomala edizione della Domenica Sportiva, il 30 novembre 1975, in occasione di un lungo sciopero audio-video dei giornalisti che si limitavano “alla stesura dei testi scritti”, come leggeva Capponi all’inizio.

Ma torniamo ad Alfredo Danti, milanese, classe 1924. La sua poliedrica attività inizia come attore di teatro, seguendo il padre, ed in seguito, quasi naturalmente, approda in questa veste alla radio, dove inizia anche a rivestire il ruolo di annunciatore, leggendo molto spesso il Gazzettino Padano, uno dei principali appuntamenti regionali radiofonici, unico oggi a sopravvivere ancora come testata all’interno della TGR della Rai. Naturalmente, però, Danti per la radio continua a recitare, facendo parte della compagnia teatrale di Radio Milano, con Raffaele Pisu e Pierluigi Pelitti. Inoltre con la compagnia di Marcello Giorda partecipa a dei drammi gialli.

La sua voce bella e particolarmente duttile faceva sì che venisse utilizzato molto per le caratterizzazioni, che in genere era difficile chiedere agli annunciatori dell’epoca, che avevano voci impostate che difficilmente uscivano da un’ufficialità stile “lo ha detto la radio”. Alfredo, in questo, faceva decisamente eccezione, anche perché, rispetto ai suoi colleghi, sviluppava un’attività artistica parallela legata alla scrittura. A parte scrivere poemetti e poesie con rime baciate, una peculiarità che continuerà per tutta la sua vita, Danti stava scoprendo Carosello, nato nel 1957. La pubblicità televisiva era ancora in fase embrionale, e quindi c’era bisogno di bravura, versatilità e creatività, di gente che sapesse fare più cose ed amasse sperimentare.

Il nome di Alfredo Danti è principalmente legato alla Gamma Film di Gino e Roberto Gavioli, studio milanese che ha prodotto moltissimi caroselli passati alla storia, in gran parte con personaggi di animazione. Molti di questi caroselli erano scritti proprio da Alfredo Danti, che poteva permettersi anche di recitarne da annunciatore i tradizionali “codini”, o di fare la voce del protagonista, come nel caso di Caio Gregorio, “er guardiano der Pretorio”(Terital). Danti è apparso anche come attore nei caroselli della Brillantina Linetti interpretati da Mario Pisu, nella serie sempre poliziesca ma precedente all’Ispettore Rock di Cesare Polacco.

Alla Gamma Film – ci racconta il figlio Federico Danti, a sua volta attore ed esperto direttore di doppiaggio – Alfredo faceva tutto: dal soggetto, alla sceneggiatura, alla regia, ideazione del bozzetto (i disegni erano poi fatti da Gino Gavioli) e naturalmente la voce fuori campo. Naturalmente nel frattempo continuava anche a lavorare per prodotti non suoi”. In anni successivi creò anche una propria casa di produzione, la Telefilm. Inoltre, come annunciatore, al pari dei suoi colleghi veniva utilizzato anche da altre case di produzione per speakerare caroselli e altri spot.

(Primo spezzone video: un brandello dal Tic - Tac del 21 marzo del 1963 con i telecomunicati dell'Olio Berio - con l'orecchiabilissimo jingle -, delle confezioni maschili Lubiam e della brillantina Rinova: la lettura del testo pubblicitario dell'olio ligure si deve proprio alla voce di Danti, mentre, nel brevissimo inserto della lozione per capelli non sarà difficile riconoscere la dizione di un collega del Nostro, non meno noto di lui: Ignazio Colnaghi):

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Danti era stato anche uno dei pionieri del telegiornale: all’inizio infatti il Tg andava in onda in parte da Milano e in parte da Roma, e se lo speaker della Capitale era Riccardo Paladini, quello degli studi milanesi era proprio Alfredo Danti. Poi a Milano rimase solo la messa in onda dei telegiornali sportivi, più lo speakeraggio dei servizi normali per il tg, che erano molti. Infatti erano pochi i giornalisti ai quali era consentito di leggerli con la propria voce, poiché i criteri qualitativi erano molto precisi. Basterà dire che ancora nel 1970, guardando i vecchi reperti televisivi, i soli Guido Oddo e Mario Poltronieri a Milano risultavano leggere i servizi con una certa frequenza. Inoltre venivano speakerati anche molti servizi provenienti da altre sedi settentrionali che avevano Milano come riferimento, per esempio Genova o Venezia. Quindi le voci dei vari Danti, Capponi, Brasili, Malagamba e Talamonti si sentivano moltissimo sia alla televisione che alla radio, dove però l’annunciatore non era utilizzato solo per i notiziari, ma anche per gli annunci e le pubblicità. E qui ovviamente c’erano anche delle colleghe: Tina Lavagna, Laura Giordano, Maria Brivio, poi diventata anche signorina buonasera, caso unico perché fino a quel momento le annunciatrici televisive di Milano non erano le stesse della radio.

(Nuova interruzione pubblicitaria, ma per fortuna assai pertinente al tema che Davide sta mirabilmente trattando in questa sede: vi proponiamo tre dei sei telecomunicati trasmessi quella sera in un'altra storica rubrica, Arcobaleno. I primi due sono punteggiati anche dalla voce di Danti e sono dedicati rispettivamente ai biscotti Doria, con Mercedes Brignone già nei panni della nonna - prova generale dei caroselli che si vedranno dall'autunno successivo e che saranno accompagnati dalla versione reclamistica della Ninna nanna delle dodici mamme di Odoardo Spadaro - , e alla Scuola Radio Elettra Torino, il più clamoroso esempio di dolus bonus attraverso pretenziose dispense contenenti corsi di elettrotecnica: qui Alfredo Danti fa coppia con Gino Capponi - ci scusiamo per il disguido tecnico presente a un certo punto del filmato -. Completa la serie lo spot della saponetta Camay, realizzato a Roma):

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Alfredo Danti era molto stimato dai giornalisti sportivi di Corso Sempione, che affidavano preferibilmente a lui i propri pezzi per quella lettura dinamica, adattissima all’evento sportivo, che lo ha reso sotto questo profilo l’annunciatore “principe”, tanto da ritrovarlo ogni anno come voce guida del tradizionale speciale “Un anno di sport”, consuntivo degli avvenimenti agonistici del 31 dicembre o giù di lì. Danti, tuttavia, scompare dal video già nei primissimi anni Settanta, perché come già stava avvenendo nei telegiornali generalisti, anche il Tg sport passava alla lettura dei giornalisti, che reclamavano maggiore spazio: quindi Guido Oddo, Mario Poltronieri, Carlo Sassi, Bruno Pizzul, Ennio Vitanza e Adone Carapezzi. Lo avremmo ritrovato, come Capponi e Malagamba, prima nel novembre del ’75 nel periodo di astensione audio-video dei giornalisti, e poi a marzo 1976, nel momento della nascita della riforma Rai, impegnato per pochi mesi nella lettura delle prime edizioni di “Sport sera” e per la prima volta con la targhetta del nome sulla scrivania. Poi, di nuovo fuori campo, a leggere risultati e classifiche per la “Domenica sportiva” di Tito Stagno.

Intanto, però, l’attività artistica di Alfredo continuava; anzitutto – questo lo sanno davvero in pochi – amava dipingere, e lo ha fatto davvero fino all’ultimo, anche dopo l’ictus che lo aveva colpito negli ultimi anni della sua vita. Inoltre ha scritto moltissime poesie che il figlio Federico ama raccogliere e spesso recitare, tra l’altro con una voce che come timbro e versatilità ricorda spaventosamente quella del padre. Proprio Federico, come direttore del doppiaggio, ha aperto ad Alfredo l’ultimo “cassetto artistico” che gli mancava nell’utilizzo della voce, proprio quello del doppiatore, soprattutto nei cartoni animati. “Faceva tutto da solo e amava fare tutto da solo” ci racconta Federico, giustamente affascinato da questa figura paterna che non stava ferma mai un momento, e che in Rai non voleva avere un ufficio fisso perché “appena poteva fuggiva per fare la pubblicità… o questo almeno mi è stato riportato dai racconti familiari...”.

(Nuovo video: proprio nel marzo del 1963 si congeda da Carosello la lunga serie Dura minga, per sei lunghi anni inamovibile simbolo televisivo della Chinamartini. In questa ultima versione, Ernesto Calindri e Franco Volpi sono affiancati da Sandra Mondaini, ormai signora Vianello, che rimarrà accanto a Volpi per il nuovo ciclo che, con minor successo, prenderà il posto dei dialoghi tra i due baffuti individui d'alto lignaggio. Ad annunciare la scenetta è, naturalmente, la voce fuori campo di Alfredo Danti):

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Una vecchia immagine televisiva, in bianco e nero, registrata con il vidigrafo, ci ha riportato alla memoria un personaggio familiare nei nostri anni di bambino che divorava le immagini televisive e soprattutto i telegiornali, tanto da scegliere poi di fare il giornalista, e poi ci ha fatto pensare a Gringo, a Caio Gregorio, alle poesie lette da Federico alla Radio Svizzera per ricordare la versatilità di un uomo che in televisione è diventato un volto noto per lo sport, eppure dello sport non è che gli interessasse così tanto…

Davide Camera

NB: Per questo pezzo un grazie sentito a Federico Danti e alla moglie Benedetta Brugia.

Nel ringraziare una volta di più Davide Camera sia per averci volontariamente concesso di diffondere ulteriormente questo suo scritto, sia soprattutto per l'accuratezza e la competenza con cui esso è stato redatto, salutiamo idealmente Alfredo Danti con l' Intermezzo, ossia la rubrica pubblicitaria del Secondo Canale, del 21 marzo 1963, che è un po' una creatura dello stesso poliedrico e versatile dicitore lombardo, non solo impiegato come doppiatore dei personaggi dei cartoni animati che facevano da cornice ai comunicati (quindi l'almanacco della giornata successiva e il pensierino della sera), ma anche come autore del testo e perfino cantante (assieme al Quartetto Radar) della sigla Du du du du du - Da da da da da da, musicata da Giampiero Boneschi. E' proprio questo il lato di Danti che emergerà dagli ultimi filmati pubblicitari qui presentati, non essendo la sua voce impegnata in alcuna delle letture dei relativi annunci (che sono, per la cronaca, quelli dei cioccolatini Flipper Perugina, delle confezioni maschili Camef, dei vini Bolla - con il jingle ispirato alla canzone Trani a gogò di Giorgio Gaber e interpretato personamente da quest'ultimo - e della colonia femminile Ca' d'Oro Vidal, con una giovane Ilaria Occhini in veste di testimonial):

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Ed ora, rapidamente, un riassunto della serata televisiva di quel lontano giovedì: sul Nazionale sono già da tempo in corso le tribune politiche nel quadro della campagna elettorale per la quarta legislatura repubblicana (si voterà domenica 28 e lunedì 29 aprile). Abbiamo già parlato in passato di una DC che, pronta ad aprirsi a Sinistra con l'innesto dei socialisti nella compagine governativa e ringalluzzita dagli effetti del miracolo economico, diffonde in tutte le salse (perfino - grande novità - con due apposite canzoni) lo slogan Gli anni felici continueranno. Come ricaviamo da dettagliati articoli pubblicati dai quotidiani dell'indomani, è proprio un rappresentante scudocrociato a comparire per primo nello studio televisivo di Tribuna elettorale per una manifestazione di propaganda (ossia quel tipo di intervento televisivo che, nel parodistico film Gli onorevoli, di Sergio Corbucci ambientato proprio in quella campagna elettorale, fa confondere non poco il malcapitato professore missino Giuseppe Mollica - Peppino De Filippo): il Ministro della Difesa Giulio Andreotti, il quale auspica che le caserme vengano ammodernate, con impianti sportivi e centri scolastici (in quel periodo sono ancora dodicimila i ragazzi analfabeti che prestano servizio militare). Seguono i colleghi (di partito e di gabinetto) Luigi Gui (Pubblica Istruzione) e Giacinto Bosco (Guardasigilli), soddisfatti per il sempre più costante calo sia dello stesso analfabetismo che della delinquenza minorile. La parola, subito dopo, passa alle opposizioni: i rappresentanti comunisti quella sera in video sono Giancarlo Pajetta e Luigi Longo, polemici per l'incipiente aumento dei prezzi, Luciano Lama, sostenitore dell'unità dei lavoratori per nuove lotte, la toscana Lina Fibbi, tra le prime donne della storia repubblicana impegnate nella difesa dei diritti delle lavoratrici, e infine l'on. Degli Esposti, portavoce della scontentezza dei dipendenti statali. Infine, per il PSI, in odore di sicuro successo elettorale, sfidano letteralmente lo strapotere della balena bianca Tullia Carettoni Romagnoli e Venerio Cattani, il quale ultimo, essendo responsabile della politica agraria del partito, auspica un potenziamento generale della cooperazione tra i braccianti.

Di politica si parla, in un certo senso, anche nel programma che segue, ossia la rubrica di spettacolo
Cinema d'oggi, condotta dalla raffinata attrice lariana Luisella Boni: si parla infatti di un nuovo film di denuncia sociale che Francesco Rosi sta terminando di girare e che tratta del tema della sempre più frequente speculazione edilizia, a Napoli come altrove, Le mani sulla città, con lo statunitense Rod Steiger nei panni del protagonista. Certo, i vari concetti sono giocoforza filtrati per non irritare i potenti di turno, tanto più che siamo, come già detto, sotto elezioni, ma il messaggio appare chiaro. Se ne accorgeranno i giurati del Festival di Venezia del settembre successivo, che non esiteranno a premiare meritatamente l'opera di Rosi con il Leone d'Oro. E allora eccovi un breve frammento da questo capolavoro, sottotitolato in francese proprio come in occasione della prima proiezione al Lido:

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La serata si chiude con un nuovo capitolo del ciclo
Ieri, produzione esterna (della Incom, esattamente) che racconta "per immagini" storia e costume dell'Italia dalla Belle Epoque al Dopoguerra. L'argomento trattato nella trasmissione mandata in onda quel 21 marzo è proprio dedicato alla fine della Seconda Guerra Mondiale e ai cambiamenti che attendono ben presto il nostro Paese. Punto di partenza è l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943: ben noto è l'annuncio dato via radio da Pietro Badoglio, da un mese e mezzo subentrato a Mussolini:

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Seguono la cruenta, durissima guerra civile, il trionfo partigiano, l'abdicazione di Vittorio Emanuele III che cede il posto a Umberto II, il Re di Maggio, e quindi, finalmente, il referendum del 2 giugno del 1946, con il giusto successo, specie al Nord, della Repubblica. Eppure i monarchici non ci stanno e c'è chi sospetta di brogli (tesi che sarà amplificata da un'inchiesta televisiva del 1990). Mentre Enrico De Nicola viene individuato come nuovo Capo dello Stato provvisorio, Umberto II parte malinconicamente per l'esilio lusitano, non prima di aver lasciato un messaggio ai propri sostenitori, che riascoltiamo nella lettura di Riccardo Paladini (dovrebbe essere una parte audio tratta proprio dal documentario in questione):

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Finisce così questo post: ci ritroveremo presto con un nuovo intervento, sempre volto a scoprire voci, volti, notizie, curiosità e quant'altro viene suggerito dall'analisi dei vecchi ma gloriosi palinsesti radio e TV, tutt'altra cosa rispetto alla vergogna che appesta soprattutto il piccolo schermo al giorno d'oggi.

Un caro saluto, con l'augurio di una serena fine di settimana.

CBNeas

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